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Full text of "Dizionario latino-italiano secondo la sesta ed ultima edizione tedesca, con prefazione ed aggiunte dell'autore scritte appositamente per l'edizione italiana;"

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C.    E.    GEORGES 


DIZIONARIO 


DELLA 


LINGUA  LATINA 

SECONDO 

LA  SESTA  ED  ULTIMA  EDIZIONE  TEDESCA 

CON 

PREFAZIONE  ED  AGGIUNTE  DELL'AUTORE 

SCRITTE  APPOSITAMENTE   PER  L'EDIZIONE  ITALIANA 


VOLUME    I 

DIZIONARIO    LATINO -ITALI ANO 

TRADUZIONE   CON  AGGIUNTE 


CONDOTTA    DA 


FERRUCCIO    CALONGHI 


Seconda  Tiratura 


TORINO 
ROSENBERG    &    SELLIER 

LI  BRUMA  INTERNAZIONALE 
3     —    VIA      BOGINO     —     3. 

189  6. 


C.     E.     GEORGES 


DIZIONARIO 

LATINO-ITALIANO 

SECONDO 

LA  SESTA  ED  ULTIMA  EDIZIONE  TEDESCA 

CON 

PREFAZIONE  ED  AGGIUNTE  DELL'AUTORE 

SCRITTE   APPOSITAMENTE   PER   L'EDIZIONE   ITALIANA. 


TRADUZIONE  CON  AGGIUNTE 


CONDOTTA    DA 


FERRUCCIO    CALONGHI 


Seconda  Tiratura 


TORINO 
ROSENBERG    &    SELLIER 

LIBRERIA   INTERNAZIONALE 
8     —    VIA      BOQINO     —     3. 

189  6. 


PROPRIETÀ     LETTERARIA 


Torino,  Tip.  e  Lit.  Camilla  e  Bertolero. 


41^ 


^6 


PREFAZIONE  DELL'AUTORE 


Il  presente  Dizionario-Manuale  della  Lingua  Latina,  tradotto  in  Ita- 
liano col  mio  consenso,  è  dedicato  sopratutto  ed  in  particolar  modo  alle 
scuole,  ed  io  mi  sono  proposto  di  registrarvi  in  genere  soltanto  quei 
vocaboli,  quei  significati  di  essi,  quelle  frasi  e  quelle  costruzioni,  che 
si  riscontrano  negli  Autori  latini  letti  nelle  scuole  e  che  servono  come 
modelli  di  stile;  così,  fra  i  prosatori,  ho  tenuto  conto  di  Cornificio  (ad 
Herennium),  di  Cicerone,  degli  Storici  da  Cesare  fino  ad  Eutropio, 
eccettuati  gli  Scriptores  Hùtoriae  Augustae,  dei  due  Seneca,  di  Quin- 
tiliano e  di  Plinio  il  Giovane;  fra  i  poeti,  di  Terenzio,  Catullo,  Lucrezio, 
Orazio,  Virgilio,  Tibullo,  Properzio,  Fedro  ed  Ovidio.  E  poiché  negli 
esercizi  di  stile  latino  possono  e  debbono  venir  usati  vocaboli,  frasi, 
costruzioni,  ecc.,  di  altri  Autori,  quali  particolarmente  Plauto,  Varrone 
(de  lingua  latina),  gli  Scriptores  rei  rusticae,  Vitruvio,  Plinio  il  Vec- 
chio e  Celso;  così  ho  tenuto  conto  anche  di  essi,  nei  casi  in  cui  mi 
sembrò  necessario. 

Soltanto  ai  meno  pratici  di  lavori  di  questo  genere  potrà  sembrar 
agevole  la  scelta  del  materiale  contenuto  in  questo  volume,  e  facil 
cosa  l'ovviare  alle  possibili  omissioni.  Poiché  io  non  ho  potuto,  ad 
esempio,  tralasciare  un  vocabolo,  una  frase  e  via  dicendo,  pel  solo 
fatto  che  in  tutti  i  Lessici  latini  di  maggior  mole  vengano  attribuiti 
soltanto  a  Scrittori,  che  escono  dal  numero  di  quelli  indicati  di  sopra: 
il  lungo  uso  dei  Lessici  latini  mi  ha  abbastanza  dimostrato  quanto  essi 
siano  imperfetti  e  perciò  appunto  ho  esaminato  singolarmente  ogni 
vocabolo,  ogni  frase,  significato  e  costruzione,  prima  di  ammetterli  o 
no  in  questo  lavoro.  Il  .materiale  lessicografico,  che  io  stesso  vado  rac- 
cogliendo da  più  di  cinquantanni  e  l'uso  di  buoni  Indici  mi   hanno 

481926 


—    VI    — 

servito  grandemente  per  questa  compilazione  e  spesso  mi  hanno  con- 
dotto a  risultati  affatto  diversi  di  quelli  a  cui  giunsero  questo  o  quel 
compilatore  di  un  cosidetto  Dizionario  ad  uso  delle  scuole,  attinto  a 
più  aride  fonti.  Questo  Dizionario  vanta  quindi  sugli  altri  lavori  di 
simil  genere  un  numero  considerevolmente  maggiore  di  vocaboli,  che 
hanno  ogni  ragione  di  figurarvi.  Il  materiale  lessicografico  è  elaborato 
come  nel  mio  Lessico  Completo;  soltanto,  dato  lo  scopo  speciale  di 
questo  libro,  la  trattazione  di  qualche  vocabolo  è  talora  più  ristretta, 
talora  più  diffusa,  a  seconda  dei  casi  ;  e  di  più,  quando  mi  parve  ne- 
cessario, ho  variato  del  tutto  anche  la  disposizione  della  materia  sotto 
qualche  vocabolo.  Dei  nomi  propri  ho  registrato  soltanto  quelli  che 
occorrono  negli  Scrittori  letti  nelle  scuole  od  in  qualcuna,  delle  loro 
opere. 

Le  esigenze  della  scienza  m'hanno  suggerito  numerosi  emendamenti 
ed  aggiunte,  che  ho  introdotto  in  questa  edizione  italiana. 

Possa  questo  Dizionario,  giunto  in  Germania  alla  sua  sesta  edizione 
e  tradotto  due  volte  in  Olandese,  ottenere  il  favore  delle  scuole  italiane. 

Gotha,  Gennaio  1891. 


Prof.  D.r  C.  E.  GEORGES. 


PREFAZIONE  DEL  TRADUTTORE 


Il  Dizionario,  di  cui  presentiamo  la  traduzione  italiana,  è  il  Piccolo 
Dizionario  Latino-Tedesco  di  G.  E.  Georges  (1),  da  non  confondersi 
col  -Dizionario  Completo  (2)  del  medesimo  Autore.  Abbiamo  omesso 
nel  titolo  la  parola  piccolo,  dietro  varie  considerazioni  della  Casa  Edi- 
trice e  coll'assenso  dell'Autore. 

Mi  dispenso  dallo  esporre  il  metodo  seguito  dall'Autore  nella  com- 
pilazione di  questo  lavoro;  chi  si  occupa  con  amore  di  studi  classici, 
conosce  le  opere  lessicografiche  del  Georges  e  crediamo  plaudirà  agli 
Editori  sigg.  Rosenberg  e  Sellier,  che  ne  vollero  fornire  una  traduzione 
per  le  Scuole  Classiche  Italiane. 

Non  è  che  i  Dizionari  latino-italiani  che  ora  corrono  per  le  mani  dei 
giovani,  non  abbiano  i  loro  meriti;  basterebbe  la  considerazione  che 
i  più  moderni  fra  essi  sono  compilati  in  gran  parte  sul  Forcellini  De-Vit. 
Ma  appunto  per  ciò,  meritava  di  essere  tradotto  in  Italiano  questo  Les- 
sico, condotto  con  un  metodo  alquanto  diverso,  elaborato  accuratamente 
e  direttamente  svile  fonti,  e  che  nell'interpretazione  dei  passi  citati  ha 
altresì  fatto  suo  prò  delle  molteplici  edizioni  annotate  ed  interpreta- 
zioni sparse  di  Classici  latini  stampate  in  Germania.  La  parte  poi  che 
riguarda  i  nomi  propri,  sia  mitologici  che  storici  e  geografici,  coi  ri- 
spettivi derivati,  figura,  soltanto  in  parte,  in  uno  solo  dei  dizionari 
scolastici  latino-italiani:  essa,  oltre  ad  essere  utile  sempre, è  talora  neces- 
saria, particolarmente  per  tradurre  passi  che  contengono  i  cosidetti 
derivati.  Lo  stesso  si  dica  delle  brevi  dichiarazioni  archeologiche  ap- 
poste ai  nomi  esprimenti  cariche,  uffici,  e  specialmente  magistrature  e 
magistrati;  usi  speciali,  come  feste,  cerimonie  religiose  e  via  dicendo: 
e  finalmente  dei  moltissimi  termini  tecnici. 


(1)  Klemes  Latemisch-Deutsehes  Handivorterbuch  —  6a  edizione,  Lipsia,  1890. 

(2)  Ausftihrliches  Handworterbuch,  ecc.  —  T  edizione,  Lipsia,  1879-80. 


—    Vili    — 

Le  aggiunte  che  ho  inserito  qua  e  là  non  hanno  la  pretesa  di  col 
mare  lacune  dell'originale  tedesco,  ma  soltanto  di  rendere  il  lavoro 
più  chiaro  e  proficuo  per  le  nostre  scuole.  Talora  ho  aggiunto  l'intera 
traduzione  di  passi  difficili;  di  spesso  ho  apposto  l'indicazione  nume- 
rica dei  passi,  particolarmente  là  ove  la  traduzione  datane  dall'Autore 
si  scostava  dalla  comune  interpretazione  accolta  nelle  migliori  edizioni 
italiane;  anzi,  in  quest'ultimo  caso,  ho  aggiunto  spesso  tra  parentesi 
l'interpretazione  comune.  Qualche  volta  ho  ritoccato,  col  consenso  del- 
l'Autore, qualche  vocabolo,  servendomi  specialmente  del  Lessico  Com- 
pleto nominato  di  sopra. 

L'opera  mia  è  stata  lunga  e  faticosa:  affinchè  la  traduzione  rispondesse 
bene  all'originale,  ho  dovuto ,  fra  le  altre  cose,  raffrontare  la  maggior 
parte  dei  passi  nei  rispettivi  Autori. 

Da  parte  loro,  i  solerti  Editori  non  hanno  risparmiato  alcuna  cura, 
acciocché  l'edizione  italiana  non  riuscisse  inferiore,  per  la  nitidezza  della 
stampa  e  la  molteplicità  dei  caratteri,  all'edizione  tedesca,  in  ciò  coadiu- 
vati dalla  spettabile  Tipografìa  dei  sigg.  Camilla  e  Bertolero. 

Se  gli  egregi  e  benevoli  Colleglli  ci  aiuteranno,  e  vorranno  esserci 
cortesi  di  osservazioni  ed  aggiunte,  ne  terrò  conto  per  la  seconda  edi- 
zione, che,  pel  bene  degli  Studi  Classici,  oso  sperare  non  lontana. 

Intanto  ringrazio  di  tutto  cuore  i  chiarissimi  Professori,  che  mi  pre- 
starono il  loro  valido  aiuto  nel  lungo  e  difficile  lavoro,  ed  in  ispecial 
modo  il  mio  caro  e  dotto  amico  Prof.  Pietro  Rivoire,  che  cooperò 
altresì  grandemente  alla  correzione  delle  bozze  (1). 

Torino,  Febbraio  1891. 


F.  CALONGHI. 


(1)  Eingrazio  i  chiarissimi  Professori  L.  V.,  E.  G.  e  G.  G.,  pei  loro  benevoli  articoli  in- 
seriti rispettivamente  nella  Gazzetta  Letteraria  (1890,  n°  17),  nella  Biblioteca  delle  Scuole 
(anno  1°,  n.  19),  nell'eco  delle  Scuole  (uel  numero  del  1°  luglio  1889  ed  in  aitri),  nonché 
i  numerosi  Giornali,  che,  facendo  cenno  di  questa  pubblicazione,  mentre  usciva  a  dispense, 
ebbero  anche  per  me  lusinghiere  parole. 


1.  A,  a,  prima  lettera  dell 'alfabeto  latino. 
— Come  abbreviazione  :  a)  come  sigla  di  nome 
proprio,  commi,  corrispondente  al  prenome 
Aulus.  b)  nel  computo  degli  anni,  Annus, 
rcomun.  =  Anno,  p.  es.  A.  U.  C.  =  anno  urbis 
conditae. 

2.  ii,  ab,  abs,  prep.  colVabì.  (affine  ad 
ano),  col  concetto  fondamentale  di  partenza 
da  un  punto;  da  (contrapposto  allo  ad  =  a), 
IJ  di  luogo  :  A)  per  indicare  il  punto  iniziale 
di  un  moto,  \)propr.,per  indicare  il  luogo  o 
la  persona  da  cui  si  prendono  le  mosse,  da,,, 
via  da,,,  redire  a  foro,  Plaut.,  a  Caesare,  Cic: 
fuga  ab  urbe,  Cic.:  quindi  ab . . .  ad,  da,,,  fino 
<t,„,  Cic:  e  cosi  usque  ab . . .  ad,  ovv.  in,  Cic 
2)  trasl.:  a)  per  indicare  la  persona  da  cui 
si  prende  o  si  deriva  q.c,  da,  emere  ab  alqo, 
Sen.:  solvere  ab  alqo,  per  mezzo  di  quale,  (un 
banchiere,  ecc.),  Cic:  cognoscere  e  discere  ab 
alqo,  Cic  b)  per  indicare  la  stirpe,  V origine, 
«sse  a  M.Tullio, discendere  da  M.  Tullio, Cic; 
ma  esse  a  Zenone,  essere  della  Scuola  di  Ze- 
none, Cic:  legati  ab  Ardea,  Liv.:  di  origine 
etimologica,  nomen  invenisse  ab  alqa  re,  Cic:  e 
per  indicare  la  ragione,  il  motivo,  V impulso, 
per,  in  causa  di,  ab  giugulari  amore,  Balb. 
in  Cic:  ab  obsidione,  Liv.  e)  per  indicare  il 
tutto  di  fronte  alia  parte,  di,  fra,  unus  ab 
novissimis,  Caes.  d)  per  indicare  V autore  o  la 
causa  efficiente,  di,  da,  per, per  mezzo  di;  anche 
in  seguito  a,  con  verbi  passivi  ed  intransitivi, 
interfici,  interire  ab  alqo,  Cic:  perire  a  morbo, 
Nep.:  con  sost.,  plaga  ab  amico,  Cic:  con  ag- 
getta pieni  animorum  ab  pristini  diei  meliore 
occasione,  Liv.:  talora  coi  gerundivi  invece 
del  datmo,  specialmente  quando  precede  già 
un  dativo,  fortis  et  a  vobis  conservandus  vir, 
Cic:  quibus  (civibus)  est  a  vobis  consulendum, 
Cic  B)  per  indicare  il  punto  d'inizio,  di 
■partenza,  di  una  direzione:  \)propr.:  a)  da, 
spesso  anche  corrispondente  al  nostro  a,  in; 
a  supero  mari,  Cic:  a  puppi  religatus,  Cic: 

a   labris,  Caes.    b)  dalla  parte  di,  ad,  in,  da, 

ab  Eurota,  Cic:  a  fronte,  Caes.:  ab  occasu 
et  ortu  solis,  ad  Occidente  e  ad  Oriente, 
Liv.  2)  trasl.:  a)  per  indicare  la  persona 
per  la  quale,  in  prò  della  quale  si  fa  una 
cosa,  stare,  facere  ab  alqo,  dalla  parte  di 
qualcuno,  in  vantaggio  di  quale,  per  quale, 
{contr.  coutra  od  adversus  alqm),  Cic:  così 
anche  dicere  ab  reo,  Cic:  ab  innocentia  cle- 
mentissiinus,  per,  ecc.,  Cic.   bjper  una  più 


prossima  delimitazione  o  circoscrizione  della 

provenienza  :    a)  da  parte  di,  riguardo  a,  in, 

ab  senatu  desperare,  Cic:  timere  ab  alqo, Cic: 
laborare  ab  alqa  re,  Caes.:  firmus  ab  equitatu, 
Piane  in  Cic:  inops  ab  amicis,  Cic:  medio- 
criter  a  doctrina  instructus,  Cic:  ab  omni 
laude  felicior,  Cic:  quindi  servus  a  pedibus, 
lacchè,  Cic:  a  manu,  scrivano,  Suet.  P)  di 
fronte  a,  davanti  a,  custodire  ab  alqo,  Cic:  tu- 
tus  a  periculo,  Caes.  G)per  indicare  il  punto 
di  lontananza  nello  stato,  il  punto  della  di- 
stanza, 1)  propr.,  da,  con  abesse,  distare  e 
sim.  (V.);  coi  numerali,  distante  di,  ab  milibus 
passuum  duobus,  Caes.  2)  trasl.:  a)  generic, 
con  dissentire,  discrepare,  alienum  esse  e  sim, 
(V.),  nella  locuz.  non  ovv.  haud  ab  re,  non 
inutile,  vantaggioso,  Liv.  b)  per  indicare  V or- 
dine ed  il  grado,  dopo,  partendo  da,  partic. 
dopo  aggettivi  ordinali,  quartus  ab  Arcesila, 
Cic.  II)  di  tempo:  A)  coli 'indicazione  del 
punto  di  partenza,  da,  ab  hora  tertia,  Cic:  a 
condiscipulatu,  Nep.:  ab  initio,  da  principio, 
Cic:  coli  indicazione  del  punto  d'arrivo  {con 
ad,  in,  usque  ad),  p.  es.  ab  hora  septima  ad  ve- 
speruni,Caes.  B)  colV indicazione  del  punto 
d'allontanamento,  di  lontananza,  da,  ab  urbe 
condita,  dalla  fondazione  di  Roma ,  Cic.  : 
tertio  abs  te  die,  tre  giorni  dopo  che  ci  la- 
sciammo, Cic.  —  In  composizione  =  da,  via, 

abaci  us,  ùs,  m.  (abigo),  il  condur  via  (V  ar- 
mento, il  gregge),  abigeato,  Plin.  pan.  20,  4. 

ahaeus,  i,  m.  (à(3a£),  tavola  divisa  a 
mo"1  di  scacchiera,  originariamente  con  cifre 
(ABr),  opp.  asse  della  tavola  colVorlo  rile- 
vato, a)  come  tavoliere,  tavola  da  giuoco,  Suet. 
b)come  tavola  di  lusso,  a  mosaico,  posta  come 
ornamento  nelle  camere,  per  sostenere  vasi 
ed  oggetti  preziosi,  Cic 

abaiìenalfo,  ònis,  f.  (abalieno),  aliena- 

mento,  espropriazione,  CÌC  top.  28. 

ab-alìcno,  avi ,  atum,  are,  alienare,   IJ 

propr.,  dar  via,  allontanare  da  se,  detto  partic. 
di  un  possesso,  espropriare,  vendere,  cedere 
(contr.  conservare),  Cic.  II)  trasl.:  a)  ge- 
neric: abalienati  jure  civium,  privati  del  di- 
ritto di  Cittadinanza,  LÌV.  b)  alietuxre,  allon- 
tanare, far  ribellare,  rendere  indifferente  (contr, 

alqm  amicum  facere),  alqm  ovv.  animum, 
Cic:  alqm  ovv.  voluntatem  alcjs  ab  alqo,  Cic 
4bà*,  bantis,  m.  ("Apa^,  Abante,  re  di 
Ar:/o,  padre  di  Acrisio,  avo  di  Danae  ed 
Atalante.  —  Ber  iv.:  A)  Abanléu»,  a,  uni 


OeorgesrCalonghi,  Dizionario,  latino-italiano  , 


3 


ibavus 


aleo 


CApàvxetos),  pertinente  ad  Abante,  Abanteo. 
B)  Umilila Jés,  ae,  m.  ('ApavxtaSyjs),  un 
Àbanziade,  cioè  suo  figlio  Acrisio  e  il  pro- 
nipote Perseo. 

Stimi  U*,  i,  m.  (avi  avus),  nonno  del  nonno, 

trisavolo,  Cic:  talora  in  significato  generale 

=.  avo,  antenato,  Sen. 

I  lnliUóii)  ii»u>,  i,  m.  ('Ap8aXojvou.o£), 
Abdaionimo,  posto  come  re  a  Sidone  da  Ales- 
sandro il  Grande. 

.linièra,  òrum,  n.  ("ApSyjpa,  toc),  Abdera, 
città  della  Tracia,  secondo  alcuni  oggi  Po- 
listilo,  famosa  per  la  borghigianeria  dei 
suoi  abitanti;  di  qui  T espressione  hic  Ab- 
dera, Cic.  =   Deri v.:  A)  Abdèri  Ics,  ae, 

m.  (*A^2yjp{x7]S),  di  Abdera,  Abderite.  B)  Àb- 

dcrltanus,  a,  um,  Abderitano  =  stolto. 
abdica  Ilo,  ònis,  f.  (I.  abdico),  u  disfarsi 
di  q.c.  o  di  quale;  di  un  figlio  (filii  abdicatio), 
cacciarlo  dalla  casa  paterna  (e  diseredarlo), 
Sen.  rhet.  —  dictaturae,  rinuncia,  Liv. 

1.  abdtCO,  avi,  àtum,  are,  allontanare  da 
sé   quale.  0  q.c,   respingere,  id  totuill   abdico 

atque  eicio,  Cic.  —  Partic,  a)  disconoscere, 
scacciare  da  sé,  abdicare  alqm  fratrem,  Liv.: 
e  così  abd.  fìlium,  liberos,  Seri,  b)  cedere  una 
carica,  deporta  prima  del  termine  legale,  ri- 
nunciarvi solennemente,  magistratum,  Sali.:  e 
se  magistratu,  tutela,  Cic. 

ab -dico,  dixi,  ere,  rivocare,  non  per- 
mettere, dar  risposta  sfavorevole  [termine  au- 
gurale, contr.  ad  addicere),  Cic.  de  div,  1,  31. 

abditus,  a,  ura,  part.  agg.  (abdo),  na- 
scosto, occulto,  fuor  di  vista,  appartato,  remoto, 
I)  propr.,  allo  sguardo,  in  senso  materiale  : 
vis  abdita  quaedam,  Lucr.:  partic.  di  luoghi, 
pars  aedium,  regiones,  Sali.:  loca,  ripostigli, 
Sali.:  di  persone,  abstrusus  atque  abditus,  so- 
lingo,  lontano  dal  mondo,  Plin.  pan.:  il  neutr. 
sing.  con  prep.,  con  valore  di  sost.  =  a  pro- 
fondo, subita  ex  abdito  vasti  amnis  eruptio, 
Sen.:  neutr.  plur.  come  sost.,  terrai  peuitus 
abdita,  le  viscere  della  terra,  Lucr.  II)  trasl., 
allo  sguardo,  in  senso  morale:  res  abditae  et 
obscurae,  Cic:  res  occultae  et  penitus  abditae, 
Cic:  voluntas  abdita  et  retrusa,  Cic:  abditi 
alcjs  sensus,  Liv.  e  Tac.  —  Neutr.  plur.,  come 
sost.,  abdita  rerum,  concetti  fino  ad  ora  sco- 
nosciuti, concetti  nuovi,  idee  nuove,  Hor.  art. 
poét.  49. 

abdo,  dtdi,  dltum,  ere,  mettere  in  disparte, 
porre  da  parte;  perciò  togliere  dagli  occhi,  dallo 
sguardo,  allontanare,  sottrarre  allo  sguardo, 
ritirare,   nascondere,    I)  in  gen.:   hinc  procul 

abde  faces,  Tibull.:  pedestre*  copias  ab  eo  Iocj 
abditas,  Caes.  :  equum  domo,  mantenere  in 
caia,  Verg.:  virgo  abdita  (sc.turri),  rinchiusa, 
Hor.:  argentum  abditum  terris,  ancor  nasco- 
sto sotto  terra,  non  ancora  scavato,  Hor.: 
partescorporis  contexit  atque  abdidit  (natura), 
Qic.'.poet.,  vultus  et  caput  undis,  Ov.:  caput 
cristatà  casside,  coprire ,  Ov.:  lateri  capulo 
tenus  ensem,  immergere  la  spada  nel  fianco 
sino  alV elsa,  Vepg.:  e  così  ferrum  in  armo 
ferae,  Ov. :  corpus  humi,  seppellire,  Fior.; 
quinìi  a)  abdere  se  in  alqm  locum,  nascon- 
dersi, rifugiarsi,  ritirarsi  in   gualche  luogo,   se 

in  rnontes,  Verg.:  detto  partic.  per  ritirarsi 

uuita  società,  daWttntuiio  consorzio,    se    in  illti- 


mam  Macedoniam,  Cic:  se  rus,  Ter.:  e  se  in 
bibliothecam  ovv.  in  litteras,  Cic:  e  se  litteris,. 
Cic:  nel  part.  perf.  pass,  (mediale)  abditus,. 

lungi  dall'umano  consorzio,    ritiratosi  a  vivere,- 

in  tectis  silvestribus,  Cic:  agro,  Hor.  p)  aiion 
tonare  =  esiliare,  alqm  in  insulam,  Tac  IIJ 
col  concetto  accessorio  del  nasconder  e, nascon- 
dere, occultare,  feiTum  intra  vestem  o  sempì. 
veste,  Liv.:  se  post  maceriam,  Liv.:  se  in  pro- 
ximas  silvas,  Caes.:  se  in  suis  tectis,  Liv.:  ab- 
diti in  tabernaculis,  Caes.:  in  silvis  abditos  la- 
tore, Caes.:  in  silvani  Arduennam  abditi, Caes.: 
cultrum  sub  veste  abditum  habere,  Liv.:  Am- 
phiaraé  sub  terra  tu  abdite!  Cic:  ascensus  ab- 
ditus a  conspectu,  Liv.:  trasl.,  tener  nascosto, 
occultare  q.c.  alla  mente,  alV  animo,  illum, 
quem  abdi-s,  Cic:  abdenda  cupiditas  erat,  Liv. 

abdÓIUCn,  minis,    n.,    ventre,  pancia,  ad- 
dome, sede  dei  bassi  piaceri  sensu:ili,Cic.  ed  a. 

abd  tiCO,  duxi,  ductum,  ere,  condur  via,  ac- 
compagnar via,  allontanare  {contr.  adducere), 

I)  propr.:  a)  ogg.  anim.:  alqm  ab  aratro, 
Cic:  alqm  vi  de  foro,  Liv.:  alqm  ad  cenam, 
Ter.:  alqm  in  servitutem,  Cic:  armenta,  Ov. 
b)  ogg.  inan.:  ritirare,  sottrarre,  clavem,  Plaut.: 
caput  retro  ab  ictu,  Verg.  II)  trasl.,  a)  ge- 
ne rie:  alqm  ab  his  hominibus ...  ad  hanc  ho- 

minum  licentiam,  Cic:    b)  alienare,  inimicare, 

distaccare  uno  da  un  altro,  alqm  ab  alqo,  Cic: 
ad  se,  tirar  ale.  dalla  sua,  Cic  e)  rimuovere 
quale,  da  qualche  abitudine,  inclinazione, 
atticità  e  sim.,  distogliere,  alqm  ovv.  animum 
ab  alqa  re,  Cic:  aciem  mentis  a  consuetudine 

OCUlorum,  Cic     d)  abbassare,  avvilire  qualche 

cosa,  rendendola  simile  a  qualche  altra,  ar- 
tem  tantam  a  religionis  auctoritate  ad  mer- 
cedem  quaestumque,  Cic. 

A  bella,  ae,  f.,  città  della  Campania;  ora 
Avella.  —  Deriv.:   Abellauus,  comun. 

\\ elianti!*»,  a,  UHI,  Avellano,  di  A.  —  Plur. 

sost.,  Abellani,  òrum,  m.,  gli  abitanti  di  A., 

Avellani» 

ab-èo,  l'i,  ttum,  Ire,  andar  via,  andarsene, 

partire  (contr.  adire,  redire ,  manere) ,  I) 
propr.:  a)  generic,  assol.,  abire  (uscir  dal 
sentiero,  allontanarsi)  C>phen  jubet,  Curt.: 
illinc,  Cic:  ab  ilio,  Plaut.:  comitio,  Liv.:  ex 
Africa,  Sali.:  ad  alqm  in  Mauritaniani,  Sali.: 
hinc  domum,  Liv.:  ex  conspectu,  di  navi, 
Cacs.  —  qu  ndi  abi,  va,  ora  per  approvare  = 
bene,  sta  bene,  bravo,  abi,  virum  te  judico, 
Ter.:  non  es  avarus,  abi,  Hor.:  ora  con  mal 
garbo,  va  ==  via,  va  via,  vattene,  Ter.:  etiam 
tu  hinc  abis  ?  non  vuoi  ancora  andartene  ? 
Ter.:  cfr.  quin  tu  abis  in  pestem  malumque 
cruciatum?  Cic:  abi  hinc  cum  tnbunatibus 

ac  rOgationibUS  tuis,  LÌV.  b)  partirsene,  venir 

via,  riuscire,  donatus  abeo,  Verg.  e  Plin.  ep.: 
partic.  dell'uscir  da  un  combattimento,  pauci 

integri   abeunt,  Sali.     C)  ritirarsi  da,  lasciare 

un  impiego,  una  carica,  consulatu,  Cic.  d)  ab- 
bandonare la  vita,  e  vita,  Cic:  ad  deos,  Cic 
e)  detto  di  tempo  (anno,  mese,  ora,  ecc.),  pas- 
sare, trascorrere,  finire,  Cic  f)  di  malattie,. 
guarire,  passare,  cessare  {contr.  remanere), 
Cic  g)  di  Sentimenti,  svanire,  sparire,  affie- 
volirsi, Cic  h)  di  cose  all'osta,  air  incanto, 
sfuggire,  non  toccare  ad  ale,  ab  alqo,  Cic  II) 
trasl.:    a)  generic:  ea   (Sempronia)  luxurià- 


5  abequito 

praeceps  abierat,  era  caduta  da  una  scelle- 
ratezza in  un'altra,  Sali.:  non  longe  abieris, 
tu  non  anderai  avanti  un  pezzo,  Cic:  pre- 
tiam  retro  abiit,  è  ribassato,  Plin.  ep.  b)  di 
abbandonare  q.C,  perdere,  allontanarsi,  a)  il 
filo  del  discorso,  sed  abeo  a  sensibus,  Cic: 
quid  ad  istas  ineptias  abis?  perchè  ti  perdi 
in  queste  bazzecole  ?  Cic.  p)  nélV  agire,  riti- 
rarsi, ritirarsi  da  q.c,  etiatn  tu  hincabis? 
Cic:  impers.,  ne  irrito  incepto  abiretur,  Liv. 
e)  dell'effetto,  della  riuscita  di  un'azione, 

andar  a  finire,  finire,  riuscire,  non  SÌC  abire, 
Cic  d)  di  condizioni,  perdersi,  andar  per- 
ditto,  affievolirsi,  svanire,  fides  abiit,  Liv.:   Illa 

mea,  quae  solebas  antea  laudare . . .  abierunt, 
ebbero  fine,  Cic  e)  passare,  ritornare  verso 
quale,  o  q.c,  abit  res  a  Consilio  ad  vires 
vimque  pugnantium,  Nep.:  abire  in  avi  mores 
et  instituta  ==  ritornare,  adattarsi  ai  co- 
stumi, ecc.,  Liv.  f)  passare  in  q.c,  oc)  passare, 
andare  a  finire,  terminare  in,  in  qU0S  SUmptus 

abeunt  fructus  praediorum  ?  Cic.   p)  passare 

in  =  trasformarsi,  in  silvas,  Ov. 

ab-equìto,    avi,    àie,    andar  via,  partire, 

fuggire  a  cavallo,  Syracusas,  Liv.  24,  31,  10. 

aberra  tìo,  ònis,  f.  (aberro),  il  distogliersi, 
il  distrarsi,  a  molestiis,  a  dolore,  Cic. 

àb-erro,  avi,  àtuin,  are,  errar  lungi, 
allontanarsi  da  q.c  ,  I)propr.:  a  patre,  Plaut.: 
ex  agmine,  Liv.:  pecore,  Liv.  II)  trasl.:  a)  al- 
lontanarsi da  un  termine,  da  un  punto,  sco- 
starsene, venir  meno  a,  ab  alqa  re,  CÌC  b)  per- 
dere il  filo  del  discorso,  passare  ad  altro,  Cic: 
ad  alia,  Cic  e)  vagare  col  pensiero,  a)  ge- 
neric:  essere  distratto,  Aug.  in  Suet.  Claud.  4. 
P)   distrarre,  distogliere  la   mente  da  q.C  di 

triste,  a  miseria,  Cic:  usato  assol.,  Cic 
abfore,  abforem,  V.  absum. 
ab-hinc,  avv.,  di  qui,  di  qua,  I)  di  luogo, 

Lucr.  3,953.  II)  trasl.,  di  tempo,  a)coH'acc. 

=  fa,  da  questo  momento,  abh.  triennium,  tre 

anni  fa,  Ter.:  abh.  annos  XIV,  Cic.  b)  colV abl. 

=  prima,  abh.  XXX  diebus,  Cic 

ab-  liorreo,  horrui,  ère,  aborrire,  farsi  in- 
dietro tremando,  I)per  isdegno,  sdegnare,  abor- 

rire,  alqm,  Cic:  alqd,  Suet.  IIJ  per  avversione, 
ripugnanza,  a)  propr.,  indietreggiare  davanti 

a  q.C  =  sentir  ripugnanza  di  q.C,  essere  av- 
verso, contrario,  non  lasciarsi  menomamente  at- 
trarre da  una  cosa,  non  volerne  sapere,  ab  alqa  re, 

Cic:  alqa  re,  Curt.:  assol.  (contr.  cupere),  Cic. 
b)  trasl.,  detto  di  cosa  non  compatibile  con 

un'altra,  contrastare  con,  non  combinare,  urtare 
contro  q.C.,  non  aver  alcuna  relazione,  non  aver 
a  che  fare   con   q.C,    discordare    COn   quale, 

esser  lontano,  dissimile,  ab  alqa  re  ed  ab  alqo, 
Cic:  longe  ab  alqa  re,  Cic:  alqa  re,  Curt.:  alci 
rei,  Liv.:  inter  se,  discordare,  Liv.:  assol.,  Cic: 
vestrae  abhorrentes  (inutili)  lacrimae,  Liv. 
abicio,  jèci,  jectum,  ere  (ab  e  jacio),  gettar 

via,  lungi;  lanciare  in  distanza,  gettar  giti  dal- 
l'alto, I)  propr.:  scutura,  Cic:  tela  ex  vallo, 
Caes.:  se  in  herba,  se  ad  alcjs  pedes,  Cic:  e 
muro  se  in  mare,  Cic:  anulum  in  mare,  Cic. 

II)  trasl.:  1)  gettar  là,  a)  gettarla,  trascura- 
tamente, nel  discorso,  Cic.  b)  disfarsi  di  una 
cosa  mediante  vendita,  vendere  ad  ogni  costo 
fa  prezzo  VÌlissimoJ,  Phaedr.  e)  dar  via,  ab- 
bandonare  q.C,   lasciar  andare,  rinunciare  del 


6 
tutto  a  q.c.  di  bene,  di  male,  Cic:  abiciamus 

ista,  lasciamo  Star  ciò,  Cic  2)  gettare  a  terra, 
calpestare,  tenere  in  obbiezione,  a)  avvilire,  pri- 
vare di  ogni  valore  quale  o  q.c,  Cic:  partic. 
SOttO  il  rispetto  morale,  abbassare  del  tutto, 
demoralizzare,   umiliare,  CÌC  abic.  se,  perdere 

ogni  vigore  morale,  rendersi  vile,  Cic  Tusc. 

2,  54  (cfr.  SOttO  al  n°  b).  b)  destinare  ad  umili 
uffici,  degradare,  abbassare,  ceteras  animantes 

ad  pastum,  Cic:  e  avvilire  colla  parola,  cioè 
far  apparire  dappoco  (contr.  augere,  tollere), 
Cic:  di  carattere,  se  abic,  avvilirsi,  Cic  pa- 
rad.  1,  14. 

abYcgllllS,    a,    Um,   di  legno  d'abete,  LÌV. 

ed  a. 

abies,  abietis,  f.,  abete  (tanto  l'albero  che 
il  legno),  Verg.  e  Liv.  —  Meton.  =  gli  og- 
getti fatti  di  legno  d'abete,  p.  es.  la  nave,  la 
lancia,  Verg. 

sibigo,  ègi,  actum,  ere  (ab  ed  ago),  condur 

via,  lungi,  fuori;   portar  via,  cacciar  via,    a) 

propr.,  ess,  anim.:  muscas,Cic:  alqm  rus,  Ter. 
Partic,  a)  condur  via  per  furto  (rubare),  pe- 
cus,  Cic  p)  trar  fuori,  espellere  con  arte  me- 
dica, partimi,  Cic  y)  mandar  via,  ripudiare, 
Suet.    b)  trasl.:  scacciare,  espellere  uno  Stato, 

una  condizione,  pauperiem,  Hor. 

abltlO;  Ònis,  f.  (abeo),  l'andarsene  via,  di- 
partita, partenza,  Comici. 

a  Mi  lì*,  ÙS,  m.  (abeo),  I)  l'andarsene,  par- 
tenza, dipartita,  Cic  IIJ  meton.  uscita  (come 
luogo),  Verg.  e  (alplur.J  Tac 

abjecté,  avv.  col  compar.  (abjectus)  in 
modo  basso,  a) riguardo  alla  condizione, 

bassamente,  in  condizione  volgare,  bassa,  Tac 
b)  in  signi f  morale,  timidamente,  in  modo  pu- 
sillanime, con  pusillanimità,  CÌC 

abjectìo,  ònis,  f.  (abicio),  il  gettar  via, 
trasl.,  debilitata)  atque  abjectio  animi  tui, 
l'avvilimento  e  lo  scoraggiamento  dell'animo 
tuo,  Cic.  Pis.  88. 

abjectus,  a,  um,  part.  agg.  col  compar.  e 

superi,  (abicio),  gettato  via,  in  disparte:  solo  in 
Senso  trasl.:  1)  trascurato,  rozzo,  pedestre,  sena- 

rius,  Cic:  o ratio  humilis  et  abjecta  {contr,  ni- 
mis  alta  et  exaggerata),  Cic.  2)  vile,  basso, 
a)  rispetto  alla  condizione,  al  grado,  basso, 
volgare  (contr.  amplus),  familia,  Cic  b)  in  si- 

gnif.  morale,  timido,  pusillanime,  abbattuto, 
disperato,  Cic  e)  del  carattere  =  spregevole, 
abbietto,  CÌC 

abjicYo,  V.  abicio. 

ab-jtidfco,  avi,  àtum,  are,  togliere  ad  al- 
cuno, come  giudice,  per  via  di  giudizio,  e  in 
genere,  la  proprietà  di  una  cosa  (contr.  adju- 
dicare),  alqd  ab  alqo,  Cic:  sibi  libertatem,  to- 
gliersi la  libertà,  Cic 

ab-jtingo,  junxi,  junctum,  ere,  slegare, 
I)  prop.  sciogliere  gli  animali  dal  giogo,  Verg. 

e  Prop.  Il)  trasl.,  separare,  allontanare,  dis- 
giungere, alqm,  Caes.:  se  ab  alqa  re,  tenersene 
lontano,  Cic. 

ab-jliro,  avi,  Stum,  are,  negare  con  giura- 
mento, abiurare,  alqd,  Cic:  creditum,  Sali. 

ablatlvus,  i,  m.  [con  e  senza  casus]  (abla- 
tus  da  aufero),  ablativo,  Quint.  ed  a. 

ablègatfo  (onis),  f.  (ablègo),  u  mandare 
(via),  juventutis  ad  bellum,  Liv.  6,  39,  7. 

ablègOj  SVI,  àtum,   are,  mandar  via  qual- 


7  aMigurio 

crino,  mandar  lontano,  allontanare,  relegare,  par- 
tic,  per  liberarsene;  costr.  colsempl.  acc.  opp. 
contemporaneam.  alla  domanda  donde? 
(coZZ'ab),  ovv.  dove?  (con  ad  ovv.  in),  ovv. 
a  che?  (col  supino  in  um),  Cic.  ed  a. 
ab-ligurìo  (ablìgurrio),  ivi,  ìtum,  ire, 

I)  spendere  in  banchetti,   scialacquare,    Ter.    e 

Seriori.  II)  in  signif.  osceno  in  Suet.  gr.  23. 

ab-loCO,  are,  appigionare,   dare  in  affitto, 

Suet.  Caes.  26  e  Vit.  7. 

ab-ludo,  ere  =  ànqcSsLv,  differire  nel 
tono,  poet.  trasl.,  haec  a  te  non  multum 
abludit  imago,  conviene  assai  bene  al  fatto 
tuo,  Hor.  sat.  2,  3,320. 

ab-lìio,  lui,  lutum,  ere,  portar  via 

lav  andò,    I)  lavare,   portar  via,    a)   di  un 

torrente,  villas,  inondare,  Sen.  b)  di  persone, 
maculas  e  veste,  Plin.:  lacrimas,  tergere,  Tac: 
trasl.,  del  cancellare  macchie  morali,  Cic. 

ed  a.    II)  pulire  lavando,    lavare,  purificare, 

pedes  alejs,  Cic.:  se  flumine  vivo,  Yerg. 

ab-negO,  avi,  atum,  Ere,  negare,  rifiutare, 
e  COSÌ  anche  ritenere,  sottrarre,  non  concedere, 

alci  alqd,  Verg.  e  Quint.:  coZZ'infin.,  Verg. 

ab-nepòs,  pòtis,  m.  (avi  nepos),  terso  ni- 
potè,  Sen.  ed  a. 

al>-neptis,  ptis,  f.  (avi  neptis),  tersa  ni- 
pote, Suet.  ed  a. 

.4  biloba,  ae,  m.,  Abnoba,  le  montagne 
còlla  parte  meridionale  della  Selva  Nera 
(dove  nasce  il  Danubio). 

abnocto,  are  (ab  e  nox),  pernottare,  passar 

la  notte  fuori  di  casa,  Sen.  ed  a. 

abnormi»,  e  (ab  e  norma),  fuori  di  regola, 

irregolare,  senza  norma  (di  nessuna  setta),  Hor. 

sat.  2,  2.3. 

ab-nuo,  abnui,  abnuiturus,  ere,  accen- 
nare di  no,  con  cenni,  gesti, partic.  della 
mano,  negare,  dir  di  no  (contr.  annuere,  acci- 
pere,  concedere,  polliceri),  a)  di  pers.,  assol., 
Cic:  alqd,  Cic:  coWa.cc.  e  Z'infin.,  Cic:  ra- 
ram.  de  alqa  re,  Sali,  b)  di  e.  astr.,  non  accon- 
sentire, ricusare,  impedire,  Tibull.  e  Plin. 

ab-nilto,  are,  accennare  di  no  col  capo  ; 
negare,  seg.  dàlV  acc.  e  Z'infin.,  Enn.  tr.  in  Cic. 
de  or.  3,  164. 

aboleo,  levi,  lttum,  ère,  far  andar  via 

=  ridurre  a  nulla,  distruggere,  a)  materidlm.: 

'alqd,  Verg.:  alejs  corpus  igni,  Tac  h)politic., 

moral.  e  spirit.,  annientare  =  levare  per  sem- 
pre, togliere  del  tutto,  mettere  in  disparte,  porre 
in  dimenticansa,  abolire,  Verg.  ed  a.,  alci  ma- 

gistratum,  Liv.:  partic.  una  legge,  una  costu- 
manza, una  consuetudine,  un  editto  e  sim., 

abrogare,  abolire,  sopprimere,  Liv. 

abftleSCO,  olèvi,  ere,  andarsene  man  mano, 
spegnersi  sensa  accorgersene,  sensa  traccia,  dì 

e.  astratte,  Liv.  e  Verg. 

«bollilo,  Ollis,  f.  (aboleo),  Vabolire,  il  rivo- 
care;    abolisione,    revoca,    abrogazione  di  lina 

legge,  ecc.,  Suet.:  con  e  senza  facti  =  amni- 
stia, Suet.  e  Quint. 

abolla,  ae,  mantello  a  doppio  giro,  mantello 
erto  per  ripararsi  dal  cattivo  tempo,  Suet.  ed  a. 

abomino,  are,  forma  arcaica  per  abomi- 
nor;  pass,  (perf.)  in  Liv.  (31,  12,  8)  e  (part. 
perf.)  in  Hor.  epod.  16,  8. 

ab-òniinor,  àtus  sani,  ari,  quasi  togliere 

Un  Oinen,  divertire    il  cattivo  augurio,   quindi 


abruptus 


8 


abbominare,  schifare  (contr.  optare),  LÌV.:  quod 

abominor,  che  Dio  tolga,  Ov.  e  Plin.  ep.:  abo- 
minanda, abbominevole,  detestabile,  Liv. 

Àb5rTgTnes,um,m.(,Apopcylv£5),gfM^[6o- 
rigeni,  il  popolo  da  cui  discesero  i  Latini,  orig. 
stanziato  nei  monti  intorno  a  Beate  (Mieti). 

ab-oriOi',  ortus  sum,  ìri,  mancare,  venir 
meno,  perire  (contr.  oriri),  Lucr.  ed  a. 

abttriscoi',  risei,  venir  meno,  perire,  Lucr. 

5,731. 

abortlO,  Onis,  f.  (aborior)  aborto,  Vabortire, 

Cic.  ed  a. 

aborllvus,  a,  um  (abortus),  abortivo,  nato 

prima  del  tempo,  fuor  di  tempo,  Hor.  ed  a. 

abortus,  ùs,  m.  (aborior),  aborto,  Ter., 
Cic  ed  a. 

ab-rado,  rasi,  ràsum,  ere,  I)  raschiar  via, 
radere,  supercilia,  Cic.  IIJ  trasl.,  estorcere 
parte  dei  possessi  ad  ale,  Cic. 

ab-rìpìo,  ri  più,  reptum,  ere  (ab  e  rapio), 

strappar  via,  IJpropr.:  a)  alqm,  trascinar  via, 

rapire,  Cic:  alqm  e  ovv.  a  complexu  alejs,  Cic. 
e  Liv.:  alqm  de  convivio  in  vincula,  Cic:  abr. 
se,  fuggire,  sottrarsi,  Liv.:  abr.  se  domum, 
entrar  precipitosam.  in  casa,  Suet.   (5)  alqd, 

rubare,portar  via,  rapire,  Ter.  e  Nep.  II)  trasl., 

alqm  a  similitudine  parentis,  Cic. 

abr O» allo,  Ònis,  f.  (abrogo),  abrogazione, 

cassazione,  legis,  Cic:  legis  Oppiae,  Val.  Max. 

ab-rogo,  avi,  atum,  are,  I)  (t.  t.  di  atti 
pubbl.)  in  seguito  a  domanda  fatta  al  po- 
polo, quindi  mediante  solenne  conclusione, 
a)  revocare,  abrogare  una  legge  preesistente 
(cfr.  derogo),  Cic.  b)  revocare  alcuno  da  un 
impiego,  da  una  carica  politica,  togliere,  alci 
magistratum,  Liv.  II)  trasl.,  togliere,  alci 
fìdem,  ad  alcuno  il  credito,  Cic. 

abrdloniniì  (habrotonum),  i,  n.  (àfipó- 
xovov),  abrotono,  sorta  d'erba  medicinale, 
Hor.,  Cels.  ed  a.  —  Plur.  eterocl.,  abrotoni 
graves,  Lucr.  4,  123. 

ab-rumpo,  rupi,  ruptum,  ere,  I)  strap- 
pare, sciogliere,  spiccare  con  forza,  a)  propr., 
alqd,  Liv.  b)  trasl.,  abr.  se,  sciogliersi  da  al- 
cunché =  sbrigarsene,  liberarsene,  latrocinio, 

Cic.  II)  squarciare,  strappar  via  con  violenza, 
a)  propr.,  alqd,  Verg.  e  Liv.  b)  trasl.:  a)  offen- 
dere, violare,  fas,  Verg.:  fìdem,  Tac.  P)  tron- 
care =  prima  del  tempo,  ovv.  d'un  tratto, 
inopinatamente,  vitam,  Verg.:  medium  ovv. 
inceptum  sermonem,  Verg.:  studia,  Quint. 

abrupte,  avv.  col  compar.  (abruptus), 
propr.  in  modo  rotto,  spezzato,  quindi 

trasl.  =  improvvisamente,  repentinamente,    a) 

nel  discorso,  incipere,  ex  abrupto,  senza  esor- 
dio, Quint.  (3)  neir agire,  improvvisamente  — 
precipitosamente,  con  precipitazione,  sconside- 
ratamente, ineonsideratamente,  Justin. 

abruptio,  ònis,  f.  (abrumpo),  I)  il  rom- 
persi, rottura,  corrigiae,  Cic.  de  div.  2,  84. 
II)  trasl.,  divorzio,  Cic  ad  Att.  11,  3,  1. 

abruptus,  a,  um,  part.  agg.  col  compar. 
e  superi,  (da  abrumpo),  rotto,  spezzato,   I) 

propr.  =  erto,  ripido,   scosceso,  dirupato,  Ca- 

tull.  e  Curi:  sost.,  abruptum,  i,  n.,  ripida, 

dirtipata  altezza  o  burrone,  precipizio,  erto  pen- 
dio, sing.  nei  poeti,  plur.  in  Plin.  ep.  II) 
trasl.:  a)  in  gen.,  solo  sost,  abruptum,  preci- 
pizio, china,  rovina,  Tac.  b)  detto  del  discorso, 


9 


abs 


absolvo 


10 


spezzato,  rozzo,  rotto,  Quint.   e)  di  carattere, 

duro,  rozzo,  difficile,  sdegnoso,  contumacia  (V.), 

Tac:  e  sost.,  per  abrupta,  sdegnosamente,  Tac. 
abs,  V.  2.  a  (ab,  abs). 
abs-cedo,  cessi,  cessum,  ere,  andar  via, 

andar  lungi,  allontanarsi  e  SÌtll.  (contr.  acce- 
dere), I)  propr.:  a)  generic:  a)  di pers.,  a 
curia,  e  foro,  Liv.  :  Khodum,  Tac:  partic. 
come  t.  t.  milit.,  ritirarsi,  Sparta,  Nep.:  ab 

urbe,  LÌV.  P)  di  località,  scomparire  dall'oriz- 
zonte, allontanarsi,  LÌV.  P)  pregn.,  sparire,  di- 
sparire, ritirarsi,  jam  (cor)  abscedet,  Cic.  II) 
trasl.:  a)  di  pers.:  ritirarsi  da  qualche  im- 
presa, da  qualche  carica  e  sim.,  irrito  in- 
cepto,  Cic:  muneribus  civilibus,  Liv.  p)  sot- 
trarsi dalla  signoria  di  ale,  dal  partito  di 

ale,  allontanarsi,  abbandonare,  alci,  Ov.  b)  di 
C.  inan.:    a)  di  Condizioni,  andarsene,  sparire, 

Ov.:  di  stati  deli  animo,  Ter.  p)  allontanarsi, 
staccarsi,  diminuendo  (contr.  accedere),  regno 
(di  città),  Liv. 

abseessiO,  Ònis,  f.  (abscedo),  allontana- 
mento, V andarsene,  il  ritirarsi  (contr.  aCCeSSÌo), 

Cic.  Tim.  12.  §44. 

abscessiis,  us,  m.  (abscedo),  dipartita, 

partenza,  l'allontanarsi,  allontanamento,    a)   di 

pers.,  Verg.:  continuus,  assenza  continuata, 
Tac.   b)  del  sole,  Cic. 

abscido,  elsi,  clsum,  ere  (abs  e  caedo), 

tagliar  via,  recidere,  troncare,  I)  propr.:  caput, 

Cic:  ramos,  Caes.  II)  trasl.:  a)  disgiungere, 
separare,  dividere,  exercitum  in  duas  partes, 

Caes.  :   partic.    la  VOCe,   troncare,  far   tacere, 

Quint.  b)  tagliare  —  togliere,  impedire,  aquam, 
Liv.:  speiiì  alci,  Liv. 

ab-scindo,  scindi,  scissnm,  ere,  distaccare, 

toglier  via,    I)  propr.,  tagliare,  scappare,    ve- 

stem,  Curt.:  vénas,  Tac:  tunicam  a  pectore, 
Cic:  II)  trasl.:  a)  staccare,  dividere  mate- 
rialm.,  terras  Oceano,  Hor.   b)  idealmente: 

a)  separare,  dividere,  inane  soldo,  Hor.  P)  tron- 
care =  togliere  del  tutto,  rapire,  reditus 
dulces,  Hor. 

abscisé,  avv.  (abscisus),  propr.,  ta- 
gliando via;  trasl.  =  in  breve,  ristret- 
tamente, in  riassunto  (del  discorso],  breviter 
et  abscise,  Val.  Max.  3,  7,  ext.  6. 

abscìsio,  ònis,  f.  (abscido),  il  tagliar 

via;    trasl.,    il  troncare    a   mezzo  il   discorso, 

aposiopesi  (àuoai(Ó7r7jatg),  Cornif.  rhet.  4,  67. 

abscisus,  a,  um,  part.  agg.  col  compar. 
(da  abscido),  tagliato  via,  trasl.,  a)  di 
luoghi,  ripido,  erto,  Liv.  b)  di  discorso  e  sim., 
troncato,  spezzato  (contr.  plenus,  latus),  Quint. 
e  Plin.  ep. 

abs?  ondite,  avv. (absconditus),  nasco- 
stamente; detto  del  discorso,  a)  rispetto 

alla  forma,  oscuramente,  in  modo  oscuro,  impli- 
cite et  abscondite  (contr.  patentius  et  expedi- 
•frus),  Cic.  de  inv.  2,  69.  b)  rispetto  al  conte- 
nuto, oscuramente,  in  modo   recondito,  disseri, 

Cic  de  fin.  3,  2. 

absconditus,  a,  um,  part.  agg.  (da  ab- 

SCOlldo),  nascosto,  ignoto,  celato,  segreto,  riposto 

e  sim.,  Cic.  ed  a. 

abs-condo,  condì  (raro  condidi),  condt- 
tum  ovv.  (pia  tardi)  consum,  ere,  nascondere, 
occultare,  a)  mediante  scostamento,  a)  ge- 
neric:  gìadios,  Cic.  p)  facendo  vela,  partendo 


da   un    luogo,   lasciarsi    dietro,    abbandonare, 

Verg.:  fig.,  pueritiam,  Sen.  b)  coprendo,  sot- 
trarre allo  sguardo,  togliere  di  vista,  occultare, 
nascondere,  far  sparire,   C(.)propr.:  sil'OS,  Curt.t 

Capreas  (del  fumo),  Plin.  ep.:  campos  (di  inon- 
dazione), Sen.:  stella  absconditur,  Verg.    P) 

trasl.,  nascondere,  tener  celato,  una  COndiz.,  lu- 
gani furto, Verg.:  miserias, Curt.: pass,  opprimi 
et  abscondi  (contr.  eminere  et  apparere),  Cic. 
absens,  tis,  part.  di  absum  (V.). 

abbonila,  ae,  f.  (absens),  assenza,  lonta- 
nanza (contr.  assiduitas),  Cic:  trasl.,  testi- 
moniorum,  mancanza  di  t.,  Quint. 

alisi  Ilo,  ire  (ab  e  salio),  andar  via,  fuggire 
saltando,  Lucr.  ed  a. 

ab-sìnailis,  e,  dissimile,  comun.  con  una 
negaz.,  Cn.es.:  col  dat.,  Suet. 

absinthiàtus,  a,  um  (absinthium),  mesco- 
lato con  assenzio,  assenziato,  Sen.  SUas.  6,  16. 

abslntllìlim,  li,  n.  (à^tvGlOv),  assenzio 
(Artemisia  absinthium,  L.),  Lucr.  e  Quint. 
— Fig.,  qualcosa  d'amaro,  ma  salutifero  (contr. 

mei),  Quint.  3,  1,  5. 

absis  (hapsis),  sldis,  acc.  sìda,  f.  (à^Cg), 
curvatura  (di  un  arco),  arco,  volta,  Plin.  ep.  2, 
17,  8. 

ab-sisto,stiti,  ere,  andar  via  da  un  luogo 
=  allontanarsi,  I) propr.,  assol.,  Plaut.:  luco, 
Verg.:  come  1. 1.  milit,  ab  signis,  Caes.:  ovv. 
sempl.  signis,  Liv.  e  così  assol. ,  Tac:  di 
e.  inan.,  ab  ore,  spiazzare  (di  scintille),  Verg. 
II)  trasl.,  da  un'attività,  astenersi,  obsidione, 
Liv.:  sequendo,  Liv.:  spe,  Liv.:  cólV infin., 
Liv.:  assol,  ne  absiste,  non  lasciare,  Cic. 
ed  a. 

absoliitc,  avv.  con  compar.  e  superi. 
(absolutus),  compiutamente,  completane,  pie- 
nanu,  perfettam.,  Cic  ed  a. 

aS>soJutTo,ò"nis,  f. (absolvo),  lo  slegare, 

trasl.,  I)  liberazione,  assoluzione  ;  partic.  die- 
tro sentenza  (contr.  damnatio,  condemnatio), 
alcjs,  Cic:  majestatis,  dal  delitto  di  lesa 

maestà,  Cic.    II)  compimento,  perfezione,  Cic. 

absoliltoi'Tus,  a,  um  (absolvo),  apparte- 
nente all'assoluzione,  assolutorio  (contr.  da- 
mnatorius),  sententiae,  Sen.  rhet.:  tabella, 
Suet. 

absolutus,  a,  um,  part.  agg.  con  compar. 
e  superi,  (da  absolvo),  compiuto,  perfetto, 
completo,  quindi  anche  incondizionato,  non  cir- 
coscritto, assoluto,  Cic:  adjectivum  abs.,  al  po- 
sitivo (contr.  adj.  comparativum,  al  compa- 
rativo), Quint. 

ali-solvo,  solvi,  solùtum,  ere,  slegare, 
sciogliere,  l)propr.,  Plin.  e  Seriori.  II)  trasl., 
sciogliere,  a)  liberare,  se  a  Fannio,  Cic:  col- 
Tabi.,  alqm  regni  suspicione,  Cic:  coZgenit., 
timoris,  Sen.  b)  in  tribunale,  ecc.  =  assol- 
vere (contr.  damnare,  condemnare),  assol.,  ovv. 
costruito  col  genit.,  Cic,  ovv.  colVabl.,  Liv., 
ovv.  con  de  e  Z'abl.,  Cic.  e)  spicciare,  a)  al- 
cuno, tanto  in  gener.  quanto  in  partic.  un 
creditore  —  pagare,  soddisfare,  Ter.  p)  nel 
racconto,  trattare,  spicciare,  alqd  quam  pau- 
cissimis,  spicciar  un  argomento  molto  in 
breve,  Sali.:  assol,  paucis  de  alqa  re,  Sali. 

y)  -pregn.,  sbrigare  =  compiere,  completare, 
render  perfetto,  condurre    a  fine,   a    perfezione 

(contr.  inchoare),  Cic. 


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absonus 


absum 


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ab-sonus,  a,  um,  fuor  di  suono, 

ab  SOnO  ,     I)  propr. ,    stonato ,    discordante , 

aspro,  sgarbato,  vox,  Cic:  di  per s.,  voce  absoni, 

Cic.  IT)  trasl.,  che  non  è  in  armonia,  sconcor- 
dante, difforme,   sconveniente  a  q.C,  absoni  a 

yoce  motus,  Liv.:  col  dat.,  Liv.:  assoL,  Lucr. 

ab-sorbSo,  sorbui  (anche  sorpsi),  sor- 

ptum,  ère,  assorbire,  inghiottire,  Hor.:  di  acque, 

Cic:  fìg.j  assorbire,  Cic 

absp  . . . ,  V.  asp  . . . 

abs-que,  prep.  colVabl.,  tolto,  I)  tolto 
ipoteticamente  =  se  non,  in  prop.  condizio- 
nali, absque  te  esset,  se  non  fossi  tu,  se  non 
mi  assistessi  tu,  Plaut.:  absque  hoc  esset,  se 
non  fosse  lui,  Ter.    II)  come  tolto  realmente: 

a)  fuorché,  eccetto,  absque  Augusto,  Aur.  Vict. 

b)  senza,  absque  sententi^,  senza  volerlo,Qmnt 
abstemìiis,  a,  um  (abs  e  TEMUM,  donde 

temetum,  temulentus),  che  non  è  dedito  a  be- 
vande inebbrianti,  che  non  beve  vino,  astemio 

(contr.  temulentus,  vinolentus),  Varr.  ir.,  Hor. 
ed  a. 

abs-tergeo,  tersi,  tersum,  ère,  asciugare, 
tergere,  astergere,  I)  propr.:  a)  mandar  via 
tergendo,  Cic.:  come  1. 1.  del  linguaggio  mari- 
naresco, remos,  quasi  radersi  a  vicenda  per  la 
gran  vicinanza  delle  navi,  frangersi  (dietro 
sfregamento),  Curi  b)  pregn.,  pulire  tergen- 
do, ripulire,  Ter.    II)  trasl.,  togliere,  cacciar 

vìa  q.c.  di  spiacevole,  metum,  dolorem,  Cic. 

ab$-tei*reO,  Ili,  ltum,  ère,  distogliere  spa- 
ventando, atterrire,  I)  propr.:  alqm,  Cic:  ab 
alqa  re,  Cic.  II)  trasl.,  da  un  disegno,  ecc., 
trattenere,  distogliere,  alqm,  Ter.  e  Suet.:  alqm 
ab  urbe  oppugnanda,  Liv.:  alqm  vitiis,  Hor. 

abstinens,  entis,  part.  agg.  con  compar. 
e  superi,  (da  abstineo),  che  si  tiene  lontano 
(dall'illecito),  astinente  =  dis  interessato, 
Cic:  col  genit., Hor.  —  Deriv.  avv.  abstf- 
nenlrr,  Cic. 

abstfiienlia,  ae,  f.  (abstineo),  il  tratte- 
nersi da  una  cosa,    a)  come  atto,  col  genit., 

Conviciorum,  Sen.  — Partic,  lo  astenersi,  asti- 
nenza (=  il  conservar  la  giusta  misura)  nel 
mangiare  e  nel  bere,  a  vino,  Cels.:  e  pregn. 

(assol.),    il  digiunare,    il   patir  la   fame,  TaC 

b)  come  qualità,  astinenza  dalle  cose  illecite, 

quindi  Ora  =  spirito  disinteressato,  disinteresse 

(contr.  avaritia,  cupiditas),  Cic:  ora  =  in- 
tegrità,, vita  intemerata  (sìnon.  di  sanctitas), 
Quint. 

abstineo, ui, entum,  ère  (abs  e  teneo),«ener 
lontano,  trattenere,  a)  att.:  manus  a  se,  Cic: 
alqm  a  cibo,  farlo  digiunare,  Cels.:  vim  finibus, 
Liv.:  manum,  Ter.:  pregn.,  abst.  alqm,  mettere 

alcuno  in  dieta,  farlo  digiunare,  Sen.    b)  riti-, 

abstinere  se  ovv.  sempl.  abstinere,  tenersi  lon- 
tano, astenersi,  se  ab  alqo,  Cic:  se  ostreis,  Cic: 
abst.  fabà,  Cic:  injurià,  Cic:  più  raram. 
coli indico  z.  «da  che  cosa?  »  col  genit., 
Hor.:  collacc,  Liv.:  colVinhn.,  Suet.:  se  abst. 
col  ne  e  il  cong.;  aegre  ovv.  non  abst.  con 
quin  o  quo  minus  e  il  cong.,  Liv.  e  Suet. 

ab-sto,  are,  star  lontano,  longius  (contr. 
propius  stare),  Hor.  art.  poèt.  362. 

abs-lralio,  traxi,  tractum,  ere,  tirar  via, 

strappar   via,    trascinar   via,    I)   propr.:    ju- 

menta,  Liv.:  naves  a  portu,  Liv.:  alqm  e  sinu, 
alqm  de  matris  complexu,  Cic:  alqm  in  ser- 


vitutem,  Caes.  II)  trasl.:  a)  generic:  alqm 
ex  comitatu  clarissimorum  virorum,  mandar 
via,  escludere,  Cic:  se  a  corpore,  liberarsi,  scio- 
gliersi (detto  dello  spirito),  Cic:  colVindicaz. 

del  dov  e?  =  condurre  (da)  a,  trascinare  (da) 

a,  ad  bellicas  laudes,  Cic:  a  bono  in  pravum, 

Sali,  b)  tirar  via  =  rimuovere,  allontanare,  di- 
stogliere, alqm  ab  alqo,  Cic  e)  distogliere  da, 
a  rebus  gerendis,   Cic.     d)  distogliere,   liberare 

(da  un  bene  o  da  un  male),  a  bonis,  a  malis, 
Cic:  a  servitio,  Cic:  se  a  consuetudine,  Cic: 
se  a  sollicitudine,  Cic. 
abs'triido,  trùsi,  trùsum,  ere,  propr., 

spinger  via;  quindi  occidtar  bene,  nascon- 
dere, se  in  silvam,  Cic:  sese  tectum  inter  et 
laquearia,  Tac:  trasl.,  veritatem  in  profundo 
penitus,  Cic. 

abstrustis,  a,  um,  part.  agg.  (da  abs- 

trudo),  ben   occulto,   nascosto,   astruso,    a)   di 

c.  inan.,  insidiae,  Cic:  disputatio  abstrusior, 
Cic,  di  persone,  chiuso,  dissimulatore,  di  ca- 
rattere, Tac 

ab-sìim,  abfiii  (àfiii),  abesse  (aggiungi  ab- 
forem  od  aforem,  abfore  od  afore,  abfiitùrus 

OVV.  àflltùrus),  esser  lungi,  esser  via  (contr. 

a  desse)  e  preci s.:  I)  in  seguito  ad  un  mov  i- 
mento  (assenza),   A)  propr.,  esser  distante, 

non   esserci,   esser   lungi,    assente,    ab    ed   ex 

urbe,  Cic:  ab  alqo,  Cic:  domo  et  foro,  Cic: 
assol.,  nulla  lege  abesse  (detto  di  esilio),  Cic. 

B)  trasl.,    a)  di   C.  astratte,   mancare,   esser 

estraneo  (div.  da  deesse  =  mancare,  deside- 
rarsi), col  dat.,  abest  historia  litteris  (dalla 
letteratura)  nostris,  Cic.   b)  alci  ovv.  ab  alqo, 

non  esserci  COI  proprio  aiuto,  mancare,  non  aiu- 
tare ale.  (div.  da  deesse  =  abbandonare  ale, 
ì 'asciar e),  Cic:  longe  iis  fraternum  nomenP.R. 
afuturum,  non  gioverebbe  loro  nulla,  ecc., 
Caes. 

II)  riguardo  alla  posizione  (distanza)  di 
un  dato  punto  (nello  spazio  o  nel  tempo), 

esser   lungi,    lontano,   distare,    A)   propr.,   dì 

pers.,  luoghi,  ecc.,  aequo  spatio,  Caes.:  mi- 
libus  passuum  quattuor,  Caes.:  ab  Urbe  milia 
passuum  CC,  Cic:  bidui  (se.  iter),  Cic:  quo- 
niam  propius  abes,  perchè  tu  sei  più  vicino, 
Cic.  B)  trasl.:  a)  generic,  esser  lungi,  longe  a 
spe,  Cic:  procul  seditione,  Liv.:  ille  longe  abe- 
rit,  ut  credat,  egli  sarà  ben  lungi  dal  credere, 
Cic:  e  così  pure  impers.,  haud  multum  o  non 
longe  o  paulum  (non  parum)  o  nihil  abest, 

quin,  etc,  non  ci  manca  molto,  ci  manca  poco, 
nulla;  non  si   è   molto  distanti   da,   ecc,  Cic, 

Caes.  ed  a.:  così  anche  abesee  non  potest. 
quin,  etc,  Graccb.  in  Cic:  quindi  tantum 
abest  ut . . .  ut,  tanto  è  lontano  che,  ecc.,  Cic; 
nella  seconda  propos.,  ut  etiam,  ut  quoque, 
Cic: più  dirado  ut  centra,  come  mLiv.  6, 31, 4. 

b)  essere  lontano,  quindi  esente.,  libero,  da  q.C. 

di  spiacevole,  a  culpa,  Cic:  col  dat.  dolori,  di- 
menticarsi, scordarsi  un  dolore,  Ov.  e)  da 
cose  o  pers.  sconvenienti,  spiacevoli,  che  ap- 
portino dolore,  nella  forinola  desiderativa, 
absit  =  sia  htngi,  dìo  tolga,  carnifex  absit  a 
corpore  civium  Rom.,  Cic:  e  partic.  absit  in- 
vidia verbo,  Liv.,  e  sempl.  absit  invidia,  Curt.: 
sia  detto  senz'arroganza,  senza  superbia, 
d)  tenersi  lontano,  e  quindi  essere  avverso,  a 
periculis,  Cic:  a  Consilio  fugiendi,  Cic.  e)  esser 


13 


absuir.o 


Acadcmia 


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lungi  da  q.c.  e  quindi  non  convenir»,  a  principia 
persona,  Nep.:  a  consuetudine  somniorum,  Cic. 

f)  esser  ancor  lungi  da  alcunché,  e  quindi  non 

raggiungere,  a  nitore  Ciceroni*,  Quint.:  virtute 

alcjs,    Hor.    g)  differire,  esser  diverso  da  q.C, 

non  longe  a  scelere,  Cic:  quindi  in  paragoni, 

essere  più  in  alto,  sollevarsi  al  disopra,  aver 
vantaggio  sopra,  ecc.,  esser  superiore,  ecc.,  lon- 
gissime  a  te,  Cic.  :  Opp.  esser  più  abbasso, 
inferiore,  star  sotto,   multum    ab   ÌÌS,   Cic  — 

Deriv.  t7 partile:  absens,tis, assente (contr. 
praesens),  a)  di pers.:  me  absente,  durante  la 
mia  assenza,  Cic:  absente  ne  bis,  Ter.:  di  al- 
cuni, che  quantunque  in  Roma,  non  pren- 
devano parte  ai  pubblici  brogli,  per  concor- 
rere alle  cariche,  ecc.,  Cic  ed  a.:  e  di  alcuni 
che  non  comparivano  davanti  al  tribunale, 
Cic  b)  di  luoghi  ed  altre  cose,  lontano,  Hor. 
alt-suino,  sumpsi,  sumptum,  ere,  portar 

via,  a)  consumando,  mandar  a  male,  consu- 
mare, dissipare,  a)generic.:  frngum  alimenta, 
Liv.:  pecuniam  in  alqd,  Suet.  p)  il  tempo 
(partic.  il  tempo  che  sarebbe  destinato  ad 
altro),  perdere,  sprecare,  tempus  dicendo,  Cic: 
inter  has  cogitationes  biduum,  Curt.  b)  di- 
struggendo, a)  C.  inan  ,  distruggere,  armil- 
lare, nel  pass,  anche  perdersi,  svanire,  andar- 
sene, domos,  detto  del  fuoco,  Liv.  :  ungula 
absumitur,  Ov.  P)  strappar  via,  annientare,  uc- 
cidere,  nel  pass,    anche   andarsene,  perdersi, 

morire,  multos,  di  contagio,  Liv.:  absumi  ve- 
neno,  morir  di  v.,  Liv.  e)  rar.  nel  senso  di 
semplice  partenza,  allontanamento ,  quindi 
pass,  absumi  ===  perdersi,  sin  absumpta  salu?, 
Verg. 

absui'dé,  avv.  con  compar.  e  superi, 
(absnrdus),  in  modo  stonato,  I)  propr.:  canere, 
cantar  stonato  (di  un  musico),  Cic.  Tusc.  2, 

12.  II)  trasl.,  senza  senso,  assurdamente,  inet- 
tamente, respondere,  Cic:  haud  ovv.  non  abs. 
dixit,  seg.  dall' acc.  e  dalVinr\v.,  Veli,  e  Tac 

ab-surdus,  a,  um,  agg.  con  compar.  e 
superi.,  stonato,  I)  propr.,  stonato,  detto  di 
suono  e  voce,  Cic.  II)  trasl.:    a)  senza  senso, 

assurdo,  Cic    b)  inabile,  inetto,  Cic 

àbundans,  antis,  part.  agg.  con  com- 
par. e  superi,  {da  abundo),  straripante,  sovrab- 
bondante, I) propr.,  di  fiumi,  Cic  II)  trasl., 

abbondante,     1)   =  fornito  a  dovizia   di   q.C, 

a)  di  ogg.  materiali,  col  genit.,  lacti«,  Verg.: 
omnium  rerum,  Nep.:  assol.,  cena,  Suet.:  di 

pers.,  che  possiede  a  dovizia,  che  possiede  mol'o, 

-ricco,  devizioso  (contr.  egens),  Cic  b)  ricco 
di  ogg.  immateriali  (contr.  parcus.  inops),  col- 
Tabl.,  rerum  copia,  ingenio,  Consilio,  Cic:  as- 
sol., di  Oratori  e  di  discorsi  =  largo,  concettoso, 

ricco,  abbondante  (contr.  inops),  Cic:  in  cattivo 

SenSO  =prolisso  (contr.  pres^US),  Quint.  2)  ab- 
bondante, sovrabbondante  (in  SenSO  buono,  più 

forte  che  copiosus),  abundante  multitudine 
freti,  superiorità  di  Ve  forze,  Liv.:  quindi  ex 
abundanti,  per  un  di  più,  Quint. 

a  blindati  ter,  avv.  con  compar.  e  superi, 
(abundans),  abbondantemente,  in  quantità,  co- 
piosamente,  a)  generic.  (contr.  anguste),  Cic 

b)  nel    discorso,    ampiamente,  facondamente 

(contr.  presse),  Cic 

àbundantta,  ae,  f.  (abundo\  lo  stra- 
ripare;   trasl.,   abbondanza,   copia,   sovi ab- 


bondanza, col  genit.,  rerum  omnium,  Cic: 
amoris,  Cic:  assai.,  secondo  il  contesto,  ora 

a)  di  cibi,  indigestione,  peso  allo  stomaco,  Suet. 

CI.  44.  b)  di  deh  O,  di  beni,  dovizia,  ric- 
chezza, Tac  e)  d<  l  discorso,  sovrabbondanza, 
juvenilis,  Quint.  12.  1.  20. 

aitumlàlYo,  ònis,  f.  (abundoì,  «  sovrab- 
bondare, lo  straripare,  verni  fluminis,  Fior.  4, 

2,  27. 

ablindè,  avv.  (abundus),  in  sovrabbon- 
danza, abbondantemente,  più  che  a  sufficienza, 

ovv.  abbastanza,  Cic:  scst.,  con  e  senza  ge- 
nit., mihi  abunde  est,  si  etc,  Plin.  ep.:  poten- 
tiae  abunde,  Suet. 

ab-Undo,  avi,  Stum,  are,  straripare,  tra- 
boccare,  scorrer    sopra,    uscire,  I)  propr.,  di 

fiumi,  ecc.,  Ti  bull,  e  Liv.  II)  trasl.:  a)  quasi 
venir  giù  a  torrenti,  quindi  provenire  in  gran 

copia,  de  terris  abundant  herbarum  genera, 

Lucr.  b)  aver  qualcosa  in  abbondanza,  in  so- 
vrabbondanza, in  quantità,  maggiore  della  co- 
mune, esser  ben  fornito  di  q.c.  (contr.  egere), 
caseo,  Cic:  ingenio  et  doctrinà,  Cic:  assol, 
della  natura,  Cic:  e  pregn.,  di  pers.,  aver  in 

quantità  =  esser  ricco,  Cic  e)  esserci  in  abbon- 
danza, Cic. 

jlbiisTo,  ònis,  f.  (abutor),  come  1. 1.  retor. 

=  y.<xxdxpriai£,  uso  d'una  parola  in  signif.  im- 
proprio, catacresi,  Cic  ed  a. 

abusive,  avv.  (abutor),  impropriamente, 
per  catacresi  (contr.  proprie),  Quint.  ed  a. 

ab-usque,  prep.  colV&bl.  =  usque  ab, 
sino  da,  Verg.  e  Tac. 

ab-usìis,  ùs,  m.  (abutor),  «  consumare, 
consumo  (contr.  usus,  Tuso),  Cic  top.  17. 

ab-ìilor,  ùsus  sum,  ùti,  abusare,  orig. 
(nelVuso  arcaico)  colVacc,  e, nell'uso  classico, 

collabi.,  I)  =  consumare,  a)  dilapidare,  scia- 
lacquare, divitias,  Sali,  b)  fare  l'uso  più  com- 
piuto  di   q.c,  usare  completamente,  usufruire 

del  tutto,  giovarsi  di  q.c,  otio,  Cic:  libero  menda- 
cio, Liv.:  valetudine  viri,  Justin.  II)  usando  di 
q.c,  convertirla  a  q.  scopo,  a)  usare  a  q.  scopo, 
sagacitate  canum  ad  utilitatem  nostram,  Cic: 
errore  hostium,  giovarsi,  approfittare,  Liv. 

b)  (in  cattivo  senso),  abusare,  patientia  nostra, 
Cic:  judicio  ac  legibus  ad  quaestum,  Cic:  hoc 
conventi]  prò  summa  solitudine,  Cic   e)  usare 

in  senso  improprio,  verbo,  Cic 

j&bydus  (Abydos),  i,  m.  e  f.  ('A$oZo$,  & 
ed  ^  ;  forma  second.  Ab^dum),  Abido,  città 
dell  Asia  M more  sull'Ellesponto,  di  fronte 
a  Sesto;  ora  villaggio  di  ATdos  od  Avido, 
celebre  per  la  leggenda  di  Ero  e  Leandro. 
—  t)eriv.:  %l»jr<!rnu«,  a,  um  ('ApuS^vóg), 

di    Abido,    Abideno,  Come   SOSt.,    UH   Abideno, 

detto  partic.  di  Leandro. 

1.  ae,  corgiunz.,  V.  atque. 

2.  ae  =  ad,  in  composti  davanti  a  e  e  q. 

.4eadfm?a,  ae,  f.  ('AvaSvjpsta),  Acca- 
demia, I)  bosco  ameìio,  distante  sei  stadi  da 
Atene,  sacro  in  origine  all'eroe  Academo  od 
Echedemo,  con  un  ginnasio,  nota  scuola  di 
Platone;  quindi  meton.,  la  filosofia  accade- 
mica, la  setta  a.,  la  quale  subì  varie  modifica- 
zioni, A.  vetus  e  nova,  Cic:  e  adulescentior  A., 
la  nuova  Accad..  Cic.  II)  'rasi.:  sl)  il  ginnasio 
di  Cicerone  nella  sua  villa  presso  Tusculo, 
che  egli,  come  segua;  e  della  filosofia  accade' 


15 


Academus 


accendo 


16 


mica,  chiamò  cosi  ad  imitazione  deìV Acca- 
demia greca.  b)  il  podere  così  nomato  da 
Cicerone  ad  imitazione  dell1  Accademia  Ate- 
niese, situato  in  Campania,  tra  Pozzuoli  e 
il  lago  d'Avemo,  dove  Cic.  scrìsse  gli  Aca- 
demica.  —  Deriv  :  A  cadenti  cu  s,  a,  um, 

('Avta&Y]{JU;cÓ£),  I)  appartenente  all'Accademia 
Ateniese,  Accademico,  philosophi,  Cic:  piar. 
SOSt.,  Academici,  òrum,  mv  gli  Accademici,  i 
seguaci  della  filos.  accadem.  (platonica),  A.  ve- 

teres,  Cic.  II)  appartenente,  riferentesi  al- 
l'Accademia  di  Cicerone,  accademico,  quae- 
stio, Cic:  plur.  sost,  Academica,  òrum,  n., 
titolo  di  una  nota  opera  di  Cicerone,  Cic. 

y&cadcitlllS,  i,  m.  ("A%à8Y]|iO£),  Aeademo, 
eroe  greco,  cui  in  origine  era  consacrata 
V Accademia  in  Atene. 

acalanthis.  idis,  acc.  i'da,  f.  (àxaXavG^), 
cardellino,  Verg.  gè.  3,  338. 

1.  acantlius.  i,  m.  e  f.  (6  ed  -y)  ftxavGog), 
I)  acanto,  brancorsina  (Acanthus  mollis,  L.), 
erba  leggiadra,  gradita  alle  api,  piantata  di 
spesso  sull'orlo  delle  aiuole  ed  imitata  in 
opere  d'arte,  su  colonne  ed  abiti,  Verg.  e 
Plin.  II)  pianta  spinosa  dell'Egitto,  detta 
anche  acacia,  che  i  moderni  vogliono  iden- 
tificare colla  Mimosa  nilotica  (L.),  Verg. 
e  Veli. 

2.  A  Cani  II  MS,  i,  f.   ("AxavGos),   Acanto, 

città  marittima  sulla  punta  orientale  della 
penisola  Calcidica  (di  Macedonia))  oggi 
Hierisso. 

\ earniin,  ànis,  m.  ('Axapvctv),  Acamano, 
plur.  Acarnancs,  um,  acc.  as,  m.  ('Axap- 
vavsg),  gli  abitanti  dell'  Acarnania,  gii  Acar- 
nani,  amnis  Acarnanum,  VAcheloo.  —  Agg., 
Acarnanus,  a,  um,  acamano,  Nep.  Them. 
1,  2. —  Deriv.:  Acarnania,  ae,  f.  ('Axap- 
vavCa),  Acarnania,  regione  della  Grecia,  tra 
VEtolia  e  l'Epiro,  anche  oggi  Acarnania. 
—  Deriv.:  ÀcarnanTeus,  a,  um  ('Axap- 

vavi/KÓ^),  Acamanico,  dell' A. 

Àcastus,i,m.("Axaaxos),^casfo,  I)  figlio 
del  re  tessalo  Velia,  padre  di  Laodamia, 
fratello  di  Alceste.   II)  schiavo  di  Cicerone. 

Acca  Làrentia,  Acca  Zarenzia,  dea  del  ter- 
ritorio romano  (personificazione  del  terri- 
torio di  Roma  e  de'  suoi  prodotti),  moglie, 
secondo  la  leggenda,  del  pastore  Eaustolo, 
nutrice  di  Romolo  e  Remo,  madre  dei  dodici 
fratelli  Arvali. 

aC-Ce<Jo,  cessi,  cessum,  ere,  andare,  venire 
a,    accostarsi,    accedere,    avvicinarsi    ad  una 

meta  (contr.  abscedere,  retrocedere,  abire, 
I)propr.:  a)  generic:  a)  dip?rs.:  ad  urbem, 
Cic:  ad  manum,  V.  manus;  in  aedes,  in 
Apuliam,  Cic:  in  fanus,  seguire  il  corteo  fu- 
nebre, Cic:  col  sempl.  acc,  Ariminum,  Cic: 
scopulos,  Verg.:  Jugurtham,  Sali.:  assol,  Cic 
p)  di  e.  inan.:  accedit  ad  aures  sermo,  Ter.: 
nomen  famaque  ad  nos  accedit,  Liv.  :  febris 
accedit,  viene  {contr.  decedit),  Cic  b)  rivol- 
gersi, avvicinarsi  ad  ale,  pregandolo,  doman- 
dando il  suo  aiuto,  ad  Caesarem,  Cic.  Ravvi- 
cinarsi, appressarsi  ostilmente,  assaltare,  venir 

contro,  ad  moenia,  Liv.:  ad  has  XIV  cohortes, 
Pompej.  in  Cic  :  muros,  Nep.:  muris  (dat.\ 
Liv.:  ad  corpus  alcjs,  Cic:  e  così  ad  alqm  com- 
mirius,  farsi  ben  vicino  ad  uno  (scherz.  = 


importunarlo  colle  visite),  Cic  d)  comparire 
all'incanto  come  offerente,  ad  hastam,  Nep.: 
e  così  ad  illud  scelus  sectionis,  Cic.  II)  trasl.: 

a)  generic:  a)  di  per s.,  has  naturae  partes, 
avvicinarsi  a  =  ricercarle,  Verg.,  ad  amici- 
tiam  Philippi, guadagnatasi,  Nep.:  quo  propius 
ad  mortem  accedam,  quanto  più  m'avvicino 
alla  morte,  Cic.  p)  di  e.  inan.:  voluntas  vostra 
accedit  ad  poetam,  si  volge  al  poeta,  Ter.:  ma- 
nus  extrema  accedit  operibus,  si  dà  l'ultima 
mano,  Cic:  accedunt  anni,  vien  la  vecchiaia, 
Hor.:  alci  animus  (coraggio)  accedit,  Cic.   b) 

accedere  a  q.C,  imprendere  q.C,  darsi,  parteci- 
pare a  q.c,  ad  rem  publicam,  ad  causam,  ad 
vectigalia,  ad  periculum,  Cic.    e)  acconsentire 

ad  una  pers.  0  COSa,  adattarsi,  accedere,  ac- 
contentarsi (contr.  abhorrère  ab  etc),  ad  alqm, 
Cic:  ad  condiciones,Cic:  col  sempl.  acc,  Tac.r 

col  dat.,Quint.    d)  avvicinarsi,  accostarsi,  cioè 

esser  simile,  propius  deo  ovv.  ad  deos,Cic:  alci 
proximum,Cic  e)  come  aumento,  aggiungersi, 

apporsi,  accrescersi,  crescere  (contr.   decedere, 

recedere,  deminui,  auferri),  quo  plus  aetatis  ei 
accederet,  quanto  più  invecchiava,  Cic:  ad 
causam  accedit  novum  crimen,  Cic:  annus 
tertius  accedit  desiderio  nostro,  Cic:  pretium 
accedit  agris,  cresce,  Plin.  ep.:  huc  accessit  ma- 
nus  Ventidii,  si  aggiunse,  Cic:  quindi  la  locu- 
zione huc  accedit  ovv.  eo  óvv.  eodem  accedit 
=  a  ciò  si  aggiunge,  huc  accedit  summus  ti- 
mor, Cic:  eo  accedebat  hortator  assiduus  Sal- 
lustio, Cic:  accedit  eodem  vulgi  voluntas, 
Cic:  e  così  spesso  accedit  huc  (ovv.  huc  ac- 
cedit), accedit  eo  (ovv.  eo  accedit),  e  sempl. 
accedit  col  quod  o  coll'ut  e  il  cong.,  Cic:  così 
pure  ad  Appii  Claudii  senectutem  accedebat, 
ut  caecus  esset,  Cic  f)  toccare  (in  sorte),  alci,  Cic 

accelera  Ito,  ònis  (accelero),  accelera- 
zione, Cornif.  rhet.  3,  23. 

ac-celero,  avi,  àtum,  are,  I)  tr.,  accele- 
rare, iter,  Caes.:  gradum,  il  passo,  Liv.   II) 

intr.,  affrettarsi,  dirigersi  presto,  Cic.t   Cremo- 

nam,  Tac 

accendo,  cendi,  censum,  ere  (ad  e  *cando, 
causat.  di  candeo),  accendere,  porre  q.e,  (dal 
di  fuori)  nel  fuoco,  appiccar  fuoco  (contr.  exstin- 

guere),  I)propr.  e  meton.'.  1  )  propr.:  lumen, 
faces,  Cic:  tus,  Liv.:  del  fuoco  stesso,  llion 
(incendiare),  Hor.  2)  meton.,  a)  accendere  it 
fuoco  su  q.c,  accendere,  foculum,  Liv.:  aras,Ov. 

b)  far  splendere,  far  Uiccicare,  luna  radiis  solis 
accensa,  Cic.  II)  trasl.,  a)  generic:  si  haec 
accendi  aut  commoveri  arte  possint,  se  ciò  si' 
può  ridestare  o  sviluppare  colVarte,  Cic  b)  in- 
fiammare, accendere,  eccitare  l'animo  di  Clic, 
od  ale,  clamore  invicem  suos,  Curt.:  animum 
alcjs  oratione,  Sali.  :  animum  ad  virtutem, 
Sali.:  alqm  in  rabiem,  Liv.:  bello  (dat.),Verg.: 
alqm  invidia,  Sem:  amore  accensus,  Liv.:  e 
così  alqm  contra  alqm  ovv.  in  alqm,  istigare, 
Sali,  e  Tac.  e)  uno  stato,  una  condizione,  su- 
scitare, accendere,  seditionem,  proelium,  Liv.: 
partic.  passioni  e  sim.,  spem,  invidiam,  Liv.: 

Cliram  alci,  Liv.   d)  aumentare,  accrescere,  vim 

venti,  Liv.:  pretium,  Sen.:  partic.  passioni 
(contr.  sedare),  discordiam,  sobillare,  ecci- 
tare, Liv.:  fiduciam  Tyriorum,  confermare, 
Curt.:  dolorem,  pertinaciam,  Tac:  vitia,  Ov.r 
intempestis  remediis  delieta,  Tac 


17 


accenseo 


accingo 


18 


a  e- consto,  ère  (ad  e  census),  ascrivere, 

annoverare  nel  censo,  trasl.  =  associare,  ac- 

censeor  illi,  Ov.  met.  15,  546. 

acccnsus,  i>  m«  (accenseo),  I)  subalterno, 
donzello  di  magistrato,  in  Roma  e  nelle  pro- 
vinole, Cic.  Il)  plur.  accensi,  òrum,  m.,  sol- 
dati soprannumerari  reclutati  dalla  quinta 
classe,  e  destinati  a  seguire  V esercito, per  so- 
stituire coloro  die. cadevano  nella  battaglia, 

soprannumerari;   vestiti,   armati   alla  leggera, 

detti  comun.  accensi  velati,  perchè  erano  solo 
vestiti  e  non  erano  armati,  se  non  quando 
prendevano  le  armi  dei  caduti,  Cic.  e  Liv. 

accentile,  us,  m.  (ad  e  cane-),  accento,  ac- 
centuazione  {come  vers.  del  greco  TtpocepcSta)  di 
una  parola,  di  una  sillaba,  Quint.  ed  a. 

acccpliiliis,  a,  um  (accepto),  accetto,  quo 
sit  acceptatius,  Sen.  ben.  2,  7,  3. 

accepliO,  onis,  f.  (accipio),  il  ricevere,  ri- 
cevimento, Cic:  frumenti,  Sali. 

acceplo,  avi,  àtum,  are  (frequent.  di  ac- 
cipio),  ricevere  in  bei  modo,  ripetutamente  e 
regolarmente,  argentum,  Plaut.:  mercedes  a 
discipulis,  Quint. 

acccpliis,  a,  uni,  part.  agg.  con  compar. 
e  superi,  (da  accipio),  accetto  =  ben  visto,  desi- 
derato, amato,  detto  di  pers.  e  cose,  con  e 
senza  alci,  Cic. 

accerso,  ere,  in  manoscritti  ed  edizioni, 
invece  di  arcesso  (V.). 

accesSIO,  ònis,  f.  (accedo),  Vaccedere,  rac- 
costarsi, l'avvicinarsi,  I)  propr,  (contr.  absces- 
sio),  di  pers.,  ad  corpora,Cic:  passivo,  suis  ac- 
cessionibus,  colle  udienze,  che  egli  dava,  Cic: 
di  e.  inan.,  morbi,  accesso,  Suet.  II)  trasl., 

aggiunta  (che  accresce),  aumento,  accresci- 
mento, I)come  atto:  pecuniae,  Nep.:  dignita- 
ti«,  Cic:  virium,  Liv.  2)  meton.,  come  oggetto 

che  Si  aggiunge,  aggiunta,  aggiungimene,  con- 
tinuazione, accessione™  adjunxit  aedibus,  Cic: 
accessio  punica  belli  (di  Si  face),  Liv.:  come 
1. 1.  fìlos.,  aggiunta  determinante,  Cic.  A  e  2, 
112:  come  termine  di  finanza,  ciò  che  ag- 
giungevasi  come  soprappiit  ai  tributi  che  si 
pagavano  alla  repubblica  o  al  padrone,  opp. 

tributo  estorto,  giunta,  tassa  pagata  in  soprap- 
piit (contr.  decessio,  diffalco,  deduzione),  Cic. 

acecssìis,  US,  m.  (accedo),  V avvicinarsi,  av- 
vicinamento (contr.  abscessus,  decessus,  disces- 
sus,  recessus),  I) propr.  e  meton.:  a)generic, 
di  pers.,  ad  urbem,  Cic:  di  e.  inan.,  solis, 
Cic:  lunae,  aestuum,  il  crescere,  Cic.  b)  ac- 
cesso, adito  ad  ale,  Ov.  e)  meton.,  accesso,  come 
luogo,Liv.:  ad  insulam,  Suet.  II)  trasl.:  ad  res 
salutares,  inclinazione  istintiva  a,  ecc.  (contr. 
recessus  a  rebus  pestiferis),  Cic:  ad  causam, 
accessione  (contr.  recessus,  ritirarsi),  Cic. 

Acciànus,  a,  um,  V.  Attius. 

accidente  entis,  I)  partic.  di  accfdo  (V.). 

II)  SOSt.,  accidens,  tis,  ri.,  accidente,  circo- 
stanza estrinseca,  tò  co|ip£py]y.ó<;  ;  plur.  in 
Sen.  e  Quint. 

1 .  accYdo,  cidi,  ere  (ad  e  cado),  cader  presso, 

cader  sopra,  cadere  a,  I)  propr.:  1)  in  gen.,  di 
pers.,  ad  terram,  Plaut.:  di  e.  inan.,  in  mensas 
(detto  di  rose),  Ov  :  assol.,  di  armi,  di  proiet- 
tili, cadere  sopra,  venir  addosso,  giunger  sopra, 
gravius,  Caes.  2)  partic:  a)  di  supplicanti 
per  ottenere  un  aiuto,  una  grazia  =  cader  ai 


piedi  di  ale.  (supplichevole ,  Supplex),  abbrac- 
ciar le  ginocchia    di    ale,    (come    TCpOOTUTTCeiv), 

ad  pedes  omnium,  Cic:  ad  alcjs  genua,  Ter.: 
genibus  alcjs,  Liv.  b)  di  percezioni  sensi- 
bili =  colpire  i  sensi,  giungere,  arrivare  fino 
ad  essi,  a)  coir  indicazione  del  senso  a  cui 
q.c.  arriva,  ad  aures  (di  suoni,  parole,  ecc.), 
Cic:  auribus,  Liv.:  ad  oculos  animumque,  Cic. 
p)  collindic.  della  persona  a  cui  q.c.  giunge, 
ut  vox  etiam  ad  hostes  accideret,  Liv.  y)  as- 
sol. =  giungere  all'orecchio,  venir  riferito,  cor- 
rere (detto  della  fama,  voce  e  sim.  [come  rcpog- 
ithtxeiv]),  unde  (clamor)  accidisset,  Liv.:  fama 
accidit  classem  adventare,  Liv.  II)  trasl.:  ad 

un  oggetto,  riattaccarsi,  connettersi,  come  q.c. 

di  speciale,  riferirsi,  appartenere,  cetera,  quae 
huic  generi  accidunt,  Quint.  b)  accadere,  avve- 
nire, darsi  il  caso  (sempre  colVidea  di  caso,  di 
cosa  inaspettata,  impreveduta,  come  il  npoc,- 

ItiTCTStV  greco),  col  dat.  pers.  =  accadere,  ca- 
pitare, negotia,  si  qua  acciderent,  se  mai  si 
presentasse  qualche  affare,  Cic:  si  qua  cala- 
mitas  accidisset,  Cic:  si  quid  adversi  accidisset 
(contr.  si  quid  secundi  evenisset),  Nep.:  accidit 
fortunis  omnium  pernicies,  Cic:  si  quid  gra- 
vius ei  a  Caesare  accidisset,  se  Cesare  si  fosse 
comportato  severamente  verso  di  lui,  Caes.  — 

Quindi  partic:  a)  accidit,  si  da.  il  caso,  avviene, 

colVut  e  il  cong.  ovv.  col  quod,  Cic;  colVin- 
fin.,  Cic.  p)  si  quid  alci  accidat  (od  accideret 
od  acciderit  od  accidisset),  cioè    oca)  con  e 

senza,  adversi  =  se  a  lui  dovesse  incogliere 
q.c.  di  male,  un  caso  triste,  un  infortunio  (in 

guerra,  ecc.)  e  sim.,  Cic.  pp)  con  e  senza 
humanitus,  se  gli  dovesse  incogliere  q.c  di 
ciò  che  suol  accadere  agli  uomini,  modo  eu- 
femistico per  dire  se  dovesse  morire,  se  mai 
morisse,  Cic.  e  Veli,   e)  riuscire,  andar  a  finire, 

bene,  Plaut.:  hoc  quorsum  accidat,  Ter.:  si 
secus  ovv.  aliter  (altrimenti  =  non  secondo 
si  desidera)  accideret,  Cic:  contra  opinionem 
accidere,Caes.:  pejus  victoribusSequanis  quam 
Aeduis  victis  accidisse,  andò  peggio,  Caes. 

2.  accìilo,  cidi,  clsum,  ere  (ad  e  caedo), 
tagliare,  I)  propr.:  arborem,  Caes.  :  crines, 
tosare,  Tac:  pregn.,  dapes,  consumar  e, Y  erg.: 

II)  trasl.,  debilitare,  snervare,  distruggere,  ro- 
vinare, nel  passivo  anche  cadere  in  rovina, 
andar  a  fondo,  corrompersi,  robur  jliventutis, 

Liv.  :  res  hostium ,  Liv.  :  così  pure  accisae 
res,  Cic 

ac-cingo,  cinxi,  cinctum,  ere,  Cic,  cin- 
gere, cingere  attorno,  IJ  propr.:  a)  la  spada, 
lateri  ensem,  Verg.  :  gladiis  accincti,  Liv.:  e 
pregn.,  turmas  ad  munia  peditum,  apparec- 
chiare, mettere  in  arnese,  Tac:  quindi  miles 
accinctus,  soldato  pronto,  in  arme  e  bagaglio, 
Tac  b)  un  abito,  feminae  accinctae  pellibus, 

Tac.  II)  trasl.:  generic,  armare,  allestire,  do- 
tare, fornire,  a)  con,  di  un  {strumento  e  sim., 
solam.  mediale:  accingi  iisdem  armis,  facibus, 
Verg.  b)  di  un  aiuto,  assistenza  e  sim.,  alqm 
paternum  ad  fastigium,Tac:  rifl.  acc  se  e  me- 
diale accingi,  armarsi,  fornirsi,  adottarsi,  a)  di, 
con  q.c,  se  juvene,  adottarsi  un  giovane 
(come  sostegno  della  vecchiaia),  Tac:  studio 
pr>pularium  accinctus,  Tac:  magicas  accingier 

artes,  Verg.  P)  accingersi,  apparecchiarsi,  cor- 
rere pronti    ad  uno  scopo,  dirìgersi  preparati 


19 


accio 


accipiter 


20 


a  q.c,  asso!.,  Ter.  e  Liv.:  con  ad  ovv.  in  e 
Tace,  Liv.:  col  dat.,  Verg.:  colVinùn.,  Verg. 
€  Tac. 

ac-cYo,  ivi  (li),  ìtum,  Ire,  attirai' e  = 

far  venire,  chiamare  a  sé,  mandar  a  chiamare, 

a)  propr.:  pueros,  Cic:  alqm  ex  Etruria,  Cic., 
a  Benevento,  Liv.  :  alqm  domum,  in  curiam, 
Suet.:  alqm  ad  regnandum  Eomam  Curibus, 
Cic:  alqm  in  regnimi.  Liv.:  alqm  doctorem 
filio,  Cic.  b)  trasl.:  mortem  conscientià,  Veti. 
accTpfo,  cèpi,  ceptum,  ere  (ad  e  capio), 

prendersi,  portar  via,  ricevere  (contr.  dare,  tra- 

dere),  I)  =  8éxou.oa,  detto  di  accettare  cosa 
offerta,  ricevere,  accettare,  A)  in  gen.:  a)  in 
mano:  a)  ogg ».  inan.:  acci pe,  tene  argentum, 
Plaut.:  acc.  pecuniam,  ricever  denaro,  Cic, 
in  cattivo  senso  =  lasciarsi  pagare,  cor- 
rompere, ab  alqo,  Cic,  ab  alqo  per  alqm,  Cic: 
come  t. 1.  commerciale,  alqd  (alci)  acceptum 
ferre,  referre  o  fa  cere,  accreditare  ad  ale.  una 
somma  come  pagaia  a  noi  (nel  libro  dei 
conti),  pon-e  a  credito  di  ale,  (contr.  expensum 
ferre,  addebitare  ad  ale,  come  pagato  da 
noi),  acceptum  ferre  o  referre  in  Cic,  acc 
facere  in  Plin.  ep.:  e  fig.  —  attribuire  a  conto 

di  ale.  q.C.  di  buono  O  di  cattivo,  esser  de- 
bitore ad  ale,  di  alcunché,  riconoscere  q.C.  da 

quale,  acceptum  referre,  Cic,  acc  ferre,  Val. 
Max.,  acc  fac,  Sen.:  parim.  sponsionem  acc 
facere  =  a  sp.  discedere,  Cic:  e  partic.  sost, 
acceptum,  i,  n.  e  accepta,  òrum,  n.,  il  ricevere, 
Pavere  (contr.  expensum,  expensa,  data),  co- 
dex  accepti  et  expensi,  libro  dei  crediti  e  dei 
debiti,  l'avere  e  il  dare  (nel  registro),  Cic: 
Tatio  acceptorum  et  datorum,  Cic:  quindi  in 
acceptum  referre,  mettere  nella  colonna  delle 
entrate,  seqnare  sul  registro  nel  conto  del- 
la ver  e,  Cic  p)  di  ogg.  inan.:  puellam  mihi 
in  manum  dat,  accepi  (V accolsi),  Ter.:  acc 
puerum  in  manum,  Justin.:  cujus  abavi  mani- 
1)us  esset  accepta  (Mater  Idaea),  ricevuta,  Cic: 
armis  obsidibusque  acceptis,  Caes.  b)  ricevere 
in,  sopra,  in  un  corpo,  in  un  luogo,  accogliere, 

far  stare,  far  enfiare,  introdurre,  a)  ogg.  inan.: 

«a)  propr.:  alqd  in  cervices  fsul  collo,  anche 
fig.),Liv.:  sucos  ore,  Ov.:  herbam  in  potu,  pren- 
dere, Jn  stin.:  auras  folli  bus,  raccogliere,  far  en- 
trare, Verg.:  di  segg.  inan.,  acc  onus  (della 
schiena,  delle  spalle), Cic  PP)  trasl.,  assumersi 
(come  un  carico)  un  impiego,  un  incarico, 
qualche  cosa  da  condurre  a  termine,  da  ammi- 
nistrare,  alcjs  causam,Ter.:  decumas,Cic:  ovv. 
un  incomodo  da  sopportare,  hunc  metum, 
Ter.  p)  ogg.  viventi,  alqm  gremio,  Yerg.:  mili- 
tes  urbe  tectisve,  Liv.:  alqm  in  sinus  suos,  Ov.: 
hostem  in  Italiani,  Liv.:  trasl.,  ricevere  ale  in 
una  data  relazione,  alqm  in  civitatem,in  ami- 
citiam,  Cic,  in  deditionem,  Caes.:  di  luogo, 

die  riceve  chi  in  esso  entra,  ricevere,  accogliere, 

tellus  fessos  portu  accipiet,  Verg.:  pavidos  Sa- 
mnites  castra  sua  accepere,  Liv.  —  Partic; 

oca)  ricevere,  accogliere,  trattare  ale  COme  Ospite, 
alqm  apnd  se,  Plaut.:  alqm  hospitio  agresti, 
Cic:  alqm  regio  apparati!,  Cic:  alqm  bene,  ele- 
ganter, Cic  ^ricevere  quale  in  questo  od  in 
quel  modo  ==  trattare,  amichevolmente \  alqm 
leniter  clementerque*  Cic:  e  da  nemico,  acco- 
gliere =  trattare,  alqm  vehementer,  alqm  male 
verbis,  Cic:  alqm  verberibus  ad  necem,  Cic:  e 


come  t. 1.  milìt.,  alqm  male  accipere,  dare  una 
sconfitta  ad  ale,  Nep.  e)  ricevere  per  mezzo 
dei  sensi,  a)  col  senso  esterno  od  interno,  ma- 
terialmente O  moralmente,  percepire,  accoglier  e 
in  sé,  comprendere,  distinguere,  accorgersi,  sen- 
tire, sensu  accipi,  Cic:  acc.  oculis  animove  sen- 
sum,  Cic:  alqd  auribus,Cic:  alqd  animo  magis 
quam  vultu,  Liv.:  accipite  (leggete,  richia- 
mate alla  memoria)  veterem  orationem  Ar- 
chytae,  Cic:  accipite  nunc  quid  imperarit,Cic: 
e  coli 'indicazione  del  modo,  dello  stato  d'ani- 
mo, col  quale  si  riceve,  si  percepisce,  si  com- 
prende q.c,  alqd  aequo  animo,  durius,  Cic: 
assol,  volenti  animo  de  ambobus,  Sali,  p)  col- 
V intelligenza,  colla  facoltà  comprensiva, com- 
prendere, concepire,  capire,  quae  parum  accepi, 

Cic:  quindi  farsi  insegnare  q.C,  informarsi 
dì  q.C,  causam,  Cic:  e  imparare,  apprendere, 

haec  arte  accipi  posse,  Cic:  acc  celeriter  quae 
traduntur,  Nep.   y)  col  giudizio,  accogliere, 

prendere,  comprendere,  capire,  giudicare,  spie 

gare,  alqd  aliter  atque  est,  Ter.:  alqd  ad  ovv.  in 
contumeliam,  Ter.  e  Suet.:  alqd  in  bonam  par- 
tem,  Cic:  alqd  in  omen,  Liv.:  con  doppio  acc, 
beneficium  contumeliam  (come,  ecc.),  Cic:  con 
prò  e  Tabi.,  verisimilia  prò  veris,  Liv. 

B)  pregn.,  accettare  =  non  rifiutare  (contr.  rei- 
cere,  repudiare),  a) propr.:  usuram  numquam 
ab  alqo,  Nep.:  est  in  non  accipiendo  nonnulla 

gloria,  Cic  b)  trasl.,  ricevere,  accogliere,  non 
respingere  =  accondiscendere,  mostrarsi  con- 
tento di  q.C,  concedere  q.c.,  ammettere  (contr, 

abnuere,  repudiare),  condicionem,  Cic:  pacem, 
Liv.:  orationem,  Caes.:  omen,  Cic:  nomen, 
nella  lista  degli  elettori,  Liv.:  judicium,  im- 
pegnarsi in  un  pronesso,  Cic:  e  spesso  nel 
dialogo,  accipio,  son  contento,  va  bene,  Ter. 
e  Hor. 

II)  in  senso  più  largo  =zgentric,  ricevere, 
ottenere,  avere  da  quale  q.c.  che  ci  si  dia,  co- 
munichi, tramandi,  senza  che  noi  Vabbiam 
cercata  (contr.  dare,  tradere,  reddere),  a)  rice- 
vere q.c.  offerta,  consegnata,  lasciata,  adulte- 
rinos  nummos  prò  bonis,  Cic:  lucrum,  Cic: 
litteras  ab  alqo,  Cic:  exercitum  ab  alqo,  Caes.: 
stipendium  de  publico,  Liv.:  hereditatem  a 
patre,  Nep.:  e  così  per  eredità,  sestertium  vi- 
cies  a  patre,  Nep.:  solis  lumen  (della  luna), 
Cic:  venenum  (prendere),  Quint.:  morem  a 
majoribus,  Cic:  plaustìm,  Cic  h)  ricevere,  ot- 
tenere, honorem  ab  alqo,  Cic:  muneris  par- 
tem,  Liv.   e)  ricevere,  percepire,   a)  sentire, 

provare,  ricevere,  sopportare,  soffrire,  volupta- 

tem  ex  alqa  re,  Cic:  vulnus,  Cic:  detrimen- 
tum,  Caes.:  dolorem,  Cic:  injuriam,  soffrire 

(contr.  facere),  Cic.     P)  ricevere,  comprendere, 

udire,  sapere,  cum  optatissimum  nuntium  ac- 
cepissem,  coTVaee.  e  Tinnii.,  Cic:  quae  geran- 
tur,  accipies  ex  Pollione,  Cic:  partic.  venir  a 
sapere  per  fama,  per  tradizione  storica,  fama 
atque  auditione  accepisse,  colVa.ce.  e  Hnfin., 
Cic:  accepisse  ed  a  majoribus  sic  accepisse, 
colVa.ee.  e  Tinfin.,  Cic:  ut  de  Hercule  accepi- 

mUS,  Cic   y)  i»*P<*>are,  apprendere,  disciplinam 

ab  alqo,  Caes. 

accTpYttfr,  tris,  m.  [f.  solo  in  Lucr.]  (ac- 
cipio), nibbio,  I)  propr.:  a)  generic.  =  uc- 
cello di  rapina,  Cic  b)  partic:  a)  nibbio,  fal- 
cJietto,  Col.   ed  Hor.     p)  falco,  sparviero,  Ov. 


21 


accitus 


accumulate 


22 


li)  trasl.  di  pers.  avide,  rapaci,  pecuniae 
acc,  Comici. 

accTlìlS  (adcìtus),Ù,  m.  (accio),  il  chiamare 
a  sé,  chiamata,  CÌC.  ed  a. 

.4ceTus,Yi,  m.  V.  Attius. 

acclama  Ilo,  Onis,  f.  (acclamo),  I)  il  gri- 
dare a,  verso,  Cornif.  rhet.  II)  partic,  gridio, 
fischiata,  disapprovazione  clamorosa,  CÌC.  0VV. 
acclamazione,  grida  favorevoli  (coiltr.  plaUSUS), 

Liv.,  rei  narratae  vel  probatae,  esclamazione 
sopra  ecc.,  Quint. 

ac- clamo,  avi,  àtum,  are,  gridare  a,  a) 
con  e  senza  il  dat.  pers.,  a)  disapprovando, 
alci,  Cic.  p)  applaudendo,  acclamare,  omnes 
acclamarunt,  Liv.:  ei  acclamatum  est,  Plin. 

ep.   b)  C0lVa.CC.  pers.     proclamare,   chiamare, 

alqm  servatorem,  Liv.:  si  nocentem  acclama- 
verant,  se  lo  proclamavano  colpevole,  Tac. 

acciaro,  avi,  are,  far  vedei'e  chiaramente, 
mostrare  chiaramente,  LÌV.  1,    18,    9   (dove  ac- 

clarassis  =  acclaraveris). 

acclTnis,  e,  inclinato,  piegato  verso,  appog- 
giato a,  I)  propr.:  trunco  arboris,  Verg.:  pa- 
rieti,  Justin.  :  colla  acclinia  malo,  Ov.:  dì 
e.  inan.,  leniter  acclini  jugo,  Ov.  II)  trasl.: 
accl.falsis  animus,  reso  inchinevole  all'errore 
{dalla  voluttà),  Hor.  sat.  2,  2,  6. 

aC'CllUO,  avi,  àtum,  are,  inclinare,  piegar 

verso  q.c,  I)  propr.:  se  in  illum,  Ov.:  di  luo- 
ghi, castra  tumulo  sunt  acclinata,  Liv.  II) 
trasl.:  haud  gravate  se  ad  causam  senatus, 
Xiv.  4,  48,  9. 

acclivis,  e,  ed  acclivus,  a,  um,  che  ha 
pendìo,  che  saie,  aditus  acclivis,  Caes.:  Collis 
acclivus,  Liv. 

acclivllas,  àtis,  f.  (acclivis),  pendìo,  ripi- 
dezza, collis,  Caes.  B.  G.  2,  18,  2. 

accula,  ae,  m.  (accolo),  colui  che  abita 
vitine,   V abitante    dei  dintorni,  ejus  loci,  LÌV.: 

Cereris  (presso  il  tempio  di  Cerere),  Cic: 
appos.  accoìae  fluvii,  i  fiumi  tributari,  Tac. 

ac-cttlo,  colili,  cultum,  ere,  abitare  presso, 
abitare,  locum,  Cic:  viam,  Liv. 

accommttdàlc,  avv.  col  compar.  e  su- 
peri., in  modo  adatto,  a  proposito,  corrispon- 
dentemente, conforme,  CÌC. 

accom mtfda tio,  ònis,  f.  (accommodo), 

adattamento,  a)  il  disporre,  disposizione,  l'ac- 
comodare, l'adattare  una  cosa  giusta  ad  una 
data  altra,  alcjs  rei  ad  aiqd,  Cornif.  rhet.  e 
Cic.  b)  V adattarsi  =  indulgenza,  Cic.  Verr. 
3,  189. 

accommttdatus,  a,  um,  partic.  agg.  col 
■compar.  e  superi.,  adatto,  conveniente,  cor- 
rispondente,  acconcio,  commisurato,  di  pers. 

=  atto,  idoneo,  capace,  ad  alqd,  Cic:  alci 
Tei,  Cic. 

accontili  tf  do,  avi,  àtum,  are,  accomodare 
q.c.  a  q.c,  adattare,  I)  propr.,0(jg.  materiali, 

aggiustare,  adattare,  acconciare,   COronam  sibi 

ad  caput,  Cic:  calauticam  capiti,  Cic:  insi 
gnia,  Caes.  II)  trasl.,  ogg.  astr.  e  pers.:  A) 
adattare  q.c.  a  qualche  altra,  adattare,  ag- 
giustare, ordinare  a  seconda  di  q.c,  confor- 
memente a  q.C,   commisurare,  proporzionare, 

sumptus  ad  mercedes,  Cic:  testes  ad  crimen, 
aggiungere,  far  venire  opportunamente,  Cic: 
orationem  auribus  auditorum,  Cic:  orandae 


litis  tempus,  apprestare  un  tempo  favorevole, 
Cic:  exordium  in  plures  causas,  usare  in  più 
casi,  Cornif.  rhet.  e  Cic:  rifl.,  se  acc.  ==  adat- 
tarsi, acconciarsi  (sottomettersi)  a  q.c.  o  quale, 
secondo  q.c.  o  quale,  ad  alcjs  arbitrium  et  nu- 
tum  totum  se  fingere  et  accommodare,  Cic:  se 
au  rem  pubìicam  et  ad  magnas  res  gerendas, 
Cic:  se  dicenti,  Quint.:  esempi,  accommodare 
alci  de  habitatione,  accordare  una  dilazione, 
Cic.  B)  generic:  portare  a  q.c,  a)  apporre, 
attribuire,  diis  effigiem,  Curt.:  alci  verba,porre 

in  bocca,  Quint.  b)  indirizzare,  dedicare,  ri- 
volgere, volgere,  curam  pratis,  Quint.:  nonnul- 
lam  operam  his  studiis,  Quint.:  se  ovv.  ani- 

mum    alci   rei,   occuparsi,   incaricarsi  di  q.  C, 

applicarsi,  badare,  Suet.:  e  così  pure  se  alci, 
impegnarsi,  accordarsi  con  alcuno,  Suet.:  e 
se  ducem  alci,  darsi  come  duce,  ecc.,  Suet. 

aC-COllimttdllS,   acconcio,  proprio  a,  alci 

rei,  Verg.  Aen.  11,  522. 

ac-crédo,   crèdtdi,  crèdftum,   ere,  esser 

proclive,  inclinato  a  credere,  credere,  alci  alqd, 

Plaut.:  alqd,  Lucr.:  alci,  Hor.:  asso?.,  vii  accr., 
Cic,  non  accr.,  Nep. 
ac-crcsco,  crèvi,  crètum,  ere,  accrescere, 

aumentare,  crescere,  cioè  I)  crescere  in  sé,  in- 
grossare  crescendo,   salire  man  mano,   alzarsi 

(contr.  decrescere),  flumen  subito  accrevit, 
Cic:  accrescit  dolor,  Nep.:  cum  dictis  factisque 
vana  accresceret  fides,  crescendo  sempre  più, 
Liv.:  trimetris  accrescere  jussit  nomen  iam- 

beis,  Hor.  II)  accrescersi  (aumentando),  au- 
mentare, aggiungersi,  veteribus  negotiis  nova 
accrescunt,  Plin.  ep. 

accrctlo,  ònis,  f.  (accresco),  il  crescere,  ac- 
crescimento {contr.  deminutio),  luminis,  Cic 
Tusc  h  68. 

aCCUbltlo,  Ònis,  f.  (aCCUmbo),  lo  Sdraiarsi 

a,  il  coricarsi,  partic  a  mensa  (secondo  il  co- 
stume romano  del  triclinium),  Cic:  epularis, 
Cic. 

ac-CÌÌbo,  are,  star  sdraiato  presso,  giacere, 
star  coricato,  I)  in  gen.,  Nep.:  juxta  acc, Verg.: 
di  e  inan.,  Sulpiciis  horreis,  essere,  trovarsi 
(detto  di  un  cadus),  Hor.:  e  di  luoghi,  Tarpejo 
monti,  Suet.  II)  partic:  a)  stare  a  tavola, 
giacere  a  mensa  sul  triclinium,  in  convivio, 
Cic:  apud  alqm,  presso  quale  (alla  sua  ta- 
vola, come  ospite,  convitato),  Cic:  cum  alqo, 
presso  ale.  (come  compagno  di  mensa),  Plaut.: 
infra  alqm,  Liv.  b)  in  signi f.  osceno,  dormir 
con  una  pers.,  usare  concubito,  Plaut.  e  Suet. 
—  Il  perf.  accubiti  e  il  supino  accubìftum  ap- 
partengono ad  accumbo. 

ac-cumbo,  cubui,  cubttum,  ere,  sdraiarsi 

a,   coricarsi,   distendersi,    I)   in  gen.   (contr. 

sedere,  ambulare),  cum  alqo,  Ter.:  in  acta  cum 
suis,  Nep.  II)  partic:  a)  a  tavola,  suì  tri- 
clinio, sdraiarsi,  coricarsi,  prender  posto,  quindi 
anche  talora  per  la  continuazione  dello  stare 
sdraiato,  aver  posto,  giacere,  stare,  in  convivio 
alcjs,  Cic:  apud  alqm,  presso  di  ale  (alla  sua 
tavola,  mensa),  come  invitato,  ospite,  Cic: 
eodem  lecto,  Liv.:  assol.,  Suet.  b)  giacere  con 
una  pers.,  unirsi  carnalmente  con  una  pers., 
alci,  Tibull. 

accumulate,  avv.  col  superi,  (accumu- 

latus  da  accumulo),  cumulatamente  =  abbon- 
dantemente, largamente,  Cornif.  rhet.  1,  27. 


23 


accumulato! 


24 


accumulato!*,  oris,  m.  (accumulo),  aceto 

mulatore,  ammassatole,  opum,  TaC.  ami.  3,  30. 

a c-o ii in ii  lo,  avi,  atum,  are,  far  su  a  muc- 
chio (cumulus),  accumulare,  ammucchiare,   I) 

propr.:  auget,  addit,  accumulat  (pecuniam), 

Cic.    II)  trasl.:   a)  concedere,  dare,  condonare, 

prestare  in  abbondanza,  alienas  res,  Liv.:  alci 
summum  honorem,  Ov.:  e  trasl.:  provvedere, 
fornire  in  abbondanza,  colmare,  alqm  donis, 

Verg.    b)  accumulare,    accrescere,    aggiungere, 

caedem  caede,  strage  a  strage,  Lucr.:  cu- 
ras,  Ov. 

acciipate,  avv.  col  compar.  e  superi, 
(accuratus),  con  cura,  accuratamente,  con  accu- 
ratezza, con  cautela  e  sim.,  CÌC.  ed  a. 

acciiraliO,  onis,  f.  (accuro),  accuratezza, 
diligenza,  Cic.  Brut.  238. 

accìicatus,  a,  um,  partic.  agg.  con  com- 
par. e  superi,  (da  accuro),  fatto  con  cura,  ac- 
curato, diligente  e  sim.,  solam.  di  e.  inan., 
Cic.  ed  a. 

acefiro,  avi,  atum,  are,  fare,  condurre  q.c. 
con  cura,  trattare  con  diligenza,  amministrare, 
far  con  accuratezza,  alqd,  CÌC.  ed  a. 

ac-cuppo,  cucurri  e  curri,  cursum,  ere, 

correre   a,   accorrere,  aSSOÌ.,    Ter.    e   CÌC:   ad 

alqm,  Cic:  equo  admisso  ad  alqm,  accorrere  a 
briglia  sciolta,  Caes.:  Roma-m ,  Cic:  in  Tuscu- 
lanum,  Cic:  di  idee  che  si  affacciano  presto 
alla  mente,  Cic 

acCUPSlis,  US,  m.  (accurroì,  l'accorrere, 
il  giungere   di   corsa,   attacco   repentino,    Tac 

ed  a. 

accusa  Ini  ÌS,  e  (accuso),  accusabile,  degno 
di  accusa  =  biasimevole,  riprovevole,  CÌC  Tusc 

4,  75. 

aCCUSatlO,  Ònis,  f.  (aCCUSo),  accusa,  que- 
rela, querimonia,  I)  in  gen.:  rhetorices,  contro 
la  rett.,  Quint.:  plur.,  accusationes  Hanni- 
balis,  contro  Annibale,  Liv.  II)  partic,  ac- 
cusa pubblica  (commi,  in  cause  criminali), 
a)  propr.  (contr.  defensio),  Cic.  b)  meton.,  ac- 
cusa ==  accusa  scritta  (contr.  defensio),  Cic. 

accusiUTvus,  i,  m.  (accuso),  con  e  senza 
casus,  nei  Gramm.,  accusativo,  Quint.  ed  a. 

accusa  top,  òris,  m.  (accuso),  accusatore, 
I)  in  gen.,  Nep.  Lys.  4,  3.  II J  partic,  pub- 
blico accusatore,  raram.  a)  in  cause  civili,  come 
in  Cic.  partit.  or.  110;  comun.  b)  in  cause 
criminali  (contr.  reus,  accusato,  patronus, 
defensor,  difensore,  judex,  giudice),  Cic: 
quindi  all'epoca  imperiale  —  accusatore  di 
professione,  delatore,  Suet. 

accusatorie,  avv.  (accusatorius),  in  tono 

d'accusatore,  in  modo  accusatorio,  loqui,    Cic: 

agere  cum  alqo.  Cic 

accflsatopius,  a,  um  (accusator).  perti- 
nente all'accusatore,  accusatorio,  da  accusa- 
tore, di  accusatore,  animus,  lex,  Cic:  vox,  Liv. 

accusati*! \,  tricis  f.  (accusator),  accusa- 
trice,  Plin.  ep.  10,  59  (67)  e  segg. 

accuso,  avi,  atum,  are  (ad  e  causa),  ac- 
cusare, incolpare,  biasimare  quale.  0  q.C,  I) 
in  gen.  (contr.  excusare,  expurgare,  laudare), 
alqm  liberius,  Cic:  alqm  de  litterarum  negle- 
gentia,  Cic:  in  quo  te  accuso,  Cic:  inertiam 
alcjs,  Cic    II)  partic.  come  t. 1.  giudiziario, 

accusare  ale.  pubblicamente,  chiamare  in  giu- 
dizio (comun.  in  cause  criminali;  contr.  de- 


fendere), assol.,  Cic:  alqm  Pario  crimine,  Nep. r 
alqm  ambitus,  Cic:  alqm  capitis,  di  delitto 
capitale,  Cic:  alqm  de  venefìciis,  Cic:  alqm 
inter  sicarios,  di  assassinio,  Cic:  col  quod 
(perchè,  di),  Nep.:  coWacc.  e  Z'infin.,  Tac 

Acc,  ès,  f.  ("Av.yj),  città  della  Galilea; 
oggi  S.  Giovanni  d'Acri. 

iicco,  ère  (dalla  radice  AC,  donde  deri- 
vano anche  acuo,  acies),  essere  addo,  Cato 
r.  r.  148. 

1.  acci*,  ccris,  n.  (dalla  radice  AC),  acero, 
sorta  di  albero  e  legno  del  medesimo,  Ov. 
e  Plin. 

2.  acce,  acris,  e,  agg.  con  compar.  e  su- 
peri, [nel  lai.  arcaico  anche  di  due  sole  desi- 
nenze acer,  acre,  ovv.  acris,  acre]  (dalla  radice, 

AC,  come  aCUO,  acies,  ecc.),  aguzzo,  tagliente, 

IJ  propr.,  d'armi,  ecc.,  Tac:  acrioribus  sti- 
mulis  (fig.),  Tac.  II)  trasl.:  A)  di  oggetti 
che  colpiscono  i  nostri  sensi  e  dei  sensi 
stessi;    a)  acre,  al  gusto,  al  palato,  piccante, 

pizzicante,  pungente  (contr.  mollis,   lenis,  dul- 

cis),  cibus,  Celsus:  mei,  Cic  b)  al  tatto,  pun- 
gente, penetrante,  e  in  genere,  doloroso,  acerbo, 
vivo,  tempestates,  Caes.:  sol,  Hor.:  dolor,  Cic. 

e)  penetrante  per  V udito,  di  suono  acuto,  stri- 
dente, tibia,  Hor.:  flammae  sonitus,  Verg.:  vox 
acrior  (contr.  jucundior),  Quint.:  syllabae  acres 
(contr.  leniores),  Quint.  d)  penetrante,  riguardo 

all' odorato,   acuto,   pungente,  soffocante,  odor, 

Lucr.:  vis  fumi  acrior,  Liv.:  unguenta  summa 
et  acerrima  suavitate  condita  (contr.  ung.  mo- 
derata, con  lieve  profumo),  Cic  e)  (come 
ògug),  riguardo  alla  vista,  vivo,  abbagliante, 
splendor,  Lucr.:  rubor,  Sem:  anche  del  senso 
della  vista,  acuto,  forte,  acerrimus  sensus 
videndi,  Cic.  B)  di  oggetti  che  colpiscono 
i  sensi  interni,  e  dei  sensi  interni  stessi: 
a)  di  sensazioni,  sentimenti  =  pungente,  sen- 
tito, doloroso,  vivo,  penoso,  aere,  dolor,  Verg.: 
acrem  sui  memoriam  relinquere,  Tac  b)  delle 
forze  intellettive  e  delle  loro  manifestazioni, 

forte,  vigoroso,   acuto,  penetrante,  fine,  pronto, 

acies  (ingenii),  Cic:  ingenium  acerrimum, 
Cic:  judicium  acrius,  Cic:  memoria,  Cic.  e) 
come  qualità  morale,  a)  riguardo  alla  vo- 
lontà, fervido,  vivace,  forte,  energico,  gagliardo, 
zelante,  diligente,  ardente,  acre,  acuto,  costante, 
perseverante,  laborioso,   operoso   (contr.  iners), 

ingenium,  Sali.:  animus,  Cic:  investigator, 
Cic:  testis,  Cic:  potor  (forte,  gran  bevitore)^ 
Hor.:  ci  vis  acerrimus,  Cic:  acrior  in  rebus  ge- 
rendis,  Cic:  homo  ad  perdiscendum  acerrimus, 
Cic:  partic.  di  guerrieri,  Cic:  acer  in  armis, 
Verg.:  e  così  equus  (generoso  destriero),  Verg. 

P)  riguardo  all'affetto,  ardente,  intenso,  forte, 

vivo,  fiero  (contr.  modestus,  quietus,  lenis,  mi- 
tis,  mollis),  pater,  Ter.:  amator,  Cic:  così 
degli  animali,  feroce,  fiero,  ardente,  indomito, 
indomabile,  furioso,  leo,  Nep.:  canes,  Cic:  e 
degli  affetti  Stessi,  violente,  vivo,  forte,  veemente, 
appassionato,  sfrenato,  CUpiditas,  luctus,  CÌC: 

quindi  y)  generic:  di  cose  astratte,  e  nei 
poeti  anche  di  concrete,  ora  =  focoso,  ardente, 

energico,    acuto,    vivo,   forte,    risoluto,    acri  ora 

Consilia  (contr.  cauta),  Tac:  acerrima  Consilia 
(contr.  inertissima),  Hirt.  in  Cic:  cura  dili- 
gentiaque,  Cic:  poet.,  pocula,  in  cui  si  può 
bere  molto  =  grandi,  Hor.:  ora  =  ardente, 


25 


acerbe 


Achaemenes 


26 


impetuoso,  violento,  fiero,  pungente,  crudo,  or- 
rido, bellum,  Cic.:  nox,  triste,  brutta,  Cic.  : 
supplicium,  custodiae,  Tac:  annona,  rincaro 
delle  biade,  prezzo  elevato  d.  b.,  Tac.  — 
L'acc.  neutro  acre  funziona  da  avverbio  (= 
acriter),  Sali.  fr. 

acerbe,  aw.  con  compar.  e  superi,  (acer- 
bus), acerbamente,  solo  trasl.,  I)  attivo  =  acer- 
bamente, rigidam,,  severam,,  crudam.,  aspram,, 
in  modo   nemico,   rozzam.,  fieram,,    crudeli»,, 

(contr.  comiter,  leniter),  Cic.  II)  passivo  = 

■con  affanno,  con  dolore,  sdegnosamente,  di  mal 

-animo,  alqd  ferre,  Cic. 

acerbità*,  atis,  f.  (acerbus),  acerbità,  l'es- 
sere acerbo,  I)  propr.l  il  sapore  acerbo  di  frutti 
non  maturi,  Cic.  IT)  trasl.:  &)  crudezza,  acer- 
bità, dissocievolezza,  durezza,  severità,  asprezza 

verso  gli  altri  (contr.  comitas,  lenitas),  inimi- 
corum,  Cic:  morum,  Cic:  censoria,  Liv.:  poe- 

narum,    Liv.:    ed   asprezza,  acerbità,  durezza, 

mordacità,  del  discorso,  sententiarum,  Cic:  et 
suppliciorum  et  verborum  acerbitates,  Cic:  e 
passivo  =  l'acerbo  odio  degli  altri  contro  di 
noi,  Suet.  b)  acerbità,  tristezza  degli  avveni- 
menti, della  sorte,  ecc.,  angustie,  temporis  Sul- 
ìani,  mortis,  Cic.  :  quindi  plur.  acerbitates, 

angustie,  colpi  dell'avversa  fortuna,  travagli, 
disgrazie,  Cic 

acerbo,  are  (acerbus),   esacerbare  =  far 

parer  maggiore,  formidine  crimen,  Verg.  Aen. 
11,407. 

acerbus,  a,  um  (dal 2°  acer),  acerbo,  astrin- 
gente,  ai  sensi,    I)  propr.:  a)   che  stringe  il 

palato,  acerbo  al  gusto  (contr.  dulcis,  mitis, 
sua  vis),  sapor,  Plin.:  par  tic,  di  frutti,  acerbo, 
maimaturo,  pirum,  Varr.:  uva,  Phaedr.:  e  fìg., 

immaturo,  precoce,  prematuro,  virgo,  Ov.:  fu- 

nus,  Verg.  (cfr.  n°  II,  b):  partus,  Ov.:  res,  Cic. 

h)  spiacevole  all'udito,  stridulo,  penetrante,  VOX, 
Comif.  rhet.  C)  acuto  al  tatto,  tagliente,  pene- 
trante, intenso,  frigus,  Hor.:  acc.  plur.  neutro 
poet.  come  aw.,  acerba  sonans,  Verg.  d)  spia- 
cevole all'aspetto,  vultus  acerbi,  accigliato, 
scuro,  Ov.:  acc.  plur.  neutro  poet.  come  aw., 
acerba  tuens,  torvo,  Verg.   II)  trasl.,  a)  di 

pers.,  duro,  rozzo,  severo,  austero,  rigido,  ru- 
stico, burbero,  accigliato,  scortese  (contr.  mode- 

ratus,  remissus),  in  exigendo,  Cic:  inimicus, 
Cic:  acerbos  e  Zenonis  schola  exire,  troppo 
burberi,  Cic  b)  di  condizioni  e  sim.,  acerbo, 

duro,  triste,  amaro,  doloroso,  penoso,  incen- 

diura,  Cic:  supplicium,  Cic:  funus,  Cic:  (cfr. 
n°  I,  a):  mors,  Nep.:  n.  plur.  sost.,  acerba, 

amarezze,  tristezze  della  sorte,  angustie,  Comif. 

rhet. 

acernus,  a,  um  (acer,  ccris),  d'acero,  di 
legno  d'acero,  trabes,  Verg.:  mensa,  Hor. 

accrra,  ae,  f.,  cassetta  che  conteneva  l'in- 
censo (pei  sacrifizi),  turibolo,  Cic  ed  a. 

jkeerrae,  àrum,  f.,  città  della  Campania, 
vicina  a  Napoli,  sul  fiume  Clanio  (esposta 
spesso  alle  inondazioni  di  questo  fiume);  ora 
Acerra.  —  Deriv.:  Acerràui,  òrum,  m., 
gli  abitanti  di  Acerra,  Acerrani. 

accrvàlis,  is,  m.  (acervus),  pel  greco 
ocopsixyjs,  argomentazione  mediante  accumu- 
lamento (V.  acervus),  Cic.  de  div.  2,  11. 

àcervatiui,  aw.  (acervo),  a  mucchi,  a 


monti,  in  molti  (contr.  singuli),  a)  propr.,  Lucr. 

e  Auct.  b.  Alex,  b)  trasl.,  alla  rinfusa,  som- 
mariamente e  sim.,  Cic. 

acervo,  avi,  atum,  are  (acervus),  ammuc- 
chiare, ammassare,  riunire  in  gran  quantità, 
ammonticchiare,  2Ì)propr.:  moi'tuos,  hiv.'.ftg.: 

alias  super  alias  leges,  aggiunger  leggi  a  leggi, 

Liv.  b)  trasl.,  nel  discorso,  ammassare,  rac- 
cogliere, Quint. 

acervus,  i,  m.  (dalla  rad.  AC,  donde 

àyo),  àystpa)),  massa  riunita,  mucchio,  cu- 
mulo (come  un  sol  tutto,  o  come  grande  mol- 
titudine di  cose),  I)  propr.:  tritici,  Cic:  pe- 
cuniae,  Cic:  caecus  acervus,  del  Caos,  Ov. 

II)  trasl.:  a)  mucchio,  massa,  cumulo  =  quan- 
tità, scelerum,  Cic.  b)  specie  di  argomenta- 
zione, risultante  dall'unione  di  più  sillogi- 
suni,  detta  sorite  (awpetxvjg),  Cic  ed  a. 

aceseo,  aciii,  ere  (aceo),  diventar  acido, 

inacetire,  inacidire,  Hor.  e  Col. 

A  cesta,  ae,  f.  ('Axéaxvj),  antica  città  sulla 
costa  settentrionale  della  Sicilia,  così  chia- 
mata dal  re  Aceste ;  più  tardi  Egesta;  dai 
Bomani  chiamata  Segesta  (V.);  oggi  Castel- 
lamare.  —  Deriv.:  Àccslenses,  ìum,  m., 
gli  abitanti  di  Acesta,  Acestesi,  Acestani. 

Acestes,  ae,  m.,  Aceste,  re  di  Sicilia,  di 
origine  troiana. 

acctàbulum,  i,  n.  (acetum),  propr.,  vaso 
da,  aceto,  quindi  vaso  a  calice,  calice,  Quint.: 
plur.  =  bussolotti,  Sen. 

acetum,  i,  n.  (aceo),  vino  acido  e  poscia 
aceto,  in  genere,  I) propr.,  Cic  ed  a.  II)  trasl., 

mordacità  (di  detti),  tono   satirico,  pungente, 

Hor.  ed  a. 

icliaei,  òrum,  m.  CA^aioi),  Achei,  così 
chiamati  dal  loro  capostipite  Acheo;  popolo 
della  Grecia,  che  in  origine  risiedeva  in  Tes- 
saglia, e  passò  in  seguito  nella  costa  setten- 
trionale del  Peloponneso,  che  da  loro  si 
chiamò  Achaja.  —  Appellativo  :  a,)  per  Greci 
in  gen.  b)  gli  abitanti  di  una  colonia  greca 
imbarbarita  sul  Ponto  Eusino,  Ov.  ex  Pont. 
4,  10,  27.   —   Deriv.:   A)  Acliaeus,  a, 

Um    ('A^aióg),    pertinente    all'Acaia,    Acaico, 

B)  Achilìa,  ae,  f.  ('A^ata),  ovv.  in  prosa 
Acliaja,  ae,  f.,  a)  il  paese  degli  Achei, 
TAcaia,  nella  parte  settentr.  del  Peloponneso. 
b)  dopo  la  conquista  di  Corinto  (146  av.  Cr.) 
nome  di  tutta  la  Grecia,  come  prov.  romana. 

C)  Achaìas,  adis,  f.  ('A^al'a;) ,  Achea, 
urìAchea.  D)  Achaicus,  a,  um  ( 'Ayjxtxós), 
acaico,  greco,  negotium,  Cic:  homines,  persone 
che  vanno  in  Grecia,  Cic:  E)  Achais,  Ydis  e 

Ydos,  f.  ('Kyoiìz),  un' Achea;  poet.,  il  paese  degli 

Achei  =  Grecia.  F)  Acliaìus,  a,  um,  poet. 

per  Achaicus,  Acaico  OVV.  greco,  G)  AcIlTvi, 

Òrum,  m.  (da  'AxatFoc),  Achivì,  i  Greci  (nei 
poemi  Omerici).  —  Proverò.,  quidquid  de- 
lirant  reges.  plectuntur  Achivi  (il  popolo), 
Hor.  ep.  1,  2,  14.  —  Agg.  Achivus,  a,  um, 

acJiivo,  greco, 

i&cliacmeiiés,  is.  m.  ('Axaciaévyjg),  AcJie- 
mene,  proavo  degli  antichi  re  persiani,  capo- 
stipite degli  Achemenidi  (V.  in  seguito).  — 
Deriv.:  A)  Acliaemeiiidae,  arum,  m. 
('AxacfjtsvcSat),  Achemenidi,  la  più  illustre  fa- 
miglia persiana,  dalla  quale  si  sceglievano 


27 


Acliaeus 


acqmesco 


28- 


i  re.  B)  Achaeméiiius,  a,  um,  persiano 

OVV.  parto . 

A  e li a eus,  F.  Achaei. 

A<  fistia,  -ias,  -icus,  -is,  -ius,  -ja, 

V.  Achaei 

A  eli  a  ni  a  e,  àrum,  f.  ('Axapvoù),  Acarne, 
demo  dell'Attica. 

Àdiclòus,  i,  m.  ('AxeXqioc,),  Acheloo,  il 
più  grande  fiume  della  Grecia,  che  nasce 
dal  Pindo,  serve  di  confine  tra  TEtolia  e 
VAcarnania,  e  si  getta  nel  Mar  Ionio  ;  oggi 
Aspropotamo  ;  nella  mitologia  il  più  antico 
dio  fluviale,  padre  delle  Sirene.  —  Deriv.: 
A)  Aclielòìas,  adis,  f.,  ed  Àclielóis,  tdis, 
f.  ('AxeXuyìg),  Acìieloiade,  figlia  di  Acheloo, 
alplur.  =  le  Sirene.  B)  Àehélòìus,  a,  um 
('AxeXcbi'os),  dell' Acheloo,  Callirrhoè,  Ov.:  po- 
etila, acqua,  Yerg. 

Acheron,  ontis,  acc.  ontem  ed  onta,  m. 
fAxépwv),  Acheronte,  IJ  fiume  della  Tespro- 
zia,  che  attraversa  la  palude  Acherusia  e  si 
getta  nel  Mar  Jonio;  oggi  Phanariotikos. 
II)  (anche  Acheros),  fiume  del  Bruttium  ;  oggi 
Micone,  secondo  altri  Lese.  Ili)  nella  mi- 
tologia, fiume  del  regno  dei  morti,  che  tutte  le 
ombre  dovevano  passare,  quindi  per  VAvemo 
stesso  (in  prosa  Acheruns,  V.).  —  Deriv.: 
A)  Acherontìa,  ae,  f.,  piccola  città  della 
Lucania;  oggi  Acer enza.  B)  AdierìisYus, 
a,  um  fAxspoóatos),  acherontto,  a)  dell'oltre- 
tomba, dell'altro  mondo;  trasl.,  vita,  afflitta, 
piena  di  dolori,  Lucr. 

«4  dièros,  V.  Acheron,  n°  IL 

Acheruns,  untis,  acc.  untem  ed  unta,  m. 
(raro  f.),  forma  lat.  parali,  ad  Acheron, 
partic.  =  l'altro   mondo,  l'oltretomba   (costr. 

con  ad,  ab,  ex,  ovv.  come  i  nomi  proprii  di 
città,  ecc.,  alla  domanda  dove?  [moto  a 
luogo]  col  semplice  acc,  e  donde?  col 
sempl.  abl.;  dove?  [stato]  col  sempl.  abl., 
ed  anche  col  locar.  Acherunti  =  nell'altro 
mondo). 

Acliilles,  is,  m.  ('AxiXXsó?),  quindi  nei 
poeti  anche  genit.  Achillei  ovv.  Achilli,  acc. 
Achillea,  voc.  Achille,  abl.  Achilli),  Achilie, 
il  più  illustre  eroe  della  guerra  Troiana,  per 
valore  e  per  bellezza,  figlio  di  Peleo,  re  di 
Tessaglia,  e  della  Nereide  Teti;  padre  di 
Pirro  (Neottolemo).  —  Quindi  come  appell., 
un  Achilie  =  un  eroe  bello  e  forte,  oppure 
un  giovane  b.  e  f.  —  Deriv.:  A)  Acliil- 

IcUS,  a,  Um  ('Ax&XstOg),  che  si  riferisce  ad 
Achille,  Achilleo,  B)  Acliillldcs,  ae,  m., 
Achillide, 

4  c«iiì vi  ed  4cliTvus,  V.  Achaei. 

Adi  radi  il  a,  ae,  f.  ('AxpaQtvVj),  la  parte 
più  importante  di  Siracusa,  per  grandezza 
e  per  numero  di  abitanti. 

AcIdàlTa,  ae,  f.  ('Ax'.SaXCa  ),  sopran- 
nome di  Venere,  dalla  fonte  Acidalia  in 
Beozia,  dove  sì  bagnavano  le  Grazie,  figlie 
della  dea. 

ìicidus,  a,  um,  agg.  con  compar.  e  su- 
peri, (aceo),  acido,  I)  propr.,  acido  al  gu- 
sto, spiacevole  al  gusto  ed  all'odorato,  sapar, 
Plin.:  inula,  Hor.  II)  trasl.:  a)  spiacevole,  sgra- 
devole, non  accetto  al  senso  interiore  (contr. 


dulcis),  alci,  di  e.  inan.,  Hor.:  di  pers.,  Sem 
b)  mordace,  aspro,  homo  acidae  linguae,  SeD. 
rhet. 

acTcs,  èi,  f.  (dalla  radice  AC,  donde  anche 
acuo,  genit.  anche  acie),  acutezza,  filo  (taglio) r 
I)  propr.,  filo  (di  una  lama),  taglio  affilato, 
securis,  Cic:  fig.,  patimur  hebescere  aciem 
horum  auctoritatis,  il  valore,  Cic.  IL)  trasl.: 
A)  degli  occhi:  a)  acutezza,  oculorum,  Caes. 

b)  forza  visiva,     a)  acutezza    della   vista,  buona 

vista,  con  e  senza  oculorum,  Cic:  forza  visiva 
nel  moto  e  nell'azione,  mira,  sguardo,  Catull.: 
poet.  =  il  brillare,  il  lume  delle  stelle,  Verg. 
P)  pupilla,  Cic:  meton.  (poet.)  occhio,  Verg. 

C)  forza,  acutezza,  acume,  dello  Spirito,  animi,. 

ingenii,  mentis,  Cic:  la  forza  visiva  dello  spi- 
rito in  azione,  mira,  sguardo,  acies  in  omnes 
partes  intendere,  Cic.  B)  come  t.  t.  milit., 
fronte  di  un  esercito  schierato  a  battaglia, 
mostrando  un  allineamento  simile  al  filo  di 
una  lama ,  esercito  schierato  (a  battaglia) ,. 

a)  ordinanza,  fila,   schiera,  Caes.:   prima,  LÌV. 

b)  l'insieme  delle  file,  tutto  l'esercito  (ordinato 
a  battaglia),  exercitus  nostri,  Cic:  aciem  in- 

striiere^    Cic.    e)    battaglia,   giornata    campale,. 

Pharsalica,  Cic:  in  aciem  producere,  Nep.: 
cadere  in  acie,  Liv.:  poet.,  Vulcania  acies, 
Verg.  —  con  altra  metaf.,  di  discussione.. 
prodire  in  aciem,  Cic 

iiciiia,  V.  acinus. 

àcTnaccs,  is,  acc.em  ed  en,  m.(dbuvóxYjg),. 

sciabola  ricurva  e  corta,  scimitarra  dei  Per- 
siani, Medi  ed  a.,  Hor.,  Tac  ed  a. 

àcìnus,  i,  m.  ed  acìuuiu,  i,  n.  (forma 
second.  acina,  ae,  f.,  Catull.  17,  4),  acino,  grano 
delVuva  e  di  altri  frutti,  uvae,  Suet.:  ex  acini 
vinaceo,  Cic. 

acipenser,  V.  acupenser. 

Àcis,  cidis,  acc.  Acin,  voc.  Aci,  m.  (*Axi£),. 
piccolo  fiume  della  Sicilia,  che  discende  dal- 
l'Etna,  e  corre  rasente  alla  costa:  la  sua 
acqua  è  chiara,  ma  molto  fredda;  oggi 
fiume  di  Jaci. 

adis,  clldis,  f.,  freccia  corta,  che  si  lanciava 
per  mezzo  di  una  coreggia,  Verg.  ed  a. 

Acni  orna,  ae,  f.  ('Axfjtcovta),  Acmonia^ 
città  della  Grande  Frigia,  sulla  ma  da  Do- 
rileo  a  Filadelfia;  oggi  Ahatkoi.  —  Deriv.? 
Acmoneiisis,  e,  di  Acmonia;  plur.  sost.y 
Acmònenses,  lum,  m.,  gli  abitanti  di  Acmo- 
nia, gli  Acmonesi, 

àcttmlum,  i,  (àxdvtxov),  (erba  velenosa), 
acònito;  poet.  per  veleno  rapido  in  genere^ 
Verg.  ed  a. 

àcor,  òris  (da  aceo),  acetosità,  acidezza 
gusto  acido,  Quint.  e  (plur.),  Plin.  ep. 

ac-quiesco,  qutèvi,  qiùetum,  ere,  acquie- 
tarsi, trovar  quiete,  giungere   a   quiete,    IJ  del 

corpo,  riposarsi,  a)  di  ess.  anim.,  Cic:  quindi 
a)  con  e  senza  somno  =  dormire,  Curt.  p)  eu- 
fem.  =  morire,  Tac:  assol. ,  Nep.  b)  di  e.  inan., 

riposare,  giungere  a  riposo,  adminiculo,  appog- 
giarsi (della  vite),  Col.:  civitas  acquiescens, 
Cic:  rem  familiarem  saltem  acquiescere,  non 
rimaner  intaccata,  Liv.  II)  dello  spirito,  a) 
generic,  riposare,  mentis  agitatio  numquam 
acquiescit,  Cic.  b)  nell'animo,  tranquillizzarsi, 

acquietarsi,    trovar  sollievo,    consolazione,   con- 


29 


acquiro 


actito 


30 


forto,  Cic:  in  alqa  re,  Cic.  e)  ne  propri  desi- 
deri, ecc.,  calmarsi  =  fermarsi  con  compia- 
cenza, trovarsi  soddisfatti  di  q.C  Opp.  provar 
piacere,    soddisfazione    ili    q.C,    ili    adlllescen- 

tium  cantate,  Cic:  Clodii  morte,  Cic:  col 
dat. ,  Sen.  d)  calmarsi  nei  propri  dubbi, 
convincersi,  quindi  generic,  fidarsi  di  ale, 

prestar  fede,  acconsentire,  approvare,  col  dat., 

Suet. 
acquiro,  quìsivi,   quìsìtum,  ere   (ad  e 

quaero),  1)  guadagnare  inoltre,  acquisir  e,  acqui- 
stare (contr.  detrahere  de  etcj,  acquirere  ad 
fidem,  crescere  la  riputazione,  aumentare  il 
credito,  Cic:  gratias,  Cic.   II)  generic.  (con 

Sforzo  e  fatica),  guadagnare,  procacciare, 
acquistare,  procurarsi,   Slbi    dignitatem,    ClC: 

periculum,  hostes  alci,  Justia.:  pregn.,  guada- 
gnare q.c.  =  arricchirsi,  Quillt. 

.-irradisi,  a,  um  (dxpaiog),  Acreo  (=  ono- 
rato nell'alto),  epiteto  di  Giove  e  di  Giunone. 

Arriigàs,  Acragauliiius,  V.  Agri- 
gentum. 

acratopli ìiruui  (ove.  -oii),  i,  n.  (àxpa- 

to^ópov),  vaso  pel  vino  schietto,  CÌC  ed  a. 

arredala,  ae,  f.  (forse  da  acus,  eris  ed 
edo,  come  iìdecula  da  ficus  ed  edo),  nome 
di  un  animale,  secondo  alcuni  =  rtjetut, 
secondo  altri  =  grillo,  Cic  poét.  de  div.  1, 
14  (come  traduzione  del  greco  ò\o\oyév  di 
Arato). 

acricfilus,  a,  uni  (dimin.  di  acer),  piut- 
tosto aere,   alquanto  acre,   pungente,  mordace, 

satìrico,  iile  acriculus,  quell'uomo  mordace  e 
pungente,  Cic.  Tusc  ò,  38. 

aerini  óiiìa,  ae,  f.  (acer),  agrezza,  gusto 

acre,  odore  acre,  sapore  piccante  di  un  cibo 
e  Sim.,  Sci'iptt.    r.   I.J   trasl.,   acutezza,  forza, 

energia,  vivacità,  nel  tratto,  neW esporre,  ecc., 
Cic:  vivacità  della  discussione,  veemenza, 
discorso  concitato  (contr.  senno,  esposizione 
calma),  Cornif.  rhet. 

AcrìSÌUS,    li,    m.   ('AxptOlOg),  Acrisia,  re 

d'Argo,  potare  di  Danae,  avo  di  Perseo.  — 
Deriv.:  A)  Acrìsldnc,  ès,  f.  ('AxpioicòvYj), 
figlia  di  Acrisio,  Danae.    B)  Arrisióncus, 

a,  um  ('Axpiaiwvsioc,),  acrisioneo,  arces,  Argo, 
Ov.  C)  Acrlsìóiiìades,  ae,  m.  ('Axpta-.w- 
vtàSirjc,),  Acrisioniade  =  Perseo. 

arrìlrr,  avv.  con  compar.  e  superi. 
(acer),  acremente,  1)  delle  impressioni  che  ri- 
cevono i  sensi  esterni,  e  dell'attività  dei  me- 
desimi, a)  dell'attività  del  senso  della  vista, 
acriter  intueri  soleni,  guardar  fiso  il  sole, 

Cic  b)  dell'impressione  SUI  tatto,  dolorosa- 
mente, acerbamente,  con  strazio,  caedunt  acer- 
rime virgis,Cic  e)  dell'impressione  sidi udito, 

forte,  ad  alta  voce,  con  vigore,  gagliardamente, 

pronuntiare,  Plin.  ep.  II)  dell'attività  del 
senso  interiore,  di  affetti,  ecc.:  a)  della  forza 
visiva  e  comprensiva  della  mente,  acutamente, 
fmem.,  a  fondo,  videre  vitia,  Cic:  intelligere, 
Cic    b)  dell'attività  del  volere  e  dell'agire, 

vivamente,  energicam,,  rigidam.,  severam,,  co- 
raggiosa,^, repugnare,  Cic:  acerrime  egi,  Cic 
C)  dell'attività  degli  affetti,  fortemente,  vivam., 
aererà.,  dolorosam.,   crudelm.,   appassionatam., 

acrius  capere,  Curt.:  acerrime  exspectare,  aspet- 
ta/e ardentemente,  affannosim.,  Cic:  victo- 


riam  acerrime  in  alqm  exercere,  Sali.:  dell'im- 
peto del  discorso,  rudemente,  aspram»,  fieram., 
superbam.,  alqd  vituperare,  Cic  d)  generic.,. 
acrem.  =  molto,  assai,  acerrime  occupatus, 
Nep. 

acrttailia,  n.  (àxpÓap,oc),  narratore,  parla- 
tore festevole,  buffone,  CÌC  ed  a. 

ari'Sasis,  is,  f.  (àxpóaotc,),  lezione,  rela- 
zione, Cic  ed  a. 

Acrdceraunìa,  òrum,  n.  ('Axpoxspaó- 
vta,  toc),  I)  come  parte  dei  montes  Ceraunii 
ovv.  Ceraunia,  V.  Ceraunius.  II)  appetì,  per 
ogni  luogo  pericoloso,  haec  Acroceraunia  vita, 
Ov.  rem.  739. 

Acrocorinthus,  i,  f.  ('AxpoxdpivOos), 
Acrocorinto,  cittadella  di  Corinto. 

1.  aria,  ae,  f.  (àXTYJ,),  lido  del  mare,  spiag- 
gia, luogo  riposto,  ombroso,  che  porge  nella 
calda  stagione  placido  ed  accetto  soggiorno, 
Cic  ed  a.:  quindi  (partic  nel  plur.  actae) 
meton.  spesso  =  lieto  soggiorno,  luogo  di 
gradita  ricreazione,  non  di  rado  anche  = 
vita  voluttuosa  in  riva  al  mare,  in  actis  esse 
nostris,  Cic 

2.  acla,  òrum,  n.,  V.  ago. 
Actacòli,  onis,  m.  ('Axxaitov),  Atteoner 

figlio  di  Aristeo  e  di  Autonoe,  nipote  di 
Cadmo;  trasformato  da  Diana,  per  averla 
egli  veduta  mentre  stava  bagnandosi,  in  un 
cervo  e  dilaniato  dai  cani  della  dea. 

Actaeus,  a,  um,  V.  Acte. 

Ade,  ès,  f.  ('Axttj),  propr.  paese  co- 
stiero, nome  antico  dell'Attica.  =  De- 
riv.: A)  Actaeus,  a,  um  ('Axtaiog),  poet. 
==  attico,  ateniese,  —  Sost.,  Actaea,  ae,  f., 
l'Ateniése,  di  Orizia;  plur.  Actaei,  òrum,  m., 
Actei=  Attici.  B)  Arlìas, adis,  f.  ('AxTias), 

poet.  =  attica» 

Actltis.,  adis,  f.,  V.  Acte  ed  Actium. 

actfo,  ònis,  f.  (ago),  il  porre  in  movimento, 

movimento,  I)  movimento  di  chi  espone,  unito 
ali analoga  modulazione  della  voce,  a)  del- 
l'oratore, esposizione,  Cic  b)  dell'artista 
drammatico  e  sim.,  esposizione,  azione  scenica, 
Cic  II)  movimento  dell'azione,  1)  in  gen.,  il 

fare,  azione,  attività,  Voperare,  Vagire,   aperta 

rerum  illarum,  Cic:  gratiarum,  ringrazia- 
mento, rendimento  di  grazie,  Cic:  honesta, 
Cic:  col  genit.  sogg.,  corporis,  Cic:  vitae, 
vita  pratica,  Cic.  2)  partic,  l'agire  in  pub- 
blico e  precis.:  a)  generic,  ogni  azione  po- 
litica =  negoziazione,  proposta  (davanti  al  po- 
polo, al  senato),  discorso  pubblico,  Cic  ed  a. 
b)  azione  davanti  ai  tribunali,  a)  il  trattare, 
condurre  un  processo  (come  difensore),  difesa 
davanti  al  tribunale,  causae,  Cic  p)  procedi- 
mento giudiziario,   azione  g,,  processo,  accusa. 

causa,  civilis,  Cic:  actionem  instituere  ovv.  in- 
tendere, CÌC:  quindi  oca)  accusa  =  forinola 
d'accusa,  CÌC.:   e  generic,  formolo  giuridica, 

Hostilianae,  sulle  eredità,  Cic  pp)  discorso 
d'accusa  (accusa  pronunciata  a  voce),  accusa 

scritta,  CÌC  YY)  <*t'r*'*°  d'accusa,  diritto  a  pro- 
cedere, Cic  55)  disam  ina  giudiziaria  del  pro- 
cesso, termine,  altera,  Cic 

artito,  avi,  àtum,àre  {freq.  di  ago),  trattare 
molto,  spesso,  causas  multas,  Cic:  tragoedias, 
recitar  spesso  tragedie  (come  istrione),  Cic. 


31 


Actium 


acuo 


32 


Afflimi,  li,  n.  ("Axxt-ov),  Azzio,  promon- 
torio dell' Acarnania,  prima  semplicemente 
con  un  tempio  dedicato  ad  Apollo  dagli 
Argonauti,  presso  il  quale  si  celebravano 
ogni  anno  una  festa  e  giuochi  in  onore 
del  Dio  ;  più  tardi  con  una  città  di  egual 
nome,  fondata  da  Augusto  in  memoria  della 
sconfìtta  data  colà  ad  Antonio  e  Cleopatra 
(31  av.  C),  con  tempio  e  giuochi  rinnovati 
per  la  medesima  ragione  ;  oggi  Punta  (pro- 
montorio e  città),  —  Deriv.:  A)  ActTa- 

CUS,    a,   UHI    ('AttTiaxÓs),    azziaco,    di   Azzio, 

B)  fpoet.J  A  eli us,  a,  ura  ("Axxiog),  azziaco, 

di  Azzio. 

actiuncula,  ae,  f.  (dimin.  di  actio),  pic- 
cola orazione  forense,  Plin.  ep.  9,  15,  2. 

Aclius,  a,  um,  V.  Actium. 

acllvus,  a,  um  (ago),  attivo,  pratico  (contr. 
contemplativi),  Seu.  ed  a. 

actor,  òris,  m.  (ago),  I)  colui  che  muove, 
che  pone   in   movimento,    che   spinge,    pecoris, 

pastore,  Ov.  II)  trasl.  :  A)  colui  che  agisce 
col  discorso:    a)  espositore  in  genere,  Cic. 

b)  oratore,  espositore,  parlatore  in  senato,  Cic. 

de  legg.  3,  40.  e)  colui  che  agisce  sulle  scene, 

che  recita,  che  espone,  che  sostiene  una  parte; 

attore,  secundarum,  Cic:  alienae  personae,  Cic: 
quindi  assoL,  attore  drammatico  in  genere, 

Cic.  B)  colui  che  fa,  esecutore,  a)  generic,  ese- 
cutore, autore,  mediatore,  curatore  in  genere, 

rerum,  Cic.  :  actor   auctorque,  Nep.  b)  come 

t.  t.  giudiz.,  accusatore,  avvocato,  procuratore, 
attore,  colui  che  intenta  processo,  pubblico  ora- 
tore, con  e  senza  causae  (causarum),  comun. 
nei  processi  criminali  (contr.  reus),  più  ra- 
ram.  nelle  cause  civili  (contr.  possessor,  pos- 
sessore dell'oggetto  d'accusa),  Cic  e)  cura- 
tore, amministratore,  di  beni,  di  possessi,  eCC, 
economo,   maggiordomo,  tesoriere,    actor   SUm- 

inaruiu,  cassiere,  Suet.  :  actor  publicus,  fi- 
scale, Tac 

Actornles,  ae,  m.  ('Axxopfàyjg),  Actoride 
(=  discendente  di,  da  A.),  come  Mene  zio, 
figlio  di  Attore;  Patroclo,  nipote  di  A. 

actuàrittla,  ae,  f.  (dimin.  di  actuaria, 
V.  1.  actuarius),  barchetta  (veloce),  Cic.  ad  Att. 

10,  11,  §  ed  olir. 

1.  actuarius,  a,  um  (ago),  che  vien 
posto  facilmente   in   moto,  rapido,  navi- 

gium,    Davis,    barca,    brigantino,   galera,    Cic: 

anche  sost.,  actuaria,  ae,  f,  Cic 

2.  actuarius,  li,  m.  (ago),  I)  tachigrafo, 
stenografo,  Seri,  ed  a.  IIJ  specie  di  provvisio- 
niere,  direttore  dei  viveri    (all'epoca    ìmper.l, 

Eutr.  9,  9  ed  a. 

actUOSc,  avv.,  con  azione  fervida,  ap- 
passionata;   con    passione,    appassionatamente, 

non    act. ,  senza  passione ,   Cic.   de    or.   3, 
102:  da 
actìiósus,  a,  um  Cactus),  I)  pieno  di  moto 

e  di  vita,  potente,  Cic.  or.  125.  II)  (col 
compar.)   pieno   di   operosità,    operoso,    attivo 

(contr.  nihil  agens),  virtus,  Cic:  vita,  Sen. 

act  US,  US,  m.  (actus),  il  mettere  in  moto, 
lo  spingere,  I)  in  gen.  :  a)  attivo  =  il  con- 
durre il  bestiame,  Cic:  quindi  meton.  (t.  t. 
giurid},  diritto  di  far  passare  per  qualche 
luogo  bestie  da  tiro  o  veicoli,  e  il  luogo  o  la 


via  per  cui  si  passa,  passaggio,  Cic  b)  pas- 
sivo, moto,  rivolgimento,  Verg.  Il)  partici 
A)  il  moto  di  chi  espone,  a)  dell'oratore,  il 
porgere  (V.  actio),  Quint.  b)  degli  attori,  dei 
mimi,  azione,  moto,  gesto,  Liv.,  quindi  meton., 
a)  rappresentazione  di  una  commedia,  ecc.,  o  di 
una  parte  di  essa,  Liv.:  e  p)  atto  di  una  com- 
media, ecc.,  in  quocumque  actu,  Cic:  e  trasl., 
extremus  actus  aetatis,  Cic.  B)  il  moto  di  chi 
opera,  operosità,  atto,  faccenda,  1)  in  gen.:  in 
actu  mori,  esser  operoso  sino  alla  morte,  Sen.: 
in  ceteris  vitae  actibus,  Quint  2)  partic: 
a)  actus  rerum  o  forensis  o  sempì,  actus,  af- 
fari forensi,  Quint.  b)  meton:  oc)  azione  com- 
piuta, fatto,  Traj.  in  Plin.  ep.  10,  97  (98),  1. 
P)  occupazione,  ufficio,  Traj.  in  Plin.  ep.  10, 
28  (37). 

actiitum,  avv.,  subito,  immediatamente, 
Cic  ed  a. 

acùla,  V.  aquula. 

acùleatìis,  a,   um  (aculeus),   munito  di 

pungiglione,  di  aculeo,  trasl.  :  a)  acuto,  pun- 
gente, mordente,  litterae,  CÌC  b)  sottile,  acuto, 
sophisma,  Cic 

acìilctis,  i,  m.  (dimin.  di  acus),  aculeo, 
punta,  I)  propr.:  a)  di  metallo,  punta  di  armi 
da  getto,  sagittae  aut  glandis,  Liv.  b)  di  ani- 
mali, pungiglione,  apìs,  CÌC  IIJ  trasl.,  partic 
al  plur.,  1)  aculeo,  il  pungente,  partic  :  a)  acu- 
tezza di  conclusioni  logiche  e  del  giudizio, 
Cic  b)  di  severo  procedere,  rigore,  severitatis, 

CÌC:   e   della  capacità  di  danneggiare,  aculeo 

amisso.  Liv.:  cfr.  aculeo  jam  emisso,  Cic.  e)  dì 
mordacità,  punta  del  discorso,  oc)  riguardo 
all'impressione,  spina,  aculeos  relinquere  in 

animis,  CÌC     (3)  detto  pungente,  puntura,  aculei 

orationis,  Cic:  fuerunt  nonnulli  aculei  in  C. 
Caesarem,  stoccate,  frecciate,  frizzi,  ecc.,  Cic. 
d)  spina  del  dolore,  sollicitudinum  aculei,  Cic 
2)  cosa  commovente,  impellente  (come  stimu- 

lus),  spina,  sprone,  stimolo,  CÌC 

àicuuicn,minis,  n  (acuo),  punta,  I) propr.: 
scorpii,  pungiglione,  Cic.  poet.  :  stili  (dello 
stilo),  Cic:  auspicium  ex  acuminibus,  dalle 
punte  luccicanti  (delle  lande),  Cic.  Il)  trasl , 

acutezza  dello  spirito,  a)  acume,  acutezza,  fine 
intelligenza,  finezza,  ingenii,  CÌC  :  aCUmeu 
tuum,  CÌC  :  plur.,  Hor.  b)  spirito,  acutezza, 
Cic.  de  or.  2,  244.  e)  acutezza,  sottigliezza,  scal- 
trezza, alsing.  e  plur.,  Cic  :  quindi  meretricis 
acumina,  arti  furbesche,  Hor. 

acuo,  aVui,acutum,  ere,  acuire,  appuntare, 

rendere  aguzzo,    aguzzare,    (contr.    obtundere, 

retundere).  I)  propr.:  serrani,  Cic:  sagittas 
cote,  Hor.  IIJ  trasl.:  a)  aguzzare,  come  1. 1. 
gramm.,  svllabam,  pronunciarla  con  tono  più 
acuto  o  più  chiaro,  accentuare  (contr.  gravem 

ponere,  iuflectere\  Quint.  b)  addestrare,  acuire, 
esercitare,  affinare,  liDgUam  exercitatione  di- 

cendi,  rendere  sciolta,  Cic  :  ingenium,  Cic.  : 
illos  aetas  acuet,  li  renderà  assennati,  Ter.: 
se  ad  exagitandam  legationem,  Cic.  e)  quasi 
aguzzare  =  dar  V ultima  mano,  aliquo  modo 

acuì  et  COlTigi  posse,  Cic.  d) render  acuto,accre- 
scere  una  condizione;  animare,  infiammare,  ec- 
citare una  passione,  industriam,  Cornif.  rhet.: 
curam,  Liv.:  alci  metum,  Verg.:  iram  hosti, 
LÌV.:  iras  militum,  LÌV.    e)  spronare,  eccitare, 


33 


acupenser 


ad 


34 


animare,  spingere  quale,  ad  affetti  vivi,  pas- 
sioni, sensazioni,  sentimenti,  ecc.,  alqm,  Cic: 
alqm  ad  alqd  (p.  es.  ad  aemulandas  virtutes, 
ad  crudelitatem),  Cic. 

acu|)cnscr,  scris,  m.  (acus  e  pesna  = 
penna),  pesce  molto  pregiati)  dagli  antichi, 
probab.  storione,  Cic.  ed  a. 

acìis,  ùs,  f.  (dalla  radice  AC,  donde  acuo, 
acies,  acer  ed  a.),  ago  da  cucire  e  da  ricamare, 
Cic:  acu  pingere,  ricamare,  Verg.:  per  tener 
insieme  i  capelli,  spillone,  forcina,  Quint. 

acute,  avv.  con  comp.  e  superi,  (acutus), 
acutamente,  trasl.,  I)  coi  sensi,  cernere,  Lucr.: 
di  suono,  ecc.  (contr.  graviter,  basso),  sonare, 

Cic.  II)  colla  mente,  acutamente,  con  acume, 
con  ingegno,  con  ispirilo,  e  silìl.  CÌC. 

aciìtulllS,  a,  um  (dimin.  di  acutus),  medio- 
cremente acuto;   alquanto,  piuttosto  acuto;  fine, 

spiritoso,  conclusiones,  Cic.  de  nat.  deor.  3, 18. 

àciitus,  a,  um,  part.  agg.  con  compar.  e 

superi,  (da    acuo),    acuto,    aguzzo,   appuntato, 

quindi  affilato,  tagliente  (contr.  hebes,  retusus 
obtusus  e  sim.),  I)  propr.,  sia  di  oggetto  ap- 
puntato ad  arte,  sudes,  Caes.:  cuspis,  Verg.: 

O  per  natura  :  appuntato,  terminante  u  punta, 

angoloso,  cornuto  e  simili,  cornua  lunae,  Cic. 
fi\:  pinus,  dalle  foglie  aguzze,  Ov.  II)  trasl.: 
A)  acuto  per  tutti  i  sensi  e  pel  corpo  in  gen., 
1)  pei  singoli  sensi,    a)  per  V udito  =  avuto, 

chiaro,  stridente,  quindi  di  suono  acuto  (conti'. 

gravis,  grave,  basso),  sonus,  Cic.  :  vox,  Hor.: 

come  t.  t.  gramm.,  accentuato,  con  accento  acuto 

(contr.  gravis),  syllaba,  Quint.  b)  al  tatto, 

acuto,  tagliente,  pungente,  penetrante,  gelll,  sol, 

Hor.  2)  che  influisce  su  tutto  il  corpo,  come 
t.  t.  medico  =  acuto  (contr.  longus,  vetustus, 
cronico),  morbus,  febris,  Cels.:  poet.,  acuta 
"belli,  duri  casi,  rischi  della  guerra,  Hor.  B) 
di  acutezza,  acume  della  mente,  a)  del  senso 
interiore,  nares,  nasi  delicati,  aguzzi;  criti- 
coni, Hor.:  cernis  acutum,  hai  vista  acuta 
(pei  difetti  altrui),  Hor.  b)  di  pers.  e  condiz. 

riferentisi  a  persona,  di  ingegno  acuto,  spi- 
ritoso, ingegnoso,  fine,  profondo,  acuto,  furbo, 
astuto  (contr.  retusus,  hebes),  a)  generic:  in- 
genia, Cic.  :  homo,  Cic:  acutus  ad  fraudem, 
imbroglione  esperto,  Nep.:  motus  aniinorum 
ad  exeogitandum  acuti,  Cic:  studia,  che  ri- 
chiedono acume  d'ingegno,  Cic  p)  come  1. 1. 

ret.,  acuto,  profondo,  semplice  ed  efficace,  Ol'a- 

tor,  Cic:  sententiae,  Cic 

ad  (are.  ar)  prep.  colVa.cc,  a,  ad,  verso 
(contr.  in  colVa.cc),  I)  di  luogo  :  A)  propr.: 
1)  per  indicare  la  direzione  nel  moto  e  nel- 
l'estensione  ;  a)  nel  moto,  a,  verso,  presso,  vi- 
cino, proficisci  ad  Capuani,  Cic:  ad  Syphacem, 
Liv.:  venire  ad  Cu.  Pompeji  castra,  Cic,  ad 
alqm,  da  ale,  Cic,  sopra  quale.,  Caes.:  ducere 
cohortes  ad  alqm  locum.  Caes.:  ducere  legiones 
ad  hostem,  contro  il  nemico,  Liv.:  mittere  le- 
gatos  ad  alqm,  Caes.:  mittere  librum  ad  alqm, 
mandare,  dedicare, Cic:  quindi ellittic,  libri 
ad  Rhodios  (se.  missi),  ai  Rodissi,  Nep.:  e  nelle 
dediche  in  capo  ai  libri,  M.  T.  Ciceronis  ad 
M.  Brutum  oratjr  e  sim.:  col  genit.  dei  nomi 
degli  Dei,  sottintendendo  aedem,  p.  es.  ad 
Dianae  (se.  aedem)  venire,  Ter.:  nel  linguag- 
gio famigliare,  partic.  con  pron.  pers.,  per 
indicare  la  casa,  V abitazione  e  sim.,  ad  me, 


da  me  =  a  casa  mia  (chez  moi),  Cic.  ed  a. 
b)  in  estensione,  fino  a,  a,  ad,  a  Salonis  ad 
Oricum,  Caes.:  con  usque,  p.  es.  dona  usque 
ad  Numantiam  misit  ex  Asia,  Cic. 

2)  per  indicare  la  vicinanza,  la  direzione, 
nello  stato  =  a)  presso,  vicino,  a,  sedere  ad 
latus  alejs,  jacère  ad  pedes  alcjs,  Cic:  villa, 
quae  est  ad  Baulos,  Cic:  pugna  ad  Trebiam, 
Liv.:  adesse  ad  portarci,  Cic:  esse  ad  dextram, 
Cic:  esse  ad  man  uni  (V.  manus),  Cic:  partic. 
esse  ad  urbem,  detto  dei  magistrati  romani, 
che  viaggiavano  con  seguito,  investiti  di  co- 
mando militare  e  stabilivano  il  loro  sog- 
giorno in  questo  od  in  quel  luogo,  Cic:  e 
esse  ovv.  remanere  ad  urbem,  esse  ad  portas, 
dei  generali  muniti  del  comando  supremo, 
che  si  trattenevano  davanti  a  Homa,  ma  non 
erano  autorizzati  ad  entrare  in  città,  Cic: 
esse  ad  alqm,  in  casa  di  quale,  (come  visita- 
tore), Cic:  e  spesso  ad  alqm  =  presso,  davanti 
ad  ale,  per  indicare  la  persona  sotto  la  cui 
direzione,  colla  cui  compartecipazione,  da- 
vanti a  cui  si  svolge  q.c,  ad  judicem  agere, 
Cic:  ad  tibicinem  hostias  immolare,  colVac- 
compagnamento  del  flauto,  Cic:  così  pure  ad 
alqd,  presso  a  q.c,  per  indicare  V oggetto,  sotto 
Vin  flusso  del  quale  accade  q.c,  ad  vinum, 
ad  lumina,  ad  tibiam,  Cic.  b)  a  =  in,  ad 
forum,  Ter.:  ad  villani,  Cic:  ad  aedem  Felici- 
tatis,  Cic:  e  così  ellitt.,  ad  Castoris  (se.  ae- 
dem). Cic:  e  per  indicare  il  luogo,  ad  capita 
bubula,  al  luogo  detto,  ecc.,  Suet. 

B)  trasl.:  1)  della  direzione  nel  moto,  neh 
V estensione  :  a)  della  direzione  nel  moto  :  a) 
generic.,  coi  verbi  che  significano  muovere, 
eccitare,  spingere  e  sim.,  come  movere,  indu- 
cere, impellere,  hortari,  invitare,  ed  a.  (V.). 
P)  per  indicare  desiderio,  inclinazione,  coi 
sostant.  cupiditas,  aviditas,  alacritas,  ed  a. 
(V.):  cogli  agg.  avidus,  propensus,  intensus, 
acer,  ed  a.  (V.):  con  verbi,  summa  conten- 
tione  ad  officia  certare,  Piane  in  Cic  y)  Per 
indicare  il  termine,  lo  scopo,  il  fine,  a,  per, 
con  sostant.  (partic.  ad  col  gerundio  od  il 
gerundivo),  mentis  ad  omnia  (a,  per  tutto) 
caecitas,  Cic:  adjutorem  esse  ad  injuriam, 
Cic:  occasionem  ad  rem  gerendam  fore,  Cic: 
con  agg.,  come  natus,  factus,  doctus,  idoneus, 
utilis,  ed  a.  (V.);  dopo  i  verbi  adjuvare,  con- 
ferre,  facere,  conficere,  esse  (servire)  ed  a. 
(  V.):  parim.  dopo  decernere,  deligere  ed  a. 
(V.J:  quid  ad  rem?  che  cosa  ha  a  che  fare? 
Cic:  quid  ad  me  ?  come  mi  riguarda  ?  che 
me  ne  importa?  Cic:  quindi  oca)  con  rimedii, 
partic.  farmachi,  per,  contro  a,  quae  sint  ani- 
madversa  a  medicis...  radicum  genera  ad  mor- 
sus  bestiarum,  ad  oculorum  morbos,  ecc.,  Cic: 
quindi  anche  in  questo  caso  dopo  verbi  come 
esse  (essere  =  servire),  valere,  posse,  proficere 
ed  a.  (V.).  $$)per  indicare  V ufficio  a  cui  si 
destina  quale,  o  q.c,  servos  ad  remum  dare, 
Liv.:  argentum  ad  vescendum  factum,  posate 
d'argento,  servizio  (da  tavola)  d1  argento,  Liv. 
ò)  per  indicare  la  relazione  tra  una  cosa  ed 

Un'altra,    aa)  riguardo  a,  rispetto  a,  di  fronte 

a,  con  sost.,  erant  huic  studio  maxima  expo- 
sita  praemia  vel  ad  gratiam  vel  ad  opes  vel  ad 
dignitatem,  Cic:  nomina  ad  aliquid,  relativi, 
Quint.:  con  agg.,  insignes  ad  laudem  viri,  Cic: 


Georges-Calo  righi,  Dizionario  latino-italiano. 


35 


adactio 


adaquor 


36 


tutus  ad  ictus,  Liv.  :  vir  ad  cetera  egregi us, 

LÌV.  PP)  in  relazione  a,  in  confronto  a,  ri- 
spetto a,  di  fronte  a,  quid   ad    primUlìl  C013SU- 

latum  secundus?  Liv.:  virum...  nihil  ad  Per- 
sium,  Cic. :  e  di  relazione  aritmetica,  a, 
ut  unum  ad  decera,  sic  decem  ad  centum, 
Quint.  b)  di  estensione  ed  aumento,  fino  a, 
a)  generic:  virgis  ad  necem  caedi,  Cic:  ad 
extremum,  ad  ultimum,  fino  all'estremo,  al- 
V ultimo  =  net  più  alto  grado,  Liv.:  ed  ad 
ultimum,  air  estremo  =  «  quando  giunge  al- 
l'estremo »,  Curt.:  ad  summam,  al  totale  = 
in  tutto,  in  genere,  Cic.  (3)  nelle  determin.  di 
quantità;  scrobem  ad  medium  compiere,  Liv  : 
ad  plenum,  Hot.  y)  nel  computo  dei  numeri, 
dei  denari,  oca)  per  indicare  il  giungere  fino 
ad  un  dato  numero  e  sim.,  fino  a,  a,  ad  assem 
perdere,  Hor.:  ad  nummum  convenit,  Cic:  ad 
unum  (unam)  omnes,  tutti  fino  ad  uno,  cioè 
fino  all'ultimo,  Cic  ed  a.:  ed  anche  sempl. 
ad  unum,  Cic:  ad  impuberes,  fino  agli  impu- 
beri;  compresi,  ecc.,  Caes.  $$)per  indicare 
T avvicinarsi,  la  vicinanza,  prossimità  ad 
un  dato  numero,  circa,  pressapoco,  (fuimus) 
omnino  ad  ducentos,  Cic:  cum  annos  ad  L 
natus  esset,  Cic:  quindi  anche  avvv  occisis 
ad  hominum  milibus  quattuor,  Caes. 

2)  di  porre  appresso,  venir  presso,  diogg.: 

a)  per  indicare  ciò  che  si  avvicina  ad  alcun- 
ché, si  aggiunge  a  o  presso  q.c,  a,  presso,  vi- 
cino, oltre,  quod  ad  jus  civile  pontificium  ap- 
petatis,  Cic:  hoc  unum  ad  pristinam  fortunam 
defuit,  Caes.:  nisi  quid  vis  ovv.  vultis  ad  haec, 
Cic:  quindi  ad  hoc,  ad  haec,  oltracciò,  inoltre 
(arrogi),  Sali.,  Liv.  ed  a.:  ad  id  quod,  oltre 
quello  che,  Liv.:  ad  omnia,  ad  cetera,  Liv. 

b)  per  indicare  la  ragione  ed  il  seguito,  la 
conseguenza,  a,  sopra,  in  seguito  a,  respondere 
ad  alqd,  Cic:  ad  famam  belli  novas  legiones 
scribere,  Liv.:  ad  spera  diuturnitatis,  Cic.  e) 
per  indicare  la  norma,  la  regola  secondo  cui 
avviene  q.c,  secondo,  conforme  a  {contr.  con- 
tra)  ad  perpendiculura,  ad  istorum  normam, 
Cic:  agere  ad  praescriptum,  Caes.:  ad  hunc 
modum,  in  questo  modo,  Cic:  ad  teiupus,  a 
tempo,  secondo  le  circostanze,  Cic  (cfr.  sotto 
al  n°  II,  1,  b,  e  n°  II,  2,  a):  ad  verbum,  alla 
lettera  (p.  es.  ediscere),  Cic 

II)  di  tempo:  1)  per  indicare  l'estensione 
fino  ad  un  dato  punto  del  tempo  :  a)  avuto 
riguardo  al  tempo  passato  fra  i  due  mo- 
menti estremi,  fino  a,  ab  consulatu  ejus  usque 
ad  extremum  tempus,  Nep.:  ab  hora  octava 
ad  vespertini,  Cic:  ab  condita  urbe  ad  libera- 
tam,  Cic:  usque  ad  hanc  aetatem,  Cic:  ad 
summam  seneetutem,  Cic:  ad  vesperum,  Cic: 
ad  id  tempus,  Caes.  ed  a.,  così  pure  ad  id 
locorum,  fin  qui,  Sali,  e  così  sempl.  ad  id,  ad 
hoc,  Liv.:  ad  eum  finem,  dam,  ecc.,  Cic:  quetn 
ad  finem  ?  fino  a  qual  punto,  fino  a  quando? 
Cic.  b)  riguardo  alla  durata  del  tempo,  per, 
circa,  ad  exiguuiu  tempus,  Cic:  ad  annos  DC, 
Cic:  ad  tempus,  per  un  tempo,  durante  un 
certo  t.,  Cic. 

2)  per  indicare  l'entrare  in  un  punto  o 
dietro  un  punto  del  tempo,  a)  a,  in,  alqm  ad 
mensera  Januarium  exspectare,  Cic:  te  Lao- 
diceae  fore  ad  meum  ad  ventura,  al  mio  ar- 
rido, Cic:  ad  lucem,  al  mattino,  di  mattina, 


,   Cic.^ad  vesperum,  Cic:  ad  diem  dictam,  Cic: 

1   ad  diem,  al  giorno,  al  giorno  stabilito,  Cic: 

ad  tempus,  a  tempo  debito,  Cic:  ad  extremum, 

infine,  finalmente,  Cic.  b)  dopo,  fra,  ad  aiinum 

tribuni! ra  pi.  fore,  Cic:  ad  annos  decem,  Cic. 

»  tinello,    Ouis,    f.    (adigO1,    lo    spingere,   il 

costringere  a  q.c,  jurisjurandi, prestazione  di 

giuramento,  Liv.  22,  38,  5. 

udaclfis,    US,    m.    (adigo),    ravvicinare   a, 

dentis  adactus  (plur.),  i  morsi,  Lucr.  5,  1328. 

ml-aequé,    avv.,    egualmente,  parimente, 

anche  seguito  da  ut  (come,  che),  Liv.  4,  43, 
5  (dubbio). 

atl-ae<|UO,  avi,  àtum,  are,  adeguare,  ugua- 
gliare, I)  propr.:  moles  moenibus,  Caes.:  de- 
vastando, tecta  solo,  radere,  Liv.  Zi)  trasl.: 

A)    uguagliare,  pareggiare,    confrontare,    CUU1 

virtute  fortunam,  Cic:  se  virtute  nostris, 
Caes.:  alqm  sibi,  Tac:  formam,  aetatem,  ge- 
nus  mortis  magni  Alexa ndri  fatis,  uguagliare 
paragonando,  Tac  ann.  2,  73  :  alci  rei  vix 
quidquam  adacquare  posse,  potere  a  mala, 
pena  paragonare  q.c.  di  ugualmente  grande r 

LÌV.  1,  56,  2.  B)  uguagliare,  raggiungere  ugua- 
gliando, altitudiaem  muri,  Caes.:  alqm  gratia 
apud  Cae^arem,  Caes.:  deorum  vitam,  Cic: 
senatorum  urna  copiose  absolvit,  equitum 
ad;;equavit  (diede  un  ugual  numero  di  voti 
di  condanna  e  di  assoluz.),  Cic. 

adagili  111,  li,    n.,  adagio,  proverbio,  GelL 

l.praef.§19. 
adainaiiious,  a,  ura  (adamas),  duro  come 

l'acciaio,  il  ferro;  infrangibile,  nares,  Ov.  met, 

7,  104. 
ariamanlTiius,  a,  um  (àSajiàvTivos  da 

àSàjj.ag),  di  acciaio,  duro  come  acciaio,  come 
ferro;  infrangibile,  saxa,  Lucr.:  tunica,  Hor. 

ariani;!»,  antis,  acc.  anta,  cornuti,  m. 
(à5ajxa£),  propr.   l'indomabile,  quindi 

I)  il  ferro  più  duro,  acciaio,  nei  poeti  generic, 
per  metallo  duro,  minerale  saldo,  ferrei  ceppi, 

Verg.  e  Ov.  —  Quindi  nei  poeti  come  emble- 
ma di  un  cuor  duro,  insensibile,  inflessibile, 
lacrimis,  voce  sua  adamanta  (i  sassi,  un  cuor 
di  macigno)  movere,  Ov.   II)  diamante,  Plim 

ari-amo,  avi,  atum,  Ere,  invaghirsi,  inna- 
morarsi, a)  amar  molto,  di  amore  puro,  quale. 
o  q.c,  alqm,  alqd,  Cic.  b)  amare  quale  di 
amore  sensuale,  Ov.  e  Suet. 

iiri-ajK'rio,  pcYiii,  pertum,  Ire,  aprire,  I) 
come  contr.  ad  operire,  velare  =  scoprire 
una  COSa  coperta,  denudare,  render  visibile, 
quae  velanda  sunt,  Liv.:  caput  (come  saluto), 
Sem:  caput  alci  (davanti  a  quale),  Val.  Max. 

II)  come  contr.  a  claudere  =  aprire  una  cosa 
chiusa,  disserrare,  a)  propr.:  fores  portae, 
Liv.:  os,  Ov.  b)  trasl.:  ad  criminationem  invi- 
dorurn  aures  regis,  Curt. 

adagiertllis,    e   (adaperio),  che  si  pu» 

aprire,  Ov.  trist.  3,  11,  45. 

ari-apio  (avi),  àtum,  are,  adattare,  galeri- 
culura  capiti,  Suet.:  essedum,  disporre  accon- 
ciamente, aggiustare,  Suet. 

adàquo,  are  (ad  e  aqua),  condtirre  aWab- 

beveratoio,  abbeverare;  pass,   adaquari,  andare 

all'abbeveratolo,  del  bestiame,  Suet.  Galb.  7. 

atl-aqiior,  atus  sum,  ari,  attingere,  pren- 
der acqua,  Caes.  ed  a. 


37 


adauctus 


adduco 


adlHK'tììs,  US,  m.  (adtlUgeo),  aumento,  ac- 
cresci mento,  Luci".  2,  1122. 

ad-aiageo,  ausi,  auctum,  ère,  aumentare 

ancora,  accrescere,  bonum,  Cic:  causam  (contr. 

deprimere),  Cornif.  rhet. 

ad-Jill^esi'O,  ere,  aumentale,  crescere,  au- 
mentarsi, Lucide  Cic.  poèt. 

ad-bìllO,  Dlbi,  ere,  bere,  beversi,  prendersi 

bevendo,  a)  propr.:  plus  paulo,  Ter.  b)  trasl.: 

imprimersi  nel  cuore,  vei'ba  pui'O  pectore,  Hor. 

ade...  tutti  i  vocaboli  che  cominciano 
così,  sì  cerchino  sotto  acc... 

ad- decel,  conviene,  si  addice,  seguito  dal- 
rinfin.,  Sen.  ed  a. 

ad -dt' Il  se»,  ère,  addensare,  rendere  ancor 

più  denso,  serrato,  acies  addensent,  Verg.  Aeu. 
10,432. 

ad-dìCO,  dixi,  dictum,  ere,  permettere,  ag- 
giudicare, I)  come  t.  t.  del  linguaggio  augu- 
rale, permettere  q.C.  =  notare  q.C.  come  faco- 
t evale,  detto  dfgli  uccelli  fatidici  (col  loro 
volo,  ecc.)  e  degli  auspizi;  comun.  assol, 
mostrarsi  propizio,  con  o  senza  dat.  pers. 
(contr.  abdicere),  Liv.  II)  aggiudicare,  asse- 
gnare, a)  COine  giudice,  aggiudicare,  assegnare, 

a  quale,  come  proprio  (partic.  del  pretore, 
le  cui  tre  azioni  sono  do,  dico,  addico),  alci 
bona,  Cic:  liberum  corpus  in  servitutem,  Liv.: 
alqm  arbitrum,  assegnare  quale,  come  arbitro, 
Sen.  (quindi fògurat,  certis  quibusdam  senten- 
tiis  quasi  addictum  et  consecratum  esse,  essere 
legato  come  mediante  la  sentenza  di  un  giu- 
dice o  un  vincolo  religioso,  Cic.)  :  partic,  asse- 
gnare, aggiudicare,  come  proprio  a  quale,  un 
debitore  insolubile,  alqm  alci,  Cic.  (quindi  ad- 
dictus, il  debitore  aggiudicato  quale  schiavo 
al  creditore,  schiavo  per  debiti,  Liv.:  e  figu- 
rai, nullius  addictus  jurare  in  verba  magistri, 
non  legato  [come  uno  schiavo  per  debiti]  a 
giurare,  ecc.,  Hor.);  e   generic.  dichiarare, 

condannare   quale.   COme   debitore  ver  SO  UfW, 

addictus  erat  Ubi?  Cic:  cupiditati  petulan- 
tiaeque  addici,  debba  sottostare  alla,  ecc., 
Cic  b)  aggiudicare,  di  chi  mette  alVasta 
(partic.  i  beni  dei  debitori)  o  affìtta  a  chi 
offre  di  più  e  di  chi  dà  a  cottimo,  in  ap- 
palto le  costruzioni  a  chi  domanda  meno, 
fundum  alci,  Cic:  opus  HS  IDLX  milibus, 
Cic:  quindi  add.  alci  alqd  nummo  sestertio 
o  sempl.  nummo,  dare,  donare  per  il  mi- 
nimo prezzo,  Cic:  e  come  venditore  in  ge- 
nere, aggiudicare,  cedere    in   vendita,  vendere, 

aedes,  Cic:  regna  pecunia,  Cic.  e)  aggiudicare 

Come  proprio,  a)  generic,  dare  in  proprietà, 
in  preda f  consacrate,  cedere,  abbandonare,  alcjs 

bona  in  publicum,  confiscare,  Cic:  alqm  libi- 
dini alcjs,  Cic:  alqm  morti, Cic: partic.  se  alci, 

darsi  completamente  a  quale,  consacrarsi,  di- 
ventar suo  aderente  fin  senso  cattivo  =  farsi 
schiavo),  se  senatui,  Cic:  quindi  alci  ad- 
dictus, obbligato,  dedito,  saggi  tto  (o  schiavo)  a 
quale,  Cic    P)  ascrivere,  attribuire  UllOSCl'ittO, 

orationes  alcjs  nomini,  Quint.  10,  1,  70. 

addictlO,  Ònis,  f.  (addico),  aggiudicazione, 

rassegnare  come  proprietà,  honorum,  Cic  I. 
Verr.  12. 

ad-di$eO,  elidici,  ere,  I)  apprendere  inol- 
tre, imparare  ancora,  alqd,  Cic  II)  appren- 
dete, appropriarsi  imparando,  Cic. 


addila  in  e  ti  tinti,  i,  n.  (addo),  aggiunta, 

appendice,  trasl.,  Cic  e  Sen. 

ad- do,    dldì",  dltum,    ere,    I)  dare,  recare, 

mettere,  porre  in  un  luogo  quale  o  q.c.  (contr. 
demere,  adimere),  a)  propr.:  a)  e.  inan.:  epi- 
stulas  in  fasciculum,  Cic:  album  in  vestimen- 
tum,  mettere  sopra,  ecc.,  Liv.:  soleam  pedi, 
Ov.  :  alci  calcar  o  calcarla,  spronare  quale, 
(figurai.),  Hor.  e  Plin.  ep.   p)  una  pers.  = 

associare,    aggiungere,    dare,     alci    COmitem, 

Verg.:  alci  custodem,  Tac:  his  copiis  rector 
(come  comand.)  additus  Annius  Gallus,  Tac: 
Teucris  addita  Juno,  aggiuntaper  loro  danno, 

COme  persecutrice,  Verg.  b)  trasl.,  dare,  ag- 
giungere, ispirare,  fidem  contioni,  Liv.:  alci 
animum ,  Cic.  II)  aggiungere  aumentando, 
accrescere  (contr.  demere,  Ji dimere,  detra- 
here),  a)  prò/  r.:  a)  generic.  :  unum  gra- 
nuni,  Cic:  addere  gradum,  raddoppiare,  stu- 
diare il  passo,  Liv.:  addere  in  spatia,  far  giri 
su  giri,  Verg.  :  ad  quattuor  priores  quintam 
decuriam,  Suet.  (3)  in  iscritto,  aggiungere  or- 
dinando, apporre  come   appendice,   in    oratio- 

nem  quaedam,  Cic:  multas  res  novas  in  edi- 
ctum,  Nep.:  in  sententiam  suam  uti,  ecc., 
aggiungere  alla  proposta  che,   ecc.,  Sali. 

Y)  aggiungere,  dar  di  più,    COììie  offerta,  NoV. 

coni.  fr.  in  Cicer.  de  or.  2,  250.  5)  come 
t.  t.  di  aritmetica  =  sommare,  addizionare 
(contr.  deducere,  sottrarre),  Cic  de  off.  1,  59. 
b)  trasl.:  a)  generic:  paulum  alci  aliquid, 
sorpassare  di  un  poco,  Cic  (e  così  cui  nihil 
addi  potest,  insuperabile,  Cic)  :  ad  iter  cir- 
cuitum,  Caes.:  historiae  majorem  sonum,  Cic: 
operi  nocteii),  valersi  anche  della  notte  per 
il  lavoro,  Verg.:  alqm  Trojae  periturae,  coin- 
volgere nella  rovina  di  Troia,  Verg.  p)  ag- 
giungere un  tempo  come  termine,  concedere 
ancora,  paucos  dies  ad  rem  publicam  geren- 
dain,  Cic:  addito  tempore,  col  tempo,  Tac. 

Y)  aggiungere,  apporre  ad  lina  COStt  detta,  pro- 
seguire con  q.c,  verbum  non  amplius  addam, 
Hor.:  ad  hoc  maledicta  alia,  Sali.:  addunt 
etiam  de  Sabini  morte,  Caes.:  quo  ego  non  pos- 
sim  qua  de  re  agitur  addere,  Cic:  adde- 
bat  se  audisse, Ter.:  seg.da  ut  e  ti  cong.,  Caes.: 
quindi  addito,  coli 'aggiunta,  Tac:  amplitudo, 
addo  etiam  utilitatem,  e,  di  più,  anche  Vuti- 
lità,  Cic:  così  partic  acide  o  adde  huc  col- 
Tacc,  aggiungi,  arrogi,  adde  ductus  aquarum, 
Cic:  adde  huc  unguentarios,  Cic:  adde  quod 
o  adde  huc  quod,  Liv.  e  As.  Poli,  in  Cic.  ep. 

ad-doeeo,  ère,  insegnare  (ancora),  artes, 
Hor.  ep.  1,  5,  18.  ^ 

addormisco,  ere  (incoat.  di  *addormio), 

dormire  un  poco,  fare  un  sonnellino,  Suet.  CI.  8. 

ad-dubito,  avi,  atum,  are,  esser  propenso 

a  dubitare,    nutrire   alcuni   dubbi,  avere  alcuni 

scrupoli,  indugiare,  assol.,  Cic:  de  o  in  alqa 
re  o  seguito  da  num,  an,  utrum,  Cic:  con 
acc.  generale,  illud  addubito,  utrum...  an, 
Nep.:  res  addubitata,  indugiata,  Cic 

ad-dueo,  duxi,  ductum,  ere,  I)  tirare  q.c. 

vicino,  trarre  a  sé,  dietro  a  sé,    a)  generic:  ra- 

mulum  (contr.  remittere,  lasciare  andare), 
Ov.:  securim,  levar  in  alto,  Ov.:  pedem,  al- 
zare p.  •  camminare,  Ov.  b) partic:  a)fcw« 

tendendo  fortemente,  tendere  (contr.  remittere), 

funes,Caes.:  ballistas  vehementius,  Cic.  P)  con- 


;o 


adductius 


adeps 


40 


trarre,  raggrinzare,  cutem,  Ov.:  frontem,  cor- 
rugare (cupamente)  la  fronte  (per  affanno, 
tristezza;  contr.  remittere  frontem),  Sen.  II) 
prendere  quale,  seco  [come  dux)  per  andare 

in  Un  luogo  O  preSSO  quale,  condurre,  tras- 
portare, condur  seco,  accompagnare  {contr.  ab- 

ducere),  A)  propr.:  a)  ess.  anim.:  alqm  secum, 
Cic:  exercitum  subsidio  alci,  Nep.:  ad  aegros 
medicum,  Cic:  alqm  in  jus  o  in  judicium  o 
sempl.  alqm,  trarre  in  giudizio,  Cic:  alci 
pueros  venales  ex  Gallia,  condurre,  Cic  P)  ogg. 
inan.:  aurum  secum,  Liv.:  partic.  guidare, 
condurre  un  corso  d'acqua,  un  acquedotto, 
aquam,  Cic  B)trasl.:  a)  generic:  introdurre, 
trasportare,  philosophiam  in  corpus  eloquen- 
tiae,  Quint.  h)  partic:  a)  recare  in  un  dato 
sito,  porre  in  una  condizione,  alqm  in  sermo- 
nem,  in  invidiam,  rendere  oggetto  di,  ecc., 
Cic:  alqm  in  suspicionem  alci,  Nep.:  res  in 
extremum  discrimen,  Cic:  est  res  jam  in  eum 
locum  adducta,  ut,  ecc .,  è  giunta  a  tal  punto, 

che,  ecc.,  Cic  (3)  condurre,  portare,  muovere, 
spingere,  indurre,  destinare  quale,  ad  un'a- 
zione, determinazione,  disposizione  d'animo, 
alqm  ad  iracundiam,  Cic:  in  consuetudinem, 
Caes.:  o  ad  consuetudinem,  Cic:  adduci  ad 
suspicandum,  Cic:  non  facile  adduci  ad  cre- 
dendum,  Nep.:  adducis  me,  ut  tibi  assentiar, 
Cic:  adductus  sum  officio,  ut,  ecc.,  Cic:  ad- 
ductus  Bruti  precibus,  dalle  preghiere  di  Br., 
Cic:  adductus  mercedula,  per  una  meschina 
ricompensa,  Cic:  partic.  indurre  alcuno  a 
credere,  compiut.  alqm  adducere  ut  existimet, 
seg.  daira.ee.  e  Z'infin.,  Cic:  e  non  possum  ad- 
duci, ut  putem,  o  non  adducor  ut  putem,  seg. 
dalVa.cc.  e  Z'infin.,  Cic,  e  sempl.  adducor,  seg. 
dalVa.cc.  e  Z'infin.,  Cic:  e  non  ovv.  vix  posse 
adduci,  ut,  ecc.,  Cic:  e  affatto  assol.,  adducor 
igitur  et  propemodum  assentior,  Cic  y)  appor- 
tare uno  stato,  una  condizione,  febres,  Hor. 
adductius,  avv.  compar.  (adductus),  piti 
aspramente,    severamente,    Tac    hìst.    3,    7    e 

Germ.  43. 

adductus,  a,  um,  part.  agg.  col  compar. 
{da  adduco),  a)  ristretto, angusto, stretto  (Africa) 
ex  spatio  paulatim  adductior,  Mela:  trasl., 
di  oratore,  pressior  et  circumscriptior  et  ad- 
ductior, più  breve,  più  conciso,  più  serrato 

(nell'espressione),  Plin.  ep.  b)  corrugato,  in- 
crespato {clella  fronte,  ecc.,  come  segno  di  se- 
rietà, ecc.),  adducto  fere  vultu,  Suet.:  trasl., 
della  pers.  Stessa,  rigido,  severo,  Tac. 

ad-cdo,  Òdi,  esum,  ere,  I)  divorare,  ad- 
dentare, rodere,  jecur,  Cic:  di  sogg.  inan., 
alqm,  abbruciare  (del  fuoco),  Ov.  scopulus 
adesus  aquis,  corroso,  Ov.:  adesi  lapides,  levi- 
gati dall'acqua,  lisci,  Hor.  II)  trasl.,  consu- 
mare in  parte,  distruggere,  rovinare  le  sostanze, 

peciniam,  Cic:  bona,  Tac 

.4delplii   ovv.  alla  greca   JLdclpìioc, 

òrum,  m.  (àòzXyol),  i  Fratelli,  gli  Adetfi,  com- 
media di  Terenzio. 

adempito  (ademtio,  ònis,  f.  (adimo),  il 
togliere,  privare,  civitatis,  Cic:  provinciae,  Ter. 

1.  sideo,  aw.  (ad  e  eo,  il  dat.  arcaico  di 

ÌS,   id),   fino   al    jmnto,   al    segno,    I)  propr.: 

A)  di  luogo,  nell'espressione  figurata,  adeo 
res  rediit,  la  cosa  giunse  al  punto  (peggio- 
rando), Ter.   B)  di  tempo,  finche  {rafforzato 


con  usque  e  seg.  da  dum,  donec,  quoad), 
Ter.  e  Cic.  II)  trasl.  ,  rispetto  al  grado: 
a)  per  uguagliare  due   cose  nel  paragone, 

Seg.  da  Ut  O  quasi  =  nello  stesso  grado  (mi- 
sura).., in  cui  o  che,  Comici,  b)  per  rin- 
forzare il  concetto  nel  paragone  =  così, 
tanto,  in  unione  con  verbi, agg.,  sost.  ed  avv., 
e  seg.  da  ut  o  (quando  precede  una  negaz.) 
da  quin  e  il  cong.,  Cic.  ed  a.:  adeo  non 
o  adeo  nihil,  ut,  ecc.,  così  punto,  così  poco, 
che,  ecc.,  Liv.:  e  rafforzando  il  concetto,  af- 
fatto, così,  tanto,  Ter.  e  Verg.  e)  generic,  per 
accrescere  il  già  detto  con  qualcosa  di  più 

grande,  inaspettato,  ansi,  di  più,  persino,  ma 

quel  che  è  più,  ducem  hostium  intra  moenia 
atque  adeo  in  senatu  videmus,Cic  d) posposto 
come  enclitico  ad  una  parola,  per  far  spic- 
care con  speciale  importanza  una  cosa  o  la 

sua  proprietà  =  appunto,  addirittura,  affatto, 

massimamente,  con  verbi  sost.,  agg.,  Comici 
e  Verg.:  con  avv.,  Comici  e  Cic:  con  pronomi, 
partic.  spesso  id  adeo,  p.  es.  id  adeo,  si  pla- 
cet, considerate,  Cic:  dopo  le  cong.  condiz. 
si,  nisi  e  sim.,  se  mai,  se  poi,  Comici  :  colle 
cong.  sive,  aut,  vel,  oppure,  o  piuttosto,  anche 
soltanto,  Comici  e  Cic:  con  atque,  e  piuttosto, 
e  più  giustamente,  e  meglio,  Cic  e)  per  conva- 
lidare il  già  detto  (e  sempre  nel  principio 
della  prop.),  tanto,  così,  talmente,  adeo  prope 
omnis  senatus  Hannibalis  fuit,  Liv.  f)  adeo 
non,  rinforzando  dopo  una  negazione,  tanto 
poco,  così  poco,  Tac:  partic.  dopo  ne...  qui- 
dem,  Veli.:  eziandio  adeo  (senza  non)  dopo 
ne...  quidem  e  quoque,  tanto  più,  Tac. 

2.  àd-eo,  li  (rar.  ivi),  ìtum,  Ire,  andare, 
venire  a  o  verso  q.c.  o  quale,  (contr.  abire,  fu- 
gere),  I)  propr.:  a)  in  gen.:  ad  fundum,  ad 
me,  Cic:  ilio  (là),  Caes.:  Eomam  atque  in  con- 
ventum,  Cic:  curiam,  entrare,  Liv.:  epulas, 
prender  parte,  Ov.:  quindi  adiri,  di  luoghi  = 
essere  accessibile,  Liv.  h)  partic:  oc)  come  1. 1. 
giudiz.,  adire  ad  praetorem  in  jus  o  sempl. 
adire  in  jus,  andare  in  giudizio,  Cic:  e  così 

ad  Caesarem  in  JUS,  Caes.  p)  visitare,  percor- 
rere (praticare)  un  luogo,  ecc.,  Lycias  urbes, 
Ov.:  hiberna,  Tac:  eas  quoque  nationes,  Caes. 
Y)  ricorrere  per  consiglio,  diritto  o  aiuto  a 
quale,  rivolgersi  a  quale  o  a  q.c,  alqm  de 
filia,  Ter.:  praetorem,  Cic:  alqm  scripto,  Tac: 
quindi  interrogare  per  conoscere  il  futuro, 
quale  o  un  oracolo,  magos,  Cic:  libros  Si- 
byllinos,  Liv.:  e  avvicinarsi  pregando,  suppli- 
care, mille  domos,  Ov.:  e  accostarsi  pregando 
a  un  dio,  ad  un  tempio,  venerantem  deos, 
Cic:  aras,  Cic.  6)  andar  verso  una  pers.  o  un 

luogo  con  intenzione  ostile,  assalire,  azzuf- 
farsi, oppida,  Sali.:  virum,  Verg.  II)  trasl.: 
a)  andare  ad  un  negozio,  accedere,  intrapren- 
dere q.c,  ad  causas,  Cic:  ad  rem  publicam, 

Cic   b)  non  sottrarsi;  sottoporsi,  sobbarcarsi  ad 

una  sorte,  ad  una  condizione,  ad  pericuium, 
Caes.:  o  sempl.  pericuium,  Cic:  inimicitias, 
Cic  e)  come  1. 1.  giuridico,  adire  heredita- 
tem,  venire  in  possesso  di  una  eredità,  Cic. 
adeps,  dtpis,  e,  adipe,  grasso  <he  si  trova 
nella  cavità  dell'addome  e  specialm.  nella 
membrana  perciò  detta  adiposa,^ arr.:  meton., 
Cassii  adipes,  la  pancia  di  C,  Cic.  Cat.  3,  16  : 
trasl.,  Vampoiioso  nel  discorso,  Quint.  2, 10,  6. 


41 


adeptio 


adirne 


42 


adeptlO,  ÒDÌS,  f.  (adipiscor),  acqtu'sto,  con- 
seguimento, boni  (contr.  depulsio  mali),  Cic: 
comraodi  (contr.  vitatio  incommodi),  Cic. 

ad-equilo,  avi,  àtum,    are,  I)  cavalcare 

verso,  correre  a  cavallo  verso,  ecc.,  ad  nostros, 

Caes.:  in  dextrum  cornu  ad  suos,  Liv.:  col 
dat.,  portis,  Liv.:  per  armatos,  Curt.:  ab  suis, 

LÌV.:    assol.,  Liv.   II)  cavalcare  accanto,  circa, 

juxta,  Suet. 

adi*.  . .  tutti  i  vocaboli  che  cominciano 
così,  si  cerchino  sotto  aff . . . 

adjt . . .  tutti  i  vocaboli  che  cominciano 
così,  si  cerchino  sotto  agg  . . . 

ad-liaereo,  haesi,  haesum,  ère,  aderire, 

stare  attaccato  (fortemente)  a  q.C,  I)  propr.: 
saxis  (dat.),  Liv.:  in  corpore,  Ov.    IT)  trasl.: 

a)  rispetto  al  luogo  ed  al  tempo,  unirai  a  q.c, 

toccare,   confinare,    assol.,  Tac.:   COÌ  dat.   loci, 

Ter.:  coll'acc,  Cic.  poèt.:  tempus  adhaerens, 
immediatamente  susseguente,  Quint.  b)  ade- 
rire fortemente,  star  vicino  aduna pers.  0  COSa, 
non  distaccarsi  mai  da  una  pers.  o  cosa,  a)  di 
pers.,  da  una  persona  (come  compagno  co- 
stante, ecc.),  lateri  adhaerere  gravem  domi- 
num,  stare  ai  fianchi,  Liv.:  ad  un  luogo, 
stativis  castris  (dat.),  Ter.:  ad  una  condizione, 
nulli  fortunae  adhaerebat  animus,  adatta?*si, 
Liv.  b)  di  e.  inan.  :  cui  Canis  cognomen 
adhaeret,  è  applicato  per  sempre,  Hor.  e)  es- 
sere attaccato  a  q.c  come  appendice,  sum- 
musque  in  margine  versus  adhaesit,  era  at- 
taccato, scritto  in  margine  (per  mancanza  di 

Spazio),  Ov.:  quindi  di  pers.,  formare  un'ttg- 

giunta,  entrare  in  q.c,  te  vix . . .  extremum 
adhaesisse,  esser  riuscito  per  miracolo,  Cic. 
ìid-haereseo,  haesi,  haesum,  ere,  rima- 
nere attaccato,  confitto,  aderire,  stare  attaccato, 
I)  propr.:  gravis  lateri  craterae  limus  adhae- 
sit, Hor.:  e  fig.,  tamquam  in  quodam  incili 
jam  omnia  adhaeserunt,  rimasero  stagnate, 
arenate,  Cael.  in  Cic.  ep.:  di  armi,  tizzoni 
scagliati,  ad  turrim ,  Caes.  cfr.  fig..  ratio, 
simul  ac  emissa  est,  adhaerescit,  aderisce, 
resta  impressa  (nell'animo),  Cic:  di  navi  e 
naufraghi,  ad  saxa  Sirenum,  Cic:  cfr.  fig., 
ad  eam  (disciplinam)  tamquam  ad  saxum, 
Cic  II)  trasl.:  a)  attaccarsi  in  qualche  luogo, 

rimanere  attaccato,  tenersi  fortemente  aggrap- 
pato, non  cedere,  a)  di  pers.  e  ogg.  personif, 
aduna  pers.  (come  compagno  costante,  ecc.), 
egressibus,  Tac:  ad  un  luogo,  nactus  hoc 
litus  adhaesi,  Ov.:  si  potes  in  his  locis  adhae- 
rescere,  fermarsi,  Cic:  ad  una  condizione, 
ad  uno  stato,  justitiae,  non  dipartirsi  da,  ecc. 
(contr.  j ustitiam  deserere),  Cic  (3)  die  inan.: 
ad  omnium  vestrum  studium,  riuscire,  incon- 
trare, Cic:  quae  prava  sunt  fastidiis  adhae- 
rescere,  lasciar  un'impressione  cattiva,  Cic. 

b)  fermarsi,  interrompersi,  del  discorso  e  del- 
l''Oratore.  Cic 

ad!iae*To,  ònis,  f.  (adhaereo),  adesione, 
congiunzione,  adhaesiones  atomorum  inter  se, 
Cic  de  fin.  1,  19. 

ad  li  a  e*  ìi*,  ùs,  m.  (adhaereo),  adesione, 
aderenza,  Lucr.  B,  381  e  altr. 

adlisheo,  labili,  hìbitum,  ère  (ad  e  habeo), 

porgere,  I)  in  f/en.,  porgere,  rivolgere,  collo- 
care, sovrapporre,  porre  a  0  sopra,  ecc.,  vultum 

ad  alqm,  Ov.,  medicas  manus  ad  vulnera,  Ov.: 


manus  genibus,  abbracciar  le  g.  colle  m.,  Ov.: 
e  fig.,  manus  vectigalibus,  metter  le  mani  nei 
dazi,  Cic:  vincula  captis,  Ov.:  con  aqg.  astr., 
adhibere  animos  et  mentes  vestras  ad  etc,Cic. 

II)  partic:    A)  prendere   inoltre,   aggiungere 

q.c,  alqd  ad  panem  (come  companatico, 
come  soprappni,  ecc.),  Cic:  con  ogg.  astr.,  ag 

giungere  una  COSa    ad    Un'altra,  congiungere, 

unire,  alqd  ad  domesticum  morem,  Cic:  quat- 
tuor  initiis  quintam  naturam,  Cic.  B)  pren- 
dere, adoperare  per  uno  scopo  determinato, 
cioè  a)  adoperare  un  ogg.  (cosa  o  ess.  anim.) 

come  m,ezZ0  per  quale  0  q.C,  valersene,  im- 
piegare, usare,  far  uso,  presso  quale,  o  q.c  e 
usare,  mostrare,  dimostrare  un  modo  di  pen- 
sare o  di  operare  verso  quale,  o  q.c,  odores 
ad  deos,  ut  etc,  Cic:  orationem  ad  vulgus, 
Cic:  diis  preces,  Cic:  aegro  medicinam,  Cic: 
j udiri  motus,  Cic:  alci  consolationem  litteris, 
Cic:  alci  vim,  usare,  Cic:  alteri  calcarla,  al- 
teri frenos  =  con  uno  gli  sproni,  colT altro 
le  briglie  (fig.),  Cic:  offìcium  erga  alqm,  re- 
verentiam  adversus  deos,  Cic:  saevitiam  in  fa- 
mulos,  Cic:  plus  studii,  quam  ille,  ad  dicen- 
dum,  Cic:  morbis  remedia,  Cic:  modum  vitio, 
porre  una  misura,  Cic:  memoriam  contume- 
liae,  ricordarsi  di,  ecc.,  Nep.:  e  con  in  e  Tabi. 
=  in  q.c,  iambum  in  fabulis,  Cic:  sermonem 
in  poculis,  introdurre,  Cic:  in  amicorum  pe- 
riculisfidem  et  diligentiam,  Cic:  e  col  sempl. 
acc,  studium  atque  aures  (amore  e  gusto  per 
le  produzioni  poetiche,  e  un  orecchio  fine  e 

Conoscitore),  Cic    b)  invitare,  ammettere  una 

pers.  per  q.c.  (per  aiuto,  soccorso,  consiglio,, 
servizio),  Dianam  ad  partus,  Cic:  alqm  ad 
ministevium,  Liv.:  alqm  in  auxilium,  Justin.: 
partic  alqm  in  o  ad  consilium,  ad  delibera- 
tionem,  Cic.  e  Caes.:  e  così  consiliis,  Curt.: 
alqm  in  convivium,  Nep.:  e  così  cenae,  Suet.: 
quindi  spesso  sempl.  adhibere  alqm,  prendere 

per  aiuto,  valersi  per  aiuto,  condurre,  prender 
seco,  recar  seco,  far  venire,  invitare  ale.  (come 

adiutore,  consigliere,  compartecipe,  testimo- 
nio di  veduta  o  di  udita,  uditore,  compagno 
e  sim.:  contr.  removere),  medicum,  Cic:  te- 
stem,  Cic:  fratrem,  Caes.:  e  con  avv.  ==  ac- 
cogiiere,trattare  quale  in  qualche  modo,  alqm 
liberaliter,  severius,  Cic:  e  sic  se  adhibere  in 
potestate,  ut  etc,  comportarsi,  Cic 

ad-ltimiTo ,  Ivi  e  ti,  Itum ,  Tre,  nitrire 
verso,  partic  per  libidine,  equo,  Ov.:  equae, 
Ov.:  trasl.:  di  persone  libidinose,  Cic  Pis.  69. 

adliortatio,  ònis,  f.  (adhortor),  esorta- 
zione, Cic:  plur.  in  Liv.  e  Sen. 

adliortiittfr,  òris,  m.  (adhortor),  esorta- 
tore, confortatore,  Liv.:  operis  (al  lavoro),  Liv. 

ad  liortor,  atus  SUm.  3ri,  incoraggiare, 
esortare,  invitare;  spingere  (contr.   dehortari), 

di  pers.  ed  ogg.  personif.,  milites,  Liv.:  omnes 
cohortes  ordinesque,  Caes.:  alqm  ad  laudem, 
Cic:  se  adversus  alqd,  Sen.:  alqm  in  bellum, 
Tac:  seg.  da  ut  e  il  cong.,  Cic:  seg.  da  ne 
o  quo  e  il  conq.,  Suet.:  o  col  sempl.  cong., 
Ter.:  seg.  dall'inftn.,  Sen. 

aditile,  avv.  (ad  e  huic,  contratto  Ime), 
sin  qui,  sino  ad  ora,  dal  punto  di  partenza 
sino  ad  una  meta,  determinata  (quindi  con 
usque),  propr.  di  luogo,  ma  nelVuso  della 
lingua  solo  più  di  tempo,    I)  considerando 


43 


Adiatorix 


aaitus 


44 


come  escluso  il  presente  —  fin  qui,  fino  ad 
ora,  a)  il  presente  reale,  Cic  ed  a.:  quindi 
usque  adhuc  e  adhuc  semper,  sino  ad  ora,  Co- 
mici e  Cic:  adhuc  dum  etc,  durante  tutto  il 
tempo,  fino  ad  ora,  Cic:  unus  adhuc,  fino  ad 
ora  il  solo,  Cic:  con  negaz.,  adhuc  non  o 
neque  adhuc,  Cic:  nihil  adhuc,  Cic:  adhuc 
nullus  e  nullus  adhuc,  Cic  b)  il  presente  re- 
lativo,  finora,  fino   allora,   disertos   COgnOSSe 

nonnullos,  eloquentem  adhuc  nerninem,  Cic 
II)  considerando  come  non  escluso  il  pre- 
sente,   ancora,    ancor   sempre,    a)  di   CÌÒ  che 

dura  ancora  contro  aspettazione  o  speranza, 
erat  adhuc  impudens,  qui  etc,  Cic:  fluctuans 
adhuc  animo,  Liv.  b)  di  ciò  che  dura  ancora 
più  a  lungo,  piti  oltre,  insatiabiiis  avaritiae  est 
adhuc  implere  velie,  quod  jam  circumfluit, 
Curt.  e)  di  ciò  che  accade  ancora  oltre  o  ac- 
canto ad  un'altra  cosa,  unam  rem  adhuc 
adiciam,  Sen.  d)  particella  rin  forzo  Uva  col 
comparativo,  ancora,  si  adhuc  viliorem  raa- 
teriam  obtulisses,  Sen.  e)  seg.  da  ut  o  qui  e 
il  COng.  =  così,  . .  da,  tanto  . . .  da,  Cael.  in 
Cicep.^8,  11,3. 

AfITatorix,  rigis,  m.,  AdiatoHge,  prin- 
cipe dei  Comani. 

àdieio,  jèci,  jectum,  ere  (ad  e  jacio),  get- 
tare là,  gettare  sino  a  o  sopra  q.c,  I)  in 
senso  stretto:  a) propr.:  telum,  Caes.:  adje- 
ctae  (auribus)  voces,  i  suoni  che  urtano,  toc- 
cano, Cic.  :  e  prov.,  alci  rei  album  calcu- 
lum,  appr  vare  una  cosa,  Plin.  ep.  1,  2,  5. 
b)  trasl.:  a)  gittare,  rivolgere  lo  sguardo  (bra- 
moso, ecc.)  su  q.c,  alqo  imprudentiam  oculo- 
rum,  per  inavvertenza  rivolgere  uno  sguardo 
verso,  Cic:  oculos  cupiditatis  ad  alqd,  Cic: 
oculum  alci  rei,  Cic  P)  rivolgere  V animo,  M 
mente  =  V inclinazione,  V attenzione  ad  una 
pers.  o  cosa,  animum  ad  alqm,  Ter.:  ad  alqd, 
Liv.,  alci  rei,  Liv.    II)  in  senso  pia  largo, 

porre,  collocare,  mettere  sopra,  accanto,  in  q.C, 

A)  in  gen.:  rogum  bustumve  novum  (ad)  aedes 
alienas,  collocare,  XII  tabb.  in  Cic:  capiti 
insignia,  Curt.:  e  f%g.,  Armeniae  manum, 
{assalire  VA.,  Veli.:  virus  in  anguem,  instil- 
lare, Ov.  :  con  ogg.  astr.,  animos  juveni, 
inspirare,  Ov.  B)  partic,  porre,  collocare, 
aggiungere,  come  aggiunta,  supplemento,  au- 
mento a  q.c,  a)  materiali»,.:  aggerem  admu- 
nitiones,  Caes.  b)idealm.:  a)generic.  (cmtr. 
demere,  detrahere):  ad  belli  laudem  doctrinae 
^t  ingenii  gloriam,  Cic:  muneri  agri  aliquan- 
tam,  Liv.:  Democrito  perpauca,  ampliare  al- 
quanto D.,  Cic:  aliquid  novi  ex  etc,  Cic: 
centuriones,  Liv.:  e  più  tardi  (senza  acc.  del- 

Vogg.J  col  dat.,  aggiungere  alcunché  ad  Una 
COSa,    aumentarla,    ingrandirla,    magnitudini 

Pori,  innalzare  ancora  maggiormente,  Curt. 

P)  aggiungere,    unire    al    gvU  detto,  nam  quid 

ego  adiciam,  Prop.:  his  adicio,  seg.  dalVa.cc.  e 
Z'infin.,  Quint.:  quindi  huc  adice  (come  huc 
adde),  aggiungi  (col  pensiero),  arrogi,  natas 
septem,  Óv.:  adice,  quod  (che,  ecc.),  Tac 

Y)  crescere  il  prezzo  (negli  incanti),  aggiun- 
gere, supra  adjecit  Aeschrio  (nom.),  Cic. 

a«lT«o,  ègi,  actum,  ere  (ad  e  ago),  con- 
durre, spìngere  a,  verso,  IJ  propr.:  a)  besti'aìne 
(contr.  abigere),  pecus  e  vicis  longiuquioribus, 
Caes.  :  equos  per  publicum,  Suet.    b)  persone 


(partic.  contro  il  loro  volere,  colla  violenza), 
vos  Italiani,  Verg.:  alqm  fulmine  ad  umbras, 
precipitare,  Verg.:  come  t.  t.  giurid.,  arbi- 
trum  o  arbitrinm  (arcaico per  ad  arb.)  adigere 
alqm,  citare,  far  venire  davanti  alVarbitro, 
Cic  e)  cose,  triremes  per  aestuaria,  trarre, 
spingere,  Tac:  turrim,  spingere  innanzi, 
Caes.:  partic,  cacciar  dentro  con  un  martello 
e  sim.,  tigna  fistucis,  affondare  travi  col  bat- 
tipalo, Càes.:  scagliare,  lanciare  dardi,  ex  lo- 
cis  superioribus  telum  in  litus,  Caes.:  e  cacciar 
dentro  armi  da  punta,  immergere,  alci  ensem, 
Verg.:  scalprum  in  articulo,  Liv.:  ferrum  per 
pectus,  Ov.  :  fèrrum  jugulo,  Suet.:  quindi 
meton.  fpoet.),  vulnus,  produrre  una  ferita, 
alte,  Verg.:  alci,  Tac    II)  trasl.,  spingere, 

costringere,    condurre,   determinare,   obbligare 

quale  o  q.c.  ad  una  cosa,  &)pers.:  alqm  ad 
insaniam,  Ter.:  colVinhn.,  nei  poeti  e  in  Tac; 
assol.,  acriore  in  dies  adigi  cupidine  promi- 
scuas  scenas  frequentandi,  Tac:  come  t.  t.  di 
atti  pubblici  e  milit.,  adigere  alqm  ad  jusju- 
randum  o  sempl.  jusjurandum,  Caes.,  o  jure- 

jurando  e  sacramento,  LÌV.:  costringere  al  giu- 
ramento, far  prestare  il  giuramento  di  fedeltà,  ; 

cfr.  adjurat  in  quae  adactus  est  verba,  egli 
presta  il  giuramento  a  cui  fu  costretto,  Liv.: 
così  anche  adigere  alqm  in  alcjs  verba  jusju- 
randum e  sempl.  adigere  alqm  in  verba  alcjs, 
far  prestar  giuramento  a  quale,  nei  termini 
voluti  da  un  altro, Caes.:  e  nel  passivo,  adigi 
sacramento  alcjs  o  prò  alqo  e  in  verba  alcjs, 

prestare  a  quale  il  giuramento  di  fedeltà,Ta.C. 

e  Suet.:  infine  sempl.  adigere  alqm,  Tac.  b) 
e  inan.:  in  faciem  prorae  pinus  adacta  novae, 
recata  nella  forma,  foggiata  come,  Prop. 

adìmo,  èmi,  emptum  (emtum),  ere  (ad  e 
emo),  levare,  toglier  via,  a)  generic,  partic 
q.c  d'importuno,  di  fastidioso,  vincula  ca- 
nibus,  Ov.:  e  togli***,  alleviare  a  quale  un 
male,  curas,  Ter.:  doiores,  Hor.:  metum,  Ter. 

b)  prendere,  togliere,   rapire  un  possesso,  un 

bene,  ecc.  ad  ale  (contr.  dare,  donare,  ad- 
dere,  tribuere),  alci  pecuniam,  vitam,  Cic: 
munus,  Liv.:  spem,  Cic:  alqd  ab  alqo,  Cic: 
poet.  coZrinfin.,  togliere  =  proibire,  vietare, 
Hor.   e)  strappare  una  pers.  a  quale,  alqm 

(alci),  Cic:  partic.  della  morte,  strappare,  ra- 
pire, alqm  alci,  Ter.:  quindi  ademptus,  rapito, 

morto,  Hor. 

àdipalUSj  a,  um  (adeps),  adiposo,  grasso, 

trasl.,  dictio,  gonfia,  ridondante,  Cic.  or.  25. 
adipiscor,  deptus  sum,  dipisci  (ad  e  api- 

SCor),  giungere  ad  avere,  I)  propr.  =  raggiun- 
gere nello  spazio,  alqm,  Liv.   II)  trasl.,   a) 

raggiungere  q.C  a  CUI  SÌ  è  aspirato,  a)  rag- 
giungere, conseguire  intellettualm.,  compren- 
dere, Cic  Rose  Am.  131.  (3)  conseguire  come 
desiderato,  ottenere,  guadagnare,  senectutem, 

laudem,  Cic:  victoriam,  Caes.:  jus  suum,  Liv.: 
col  gsriit.,  Tac:  ad.  per  alqm,  seg.  da  ut  e  il 
cong.,  Cic:  partic.  perf.  pass.,  Sali,  ed  a. 
b)  generic,  ottenere,  nomen  a  tonso  capillo,  Ov. 
adltus,  US,  m.  (2.  adeo),  avvicinamento, 
accesso  (contr.  abitus),  I)  propr.:  a)  generic: 
litoris,  Cic:  diffieiles*aditus  habere  ad  pastura, 
Cic.  b)  partic  la  possibilità,  il  permesso,  il 
diritto  di  andare  in  un  Vùogo,  adito,  accesso, 
in  forum,  Cic:  aditus  in  domum  familiarior 


45 


adjaceo 


icljuro 


46 


(più  libero)  erat,  più  Ubero,  Liv.:  e  ad  una 
pers.,  adito,  udienza  [che  quale  ottiene;  cfr. 
admissio),  homo  rari  aditus,  raramente  acces- 
sibile, Liv.:  aditus  ad  alqm  difficilior,  Cic: 
e)  meton.,  adito,  entrata,  come  luogo  (contr. 
exitus),  insulae,  templi,  Cic:  duo  aditus  in  Ci- 
liciam  ex  Syria,  Cic.  II)  trasl.,  a)  passo,  in- 
grosso  in  q.c,  primus  aditus  et  postulatio 
Tuberonis  haec  fuit,  Cic:  qui  aditus  ad  cau- 
sarli Hortensio  patuerit,  Cic  b)  adito,  accesso 
z=  possibilità,  occasione,  ad  alcjs  aures,  Vinsi- 
nuarsi,  Cic:  ad  honorem,  Cic:  nactus  aditus 
ad  ea  conanda,  Caes.:  aditus  et  causa  postu- 
landi,  Caes. 

a<l-jaCCO,   ère,    giacere  presso    0   accanto, 

a)  delta  posizione  geograf.  di  un  luogo  o  di 
un  popolo,  ad  ostium  Rhodani,  Caes.:  mare, 
Nep.:  Etruriam,Liv.:  agro  Romano,  Liv.:  adja- 
centes  populi,  i  vicini,  Tac:  quindi  adjacentia 
(n.  pi.),  adiacenze,  dintorni,  Tac.  b)  di  pers. 
e  cose,  vallo,  Tac:  adjacet  undis  moles,  Ov. 

adjcHlO,  Ònis.  f.  (adicio),  unione,  aggiunta, 

1)  in'gen.,  caloris,  Sem:  litterarum  {contr.  de- 
traevo), Quint.:  di  pers.,  populi  Albani,  Liv.:  fa- 
miliarum  adjectiones,  aggregazione  di  nuove 
f.,  Tac,  nel  discorso,  verboruni,  Quint.:  syl- 
labae  (contr.  detractus),  Sen.  rhet.    II)  come 

1. 1.:    1  )  retorico,  ripetizione  di  una  parola  nella 

prop.,  greco  è7u£so£i£,  Quint.  9,  3,  27  e  sgg. 

2)  commerciale,  aggiunta  al  prezzo,  alVin- 

CantO,  offerta  maggiore,  Liv.  38,  14,  14. 

adjeetUS,    US,    m.    (adicio),  accostamento, 

avvicinamento,  odoris  (ad  nares),  Lucr.  4,  671: 
assol,  Lucr.  1,  689. 

ad-jiidìco,  avi,  atum,  are,  a)  aggiudicare, 
assegnare  (come  giudice  od  arbitro)  q.c.  a 
quale,  (contr.  abjudicare),  &)propr.,  alci  cau- 
sarti, Cic.  b)  trasl.,  generic,  ascrivere,  attri- 
buire q.c.  a  quale,  (come  merito,  qualità), 
alci  salutem  imperii,  Cic 

ad j  UlllOllI  II  HI ,  i,  n.  (adjuvo),  mezzo  di  ap- 
poggio, di  avanzamento;  appoggio,  aiuto,  quindi 

anche  vantaggio  (contr.  detrimentum,  incom- 
modum),  alcjs  rei,  ad  alqd,  Cic:  alci  rei  (per 
q.c),  Cic:  alci  esse  adjumento  ad  alqd  o  in 
alqa  re,  Cic:  alci  adjumentum  afferre  ad  alqd, 
Cic:  hoc  adjumento  uti,  Cornif.  rhet.:  di  pers., 
Cornif.  rhet.  e  Ov. 

adjunctio,  ònis,  f.  (adjungo),  aggiunta, 
trasl.:  I)  attaccamento,  unione,  a)  generic.: 
naturae  ad  hominem,  Cic:  animi  vel  volun- 
tatis,  V inclinazione,  Q.  Cic.  b)  come  figura 
retor.  -—  aovsCeoYU-svov,  il  rapporto  di  un 
predicato  a  più  concetti,  di  modo  che  il  pre- 
dicato /"verbo)  viene  posto  al  principio  o  alla 
fine  della  prop.,  Cornif.  rhet.  4,  38.  Cic.  de 
or.  3,  206.  ITjpartic,  aggiunta  che  aumenta, 
a)  generic:  virtutis,  cooperazione,  Cic:  ver- 
borum,  Cic.  b)  come  1. 1.  retor.,  aggiunta  limi- 
tatrice,  che  toglie  l'assolutezza  della  prop  , 
limitazione,  Cic  de  inv.  2,  171  e  sgg.:  quae- 
dam  cum  adjunctionenecessitudines,wecessrtà 
ipotetiche  (contr.  simplices  et  absolutae),  ibid. 

adjlinotur,  Òris,  m.  (adjung-o),  che  ag- 
giunge, ille  ulterioris  Galline,  che  fece  dare  a 
Cesare  altresì  il  governo  della  Gallia  Trans- 
alpina, Cic.  ad  Àtt.  8,  3,  3. 

ad jmu'tiis,  a,  um, part.  agg. (da  adjungo), 

strettamente   unito,  SOSt.,     a)  adjunctlim,  i,    n., 


carattere,  caratteristica,  il  sostanziale,  la  na- 
tura di  una  pers.  o  cosa,  pietatis  adjunctum 
esse,  Cic:  in  adjunctis  morari,  Hor.:  propiora 
hujus  causae  et  adjunctiora,  Cic.    b)  comet.  t. 

retor.,  adjuncta,  òrum,  n.,  circostanze  che  ac- 
compagnano,    concomitanti;    le   circostanze  di 

tempo,  luog",  ecc.,  Cic. 

adjungo,  junxi,  junctum,  ere.  annodare, 

congiungere,  I)  propr.:  a)  animali  =  attac- 
care, equos,  Ov.:  plostello  mures,  Hor.  b)  viti 
=  congiungere  a,  ecc.,  ulmis  vites,  maritare, 
Verg.  II)  trasl.,  generic,  congiungere,  unire, 
A)  nello  spazio  o  nel  tempo:  a)  ogg.  inan.: 
a)  nello  spazio,  parietem.  ad  parietem  commu- 
nem,  Cicraccessionem  aedibus,  Cic:  litteras, 
Cic.-.partic.  al  passivo,  adjunctum  esse,  unirsi 

ad  Un  luogo,  toccare,  confinare,   fundo  UXOris 

Cic:  adjunctus  fundus,  Cic  $)  nel  tempo,  al- 
terum  (anni  tempus)  hiemi  adjunctum  est, 
Cic:  horum  aetatibus  adjuncti  duo  C.  Fannii', 
C.  et  M.  filii,  fuerunt,  Cic.  b)  pers.,  congiun- 

get-e,  associare,  unire,   Samnitium    exercitum, 

Liv.:  e  in  un  paragone,  juris  scientiam  elo- 
quentiae  tamquam  ancillulam  pedisequam- 
que,  Cic.  B)  generic,  recare  esternamente  o 
internamente  in  una  unione,  connessione, 

relazione:  a)  ogg.  inan.:  Rannodare,  ag- 
giungere, nel  discorso,  a  q.c,  verba  ad  nomen 
adjuncta,  epiteti,  Cic:  e  aggiungere  al  già 
detto,  congiungere  a  q.c,  similitudines  (esempi) 
adjungens,  Cic:  e  aggiungere  nel  racconto, 
comun.  seg.  dalVa.cc.  e  Z'infin.,  Cic   p)  nella 

deduzione,  annodare,  connettere  a  q.C  far  di- 
pendere da  q.c,  rebus  praesentibus  adjungere 
atque  annectere  futuras,  Cic:  sequentia  (le 

Conseguenze),  Cic   y)  aggiungere,  annettere  pò- 

liticam.  a  qc,  Ciliciam  ad  imperium  populi 
Rom.,  agros  populo  Rom.,  Cic:  vectigalia  (se. 
ad  imperium  populi  Rom.),  Cic.  ò)  aggiun- 
gere q.C  a  q.C  0  quale.  =  ascrivere,  attribuire, 
prestare,  procacciare,  fidem  visis,  Cic:  hono- 
rem populi  Rom.  rebus,  Cic:  e  sibi  alqd,  pro- 
cacciarsi, guadagnarsi  q.c.  sibi  auxilium,  CÌC: 

benevolentiam  (se  sibi)  lenitate  audiendi,  Cic. 
e)  congiungere  q.c  ad  un'altra,  come  con- 
seguenza, accompagnamento,  aggiunta  —far 

seguire,  aggiungere,  accompagnare,  unire,  con- 
giungere, accoppiare  con  q.c,  ad  honestatem 
voluptatem,  Cic:  verbis  solutis  numeros,  Cic. 
Q  congiungere,  legare  quasi  V attività  spiri- 
tuale a  q.c  =  tendere  deliberatamente  e  se- 
riamente verso  q.c,  rivolgere,  animum  ad  ali- 
quod  studium,  Ter.:  crimen  et  suspicionem  ad 
praedam,  Cic  b)  pers.:  a)  porre  quale  in  uno 
scritto  come  partecipe  di  un  dialogo,  dare 
una  parte,  alqm  ad  suos  sermones  (scritti  po- 
litici in  forma  dialogica),  Cic:  ei  dialogo 
adjunctum  esse  tertium,  aver  la  terza  parte, 
Cic.  p)  stringere  alcuno  (se)  in  rapporti  po- 
litici, morali  o  sociali  con  quale  (sé)  o  q.c, 

legare,    unire,    congiungere   con    q.C,    riunire, 

urbem  ad  amici' iam,  Hor.,  in  societatem, 
Nep.:  bellicosns  nationes  (alci),  Nep.:  alqm 
(sibi)  socium,  Cic:  alqm  sibi  amicum,  Nep.: 
uxorem  (se.  sibi),  prendere,  Cic:  e  se  alci  rei 
o  ad  alqd,  imirsi  a,  ecc.,  se  comitem  fugae 
alcjs,  Cic:  se  ad  causam  alcjs,  Cic 

1.  ad  j Ciro  =  adjuvero,  da  adjuvo  (V.). 

2.  adjiìl'O,   avi,  atum,    are,    I)  aggiungere 


47 


iuljuto 


admiratio 


43 


ancora  ad  un  giuramento,  liaec,  Liv.  43,  14, 

5.  IT)  giurare,  affermare  =  assicurare  0  pro- 
mettere con  giuramento,  COììlUn.  seg   dall'acc. 

e  Z'infin.,  Cic:  parim.  per  oirrnes  alci  deos, 
seg.  dall'acc.  e  Z'infin.,  Ter.:  e  adjuro  Stygii 
caput  (per  il  capo)  fontis,  Verg. 

adjiito,  avi,  atum,  are  (freq.  di  adjuvo), 

appoggiare,  aiutare,  assistere  una  perS.  0  COSCI 

con  tutto  lo  zelo,  alqm,  Comici:  alci  onus, 
Ter.:  assoh,  Comici. 

adjiltOI*,  Òris,  m.  (adjuvo),  aiutatore,  so- 
stenitore, a)  generi  e. ,  m  senso  cattivo  = 
complice,  alcjs,  alcjs  rei,  Cic:  ad  alqd  o  in 
alqa  re,  Cic:  in  psaltria  hac  emunda,  Ter.: 
contra  patriarci,  Cic:  assol,  me  adjutore,  Cic. 
b)  adiutore  dell'attore  principale  sulla  scena 
(colui  che  rappresenta  una  parte  secondaria, 
che  accompagna  col  flauto  o  col  canto,  ecc.), 
Phaedr.:  trasl.,Ter.  ed  Hor.:  come  sottomaestro 
(greco  Ò7co8i8dccxaXos),  Quint.: partic.  T adiu- 
tore di  un  impiegato  dello  Stato,  aggiunto, 
aiutante,  (frane,  attaché),  Cic:  gli  amici  e 
ministri  dell'imperatore,  Veli,  e  Suet. 

adiutóri um,  Yi,  n.  (adjuvo),  aiuto,  soc- 
corso, assol.,  o  col  genit.  sogg.  e  ogg.,  Sen.: 
di  una  per s.,  As.  Poli,  in  Suet. 

arijutriv,  tricis,  f.  (adjutor),  aiutatrice  = 
fautrice,  promotrice,  Cic:  in  alqa  re,  Ter.:tuo- 
rum  scelerum,  Cic:  partic,  legio  prima  adju- 
trix,  la  legione  ausiliaria,  costituita  da  Ne- 
rone, formata  di  marinai  (classici),  Tac  hist. 
2,  43  e  3,  44.  _ 

ad-jìivo,  juvi,  jutum  (raro  juvàvi,  juva- 
tum),juvàre,  aiutare, promuovere,  a)  generic: 
a)  con  ogg.pers.:  alqm,  Cic:  alqm  opera,  Ter.: 
se  manibus,  appoggiarsi,  Liv.:  alqm  in  alqa 
re,  Ter.  e  Cic:  alqm  ad  alqd,  Cic:  con  acc. 
pers.  e  acc.  pron.  neutr.,  quidquam  me  Con- 
silio, Ter.:  con  ut  e  il  cong.,  Cic:  con  ne  e 
il  cong.,  CatulL:  nel  prov.,  fortis  (=  fortes) 
fortuna  adjuvat,  ai  forti  soccorre  fortuna, 
Ter.  Phorm.  203;  Cic.  Tusc.  2,  11;  Liv.  34, 
37,  4.  p)  con  oggetti  materiali  o  astr.  =  so- 
stenere q.C,  promuovere,  aiutare,  nutrire,  man- 
tenere q.c,  iguem  (contr.  exstinguere),  Liv.: 
e  ignes  (trasl.  —  fiamma  amorosa),  favorire, 
Ov.:  maerorem  orationis  lacrimis  suis,  Cic: 
multum  eorum  opinionem  adjuvat,  quod  (la 
circostanza  che,  ecc.),  Caes.  y)  assol.  =  essere 

favorevole,   utile,   giovevole;   contribuire,    alqd, 

Cic:  non  multum,  Caes.:  e  come  t.  t.  filos., 
causae  adjuvantes,  mediate  (<ontr.  proximae, 
immediate).  Cic:  e  non  haec  esse  adjuvantia 
causarum,  cause  cooperanti,  Cic.  ^moral- 
mente, confortare,  incoraggiare,  alqm,  CÌC 

adi  •  •  •  9  tutti  i  vocaboli  che  cominciano 
così,  si  cerchino  sotto  ali . . . 

ad-Rliatiil'O,  are,  accelerare,  affrettare,  de- 

fectionem,  Caes.  b.  g.  7,  54,  2. 

ad-mclTor,  mensus  sum,  Iri,  misurare, 
frumentum  exercitui,  Cic,  militi,  Liv. 

/4dlllóllis,  i,  m.  ("A8{XYjxos),  Admeto,  I) 
principe  di  Fere  nella,  Tessaglia,  manto  di 
Alceste  (figlia  di  Pelia).  la  quale  diede  la 
vita  per  lui.  II)  re  dei  Molossi. 

adiiiinicìilo,  are  (adminiculum),  soste- 
nere, vitem,  Cic  de  fin.  5,  39. 

adtiiIiiTcìiliiiiìj  i,  n.,  sostegno,  I)  propr.: 


a)  come  t.  t.  dell'agricoltura,  sostegno,  paio, 

Cic   b)  generic,  appoggio,  manico,  mezzo  (per 

spingere  avanti,  ecc.),  strumento,  Liv.    II) 

trasl.,    appoggio,  aiuto,  soccorso,  CÌC. 

ad-lllinister,  stli;  m.,  I)  ministro,  servo, 

aiuto,  victus  cotidiani,  Cic:  nei  sacrifizi, 
Caes.;  nell'assedio,  opus  et  administros,  <l  la- 
voro e  i  lavoratori,  Sali.  II)  trasl.,  aiuto  per 

q.C,  partic.  in  senso  cattivo,  strumento,  com- 
plice, Cic 

ad -ministra,  ae,  f.,  serva,  aiutatrice,  mi- 
nistra, trasl.,  artes  . . .  hujus  administrae  co- 
mitesque  virtutis,  Cic.  de  imp.  Pomp.  36. 

admìnistralìo,  ònis,  f.  (administro),  I) 
aiuto,  assistenza,  sine  houiinum  administra- 

tione,  Cic.  de  off.  2,  12.  II)  amministrazione, 
condotta,  cura,  governo,  maneggio  di  una  COSa, 

navis,  Caes.:  administrationes  portus,  libero 
uso,  Cic:  belli,  condotta,  Cic:  mundi,  rei  pu- 
blicae,  Cic:  assol.,  omnis  administratio,  l'in- 
tiera cura  dell'assedio,  Caes.:  officia  et  admi- 
nistrationes, uffici  e  cariche  dello  Stato,  Tac. 
adininistrativus,   a,  um  (administro), 

inclinato  ad  operare,  pratico  (contr.  intellectu 

contentus,  teoretico),  ars,  Quint.  2,  18,  5. 
administrator,    oris,  m.  (administro), 

amministratore,   reggitore,    belli  gerendi,   CÌC 

de  or.  1,  210. 

ad-lllTllÌStrO,  avi,  àtum,  are,  ammini- 
strare q.C,  condurre,  curare,  maneggiare,  reg- 
gere,   governare,  intraprendere,     a)   generic: 

navem,  Caes.:  negotium,  Cic.  b)  nella  guerra, 
a)  della  suprema  direzione,  bellum,  condurre 
(come  generalissimo),  Cic:  bellum  cum  Cim- 
bris,  Cic:  sUmmam  rerum,  avere  il  comando 
supremo,  Cic:  exercitum,  Cic:  e  così  rem 
publicam,  reggere  militarmente  lo  Stato,  con 
o  senza  exercitu  e  sim.,  Caes.  e  Liv.:  atque 
haec  ita  Caesar  administrabat ,  ut  etc,  a 
ciò  provvedeva,  Caes.  p)  della  direzione  o 
cura  di  singole  p^rti  o  del  comando  (come 
subalterno  del  comandante  supr.),  per  se 
quae  videbantur  administrabant,  prendevano 
quei  provvedimenti,  che  loro  parevano  oppor- 
tuni, Caes.:  ea,  quae  amissa  sunt,  administrare 
et  reficere,  sotto  la  sua  guida,  riparare  a  ciò 
che  s'era  perduto,  Caes.   y)  di  ogni  negozio 

=  eseguire,  condurre,  curare,  dextram  partenti 

operis,  aver  cura  del  lato  destro  del  lavoro 
—  espugnare  dalla  parte  di  destra,  Caes.:  e 

asS'  l.  =  maneggiare,  por  mano,  far  il  proprio 

servizio,  lavorare,  Caes.  e)  dell'  amministra- 
zione, del  governo  dello  Stato  e  delle  sue 
cariche,  rem  publicam,  Cic:  provinciam,  Cic: 
quindi  anche  omnem  mundum,  Cic. 

admirahiiis,  e  agg.  col  compar.  (admi- 
ror),  ammirabile,  meraviglioso  (in  Senso  buono 

e  cattivo),  Cic:  in  alqa  re,  Cic:  quindi  =  ua- 

p&òo^OC,,  sor prendente,  strano,  paradossale,  CÌC. 

adttifralrilitas,  atis,  f.  (admirabilis),  Tes- 
sere ammirabile,  Cic  de  off.  2,  38  e  altr. 

adinlraEiilTter,  avv.  (admirabilis),  mira- 
bilmente, meravigliosamente  (in  senso  buono  e 
cattivo),  Cic.  ed  a.:  quindi  =>  7tapa§ó£a)£,  in 
modo   sorprendente,    strano,   paradossale,    di- 

cere.  Cic. 

adniTratMK  ònis,  f.  (admiror),  l'ammi- 
rare,   a)  =  ammirazione,  meraviglia  per  una 


49 


adrairator 


admcneo 


50 


pers.  o  cosa,  stima,  alcjs,  Cic:  divitiarum, 
Cic.  :  admiratione  affici,  essere  ammirati, 
Cic:  plur.,  admirationes,  esclamazioni  di 
meraviglia ,  Cic.  b)  meraviglia,  stupore  di 
quale,  alcjs,  Cic:  tam  atrocis  rei,  per,  ecc., 
Liv.:  admirationem  habere,  movere,  destar 
merav.,  Cic 

ad  mira  (or,  òris,  m.  (admiror),  ammira- 
tore, Sen.  ed  a. 

ad-iiiTror,  àtus  sura,  ari,   a)  ammirare, 

stimare,  considerare  un  oggetto  con  ammira- 
zione (come  splendido,  grande  nel  suo  genere], 
stimare,  res  gestas  alcjs,  ingenium  alcjs,  Cic: 

alqm,  Cic  b)  meravigliarsi  di  una  COSa,  tro- 
varla sorprendente,  percepire  con  sorpresa,  stu- 
pirsi di  q.c,  alqd,  Cic:  nihil,  Cic:  alqm  in 
alqa  re,  Cic:  e  sempl.  in  alqa  re,  Cic:  e  sempl. 
de  alqa  re.  o  de  alqo,  Cic:  seg.  dalVacc.  e 
Z'infin.,  Cic:  con  quod,  cur,  unde,  Cic:  par- 
tic.  fut.  pass,  admirandns,  a,  uni,  degno  di 

ammirazione,  meraviglióso,  Cic  ed  a. 

ad-misceo ,  miscùi,  mixtum  (mistum), 

ere,    I)  mischiare,    mescolare  q.c,    a)  propr.: 

aquae  admixtus  calor,  Cic  :  admixto  calore, 
Cic  b)  trasl.:  a)  generic,  mescolare  insieme 
=  aggiungere,   unire,    his    (legionibus)    Anto- 

nianos  milites,  Caes.:  plebejos,  Liv.:  versus 

orationi,  Cic  p)  immischiare,  far  entrare,  im- 
plicare una  pers.  in  q.c.  (come  partecipe),  se, 
Ter.:  alqm  ad  id  consilium,  Cic:  Trebatium 
nostrum  isto  (in  questa  cosa),  Cic  II)  me- 
scolare, mischiare  con  q.c,  a)  propr.:  aèr 
multo  calore  admixtus,  Cic:  quod  (genus  ra- 
dicis)  admixtum  lacte,  Caes.  b)  trasl.:  urbes 
maritimae  admiscentur  novis  sermonibus  ac  di- 
scìylmis,  prendon  famigliarità  con,  ecc.,  Cic: 
hoc  cum  iis  rationibus  admisceri  nolo,  Cic 
ad  in  i  s  sa  r!u  s,   il,  m.  (admitto),  con  o 

Senza    equus    0    asillUS,    copritore,    stallone, 

Scriptt.  r.  r.:  trasl.,  di  pers.  libidinose,  Cic. 

admissio,  ònis,  f.  (admitto),  adito  accor- 
dato presso  i  princìpi,  udienza  (cfr.  aditus), 
Sen.  ed  a. 

admissum,  i,  n.  (admitto),  colpa  tirata 

Sopra  di  sé,  misfatto,  scelleraggine  e  sim.,  Cic. 

ed  a. 

admistìo,  ònis,  f.,  V.  admixtio. 
ad  ubi*;  tu*,  a,  um.  V.  admisceo. 
ad-mitto,  misi,  missum,  ere,  mandare 

a,  I)  =  far  andare,  mandare,  spingere,  av- 
ventare  sopra,    in,  A)  propr.:   a)  spronare  un 

cavallo,  far  correre  addosso,  equum  in  alqm, 
spingere  contro,  Liv.:  equo  admisso,  a  gran 
carriera,  Cic  b)  far  avvicinare  q.c,  man- 
dare, spingere,  affrettare  il  movimento  0  la 
corsa  di  q.c,  suos  in  verba  novissima  fluctus, 
Ov.:  se  (delTondaJ,  Ov.  :  e  così  admissae 
jubae,  ondeggianti  in  giù,  Ov.:  admisso  passu, 
a  passo  a  ff iettato, veloce, Qv.:  admissae  aquae, 
che  scorrono  con  impeto,  Ov.    B)  trasl.,  porre 

q.C.  in  cammino,   lasciar   libero,    semel  admis- 

sum  coèrceri  reprimique  non  posse,  Cic.  de 

fin.  1,  2.  II)  =  lasciare  andare  o  venire  verso, 
lasciare  entrare,  ricevere,  A)  propr.:  a)  ge- 
neric. [contr.  arcere):  alqm  ad  capsas,  in  cu- 
biculum,  Cic:  lucem  in  thalamos,  Ov.  b)  la- 
sciar passare  quale. per  Un'udienza,  concedere, 
accordare  l'ingresso,  ammettere  (contr.  arcere, 

excludere).  alqm,  Cic.  ed  a.    e)  ammettere  a 


prender  parte  ad  una,  cosa,  a)  ammettere  in 
un  consiglio,  in  un  affare,  alqm  ad  consilium, 
Cic:  ovv.  ad  colloquimi!,  Caes.:  horum  in 
numerum,  Nep.  (3)  ammettere  come  uditore, 
ricevere,  alqm,  Suet.  d)  della  cortigiana,  la- 
sciare entrare  un  uomo  presso  di  sé,  ricevere, 
alqm,  Prop.  e)  far  congiungere  animali  (ma- 
schi o  femmine),  equum  equae,  Justin.  B) 
trasl.:  1)  lasciar  giungere  q.c  (come  parole, 
preghiere,  un  lamento,  ecc.),  lasciar  hiogo, 

adito;  ricevere,  ammettere,  ad  animum,  ne   ad 

aures  quidem,  Liv.:  precationem,  Liv.:  sola- 
timi!, Plin.  ep.  2)  permettere,  accordare,  conce- 
dere, lasciare  accadere  una  COSa  (un  fatto,  ecc.), 

a)  generici  litem  (del  giudice),  Cic:  religio- 
nes,  Cic:  come  1. 1.  del  linguaggio  augurale, 
admittunt  ave^,  gli  uccellilo  permettono,  pro- 
mettono un  esito  favorevole,  Liv.  b)  tirarsi 
addosso  q.c.  moralmente  degno  di  pena,  ren- 
dersi colpevole  [con  0  senza  in  se),  commettere, 
in  se  tantum  facinus,  Cic:  culpam  in  se,  Ter.: 
facinus,  Cic:  scelus,  Nep. 

admixtio,  Ònis,  f.  (admisceo),  mescola- 
mento, mistura,  Cic  ed  a. 

admoderatc,  aw.  (* admoderatus),  ade- 
guatamente, in  modo  corrispondente,  alci  rei, 
Lucr.  2.  169. 

ad  modani,  aw.  (ad  e  modus),  fino  alla 
misura  o  al  grado  conveniente, 
per  indicare  che  la  misura  o  il  grado  ad- 
dotti sono  sufficientemente  raggiunti,  I) 
nelle  determinazioni  quantitative,  esatta- 
mente,  per  Vappnnto,  partic.  nelle  determina- 
zioni numeriche,  almeno,  ben,  turres  adm. 
CXX,  Caes.:  mille  adm.  hostium,  Liv.:  post 
menses  adm.  septem,  Justin.  II)  nelle  deter- 
minazioni di  grado,  pieìuxmente,  in  alto  grado, 
nel  senso  piti  largo  della  parola,  affatto,  del  tutto, 

A)  in  gen.:  a)  con  agg.  (partic.)  e  aw.,  forma 
adm.  impolita  et  piane  rudis,  Cic:  neque  adm. 
sunt  multi,  Nep.:  b)  con  aw.,  adm.  raro,  Cic. 
fr.:  satis  adm., Liv.:  col  superi., maxime  admo- 
dum,  Cornif.  rhet.:  parim.  adm.  nihil  e  nullus 
adm.,  nessuna  cosa,  nessuno  affatto,  Cic.  e 
Liv.:  e  colle  parole  indicanti  il  grado  di  età, 
come  adm.  infans,  Tac:  puer  adm.  adulescens, 
Cic:  adm.  juvenis,  Tac:  adm.  senex,  Eutr.: 
parvulus  adm.,  Justin.:  non  adm.  grandis 
natu,  Cic  e)  con  verbi,  exacto  adm.  mense 
Februario,  Liv.:  me  adm.  diligunt,  Cic.  B) 
partic,  nelle  risposte  affermative  e  di  ap- 
provazione, intieramente,  perfettamente,  certa- 
mente [cfr.  Cic.  de  legg.  3,  26)7LA.  Advenis 
modo?  PA.  Admodum,  Ter. 

ad-lliolior,  Itus  SUm,  Ili,  fabbricare  ap- 
presso, Curt.  8,  10  (37),  24  dubbio  {altri 
legge  obmol.). 

ad-lllOlleO,  Ili,  Ytum,  ère,  far  pensare  ale, 
rammentandogli  una  cosa,  avvertendolo  di 

q.C,    avvisare,    ammonire,     a)  col   richiamare 

alla  memoria  =  far  pensare  quale,  a  q.c, 

richiamare    in  mente,   ricordare,    a)  generic, 

alqm  alcjs  rei  o  de  alqa  re,  Cic.  ed  a.:  coZZ'acc 
gener.  di  cosa,  alqriLhaec  (e  colVacc.  di  altri 
pron.).  eam  rem,  multa,  Cic.  ed  a.:  rar.  col- 
Tace  di  cosa  determinato,  come  ante  actos 
annos,  Tibull.:  seg.  dalVacc.  e  Z'infin.,  Cic: 
seg.  eia  prop.  relat.  con  quantus,  qui  e  sim., 
Cic.    (3)  come  1. 1.  del  linguaggio  d'affari,  ri- 


51 


admonitio 


*dole& 


52 


cordare  a  quale  (vii  debito),  alqm,  Cic:  alqm 
aeris  alieni,  Cic.  b)  col  richiamare  alla  mente, 
ali  'intelligenza,  ricordare  a,  quale.  =  a)  far 
pensare   quale,    a    q.C,    significargli,  avvertire 

amichevolmente  quale,  di  una  cosa,  infor- 
mare, ammonire,  avvisare  (colla  stessa  co- 
struzione del  n°  a),  Cic:  al  passivo,  multa 
extis  admonemur,  Cic;  e  P)  con  accenno  alla 
risoluzione  od  azione,  cui  si  mira  ==  am- 
monire ale.  di  far  q.C,  esortare,  indurre,  sti- 
molare (contr.  deterrere),  assol.,  Plaut.:  seg. 
da  ut  o  ne  col  cong.,  Cic:  col  sempl.  cong., 
Cic:  cól  partic.  fut.  pass.,  excedendum  potius 
admonebant,  Tac:  con  in  o  ad  e  Tace,  alqm 
in  consilium,  ad  aleae  lusum,Suet.:  adthesau- 
rum  reperiendum  admoneri,  Cic:  coZ/'infin., 
Cic  ed  a.  —  Quindi  y)  far  pensare  quale,  a 
q.c,  cioè  avvisare  moralm.  e  materialm.  dei 

suoi    obblighi,  correggere,   -punire,    castigare,   e 

così  spingere  (ad  operare),  telo  bijugos,  Verg.: 
liberos  aliquando  etiam  verberibus,  Sen. 

ad  moni  lì  o,  ònis,  f.  (admoneo\  V  ammo- 
nire, a)  con  richiamo  alla  memoria  =  il  ri- 
durre in  mente  q.c,  ricordo,  avviso,  CÌC  ed  a. 
b)  con  richiamo  alV intelligenza  =  T ammonire 

di  q.C,  rimostranza  fatta  ad  àie,  avvertimento, 
avviso,  correzione  amichevole,  esortazione,  Cic 

(anche  al  plur.)  :  quindi  anche  correzione  se- 
vera e  di  fatto,  castigo,  punizione,  Suet. 

admttmtttr,  Olis,  m.  (admoneo),  ram- 
mentatore, ammonitore,  esortatore  a,  q.C,  Cic: 
opernm,  Ov. 

ad  ili  olitili  III,  i,  n.  (admoneo\  avviso,  av- 
vertimento, ammonizione,  plur.   in  CÌC  de  0T. 

2,64. 

admuRitìis,  u,  m.  (admoneo),  avviso,  ri- 
cordo, a)  con  richiamo  alla  memoria,  loco- 
rum  admonitu,  Cic  b)  con  richiamo  alla 
mente,  ali  intelligenza,  a)  ricordo,  ammoni- 
zione, avvertimento,  correzione,  alcjs  admonita, 
CÌC    P)  esortazione   a   q.C,  eccitamento,  invito, 

levi  admonitu.  Cic 

ad-mordeo,  mordi,  morsum,  ère,  mor- 
dere, addentare,  a)  propr.,  Verg.  e  Prop.  b) 
trasl.,  adm.  alqm,  cercare  di  sottrar  denaro 
ad  ale,  spillar  denaro  ad  ale,  Comici. 

adlflotlO,  Ònis,  f.  (admoveo),  avvicina- 
mento, digitorum,  il  porre,  V appi  care  le  dita 
(nel  suonare  {strumenti  a  corda),  Cic.  de 
nat.  deor.  2.  150. 

ad-moveo,  movi,  mòtum,  ère,  accostare, 

avvicinare,  1)  in  gen.,  recare,  dirigere,  porre, 
mettere,  tenere  ogg.  inan.  0  esseri  anim.  in,  so- 
pra, presso,  ecc.  (contr.  amovere  ab,  ecc.),  con- 
durre esseri  anim.  a  o  davanti  a  q.c  o  quale, 
avvicinare,  a)  generic,  a)  con  ogg.  cor  por.: 
fasciculum  ad  nares,  Cic:  aures  ad  vocem, 
Cic:  alci  stimulos,  calcar  (figurai.),  Cic:  la 
bra  poculis,  Verg.:  manum  operi,  por  mano 
a,  metter  mano  a,  lavorare  intorno,  Ov.:  e 
ostilm.,  manus  nocentibus,  metter  le  mani 
addosso  a,  ecc.,  Liv.:  così  pure  manus  vecti- 
galibus,  Cic:  infantes  papillae,  Suet.:  alci  me- 
dicum,  mandare,  Suet.:  alci  equum,  condurre 
avanti,  Liv.:  angues  curribus.  attaccare  a,  ecc., 
Ov.:  col  sempl.  acc,  ignem,  Cic:  aurem,Cic: 
laevam,  aiutarsi  colla  sinistra,  Cic  P)  con 
ogq.  astr.:  aa)  avvicinare,  accelerare  un  mo- 
mento del  tempo,  diem  leti,  Curt.    pp)  far 


seguire, portare  uno  Stato  d  animo  sopra  quale, 

omnes  motus  illi  (animo)  suos,  omnia  lugubria, 
Sen.  yy)  svolgere  V animo  a  q.c,  mentem  ad 
alqd,  Cic:  acumina  graecis  chartis,  Hor.  b) 
come  1. 1.  milit.,  accostar  macchine  da  guerra, 

avvicinare,    appressare,    ecc.,    Opus    ad  turrim 

hostium,  Caes.:  adversus  alqm  locum,  Liv.: 
scalas  moenibu«,  Tac:  opera  muris,  nel  con- 
testo comun.  sempl.  opera,  Liv.:  scalas,  Caes.: 

e  far  avvicinar  soldati,    accostarsi,  avvicinarsi 

con  questi,  exercitum  Àriminum  (a  Rimini), 
Liv.:  armatos  muris,  Liv.:  assol.,  jam  admo- 
vebat  rex,  s'avvicinava.  Curt.  e)  come  1. 1.  del 
linguaggio  dei  sacri f.:  filiam  victimam  aris, 

LÌV.:  pecUS  aris,  Verg.  d)  portar  vicino,  avvici- 
nare una  locai.,  ecc.,  a)  mediante  un  moto: 
Pharos  continenti  admota  est  (mediante  un 
terremoto),  Sen.  :  mediante  avvicinamento, 
una  via  più  breve,  relazioni  (commercio)  più 
frequenti  e  sim.,  admoveri  lineas,  Sen.:  terras, 
Plin.  ep.  p)  riguardo  alla  posizióne,  accostare, 
por  vicino,  urbem  ad  mare,  Cic.  II)  partic: 

a)  far  servire  un  Ogg.  come  mezzo,  adoperare, 
usare,  rivolgere  a  o  contro  quale,    a)  mezzo 

materiale,  partic.  come  t.  t.  medico,  herbas, 
Ov.:  remedia,  Sen.:  curationem  ad  alqm,  Cic  P) 
ogg.  immater.,  orationem  ad  sensusanimorum 
atque  motus  inflammandos,  Cic:  preces  sup- 
pliciter  admotae,  Curt.:  partic,  infondere  un 
sentimento,  ispirare,  incutere,  alci  desiderium 
patriae,  Curt.:  terrorem  oppidanis,  Liv.  b) 
trarre  una  pers.  verso  una  cosa  come  parte- 
cipe, adiutore,  amico,  signore,  ecc.,  attirare, 

conciliarsi,  porre  a  parte,  promuovere,  far  ve- 
nire,alqm  contubernio,  ricevere,  Suet.:  alqm  ad 
curam  rei  pnblicae,  Suet.  e)  al  passivo  ravvi- 
cinarsi nel  tempo  ad  uno  scopo,  pervenire  ad 
una  cosa,  oppresso  Sejano  ad  spern  successionis 
paulatim  admoveri,  Suet.:  admotus  supremis, 
avvicinandosi  al  suo  fine,  Tac  d)  avvicinare 
quale,  ad  una  relaz.  intima,  mors  Agrippae 
admovit  propius  Neronem  Caesari,  pose  in 
più  vicine  relazioni  con  C,  Veli.,  partic  se 
admovere  ad  ecc.,  avvicinarsi,  se  applicare  et 
propius  adm.,  Cic:  se  ad  id  (lumen),  Cic. 

ad-lfilUglO,  ire,    muggire,    mugghiare   a, 

verso,  tauro,  della  vacca,  Ov.  art.  am.  1,  279. 
ad-itiuriiiuralìo,  ònis,  f.  (admurmuro), 
susurro,  mormorio  (partic  di  approvazione  o 
disapprovazione)  per  q.c,  Cic  (anche  al 
plur.). 

ad-lll  li  l'Ili  ììro,  avi,  atum,  are,  mormo- 
rare a,  verso,  far  sentire  un  mormorio,  bisbi- 
glio, susurro  (partic  di  approvazione  o  disap- 
provazione) per  q.c,  Cic:  impers.,  cum  essefc 
admurmuratum,  Cic. 

adnascor,  V.  agnascor. 

ad  na  to,  V.  annato. 

adnatus,  a,  um,  V.  agnascor. 

ad  navigo,  V.  annavigo. 

adnecto,  V.  annecto. 

ad  ni . . .  e  adno  . . . ,  tutti  i  vocaboli 
che  cominciano  così,  si  cerchino  sotto  anni . . . 
e  anno  ...  ;  per  adnomen,  adnominatio,  adno- 
sco,  V.  agno  . . . 

adnn  .  . . ,  tutti  i  vocaboli  che  comin- 
ciano  così,  si  cerchino  sotto  annu  . .  . 

ad-oleo,  olili  (arcaico  anche  òìèvi,  ul- 
tum,   ère,  far   esalare,    I)  come  1. 1.  del 


53 


adolescens 


adoro 


54 


linguaggio  dei  sacri f.:  a)  (con  e  senza  flam- 
bisi ridurre  in  vapore,  in  fumo  —  far  bru- 
ciare le  vittime,  le  cose  offerte  come  sacrifizio, 
viscera  tauri  flaramis,  Ov.:  verbenas,  Verg.: 
honores  alci,  rendere  onori  ad,  ale.  col  fumo 
dei  sacrifizi,  venerare  ale.  col  fumo  dei  sa- 
crifizi, Junoni,  Verg.  b)  far  fumar  T altare, 
cioè  onorare  col  fuoco  dei  sacrifizi,  colle 
vittime ,  altaria  taedis,  Verg.:  flammis  pena- 
tes,  Verg.:  cruore  captivo  aras,  Tac.  II)  far 
salire  in  fumo,  abbruciare  in  genere,  alqd,  Ov. 
e  Col. 

siilolescens,  -ccntia,  -centulus,  V. 
adulescens,  ecc. 

1 .  adolesco,  olèvi  (rar.  olili),  ultum,  ere  (ad 
e  olesco),  crescere,  I)  propr.:  di  pers.,  Cic. 
ed  a.:  di  animali,  Verg.  ed  a.:  di  piante,  ecc., 

Cic.  ed  a.  II)  trasl.,  crescere,  aumentare,  salire, 

a)  rispetto  al  numero  o  alla,  grandezza,  nu- 
merus  in  tantum  adolevit,  sali  così  alto,  Veli. 

b)  rispetto  al  tempo,  crescere,  progredire,  ado- 

lescit  aetas,  Verg.  e  Tac.  e)  rispetto  alla  forza 

interna  (politica  0  morale),  aumentare,  raf- 
forzarsi, Cic:  dello  Stato,  Sali. 

2.  ado-lesCO,  ere  (adoleo),  fumare,  ardere, 

adolescunt  ignibus  arae,  Verg.  gè.  4,  379. 

idòiiis,  nidis,  dat.  ntdi,  acc.  nYdem  e  nin, 
voc.  Adoni,  m.  ("AScovi?)  e  Adon,  dònis,  m., 
Adone,  figlio  di  Cinira,  re  di  Cipro,  e  di  Me- 
tarme,  amato  da  Venere  per  la  sua  straor- 
dinaria bellezza,  venne  sbranato  a  caccia 
da  un  cinghiale,  che  Marte  (secondo  altri 
Diana)  per  gelosia  mandò  contro  di  lui, 
ma  fu  mutato  da  Venere  in  un  fiore,  che  ri- 
cevette il  nome  di  Adonium,  e  ogni  anno  al 
giorno  della  sua  morte  fu  da  lei  compianto; 
immagine  della  natura  che  muore  e  risorge 
a  nuova  vita. 

ad-operìo,  perni,  pertum,  Ire,  coprire, 
(contr.  adaperire),  I)  coprire  velando,  rico- 
prire, velare,  adoperto  capite,  LÌV.  Il)  chiu- 
dere ciò  che  è  aperto,  serrare,  fores,  Suet.: 
adoperta  lumina  somno,  Ov. 

ad-opTnor,  ari,  presumere,  congetturare, 

Lucr.  4,  813. 

miopia  Ito,  ònis,  f.  (adopto),  sinon.  di  &ào- 

ptio,  adozione,  l'adottare  come  figlio,  Cic.  ed  a. 

adoptfo,  ònis,  f.  (ad  e  0P0,  donde  ^7freq. 

opto -,  Vadottare  nella  condiz.  di  figlio  o  nipote; 

adozione,  partic.  di  uno  il  quale  era  ancora 
sotto  la  potestà  paterna  (cfr.  arrogatio),  Cic. 
ed  a. 

adopllVIIS,  a,  um  (adoptio),  appartenente 
all'adozione,  di   cui  ha  avtito  luogo  Vadozione, 

adottivo,  fìlius  (contr.  naturalis,  vero,  natu- 
rale), Suet  :  sacra,  della  famiglia  in  cui  uno 
è  stato  adottato,  Cic:  nomen,  assunto  me- 
diante (di)  adozione  (contr.  nomen  gentile), 
Suet.:  trasl.:  di  frutti,  innestato,  Ov. 

ad-oplo,  avi,  atum,  are,  scegliere,  eleggere 
per  q.c,  I)  in  gen.:  oc)  ogg.  anim.:  sibi  alqm 
patronum,  Cic.  p)  e.  inan.:  Etruscas  opes, 
prendere  in  aiuto,  Ov.  II)  partic:  a)  acco- 
gliere quale,  come  figlio  o  nipote,  adottare 
(partic.  uno  che  è  ancor  soggetto  alla  po- 
testà paterna  \cfr.  arrogo],  mediante  una 
compra  simulata,  per  as  o  aes  et  libram  em- 
ptum  ;  ovv.  testamento,  facendolo  erede  delle 
sostanze  e  del  nome),  alqm  sibi  filium,  Cic: 


alqm  ab  alqo  (cioè  dal  vero  padre),  Cic.  :  e 
sempl.  alqm,  Suet.:  e  alqm  in  familiam,  Suet., 
in  regnum,  Sali,  b)  trasl.:  a)  parlando  di 
eredità  =  render  partecipe  di  un  bene,  ado  • 
ptari  in  bona  libertatis  nostrae,  Fior.  :  e  della 
prestazione  del  nome  di  chi  adotta.  C.  Sta- 
lenus,  qui  ipse  se  adoptaverat  et  de  Staleno 
Aelium  fecerat,  il  quale  con  un  auto-ado- 
zione si  era  aggiunto  il  nome  di  Elio,  Cic: 
frater,  pater  adde  :  ut  cuique  aetas,  ita  quem- 
que  facetus  adopta,  fallo  tuo,  Hor.  p)  delVin- 
nestare  le  piante,  fac  ramum  ramus  adoptet, 
fa  che  un  ramo  s'innesti  all'altro,  Ov. 

ador,  dòris,  n.,  farro,  frumento,  Hor.  ed  a. 

addreilS,  a,  um  (ador),  di  farro,  di  fru- 
mento, liba,  focacce  di  frumento,  Verg.  Aen. 
7,  109:  sost.,  adòrea,  ae,  f.,  ricompensa  in 
grano  per  il  dimostrato  valore  (nei  tempi 

antichi);  quindi  metOn.,  gloria  della  vittoria, 

Hor.  carm.  4,  4,  41. 

ad-orior,  ortus  sum,  oriri,  farsi  sopra 
alzandosi,  I)  come  da  un  agguato,  insidio- 
samente, ostilmente,  farsi  addosso  a  quale,  o 

q.C,  avventarsi  contro  quale.  0  q.C,  assalire 

quale  o  q.c,  a)  di  fatto,  partic  come  t.  t. 
milit.,  a)  coli  acc,  alqm  fustibus,  gladiis, 
Cic:  alqm  a  tergo,  Cic:  imprudentes,  Nep.: 
navem,  Cic:  pagum,  Caes. :  urbem  vi,  Liv. : 
di  sogg.  astr.,  oppugnatio  eos  aliquanto  atro- 
cior,  quam  antea  adorta  est,  li  assalì,  Liv. 
P)  assol.,  assalire,  justà  pugna,  Liv.:  ex  insi- 
diis,  Auct.  b.  Afr.  b)  con  preghiere,  con  date 
intenzioni,  con  ingiurie,  rimproveri,  ecc., 
alqm,  Ter.:  alqm  tumultuosissime,  Cic:  alqm 
jurgio,  Ter.  II)  accingersi  ad  un'impresa 
(partic  pericolosa  od  almeno  faticosa),  in- 

traprendere  q.C,  sobbarcarsi  a,  hoc  ipsum,  Cic: 

partic  seg.  dalVinfìn.,  convellere  ea,  quae,  ecc. 
Cic:  urbem  oppugnare,  Nep. 

adornale,  avv.  (adornatus  da  adorno), 

a domai amente ì   con  eleganza,   splendide   atque 

adornate  declamare  (contr.  circumeise  ac  sor- 
dide), Suet.  rhet.  6. 

ad-orno,  avi,  àtum,  are,  accomodare  una 
cosa  ad  uno  scopo,  a)  per  lutile,  Vuso  = 

provvedere  del  necessario,  allestire,  apparec- 
chiare, preparare,  ordinare,  mettere  in  ordine, 

naves,  Caes.:  accusationem,  Cic:  con  ut  e  il 
cong.,  Ter.   b)  per  ornamento  =  provvedere 

di  q.C.  per  ornamento,  abbellire,  adornare,  or- 
nare, a)  materialm.,  fo  um  magno  ornatu, 
Cic:  alqm  insigni  veste  et  curuli  regia  sella, 
Liv.  p)  idealm.,  justi  honores  alqm  adornant, 
Liv.:  benefacta  verbis,  magnificare,  Plin.  ep. 

ìid-oro.  Svi,  àtum,  are,  rivolgere  le  proprie 
parole  a  quale,  indirizzare  il  discorso  a  quale, 

I)  rivolgersi  solennemente  con  parole,  cioè 

invocare  supplicando  Una  divinità,  supplicare, 
e  colVa.cc.  di  cosa  =  pregare  per  q.c,  colVacc. 
pers.,  alqm,Verg.eLiv.:pacem  deùm, Liv.: con 
ut  e  il  cong.,  Liv.,  o  col  sempl.  cong.,  Prop. 

II)  pregare  quale  senza  parlare,  venerare, 
adorare,  a)  generic.  :  Phoebum,  Ov.:  quindi 
onorare,  venerare,  ammirare,  una  pers.  0  COSa 

(riconoscendo  il  suo  alto  valore),  Ennium 
sicut  sacros  vetustate  lucos,  Quint.  b)  =  Tipoa- 

XOVSlv,  salutare  e  riverire,  secondo  il  costume 

orientale,  quale  (partic  il  signore)  colla 
mano  destra  portata  alla  bocca  e  V  incurvarsi 


55  adp... 

di  tutto  il  corpo,  mostrare  la  propria  venera- 
zione, adorare,  alqm  Persarum  more,  Justin.: 
C.  Caesarem  ut  deum,  Suet. 

adp...  tutti  i  vocaboli  che  cominciano 
così,  si  cerchino  sotto  app... 

ad-quYescO;  ad-quiro,  ad-quisltìo, 
V.  acqu... 

ad-rado,  ràsi,ràsum,  ere,  radere,  rader 
via,  partlC.  barba  e  Capelli;  mozzare,  accor- 
dare rami  (contr.  abradere),  Hor.  ed  a.:  trasl., 
Xsixoópyiov  illud...  nescìo  an  satis,  circumcisum 
tamen  et  adrasura  est,  tolto  via  (quantunque 
non  senza  danno)  =  concluso  e  definito, 
Plin.  epJ  2,  12,  1. 

idruiiiytteum,  i,  n.  ('ASpajióxxsiov),  e 
Adramy  ttion,  li,  n.  fA8pau.óxxiov),  Adra- 
mitteo,  città  marittima  della  Misia,  non  lungi 
dai  piedi  dell'Ida  :  ora  Adramiti  o  Edremit. 
—  Deriv.:  Adramy  Itemi*,  i.  m.  (\A5poc- 

fit)XX7]VÓ£),  di  Adramìtto,  Adramitteno. 

Adrastea  (ovv.  -la),  ae,  f.  ('ASpaoxsta), 

Adrastea  =  colei  cui  non  si  può  sfuggire,  so- 
prannome di  Nemesi. 

Adrasto*,  i,  m.  ("ASpacTog),  Adrasto,  re 
di  Argo,  padre  di  Argia  e  Deifìle  e  mediante 
costoro,  suocero  di  Polinice  e  Tideo  ;  uno  dei 
sette  a  Tebe,  il  quale  solo  per  la  velocità  del 
suo  cavallo  Arione  sfuggì  alla  morte:  Adra- 
stus  pallens,  pallido  come  un  morto,  dal  pal- 
lore mortale,  perchè  om&ra,  Verg.  Aen.  6, 480. 

adrectus  (arrectus),  a,  um,  V.  arrigo. 

ad-l*emigO,  avi,  are,  remare  verso  q.c, 
litori,  Fior.:  assol,  Fior. 

adrepo,  V.  arrepo. 

Adria,  Adriaco*,  Adriano*,  Vedi 
Hadr ^ 

adrideo,  ad  rigo,  ad  ri  pio,  adrisio, 
adrTsor,  adròdo,  V.  arr 

adrog V.  arrog 

adrò*or,  adrosus,  V.  arrosor,  ecc. 

Adrumetum  (Hadrùmètum),  i,  n.  ('A- 
SpoófiYjxos),  Adrumeto,  città  capitale  del  By- 
zacium  (parte  merid.  delV Africa),  piazza 
mercantile  sulla  costa  del  mare;  ora  Hercla 
o  Herclia,  secondo  altri  Susa.  —  Deriv.: 

Adriillletluo*,    a,  um,  di  Adrumeto:  plur. 

sost.,  Adtàmetini,  srum,  m.,  gli  abitanti  di 

Ad.,  Adrumetini. 

ad* tutti  i  vocaboli  che  cominciano 

così,  si  cerchino  sotto  ass 

ad*c....,  adsp....,  adst tutti  i  vo- 
caboli che  cominciano  così,  si  cerchino  sotto 
asc ,  asp ,  ast 

adi tutti  i  vocaboli  che  cominciano 

così,  si  cerchino  sotto  att 

Adoatìica,  ae,  f.,  castello  in  mezzo  al 
paese  degli  Eburoni;  ora  Tongres. 

Adua  luci,  òYum,Aduatuci,  popolo  cimbro 
nella  Gallia  Belgica,  nell'odierno  Brabante 
meridionale. 

adulali*,  lantis,  part.  agg.  {da  adulor), 
adulatorio,  vei'ba,  Plin.  pan.  26,  1. 

aduliitio,  ònis,   f.    (adulor),    I)  carezze 

dei  cani,  Cic.  II)  trasl.:  a)  condotta,  por- 
tamento  strisciante   verso    chi  è  altolocato, 

LÌV.:  quindi  =  7tpoa%ÓVY]Ot.£,  riverenza  servile 

verso  i  principi  orientali,  Liv.  b)  generic. 
adulazione,  lusinga,  servilismo,  Cic. 

adulator,  òris,   m.   (adulor),  lusingatore 


adultus 


56 


set  vile,  adulatore,  vile  piaggiatore,  Cornif.  rhct. 

ed  a. 

adulatorio*,  a,  um  (adulator),  apparte- 
nente all'adulazione,  adulatorio,  exemplar  adu- 
latomi dedecoris,  esempio  di  adulazione  ver- 
gognosa, Tac.  ann.  6,  32. 

5idiilescens,entis,  part.  agg.  col compar. 
(da    adolesco),  adolescente,    giovane,    a)    agg.: 

homo,  Cic.:  filia,  Cic.:  adulescentior  Academia, 

Cic.    b)  SOSt.:     a)   m.,  adolescente,  giovanetto, 

giovane  (contr.  puer,  grandis  natu,  senex), 
Cic.  ed  a.:  anche  in  opposiz.  al  più  vecchio 
od  antico  dello  stesso  nome,  u  giovane,  Cic. 

ed  a.    3)  f.,  ragazza,  fanciulla,  vergine,  Ter. 

sidìilescentia,  ae.  f.  (adulescens),  I)  ado- 
lescenza, giovinezza  (contr.  pueritia,  senectus), 
Cic.  ed  a.:  ab  adulescentia,  Cic:  trasl.,  del 
tempo,  Fior,  praef.  §  6.  II)  meton.,  giovenm 
=  i  giovani,  Cic.  Arch.  16;  de  sen.  25  e  48. 

àdìilescentìilii*,  a  (dimin.  di  adule- 
scens), a)  agg.,  giovinetto,  homo,  Ter.:  filia, 
Ter.: me  admodum  adulescentulo,Cic.  b)sost.: 

a)  adulescentulus,  i,  m.,  giovinetto,  Cic:  ab 
adulescentulo,  sin  da  giovanetto,  Cic  (3)adule- 

SCentula,  ae,  f.,  giovinetta,  donzelletta,  Comici. 

adulo,  avi,  àtum,  are,  strofinare  a  q.c, 

I)  propr.,  dell'aquila,  pinnatà  cauda  sangui- 
nem  nostrum,  tergere  strofinando,  Acc  fr.: 
dello  strofinarsi  per  far  carezze,  proprio  dei 

Cani.    LUCI'.     II)    trasl.,    adulare,    lusingare 

quale,  Dionysium,  Val.  Max.:  al  passivo,  nec 
adulari  nos  sinamus,  Cic. 

adulor,  atus  sum,  tiri, strofinarci)  accarez- 
zando, far  carezze,  I)  propr.,  di  animali,  do- 
minum,  Sen.:  assol.,  ferae  adulantes, Ov.   Il) 

trasl.:  a)  =  TCpoaotovà),  riverire  strisciando 
servilmente  un  grande  della  terra,  Dareum, 
Val.  Max.:  more  adulantium  procumbere,  Liv. 

b)  adulare  quale,  strisciare  davanti  a  quale, 

far  la  corte  ad  UYIO,  far  il  piaggiatore  con  ale, 

alqm,  Cic:  alci,  Nep.:  assol,  Cic 

adulter,  i,  m.  e  adultera,  ae,  f.  e  agg. 
ad  il  Iter,  era,  crum,  I)  sost.,  adultero,  adul- 
tera, m.,  Cic  ed  a.:  f.,  Hor.  e  Tac:  nei  poeti 
anche  in  senso  più  largo  =  drudo,  amante, 
in  genere,  Ov.  II)  agg.:  A)  adultero  o  generic. 
lascivo,  impudico,  conjux,  Ov.:  crines,  accon- 
ciati lascivamente,  Hor.  B)  falsificato,  falso, 
clavis,  chiave  falsa,  Ov. 

ad  li  Iterili  iis,,  a,  um  (adulter),  falsificato, 
adulterato,  falso,  nummus  (contr.  n.  bonus), 
Cic:  signum  (sigillo),  Cic:  clavis,  chiave  falsa 
(contr.  ci.  vera),  Sali. 

adulterìimi,  il,  n.  (adulter),  adulterio, 
Cic  ed  a. 

adultero,  avi,  atum,  are  (adulter),  I)  se- 
durre per  Vadidterio ,  infamare,  disonorare, 
stuprare,  alqm,  Suet.  e  Hor.:  di  bastardo  me- 
scolamento di  pò  poli,  Fior..*  assol.  =  commet- 
tere adulterio,  CÌC:  CUU1  alqo,  Justin.  II)  mu- 
tare con  elementi  estranei  fpartic.  cattivi), 

falsificare,  falsare,  adulterare,  faciem  arte,  tra- 
sformarsi, Ov.:  jus  civile  pecunia,  Cic 

1.  adultus,  a,  um,  V.  adoleo. 

2.  adulili*,  a,  um,  part.  agg.  col  compar. 
(da    adolesco),    cresciuto,    rafforzato,   diventata 

grande,  aduli o,  I)  propr.,  di  pers.,  animai i 
e  piante,  Cic  ed  a.  II)  trasl.:  a)  riguardo 
al  tempo,  avanzato,  puer  aetate  adulta,  gin 


57 


adumbratim 


adventus 


58 


mediocremente  cresciuto,  Cic:  aestate  jam 
adulta,  già  avanzata,  Tac.    b)  cresciuto  in- 

tensìcam.,    a)  politicarti.,  rafforzatosi,  divenuto 

potente,  Athenae,  Cic.  (3)  moralm.,  adulto,  svi- 
luppato, populus,  Cic. 

adlllllbrillilll,  aw.  (adumbratus),  gros- 
solanamente, in  abbozzo,  Luci".  4,  361. 

adumbi*àtio,ò~nis,  f.  (adumbro),  a)«dom- 

bramento,  abbozzo  di  q.C,  Cic.  or.  103.  b)  ap- 
parenza, beneficii,  Val.  Max.  7,  3.  ext.  8. 

adumbraliks,  a,  uni,  part.  agg.  (da 
adumbro),  trasl.:  a)  solo  in  abbozzo,  solo  accen- 
nato, ado morato,  dii,  Cic:  imago  gloriae  (contr. 
eminens  effigies  virtutis),  Cic:  quindi  quasi 
adumbratae  intellegentiae  (rerum  omnium), 
nozioni  ancor  solo  incompiute,  oscure,  la- 
tenti, Cic.  b)  privo  di  esistenza,  finto,  esistente 
solo  nella  fantasia  (cO)ltr.  verus),  reS,  Cic.t 
opinio,  Cic:  e  generic.  finto,  simulato,  comitia, 
Cic:  vir,  mai-ito  in  apparenza,  posticcio,  Cic 

ad-umbro,  avi,  atum,  are,  fare  tm  ab- 
bozzo di  q.C,  uno  schizzo;  abbozzare,  adombrare, 
disegnare,   indicare    solo    nelle   linee    generali, 

a)  propr.,  alqd,  Qumt.   b)  trasl.:   a)  ritrarre 

in  generale  con  parole,  abbozzare,  adombrare, 
accennare,  fictos  luctus  dicendo,  Cic.   P)  imitare 

un'usanza,  seguire,  Macedonum  morem,  Curt. 

a<llllicltà«v   àtis,    f.    (adunCUS),   curvatura 

ad  arco,  rostri,  Cic.  ed  a. 

ad-UIlCUS,a,  um, piegato  in  dentro  in  forma 
di  uncino,  adunco,  uncinato  (coiltr.  reduncus), 

unguis,  Cic:  nasus,  naso  aquilino,  Ter. 

ad'ìino,   avi,    àtum,   are,  radunare,  unire, 

Justin.  ed  a.  (partic  nel  partic.  perf.  pass.). 
ad-urgeo(ad-urgueo),  ère,  incalzare,  alqm 
remis,  dare  la  caccia,  Hor.  carni.  1,  37,  17. 

àd-firo,  USsi,  UStum,  ere,  bruciare,  abbru- 
ciare, I)  propr.,  cibi  (cucinandoli),  Ter.: 
capillum,  Cic:  sine  gemitu  aduri,  lasciarsi 
abbruciare  (di  pers.),  Cic:  del  sole,  sicca 
et  adusta  erant  omnia ,  Curt.  :   del  gelo   e 

del  vento,  disseccare,  danneggiare,  Verg.  ed  a. 

II)  trasl.,  infiammare,  della  fiamma  d'amore, 
Hor.  ed  a. 

ad-usque  =  usque  ad,  I)  prep.  coIVslcc., 
sino  a,  inaino  a  (di  luogo,  tempo,  e  nell'indi- 
cazione del  grado),  Verg.  ed  a.   Il)  avv.  = 

USque,  infogni  luogo,  dappertutto,  Ov.  ed  a. 

adiislus,  a,  um,  part.  agg.  col  compar. 
(da  adliro),    adusto,   bruciato    dal   sole,  bruno, 

color,  Liv.  ed  a. 

advectlcìiis,  a,  um  (adveho),  importato 

da  paese  straniero,  dal  di  fuori   (contr.  verna- 

culus),  vinum,  Sali.  Jug.  44,  5. 

advecto,  are  (intens.  di  adveho),  provve- 
dere continuamente,  importare,  Tac  ann.  6,  13. 

advectus,  Ù3,  m.  (adveho),  importazione, 

Tac.  hist.  4,  84. 

ad-vr-ho,vexi,  vectum,  ere,  condurre,  tras- 
portare, recare,  provvedere,  procurare,  a)  attivo: 
frumentum  ex  agris  Romam,  Cic:  CorcjTam 
peditum  mille  secum,Liv.:  poet.,  unda  advehit 
rates,  Ov.   b)  passivo,  advehi,  venir  condotto 

—-  venir  trasportato,  andare,   giungere,  venire, 

arrivare,  per  nave,  con  o  senza  navi,  in  car- 
rozza (con  o  senza  curru,  cisio,  ecc.):  a  ca- 
vallo (con  0  senza  equo)  =  venire  a  cavallo,  ca- 
valcare a  questa  o  a  quella  volta,  assol.,  Ter.  ed 


a.:  advecta  classis,  Verg.:  e  Pompejano  navi  in 
Luculli  hospitium,  Cic:  ex  ca?tris  citato  equo, 
correre  a  briglia  sciolta,  Liv.:  cisio  ad  urbem, 
Cic:  col  dat.  pers.,  Cic.  fr.:  colVacc.  pers., 
Verg.  e  Tac.  —  Partic.  sost.,  advecti,  immi- 
grati (contr.  indigenae),  Tac  Agr.  11. 

ad -velo,  are,  velare,  tempora  lauro,  Verg. 
Aen.  5,  246. 

adieiia,  ae,  C.  (advenio),  forestiero,  stra- 
niero, I)  propr.:  a.)  di  pers.  (co ntr.  indigena), 
advena  quidam,  Cic:  anus,Ter.  b)  diuccelli= 
uccello  di  passaggio,  volucres  advenae  (contr. 
vernaculae),  Varr.:  adv.  grus,  Hor.  e)  di  e. 
inan.,  Thybris,  Ov.:  amor,  amore  per  una 
ragazza  straniera,  Ov.  II)  trasl.,  straniero, 
novizio,  inesperto  in  q.c,  in  sua  patria,  Cic. 

ad-*  Olilo,  velli,  venturo,  ire,  venire,  arri- 
vare, giungere  (contr.  abire,  exire,  proficisci), 

I)  propr.:  a)  di  pers.,  assol.,  advenis  modo? 
Cic:  a  portu,  Pìaut.:  Athenis  Megaram,  Cic: 
in  provinciam,  Cic:  col  sempl.  acc,  Tyriam 
urbem,  Verg.:  col  dat.  pers.,  Ter.  e  Tac:  col 
supino  in  um,  me  ultro  accusatum  advenit, 
Ter.  b)  di  e  inan.,  litterae  advenere,  Suet.: 
del  tempo,  giungere,  interea  dies  advenit,  Cic. 

II)  trasl.:    a)  di  condizioni  e  avvenimenti, 

giungere,   avvicinarsi,    irrompere,  prorompere, 

morbi  advenientes  et  crescentes,  Cic:  ubi  pe- 
riculum  advenit,  Sali,  b)  di  acquisti,  toccare 
in  sorte  a  quale,  amicitiam,  foedus,  Numidiae 
parte m  mox  adventuram,  Sali.:  res  sua  sponte 
mox  ad  eum  advenit,  Liv.  e)  di  circostanze, 
advenit  id,  quod,  ecc.,  a  ciò  si  aggiunge 
che,  ecc.,  Lucr.  3,  823. 

adventlciiis,  a,  um  (advenio),  I)  che  viene 
dai  di  fuori,  a)m  gen.  (contr.  innatus,  insitus): 
externus  et  adv.  tepor,  Cic:  externa  atque  adv. 
visio,  impressione  di  cose  esterne,  Cic:  neutr. 
plur.  sost.,  assumpta  et  adventicia  (contr.  in- 
nata atque  insita),  Cic.  b)  partic:  a)  che 
viene  da  paese  straniero,  forestiero,  straniero, 
avventizio  (contr.  vernaculus),  genus  (avium), 
uccelli  di  passaggio,  Varr.:  doctrina  transma- 
rina atque  adv.,  Cic.  p)  ottenuto  mediante 
circostanze  fuori  dei  nostri  calcoli,  straordi- 
nario, fuori  del  comune,  accidentale,  strano,  res, 

Cic:  pecunia,  Cic:  fructus,  guadagno  di  so- 
prappiù,  Liv.:  ex  adventicio,  come  felicità  ca- 
suale, Sen.,  o  da  sostanze  altrui  (contr.  de 

meo),  Plin.  ep.    Il)   pertinente   all'arrivo  (ad- 

ventus),  cena,  banchetto  per  V arrivo,  Suet. 
Vit.  13. 

advento,  avi,  atum,  are  (intens.  di  ad- 
venio), appressarsi,  avvicinarsi,  essere  in  cam- 
mino, partic.  colVidea  access,  di  premura  = 

accostarsi  a  passo  veloce,  prestamente;  accorrere, 
sopraggiungere,     a)    di  pers.:    assol.,   CÌC.1    ex 

Macedonia,  Curt.:  ad  Italiani,  Cic:  Eomam, 
Sali.:  col  dat.  pers.,  Tac  b)  di  e.  inan.,  ad- 
ventat  senectus,  mors,  Cic:  adventante  urbi 
clade,  Liv. 

adventus,  ùs,  m.  (advenio),  I) arrivo,  di 

Soldati  =  ravvicinarsi,  raccostarsi  (contr.  di- 

scessus,  decessio),  Cic.  (anche  al  plur.):  in 
urbem,  Cic:  ad  Pompejum,  Cic:  trasl.,  ad- 
ventibus  se  offerre,  andar  incontro  al  venire 
di  quale ,  Cic.  ep.  6 ,  20 ,  1  :  di  e  inan., 
classis  adv.  Oreum  (ad  0.),  Liv.:  adv.  lucis, 
Sali.:  adv.  in  animos  et  introitus  imaginum, 


59 


adverbium 


adverto 


Cic.  II)  trasl.,  malorum,  il  giungere,  Cic. — 
Genit.  adventi,  Ter.  Pkorm.  154. 

ad  ver  blu  iti,  ìi,  n.  (ad  e  verbum),  avverbio, 
Quint.  ed  a. 

ad*  ersarius,  a,  um  (adversus),  vòlto  di 

fronte,  dalla  parte  anteriore;  opposto,   quindi 

I)  in  gen.,  solo  sost.,  ad  versarla,  òrum,  n.,  libro 

di  note,  brutta  copia,  straccio,  strucciafoglio  (che 

sta  sempre  aperto,  sotto  gli  occhi;  contr. 
tabulae  o  codex  accepti  et  expensi,  libro  ma- 
stro, con  «  dare  ed  avere  »,  Cic.  IIJ  pregn., 

che  sta  di  fronte  ad  uno  come  avversario,  a) 
agg.,  opposto,  contrario,  avversario,  che  con- 
trasta, assol.  o  col  dat.,  Cic:  factio,  parte  av- 
versaria, Nep.   b)  sost,   a)  adversarius,  li, 

avversario,  nemico,  antagonista,  rivale,  Ter.   e 

Cic:  adversarii,  la  parte  avversaria  in  guerra, 
Cic:  e  adversaria,  ae,  f.,  avversaria,  Cic.  ep. 
2,  4,  2.   P)  adversaria,  òrura,  n.,  affermazioni 

dell*  avversario,    ragioni    contrurie    delV  altra 

parte,  Cic.  or.  122. 

adversalrix,trìcis,  f.  (adversator),  avver- 
saria, nemica,  contraria,  Comici. 

ad  versìo,  ònis,  f.  (adverto),  il  rivolgere  a, 
animi,  il  rivolgere  la  mente,  V animo  a  q.c, 
Cic.  Arch.  16. 

ad  versoi*  (advorsor),  àtus,  ari  (adverto), 

porsi  di  fronte  a  quale,  opporsi,  fare  opposi- 
zione (partic.  morale)  ad  ale.  [contr.  favere, 
assentari),  col  dat.,  Cic  ed  a.:  con  in  e  Vabl., 
Liv.:  non  adv.,  seg.  da  quo  minus  e  il  cong., 
Cic:  assol,  adversante  fortuna,  Cic. 

1.  ad  versus  (advorsus),  a,  um,  part.  agg. 
col  superi,  (da  adverto),  vòlto  di  fronte  ;    I) 

propr.,  vòlto  di  fronte  0  dalla  parte  anteriore, 
che  si  trova  sulla  parte  davanti  0  dirimpetto, 
posto  davanti,  anteriore  (contr.  avei'SUS,  SUpillUS, 

resupinus),  et  adversus  et  aversus  impudica 
est,  davanti  e  di  dietro,  Cic:  dentes  adversi, 
denti  anteriori,  Cic:  manus,  palma  della 
mano, Cic:  adverso  corpore,  davanti,  sul  petto, 
Cic:  adversa  vulnera,  adversae  cicatrices,  sul 
petto,  Sali,  e  Cic:  in  adversum  os  vulnera- 
tur,  nel  volto,  Caes.:  adversis  hostibus  occur- 
rere,  che  fanno  fronte,  sulla  fronte,  davanti, 
Caes.:  adversos  concitare  equos,  Tun  contro 
l'altro,  Liv.:  itinera  adversa,  marcia  di  fronte, 
Tac:  hastae  adversae  cadentes,  cadenti  sul 
davanti,  Liv.:  hastis  adversis,  rivolte  contro, 
Verg.:  solem  adversum  intueri,#wan?ar  dritto 
verso  il  sole,  Cic:  adv.  fulgur,  lampo  che 
guiz»  i  davanti  agli  occhi,  Suet.:  lectus  adv.. 
il  letto  nuziale  (che  sta  di  fronte  alla  porta), 
Prop.:  in  adversos  inontes,  Liv.:  advorso  colle, 
sul  colle  di  fronte,  Sali.  :  adverso  flumine, 
risalendo  il  fiume,  la  corrente  (contr.  secundo 
flumine),  Caes.:  e  così  adversum  amnem  sub- 
rectus,  Verg.:  adversissimi  navigantibus  venti, 
venti  assai  contrari,  Caes.  :  neutr.  sing.  e 
plur.  sost.,  hic  ventus  adversum  tenet  Athenis 
proficiscentibus,  soffia  incontro,  Nep.:  partic. 
con  prep.,  in  adversum,  di  fronte,  Verg.  e 
Liv.,  o  Vun  di  fronte  ali  'altro,  Prop.:  ex  ad- 
verso, dirimpetto,  Liv.,  ovv.  davanti,  Suet. 

II)  trasl.,  1)  che  sta  di  fronte  quasi  come 
avversario,  cioè  a)  di pers.,  opposto,  di  fronte, 

avversario,  antagonista  (però  più  riguardo  alle 

aspirazioni  ed  all'azione,  che  non  alla  di- 
sposizione dell'animo,  quindi  spesso   uniti 


adversus  infestusque,  infensus  et  adversus), 
adversus  alci,  Cic:  col  gemt.,  adversus  populi 
partium,  Sali.:  adverso  senatu,  adversa  patrum 
voluntate,  contro  il  volere  del  s.,  Liv.   b)  di 

C  iìian.,  conti-urlo,  C/00   a)  sfavorevole,  opposto, 

impropizio  (contr-  secuiìdus,  prosperj,  adversis 
amibus,  Liv.:  vuletudo  adv.,  indisposizione. 
Liv.:  auspicia  adversissima,  Suet.:  res  adver- 
sae, Cic:  ovv.  casus  adversi,  Nep.,  o  fortuna 
adversa,  Verg.  e  Nep.,  avverso  destino,  sven- 
tura, sciagura,  infortunio  :  col  dat.,  res  plebi 
adversa,  Liv.:  annus  frugibus  adv.,  Liv.:  neutr. 
sost.,  adversum,  i,  n.  o  comun.  plur.  adversar 
òrum,  n.,  sventura,  sciagura  (contr.  secunda. 
prospera),  Cic.  ed  a.:  si  quid  adversi  (advorsi) 
acciderit  o  accidisset,  Ter.,  Cic.  e  Nep.:  res  hu- 
manae  semper  in  advorsa  mutantur,  si  cam- 
biano, volgono  in  male,  Sali,  p)  odioso,  odiato, 
quis  omnia  regna  advorsa  sunt,  Sali.  2)  come 
t.  t.  dialett.,  opposto  ad  un  concetto,  che  è  o 
ìndica  il  contrario  (contr.  par),  Cic:  adversa 
virtuti  malitia,  Quint.:  neutr.  plur.  sost.,  paria 
paribus  referunt,  adversa  contrariis,  Cic 

2.  adversus  (advorsus)  e  adversum  (ad- 
vorsum), propr.  partic.  di  adverto,  rivolto 
verso,  I)  come  avv.,  di  fronte,  verso,  incontro, 

alci  adversum  ire,  andare  incontro  (partic. 
degli  schiavi  che  vanno  a  prendere  il  pa- 
drone), Lucr.  e  Ter.:  adversus  arma  ferre,  Nep. 
IT)  prep.  coli' acc.  (anche  posposta  all'acc. 
pron.  in  Sali,  e  Nep.),  A)  indica  la  dire- 
zione;   1)  di  luogo,  incontro,  verso,  adv.  Coiles. 

Caes.  2)  riguardo  all'agire  o  sentire,  contro 
quale,  o  q.c.  (però  senza  il  concetto  access, 
dell' «ostilità»,  indicando  solo  l'andare  in- 
contro per  l'attacco  o  la  difesa),  adversus  eum 
venit,  venne  incontro  a  lui,  Nep.:  adv.  quem 
ilatur,  Liv.:  adv.  alqm  dirnicare,  Nep.:  adv. 
rem  publicam  facere,  Caes.:  adv.  alqm  stare. 
Nep.:  e  respondere  adv.  alqd,  a  q.c,  Liv.:  così 

pure  del  Contraddire,  Opporsi,  contro,  in  con- 
traddizione «on,  adv.  legem,  adv.  rem  publi- 
cam, Cic:  adversus  quod,  contrariamente  a 
ciò,  che  ecc.,  Liv.  32,  2,  5  :  e  dei  mezzi  di 
difesa  e  salvezza,  egregium  adv.  tempestates 
receptaculum,  Plin.  ep.:  quindi  invictus,  mu- 
nitus  adversus  alqd  o  alqm,  Sali.:  fortis  adv. 
alqm,  Phaedr.  B)  indicando  la  posizione,  il 

Sito  —  dirimpetto,    1)   nello  spazio,  di  fronte, 

vis  à  vis,  adv.  aedes  publicas,  Liv.  2)  di 
fronte  a  quale,  o  q.c,   a)  =  al  cospetto  di, 

in  presenza  di  quale,  davanti,  id  gratuiti  fuisse 

advorsum  te  habeo  gratiam,  davanti  a  te, 
agli  occhi  tuoi,  Ter.:  uti  excusatione  adv. 

eos,  Cic.  b)  nel  paragone,  contro  =  in  para- 
gone di,  accanto  a,  adv.  alqm  comparari,  Liv. 
e)  del  procedere,  trattare  con  ale,  rispetto, 

di  fronte,  anche  in  relazione  con  ale,  quonam 

modo  me  gererem  adversus  Caesarem,  usus  tuo 
Consilio  sum,Cic:  adversus  me  omnia  audere, 
a  mio  riguardo,  Cic:  partic.  spesso  di  senti- 
menti obbliganti,  come  amore,  stima,  vene- 
razione verso  quale  o  q.c,  est  pietas  justitia 
adversus  deos,  Cic:  adv.  deos  impii,  Cic:  gra- 
tus  adv.  alqm,  Sen. 

ad-verlo  (advorto),  verti  (vorti),  versum 

(vorsum),  Cie,    volgere,  rivolture  verso    (contr. 

avertere),  I)  ogg.  mater.:  a)  generic:  se  in 
plateam,  Ter.:  agmen  urbi,  Verg.  b)  come  1. 1. 


61 


advesperascit 


advoivo 


62 


nautico,  colla  nave,  ecc.,  volgere,  rivolgere, 
classem  in  portimi,  Liv.:  proras  terrae,  Verg.: 
notae  advertutitur  arenae,  si  dirigon  le  navi 
a,  ecc.,  si  approda  a,  ecc.,  Verg.:  passivo  me- 
diale coWa.cc.  della  meta,  Scy  thicas  advertitur 
oras,  Ov.  Il)  rivolgere  gli  organi  dei  sensi, 
la  mente,  quale,  verso  un  punto,  un  oggetto, 
A)  verso  un  altro  punto,  ad  un  altro 
oggetto:  a)  rivolgere  gli  organi  dei  sensi  <* 

q.C,  partic.  gli  OCChi  =  guardare  a,  0 
verso  q.C.  ;    le  Orecchie   =  prestar  attenzione, 

ascoltare  q.c,  lumina  in  quameumque  aedis 
partem,Ov.:  vultus  sacris,Ov.:aure->  ad  vocem, 
Ov.:  aurem  monitis,  Prop.:  e  della  divinità, 
niiraen  raalis,  Verg.:.  e  senza  indicare  il  dove, 
adv.oculos,Curt.  h)V  animo,  a)  animum  (ani- 
mos)  e  (raro)  mentem  advertere  (unito  =  ani- 

madvertere,  V.J  =  rivolger  la  mente,  l'animo, 
il   pensiero,  l'attenzione;   badare,  stare  attento, 

osservare  q.c,  mentem  huc,  Verg.:  animos  ad 
religionem,  Lucr.:  col  dat.,  animos  monitis, 
Ov.:  seg.  da  ne  e  il  cong.  =  «  badare  di 
non,  ecc.  »  animum  advertant,  ne  quos  offen- 
dane Cic:  assol.,  animum  adv.,  Cic:  e  sempl. 
advertere,  come  paucis,  adverte,  docebo,  Verg. 
P)  animum  advertere  (unito  =  animadvertere, 
V.)  =  (in  seguito  all'attenzione),  osservare 

q.C,  notare,   vedere,  riconoscere,   alqm    in  C011- 

tione  stantem,  Cic:  vitium,  Caes.:  inter  saxa 
repentes  cochleas,  Sali.:  seg.  dalVa.cc.  e  Tin- 
nii., Cic.  e  Caes.:  seg.  da  prop.  relat,  Cic.:  e 
sempl.  advertere  (senza  animum),  seg.  dal- 
Z'acc.  e  sim.,Tàc:  e  con  animo  (animis),eome 
ad  nos  pervenisse  animo  adverto,  Plin.:  quae 
dicam  animis  advertite  vestris,  ponetevi  in 
mente,Verg.:  quindi  aa)  percepire  =  provare, 
sentire,  alqd  gr&vitei',  prendere  in  mala  parte, 
Ter.  heaut.  570.  pp)  percepire  con  risenti- 
mento e  quindi  punire,  castigare,  durius,  Tac: 
in  alqm,  Tac.  y)  animum  alcjs  o  alqm  adver- 
tere, rendere  ale  attento,  avvertire,  acciocché 
faccia  una  cosa,  Tac.  B) attirare  sopra  di 
sé,  a)  gli  organi  dei  sensi  di  quale,  ge- 
mitus  ac  planctus  etiam,  militum  aures  oraque 
advertere,  Tac.    b)  V animo  o  quale  (col  suo 

animo)  =^  rivolgere  su  di  sé  l'attenzione  di  ale, 

attrarre,  omnium  animos  in  se,  Sem:  alqm, 
Tac.  e)  tirarsi  addosso  un  male  morale,  ve- 
centia  veteraque  odia,  Tac.  ann.  4,  21. 

atl-vesperaseJI,   avit,   ere,   comincia  a 

farsi  sera,  si  fa  buio,  Cic.  ed  a. 

a<l-vIg?Io,  avi,  atum,  are,   vegliare  presso 

q.c,  vigilare,  a)  miterialm.,  ad  custodiam  ur- 
bis, Cic:  nepoti,  Tibull.  b)  moralm.,  dedicare 

la  propria  vigilanza  ad  Uìia  COSCI,  vigilare,  ve- 
gliare, stare  attento,   usar  attenzione,   Tei'.:  pi'0 

rei  dignitate,  Q.  Cic. 

advoeallO,  ònis,  f.  (advoco),  il  chiamare  a 
sé,  l'invitare,  quindi  pregn.  Come  t.  t.  =  con- 
sulta, consulto  generale  ili  periti  su  materie  dif- 
ficili, intorno  a  quistioni  difficili,  I)  in  gen., 
Cic  II.  Verr.  1,  129.  II)  partic:  a)  astr., 
consulto  legale,  in  advocationibus,  Cic.  ep.  7, 
10,  2  :  e  da  quando  gli  advocati  nell'epoca 
imperiale  comparvero  a  trattare  le  cause  in 

nome  di  quale,  =  trattazione  di  una  causa, 
assistenza    davanti    al    tribunale,    avvocatura, 

Quint.:  quindi  nella  locuzione  advocationem 
postulare,  petere,  dare,  consequi  =  occasione, 


permesso,  termine  legale  per  avere  un  consulto 

legale  con  periti  ovv.  (nelV epoca  imperiale) 

di  procurarsi  l'assistenza  legale,  Cic  e  Seil.:  e 
trasl.,  generici  dilazione,  sospensione,  termine 
legale,  Sem  ed  a.  b)  concr.,  meton.  ==  i  pe- 
riti chiamati  a  consiglio,  tanto  i giureconsulti 
chiamati  prima  a  consiglio  privato  e  poi 
davanti  al  tribunale,  quanto  gli  amici  che 

consigliavano,  assistenti  in  genere,  Cic  ed  a. 

advììcatiis,  i,  m.  [propr.  partic.  di  ad- 
voco), colui  che  è  chi  a  m  ato,  pregn.  =* 
a)  nei  tempi  della  repubblica,  amico,  perito, 
e  segnatam.  giureconsulto,  il  quale  chiamato 
a  consiglio  per  una  lite,  una  quistione  da 
portarsi  in  tribunale,  sosteneva  davanti  al 
medesimo  una  delle  parti  colla  sua  presenza, 
Cic  ed  a.  b)  nell'epoca  imperiale  —  patro- 
nus  causae,  colui  che  conduce  il  processo 

per  quale,  difensore,  procuratore,  patrocina- 
tore, avvocato,  Quint.  ed  a. 

ad-VOCO,  avi,  atum,  are,  chiamare,  far  ve- 
nire a,  pregn.  =  chiamare,  invitare,  per  qual- 
che azione,  consiglio;  come  consigliere,  adiu- 
tore, ecc.,  I)  in  gen.:  a)  pers.:  contionem 
populi,  concilium,  Cic:  alqm  in  consilium, 
Cic:  populum  in  ovv.  ad  contionem,  Liv.:  e 
senza  acc,  adv.  ad  contionem,  Liv.:  adv.  ad 
obsignandum,  Cic:  adv.  eo  senatum,  Sali.:  ad- 
vocari  aegro  (dat.),  Ov.:  e  così  gaudiis,  Hor. 
(3)  ogg.  inan.:  omnia  arma,  Verg.:  senatus  po- 
pulique  Rom.  obliterata  jam  nomina  sacra- 
mento, prestar  giuramento,  in  nome  di,  ecc., 
Tac  hist.  1,  55:  desiderare  iracundiam  advo- 
catam,  desiderare  Valuto,  Cic:  e  così  adhi- 
bere  oculos  advocatos,  artem  advocatam  sen- 
sibus,  prendere  in  aiuto,  Cic  II)  partic: 
a)  come  t.  t.  giurid.:  a)  nei  tempi  della  re- 
pubblica :  aa)  del  giudice,  adv.  in  consilium 
e  adv.  alqos  sibi,  chiamare  a  sé  periti  per 
un  consiglio  sopra  una  causa,  Cic.   PP)  delle 

parti,  chiamare,  invitare  UH  amico,  UH  pe- 
rito, partic.  un  giureconsulto  per  consiglio 
in  una  causa  e  perchè  assista  personal- 
mente in  tribunale,  produrre,  alqm,  Cic: 
alqm  contra  alqm,  Cic:  assol,  aderat  fre- 
quens,  advocabat,  Cic.  p)  nell'epoca  impe- 
riale, cercare,  prendere  un  procuratore,  un  av- 
vocato, hic  advocat,  hic  adest,  Sem:  contra 
Caesarem  adv.,  Sem:  quindi  scherzosam.,  ve- 
rnanti advocandi  peto,  chiedo  tempo  (per  il 
desiderato  lavoro),  di  prender  consiglio,  Plin. 
ep.  5,  8,  11.  b)  chiamare  in  aiuto  una  divi- 
nità, deum  sibi,  Catull.:  deos,  Liv. 

adi  olatus,  abl.  ù,  m.  (advolo),  volo  verso 

qualche  luogo,  Cic.  poèt.  TuSC  2,  24. 

ad  volo,  avi,  atum,  are,  volare  a,  I) propr., 
di  uccelli,  ad  aves.Cic:  in  Italiani  trans  mare, 

Vari'.:  in  forum,  LÌV.  II)  trasl.,  volare  =  affret- 
tarsi, venire,  andare   velocemente,    a)  di  pers  , 

assol,  Cic:  ad  alqm,  ad  urbem,  Cic:  ad  pabula- 
tores,  piombare  a  (dosso  a,  ecc.,  Caes.:  Romani 
e  Lucania,  Eutr.:  Larino  (da  L.)  Romam, 
Cic:  rostra,  volare  ^precipitarsi)  air,  Cic: 
in  auxilium,  Suet.  b)  di  e  inan.,  ejus  eiSooXov 
mihi  advolabit  ad  pectus,Cic:  fama  mali  tanti 
advolat  Aeneae,  Verg. 

ad-volvo,  vi,  lutum,  ere,  volgere  a,  acco- 
stare, congesta  robora  foci?,  Verg.  —  Quindi 
advolyi  e  se  advolvere,  d/  suppliche  voli,  cadere, 


63 


idvorsum 


ae  dita  us 


64 


prostrarsi, genibus  o  pedibus  alcjs,Liv.  eCurt.: 

genua  alcjs,  Sali,  fr.:  se  adv.  genibus  alcjs,  Liv. 

advorsum,  advorsus,  ad\  orlo,  V.  ad- 

versum,  adversus,  adverto. 

adylmti,  i,  n.  (àSmov)  e  cornuti,  plur. 
adyta*  òrum,  n.  (aSoxoc),  il  non  accessi- 
bile =  la  parte  più  riposta  (interdetta  ai  pro- 
fani) di  un  santuario,, partic.  quella  da  cui  i 
sacerdoti  comunicavano  i  responsi  degli  dei, 
recesso,  Verg.  ed  a.:  ima  adyta,  di  una  tomba, 
Verg.:  poet.  generic,  ex  adyto  cordis,  dal 
più  profondo,  ecc.,  Lucr. 

AesIcTdéTus»,  cìdes,  V.  Aeacus. 

Aeacus,  i,  m.  (Aìaxóg),  Baco,  re  mitico  di 
Egina,  figlio  di  Giove  e  di  Egina  o  Europa, 
padre  di  Peleo  e  Telamone,  e  così  capostipite 
degli  Eacidi  (V.  sotto  Aeacides);  a  motivo 
della  sua  pietà  e  rettitudine,  dopo  la  sua 
morte,  insieme  con  Minosse  e  Radamanto, 
re  delle  ombre  neìl'Averno.  —  Deriv.: 
Aeacides,  ae,  m.  (AìcmciSyjs),  Eacide,  discen- 
dente maschile  di  Èaco,  quindi  figlio,  nipote 
(partic.  Achille),  pronipote  e  discendente  in 
genere.  —  Deriv.  da  questo:  Aeacldcìus, 

a,   um,  appartenente  agli  Eacidi,   degli  Eacidi, 

regna,  V isola  di  Egina,  Ov. 

4eaee,  ès,  f.  (Aìaiv;  vyjaos),  Eea,  nome 
di  un'isola,  preso  dal  mito  della  spedizione 
degli  Argonauti,  sede  della  maga  Circe  e  di 
Calipso.  —  Deriv.:  Aeacus, a,  un) (kiaìog), 
di  Eea,  a)  soprannome  di  Circe,Yerg.:  quindi 
Ae.  artes,  Ae.  carmina,  arti  magiche,  parole 
magiche,  Ov.:  Ae.  Telegonus,  figlio  di  Circe, 
Prop.  b)  soprannome  di  Calipso,  puella,  Prop. 

Aebìitlus,  li,  m.,  Ebuzio,  gentilizio  ro- 
mano; quindi  Aebìilìus,  a,  um,  ebuzio,  di 

tén  Ebuzio,  lex,  Cic. 

Acctì lamini,  i,  n.,  città  degli Irpini  nel 
Sannio,  nel  Medio  Evo  Eclano,  presso  al- 
T odierna  Mirabella. 

aedeool,  V.  edepol. 

aedo*  e  aedi*,  is,  f.,propr.,  fabbrica, 
edifizio  come  abitazione,  quindi  I)al  sing.: 
A) un'abitazione  che  consta  di  uno  spazio, 

a)  casa,  Hor.  lo)  camera,  stanza,  Curt.  B)  san- 
tuario, tempio;  ogni  volta  che  il  senso  non  è 
dato  dal  contesto,  coli 'aggiunta  di  sacra  o 
del  genit.  del  nome  di  una  divinità,  aedes 
sacra,  Cic:  aedes  Minervae,  Cic:  plur.,  com- 
plures  aedes  sacrae,Cic:duae  aedes,  Fortunae 
et  Mortis,  Liv.:  aedes  deorum,  Hor.  e  Suet.: 
nel  contesto  sempl.  aedes,  p.  es.  del  tempio  di 
Apollo  Palatino  (in  cui  si  leggevano  pubbli- 
camente i  componimenti  poetici),  Hor.:  trasl., 
aedes  aurata,  edifizio  informa  di  tempio, sotto 
cui  era  stato  collocato  il  cadavere  di  Cesare^ 
catafalco,  Suet.  II)  al  plur.  aedes,  tum,  f., 
abitazione,  casa,  come  complesso  di  stanze 
(contr.  pergula),  unae,  Ter.:  ruino^ae,  Cic:  sa- 
lubres,  pestilentes,  Cic:  liberae,  abitazione 
libera,  Liv.:  trasl.  =  celie  delle  api,  Verg. 

aedlcìila,  ae,  f.  (dimin.  di  aedes),  pic- 
colo e  di  fiz  i  0,  I)  al  sing.  =  piccolo  san- 
tuario,  tempietto,    piccola   cappella,    Victoriae, 

Liv.:  per  lo  più  solo  come  nicchia  nelle  pa- 
reti dei  tempi  e  e  delle  case  o  negli  angoli 
sporgenti  delle  case,  Cic,  Liv.  ed  a.  II)  plur. 

aediculae,  àrum,  f.,  piccola  (meschina)  abita- 
zione, elisacela,  Cic  ed  a* 


acdìi'iealTo,  ònis,  f. (aedifico),  costruzione, 
I)  astr.  =  fabbì-ica,  consilium  aedificationis, 
Cic:  aedificationem  abicere,  deporre  il  pen- 
siero di  fabbricare,  Cic.  II)  concr.,  meton. 
=  edifizio  nel  suo  principio  e  compimento,  co- 

struzione,  fabbrica  di  un  edifizio,  Cic:  plur.  edi- 
lìzi, Tac 
t  aedìf  ìciUiuncula,  ae,  f.  (dimin.  di  ae- 

dificatio),  piccolo  edifizio,  fabbHchetta,  Cic  ad 

Q.  fr.  3,  1,  2,  §5._ 

aedifìcàtoi*,  oris,  m.  (aedifico),  costrut- 
tore, I)  ingen.,  fabbricatore,  architetto,  mundi, 
Cic  II)  pregn.,  amante  del  fabbricare,  sma- 
nioso di  fabbr.,  Nep.  ed  a. 

aedifìcTuiu,  il,  n.  (aedifico)  ogni  edifizio, 
fabbrica,  aedificia  publica,  privata,  sacra,  pro- 
fana, Cic:  extruere  aedificium  in  alieno,  Cic. 

aedi  fico,  avi,  atum,  are  (aedes  e  facio), 

edificare,  fabbricare,  a)  ttSSOl.  =  costruire,  eri- 
gere un  edifizio,  Cic.  ed  CI.  b)  coll'acc.  =  fab- 
bricare, fondare,  costruire,  creare,  domum,  UT- 

bem,  navem,  hortos,  Cic:  mundum,  Cic:  rem 
publicam  (ut  architectus),  Cic. 

aedlliciiis,  a,  um  (aedilis),  concernente 
Vedile,  appartenente  ali 'edile,  che  muove  dal- 
l'edile, edilizio,  dell'edile  0  degli  edili,  a)  agg.: 

munus,  Cic:  scriba,  Cic:  vectigal,  imposta  de- 
gli edili  (tributo  che  gli  edili  esigevano  dalle 
Provincie  per  sopperire  alle  spese  dei  giochi  e 
delle  largizioni  al  popolo),  Cic  b)  sost.,  aedi- 

licius,  li,  m.,  uno  che  è  stato  edile,  ex-edile,  Cic. 

aedilis,  is,  m.  (aedes),  edile,  ufficiale  dello 
Stato,  I)  in  Roma  vi  erano  in  principio  due 
aediles  plebei  o  plebis  oov.  plebeji,  edili  della 
plebe,  creati  dopo  la  pace  del  monte  Sacro  (260 
di  R.,  494  av.  Cr.)  insieme  coi  tribuni:  nel- 
l'anno 388  di  Roma  si  aggiunsero  due  aedile8 
curulès,  edili  curali.  Gli  aediles  plebis  cura- 
vano soltanto  i  giuochi  della  plebe,  gli  aediles 
curules  soltanto  i  giuochi  romani  o  grandi. 
In  comune  tutti  gli  edili  erano  incaricati 
della  polizia,  della  sicurezza  pubblica,  ed 
in  particolare  della  sorveglianza  sul  mer- 
cato (quindi  Justin.  21,  5,  7,  aediles,  come 
traduzione  di  àyopavdiiot.  direttori  del  mer- 
cato). L'anno  44  av.  Cristo  (710  di  R.),  Ce- 
sare nominò  ancora  due  edili  di  condizione 
plebea,  gli  aediles  cereales,  ai  quali  venne 
affidata  esclusivamente  la  sovr intendenza 
sopra  il  mercato  e  il  vettovagliamento  della 
città,  Suet.  Caes.  41.  II)  nei  municipii  e 
nelle  colonie  vi  erano  aediles  duumviri,  trium- 
viri, ecc.,  i  quali  in  alcune  città  costituivano 
la  suprema  magistratura,  ma  per  lo  più 
erano  una  specie  di  magistrati  inferiori,  in- 
caricati come  in  Roma,  per  lo  più  della  sor- 
veglianza sulle  costruzioni,  sui  mercati  e  del- 
l'ordinam.  dei  giuochi,  e  che  avevano  anche 
una  giurisdizione  a  ciò  attinente. 

aedilYtas,  atis,  f.  (aedilis),  edilità,  carica, 
anche  funzione  dell'edile,  Cic  ed  a. 

aedis,  is,  f.,  V.  aedes. 

acdìlìuius,  i,  m.,  V.  aeditumus. 

acdUuens,  tis,  m.  (aedes  e  tueor),  cu- 
stode del  tempio,  Lucr.  6,  1273. 

aeditumus  (aeditlmus),  i,  m.  (aedes),  cu- 
stode del  tempio,  Serv.  (iti  Cic)  ed  a. 

aeditìius,  i,  m.  (aedes),  custode  del  tempio, 
Cic  ed  a.:  trasl.,  aeditui,  quasi  custodi  nel 


65 


Aedi 


Aeg-os  Sumeri 


66 


tempio  del  merito  (dei  poeti),  Hor.  ep.  2, 
1,  230. 

Aeiiìtus  (Haediius),  i,  m.,  Eduo,  plur. 
Acdùi  (Haediii),  òrum,  m.,  Edui,  popolo 
della  Gallia  tra  V Arari  (ora.  Saóne)  e  il 
Liger  fora  Loire),  la  cui  città  più  notevole 
era  Bibracte. 

Accia,  ae,  m. ,  raro  Acclcs,  ae,  m. 
(Aìyjtyjs),  Eeia,  re  di  Ea  nella  Colchide,  figlio 
di  Helios  (dio  del  sole),  padre  di  Medea, 
coli 'aiuto  della  quale  gli  Argonauti  gli  ra- 
pirono il  vello  d'oro.  —  Deriv  :  A)  Acc- 
tacus,  a,  uni  (AtYjxalos),  appartenente  ad 
Eeta,  eeteo,  fiiies,  cioè  la  Colchide,  Catull. 
B)  AectTa*,  adis,  f.  (Anquas),  figlia  di  Eeta, 
cioè  Medea,  Ov.  C)  Accline,  ès,  f.  (Atrjxìvy]) 
=  Aeetias,  Ov. 

Adula,  ae,  f.  e  Adulimi,  i,  n.,  Efuia, 
piccola  città  sui  monti  degli  Equi  (nel  La- 
zio), a  settentr.  di  Preneste.  —  Deriv.: 
1  dui  sin  li*,  a,  uni,  di  Efuia. 

Aegaeon,  ònis,  m.  (Aìyauov),  V.Briareus. 

Acgacus,  a,  um  (Aìyatog),  egeo,  a)  nome 
dell'arcipelago  tra  la  costa  orientale  della 

Grecia  e  VAsia  Minore,  mare  Egeo,  Arcipe- 
lago, turco  Ak-Denghiz,  Aeg.  mare,  Cic.: 
Aeg.  aequor,  Ov.:  nei  poeti  anche  sempl. 
Aegaeum,  i,  n.  b)  pertinente  al  mar  Egeo, 
fluctus,  Mela  :  tumultus,  Hor. 

Aeratesi,  lum,  f.,  con  o  senza  insulae, 
gruppo  di  tre  isole  sulla  costa  occidentale 
della  Sicilia,  tra  il  promontorio  Lilibeo  e 
Drepanum  (cioè  le  isole  Aegusa,  Hiera  e 
Phorbantia;  ora  gruppo  delle  Egadi,  Favi- 
gnana,  Maritano  e  Levanzo),  nelle  cui  vi- 
cinanze si  diede  una  battaglia  navale,  che 
decise  le  sorti  della  prima  guerra  punica 
(2él  av.  Cr.). 

Ac^cac,  firum,  f.  (Aìystai),  Egea,  I)  città 
dell'Emazia,  in  Macedonia.  II)  città  della 
Gilicia;  ora  castello  di  Ajas  Kala.  —  De- 
riv.: Aegcàtcs,  ae,  m.  (AìysiaxY]?),  di  Egea, 
egeate,  e  Acgcàdcs,  ae,  m.  (Aìysia§Yjs), 


aeger,  gra,  grum,  indisposto,  I)  fisicam., 

indisposto,  egro,  infermo,  ammalato,  sofferente 

(contr.  sanus),  a)  di  ess.  anim.,  del  loro 
corpo,  ecc.:  a)  di  ess.  anim.:  Tiro,  Cic.:  sus, 
Verg.:  graviter  aegrum  esse,  Cic:  homines 
aegri  gravi  morbo,  Cic:  aeger  ex  vulnere,  Cic: 
aeger  pedibus,  Sali.:  sost.,  aeger,  gri,  m.,  un 

ammalato,  Cic:  e  aegra,  grae,  f.,  un'ammalata, 

Ter.  p)  del  corpo  e  delle  sue  parti:  corpus, 
Cic:  stomachus,  Hor.:  e  così  di  Stati  conside- 
rati come  corpi,  pars  rei  publicae,  malata  = 
scompigliata,  Cic:  res,  Liv.  y)  di  condizioni 
o  attività  fisiche,  sofferente,  valetudo,  Cic:  e 

stanco,  debole,    quindi  anche   grave,  difficile, 

anhelitus,  Verg.:  balatus,  Ov.  b)  di  vegetali, 
seges,Verg.  II)  moralm.,  indisposto,  eprecis. 
pi?r  ogni  specie  di  commovimento  della  pas- 
sione, malato,  egro,  infermo,  preoccupato,  mesto, 
di  malumore,  malcontento,  annoiato,  rattristato, 

triste,  a)  di  pers.,  del  loro  animo,  della  mente  : 
homines,  Verg.:  animus,  Sali.:  municipia,  diffi- 
cili, che  rifiutano  l'ubbidienza,Ta,c:  coli' ahi., 
aeger  animo,  Enn.  in  Cic,  e  animi,  Liv.:  aeger 
animus  avari tià,  Sali.:  aeger  amore,  Liv.:  curis, 
Verg.:  e  col  genit.  causae,  aeger  consilii,  ir- 


resoluto, dubbioso,  Sali.  fr.    b)  di  condiz.  mo- 
rali, mentali,  o  che  toccano  V animo,  la  mente, 

penoso,   doloroso,   gravoso,  deplorevole,    amor, 

mors,  Verg.:  senectus,  Ov.:  aegris  oculis  intro- 
spicere  alqd,  di  mal  occhio,  Tac 

Aegéùs,  ci,  acc.  ca,  m.  (Aìysós),  Egeo, 
figlio  di  Pand ione,  re  di  Atene,  padre  di 
Teseo.  —  Der  iv.:  Aegfilcs,  ae,  m.  (Aìyeì- 
bv\z),  Egide  =  discendente  di  Egeo,  partic.  il 
figlio  Teseo. 

Aerisi  leu  s,  ci,  m.  (AìyiaXsós),  Egialeo, 
figlio  di  Eeta,  fratello  di  Medea,  chiamato 
anche  Ab  sirto. 

Aegidés,  V.  Aegeus. 

Aegim finis,  i,  f.  (Aìytjioupos),  Egimmo, 
isola  del  golfo  di  Cartagine,  circondata  da 
pericolose  secche  e  scogli,  a  30  miglia  da 
questa  città;  ora  Djamur  o  Zimbra. 

Aegina,  ae,  f.  (A'iyiva),  Egina,  isola  del 
golfo  Saronico,  tra  V Attica  e  VArgolide.  - 
Deriv.:  Aeglnenses,  Tum,  m.,  e  la  forma 
greca  Aeglnctae,  àrum,  m.  (AìyiVYjicu),#Zi 
abitanti  di  Egina,  Eginesi, 

Achilli  uni,  li,  n.  (Aìyiviov),  Eginio,  città 
dei  Timfei  in  Macedonia,  ai  confini  del- 
l'Epiro;  ora  Erkinia.  —  Deriv.:  Acgl- 
nieiises,  tum,  m.,  abitanti  di  Eginio,  Egi- 
niesi» 

Action  (Aegtum),  li,  n.  (Aiyiov),  Egio, 
una  delle  dodici  città  achee  sul  golfo  di  Co- 
rinto; ora  Vostitsa. 

aegis,  gidis,  acc,  comun.  gtda,  f.  (atyfe), 
egida,  a)  secondo  la  leggenda  omerica  (da  àl£, 
commovimento  tempestoso),  lo  scudo  di  Giove, 
ch'egli  scuote  colla  sinistra,  scagliando  il 
fulmine  colla  destra,  per  destare  tempeste  e 
spavento  (adunque  l'oscuro  nembo  solcato 
dai  lampi),  Verg.  Aen.  8,  354.  b)  secondo 
la  leggenda  pia  tarda  (da  aig,  capra),  come 
arma  speciale  di  Minerva,  talv.  come  scudo 
nel  suo  braccio  sinistro,  ordin.  come  squa- 
moso usbergo,  colla  testa  di  Medusa  in 
mezzo,  e  cogli  orli  circondati  da  serpenti, 
V.  Hor.  carni.  3, 4,  57.  Ov.  met.  2, 754  e  sgg.: 
e  6,  79.  Verg.  Aen.  8,  435  e  sgg.:  per  respin- 
gere e  difendere  altrui,Ov. met.  5, 46  :  quindi 

trasl.  =  scudo,  riparo,  arme,  Ov.  rem.  346. 

AegTsos,  i,  f.  (A'iyiaaos),  Egiso,  antica  e 
potente  città  della  Mes<.a  inferiore,  sulle  rive 
del  Danubio;  ora  Jsaktschi  o  Tultscha. 

Acgisthus,  i,  m.  (AiyujQos),  Egisto,  figlio 
di  Tieste,  seduttore  di  Clitennestra,  insieme 
alla  quale  uccise  il  marito  di  lei  Agamen- 
none; fu  poi  ucciso  da  Oreste:  appelU  un 
Egisto  =  un  adultero,  Suet.  Caes.  50. 

AegYiini,  V.  Aegion. 

Aegle,  ès,  f.  (&i*{kr\),Egie,  nome  di  donna, 
partic.  della  più  bella  delle  Naiadi,  resa 
da  Helios  madre  delle  Grazie,  scambiata  da 
òeneca  colla  maggiore  delle  figlie,  Aglaja. 

aegocerds,  ròtis,  m.  (atyoxépojs),  capri- 
corno, come  segno  dello  Zodiaco,  lai.  puro 
capricorni^,  Lucr.  ed  a.  poeti. 

Aegos  tifimeli,  mmis,  n.  (Atyò$  TCoxau-ós 
=  fiume  della  capra),  Egospotamo, 
fiume  e  città  del  Chersoneso  Tracio  ;  ora  Ga-^ 
lata;  noti  per  la  sconfitta  decisiva  toccatavi 
dagli  Atenitsi  per  opera  di  Lisandro  (405 
av.  Cr.), 


Georges- Calong  hi,  Dizionario  latino-italiano. 


3 


67 


aemulus 


68 


aegrè,  avv.  col  compar.  e  superi,  (aeger), 
X)  fastidiosamente,  mal  volentieri,  dolorosamente 

(contr.  volup),  aegre  est  mihi  o  meo  animo,  mi 
rincresce,  mi  fa  male,  mi  è  grave,  e  sim.,  Co- 
rnici: aegre  facere  alci,  far  dispiacere,  far 
male  ad  ale,  Ter.:  aegre  alqd  ex  alqo  audire, 
Ter.:  aegre  ferre,  provare  affanno,  dolore, 

Cic.  II)  con  fatica,  faticosamente,  con  sforzo, 
difficilmente,   a   stento   (contr.  facile),    a)   ge- 

neric:  aegre  divelli,  aegrius  depelli,  Cic:  die- 
bus  xx  aegerrime  conficere  alqd,  Caes.   b)  con 

fatica   =  appena,   quasi   non    (sinon.   dì  VÌX, 

quindi  uniti  vix  et  aegre,  vix  aegreque),  se 

tenere,  Cic.  e)  con  fatica  =  con  interna  vio- 
lenza, malvolentieri,  pati,  Liv.:  ferre  alqd,  Cic: 
aegerrime  id  ferre,  Liv.:  e  aegre  ferre  colVa.cc. 
e  Z'infin.,  Cic,  ovv.  col  quod,  Curt.:  aegre  ha- 
bere,  colla.ee.  e  Tinfin.,  Liv.:  aegre  careo,  Cic 

aegreo,  ère  (aeger),  essere  ammanto,  Lucr. 
3,  106  e  822. 

aegresco  (aegrisco),  ere  (aeger),  amma- 
larsi, I)fisicam.,  di  pers.,  ecc.,  Lucr.  II)  mo- 

ralm.:   a)  di  pers.,  affliggersi,  rattristarsi,  lon- 

giore  sollicitudine,Tac  bj  di  affetti,  inasprir  si, 
violentia  Turni  aegrescit  medendo,  Verg. 
aegr  linóni  a,  ae,   f.  (aeger),  seni mento 

di  tristezza,  travaglio  d'animo,  tristezza,  do- 
lore (cfr.  aegri  tu  do,  n°  II),  Cic  ed  a. 

negri sco,  V.  aegresco. 

negri  (fido,  dtnis,  f.  (aeger),  condizione  di 
chi  è  sofferente,  indisposizione,   I)  del  corpo, 

lo  star  male,  malattia,  infermità,  TaC,  e  pilli'., 

Eutr.  II)  dell  animo,  travaglio,  tristezza,  come 

affanno,  cordòglio,  cura,  anche   al  plur.,  Cic 

ed  a. 

aegror,  òris,  m.  (aeger),  maiattia,LucY.  6, 
1130, 

ncgrÓtatlO,  onis,  f.  (aegroto),  Tessere  am- 
malato,   il   sentirsi   male,    indisposizione,  ma- , 

lattia,  I)  del  corpo,  V.  Cic.  Tusc  3,  23  e  altr. 
(anche  al  plur.).    II)  dell'animo,  malattia, 

travaglio  d'animo,    V.   Cic  Tusc  3,  8  ed  altr. 
negróto,   are  (aegrotus),  essere  ammalato 

(contr.  sanum,  saniorem  esse),  I)propr.:  A) 

fisicam.,  essere  ammalato,  ammalare,  graviter 

(gravius,.gravissime),  Cic:  vehementer  diuque, 
Cic:  periculose,  Cic:  leviter,  Cic:  mortifere, 
Plin.  ep.:  graviter  aegrotare  coepisse,  amma- 
larsi gravemente,  Cic  B)  moralm.,  essere  am- 
malato, soffrire,  ea  res,  ex  qua  animus  aegro- 
tat,  Cic:  quo  me  aegrotare  putes  animi  vitio? 
Hor.  /Jj.trasL,  di  C  astr.,  scemare,  eeclis- 
sarsi, aegrótat  fama  vacillans,  Lucr. 
.  ae/gróliis,  a,  um  (aeger),  che  non  sta  bene 

(COIltr.  S.anus),  I)  indisposto,  infermo,  amma- 
lato, sofferente,  Cic:  di  Stati,  res  publica,  in- 
fermaXsconvolta),  Cic:  dì  animali,  leo,  Hor.: 
sost.,  a^egrotus,  i,  m.,  un  ammalato,  Cic  II) 
twJbato  da  passioni,  malato,  infermo,  animus, 
malato  d'amore,  cuore  infermo,  Ter. 
■  AesynJins,  a,  um,  V.  Aegyptus. 
Ae^y Jltus,  i,  f.  (My\ì7ixoc,),  Egitto,  meton. 

=  esercito  egiziano,  Verg.   8,    687   e   705.    — 

D.er.iv.:  /legyptìus,  a,  um  (AtyÓTmos), 
egizio,. r  ex,  Cic/.  bellum,  Nep.:  litterae,  gero- 
glifici, Tac:  sost.,  Aegyptius,  ii,  m.,  un  Egizio, 
un  Egiziano,  sing.  e  piar,  in  Cic 
L aell.no* S>  i,  rn.  (aiXlVOc;),  canto  lamente- 
vole, Ov.  am.  3,  9,  23.    '  .  :.     . 


%elTus,  a,  um,  Elio,  nome  di  una  gens  ple- 
bea romana  (che  comprendeva  le  famiglie  dei 
Paeti  e  dei  Tuberones),  come  agg.  =  elio,  lex 
Aelia  (et  F una)  de  comitiis,  Cic  —  Deriv.: 
Aclìanus,  a,  um,  eliano,  di  Elio,  oratiun- 
culae,  di  L.  Elio  Tuberone,  Cic:  jus,  le  legis 
actiones,  raccolte  da  Sesto  Elio,  Cic. 

A  elio,  ùs,  f.  ('AeXXw  =  rapida  come  tem- 
pesta, da  asXXa),  Aeiio,  I)  una  delle  Arpie, 
Ov.  met.  13,  710.  II)  cane  di  Atteone,  Ov. 
met.  3,  219. 

Aemìlianus,  a,  um,  V.  Aemilius. 

Aemilius,  a,  um,  Emilio,  nome  di  una 
delle  più  antiche  genti  patrizie  di  Roma, 
dalle  sette  famiglie  più  notevoli  della  quale 
(Barbulae,  'Lepidi;  Mamercini,  Papi,  Pauli,  Re- 
gilli,  Scauri)  uscirono  uomini  segnalatissimi. 

—  Come  agg.  =EmiUo,  Aem.  tribus,  una  tribù 
rustica,  Cic:  Aem.  via  (anche  sempl.  Ae- 
milia),  la  strada  maestra  fatta  dal  console  M. 
Emilio  Lepido  (567  di  R.J,  la  quale  distac- 
candosi dalla  via  Flaminia,  conducevi  da 
Mimini  (per  Bologna)  fino  a  Piacenza,  Liv. 
ed  a.:  Aem.  ludus,  scuola  di  gladiatori  sta- 
bilita da  P.  Emilio  Lepido,  Hor.:  Aem..ratis, 
nave  che  portò  a  Roma  il  bottino  facto  da 
Em.  Paolo  nella  guerra  con  Perseo,  Prop. 

—  Deriv.:  AemTlìanus*  a,  um,  apparte* 
nente  alla  gente  Emilia,  Emiliano,  P.  Scipio 
Aemilianus ,  Scipione  Africano  Minore , 
propr.  figlio  di  L.  Emilio  Paolo,  poscia 
figlio  adottivo  di  Scipione  Africano  Mag- 
giore, Liv.  ed  a.:  sost,  Aemiliana,  òrum,  n., 
sobborgo  di  Roma,  e  precis.  probab.  quello 
della  Porta  Fontinalis,  ove  più  tardi  Traiano 
stabdì  un  Forum,  Suet. 

Aemónia,  -nis,  -nìus,  V.  Haemonia. 

aem  fila,  V.  aemulus. 

aem  fila  lio,  ònis,  f.  (aemulor),  I)  emula- 
zione, gara,  laudis,  Nep.:  alit  aemulatio  inge- 
nia^  Veli.  II)  in  s*nso  cattivo,  invidia,  ge- 
losia, rivalità,  Nep.  ed  a.:  plur.,  aemulationes, 
gelosie,  Cic 

acmfilator,  òris,  m.  (aemulor),  emulo, 
Sen.  ed  a.:  Catonis,  imitatore,  Cic 

acinfilàtiis,  ùs,  m.  (aemulor)  =  aemu- 
latio (V.),  emulazione,  Tac:  in  senso  cattivo, 

invidia,  gelosia,  TaC 

aeillfilor,  àtus  sum,  ari,  sforzarsi  di  essere 

affatto  uguale  ad  una  pers.  o  cosa,  I)  in  senso 

buono,  sforzarsi   di   raggiungere   una  pers.  O 

cosa,  gareggiare  con  quale,  o  in  q.c,  a)  di 
pers.  collaec.  alqm,  Nep.ec?  a.:  ejus  instituta, 
Cic:  studia  alcjs,  Liv.:  col  dat.,  alci,  Quint.: 
assol.,  Tac    b)  trasl.,  di  sogg.  inan.,   quasi 

gareggiare  con  Una  COSa  nei  SUOÌ  pregi,  ugua- 
gliarla, collaec.,  illas  acclamationes,  Plin.  pan. 
II)  in  senso  Cattivo,  emulare  invidiosamente 
U.na  p>srs.  0  COSa,  essere  geloso,  invidioso  di 
q.C.,  guardare  con  occhio  invido  una  pers.   0. 

cosa,  collaec.:  umbras  suas,  Prop.:  commi, 
col  dat.,  alci,  Cic.  ed  a.:  vitiis,  Tac:  cum  ak[o, 
Liv.:  inter  se,  Tac:  affatto  assol.,  Cic.  ed  a. 

acni  ìli  US  a,  um,  che  si  sforza  di  ugua- 
gliare in  tutto  una  pers.  o  (in)  una  cosa,  I) 
in  senso  buono,  emulo,  che  emula,  che  gareggia, 
emulatore,  competitore,   rivale,    a)  propr.,    col 

dat.,  quae  (patria)  nunc  subit  aemula  laudi, 


69 


Aemus 


Aeolus 


70 


Verg.:  comun.  col  genit.,  se  aemulum  mea- 
rum  laudium  exstitisse,  Cic:  coZZ'acc,  facta 
consultaque  ejus  aemulus  erat  (=  aemulatus 
erat),  Sali,  fr.:  sost.,  aemulus,  i,  m.,  alcjs,  Cic. 
ed  a.:  citra  aemulum,  senza  pari,  Quint.  b) 

trasl.,  che  uguaglia,  pareggia  neliUSO,   nelle 

qualità,  un  oggetto,  tibia  tubae  aemula,  Hor. 

II)  in   senso    CattlVO,   geloso,  invidioso,  rivale, 

competitore,  a)  generic.:  Carthago  aemula  im- 
perio Komani,  Sali.:  remoto  aemulo,  Tac:  di 
e.  inan.,  aem.  senectus,  invidiosa  (dei  pri- 
vilegi della  gioventù),  Verg.  b)  partic,  ae- 
mulus, i,  m.,  e  aemula,  ae,  f.,  il  o  la  rivaie  in 
amore  (sinon.  di  rivalis),  m.  in  Cic,  f.  in  Ov. 

Aemus,  V.  Haemus. 

Aenàrìa,  ae,  f.,  Enaria,  isola  vulcanica, 
con  sorgenti  calde,  sulla  costa  occidentale 
dell'Italia,  dirimpetto  alla  Campania,  così 
chiamata  come  luogo  di  approdo  di  Enea, 
presso  i  greci  Pithecusa  (V.),  nei  poeti  lat. 
anche  Inarime  (V.);  ora  Ischia. —  Alcuni 
distinguono  due  isole,  Aenaria  e  Pithecusa. 

Acnea,  ae,  f.  (Atvsioe),  Enea,  città  della 
Calcidica  sul  golfo  Tertnaico;  secondo  la 
leggenda  locale,  fondata  da,  Enea.  —  De- 
riva Aeneates,  um,  m.  (Atvsàxat),  abi- 
tanti di  Enea,  Eneati. 

Aeueades,  V.  Aeneas. 

Aeneas,  ae,  m.  (Atveiag;  acc.  greco  Ae- 
nean,  Aìvstav),  Enea,  figlio  di  Anchise  e  di 
Venere,  eroe  dell'Eneide,  proavo  dei  Ro- 
mani, onorato  dopo  la  sua  morte  come  Jup- 
piter  Indiges  ;  quindi  Aeneae  mater,  Venere, 
Ov.:  Aeneae  urbs,  Roma,  Ov.  —  Deriv.: 
A)  Aenrìidès,  ae,  m.  (AìveóSv]£),  Eneade 
(=  discendente  di  Enea),  a)  sing  :  a)  il 
figlio  di  Enea,  Ascanio.  (ì)  Augusto,  come 
discendente,  per  immaginaria  genealogia,  da 
Enea,  b)  plur.,  Aeneadae,  darum  (e  -dum), 
m.,  a)  =  i  compagni  di  Enea,  o  i  Troiani 
in  genere,  §)  =  i  Romani.  B)  Aencis,  ì'dos, 
acc.  ìda,  f.,  Eneide,  il  celebre  poema  di  Vir- 
gilio, il  cui  eroe  è  Enea.  C)  Aencius,  a, 
um,  di  Enea,  appartenente,  attinente  ad  Enea. 

Ae ii eii Ics,  V.  Aenea. 

aéneàtóres,  um,  m.  (aeneus),  suonatori 
di  tube  e  di  bucine,  trombetti,  Sen.  ed  a. 

Aencis,  -cius,  V.  Aeneas. 

aéiieìis  e  alicnetis,a,um  (aes),  di  bronzo, 
bronzeo,  I)propr.:  a)  riguardo  alla  materia  : 
statua,  Cic:  signa,  Hor.:  sost.,  aèneum,  i,  n., 
vaso  di  bronzo,  Cato  e  Plin.  b)  al  colore, 
bronzeo,  rossiccio,  fulvo,  barba,  Suet.  II)  poet. 

trasl.:     a)  bronzeo   =  impiegabile,  invincibile, 

fermo,  murus,  turris,  Hor.  b)  aenea  proles,  la 

razza  (V età)  del  bronzo,  Ov.  met.  1,  125. 

AcnTanes,  um,  m.   (Atviàvsg),  Enìani, 

antica  popolazione  ellenica  delVEtea  (cioè 
della  regione  intorno  al  monte  Età,  attraver- 
sata dallo  Spercheo)  nella  parte  merid.  della 
Tessaglia. 

aenigma,  matis,  n.  (alviyjia),  I)  indovi- 
nello, enigma,  Quint.  ed  a.  II)  trasl.,  a)  cosa 
oscura,    accenno    oscuro,    enigmatico;    enigma, 

somniorum,  Cic:  aenigma  Oppiorum  (sugli 
O.J,  Cic:  pervenit  res  usque  ad  aenigma,  al- 
lusione, motto,  frizzo,  Quint.    b)  esposizione 

oscura,  enigmatica,  allegorica,  Cic. 


acnipcs  (àhenipcs),  pedis  (aeneus  e  pes), 

dal  (dai)  pie  di  bronzo,  boves,  Ov.  her.  6,  32. 

Acnobarbus  (Alicnobarbus),  i,  m., 

Aenobarbo  (dalla  barba  rossa),  nome  di  una 
famiglia  della  gens  dei  Domizii. 
Aenos,  V.  Aenus. 

1.  aenus  e  aliènus,  a,  um  (aes),  bronzeo, 
dì  bronzo,  I)propr.,  crater,Verg.:  sost.,  aenum 

0  ahÒnum,  i,  n.  (se.  vas),  vaso,  cratere  di  bronzo, 

Cato  e  Verg.:  partic.  della  caldaia  dei  tin- 
tori, Ov.  IIJ  poet.  trasl.,  di  bronzo  ==  fermo, 
saldo,  invincibile,  manus,  ineluttabile,  Hor. 

2.  Aenus,  i,  f.  (Atvog),  Eno,  città  della 
Tracia,  allo  sbocco  dell  Ebro,  di  fronte  a 
Samotracia;  oggi Knos.  —  Deriv.:  Acmi, 
òrum,  m.  (A'ivioi),  gli  abitanti  di  Eno,  Eni, 
Liv. 

Aeoles,  um,  m.  (AìoXsìs),  Eoli,  uno  dei 
i-ami  principali  degli  Elleni  (così  chiamati 
da  Eolo,  figlio  di  Elleno,  V.  Aeolus  n°  I),  la 
quale  dalla  sua  sede  originaria  in  Tessa- 
glia, si  estese  fino  al  Peloponneso  e  poscia 
infine  alVAsia  Minore  ed  alla  vicina  isola 
di  Lesbo  (patria  di  Saffo);  presso  i Latini 
anche  Acolii,  òrum,  ra.,  gli  Eoli  dell'Asia 
Min.  —  Deriv.:  A)  Acolìcus,  a,  um  (Aìo- 
Xtxóg),  eolico,  digamma,  littera,  Quint.  B) 
Aeolius,  a,  um  (AìóXiog),  eolio,  eolico, partic. 
in  riguardo  a  Saffo,  nativa  di  Lesbo,  Hor. 
eOv. 

AeolTa,  ae,  f.,  I)  Eolia,  regione  dell7 Asia 
Minore  (=  1 .  Aeolis,  V.).  lì)  AeolTa  (Aìo- 
Xia),  ìsola  Eolica;  plur.  Aeoliae  insulae,  il 
gruppo  di  isole  vulcaniche,  a  nord  della  Si- 
cilia (la  più  grande  è  Lipara,  quindi  Aeolia 
Lipare,  ancor  oggi  Lipari)  ;  secondo  il  mito, 
sede  di  Eolo,  re  dei  venti,  e  di  Vulcano  ; 
oggi  le  Zipari. 

AeolXcus,  a,  um,  V.  Aeolus. 

Acoliti es,  V.  Aeolus. 

Aeolii,  V.  Aeoles. 

Aeolis,  lidis,  acc.  ltda,  f.  (Alo\l<;),  EoHde, 
regione  della  Misia  nell'Asia  Minore,  a 
Nord  del  fiume  Ermes,  sede  di  dodici  Stati  li- 
beri, formanti  la  nota,  confederazione  eolica. 

2.  Aeolis,  V.  Aeolus. 

Aeolius,  V.  Aeoles  e  Aeolus. 

Aeolus,  i,  m.  (AioXog),  I)  Eolo,  figlio 
di  Elleno  e  nipote  di  Deucalione,  re  della 
Magnesia  T essalica,  capo-stipite  della  razza 
Eolica.  II)  figlio  o  nipote  di  Ippote  (chiam. 
quindi  Ki^potuàes),  signore  delle  isole  Eolie 
(Lipari)  da  lui  denominate  (V.  Aeolia  n°  IIJ, 
secondo  la  leggenda  più  tarda,  re  dei  venti. 
—  Deriv.:  A)  Aeolidcs,  ae,  m.  (AEoXtòrjg), 
Eolide,  a)  (discendente  di  Eolo  n°  I):  a)  figli 
=  Sisifo  ovv.  Atamante  ovv.  Salmoneo.  §) 
nipoti  —  Cefalo  (figlio  di  Deione)  od  Ulisse 
(la  cui  madre  Anticlea  prima  del  matrimonio 
con  Laerte  avrebbe  avuto  relazioni  con  Si- 
sifo), b)  discendente  dall'Eolo  troiano  = 
Miseno.  B)  Aeolis.  lidos,  f.  (AìoXCg),  a) 
Eolide,  discend.  femmin.  di  Eolo  n°  I  =  la 
figlia  di  lui  Canace,  ovv.  la  figlia  Alcione. 
b)  (da  Eolo,  n°  II),  eolio,  eolico,  insulae  (V. 
Aeolia,  n°  II).  C)  Aeolius,  a,  um  (AìóXiog), 

appartenente  ad  E.,  di  E.,    a)   di  Aeolus,  n°  J? 

postes,  di  Atamante,  Ov.   b)  di  Aeolus  n°  II f 


71 


aequabilis 


Aequi 


72 


virgo,  Avne,  figlia  di  lui,  Ov.:  tyrannus,  detto 
di  Eolo,  Ov.:  antra,  le  caverne  in  cui  E.  tiene 
chiusi  i  venti,  Ov.:  procellae,  Verg. 

acqiiakili$,  e,  agg.  coZ  compar.  (aequo), 
equabile,  eguale,  uniforme,   costante,    a)  di  C. 

ìnan.:  partes  undique  aequabiles,  Cic:  aequ. 
tributio  (ìaovojiCa),  Cic:  motus  certus  et  aequ., 
Cic.:  perennis  amnis  et  aequ.,  Cic.:  del  corso 
dell'orazione,  aequ.  et  temperatura  genus  ora- 
tionis,  Cic:  di  diritto  e  dell'applicazione  di 

esso,  equabile,  uguale  per  tutu,  jus  equ.,  JUS  in 

oranes  aequ.,  Cic:  nihil  eà  jurisdictione  aequa- 
bilius,  Cic.  b)  di  pers.:  cunctis  vitae  officiis 
aequabilis,  Tac:  e  (come  xoivóg),  affabile,  gen- 
tile nel  tratto,  cogli  altri,  in  suos,  Tac. 

aequàkilitàs,  atis,  f.  (aequabilis),  equa- 
bilità, uguaglianza,  motus,  Cic.:  elaborant  alii 
in  lenitate  et  aequabilitate  («  eguaglianza  » 
di  discorso),  Cic:  quindi  a)  aequ.  juris  e 
sempl.  aequ.,  T equabilità,  T imparzialità  nel- 
l'applicazione della  legge,  nelV amministra- 
zione della  giustizia,  equità,  eguaglianza  di- 
nanzi alla  legge,  Cic:  e  generic,  la  conces- 
sione di  eguali  diritti  e  libertà  cittadine,  Cic: 
e  il  sentimento  dì   giustizia  (politica)  da  ciò 

derivante,  Cic.  b)  il  comportarsi  equabil- 
mente, imperturbabilità,  CÌC 

acquakilitcr,  avv.  col  compar.  (aequa- 
bilis), equabilmente,  umformem,,  egualm.,  CÌC. 
ed  a. 

acquacius,  a,  um  (aequus  ed  aevum), 

di  eguale  età,  coetaneo    Verg.  e  Suet. 

acquali*»,  e,  agg  col  compar.  (aequo), 
eguale,  conformato  egualmente  alVestemO   ed 

all'interno,  I)  di  eguale  superficie,  eguale, 
piano,  loca,  Sali.:  terra  ab  orani  parte  aequ.,Ov. 
II)  generic,  di  aspetto,  grandezza,  altezza, 
estensione,  contenuto  eguali,  1)  eguale,  cor- 
rispondente, conforme,  a)  generic.  (conti:  im- 
par)  :  tumuli,  Liv.:  lingua  et  moribus  aequales, 
Liv.:  col  dat.,  pars  pedis  aequalis  alteri  parti, 
Cic:  con  inter  e  Z'acc,  virtù tes  sunt  inter  se 
aequales  et  pares,  Cic  con  cum  e  Tabi.,  gloria 
tua  cum  multis  viris  fortibus  aequalis  est, 
Sali,  fr.:  sost.,  col  genit.,  creticus  et  ejus  ae- 
qualis paean,  Cic  b)  eguale  riguardo  alVetà, 

al  tempo,    a)  coetaneo,  della  stessa  età,   aa)  di 

pers.  (contr.  natu  major,  natu  minor),  soror, 
Nep.:  col  dat.,  Àttalus  aequalis  sibi,  Curt.: 
exercitus  aequalis  stipendiis  suis,  che  contava 
tanti  anni  dì  servizio  quanto  egli  stesso, 
Liv.:  col  genit.,  calo  quidam  aeq.  Hieronymi, 

Liv.:  e  SOSt.,  aequalis,  ÌS,  C,  compagno,  coe- 
taneo, amico  d'infanzia,  camerata,  CÌC  e  Verg. 

p6)  di  e.  inan.:  corpus,  Verg.:  col  dat.,  Dejo- 
tari  benevolentia  est  ;psius  aequalis  aetati, 
dura  da  tutta  la  sua  vita,  Cic:  con  cum  e 
Z'abl.,  aequali  tecum  aevo,  Verg.:  col  genit., 
sacrifichimi  aequale  bujus  urbis,  Cic.    p)  ri- 

guardù    al    tempo,  contemporaneo,    coetaneo, 

{contr.  senior,  junior),  aa)  di  pers.,  col  dat., 
aequalis  illis  temporibus  scriptor,  Liv.:  col  ge- 
nit., Philistus  aequalis  temporum  illorum,  Cic: 

SOSt.,  aequalis,  ÌS,  m.,   un  contemporaneo,  CÌC 

pji)  di  e.  inan.:  memoria,  Cic:  memoria  aequ. 
illius  aetatis   (contr.  memoria  senior),  Cic 

e)   che   ha    nello    Stato  una   condizione   media, 

aequ.  civis  (contr.  eminens,  princeps),  Veli.  2, 

124,  2.    2ì  eguale  a   sé,   coerente,  consentaneo. 


corrispondente,  a)  generic:  aequalis  ceteris 
meinbris,  proporzionato,  Suet.:  di  e.  inan.: 
imberaequalioraccidens  auribus,Liv.  b)  eguale 
nel  contegno,  nel  comportarsi,  costante,  coe- 
rente, equanime,  nihil  aequale  nomini  fuit  illi. 
Hor.:  aequalem  se  omnibus  exhibens,  sempre 
gentile  con  tutti,  Eutr. 

a<M| Ila iTtiis.  àtis,  f.  (aequalis),  eguaglianza, 

I)  di  una  superficie,  eguaglianza,  piano,  uni- 
formità esteriore,  aequalitas  illa  (maris),  Sen. 

II)  uguaglianza  interiore,  1)  di  cose  e  pen- 
sieri altrimenti  diversi:  a)  generic:  simili  - 
tudo  aequalitasque  verborum,  paronomasia, 
Cic:  aequalitas  fraterna,  eguaglianza  di  pen- 
siero e  di  azione,  Cic.  b)  eguaglianza  dì  età. 
coetaneità,  Cic  Brut.  156.  e)  eguaglianza  di 
diritti  e  libertà  p 'litiche  in  Stati  lìberi, 

eguale  condizione,  eguaglianza  dei  cittadini, 
Tac  2)  di  una  COSa  in  SO,  uniformità,  confor- 
mità, congruenza,  eguaglianza,  congruentia  ae- 

qualitasque,  Plin.  ep.:  nel  comportar si,  aequa- 
litate  pensare,  Quint. 

acqua lìtèr,  avv.  col  compar.  (aequalis), 
egualmente,  in  maniera  eguale,  IJ  nella  su- 
perficie, uniformemente,  Collis  ab  summo  aequ. 
declivis,  Caes.    II)  riguardo  al  contenuto, 

1)  rispetto  ad  altro,  conformemente,  corri- 
spondentemente, dìstribuere,  Cic.  2)  in  SO,  uni- 
formemente, oratio  aequaliter  constanterque 
ingrediens,  simmetrica  ed  eguale,  Cic:  nel 
comportarsi,  aequalius  parere,  Tac. 

acquanìmYlas,àtis,  f.  (aequus  e  animus), 
I)  equanimità,  modo  equo  di  pensare  e  sentire 

verso  ale,  indulgenza,  moderazione,  Ter.    II) 

imperturbabilità,  pazienza,  adversus  alqd,  Sen. 

acquatto,  onis,  f.  (aequo),  uguagliamento, 

uguaglianza,  honorum,  comunismo,  Cic:  juris, 
Liv. 

aequè,avv.  (aequus),  I)  ugualmente,  duae 
trabes  aeque  longae,  Caes.:  benevolentia  ci- 
vium  non  aeque  omnes  egent,  Cic.  —  Quindi 

in  paragoni,    egualmente,  non  altrimenti,    a) 

colle  particelle  compar at.  et,  atque  (ac), 
quam,  quam  ut  e  sim.,  eosdem  labores  non 
esse  aeque  graves  imperatori  et  militi,  Cic: 
tibi  sunt  aeque  noti  ac  mini,  Cic:  Egnatii 
absentis  rem  ut  tueare,  aeque  a  te  peto,  ac 
si  mea  negotia  essent,  Cic:  ut  aeque  ju- 
menta  nitida  ex  castello  educeret,  ac  si  iu 
campestribus  ea  locis  habuisset,  Nep.:  nihil 
aeque  eos  terruit,  quam  praeter  spem  robur 
et  color  imperatoris,  Liv.:  con  cum  e  Z'abl., 
novi  aeque  omnia  tecum,  t  mio  come  te,  Ter.: 
poet.  anche  aeque. .  aeque...  in  confronti  re- 
ciproci, aeque  pauperibusprodest,  locupletibus 
aeque,  Hor.  b)  senza  particelle  comparative, 
quando  il  termine  di  confronto  risulta  chiaro 
dal  contesto,  pauci  quibuscum  essem  aeque 
libenter  (se  ac  tecum),  Cic:  ut  postea  num- 
quam  dextro  (oculo)  aeque  bene  usus  sit  (se  ac 

Sinistro),  Nep.  Ili  (COl  compar.),  giustamente, 

rettamente,  bene,  sin  vis  obsistat,  ferro  quam 
fame  aequius  (megho)  perituros,  Sali,  fr.:  so- 
cietatem  condicionis  humanae  munifice  et 
aeque  tuens,  Cic 

Acqui  (anche  Acquietili  [non  Acqui- 
coli]), òrum,  m.,  Equi,  antico  popolo  italico, 
agricolo,  predatore  e  guerriero,  fra  i  Sabini 
e  i  Alarsi,  gli  Ernici,  i  Volsci  ed  i  Latini. 


73 


aequilibris 


aequus 


74 


—  Derivi.:  a)  Aequìeus,  a,  um,  degli  Equi,   i 

b)  Aeqilfeìilus,  a,  um,  equicolo  =  equico. 

aequilibris,  e  (aequus  e  libra),   equiii-   \ 

Orato,  livellato,  orizzontale,  Vitr.  5,  12,  4. 

aequilibrìtas,  atis,  f.  (aequilibris),  legge   ! 

dell'equilibrio,  ugual  distribuzione,  Cic.  de  Iiat. 

de.  1,  109. 

acquili  brunii,  ti,  n.  (aequilibris),  equi- 
librio, livello,  Sen.  ed  a. 

leqiiiuiclluiti,  li,  n.,  luogo  disabitato  in 
Roma  sotto  la  parte  occidentale  del  Campido- 
glio, poco  lungi  dal  carcere  (ora  sepolto  sotto 
le  rovine  su  cui  si  estende  la  via  di  Martorio), 
mercato  partic.  di  animali  pei  sacrifizi. 

aequniocliàlis,  e  (aequinoctium),  equi- 
noziale, circulus,  l'equatore,  Sen.:  aestus  (ma- 
rea), Sen. 

acqui  noeti  uni,  li,  n.  (aequus  e  nox), 
equinozio,  eguaglianza  de'  giorni  e  delle  notti, 
Cic.  ed  a. 

aequìpero  (aequiparo),  Evi,  atum,  are 
(aequus  e  paro),  uguagliare,  trasl.:  1)  giudi- 
cando, paragonare,  confrontare,  alqm  alci,  Liv. 
2)  uguagliare,  raggiungere,  alqm  alqS,  re,  Nep.: 

alqm,  Liv. 

acquila*,  atis,  f.  (aequus), uguaglianza,  I) 
in  sé:  a)  eguaglianza  (opportunità),  loci,  Auct. 
Ab.  Hisp.  29,  4.    b)  proporzione,  simmetria,  COm- 

moditas  et  aequitas  membrorum, Suet.  e)  con 

e  senza  animi,  equità,  equanimità,  pazienza, 
moderazione,  rassegnazione,  talvolta  anche  in- 
differenza, Cic.  II)  rispetto  ad  altro  :  a)  egua- 
glianza innanzi  alla  legge,  eguaglianza  di  di- 
ritto,  egual    condizione  rispetto    ai  diritti  e 

alle  libertà,  Cic.  de  off.  2,  41  e  de  rep.  1,  53. 
b)  principio  di  equità  proveniente  dal  ricono- 
scimento di  questa  eguaglianza  di  diritti, 
a)  generic,  contegno, procedere  equo  e  giusto 
dì  una  pers.,  equità,  giustezza,  Cic:  causae, 
Cic:  belli,  Cic:  condicionum,  Caes.  $)  partic. 
in  contrapp.  allo  stretto  diritto  positivo  (jus), 
equo  contegno  secondo  il  vero  stato  della  cosa, 
equità,  servare  aequitatem,  Cic 

aequo,  avi,  àtum,  are  (aequus),  rendere 

eguale,  eguagliare,  I)  in  sé,  appianare,  spia- 
nare, locum,  Caes.:  aream  cylindro,  Verg.: 
acquata  agri  planities,  Cic:  mensa  aequata, 
messa  diritta  o  equilibrata,  Ov. :  aequare 
frontem  (frontes)  ovv.  aciem  (t.  t.  milit.), 
formare  una  lìnea  o  una  fronte  in  linea 
retta  (contr.  sinum  in  medio  dare,  promi- 
nere),  Liv.  II)  rispetto  ad  altro,  uguagliare, 
A)  q.c.  a  q.c,  e  precis.:    1)  eguagliare  cose 

omogenee  fra  di  loro,  pareggiare,  distribuire 

equamente,  a)  rispetto  alla  materia,  al  nu- 
mero, ecc.:  sortes  (t.  t.),  eguagliare  le  sorti 
(in  modo  che  a  chi  tira  le  sorti  non  ne 
r/ iunga  alle  mani  una  piuttosto  che  un'al- 
tra), Cic:  pecunias,  introdurre  eguaglianza 
di  sostanze,  Cic:  pedites,  metterne  altret- 
tanti (quanti  gli  altri),  Liv.  b)  rispetto 
alla  natura  (qualità),  al  grado,  ecc.,  vi- 
res,  Liv.:  certamen,  pareggiare  la  lotta,  o 
le  forze  da  ambedue  le  parti,  Liv.  ;  cfr. 
aequato  Marte,  Liv.:  aequato  omnium  peri- 
culo,  con  eguale  pericolo  per  tutti,  Caes.: 
di  agguagliameli  per  conclusione  di  leghe 
e  sim.,  leges,  Liv.:  foedera,  concordare,  Hor.: 
aequato  jure  omnium,  con  eguaglianza  di 


diritti  per  tutti,  Liv.  2)  tiguagiiare  una 
cosa  ad  un'altra,  a)  rispetto  all'altezza: 
aequare  solo  (dat.)  omnia,  radere  al  suolo, 
Liv.  :  ovv.  Numantiam ,  Veli.  :  cfr.  omnia 
flammis  aequata  (cioè  solo),  Liv.:  e  fig., 
solo  dictaturas  consulatusque ,  fare  tabula 
rasa  della  ditt.  e  del  cons.,  Liv.  b)  eguagliare 
in  numero,  quantità,  mettere  a  pari,  con  cum 
e  Tabi,  o  col  dat.,  numerimi  cum  navibus, 
Verg.:  suas  opes  cum  potentissimis,  Caes.:  qui 
(libri)  se  jam  ilìis  fere  aequarunt,  pareggiano 
per  numero,  Cic:  e  nel  tempo  e  nella  durata, 
per  somnum  vinumque  dies  noctibus,  dor- 
mire e  gozzovigliare  giorno  e  notte,  indi- 
stintamente, Liv.  e)  uguagliare,  porre  ad 
ugual  grado  nei  diritti,  nel  grado,  tenuio- 
res  cum  principibus  aequari  se  putant,  Cic: 
Laelios  sibi  per  omnia,  Veli,  d)  nel  giudizio, 

pareggiare,   paragonare,  confrontare,   omnium 

scelera  vix  cum  hujus  parva  parte  aequari 
conferrique  posse,  Cic:  Hannibali  Philippum, 

Liv.  B)  q.C.  con  SO  =  raggiungere,  pareg- 
giare q.c,  a)  in  altezza  :  cujus  (fluminis)  al- 
ti tudo  summa  equorum  pectora  aequabat, 
Curt.  b)  in  velocità,  cursum  alcjs,  Curt.: 
alqm  cursu,  pareggiare  alcuno  nella  corsa, 
Liv.:  sagitta  aequans  ventos,  Verg.  e)  nel  va- 
lore, nel  grado,  nella  natura  :  argenti  facti 
pondus  L  milia  talentorum  aequabat,  Curt.: 
munia  comparis  aequ.,  Hor.:  Appii  odium, 
essere  odiato  come  A.,  Liv.:  alqm  equestri 
gloria,  Liv.:  facta  dictis,  Liv.  ;  cfr.  haec  di- 
cendo, Plin.  ep.:  alla  domanda  in  che?  in 
abl.,  is  triumphus...  signis  et  spoliis  ferme 
aequabat  (se.  Cornetti  triumphum),  Liv.:  as- 
sol.,  nam  qui  agit,  ut  prior  sit,  forsitan,  etiam 
si  non  transierit,  aequabit,  Quint. 

aequttr,  oris,  n.  (aequus),  piano,  pianura: 
=  superficie  piana,  I)  in  gen.:  speculorum, 
Lucr.:  e  al  plur.,  patula  aequora  mundi,  Lucr. 
II)  partic.  :  1  )  superfìcie  della  ca mpagna,  pia- 
nura, piano,  campi,  Verg.:  e  al  plur.,  campo- 
rum  patentium  aequora,  Cic:  comun.  senza 
campi,  immensum,  di  deserto,  Verg.:  agit 
aequore  toto,  Verg.:  quindi  per  solum.  ter- 
reno, suolo,  campo,  proscissum,  arato,  Verg. 
gè.  1,  97.  2)  la  superficie  orizzontale  dell'ac- 
qua, a)  del  mare,  superficie  dei  mare  e  anche 
(al  sing.  e  plur.)  mare,  vastum  maris  aequ., 
Verg.:  comun.  al  plur.,  aequora  ponti  ovv. 
maris,  Lucr.,  Hor.  ed  a.:  più  spesso  senza 
maris,  ecc.,  profundum,  Curt.:  et  quoniam 
magno  feror  aequore,  erro  sul  vasto  mare 
(fig.  =  ho  preso  a  trattare  ampia  materia), 
Ov.  met.  15,  176:  al  plur.,  saeva  aequora, 
Verg.:  penetrare  aequora,  Val.  Max.:  meton., 
Vacqua  marina  entrata  nella  nave,  aequor 
refundere  in  aequor, Ov.  b)diun  fiume,Verg. 
Aen.  8,  89  e  96. 

aequoreus,  a,  um  (aequor),  pertinente  ai 

mare,  del  mare,  marino,  genus,  di peSCÌ,Yerg.: 

rex,  di  Nettuno,  Ov.:  Britanni,  circondati 
dal  mare,  Ov. 

aequus,  a,  um,  agg.  col  compar.  e  su- 
peri., eguale,    I)  in  sé  stesso,    1)  propr.:  a) 

della  Superficie   del  suolo,  piano,   orizzontale 

(contr.  superior  ovv.  inferior,  acclivis  ovv.  de- 
clivis,  pronus),  aequus  et  planus  locus,  Cic: 
in  aequum  locum   se    demittere,   al  piano, 


75 


aeranum 


7S 


Caes.:  paulo  aequiore  loco  consistere,  Caes.: 
ex  aequo  loco  loqui,  in  Senato  (contr.  ex  infe- 
riore loco,  ai  giudici  che  avevano  un  seggio 
più  alto  che  Voratore,  ex  superiore  loco,  dalla 
tribuna,  al  popolo),  Cic;  cfr.  ex  superiore  et 
ex  aequo  loco  sermones  habito3,  in  faccende 
pubbliche  e  private,  Cic:  sost.,  aequum,  i,  n., 

terreno  piano,  superficie   piana,    campo  piano, 

libero  e  aperto,  in  aequo  campi,  Liv.:  in  ae- 
quum descendere,  degredi,  Liv.  (e  in  aequum 
descendere,  fig.  =  abbassarsi  del  tutto  verso 
ale,  Sem):  anche  sommità  duri  altura,  in 
equum  eniti,  Tac.  ann.  2.  80.  b)  di  altri  og- 
getti,   eguale,  diritto,  orizsontale,  aequa  frons 

(t.  t.  milit.),  linea  o  fronte  diritta,  Liv.:  sta- 
terà posita  examine  aequo  (in  equilibrio), 
Suet. 

2)  trasl.:  a) piano— equo,  favorevole  (contr. 
iniquus),  di  luoghi,  locum  se  aequum  ad  dimi- 
candum  dedisse,  Caes.:  etsi  non  aequum  locum 
videbat  suis,  Nep.:  ut  quibus  locus  aequior 
esset,  più  favoriti  dalla  posizione,  Liv.:  di 
tempo  =  favorevole,  opportuno,  et  tempore  et 
loco  aequo  instructos,  Liv.:  judicium  aequiore 
tempore  fieri  oportere,  Cic.  fr.   b)  dell'animo, 

equo,  costante,  qtiieto,  calmo,  rassegnato,  pa- 
ziente, contento,   indifferente,  concedo,  et  quod 

animus  aequus  est,  et  quia  necesse  est,  Cic: 
quod  adest  memento  componere  aequus,  Hor. 
Partic.  sjiesso  avverbial.  nelVabl.  aequo  ani- 
mo, con  pazienza,  rassegnazione,  calma,  indiffe- 
renza;   senza  dolore,    di   buon    animo,  se   mo- 

neri  pati,  Cic:  ferre  eoZZ'acc.  ovv.  Z'acc.  e 
Z'infin.,  Cic:  aequo  animo  alqd  accipere,  Sali: 
al  plur.,  animis  lubentibus  aut  aequis  alqd  re- 
mittere,  Cic 

II) eguale  di  natura,  per  qualità,  l)propr.: 
a)  eguale  =  egualmente  largo,  lungo,  alto,  esteso, 

pesante,  a)  di  e.  omogenee  :  aequà  latitudine 
atque  ille  congesticius  agger  fuerat,  Caes.: 
aequo  fere  spatio  abesse,  Caes.:  sequitur  pa- 
trem  non  passibus  aequis,  con  pia  breve 
passo,  Verg.  :  aequis  pedibus  procedere  (del 
distico),  come  aequis  numeris  (dell'esametro), 
Ov.  P)  di  e.  eterogenee  :  urbs  erat  in  summo 
nubibus  aequa  jugo,  Ov.:  aequum  arcibusag- 

gerem  attollunt,  Ov.  b)  eguale  =  egualmente 
distribuito,   egualmente  grande,  aequis    portio- 

nibus  o  pensionibus  (dare,  solvere),  a  rate 
eguali,  Liv.:  col  termine  di  confronto  intro- 
dotto da  atque  (ac),  cum,  coWabl.,  cum 
aequam  partem  tibi  sumpseris,  atque  populo 
Eomano  miseris,  Cic:  ut  ita  sortem  aequam 
sibi  cum  collega  dent,  Liv. 

2)  trasl.:  a)  eguale  intrinsecamente,  a)  ge- 
neric:  eguale,  in  aequa  laude  ponere,  tenere  de- 
gno della  medesima  lode,  Cic:  aequó  et  pari 
cum  civibus  jure  vivere,  Cic:  aequa  condicio, 
aequum  certamen  proponitur,Liv.:  e  come  t.t. 
milit.,  aequa  pugna,  indecisa,  di  esito  incerto, 
Liv.:  aequo  proelio  od  aequo  Marte  discedere 
{contr.  superiorem  esse  o  discedere),  Caes.  e 
Justin.:  così  pure  aequa  manu  discedere  (contr. 
superiorem  esse  o  discedere),  Sali.:  aequo  Marte 
pugnare,  con  egual  speranza  di  vittoria,  Liv. 
P)  eguale,  pari  in  numero,  in  forze,  nel  grado 
(contr.  superior  o  inferior),  numerone  an  vi- 
ribus  aequi  non  sumus?  Verg.:  in  superiores 
contumax,  in  aequos  (eguali)  et  pares  fasti- 


diosa, in  inferiores  crudelis,  Cornif.  rhet.; 
quindi  y)   le  espressioni  avverb.:  ex  aequo, 

uniformemente,  egualmente,  sol  ex   aeqUO  metà 

distabat  utràque,  Ov.:  mundum  ex  aequo  tem- 
perantia,  ciò  che  tiene  in  equilibrio  il  mondo, 

Seil.:    e   in    eguali   relazioni   (politiche),    con 

eguali  diriui,  ex  aequo  venire  in  amicitiam, 

LÌV.:  in  aequo,  in  pari  grado,  in  eguale  valore, 

condizioni,  rapporti,  diritti,  ne  in  aequo  hostes 
vestri  nostrique  apud  vos  sint  (abbiano  presso 
di  voi  eguali  diritti)  ac  nos  socii  ;  immo  ne 
meliore  jure  sint,  Liv.:  in  aequo  eum  duarum 
potentissimarum  gentium  summis  imperato- 
ribus  posuerunt,  uguagliarono,  Liv.  b)  che 
procede  egualmente,  imparzialmente  verso  le 
pers.,  partic.  in  cose  giudiziarie,  giusto,  equo 

(contr.  iniquus),  a)  di  pers.,  retto,  equo,  im- 
parziale, judex,  Cic:  se  alci  aequum  praebere, 
Cic:  adeste  aequo  animo,  Ter.  (3)  di  e.  inan., 

giusto,  retto,  equo,  conveniente  (contr.  iniquus), 

judicia,  Cic:  condicio,  Nep.:  postulatio,  Cic: 
quod  aequum  sit  in  Quinctium  id  iniquum  esse 
in  Naevium,  Cic:  partic.  spesso  aequum  est, 
è  giusto,  è  conveniente,  at  quibus  verbis  ?  modo 
«  aequum  sibi  videri  »,  modo  «  non  iniquum  », 
Cic:  col  dat.,  sicut  aequum  est  nomini,  Cic: 
colV &cc.  e  Z'infin.,  aequum  est  vos  ignoscere, 
Ter.:  aequum  esse  eum  et  officio  meo  consu- 
lere  et  tempori,  Cic:  quas  (causas)  a  vobis 
aperiri  aequum  est,  Tac.  dial.:  neutr.  sost., 
aequum,  i,  n.,  giustizia,  equità,  Vequo,  in  jure 
aut  in  aequo,  Cic:  per  aequa  per  iniqua,  con 
ogni  mezzo  buono  o  cattivo,  ad  ogni  costo, 
per  diritto  o  per  traverso,  Liv.:  abl.,  aequo 
col  comparai.  (=  quam  aequum  est),  più  dei 

giusto,  del  conveniente;  troppo,  soverchiamente, 

gravius  aequo,  Sali.:  largius  aequo,  Hor.:  spesso 
uniti  aequum  et  bonum  e  aequum  bonumque 
o  sempl.  aequum  bonum,  il  giusto  e  il  buono,  u 

retto  e  l'onesto,  la  giustizia,  Cic  ed  a.:  fit  l'CUS 
magis  ex  aequo  bonoque  quam  ex  jure  gen- 
tium Bomilcar,  Sali.:  di  qui  come  1. 1.  la  for- 
inola giurid.  quod  o  quantum  aequius  melius 

0  melius  aequius,  come  è  più  giusto  e  meglio, 

Cic:  e  così  utrumque  fieri  sit  melius  atque 
aequius,  Quint.:  e  finalmente  la  locuz.  aequi 
bonique  o  sempl.  aequi  boni  facere  alqd,  giu- 
dicare alcunché  guardando  alla  giustizia 

=  prendere  in  buona  parte,  contentarsi,  ag- 
gradire, Ter.,  Liv.  e  Cic.  e)  verso  altri,  in- 
clinato, favorevole,  propenso,  proclive,  benigno, 
amico  (contr.  iniquus,  inimicus),  nobilitate 
inimica,  non  aequo  senatu,  Cic:  meis  aequis- 
simis  utuntur  auribus,  Cic:  col  dat.,  aequa 
Venus  Teucris,  Pallas  iniqua  fuit,  Ov.:  con  in 
e  Z'abl.,  aequus  in  hoste  fuit,  Prop.:  plur. 
sost,  aequi,  gli  amici  (contr.  iniqui),  comun. 
!  coord.  aequi  et  iniqui  ovv.  aequi  iniquique, 
j  amici  e  nemici,  Cic  e  Liv.:  col  genit.,  absen- 
tium  aequi,  Tac 

acr,  acris,  acc.  comun.  aera,   m.  (àVjp), 

!    aria,  aere,    atmosfera    (contr.    aether,    V etere, 

I   aqua,  l'acqua),  Cic:  regione  dei  fenomeni 
I    atmosferici  e  del  clima,  aér  crassus,  purus  et 
i    tenuis,  temperatus,  Cic:  al  plur.,  aères  loco- 
rum  salubres,  Vitr.  —  Poet.  trasl.,  summus 
aèr  arboris,  sommità,  alta  cima,  Verg.:  alqm 
obscuro  aere  saepire,  con  una  nube,  Verg. 
acrarium,  ti,  n.,  V.  aerarius,  n°  II,  B.  2. 


77 


aeranus 


aes 


78 


aerarìus,a,um(aes),  I) pertinente  aWa.es, 

di  rame,  di  bronzo,  bronzeo,  metallum,  miniera 

di  rame,  Vitr.:  ars,  arte  di  fondere,  lavorare 
il  bronzo,  Justin.:  structurae,  scavi  di  mi- 
niere, Caes.  II)  pertinente  al  denaro,  alla  mo- 
neta, A)  agg.:  ratio,  il  calcolo  e  la  diminu- 
zione della  moneta  di  rame,  la  valuta  calante, 
Cic:  quaestores,  tribuni,  V.  quaestor,tribunus. 
B)  sost.:  1)  aerarius,  li,  m.,  erario,  commi, 
al  pi.  aerarii,  òrum,  m.,  gli  erarìì,  cioè  i  citta- 
dini di  Roma  appartenenti  all'infima  classe, 
i  quali,  liberi  da  ogni  altro  onere  di  guerra  e 
di  cariche,  erano  solo  soggetti  ad  un  dato  tri- 
buto in  denaro  (aera)|?e£  bisogni  della  guerra 
e  dello  Stato;  classe,  nella  quale  dal  cen- 
sore, per  pena,  potevano  esser  fatti  passare 
cittadini  di  classi  più  elevate  ;  quindi  aera- 
rium alqra  facere,  Liv.;  ed  aerarios  fieri,  Liv.: 
alqm  in  aerarios  referri  {per  mezzo  degli  scri- 
bae)  j  ubere,  Cic.  :  aerarium  relinquere  alqra, 

Cic.  2)  at'r;ìrTu 111,  li,  n.,  erario,  tesoro,  a) 
T erario  di  Bontà,    la    cassa  dello  Stato  (cfr.   fi- 

scus),  cioè  la  parte  del  tempio  di  Saturno, 
dove  stavano  il  tesoro  dello  Stato,  ed  inoltre 
V archivio  di  Stato  e  le  insegne  delle  legioni; 
quindi  pecuniam  in  aerarium  referre,  inferre, 
deferre,  redigere,  Cic.,  Liv.  ed  a.:  aerarium 
sanctius  (ovv.  sanctum),  il  tesoro  segreto  desti- 
nato pei  casi  di  urgenti  necessità,  Cic.  ed  a.: 
fig.,  opes  (se.  dicendi)  velut  sanctiore  quodam 
aerario  reconditae,  Quint.  10,  3,  3.  Una  parte 
nuova  fu  creata  da  Augusto  coZZ'aerarium  mi- 
litare (cassa per  sovvenzioni  ai  veterani), Tac 
ann.  1,  78.  Suet.  Aug.  49.  Meton.,  il  denaro 

delV erario,    il    tesoro  pubblico,   la  cassa  dello 

stato,  Cic.  ed  a.  b)  il  tesoro  di  un  re,  Cic.  ad 
Att.  6,  1,  3:  cassa  di  guerra,  per  con- 
tribuzione dei  singoli  Stati  Greci  collegati, 
commune  aerarium,  Nep.  Arist.  3,  1  e  3:  te- 
soro formato  per  contributo  di  privati  (aera- 
rium privatum),  per  gli  uccisori  di  Cesare, 
Nep.  Att.  8,  3  :  a  Siracusa,  un  aerarium  san- 
ctius come  archivio,  Cic  Verr.  4,  140. 

aeriitus,  a,  um  (aes),  I)  fornito  di  ma- 
tallo,  1)  guernito  o  munito  di  metallo  (bronzo, 
rame),  navis,  Caes.  :  classis ,  con  rostri  di 
bronzo,  Verg.:  lecti,  con  piedi  di  bronzo,  Cic: 
aeratae  àcies,  poet.  ==  esercito  armato,  Verg.: 
sost.,  aeratae,  àrum,  f.  (se.  naves),  navi  da 
guerra,  corazzate,  Sen.  de  ben.  7,  20,  3. 

"2)  fornito  di  denaro,  ben  fornito,  ben  guernito 

(scherz.  =  ricco),  tribuni  non  tara  aerati, 
quam  ut  appellantur  aerarii,  non  ricchi,  ma 
piuttosto  poveri  dell'infima  classe;  con  allu- 
sione ad  aerarius  n°  II,  B,  1.  Cic.  ad  Att.  1, 

1 6,  3.   II)  fatto  di  rame,  interamente  di  rame, 

di  bronzo,  fores,  Tibull.:  securis,  Verg.:  cuspis, 
Ov.:  fig.,  bronzeo,  di  bronzo  =  fermo  come 
bronzo,  nodi,  murus,  Prop. 

1.  aereus,  a,  um  (aes),  IJ  di  rame,  di 
bronzo,   bronzeo,   aerea  signa,   Liv.  :  tabula, 

Suet.:  ensis,Verg.  II)  fornito,  munito  di  bronzo, 

puppis,  rota,  Verg. 

2.  aereus  (quadrisillabo),  a,um,  V.  aèrius. 
aerile r,  fera,  forum  (aes  e  fero),  portante 

oggetti  di  bronzo,  manus,  Ov.  fast.  3,  740. 
aeripes,  pedis   (aes   e  pes),  dai  pie  di 

bronzo,   dai   pie  di  bronzo,   epiteto   di    tori    e 


cervi  (come  immagine  della  loro  resistenza  e 
velocità  nella  corsa),  tauri,  Ov.:  cerva,  Verg. 

aerflis,  a,  um  (aèr,  àéptog),  aereo,  apparte- 
nente alVaria,  dell'aria,  a)  che  si  trova  nel- 
l'aria, alterum  (animantium  genus)  penni- 
gerum  et  aerium,  Cic:  domus,  il  cielo,  Hor.: 
viae,  Varia,  Ov.:  mei,  miele  dell'aria  =  miele 
cadente  (secondo  la  credenza  degli  antichi) 
nella  rugiada  dal  cielo,  Verg.  b;  alto,  eccelso, 
èupfèssus,  Catull.:  mons,  Verg. 

Aerope,è"s,f.eÀeropa,  ae,  f.  fAspÓTwj), 
Aerope,  figlia  di  Catreo  (re  di  Creta),  nipote 
di  Minosse  II,  moglie  di  Plistene  o  ( secondo 
la  leggenda  più  tarda)  del  padre  di  lui, 
Atrco;  madre  di  Agamennone  e  Menelao, 
druda  di  Tieste. 

aerìigiiiósus,  a,  um  (aerugo),  coperto  di 
verderame,  rugginoso,  lamellae,  Sen.:  manus, 
tocca  dalla  ruggine  del  denaro  mendicato, 
mendicante,  Sen.  rhet. 

aeriì^O,  ginis,  f.  (aes),  I)  verderame,  rug- 
gine, naturale  ed  artificiale,  Cic  II)  fig., 
1)  livore,  invidia,  che  cerca  di  attaccarsi  al 
bene  altrui,  come  fa  la  ruggine  al  metallo, 

Hor.  2)  cupidigia  di  guadagno,  avidità,  ava- 
rizia, che  penetra,  come  ruggine,  nel  cuore 
dell'uomo,  Hor.  art.  poét.  33Ò. 

aerimi  Ila,  ae,  f.,  tribolazione,  affanno,  tra- 
vaglio, dolore,  fatica,  Herculis  perpeti  aeru- 
mnas,  Cic:  incYdere  in  aerumnam,  Cic. 

aerimi  n  a  lui  is,  e  (aerumna),  travaglioso, 
calamitoso,  Lucr.  e  Seriori. 

aerumnósus,  a,  um,  agg.  col  compar. 
e  superi,  (aerumna),  pieno  di  travagli  o  di 
affanni  =  calamitoso,  disgraziato,    Cic:  poet., 

aerumnoso  navigare  salo,  su  mare  burrascoso, 
agitato,  Cic.  poet. 

aes,  aeris,  n.,  rame,  I)propr.,  tanto  rame 
puro,  come  la  lega, bronzo,  regio  aeris  ac  plumbi 
uberrima,  Justin.:  pedestris  ex  aere  statua, 
Cic:  multa  ex  aere  fabre  facta,  Liv.:  aes  fun- 
dere  procudereque,  Justin.:  poet.,  dell'età  del 
bronzo,  Hor.  epod.  16,  64  e  sgg.  II)  meton., 
ciò  che  è  preparato  con  rame  :  A)  in  gen. 
fpartic.  nei  poeti),  rame,  bronzo  =  statue, 
vasi,  armi  e  sim.,  di  bronzo,  di  rame  (anche 
di  ferro)  [plur.  soli,  nel  nominai,  ed  acc. 
aera),  aes  cavum,  caldaia,  Ov.:  aera  aere  re- 
pulsa, cembali,  timpani,  Ov.:  così  pure  no- 
cturno  aeris  sono,  Veli.:  ejus  aera  refigere, 
tavole  della  legge,  di  bronzo,  Cic:  aere  cière 
viros,  colla  tromba,  Verg.:  aera  unca,  ami, 
Ov.:  dempto  aere,  elmo,  Ov.:  geminant  aera, 
armi,  Hor.:  marmor  aeraque,  statue  di  marmo 
e  di  bronzo,  Hor.:  illi  robur  et  aes  triplex 
circa  pectus  erat,  aveva  una  corazza  di  legno 
di  quercia  e  di  triplice  bronzo  =  era  ben 
impavido,  imperterrito,  Hor.  B)partic,  de- 
naro,  1  )  asse  di  bronzo   0   di  rame,  in  origine 

non  monetato  (aes  rude),  consistente  in  pezzi 
di  rame,  calcolati  secondo  il  peso,  poscia 
fuso  in  pezzi  quadrati  od  oblunghi;  in  ori- 
gine assi  di  una  libbra  (librales  asses);  quindi 
aere  et  libra  e  sim.,  V.  libra  :  aes  grave,  antica 
moneta,  cioè  l'asse  calcolato  di  una  libbra, 
usato  più  tardi  come  semplice  moneta  di 
confronto  per  riportare  coli' uso  della  bi- 
lancia, al  denaro  corrente,  monete  di  rame, 


79 


Aesar 


Aesopus 


80 


di  diverso  peso,  che  avevano  corso  le  une 
accanto  alle  altre,  dena  milia  gravis  aeris, 
Liv.:  e  partic.  nelle  multe,  denis  milibus  aeris 
gravis  reos  condemnavit,  Liv.  Spesso  il  genit. 
aeris  ellitticam.  per  aeris  librae  o  asses,  co- 
mun.  con  milia,  come  terna  o  quinquaginta 
milia  aeris  (assi/,  Nep.  e  Liv.:  come  pure  cogli 
avv.  numerali  nelle  somme  in  cifre  rotonde  da 
un  milione  in  su  (coir omissione  di  -centena 
milia),  habere  aeris  millies  (100  milioni)  o 
tricies  (3  milioni),  Cic:  argentimi  aere  so- 
lutum  est,  invece  del  sesterzio  (d'argento) 
Tasse  (di  rame),  ossia  invece  del  tutto,  un 
quarto  (perche  allora  4  assi  equivalevano  ad 
un  s  sterzio),  Sali:  quindi  aes,  partic.  dopo 
l'ultima  riduzione  dell'asse  (  V.  as)  come  mo- 
neta spicciola, pressapoco  come  il  nostro  soldo, 
eurque  juvent  nostras  aera  vetusta  manus. 
Aera  dabant  olirn,  Ov.  2)  generic,  denaro  di 
qualsiasi  genere  (come  pecunia,  nummus), 
ancilla  aere  suo  empta,  Ter.:  meo  sum  pauper 
in  aere,  son  povero,  però  senza  debiti,  Hor.: 
trasl.,  suo  aere  censeri,  venir  stimato  secondo 
il  valore  intrinseco  (non  secondo  circostanze 
esteriori),  Sen.  Partic,  a)  aes  meum,  tuum, 
suurn  etc.,  mio,  ecc.,  proprio  denaro,  attivo, 
quindi  trasl.,  est  alqs  in  meo  aere,  appar- 
tiene quasi  al  mio  attivo,  mi  appartiene,  mi 
è  obbligato,  Cic.:  al  contrario  aes  alienum 
(rar.  alienum  aes),  altrui,  preso  ad  imprestito 
(aes  mutuum  in  Sali.  Jug.  96,  2),  passivo, 
debiti,  aes  meum  alienum,  i  miei  debiti,  Cic.: 
aes  alienum  facere  o  contrabere,  Cic:  aes  al. 
grande  conflare,  accumulare  immensi  debiti, 
Sali.:  in  aes  al.  incìdere,  Cic:  aes  al.  habere, 
Cic:  aere  alieno  demersum  esse,  ingolfato  nei 
cibiti,  Liv.:  aere  al.  oppressum  esse,  soccom- 
bere sotto  il  peso  dei  debiti,  Cic:  alqm  aere 
al.  levare,  Cic:  aere  al.  exire  ovv.  expediri,  Cic, 
ovv.  exsolvi,  Liv.,  liberarsi  dai  debiti:  aes  al. 
minuere,  Plin.  ep.,  solvere  o  dissolvere,  Cic, 
persolvere,Sall.,exsolvere,Plin.ep.:  aeris  alieni 
ovv.  alieni  aeris  solutio,  Liv.:  anche  aes  solo  = 
«debiti»,  prò  aere  Tusculanum  proscripsisse 
audio,  Cic,  admonitus  hujus  aeris  alieni,  di 
questo  debito  (della  promessa  inadempiuta), 

Cic.  b)  mercede,  soldo,  paga,  per  lavoro  0 
servìzi  prestati,  a)  generic.  :  quod  ad  aes 
exit,  riesce  in  denaro  =  ha  prr  iscopo  il 
guadagno,  Sen.  (3)  soldo  dei  soldati,  stipendio 
(compiut.  aes  militare),  aera  militibus  consti- 
tnere,  dare,  Liv.:  aera  omnibus  procedunt, 
Liv.:  quindi  sarcast,  omnia  istius  aera  illa 
vetera,  tutte  le  sue  antiche  campagne  (all'a- 
more ed  al  giuoco),  Cic.  3)  plur.,  aera,  denari 
che  servivano  a  fare  i  conti;  quindi  anche 
le  singole  poste  di  una  somma,  Cic  fr. 

Acsìir,  saris,  m.,  fiume  presso  Crotone 
nel  Bruzzio;  ora  Esaro.  —  D  eriv.:  Aesii- 
rciis,  a,  um,  deiv Esaro,  flumen,  Ov. 

Aeseliincs,  is,  e  i,  m.  (Aìaxtvyjg),  fischine, 
I)  filosofo  ateniese,  discepolo  di  Socrate, 
chiamato  quindi  comun.  il  socratico.  II) 
Napoletano,  discepolo  di  Cameade  e  uno 
dei  mar  stri  della  nuova  Accademia  in  Atene. 
Ili)  celebre  oratore  ateniese  (nato  il  389 
av.  Cr.),  avversari  ■  Hi  Demostene.  IV)  di 
Afileto,  oratore  asiatico,  contemporaneo  di 
Cicerone. 


Aescliylus,  i,  m.  (AìoxóXoc,),  fischilo,  I) 

il  celebre  poeta  tragico  (nato  nel  525  av.  Cr. 
ad  Eleusi),  che  si  può  chiamare  il  padre 
della  tragedia  attica.  —  Deriv.:  Aescliv- 
leiis,  a,  um  (AtaxóXetos),  di  fischilo,  cothùr- 
nus,  Prop.  II)  retore  di  Gnido,  contempo- 
raneo di  Cicerone. 

Acscìiiàpius,  li,  m.  ('AgxXyjtiiós),  fiscu- 
lapio,  figlio  di  Apollo  e  della  ninfa  Coronide, 
discepolo  di  Chirone  nella  medicina  e  nella 
caccia  ;  ebbe  da  Epione  i  figli  Podalirio  e 
Macaone;  dopo  la  sua  morte  fu  posto  tra 
le  stelle  come  Serpentario  ('Ocpioox°S> 
Opbiucus,  lat.  Anguitenens),  e  a  motivo  della 
sua  grande  scienza  medica,  onorato  come  dio 
delia  medicina,  Aesculapii  fanum,  Cic:  Aescu- 
lapii  templum,  Tac  —  Deriv.:  Aescìilà- 
pTlim,  l'i,  n.  (=  'AcxXyjTtstov),  tempio  di 
fiseidapio,  Liv.  38,  5,  2. 

aesculctum,  i,  n.  (aesculus),  bosco  d'ischi, 
Hor.  carm.  1,  22, 14. 

aeseiìleus,  a,  um  (aesculus),  fatto  con 
ischio,  d'ischio,  frons ,  corona  d'ischio,  Ov. 
met.  1,  449. 

aeseìiliis  (escuìus),  i,  f.,  specie  di  quer- 
cia d'alto  fusto  che  cresce  sui  monti,  sacra 
a  Giove,  a  motivo  del  suo  legno  forte  (quindi 
rigida,  Hor.)  e  duraturo,  usata  preferibil- 
mente come  legname  da  costruzione;  secondo 
alcuni  rovere  (Quercus  Robur,  Willd.),  se- 
condo altri  ischio  (Quercus  esculus,  L.), 
Verg.,  Vitr.  ed  a. 

Aesepus,  i,  m.  (AiayjTtog),  fisepo,  fiume 
della  Misia,  il  quale  forma  il  confine  orien- 
tale della  Troade  e  sbocca  nella  Propontide; 
secondo  V  opinione  comune  chiamato  ora 
Satal  o  Satal  Dere;  secondo  LeaJce,  Boklu; 
secondo  Prohesch,  senz'altro  Potamos  (il 
fiume). 

A  e. sci* nia,  ae,  f.,  città  del  Sannio  sul 
Volturno;  ora  Isernia.  —  D eriv.:  Acser- 
iiTnus,  a,  um,  pertinente  ad  Isernia,  di  iser- 
nia; plur.  sost.,  Aesernini,  gli  abitanti  di 
Isernia;  e  Aeserninus,  nome  di  un  celebre 
gladiatore,  quindi  il  proverbio  (quando  uno 
più  debole  si  vuol  misurare  con  uno  più 
forte),  cum  Aesernino  Samnite  Pacidejanus 
comparatus  viderer  (sarebbe  stato  come  se 
Pac.  avesse  dovuto  misurarsi  con  Es.),  au- 
riculam  certe  abstulisset,  Cic.  ad  Q.  fr.  8,  4,  2  ; 
cfr.  Lucil.  sat.  4,  15  (i  cui  versi  Cic.  de  opt. 
gen.  17  muta  in  modo  che  si  adattino  ad 
Eschine  [<ioè  Aes.]  e  a D  mostene [cioè Pac]). 

Aesis,  is,  acc.  im,  f.,  fiume  dell'Umbria, 
al  confine  del  Piceno;  ora  Fiumesino. 

Aes  oh,  onis,  a<-c.  ona,  m.  (At'ooov),  fisone, 
figlio  di  Eretteo  e  di  Tira,  nipote  di  Eolo  I, 
fratellastro  di  Pelia  ;  padre  di  Giasone.  — 
Deriv.:  a)  AesonTiiés, ae,m.  (AìaovÉòyjc,), 
fisonide  (figlio  di  Esone),  di  Giasone,  Prop. 
ed  a.  b)  Aesonnis,  a,  um,  esonio,  di  fisone, 
heros,  Giasone,  Ov. 

Aesopcus,  V.  Aesopus. 

Aesopus,  i.  m.  (Afoomog),  Esopo,  I)  ce- 
lebre favolisti,  greco,  della  Frigia,  dei  tempi 
di  Creso  (verso  la  metà  del  6°  sec.  av.  Cr.), 
dal  cui  nome  più  tardi  tutte  le  favola  furono 
chiamate  csopiche.  —  Deriv.:  Aesopcus 
e  Aosòpius,  a,  um   (Aìcdmstoc;),  esopiano, 


81 


Aesquiliae 


logi,  Sen.:  fabulae,  Phaedr.  II)  Claudius  o 
Clodius  Aesopus,  attore  tragico  in  Boma, 
contemporaneo  ed  amico  di  Cicerone,  nella 
sua  sfera  altrettanto  segnalato,  quanto  Mo- 
scio nella  commedia. 

AesqmlTae,  ecc.,  V.  Esquiliae. 

aesflas,  àtis,  f.  (etim.  affine  ad  al'0o>  [ar- 
dere] ed  aestus),  la  stagione  calda  e  più  serena, 

estate,  I)  propr.:  1)  in  senso  largo  =  la 
metà  dell'anno  che  comprende  la  prima- 
vera e  T estate  proprio  (conir.  lriemsì,  Arabes 
eampos  hieme  et  aestate  peragrantes,  Cic: 
partic.  come  la  stagione  più  adatta  alle  spe- 
dizioni militari  (poiché  presso  gli  antichi 
ordinariamente  non  si  facevano  spedizioni 
militari  d'inverno),  aestas  integra,  Cic.:  totius 
aestatis  res  gestae,  Cic.:  inità  aestate,  Caes.: 
prope  exacta  jam  aestas  erat,  Caes.:  novem 
aestatibus,  Veli.:  e  come  stagione  dei  bagni, 
aestas  una  (un'' estate,  una  stagione  di  bagni), 
non  plures.  Cic.:  anche  come  il  nostro  estate, 
per  indicar  Tanno,  septima  post  Trojae  exci- 
dium  jam  vertitur  aestas,  Verg.  2)  in  senso 
stretto  =  estate  propr.  detto  (=  i  tre  mesi 
dal  solstizio  d'estate  all'equinozio  di  au- 
tunno, cioè  dal  22  Giugno  al  22  Seti.  ;  ma 
secondo  il  calendario  rurale  dei  Romani,  dal 
9  o  le  Alaggio  al  7  o  12  Agosto,  aestas  nova 
(principio  dell'estate),  adulta  (cuore  dell'e- 
state), praeceps  {"scorcio),  Sali,  fr.:  ineunte  ae- 
state, Cic:  aestate  nova,  Verg.:  media  aestate, 
Cic:  aestate  summà,  nel  cuor  dell'estate,  Cic: 
affecta  jam  prope  aestate,  sul  declinar  del- 
l'estate, Cic.  fr.  II)  meton.  =  aria  estiva,  aere 
sereno,  Verg.  gè.  4,  59  e  altr.:  e  calore  estivo, 
canicolare,  Hor.  carm.  1,  17,  3. 

aestifer.  fera,  forum  (aestus  e  fero),  che 

porta, che  reca  calore;  ardente,  caldo,Yevg.  ed  a. 

aestìltlàlHÌis,  e  (aestimo),  stimabile,  de- 
gno di  stima  (contr.  inaestimabilis),  Cic.  de  fin. 
3,  20. 

aestimatio,  onis,  f.  (aestimo),  estimazione, 

stima,    I)  propr.,  apprezzamento  di  una  cosa 

secondo  il  suo  valore  estrinseco,  calcolo,  com- 
puto, stima  del  valore  o  del  costo,  aequam 
aestimationem  facere,  Caes.:  in  aestimatio- 
nem  venire,  essere  stimato,  Liv.:  aestimatio- 
nem habere,  far  la  stima,  il  calcolo,  Cic: 
partic,  aest.  census,  estimo  delle  sostanze 
(nel  censo),  Cic:  aest.  frumenti,  estimazione, 
calcolo  del  prezzo  delle  biade,  e  precis.  per 
parte  del  Senato,  per  stabilirne  la  somma 
che  veniva  pagata  dall'erario  al  pretore 
(legato  o  questore),  per  la  compra  del  fru- 
mento che  gli  occorreva  nella  provincia, 
senatus  aest.,  Cic;  per  parte  del  pretore,  la 
determinazione  del  prezzo,  che  gli  agri- 
coltori della  provincia  potevano  o  (spesso) 
dovevano  pagare,  invece  di  provvedere  il 
grano,  Cic.  e  Liv.:  aest.  lìtis,  nel  contesto  an- 
che sempì,  aest.,  estimazione  dell'oggetto  della 
lite,  della  multa  che  deve  pagare  il  reo  con- 
dannato, Cic  (cfr.  aestiuio  n°  1);  e  aest. 
multae,  stima  della  multa,  Liv.  aest.  (posses- 
sionis),  estimo  di  un  possesso  in  quistioni  di 
debiti,  dove  il  creditore  accettava,  in  luogo 
di  pagamento,  un  bene  stabile  stimato  un 
tanto  da  arbitri;  quindi  meton.  =  «  paga- 
mento in  beni  stabili  stimati»,  e 


aestimo  82 

la  «possessione  stimata  »,  aestima- 
tionem accipere,  Cic:  mibi  et  res  et  condicio 
placet,  sed  ita,  ut  numerato  malim  quam  aesti- 
matione,  preferisco  il  pagare  in  contanti,  che 
a  permuta,  Cic:  quindi  nel  contesto  anche  = 
«  pagamento  mediante  beni  stabili  valutati 
ad  alto  prezzo  »  e  «  beni  stabili  valutati  ad 
alto  'prezzo  »,  praedia  in  aestimationem  ab 
alqo  accipere,  dover  accettare,  come  paga- 
mento, beni  stabili  valutati  molto,  Cic:  ae- 
stimationem aliquam  accipere,  essere  danneg- 
giato (come  un  creditore  dei  Cesariani),  Cic: 
aestimationes  suas  vendere  non  posse,  i  beni 
ricevuti  in  pagamento,  Cic.  II)  trasl.:  l)«p- 

prezzamento,  cioè  estimazione,  stima  e  ricono- 
scimento di  una  cosa  o  pers.  nel  suo  vero  va- 
lore intrinseco,  honoris,  Liv.:  verae  magnitu- 
dinis  ejus,  Liv.:  plur^  infra  aliorum  aestima- 
tiones se  meiiens,  Veli.   2)  come  t.  t.  filos.  — 

à£ca  degli  Stoici,   attribuzione   di  un  pregio, 

apprezzamento,  stima,  Cic:  alV incontro,  pro- 
pria aest.  virtutis,  il  più  proprio  apprezza- 
mento =  valore  assoluto  della  v.,  Cic. 
aeslimaltf  r,  òris,  m.  (aestimo),  estimatore, 

stimatore,  apprezzatoti,  riconoscitore,  I)  di  una 

cosa  secondo  il  suo  valore  estrinseco,  stima- 
tore, rerum,  Cic:  frumenti,  Cic  II)  di  una 
cosa  secondo  il  sito  vero  valore  intrinseco, 
incautior  fidei,  Liv.:  immodicus  sui,  Curt. 

a oslTm o  (aestumo),  avi,  àtum,  are,  sti- 
mare, calcolare,  tassare,   valutare,  apprezzare, 

I)  in  senso  stretto,  riguardo  al  valore  in  de- 
naro, all' importo:  frumentum  (V.  aestimatio 
frumenti),  Cic:  domum,  Cic:  colVahl.  o  il 
genit.  di  prezzo,  alqd  ternis  denariis,  Cic: 
alqd  magno,  permagno,  Cic:  permittite,  ut 
liceat,  quanti  quisque  velit,  tanti  aestimet, 
Cic:  mancipia  aest.  tanto  pluris,  Liv.:  tenuis- 
sime  in  donationem  histrionum,  Cic:  con  ex  e 
Tabi,  o  col  sempl.  abl.  della  misura  (=  se- 
condo), alqd  ex  artificio,  Cic:  alqd  pecunia, 
Cic:  e  partic.  come  1. 1.  giuria.,  litem  alci  o 
alcjs,  stimare  l'oggetto  della  contesa  (il  danno 
recato  o  il  possesso  acquistato  illegalmente), 
insieme  alle  spese  processuali;  imporre  una 
multa  a  quale,  determinare  la  multa  pel  reo 
condannato,  Cic:  litem  capitis,  stimare  come 
quistione  capitale,  fare  una  quistione  capi- 
tale, Cic:  quindi  voluntatis  nostrae  tacitae 
velut  litem  aestimari  vestris  inter  vos  sermo- 
nibus  audio,  quasi  imporre  una  multa,  voler 
castigare,  Liv.  II)  in  senso  largo,  1)  sti- 
mare, valutare,  calcolare,  ponderare,  apprez- 
zare q.c.  in  una  certa  misura,  secondo  il  suo 
valore  intrinseco,  per  pronunciare  quindi  il 
proprio  giudizio  {cfr.  existimo),  Cic:  col 
genit.  e  Z'abl.  di  prezzo,  magni  o  magno, 
nonnihilo,  Cic.  :  se  magno,  Liv.  :  se  parvo, 
Sem:  minoris,  Nep.:  unius  assis,  Catull.:  levi 
momento,  assai  poco,  Caes.:  con  avv.,  illa 
multo  gravius  aest.,  Caes.:  levius  tempestatis 
quam  classis  periculum,  Caes.:  con  ex  e  Z'abl. 
o  col  sempl.  abl.  della  misura,  secondo  cui 
si  stima,  vulgus  ex  ventate  pauca,  ex  opi- 
nione multa  aestimat,  Cic  :  quae  pars  ex 
tertia  parte  Galliae  est  aestimanda,  può  for- 
mare circa  la  terza  parte  (calcolando  di  di- 
videre la  Gallia  in  tre  parti),  Caes.:  ex  ae- 
quo, Liv.:  civitatem  viribus,  Liv.:  alqd  vita 


83 


aestivo 


aetas 


84 


(secondo  la  v.),  tener  caro  come  la  vita,  Curt.: 
con  dopp.  acc,  quod  carum  aestimant,  ten- 
gono caro,  Sali.:  quindi  spesso  aest.  alqm, 

alqd,  tenere  nel  debito  conto  una  pers.  0  COSa 
secondo  USUO  Valore  reale,  stimare  degnamente 
0  imparare  a  stimare,  apprezzare  e  riconoscere, 

est  aliquis,  qui  se  inspici,  aestimari  fastidiat, 
Liv.:  electus  quem  contubernio  (ahi.)  aesti- 

maret,  Tac.  2)  ritenere,  riconoscere,  stimare, 
giudicare,  ecc.,  sicut  ego  aestumo,  Sali.:  seg. 
da  prop.  relat.,  aestimat  quod  breve  illud  spa- 
tiura  habeat,  Quint.:  con  prò  e  Z'abl.,  Aegy- 
ptios  prò  sociis,  Curt.:  con  dopp.  acc,  vitam 
unicum  bonum,  Curt.:  coll'acc.  e  Z'infin., 
turpe  aestimantes  alqd  commissum  a  suis, 
Pbaedr. 

aestivo,  avi,  àtum,  are  (aestivus),  passar 
restate  in  qualche  luogo  (contr.  hibernare), 
Suet.  ed  a. 

•  aestivus,  a,  um  (aestas),  ciò  che  accade, 
avviene,  cresce,  dura  in  estate,  estivo,  d'estate, 
(contr.  hibernus),  dies,  menses,  tempora,  Cic: 
feriae,  Geli.:  sol,  Verg.:  aura,  Hor.:  a  vis,  Liv.: 
saltus,  pascoli  (boschi)  estivi,  Liv.:  pabulum, 
Sen.:  vestimenta,  Sen.:  cubiculum,  Plin.  ep.: 
castra,  Tac:  plur.  sost.,  aestiva,  òrum,  n., 

a)  (se  castra),  accampamenti,  quartieri  d'e- 
state dell'esercito  (contr.  hiberna),  Cic:  iro- 
nie, praetoris  luogo  dì  delizie,  Cic:  meton., 

campagna  (militare),    spedizione   (perchè    gli 

antichi  comun.  facevano  la  guerra  soli,  d'e- 
state), Cic  P)  (se.  loca)  soggiorno  d'estate, 
estivo  del  gregge,  pasture,  pascoli  estivi  (contr. 
hiberna,  Varr.):  e  meton.,  il  gregge  al  pa- 
scolo estivo,  Verg.  gè.  3,  472. 

aestìiarium ,  li,  n.  (aestus),  luogo 
dove  V acqua  ondeggia,  ribolle,  a) 
laguna,  ossia  terreno  in  vicinanza  del  mare 
e  inondato  dal  flutto  di  esso,  stagno,  aestuaria 
ac  paludes,  Caes.:  aestuaria  Oceani,  Justin.:  o 
insenatura  naturale  o  art 'fidale,  seno,  Tac. 
Agr.  22  :  o  bassa  foce  di  un  fiume  esposta  alle 
maree,  aestuarium  Tamesae,  Tac.  ann.  14,  32. 

b)  meton.,  braccio  di  mare  a  guisa  di  fiume 
o  lago,  il  quale  mantiene  anche  il  flusso  e 
riflusso,  Plin.  ep.  9,  33,  2. 

aestuo;  avi,  àtum,  are  (aestus),  in  seguito 

a  violento  calore  interno,  ribollire,  rumoreg- 
giare, I)  del  fuoco  e  de' suoi  effetti:  a)  del 
fuOCO,    avvampare,    infuriare,    aestuat    ignis, 

Verg.  e  Ov.  b)  degli  effetti  del  fuoco,  di  cose 
—  ribollire  per  la  vampa,  avvampare,  cuo- 
cere, esser  cocente,  caldissimo,  infocato;  ardere, 
exustus  ager  morientibus  aestuat  herbis, Verg.: 
di  ess.  anim.  =  divampare,  ardere,  aver  caldo, 
provar  caldo,  essere  acceso  per  il  Calore  (COìltr. 

algereì,  algendo,  aestuando,  Cic:  sub  pondere 
aestuat  arboreo,  Ov.  II)  di  acque  ed  altri  li- 
quidi, 1)  propr.:  a)  delle  onde,  ribollire,  on- 
deggiare, agitarsi,  gurges  aestuat, Verg.:  Maura 
semper  aestuat  unda,  Hor.  b)  di  liquidi  in 
fermentazione,  fermentare,  interea  teneris 
tepefactis  in  ossibus  humor  aestuat,  Verg.: 
stomachus  semper  aestuans  (malaticcio)  erat, 
Plin.  ep.  2)  trasl.,  dell'animo  :  a)  essere  agi. 
tato  dalla  passione,  essere  fortemente  com- 
mosso, desiderio  nostri,  Cic:  invidia,  Sali.:  ae- 
stuat ingens  uno  in  corde  pudor  mixtoque 
insania  luctu,  Verg.:  partic.  dell'amore,  in 


illa,  ardere  d'amore  per  lei,  Verg.  b)  ondeg- 
giare in  affannosa  inquietudine,  fluttuare  nei 

l'incertezza,  titubare,  esser  perplesso,  travagliato  ; 

aestuabat  dubitatone,  Cic:  sic  anceps  inter 
utrumque  animus  aestuat,  Quint. 

aestuóse,  avv.  col  compar.  (aestuosus), 
ardentemente,  con  ardore,  Hor.  epod.  3,  17. 

aestìiosus,  a,  um  (aestus),  I)  ardente, 
caldo,  infocato,  Syrtes,  Calabria,  Hor.:  via,  Cic: 

impotentia  astri,  Hor.  II)  ondeggiante,  agi- 
tato, procelloso,  freta,  Hor.  carni.  2,  7,  16. 

aestus,  ùs,  m.  (at9(i>),  ribollimento  pro- 
dotto dal  calore  interno,  I)  il  bollire,  bol- 
lore, exsultant  aestu  latices,  Verg.  Aen.  7, 
464:  quindi  a)  calore,  ardore,  vampa  del 
fuoco,  propiusque  aestus  incendia  volvunt, 

Verg.  b)  calore,  ardore,  vampa,  afa,  calore  in- 
tenso, del  sole,  del  giorno,  della  stagione,  di 
una  regione  (coni,  algor,  frigus),  fervidus  ae- 
stus, Hor.:  fervore  atque  aestu  anima  inter- 
clusa, Liv.:  plur.,  neque  frigora,  neque  aestus 
facile  tolerare,Suet.:  aestus  medii,  Verg.:  poet. 

calore  estivo,  afa  ==  estate,  Ov.   trist.  4,  1,  57. 

c)  bruciore,  ardore,  delle  ferite,  nelle  malattie, 
aestu  febrique  jactari,  Cic  II)  il  ribollire  di 
liquidi,  i  quali  si  agitano  quasi  come  l'ac- 
qua che  bolle,  1)  propr.:  a)  il  rifrangersi 
delle  onde,  il  ribollire;  e  flutto,  maroso,  caval- 
lone, onda,  ferventes  aestibus  undae,  Ov.:  ae- 
stuni  secare,  Verg.  Partic,  flusso  e  riflusso, 
aestus  maritimi  o  marini,  Cic:  decessus  aestus, 
riflusso,  Caes.:  aestuum  accessus  et  recessus, 
flusso  e  riflusso,  Cic:  minuente  aestu,  Caes.: 

aestus  decedit,  Liv.   b)  il  ribollire  e  fermentare 

di  un  liquido  ;  quindi  in  Lucr.  =  efflusso 
della  terra,  del  fluido  magnetico  attraverso 
il  medium  dell'aria,  V.  Lucr.  6,  824  e  altr. 

2)  trasl.:  &)  commovimento  delle  passioni,  ecci- 
tazione, ardore,   violenza,    impeto,    civilis  belli, 

Hor.:  regum  et  populorum,  Hor.:  e  dell'amore, 
ut  pelagi,  sic  pectoris  adjuvet  aestum,  Ov. 
b)  stimolo  interno,  potenza  interna,  che  ci 
spinge  irresistibilmente,  consuetudinis,  Cic: 
quasi  quidam  aestus  ingenii  tui,  Cic:  aestus 
quidam  insolite  adulescentibus  gloriae,  Cic. 

e)  penosa  inquietudine,  affanno,  incertezza,  im- 
barazzo, qui  tibi  aestus,  qui  error,  quae  tenebrae 
erunt,  Cic:  explica  aestum  meum,  Plin.  ep.: 
magno  curarum  fluctuat  aestu,  Verg. 

lesala,  Aesulum,  Aesulànus,  le- 
zioni erronee  in  luogo  di  Aefula,  ecc. 

aetas,  àtis,  f.  (sincop.  dall'arcaico  aevi- 
tas,  da  aevum),  età,  I)  parte  di  tempo  toc- 
cata in  sorte  ad  una  pers.  o  cosa,  a  seconda 
della  loro  natura  intrinseca,  1)  tempo  delia 
vita,  vita  considerata  nella  sua  durata  nel 
tempo  (mentre  vita  =  la  vita,  considerata 
sotto  il  rispetto  di  forza  vitale),  a)  generic: 
breve  tempus  aetatis,  Cic:  aetatis  spatio  pro- 
bati,  provati  da  una  lunga  vita,  Cic:  volat 
aetas,  Cic:  aetatem  agere  nudam,  Cic:  aeta- 
tem  degere  inter  feras,  Cic:  aetatem  consu- 
mere, conterere  in  alqa  re,  Cic:  aetatem,  un 
secolo,  un'eternità,  eternamente,  Ter.  heaut. 
78  :  così  pure  aetate,  Fior,  b)  una  età,  d'uomo 
(di  30,  rar.  e  soltanto  nei  poeti,  di  100  anni), 
una  generazione,  tertiam  jam  aetatem  homi- 
num  vivebat  (Nestor),  Cic.  2)  l'epoca  della 
vita,  in  cui  uno  precisamente  si  trova,  età, 


85 


aetatula 


aethra 


86 


della  vita,  anni,  età  e  singoli  gradi  di  età,  a) 
propr.:  a.)  senza  determinazione  più  esatta: 
aetas  succedit  aetati,Cic:  fìlius  id  aetatis,Cic: 
anche  (di  più  pers.)  in  plur.,  vincunt  numero, 
vincunt  aetatibus,  Cic:  e  partic  ora  =  gio- 
ventù, propter  aetatem  ejus,  Caes.:  dedecora, 
quae  actas  ipsius  (la  sua  gioventù  =  egli 
nella  sua  giov.)  pertulit,  Cic.:  aetatis  maxime 
poenitebat,  Liv.:  carus  eris  Romae,  donec  te 
deseret  aetas,  Hor.  :  ora  =  età  avanzata  o 
tarda,  aetatis  vacatio,  Nep.:  morbo  atque  ae- 
tate  confectus,  Sali.:  aetate  gravis,  Liv.:  ora 
=  età  matura,  virile,  cum  in  aetatem  veni, 
pater  mihi  uxorem  fratris  sui  filiam  dedit, 
Liv.  :  di  e.  inan.,  aetatem  ferre  (del  vino), 
sopportare  gli  anni,  poter  diventar  vecchio 
(e  senza  guastarsi),  Cic.  fr.:  cosi  pure  aetatem 
pati,  Sen.  p)  con  determinazione  più  esatta  : 
ab  initio  aetatis,  o  ab  ineunte  aetate,  Cic:  a 
primo  tempore  ovv.  a  primis  temporibus  aeta- 
tis, Cic:  a  prima  aetate,  Cic:  flos  aetatis  o  flo- 
rens  aetas,  gioventù,  Cic:  bona  aetas,  i  buoni 
anni,  Tetà  buona,  Cic:  ad  petendum  (magi- 
stratum)  legitima  aetas,  Liv.:  aetas  militaris, 
anno  legale  per  il  servizio  milit.  (il  17°), 
Sali.:  quaestoria  (il  25°,  sotto  Augusto  il  22°), 
Quint.:  senatoria  (il  25°J,  Tac:  consularis  (il 
45°) ,  Cic:  aetas  jam  constans,  Cic:  nondum 
constans,  Suet.:  firmata,  Cic:  imbecilla,  Sali.: 
infirma,  Cic:  tenera,  Liv.:  media,  Cic:  adulta, 
Cic:  grandior,  Cic:  ingravescens,Cic:  extrema, 
exacta,  Cic:  decrepita,  Cic:  longissima,  Cic: 
aetas  interior,  superior,  Cic:  die.  inan.,  aetas 
populorum  et  civitatum,  Cic:  aetas  arborum, 
Plin.  h)meton.  =p e rsone  di  una  data 
età,  età,  puerilis  aetas,  età  puerile  =  i  fan- 
ciulli, Cic:  aetas  robustior,  Liv.:  omnes  aeta- 
tes,  ordines,  persone  di  ogni  età,  giovani  e 
vecchi,  Cic  II)  parte  del  tempo  che  tocca 
solo  esternamente  ad  una  pers.  o  cosa,  a)  in 
senso  stretto,  età,  epoca,  tempo,  Romuli  aetas, 
Cic:  clarissimus  imperator  suae  aetatis,  Liv.: 
nostra  aetate,  Quint.:  heroicis  aetatibus,  Cic: 
illustrium  hoininum  aetates  et  tempora,  Cic: 
meton.,  età,  epoca  =  uomini  di  una  data  età, 
generazione,  dura  aetas,  Hor.:  veniens  aetas, 

Ov.   b)  in  senso  largo,  periodo  di  tempo,  tempo 

in  genere,  sempiternae  saeculorum  aetates, 
Cic:  aurea  aetas  (età  delVoro),  Ov.:  omnia 
fert  aetas,  Verg.:  quidquid  sub  terra  est,  in 
apricum  proferet  aetas,  Hor.:  longa  aetas,  la 
lunghezza  del  tempo,  Hor.  —  Genit.  plur. 
comun.  aetatum;  però  anche  aetatium. 

aetatula,  ae,  f.(dimin.  di  aetas),  fancmi- 
lezza,  tenera  età,m  primis  puerorum  aetatulis, 
Cic:  partic,  età  o  gioventù  fresca  pei  piaceri 
sensuali,  vexatores  aetatulae  tuae,  Cic. 

aeternitas,  atis,  f.  (aeternus),  eterna  du- 
rata, I)  eternità,  aet.  immutabili  s,  Cic:  ex 
aeternitate   ovv.   ex  omni  aeternitate,  Cic 

II)  eterna  durata,  immortalità,  aeternitas  aili- 

morum,  nel  contesto  anche  sempl.  aeterni- 
tas, immortalità,  Cic:  imperii,  Suet.:  quindi 
a)  eterna  durata  della  memoria,  eterna  me- 
moria, eternità,  alci  aeternitatem  immortali- 
tatemque  donare,  Cic  b)  eterna  felicità,  ro- 
gatus  per  aeternitatem  tuam  salutemque, 
Plin.  ep. 

1.  adorno,  avv.  V.  aeternus. 


2.  aeterno,  are  (aeternus),  rendere  eterno, 
eternare,  Hor.  carm.  4,  14,  5. 

aeternus,  a,  uni  (sincop.  da  aeviternus 
da  aevum),  eterno,  I)  in  senso  stretto,  tem- 
pus,  Cic:  deus,  Cic    II)  in  senso  largo, 

a)  eterno  =  di  eterna  durata,  immortale,  non 
caduco,  che  non   si   spegne  mai,  indistruttibile, 

duraturo,  perpetuo,  gloria,  Cic:  Consilia,  che 
vanno  all'infinito,  Hor.:  neutr.  plur.  sost., 
aeterna  moliri,  azioni  immortali,  Cic  — 
Quindi  le  espress,  avverb.:    a)  in  aeternum, 

eternamente,  per  sempre,  Liv.  ed  a.  (3)  aeter- 
num, eternamente,  senza  interruzione,  sempre, 
Verg.  e  Tac.  y)  aeterno,  eternamente,  perpetua- 
mente, Ov.  e  Plin.  b)  eterno  =  che  dura  eterno 
nella  memoria,  di  nome  immortale,  Pergama, 
Verg.:  virtus  clara  aeternaque  habetur,  Sali. 
aetlièr,  eris  (raram.  eros),  acc.  era,  m. 
(aìGyjp),  I)  come  nom.  appell.:  A)  sfera  del 
fuoco,  aria  più  tenue,  etere  (conti',    aèr),  Luci'. 

e  Cic:  nei  poeti  lo  spazio  dei  cielo  che  cir- 
conda  ogni  cosa,  nel  quale  stanno  gli  astri, 
cielo,  etra,  partic.  come  sede  degli  dei,  fama 
super  aethera  notus,  Verg.  :  stellae  sub  ae- 
there  fixae,  Ov.  :  qiiindi  meton.:   a)  (come 

caelum)  cielo  =  abitanti  del  cielo,  dèi,  oneravit 
aethera  VOtis,  Verg.  b)  cielo  =  rivelazioni  di- 
vine, responso,  Delphosque  meos  ipsumque  re- 
cludam  aethera,  Ov.  B)poet.  trasl.:  1)(= 
aèr)  aria,  in  genere,  liquidus,  Hor.:  pervius, 
Ov.:  verberare  aethera  pennis,  Verg.  2)  altezza 

più  serena  =   mondo  superiore  (in  COìltrapp. 

all'inferno),  aethere  in  alto,  Verg.:  tanges 
aethera,  Ov.  II)  come  nome  proprio,  Mere, 
figlio  delVErebo  e  della  notte,  padre  del 
Cielo,  identificato  con  Giove  come  dio  fecon- 
datore, marito  della  Madre  Terra. 

aetherìus,  a,  um(aìGépios),  IJ  pertinente 
aWetere,  etereo,  natura,  Cic:  haustus,  Verg.: 

quindi  pertinente  al  cielo,  celeste,  domus,  Hor.: 

arces,  Ov.:  ignes,  celeste,  sacra  ispirazione, 

Ov.  II)  poet.  trasl.:   1)  pertinente  all'aria  in 

genere,  aqua,  pioggia,  Ov.  2)  pertinente  al 
mondo  (nostro,  in  contrapp.  all'inferno), 
vesci  aura  aetheria,  respirare,  vivere,  Verg. 

Aetliìttpes,  pum,  acc.  pas,  m.  (Aì0to7teg\ 
miopi,  abitanti  dell'Etiopia  (in  senso  stretto 
e  largo),  neri  di  colorito  ;   al  sing.,  A.e- 

tlliops,    opis,    m.    (AìGÓO^),   moro,   nero,  iìl 

genere  (contr.  albus),  Fior.:  cum  stipite  Ae- 
thiope ,  con  uno  stolto  di  un  moro,  Cic.  : 
agg.  Aethiopes  lacus,  laghi  delVEtiopìa,  Ov. 
—  Deriv.:  1)  AelhiopTa,  ae  (AòGioma), 
in  senso  largo,  tutti  i  paesi  sul  confine  meri- 
dionale della  terra  :  in  senso  stretto  (Aethio- 
pia  supra  Aegyptum),  il  paese  situato  a  S.  di 
File  risalendo  il  Nilo,  limitato  dal  golfo 
Arabico  e  che  si  estende  fino  alle  coste  del- 
l''Oceano  indiano,  ora  «  Habesch,  Abissinia, 
Ajan,  ecc.  »,  sino  circa  al  10°  di  lai.  sud, 
presso  gli  antichi  diviso  in  orientale  e  occi- 
dentale (quindi  anche  talv.  plur.)  :  per  paese 
dei  Mori  in  genere,  ex  Aethiopia  ancillula  = 
una  mora,  una  nera,  Ter.  2)  Àethiopìeus, 
a,  um  (AiGioTuxós),  etiopico. 

1.  Aethra,  ae,  f.  (AcGpa),  Etra,  figlia  del 
re  Pitteo  di  Trezene,  resa  da  Egeo  madre 
di  Teseo. 

2.  aollira,   ae,    f.  (oaGpoc),  etra,  eterea  re- 


87 


Action 


affectus 


88 


(fìone  delle  stelle,  sereno  azzurro  del  cielo,  aria 
limpida,  pura,  Verg.  ed  a. 

ÀetTòn,  ònis,  m.  ('Asxcwv),  Aezione,  ce- 
lebre pittore  greco,  vissuto  intorno  al  350  av. 
Cr.,  probab.  contemporaneo  di  Alessandro 
il  Grande. 

Aetna,  ae,  f.  (Aìxvyj:  quindi  anche  la 
forma  greca  Aelné,  ès,  f.),  I)  vulcano  della 
Sicilia  ;  ancor  oggi  Etna.  —  Secondo  la  fa- 
vola, il  monte  che  Giove  rovesciò  sopra  il 
gigante  Tifeo  o  Encelado;  quindi prov.  onus 
Aetna  gravius,  Cic.  de  sen.  4. —  NeWinterno 
le  fucine  di  Vulcano  e  dei  suoi  Ciclopi,  i 
quali  vi  fabbricavano  i  fulmini  di  Giove.  — 
Deriv.:  Aelnaeus,  a,  um  (Aìxvoàos),  ap- 
partenente alVEtna,  a)  Etneo,  dell'Etna, 
ignes,  Cic:  fratres,  i  Ciclopi,  Yerg.:  pastor,  il 
Ciclope  Polifemo,  Ov.:  plur.  sost.,  Aetnaei, 

Òrum,  m«,  gli  abitanti  intorno  all'Etna,  Justin. 

b)  meton.  =  siciliano,  tellus,  Sicilia,  Ov.  II) 
città  appiè  dell'Etna;  prima  Innesa,  ora 
Nicolosi. —  Deriv.:  Àelnensis,  e,  ap- 
partenente alla  città  di  Etna;  plur.  sost., 
Aetnenses,  funi,  m.,  abit.  della  città  di  Etna. 

Aetoli,  òrum,  m.  (AìtooXoó),  Etoii,  abit. 
dell' Etolia,  i  quali  più  tardisi  unirono  nella 
lega  Etolica.  —  Agg.:  Aetohis,  a,  um 
(ÀìxwXós),  Etoiio,  plagae,  con  allusione  a 
Meleagro  e  alla  caccia  di  Calidone,  Hor.:  e 
così  arma,  cuspis,  dell' 'Etoiio  Diomede, ,Verg.: 
urbs  o  Arpi,  città  di  Argiripa  od  Arpi  nel- 
VApulia,  fondata  da  Diomede  (V.  Diomedes), 
Verg.  —  Deriv.:  1)  Aelolìa,  ae,  f.  (Aìtw- 
X£a),  Etolia,  paese  della  Grecia  occ.  tra  la 
Locride  Ozolia  e  V Acarnania,  a  mezzo- 
giorno della  Tessaglia  e  dell'Epiro,  ora 
pressapoco  Artinia  e  Lepanto.  2)  Aetólì- 
cus,  a,  um  (AixcoXixó?),  etoiio.  3)  Aetolis, 
lidis,  f.  (AtT(i)X(s),  donna  Etolia,  Deianira 
(figlia  di  Eneo,  re  dell' Etolia),  Ov.  4)  Aeto- 
iius,  a,  um  (AìxwXtog),  Etoiio,  heros,  V Etoiio 
Diomede,  Ov. 

aevitas,  atis,  f.  {arcaico  per  aetas,  da 
aevum),  età  ==  parte  di  tempo  che  tocca  in 
sorte  ad  una  pers.,  età  dell'uomo,  XII  tabb. 
in  Cic.  e  Seriori. 

acvtlUI,  i,  n.  (aùóv),  I)  tempo  senza  li- 
miti, eterno;  eternità,  Lucr.  ed  a.  poeti:  in  ae- 
vum, per  sempre,  Hor.  II)  etri,  A)  parte  di 
tempo  toccata  in  sorte  ad  una  pers.  o  cosa, 
secondo  la  sua  intima  natura,  1)  tempo  della 

vita,    naturale,   durata    della   vita,  vita,   a)  in 

gen.:  imbecilla  (natura  hominum)  atque  aevi 
brevis,  Sali.:  aevum  traducere  leniter,  Hor.: 
di  e.  inan.,  perbrevis  aevi  Carthaginem  esse, 
b)  par  tic,  un'età  d'uomo  (di  30  anni),  una 
generazione,  ter  aevo  functus,  Hor.  2)  epoca 
della  vita  in  cui  una  persona  precisamente 

SÌ  trova,  età  della  vita,  anni,  età,  grado  di  età, 

a)generic:  meum,  Hor.:  primum,  Ov.:  omnis 
aevi  homines,  Suet.:  integer  aevi,  nel  fior 
degli  anni,  Verg.:  occulto  velut  aevo,  a  poco  a 
poco,  Hor.  b)  partic,  tarda  età,  aevo  confectus, 
Verg.:  grandis  aevo,  Tac.  B)  parte  del  tempo 
eterno  che  tocca  in  sorte  soli,  esternamente 
ad  una  pers.  o  cosa,  1)  tempo  =  secolo,  età, 
ingenia  nostri  aevi,  Veli.:  omnibus  aevis,  Ov. 
2)  tempo  in  genere,  veteris  non  inscius  aevi, 


Ov.:  sequentis  aevi  memoria,  Tac.  —  Forma 
second.,  aevus,  i,  m.  (ò  auóv),  omnem  per 
aevom  (arcaico  =  aevum),  Lucr.  3,  603. 

Afer,  V.  Afri. 

all'abili*;,  e,  agg.  col  compar.  (affor),  af- 
fabile, gentile,  Cic.  ed  a. 

all'a bili las,  atis,   f.  (affabilis),  affabilità, 

piacevolezza,  Cic.  de  off.  2,  48. 

aliai»!*!',  avv.  (ad  e  faber),  con  maestria, 
ingegnosamente,  factus,  Cic.  I.  VeiT.  14. 

a  il  a  «  ini  (adf.),  avv.  (da  ad  e  fatim),  abba 

stanza,    sufficientemente,    vesci,  Cic:   SOSt.   Col 

genit.,  habetis  affatim  lignorum,  Liv. 

allatìlS,  US,  m.  (affor),  il  parlare,  discorso, 

allocuzione,  Verg.  ed  a. 

alicela tTo,  ònis,  f.  (affecto),  I)  il  tendere, 
aspirare  a  q.c,  sapientiae,  Sen.:  partic.  di- 
Spreg.   =  affettazione,  pretesa  di  q.c,  Germa- 

nicae  originis,  Tac.  II)  (t.  t.  retor.)  =  affetta- 
zione, smania  di  essere  originale,  il  manierato, 
ricercato;  leziosaggine,  Quint.  e  Suet. 

alicela tftr,  Òris,  m. (affecto),  animato  dalla 
bramosìa,  dal  desiderio  di  q.C,   justi    amoris, 

Eutr.:  partic  dispreg.,  regni,  Quint.:  Cicero 
nimius  risus  aff.,  troppo  amante  del  ridicolo, 
Quint. 

alleclTo,  ònis,  f.  (affido),  I) attivo  =  in- 
flusso, impressione  sopra,  ecc.,  praesentis  mali 
sapientis  (sopra  il  s.)  affectatio  nulla  est,  Cic. 
Tusc.  4,  13.  II)  passivo:  prelazione,  quae- 
dam  ad  res  aliquas  aff.,  Cic.  top.  68  e  70.  2) 
stato,  natura,  caeli,  astro  rum,  costellazione, 

Cic. —  Partic,   a)  stato  del  corpo,  complessione, 

disposizione,  firma  corporis  aff,  ferma  salute 
del  corpo,  Cic.  Tusc.  5,  27.    b)  stato  della 

mente,  animo,  disposizione,  condizione,  sentire. 

con  o  senza  animi,  Cic:  quindi  pregn.  «  di- 
sposizione affettuosa,  tenera  »  ==  inclinazione, 

affezione,  affetto,  amore,  tenerezza,  vera,  Justin.: 

nulla  affectione  animi,  non  per  predilezione. 
Tac. 

alicelo  (adf.),  avi,  atum,  are  (affido),  IJ 

accostarsi    a    q.C,    prendere,    afferrare,   viam 

0\ym])o, prendere  la  via  dell' 0.,  Verg.:  e  così 
quod  iter  affectat,  videtis,  Cic:  passivo,  gravi 
morbo  affectari,  esser  afflitt^lAv .:  poet.  assai., 
ubi  nulla  datur  dextra  affectare  potestas,  cioè 
di  afferrare  le  navi,  Verg.  II)  tendere,  aspi- 
rare con  zelo  a  q.c,  a)  generic,  in  senso 
buono,  affluentiam,  Nep.:  potiundae  Africae 
spem,  sperar  di  realizzare  il  disegno,  Liv.: 

in  senso  cattivo,  aspirare  a  q.C,  cercare  pazza- 
mente, contro  giustizia,  immortalitatem,  Curt.: 
regnum,Liv.:  coll'infin.,  Ov.  e  Quint.  bì  cercar 

di  trarre  dalla  sua,  di  guadagnarsi  quale,  CÌ- 

vitates,  Sali.:  studia  militum,  Tac  e)  affettare, 

fare  artificiosamente,  rem,  Quint.:  quindi  af- 

fectatus,  a,  um,   del  discorso,  ecc.,  affettato, 

manierato,  ricercato,  spesso  in   Quint. 

1.  all'ectus,  a,  um,  part.  agg.  col  superi. 
(da  affido),  affetto,  I)  coll'abì.  =  dotato  di 
q.c,  provveduto,  virtutibus,  vitiis,  Cic.  II) 
assol.,  affetto,  in  qualche  modo,fisicam.  o 
moralm.,  l)fisicam.,  che  si  trova  in  un  dato 
stato,  disposto,  fatto,  accomodato,  a)  generic, 
manus  recte  affecta  (in  buona  condizione 
di  salute,  in  istato  normale).  Cic:  oculus 
conturbatus  non  est  probe  affectus  fnon  è 
in  uno  stato  conveniente,  buono)  ad  suum 


89 


affectu3 


affido 


90 


munus  fungendum,  Cic. :  trasl.,  del  cielo, 
quoinodo  affecto  caeio  compositisque  sideribus 
(sotto  quale  costellazione)  quodque  animai 
oriatur,  Cic.  b)  di  affezioni  dannose,  affetto- 
assalito,  sofferente,  indebolito,  rovinato,  corpus 
aff.,  Liv.:  Caesar  graviter  affectus,  Cic:  vale- 
tudine affectus,  Caes.:  aetate  o  senectute  jam 
affectus,  Cic:  affectà  jam  aetate,  Cic:  hinc  re- 
miges  firmissimi,  illinc  inopia  affectissimi, 
Veli/  trasl.,  civitas  aegra  et  affecta,  Cic:  af- 
lecta  res  familiaris,  Liv.:  affecta  alcjs  fìdes 
(credito),  Tac  e)  riguardo  al  tempo,  pros- 
simo alla  fine,  beli  uni  affectum  videmus  et, 
ut  vere  dicam,  paene  confectum,  Cic:  aestate 
jam  prope  affecta,  sul  cader  dell'estate,  Cic. 
fr.    2)moralm.,  che  sì  trova  in  una  certa 

disposizione  O   condizione,  commosso,  preso, 

disposto,  magis  affectis  animis  j  udicuin  quam 
àoctis,  più  commovendo  che  persuadendo  ig., 
Cic:  eodem  modo  erit  sapiens  affectus  erga 
amicum,  quo  in  se  ipsum,  Cic:  est  miro  quo- 
dam  modo  affectus  (disposto),  Cic:  affectos 
animos  recrea vit,  gli  animi  travagliati,  Liv. 
2.  afll'ectus,  ùs,  m.  (affìcio),  stato  fisico 
o  morale  prodotto  da  impressioni  esterne, 

I)  condizione  fisica,  disposizione,  corporis,  Cels. 
3,  18  extr.:  e  senza  corporis,  Cels.  2,  15  extr. 

II)  stato  dell'animo,  disposizione  dell'animo, 
1)  in  gen.:  animi,  Cic:  mentis,  Ov.:  assol.  = 

stato  d'animo,  disposizione  d'animo,  commozione 
del  cuore,  sentimento,   tacitus,    Ov.:    liunc   af- 

fectum  adversus  oames  habere,  Sen.  2)  sen- 
timento VÌVO,  appassionato  =  affetto,  com- 
mozione d'animo,  passione,  avaritiae,  Quiiit.: 
affectus  erumpunt,  Quint.  Partic,  a)  di  af- 
fetti VÌVÌ,  passione  ===  cupidigia,  brama,  Plin. 
pan.  ed  a.  b)  di  affetti  miti,  passione  ==  incli- 
nazione, tenera  inclinazione,  propensione,  tene- 
rezza, amore,  alcjs,  Sen.:  erga  alqm,  Plin.  ep. 
attero,  attilli,  allatum,  afferre  (ad  e  fero), 

recare,  portare,  procurare,  procacciare,  sommi- 
nistrare, I)  propr.:  1)  e.  inan.,  huc  scyphos, 
Hor.:  lapidem  ad  introitum  aedis,  Nep.:  ar- 
gentum  alci,  Ter.:  alci  pugionem  ab  alqo,  Cic: 
alqd  domo,  Cic:  alimenta  nubibus,  recare, 
Ov.:  partic,  epistulam  o  litteras  ad  alqm,  re- 
care, Cic:  te  qui  vivum  casus...  attulerint, 
portarono,  condussero,  Verg.:  quindi  se  af- 
ferre, recarsi  in  un  luogo  =  andare,  entrare 
in  un  luogo,  Ter.  e  Verg.:  afferri  hanc  ur- 
bem,  avvicinarsi,  esser  spinti  a,  Verg.    2)  di 

C.  inan.,  recare  come  provento,  portare,  pro- 
durre, uvam  (di  vite),  Varr.:  fig.,  magnum 
proventum  poètarum  (di  un'epoca),  Plin.  ep. 

II)  trasl.:  A)  in  gen.:  recare,  portare,  mo- 
strare in  q.c,  avere,  consulatum  in  familiam, 
Cic:  animum  vacuum  ad  res  difficiles  scri- 
beudas,  Cic:  nihil  ostenta  tionis,  Cic:  alci  au- 
xilium,  Ter.:  manus  afferre  alci  o  alci  rei,  met- 
ter le  mani  addosso  ad  una  pers.  o  cosa, 
Cic:  manus  sibi,  uccidersi,  Piane  in  Cic:  ma- 
uus  suisvulneribus,  rinnovare  le  piaghe,  Cic: 
senza  dat.,  prò  se  quisque  manus  affert,  aiu- 
tare, Cic;  alci  (virgini,  pudicitiae  e  sim.)  vim, 
far  violenza,  Cic:  e  parim.  vim  et  manus 
afferre,  Cic 

B)  partic:  1)  recare,  portare  una  notizia, 
voce,  ecc.,  non  jucundissimuin  vobis  nuntium, 
Cic:  qui  de  me  rumores  afferrautur,  Cic.  fil.: 


prius  quam  fama  ac  nuntius  afferretur,  Caes.: 
fama  affert  od  affertur,  coli' acc.  e  Rinfili., Liv.: 
più  spesso  afferre  alqd  ovv.  de  alqa  re,  ripor- 
tare, recare,  riferire,  raccontare  q.c.  come  no- 
tizia, novità,  annunzio,  messaggio,  fama, 
voce  e  sim.,  alqd  novi,  Ter.:  miros  terrores  (no- 
tizie spaventevoli)  ad  alqm,  Cic:  de  Hortensii 
morte  mihi  esc  allatum,  mi  è  giunta  la  nuova, 
Cic:  partic.  colVa.cc.  e  Z'infin.,  Caelium  ad 
illum  attulisse  se  quaerere,  etc,  Cic:  cum  cre- 
bri afferrent  nuntii  male  rem  gerere  Darium, 
Nep.:  crebri  rumores  afferuntur  (si sono  sparse 
voci  con  una  certa  insistenza)  Belgas  contra 
populum  romanum  conjurare,  Caes.  2)  ri- 
portare, mettere  innanzi,  esporre,  addurre  una 
ragione  e  sim.,  ovv.  q.c  come  ragione,  as- 
serzione, motivo,  obbiezione,  negazione,  di- 
scolpa, causam,  Cic:  rationes,  cur  hoc  ita 
sit,  Cic:  ed  assol.:  cur  credam,  afferre  possum, 
posso  rendere  ragione  del  perchè  io  creda, 
Cic:  nihil  afferunt,  qui  negant,  non  si  mette 
innanzi  nulla  fin  che  si  dice  di  non,  ecc., 
Cic:  hic  mihi  afferunt  mediocri tates,  qui  ven- 
gono colle  loro  m.,  Cic:  aetatem,  addurre 

COme  SCUSa,  Cic.  3)  portare,  recare  a  =.  portare, 
effettuare,  cagionare,  occasionare,  fare,  dare,  ad 

ovv.  in  una  pers.  o  cosa,  alci  mortem,  alci 
perniciem,  Cic:  detrimentum,  incommodum, 
Caes.:  alci  laetitiam,  dolorem,  Cic:  salutem 
alci,  Cic:  alci  rei,  Caes.:  in  re  militari  nova, 
introdurre  novità,  Nep.  4)  contribuire  ad 
un  qualche  scopo,  successo,  esito,  multam 
utilitatem   reipublicae  atque  socie  tati,  Cic; 

quindi  afferre  aliquid,  contribuire  a  q.c,  gio- 
vare a  q,c,  aiutare  a,  in  q,c,  aliquid  ad  COIU- 

munem  utilitatem,  Cic:  ad  bene  vivendum 
aliquid,  Cic:  ed  il  contrario,  nihil  afferre,  non 
portare  alcun  vantaggio,  ad  communem  fru- 

ctum,  Cic.    5)   aggiungere,  apportare,  mettere 

di  più  q.c,  come  aggiunta,  aumento,  multa 
addunt  atque  afferunt  de  suo,  Cic:  ad  paternas 
magnas  necessitudines  magnani  attulit  acces- 
sionem  tua  voluntas  erga  me,  Cic:  quis  at- 
tulerit,  chi  ha  apposto  la  clausola  alla  rO' 
gazione,  chi  ne  fu  l'autore,  Cic. 

allieto,  feci,  fectum,  ere  (ad  e  facio),  I) 
fare  q.c  in  aggiunta  ad  alcunché; 
quindi  (come  L  t.  retor.  dialett.J  =  mettere 

in  relazione,  connettere,  collegare,  eae  res,  quae 

quodam  modo  affectae  sunt  ad  id  de  quo  quae- 
ritur,  che  sono  in  certa  qual  relazione,  ecc., 

Cic.  top.  8  ed  1 1 .    II)  influire,  fare  impressione 

su  quale  o  q.c,  e  precis.:  A)  alqm  alqa  re,  si- 
gnifica influire  sull'oggetto  col  mezzo  indicato 
dall' ahi.;  rendere  tale  o  tal  altro,  ecc.  In  ita- 
liano si  traduce  quasi  sempre  col  verbo  deri- 
vato dal  sostantivo  in  ablativo,  o  con  frase 
equivalente,  così  afficere  dolore,  addolorare, 
laetitià,  rallegrare,  e  via  dicendo.  Esempi: 
a.  alqm  maxima  laetitià,  Cic:  ignominia  mor- 
tuum,  egestate  vivum,  Cic:  res  sordidas  deo- 
rum  honore,  prodigare  onori  divini,  ecc.,  Cic: 
alqm  injurià,  far  torto  ad  ale,  Ter.:  alqm 
maximis  praemiis,  Cic:  victorem  exercitum 
stipendio,  regalare,  Cic:  hunc  liberum  popu- 
lum servitute,  ridurre  in  {schiavitù,  Cic:  ci; 
ves  rom.  morte,  cruciatu,  cruce,  Cic:  alqm 
sepnìtm-à,,  dargli  sepoltura,  Cic:  alqd  macula, 
macchiare,  Cic:   eo  nomine,  quo  etc,  dar 


91 


affido 


afflicto 


92 


gli  il  nome,  ecc.,  Cic:  dolorem  iisdem  ver- 
bis,  quibus,  etc,  esprimere,  Cic:  tali  medi- 
camine  vultum,  impiastrare,  Ov.  —  e  così 
nel  passivo,  tantis  pedum  doloribus  affici, 
ut  etc,  aver  tanto  male,  ecc.,  Cic:  morbo 
affectum  esse,  essere  ammalato,  Ter.:  morbo 
gravi  et  mortifero  affectum  esse,  Cic:  gravi 
vulnere  affici,  esser  ferito  gravemente,  Caes.: 
magna  diffìcultate  affici,  essere  implicato  in 
una  grande  difficoltà,  Caes.:  beneficio  affici, 
esser  beneficai  -,  Cic:  pio  dolore  esse  affectum, 
essere  preso,  Cic:  magno  dolore  affici,  provare 
grande  dolore,  Caes.:  admiratione  afficiuntur 
ii,  qui  etc,  si  meravigliano  molto  coloro,  i 
quali,  ecc.,  Cic.  B)  alqm,  fare  impressione 
sul  corpo  o  sull'animo  di  ale,   1)  (p;ù  raro) 

sul  corpo,  porre  in  una  data  condizione,  di- 
sporre, tratture,  a)  generic,  exercendum  cor- 
pus et  ita  affieiendum  est,  ut  etc,  abituarlo, 
Cic:  Syracusanam  civitatem,  ut  abs  te  affecta 
est, ita  in  te  esse  animatam  videmus  fin  doppio 
senso,  cioè   trattata  e    disposta),  Cic 

b)  partic,  impressionare  con  danno,  danneg- 
giare, indebolire,  aestus,  labor,  fames,  sitis  affi- 
ciunt  corpora,  Liv.:  fames  affecit  exercitum, 

LÌV.    2)  porre  in  una  certa  condizione  (buona 

o  no),  disporre  e  sim.,  ut  animos  eorum  ita 
afficiat,  apud  quos  aget,  ut  etc,  Cic:  ut  ei, 
qui  audirent,  sic  afficerentur  animis,  ut  etc, 
G'.c:  litterae  tuae  sic  me  affeeerunt,  ut  etc, 
Cic:  ipsa  mea  legens  sic  afficior  (mi  fa  un  tale 
effetto,  mi  suscita  tali  sentimenti),  ut  etc,  Cic. 
all'ilo,  fìxi,  fixum,  ore  (ad  e  figo),  affiggere, 
1)  propr.:  litteram  illam  (K)  ita  vehementer 
ad  caput,  ut  etc,  Cic:  alqm  cuspide  ad  terram 
ovv.  terrae,  inchiodare,  Liv.:  Prometheum  ad 
Caucasum,  ovv.  sempl.  Caucaso,  Cic:  alqm 
cruci,  Liv.:  arma  tempio,  appendere,  Quint. 

IT)  trasl.,  a)  attaccare,  incatenare,  inchiodare, 
stringere,  infiggere,  piantare,  fermare,  tener  saldo 

q.c.  o  quale,  a)  e.  inan.:  Ithaca  illa  in  asperri- 
mis  saxis  tamquam  nidulus  affixa,  Cic:  humo 
divinae  particulam  aurae,  Hor.:  ed  astr.,  conti- 
nenza cum  ipso  negotio  sunt  ea,  quae  semper 
affixa  esse  videntur  ad  rem  neque  ab  ea  sepa- 
rari  possunt,Cic  p)  pers.:  homines  in  exigua 
terrae  parte  affixi, Cic:  alqm  lecto  ovv.  lectulo 
(di  disgrazie,  della  vecchiaia,  obbligare  al 
letto),  Hor.  e  Sem:  anus  affixa  foribus  (che  ri- 
mane continuamente),  Tibull.  :  alci  affixum 
esse  tamquam  magistro,  non  scostarsi  da  lui, 
Cic:  affixus  lateri  sinistro,  standogli  fermo 

alla  sinistra,  Verg.  b)  tener  fermo,  imprimere, 
far  entrare,  nel  passivo  rimaner  fermo,  entrare, 

memoriae,  Quint.:  affìgi  animis  nostris,  Cic 
attingo,  finxi,  fictum,  ere  (ad  e  fingo),  ri- 
trarre ad  imitazione,  foggiare,  aggiungere  for- 
mando, I)  propr.,  di  artisti:  alci  manus,  Cic: 
partem  corporis,Cic:  multa  natura  aut  affingit 
(crea,  dà  forma)  aut  mutat,  Cic   II)  trasl., 

1)  dare,  attribuire,  riferire,  aggiungere  (a  torto) 

colla  immaginazione,  qui  nihil  opinione  affin- 
gat  assumatque  ad  aegritudinem,  Cic:  quia 
huic  generi  malorum  non  affingitur  illa  opinio 

(pregiudizio),  Cic    2)  aggiungere  inventando, 

fingendo,  nel  raccontare,  quid  error  affinxerit, 
Cic:  multa  rumore  affingebantur,  Caes.:  neque 
vera  laus  ei  detracta,  neque  falsa  afficta,  Cic: 
homines  affingentes  vana  auditis,  Liv. 


aftTnis,  e  (ad  e  finis),  confinante,  I) propr.: 

gens  affinis  Mauris  feonfin.  coi  Mauri),  Liv. 

II)    trasl.:    1)  imparentato   per  via  di  matri- 

monii,  parente,  alter  mihi  affinis  erat,  Cic:  e 
poet.,  vincila  affinia,  i  vincoli  di  parentela, 
Ov.:  più  spesso  sost.  (m.  e  f.),  questo  o  quel 

parente  =  cognato,  cognata   (in   Senso  Stretto 

e  largo),  suocero  e  genero,  Cic:  cognati  et 
affines,  parenti  (in  genere)  ed  affini  (in 
partic),  Cic:  in  tono  scherzoso,  del  marito 
della  druda,  Cic  Verr.  2,  36  e  altr.  2)  af- 
fine, cioè  confidente,  immischiato  in  q.C,  con- 
sapevole, partecipe,  complice,  socio,  col  genit.r 

rei  capitalis,  Cic:  col  dat.,  facinori,  Cic. 

afl'Tmtas,  atis,  f.  (affinis),  I)  affinità, per 
via  di  matrimonio,  cognazione,  affinitate  alqm 
attingere,  Cic:  affinitate  conjungi  cum  alqo, 
Ney.:  plur.,  propinquitatibus  affinitatibusque 

COnjuncti,  Caes.:  meton.,  cognazione  =  il  co- 
gnato stesso,  Justin.  17,   3,  5  (plur.).    II) 

stretta  relazione,  parentela,  litterarum,  Quint. 

1,  6,24. 

affi  rinate*  avv.  (affirmatus  da  affirmo)r 

affermativamente,  con  asseveranza,  in  modo ,  sa- 
crosanto, Cic  de  off.  3,  104. 

aftirmallOj  ònis,  f.  (affirmo),  afferma- 
zione, asserzione,  conferma,  Cic  ed  a. 

affirmo,  avi,  àtum,  are  (ad  e  firmo)  === 

render  fermo,  duraturo,  trasl.:    I)  confermare  , 

assodare,  rinforzare,  ea  res  Troianig  spem  af- 
fìrmat,  conferma  nei  Tr.  la  speranza,  Liv.: 
societas  jurejurando  affirmatur,  vien  confer- 
mata, LÌV.  II)  confermare,  convalidare,  asso- 
dare q.c.  colle  parole  o  coi  fatti,  come  vero, 
giusto,  a)  generic.  {contr.  refellere),  alqd, 
Cic:  transfugarum  dieta,  Liv.   b)  affermare, 

asserire,   asseverare,  sostenere,    difendere   q.c. 

come  vero,  come  dimostrato  (contr.  dubitare, 
negare,  abnuere),  Cic:  rem  prò  certo,  Liv.: 
certuni  affirmare  non  ausim,  Liv.:  omni  asse- 
veratione  tibi  affirmo,  colVa.cc.  e  Z'infìn.,  Cic: 
si  lilla  alia  de  re  obscura  affirmare  possem, 
dire  con  sicurezza,  parlare  in  modo  deter- 
minato, Cic. 

affla tus,  us,  m.  (afflo),  I)  il  soffiare, 
respiro,  soffio,  vento,  che  giunge  a  q.c.  od  a 
quale.,  afflatus  et  vis  frigoris,  Sem:  soffio,  re- 
spiro d'un  animale,  Ov.:  esalazione  di  vapori, 
ex  terra,  Cic:  del  fuoco,  ignes  caelestes  adus- 
sisse  levi  afflatu  (con  leggiero  tocco,  sfiorando) 
vestimenti,  Liv.  :  vaporis,  Liv.  II)  trasl., 
soffio,  auto  dello  spirito  divino,  sine  aliquo 
afflatu  divino,  Cic:  sine  quodam  afflatu  quasi 
furoris  (di  ispirazione),  Cic 

affleO,  ère  (ad  e  fleo) ,  piangere  a,  piangere, 

Hor.  art.  poet.  101  (secondo  lo  Haupt). 

afflictatlO,  f.  (afflicto),  afflizione  penosa, 
tormento,  travaglio,  Cic  TuSC.  3,  27  e  Sen.  ad 

Helv.  17,  5  (secondo  il  Koch). 

afflictio,  ònis,  come  ilprec,  Sen.  ad  Helv. 
17,  5  (16,  11  :  forma  dubbia  invece  deZZ'affli- 
ctationis  sostenuto  dal  Koch). 

afflicto,  avi,  àtum,  àre(intens.  cfo'affligo), 
I)  battere  con  violenza  sopra  quale,  o  q.c, 
1)  propr.:  afflictare  se,  battersi  il  petto  (come 
segno  di  d»hret  ecc.),  Sali,  e  Tac  2)  trasl., 
afflictare  se  ovv.  al  medio  afflictari,  affiiggersi- 

darsi  pensiero,  angustiarsi,  Ter.  e  Cic,  de  qui, 


93 


afflictor 


affrico 


94 


bus  (rebus  domesticis)  vehementissime  afflictor, 

Cic.    II)  pregn.,   sbattere,  agitare  con  forza, 

malamente,  1)  propr.:  onerarias  naves  (di  tem- 
pesta), Caes.  2)  trasl.,  affliggere,  colpire,  mal- 
trattare, far  penare,  travagliare,  opprimere,  gra- 

vius  vehementiusque  afflictari  (se.  morbo), 
Cic:  afflictari  gravi  morbo,  Liv.:  affi.  Batavos 
(molestare),  Tac.:  Italiani  luxuria  saevitiàque, 
travagliare,  Tac. 

afflictor,  Òl'is,  m.  (affligo),  abbattitore,  at- 
terrato™, dignitatis,  Cic.  Fis.  64. 

afflictuS;  a,  um,  part.  agg.  col  compar. 

(da  affligo),     1)    ridotto    a    mal   partito,  triste, 

sfortunato,  infelice  (contr.  integer,  florens), 
Cic:  afflictior  condicio,  Cic.  2)  avvilito,  afflitto, 
contristato,  aegritudine  afflictus  (travagliato), 
Cic:  afflicti  animi  bonorum,  Cic:  afflicti  et 
fracti  animi  fuit,  Cic:  plur.  sost.,  excitare  af- 

flictos,  Cic.     3)  disprezzato,  disonorato,  reietto, 

homo  afflictus  et  perditus,  Cic 

a''fli£Oj  flixi,  flictum,  ere  (ad  e  fligo);  I) 
battere  contro,  sbattere  contro,  lanciare  contro, 

urtare,  battere  con  violenza,  A)  in  gen.:  na- 
vem  ad  scopulos,  Cic:  alqm  terrae,  Óv.:  vasa 
parietibus,  Liv.:  trasl.,  se  affligere,  affliggersi, 
Cic  de  div.  2,  6.  B)  pregn.,  gettar  ai  suolo, 
abbattere,  atterrare,  1)  propr.:  arborem,Caes.: 
statuam,  Cic  :  equi  virique  afflicti  (in  batta- 
glia), Sali.  2)  trasl.:  ubi  Mars  communis  et 
victum  saepe  erigeret  (sollevare)  et  affligeret 
(abbattere)  victorem,Liv.  28, 19, 11.  II)  dan- 
neggiare, piagare,  rovinare,  sbattere,  sconquas- 
sare, 1)  propr.:  fasti  caput  alcjs,  Tac:  naves, 
quae  gravissime  afflictae  erant  (avariate), 
Caes.:  fig.,  cum  prospero  flatu  ejus  (fortunae) 
utimur,  ad  exitus  pervehimur  optatos  et, 
cum  reflavit,  affligimur,  naufraghiamo,  Cic 

2)  trasl.:  a)  affliggere  =  ridurre  a  mal  par- 
tito, trattar  duramente,  tribolare,  recar  grande 
pregiudizio ,    deprimere  .    umiliare ,   abbattere , 

alqm,  Cic:  barbariam,  Cic:  equestrem  ordi- 
nem,  Cic:  causam  susceptam,  far  cadere  ap- 
posta, perdere,  Cic:  vastatione  opes  liostium, 
Liv.,  e  nel  passivo  vectigalia  bellis  affliguntur, 
si  sminuiscono,  Cic:  uno  genere  morbi  affligi, 

Cic.    b)  contristare,  avvilire,  affliggere,  scorare 

quale,  od  il  suo  animo  (contr.  levare),  alqm, 
Cic:  animos  affligere  et  debilitare  metu,  Cic 

e)  perveì'tire  i  costumi',    render  peggiore,  pili 

triste,  saeculi  mores,  Fior. 

afflo,  avi,  àtum,  are  (ad  e  fio),  .1)  soffiare 
verso, spirare,  k)propr.:  a)  intx., del  vento, eae 
partes,  ex  quibus  ventus  afflare  solet,  Varr.: 

di  odori,  giungere  al  naso,   emanare,  olezzare, 

afflabunt  tibi  non  Arabuni  de  gramine  odo- 
res,  Prop.:  odores,  qui  afflarentur  e  floribus, 
Cic  b)  tr.,  del  fuoco,  calidum  membris  afflare 
vaporem,  Lucr.  B)  trasl.,  a)  intr.  soffiare, 
spirar  verso  (come  il  vento  che  gonfia  le  vele) 
—  esser  favorevole,  felix,  cui  placidum  leniter 
afflat  amor,  Tibull.:  afflante  fortuna,  Quint.   b) 

tr.:  Oi)  soffiar  e  a  =  apportare,  arrecare,  Vìimorìs 

nescio  quid  afflaverat  commissione  Graecorum 
frequentiam  non  fuisse,  Cic  P)  ispirare,  comu- 
nicare (impercettibilmente),  (genetrix)  laetos 
oculis  afflarat  honores,  Verg.:  e  del  veleno  del- 
l'invidia, si  queni  reperiat,  cui  aliquid  mali 
faucibus  afflare  possit,  Cornif.  rhet.  II)  spi- 
rare, soffiare  (~  commuovere  col  soffio,  collo 


spirare),  A)  propr.,  del  vento,  dell'aria,  terga 
tantum  afflante  vento,  Liv.:  del  respiro,  tau 
rorum  afflari  ore,  Ov.:  dello  sbuffare  dei  ca- 
valli del  sole  (—  aria  del  mattino),  nosque 
ubi  primus  equis  Oriens  afflavit  anhelis,  Verg.: 
del  lampo,  del  fuoco  e  del  caldo  in  genere,  me 
divùm  pater  fulminis  afflavit  ventis,  Verg.:  e 
così  fnlminis  telis  ovv.  fulminum  ignibus  af- 
flari, esser  colpito  dal  fulmine,  Ov.:  sauciiaf- 
flatique  incendio,  scottati,  abbruciati,  Liv. 
B)  trasl.,  ispirare,  afflata  est  numine  quando 
jam  propiore  dei,  Verg. 

affi rt on s,  entis,  part.  agg.  col  compar. 
(da  affluo),  I)  «he  scorre  in  abbondanza  verso, 
che  c'è  in  abbondanza,  in  sovrabbondanza,  af- 
fluente, copiae,  Cic:  ex  affluenti,  Tac.  II)  ab- 
bondante; dotato,  fornito,  ricco  di  q.c,  opibllS  et 
copiis,  Cic:  amicitia  ditior  et  affluentior,  che 
spesso  dà  più  di  quel  che  riceve,  Cic. 

affluente!*,  avv.  col  compar.  (affluens), 
in  abbondanza,   copiosamente,    con  profusione, 

Cic  e  Nep. 

affi  tieniti  a,  ae,  f.  (affluens),  affluenza,  ab- 
bondanza, omnium  rerum,  Cic:  munditiam, 
non  affluentiam  (non  lusso)  affeetabat,  Nep. 

affilio,  fluxi,  fluxum,  ere  (ad  e  fluo),  af- 
fluire, scorrere  verso  q.C,  I)  propr.:  1)  in 
istretto  senso,  di  fiumi,  ecc.,  Eurotas  prope 
affluit  moenibus,  Liv.  2)  in  senso  largo,  di 
altri  oggetti:  a)  come  t.  t.  della  filos.  epi- 
cur.,  delV  «  affluire  »  di  atomi  ed  immagini, 
necessario  ad  una  percezione,  ad  deos  af- 
fluere,  Cic  b)  di  cibi,  venir  su  (nello  sto- 
macoj,  cibo  affluente,  Suet.  e)  di  moltitudine 
di  pers.,  affluire,  affluente  cotidie  multi tu- 
dine  ad  famam  belli  spemque  praedae,  Liv. 
Il)  trasl.:  1)  giungere  (impercettibilmente), 
insimiarsì,  voluptas  ad  sensus  cum  suavitate 
affluit  et  illabitur,  giunge  dolcemente  ai  sensi, 
Cic:  nihil  ex  istis  locis  non  modo  litterarum, 
sed  ne  rumoris  quidem  affluxit,  Cic.  2)  af- 
fluire, esserci  in  abbondanza,  cum  domi  otium 

etdivitiae  affluerent,  Sali.:  ubi  effuse  affluunt 

opes,  LÌV.:  quindi  alqa  re  ==  posseder  in  ab- 
bondanza, in  sovrabbondanza,  essere  ben  fomiti, 

unguentis  affluens,  pieno  di  unguenti,  Cic: 
voluptatibus,  Cic. 

attor  (ad-for),  fàtus  sum,  fari,    I)  v.  att., 

parlare  ad  ale.,  alloquire,    a)  in  gen.:  versibuS 

iisdem  alqm,  quibus,  età,  Cic:  nomine  alqm, 
Verg.:  quindi  «  parlare  ad  ale.  accomiatan- 
dosi, congedandosi  »,  salutare,  affari  extre- 
mum,  Verg.:  hos  ego  digrediens  affabar,Verg.: 
e  dopo  la  sepoltura  d'un  morto,  sic  positum 
affati  discedite  corpus  (dato  il  supremo  addio), 

Verg.  b)  partic,  alloquire  pregando  =  implo- 
rare, deos,  Verg.:  precando  Vestam,  Ov.  II) 
v.  pass.,  perfi,  affatum  esse  =  esser  detto, 
esser  stabilito  dal  fato,  seg.  da  ut  e  il  cong., 
Sen.  nat.  qu.  2,  38,  1.  —  Questo  verbo  siusa 
soltanto  nell'indie,  pres.  2a  pers.:  nella  la 
pers.  imperf.  indie,  nella  2a  pers.  delVim.- 
perat.,  nell'infin.  e  nel  partic. 

all'ore  ed  afForem,  V.  assum. 

atl'rieo,  frtcui,  frictum,  are  (ad  e  foco),. 

sfregar  contro,  stropicciare  a,  fig.  =  attaccare 

ad  ale.  per  contatto,  alci  rubiginem  suam, 
Sen.  ep.  7,  7. 


95 


affrictus 


Agenor 


96 


aflriclus,  ahi.  Ù,  m.  (affrico),  lo  sfregare, 

lo  stropicciare,  Sen.  nat.  qu.  5,  14,  4. 
afl'ìii,  V.  assum. 
all'ulivo,  fulsi,  ère  (ad  e  fulgeo),  apparire 

splendente  a,  di  fronte;  splendere  a,   I)propr.: 

Venus  {come  pianeta)  affulsit,  Ov.:  caeli  àr- 
dentis  species  affulserat,  il  cielo  aveva  splen- 
duto come  un  mare  di  fuoco,  Liv.  II)  trasl., 
a)  dello  sguardo  benigno  di  una  divinità 

che  appare,  ecc.,  rifulgere,  risplendere,  vultus 

ubi  tuus  affulsit,  Hor.  b)  dell  astro,  o  raggio 
della  sorte,  della  speranza,  ecc.,  rifulgere, 

splendere,  arridere,  apparire,   consuli  rei    ma- 

joris  spes  affulsit,  Liv.:  et  mihi  talis  fortuna 
affulsit,  brillò,  Liv. 

aitando,  fùdi,  fusum,  ere  (ad  e  fundo), 

infondere,  gettar  dentro,  versare  in,  spargere  in, 

I)  propr.:  venenum  vulneri,  Tac.:  ei  (nido) 
vini  genitalem,  Tac.  II)  trasl.:  1)  affundi, 
a)  del  rossore  della  vergogna  :  rubor  qui  gra- 
vissimis  quoque  viris  subito  affunditur,  sale 
d'un  tratto  al  volto,  Sen.  b)  di  moltitudine 

di  persone,  ecc.  =  riversarsi  dentro,  in  e  siih., 
estendersi,  stendersi,  equitum  tria  milia  Corni- 

bus  affunduntur,  Tac.   2)  affusum  esse,  esser 

gettato  =  esser  prostrato,  prostrarsi,   gettarsi, 

tumulo,  Ov.:  genibus  alcjs,  Fior.:  amplecti 
pedes  affusaque  poscere  vitam,  Ov. 

aft'iHùrus,  V.  assum. 

afftrem,  àfttre,  V.  absum. 

Afranius,  a,  um,  nome  di  una  gens 
plebea;  i  più  noti  membri  di  essa  sono: 
I)  L.  Afranius,  poeta  comico  di  Boma,  che 
fiorì  probab.  intorno  al  130  av.  Cr.,  contem- 
poraneo di  Terenzio.  II)  L.  Afranius,  fido 
■partigiano  e  abile  luogotenente  di  Gneo 
Pompeo  Magno.  —  De  riv.:  Afraniànus, 

a,  Um,  Afraniano,  di  Afranio, 

Afri.,  òrum,  m.,  gli  abitanti  dell'Africa, 
partic,  in  senso  stretto,  gli  abitanti  del  ter- 
ritorio di  Cartagine  (  V.  sotto  Africa  n°  2), 
Afri,  Africani  (partic.  i  sacerdoti  di  Giove 
Ammone  nel  deserto  Libico,  Nep.  Lys.  3, 
2).  —  Sing.  dirus  Afer,  _di  Annibale,  Hor. 
carm.  4,  4,  42.  —  Agg.  Atei*,  fra,frum,  afro, 
africano,  pedites,  Liv.:  aequora,  tra  V Africa 
e  la  Sicilia,  Ov.:  avis,  gallina  faraona,  Hor. 
—  Deriv.:  A)  Africa,  ae,  f.,  anche  terra 
Africa,  Africa,  1)  in  senso  largo,  la  parte  del 
mondo  che  i  greci  chiamavano  Ai^óy),  an- 
nessa dapprima,  ora  all'Asia,  ora  all'Eu- 
ropa, poscia  per  comune  consenso  divisa  dal- 
l'Asia dall'Istmo  di  Suez.  2)  in  istretto  senso, 
Africa  propria  ovv.  Africa  provincia,  il  terri- 
torio ove  sorgeva  Cartagine,  più  il  paese  tra 
le  due  Sirti.  B)  Àfricanus,  a,  um,  Afri- 
cano, appartenente  all'Africa  (tanto  in  senso 
largo  che  stretto),  bellum,  Cic:  e  causae  (fac- 
cende), Cic:  possessiones,  Nep.:  sost.,  Africa- 
nae,  arum,  f.  (se.  bestiae),  belve  dell'Africa  = 
pantere,  leoni,  leopardi  e  tigri,  che  servivano 
partic.  nei  giuochi  circensi  (ludi  circenses), 
Liv.:  ed  Africanus,  come  soprannome  dei  due 
celebri  Scipioni,  V.  Cornelius.  C)  Africus, 

a,    um,    africo,   d'Africa,  africano,   ora,    Liv.: 

praesidia,  Sali.:  partic.  ventus  Africus  (Cic), 
ovv.  Africus  ventus  (Liv.)  e  comun.  assol. 
AfrìCUS,  i,  m.,  Africo  (il  vento  A.)  0  Garbino, 


vento  di  SO  o  di  OSO,  greco  ALty;  per  tutti 
quelli  che  abitano  al  di  qua  del  mar  Medi- 
terraneo, esso  soffia  dalla  parte  di  sera,  e 
porta  temporali  e  procelle,  creber  procellis, 
Verg.:  praeceps,  protervus,  Hor.:  anche  agg., 
Af'ricae  procellae,  Hor.:  e  personif.  come  dio 
di  questo  vento,  Africus  pater,  Prop. 

&gamcdcs,is,  m.  (\AYau.Y]§Yjs),  Agamede, 
figlio  di  Ergino  (re  di  Orcomeno). 

A  gii  meninoli  (Agamemno),  onis,  acc. 
onem  e  poet.  ona,  m.  ('Aya|ié|Jiva)v),  Agamen- 
none, figlio  (o  nipote)  e  successore  di  Atreo, 
re  di  Micene,  fratello  di  Menelao,  marito  di 
Clitennestra,  padre  di  Oreste,  di  Elettra  e 
di  Ifigenia,  capitano  supremo  dei  Greci  sotto 
Troia;  ritornato  in  patria  fu  ucciso  dalla 
moglie  e  dal  drudo  di  essa,  Egisto.  —  De- 
riv.: AganiemnonTtis,  a,  um  ('Ayaiisiivó- 

VlOg),    agatnennonio,    di    Agamennone,    claSSÌS, 

Liv.:  puella,  Ifigenia,  Prop. 

Àganippè,  ès,  f.  ('Ayav^TCYj),  Agamppe, 
fonte  (e  ninfa  di  questa  fonte,  figlia  del  dio 
fluviale  Permesso)  dell'Elicona  in  Beozia, 
sacra  alle  Muse  ed  ispiratrice  dei  poeti.  — 
Deriv.:  a)  Aganippeus,  a,  um  di  Aga- 
nippe,  lyra,  dedicata  alle  Muse,  Prop.  b) 
AganippiS,  ptdos,  f.,  discendente  da  Aga- 
nippe» 

agaSO,  ònis,  m.  (ago),  cavallaro,  servo  di 
stalla,  palafreniere,  Liv.  ed  Hor. 

Agalhocles,  is,  m.  CAyoi.Qoy.Xfic,),  Aga- 
tocie,  tiranno  di  Siracusa,  nato  nel  362  av.  C. 
a  Terme,  da  genitori  di  bassa  condizione. 

A^alliyriia,  ae,  f.  ('AyàGupva),  Agatima, 
città  della  costa  settentrionale  della  Sicilia  ; 
oggi  S.  Agata. 

£gàtliyrsi,  òram,  m.  ('AyàGupaot),  Aga- 
tirsi,  popolo  di  confine  degli  Sciti,  sul  Ma- 
ros  ;  quindi  in  una  parte  della  Transilvania 
e  del  Banato  di  Temesvar;  si  dipingevano 
di  un  color  turchino  chiaro  o  si  tatuavano 
(quindi  picti). 

ilgslvé,  ès,  f.  (\AYauyj),  Agave,  figlia  di 
Cadmo,  moglie  diEchione,  madre  di  Penteo 
che  succedette  all'avo  sul  trono,  e  che  essa 
in  un  furor  bacchico  dilaniò,  prendendolo 
per  ima  bestia  feroce. 

Agedincuiu,  i,  n.,  città  capitale  dei  Se- 
noni  nella  Gallia  Lugdunese;  oggi  Sens  in 
Champagne. 

agclluius,  i,  m.  (dimin.  di  agellus),  cani- 
piceiio,poderetto,  Catull.  e  Seriori. 

agellus,  i,  m.  (dimin.  di  ager),  campi- 
cello,  poderetto  (povero,  da  nulla  ovv.  gra- 
zioso), Cic.  ed  a. 

agenia,  matis,  n.  (àyYjjia = agmen),  nome 
di  una  schiera  di  soldati  sce  Iti  (amici,  é-caìpoc), 
a  cavallo  ed  a  piedi  (cetrati,  OTtaoTcìaxai), 
usata  nell'esercito  macedonico  da  Filippo  ed 
Alessandro,  Liv.  e  Curt. 

Agénttr,  oris,  m.  ('Ay^vcop),  Agenore,  re 
dei  Fenici,  figlio  di  Nettuno  e  di  Libia, 
fratello  di  Bèlo  (del  padre  cioè  di  Egitto  e 
Danao),  padre  di  Cadmo,  di  Europa  e  d'al- 
tri, padre  o  nonno  di  Fineo  (re  dei  Traci), 
proavo  di  Didone  e  quindi  anche  dei  Fenici 
(Cartaginesi),  quindi  nei  poeti  Agenoris  urbs 
=  Cartagine,  Agenore  natus  =  Cadmo.  — 


97  agor 

Derìv.:  1)  ÀgéllorétlS,  a,  uni,  appar- 
tenente ad  Agenore,  di  A.,   domus,   di  Cadmo, 

Ov.:  bos,  quello  che  portò  via  Europa  (Giove 
trasformato),  posto  tra  le  costellazioni,  Ov. 
2)  Àgenttrìdes,  ae,  m.  ('AyyjvopiSyjs),  nome 
patronimico,  Agenoride,  detto  di  Cadmo  e 
Perseo  (discendente  di  Danao). 

ìiger,  agri,  m.  (àypós),  I)  ogni  pezzo  di 

terra,  campo,  campagna,  terreno,  podere,  ager 

fertilis,  Cic:  agrum  colere,  Cic:  agrum  con- 
serere,  Cato.  —  Quindi  in  contrapp.  a  ter- 
reno caseggiato  o  boscoso,  campo,  a)  in  con- 
trapp. a  città,  campagna  in  genere,  in  prosa 
comun.  al  plur.,  vastati  agri  sunt;  urbs  as- 
siduis  exhausta  faneribus,  Liv.:  non  solum 
ex  urbe,  veruni  etiam  ex  agris  ingentem  nu- 
merum  perditorum  hominum  collegerat,  Cic. 
b)  in  contrapp.  a  monte,  vaile,  ignotos  mon- 
tes  agrosque  salutat,  Ov.  e)  in  contrapp.  al 
mare,  in  agrum,  dalla  parte  di  terra,  vergere 
in  agrum,  Liv.:  in  agros,  Liv.  d)  come  deter- 
minazione di  lunghezza,  in  agrum,  in  lun- 
ghezza (contr.  in  fronte  ovv.  in  frontem,  in 
larghezza),  Hor.  II)  territorio  di  una  re- 
gione, Tusculanus,  Cic:  Helvetius,  Caes. 

Àgèsilaus,  i,  m.  ('AyYja&aos),  Agesilao, 
re  di  Sparta,  figlio  del  re  Spartano  Archi- 
damo,  vincitore  del  satrape  Persiano  Tissa- 
ferne  presso  il  Pactolo  in  Asia  (395  av.  Cr.) 
e  più  tardi  dei  Greci  presso  Coronea  in 
Beozia. 

aggelilo  (ad-gemo),  ere,  gemere  a  (con 
quale),  Ov.  fast.  5,  400. 

aggi* r9  eris,  m.  (2.  aggero),  I)  il  mate- 
riale, il  necessario  per  argini  (pel  vallo),  la  terra 
per  l'argine,  per  fortificazioni,   per  ripari,  per 

riempiere,  anzitutto  come  t. 1.  milit.,  per  for- 
tificare il  campo  fefr.  sotto  il  n°  II),  agge- 
rem  petere,  comportare,  Caes.:  aggere  et  cra- 
tibus  fossas  explere,  Caes.:  rates  (injunctas) 
terrà  et  aggere  integere,  guernire  con  terra 
e  pietre,  Caes.:  poet,  moliri  aggere  tecta,  por 
mano  a  fabbricar  la  città,  cingendola  di 
un  vallo,  Verg. 

II)  trasl.,  ogni  argine,  riparo,  diga,  forti- 
ficazione, vallo,  trincea,  parapetto  e  sitìl.,  fatto 

di  terra  ammucchiata,  1)  anzitutto  commi, 
come  t.  t.  milit.,  a)  argine,  formato  colla 
terra  scavata  dalla  fossa,  per  rinforzare  il 
campo,  su  cui  si  erigeva  il  valium  (fatto 
con  palizzate,  pali  e  graticci),  bastione  di 

terra  per  fortificazione,   aggere,   VÌneis,    tur- 

ribus  oppidum  oppugnare,  Cic:  aggerem 
apparare,  instruere,  exstruere,  facere,  jacere, 
Caes.:  aggerem  ad  urbem  promovere,  Cic:  ag- 
geri  ignem  inferre,  Caes.  b)  argine,  vailo,  for- 
tificazione, come  difesa  di  un  luogo  contro 
gli  assalti  nemici,  agger  Tarquinii,  comun. 
sempl.  agger,  condotto  da  Servio  Tullio  per 
sicurezza  della  città  di  Roma,  in  quella  parte 
della  città  che  si  estende  in  piano  verso  le- 
vante dalla  porta  Collina  sino  alVEsqui- 
lina;  innalzato  poi  da  Tarquinio  il  Superbo, 
detto  da  Cicerone  maximus,  perchè  era  lungo 
7  stadi.  Inquesti  paraggi  (attorno  all'odierna 
Porta  S.  Lorenzo)  ridotti  probabil.  da  Me- 
cenate ad  uso  di  passeggio  pubblico,  si  acco- 
glieva molta  gente,  e  là  quindi  esercitavano 
il  loro  mestiere  giocolieri,  indovini,  ciarla- 


98 


tani,  ecc.,  Hor.,  Suet.  ed  a.:  quindi  poet.  per 

vallo,  in  difesa  di  una  città,    muro  di  cinta, 

aggeres  murorum,Verg.:  primas  in  litore  sedes 
castrorum  in  morem  pinnis  et  aggere  cingit, 
Verg.  e)  argine  innalzato  per  difesa  contro 
le  incursioni  dei  vicini,  Tac  ann.  2,  19. 

2)  generic,    riparo,    difesa,   argine  posto 

contro  alcunché;  a)  per  proteggere  i  campi, 
terreus,  Varr.:  agrestis,  Tac.  b)  per  sicurezza 
di  una  riva,  di  un  porto,  argine,  molo  (detto 
anche  moles),  Verg.,  Tac.  ed  a.:  quindi  (nei 
poeti),  scarpa  della  riva  e  riva  (come  argine 
naturale),  gramineus  ripae  agger,  Verg.:  her- 
bosus  agger,  Ov.    e)  per  assicurare  la  via 

attraverso  luoghi  paludosi,  argine  per  pas- 
saggio, pontes  et  aggeres  humido  paludum  im- 
pone re,  Tac  d)  pavimento  d'una  strada  (anche 
strada)  fatto  a  rialzo  nel  mezzo,  agger  viae, 
Verg.  e  Tac.  hist.  2,  24  e  3,  21. 

3)  (poeticam.)  ogni  sorta  di  innalzamento 
artificiale  o  naturale  sul  suolo,  come  a) 
partic.  del  suggestus,  come  bigoncia  degli 
oratori,  costruita  con  terra  e  zolle;  come 
queir  elevazione  di  terra  che  costituiva  il  tu- 
mulo, tumulique  ex  aggere  fatur,  Verg.   b) 

avello,  tumido,  Verg.  ed  a.    e)  rogo,  pira,  Ov. 

ed  a.  d)  di  monti  e  colli  come  argini  na- 
turali, vette,  aggeres  Alpini,  Verg.  e)  di  ogni 
«  mucchio  »  elevato,  argine,  aggeres  ni- 
vei,  Verg.:  medio  ex  aggere  (di  legna),  Ov.: 
agger  armorum,  Tac 

agger/ìlìo,  ònis,  f.  (aggerare),  argina- 
mento, arginatura,  argine,  Plin.  2,  1,  20  (plur.). 

1.  aggero,  avi,  àtum,  are  (agger),   I) 

propr.,  innalzare,  riparare,  fortificare  come  se 

si  facesse  un  argine,  arginare,  Tac.  ann.  1, 

63.  IIJ  trasl.,   ammucchiare,  ammonticchiare, 

cadavera,  Verg.:  ossa,  Tac,  fig.,  accrescendo, 

aumentare,  ingrandire,  accrescere,    dictis  iras, 

Verg. 

2.  aggero  (ad-gero),  gessi,  gestum,  ge- 

rcre,    apportare,    metter   insieme,  partic.   in 

quantità  e  quindi  con  fatica,  portare  in  un 

luogo,  ammonticchiare,  ammassare,  I)  propr.l 

luta  et  limum,  Cic.  fr.  :  aggeritur  tumulo 
tellus,  Verg.  II)  generic:  1)  aggiungere 
aumentando  =  accrescere  (con  fatica),  qua- 
drantes  patrimonio,  Phaedr.:  opes  opibus, 
Sen.  2)  aggiungere  in  quantità  =■  colmare, 
ricolmare  quale,  di  q.c,  probra,  Tac 

aggesstUS,  US,  m.  (aggerere),  ammassa- 
mento,  adunamento,  provvista,    pabuli,   ligno- 

rum,  Tac:  copiarum  (vettovaglie),  Tac 

agglomero  (ad-glomero),  avi,  atum,àre, 
propr.,  «far   su  a  gomitolo»,  quindi 

poet.,  trasl.,  stringersi  presso  quale,  unirsi  ad 

ale,  se,  Verg.:  se  lateri  nostro,  Verg. 

agglutino  (ad-glùtino),  avi,  àtum,  are, 

agglutinare,  attaccare,  appiccicare   e  sim.,  no- 

vum  prooemium,  Cic:  alqd  fronti,  Cels. 

aggravesco  (ad-gravesco),  ere,  aggra- 
varsi, di  malattia,  Ter.  Hec  337. 

aggravo  (ad-gravo),  avi,  atum,  are,  ag- 
gravare, render  più  grave,  trasl.:  I)  render 
grave,  opprimente,  cioè   a)  riguardo  alVin- 

tensità  =  aggravare,  rendere  pericoloso,  incru- 
dire, valetudinem,  Suet.:  dolorem,  Curt.  b) 
riguardo  alla  natura,  qualità,  render  oppri- 
mente, grave;  aggravare,  ridurre   a   mal  par- 


Georges-Calonghi,  Dizionario  latino-italiano. 


99 


aggredio 


ajnto 


10O 


tuo,  inopiam  sociorum,  Liv.:  quo  (bello)  si  ag- 
gravatae  res  essent,  Liv.:  sortem  alcjs,  Curt. 
II)  aggravare  in  genere,  a)  fisicam.,  morbo 
quartanae   aggravante   (se.   eum),   Suet.    b) 

moralm.,   metter  a  carico   di  àie,   aggravare, 

di  prove,  nihil  reum,  Quint.  5,  7,  18. 

arredi©,  ere,  forma  second.  attiva  di 

aggredior,  andare   a,    avvicinarsi,    1)  propr., 

avvicinare  ale.  con  qualche  scopo,  pnr  gua- 
dagnarselo, cercar  di  cattivarsi,  nel  passivo, 
hoc  restiterat,  ut  a  te  fìctis  aggrederer  donis, 
Cic.  fr.  II)  trasl.,  andare  a  q.c,  imprendere, 
accingersi  a  q.c,  facillimis  quibusque  aggres- 
sis,  Justin.  7,  6,  5. 

aggredior  (adgredior),   gressus   sum; 

gredi  (ad  e  gradior),  andare   a,   avvicinarsi  a 

q.c.  o  quale,  I)  propr.:  \)ingen.:  scadale, 
ad  alqm  e  sempì,  alqm,  Comici,  b)  andare, 
giungere,  metter  piede  in  un  dato  luogo,  non 
repelletur,  quo  aggredì  cupiet,  Cic.  2)partic, 
avvicinarsi  a  quale,  o  q.c.  per  iscopi  partico- 
lari,  a)  con  intenzioni  benigne,  avvicinarsi, 

venire  ad  uno,  cercar  di  guadagnare,  di  catti- 
varsi, tentare,  alqra  Romae,  Cic:  alqm  arte 
(astuzia),  Liv.  :  alqm  pecunia,  Sali.  :  trasl., 
alcjs  modestiara  acrius,  porre  a  più  dura 
prova,  Tric.  b)  con  intenzioni  ostili,  aggre- 
dire, assalire,  arrivar  addosso  a  quale.,  alqm, 
Cic.  ed  a.:  alqtn  ferro,  Ov.:  muruin,  Salì.:  per- 
seguire giudiziariam.,  accusare,  chiamar  in 
giudizio,  alqm,  Nep.:  alqm  legibus  (contr.  vi), 

Suet.  II)  trasl.,  andare  a,  dirigersi  verso  q.C. 
Come  meta,  SCOpO',  assumersi,  cominciare,  in- 
traprendere, ancipitem  causam,  Cic:  facinus, 
Liv.:  poet.,  magnos  honores,  ricevere,  Verg.: 
ad  causam,  Cic:  ad  rem  publicam,  prender 
parte  al  governo,  Veli.:  ad  injuriam  facien- 
dam,  Cic:  ad  dicendum,  cominciar  a  p  ir- 

lare,  Cic:  CoZZ'infin.,  cominciare,  fare  il  ten- 
tativo di,  cercare  di,  ecc.,  dicere  de  etc, 
Cic. 

aggrego  (ad-grego),  avi,  àtum,  are, 
propr.  «  aggiungere  al  gregge  »  ;    quin  li 

trasl.,  aggregare,  accomunare,  associare,  rifl., 

se  aggregare,  e  jpassivo  aggregar!,  in  signif. 

medio  =  associarsi,  raccogliersi,  unirsi,  eodem 

ceteros  undique  collectos  naufragos,  Cic:  ego 
te  in  nostrum  numerum  aggregare  soleo,  Cic: 
filium  ad  patris  interitum,  Cic:  se  ad  eorum 
amicitiam,  Caes.:  se  Eomanis,  Liv.:  assol., 
alius  alia  ex  navi,  quibuscumque  signis  occur- 
rerat,  se  aggregabat,  Caes. 

aggreggio,  ònis,  f.  (aggredior),  I)  in  re- 
torica, assalto  dell'oratore  forense,  Cic.  or. 
50.  II)  in  dialettica,  sillogismo,  Quint.  5, 
10,  4  e  sgg. 

agguberno,  are  (ad  e  guberno),  cercar 
di  governare,  trasl.,  sic  aggubermnte  fortuna, 
ut  etc,  Fior.  2,  8,  1. 

àgtlis,  e,  agg.  col  compar.  (ago),  agile  ; 
quindi  I)  di  C.    inan.,   agile,    destro,   spedito, 

T)  propr.:  classis,  Liv.:  remus,  Ov.:  sinistra 
manu  agiliore  et  validiore,  Suet.  2)  trasl., 
pronto,  agile,  fugace,  natura  ingenii  h umani 
agilis  et  velox,  Quint.  Il)  di  e.  anim.,  del  loro 
corpo,  dei  sensi,  ecc.:  1)  propr.,  mobile,  agile, 
destro,  veloce  al  corso,  ecc.,  dea,  di  Diana,  Ov.: 
Cyllenius,  di  Mercurio,  Ov.:  agile  et  vividum 
corpus,  Plin.  ep.   2)  trasl.,  agile  nelV operare 


=  pronto,  vivace,  spedito,  celere,  agile,   attivo- 

{contr.  tardus),  oderunt  agilem  gnavumque- 
(che  lavora  s  'editamente  e  con  senno)  re- 
missi,  Hor.:  nunc  agilis  fio,  un  uomo  d'affari 
(uomo  diStato),  Hor.:  agiliorem  mini  animum 
credebam,  Sen. 

aglilflag,  àtis,  f.  (agilis),  agilità,  mobilità, 

spedite&za  del  movimento,  na,\'mm,Li\.:  trasl.: 
agilitas  (movevolezza),  ut  ita  dicam,  mollitia- 
que  naturae  (del  carattere),  Cic. 

Agis,  gtdis,acc.  Agim  ed  Agin,  m.  (TAyts)r 
Agide,  nome  di  re  Sp  irtani,  di  cui  i  più 
noti  sono  i  Proclidi:  I)  Agide  I,  figlio  del 
re  Archidamo  II,  fratello  di  Agesilao  ;  re- 
gnò dal  426  al  397  av.  Cr.  II)  Agide  II, 
figlio  di  Archidimo  III,  regnò  dal  338  al 
3-ìO  av.  Cr.  Ili)  Agide  III,  figlio  di  Eda- 
mida  II,  regnò  dal  244  al  240  av.  Cr. 

agllabliis,  e  (agito),  agile,  leggero,  facile 
mente  movibile,  aè'r,  Ov.  met.  1,  75. 

agII:UÌO,  Ònis,  f.  (agito),  agitazione,  moto» 

I) propr.:  ag  (mobilità)  et  motus  linguae,. 
Cic:  ag.  motusque  corporis,  Plin.  ep.:  ag. 
lecticae,  Liv.:  agitationes  fluctuum,  Cic.  II) 
trasl.,  1)  dello  spirito  in  istato  di  commo- 
zione, attività,  agitazione,  agitatione  et  motu 
esse  vacuus,  Cic  :  mentis  ag.,  esercizio  ed  oc- 
cupazione dello  spirito,  Cic.  2)  l'occuparsi  di 
q.c,  esercizio,  disbrigo  di  q.c,  rerum  magna- 
rum  ag.  atque  adinini-,tratio,  il  pensare  e  il 
compiere,  Cic:  studiorum,  Cic. 

agitator,  òris,  m.  (agito),  conduttore  di 
un  animale,  aselli,  Verg.:  equorum,  auriga, 
Yerg.ipartic  assol.  =  cocchiere,  auriga,  nelle 
corse  del  Circo,  Cic  ed  a. 

agita  tus,  a,  um,  part.  agg.  in  compar. 
(agito),   agitato,  commosso,  vivace,  vivo,  Sen.  & 

QMint. 
agile,  agivieduui;  V.  ago  alla  fine. 
agito,  avi,  àtum,  are  (intens.  di  ago),. 

porre  in  moto,  spingere  con  vivacità,  COll  Cele- 
rità,  I)  propr.:   1)  dello  spingere  animali,. 

veicoli,  ecc.  =  spingere,  far  andare,  e(partÌC, 
nei  poeti),  condurre,  dirigere,  guidare  in  ge- 
nere, a)  generic.:  currus  ad  flumina,  Verg.: 
equum,  esercitare,  Verg.  e  Nep.:  navem  trire- 
mem,  far  aggirare  (nel  porto),  Nep.:  lanige- 
ros  greges  hirtasque  c&pelìàs, poet.,  per  «  aver 
cura  »,  Verg.  b)  del  cacciare  le  fiere,  ecc.  = 

cucciare,  incalzare,  inseguire,  feras,  Cic:  aquila 

insectans  alias  aves  et  agitans,  Cic:  tota  urbe 
fi  nemici),  Verg.:  chelydros,  scacciare,  Verg. 

2)  del  Vento   =  agitare,  sconvolgere,  turbare, 

mare  ventorum  vi  agitari  atque  turbali,  Cic: 
austro  agitata  Charvbdis,Ov.  3;  del  moto  delle' 

Onde    =    agitare,  scuotere,    sbattere,    agitata 

fluctibus  Helle ,  Prop.  :  defluit  saxis  agi- 
tatus  humor,  Hor.  4)  di  rapilo  ed  instabile 
movimento  delie  cose  in  genere  ==  porre  iti 

rapido  movimento,  agitare,  agitari  in  ter  se  COn- 

cursu,  degli  atomi,  Cic.  5)  di  ogni  sorta  di 
moto  in  contrapp.  alla  quiete,  a)  generic, 
porre   in   movimento,   muovere,   agitare,   quod 

ipsum  agitatur  aliunde,  Cic:  quod  pulsu  agi- 
tatur  externo,  Cic:  mens  agitat  molem, 
muove  il  tutto,  Verg.  Partic  b)  di  moto  ra- 
pi Io  e  frequente,  muovere  qua  e  là,  volgere  qua 
e  là,  agitare,  scuotere,  CJrpora   huc  illue,  Sali. 


101 


Agiate 


digitos  (nei  conti),  contar  sulle  dita,  Plin.  ep.: 
alas,  Ov.:  hastam  (=  thyrsum).  squassare, 
agitare, Ov.:  habenas  manibus, poet. per  «gui- 
dare »,  Ov.  e)  del  moto  del  corpo  (nel  correre, 
andare  in  barca,  in  carrozza  e  sim.J,  muo- 
vere, far  del  moto,  nunc  mari,  nunc  terrà  agi- 
tare corpus,  Plin.  ep. 

II)  tras!.:    1)  spronare,  spingere,  stimolare, 

indurre  a  q.c.  (come  se  si  spronasse  una  be- 
stia), quem  gloria  Turni  obliqua  invidia  stimu- 
lisque  agitabat  ama ris, Verg.:  est  deus  in  nobis, 
agitante  calescimus  ilio,  Ov.:  in  furias  agitali- 

tur  equae,  Ov.  2)  dare  la  caccia,  inseguire,  per- 
seguitare, tormentare,  fastidire,  molestare  CO  me 
se  fosse  una  fiera,  a)  generici  ut  eos  agitent 
insectenturque  furiae,  Cic:  sceleris  poenis  agi- 

tatur,  Cic.  —  quindi  h)  perseguitare,  biasi- 
mare,  censurare,  dileggiare  quale.  0  q.C.  COVI 

parole,  vesanum  poetarti,  Hor.:  personas,  Cic: 
alcjs  saevis  fastidia  verbis,  Hor.    3)  agitare, 

porre  in  agitazione,  sconvolgere,  turbare  (di  ri- 
voluzioni politiche,  ecc.),  come  un  mare,  tri- 
buniciis  seditionibus  ovv.  procellis  agitari,Liv.: 
rebus  agitatis,  Cic.  4)  agl'are  q.c.  nei  discorsi 
=  trattare,  discutere,  res  agitata  in  contioni- 
bus,jactata  in  judiciis,Cic:  per  omnes  locos  de 
facto  consulis  agit  tri,  Sali.:  agitatum,  ut  tri- 
buni militum  crearentur,  Liv.  5)  agitare  q.c. 
nella  mente,  nello  spirito  =  esser  in  pensiero 
per   q.c,  pensar   sopra,  meditare,  considerare, 

esaminare,  e  in  rapporto  a  qualche  scopo  = 

aver  in  mente  q.C,  pensare,  mirare,  tendere  a 

q.c,  meditare,  in  animo  bellum,  Liv.:  rem  in 
mente,  Cic:  rem  cum  animo,  Sali,  fr.:  rem 
animo  (animis),  Cic:  rem  mente,  Cic:  rem 
secum,  Sali.:  e  senza  raggiunta  in  animo  e 
sim.,  res  multum  agitata,  Cic:  fugam,  Verg.: 
haec  multos  dies  noctesque,  Sali.:  coli infin., 
ut  mente  agitaret  bellum  renovare,  Nep.:  col 
de  e  Tabi.,  de  Rhodani  transitu,  Liv.:  col- 
Z'acc.  pron.  seg.  da  propis.  relat.,  id  plebes 
agitabat,  quonam  modo  etc,  Liv.:  alla  greca, 
col  partic,  Alexandrum  . . .  interempturi  se- 
ditionibus agitastis,  Justin.  14,  4,  12:  assol., 
ipse  longe  aliter  animo  agitabat,  avea  ben  altri 
pensieri,  disegni  nella  sua  mente,  Sali.  Jug. 

11,1.  6)  porre  in  moto,  agitare,  eccitare,  eser- 
citate lo  spirito,  quibus  (curis)  agitatus  et 
exercitatus  animus,  agitato,  occupato,  come 
di  cose  che  V animo  fa  scopo  de'  suoi  sforzi, 
Cic:  geometria  agitari  animos  et  acuì  ingenia, 
Quint.:  in  cattivo  senso,  in  tribunatu  Grac- 
chum,  assalire  a  parole,  Cic.  7)  generic. 
(come  ago), porre  q.c  in  movimento  =  ^fe- 
steggiare, celebrare,  condurre  feste  C  solennità 
festive,  Dionysia,  Ter.:  festos  dies,  Cic:  cho- 

ros,  Verg.  b)  condurre,  aver  a  mano,  fare,  eser- 
citare, agitare,  trattare,  imprendere  on  ener- 
gia, azioni  e  condizioni  di  og ni  genere,  cercar 

di  condursi  secondo  esse,  conservare,  conside- 
rare, aver  in  mente,  imperium,  Sali.:  justitiam, 
Plin.  ep.:  mutas  artes,  Verg.:  praecepta  pa- 
rentis  mei,  Sali.:  e  così  nel  pass,  agitari,  esser 

esercitato,  eCC   =   dominare,  regnare,    luctus 

atque  gaudia  agitabantur,  Sali.:  dissensio  cum 
jam  inveterasset  ac  multos  annos  esset  agi- 
tata, Cic:  ed  assol.  nel  pass,  impers.,  pau- 
corum  arbitrio  belli  domique  agitabatur,  si 

agiva,  Sali,    e)  condurre,  vivere,   passare,    sub 


agmen  102 

legibus  aevum,  Verg.  :  vita  hominum  sine 
cupiditate  agitabatur,  Sali.:  quindi  assol.  = 

passare  la  vita,  aver  da  vivere,  vivere,  agitandi 

inops,  sema  mezzi  di  sussistenza,  Sali,  fr.: 
(Gallia)  nunc  malis  fructibus  ipsa  vix  agitat, 

S  :  11.  fr.    d)  (se.  se)    volgersi,  stare,  trattenersi, 

fermarsi,  indugiare,  laeti,  neque  procul,  Ger- 
mani agitabant,  Tac:  equitatum  omnem  . . . 
prò  castris  agitare  jubet,  Sali.:  consul  dum 
inter  primores  agitat,  Liv.:  quindi  vivere,  abi- 
tare, dimorare  in  qualche  luogo,  partic  di 
popoli  nòmadi,  Libyes  propius  mare  agita- 
bant, Sali,  e)  comportarsi,  postremo  ferocius 
agitare,  quam  solitus  erat,  Sali. 

.4glaìe5  ès,  f.  ('AyXouy]),  Agiaie,  nome 
della  più  vecchia  delie  Grazie. 

Aglàtfph<~n,  ontis,  m.  ('Ayloi.cy&v),  A- 
giaofonte,  celebre  pittore  di  Taso  (intorno  al 
420  av.  Cr.J,  padre  e  maestro  di  Polignoto 
ed  A  risto  fonte. 

Aglauros,  i,  f.  ("  A'fXowpot;,  comun.  "A- 
YpauXos),  Agiauro,  figlia  di  Cecrope. 

agmen,  mtnis,  n.  (da  ago),  tratto,  tratta, 
tanto  il  movimento,  quanto  la  moltitudine  o 
la  massa  in  movimento,  I)ingen.:  ì)diess. 
anim.:  a)  di  pers.,  moltitudine,  schiera,  agmen 
perpetuum  totius  Italiae,  Cic:  agmen  patricio- 
rum,  Liv.:  mulierum  puerorumque  agmina, 
Liv.:  Eumenidum  agmina,  Verg.:  agmina  co- 
mitum,  Ov.   b)  di  animali  =  branco,  frotta, 

muta  (di  Cani),  stormo  (di  pernici),   mandra 

(di  cervi),  rapidum,  di  cani  da  caccia,  Ov.: 
ferarum,  Ov.:  cervorum,  Verg.:  aligerum,  di 
cigni,  Verg. 

2)  di  e  inan.:  a)  corrente,  corso  d'acqua, 
dulci  fluit  agmine  flumen,  scorre  con  placida 
corrente,  Lucr.  e  Verg.:  e  di  rovescio,  diluvio 
d'acqua,  immensum  caelo  venit  agmen  aqua- 
rum,  Verg.  b)  di  atomi,  Lucr.  1,  606.  e)  di 
nuvole,  Lucr.  6,  100.  d)  di  colpo  di  remi, 
agmine  remorum  celeri,  con  rapido  remare, 
Verg.  Aen.  5,  21 1 .  e)  delle  spire  del  serpente, 
extremae  agmina  caudae,  Verg.:  illi  [dracones] 
agmine  certo  Laocoonta  petunt,  s'avviano 
dritti  contro  Laocoonte,  Verg.  f)  di  quan- 
tità d'affari,  Plin.  ep. 

II)  come  1. 1.  milit.,  schiera,  cioè   1)  astr.: 

schiera,  marcia  di  un  esercito,  colonna  in  marcia, 

in  agmine,  Sali.:  citato  agmine  iter,  Liv.:  de 
exercitu,  de  castris,  de  agminibus  dicere,  Cic: 
rudis  agminum,  delle  marcie  (poet.  —  della 
milizia),  Hor.  2)  COncr.:  a)  esercito,  colonna 
in  marcia,  schiera  in   marcia,    a)  di  soldati 

a  piedi,  phalanx,  agmen  magis  quam  acies, 
Liv.:  agmen  suorum,Liv.:  agmine,  in  ischiera, 
agmine  ingredi,  agmine  ire  ad  Urbem,  Liv.: 
agmine  instructo,  in  ischiera  allestita, pronta 
alla  marcia,  Liv.:  agmine  facto,  in  ischiera 
serrata,  Verg.:  agmen  pila/tum,  Verg.:  o  ju- 
stum,  Tac,  schiera  che  marcia  compatta 
in  fila,  esercito  ordinato  a  battaglia  :  agmen 
confertum,  esercito  compatto,  serrato,  Sen. 
ad  Marc  16,  4  (cfr.  sotto  al  n°  d  il  passo 
di  Verg.  gè.  3,  369  e  segg.):  agmen  qua- 
dratura, l'esercito  che  m  ircia  in  ordine  (così 
da  aver  la  fronte  su  ogni  lato,  e  procedere 
in  ordine  di  battaglia,  col  b  igaglio  nel  cen- 
tro, dimodoché  tutto  intero  l'esercito  for- 
mava quasi  un  p'ir allei >gramma,  non  eguale 


103 


agna 


ago 


104 


dunque  ad  un  bataillon  carré);  quindi  spesso 
agmine  quadrato,  in  ordine,  in  file  serrate, 
in  ordine  di  battaglia,  «  en  ligne  »,  p.  es. 
incedere,  ire,  ingredi,  Sali,  e  Curt.:  munito 
agmine,  m  ischiera  coperta,  Sali.:  e  contr. 
agmine  incauto,  ut  inter  pacatos,  Li?.:  agm. 
obliquum,  che  marcia  obliquamente,  di  fianco, 
Curt.:  agm.  primum,  T avanguardia,  testa 
(dell'esercito  in  marcia),  Caes.:  medium,  il 
centro,  Caes.:  extremum  o  novissimum,  retro- 
guardia, Caes.:  agmen  ducere,  comandare, 
condurre  una  schiera,  o  un  esercito,  Cic: 
agmen  claudere,  chiudere  e  coprire  la  schiera, 
Caes.:  agmen  cogere,  chiudere  V esercito,  ut 
nec  duces  simus  nec  agmen  cogamus  (fig.), 
affinchè  non  siamo  né  i  primi  né  gli  ultimi, 
Cic.  p)  di  cavalieri,  agm.  equitum,  Liv.:  agm. 

equestre,  Ov.  b)  schiera  di  navi,  squadra,  fiotta, 

navium  agmen,  Liv.  21,  27,  8  e  altr.  e)  di 
schiera  di  bagagli,  omnium  impedimentorum 
agmen  cogere,  Hirt.  b.  G.:  non  minore  agmine 
rerum  captarum  quam  suo  prae  se  acto,  Liv. 

d)  trasl.,  di  schiera,  ntandra,  stormo  di  animali, 

che  formano,  per  così  dire,  un  esercito,  con- 
ferto  agmine  cervi  torpent  mole  nova,  Yerg. 
gè.  3,  369  e  segg.  (cfr.  sopra  al  n°  a  il  passo 
di  Sen.  ad  Marc.  16,  4):  e  pasta  decedens 
agmine  magno  corvorum  exercitus,  Verg.:  e 
di  sogg.  inan.  personifìc,  venti  velut  agmine 
facto,  qua  data  porta,  ruunt,  Verg.:  sic  ordi- 
nandi est  dies  omnis,  tamquam  cogat  agmen, 
sia  V ultimo  (V.  n°  a),  Sen. 

agna,  ae,  f.  (agnus),  ugnella,  vetula,  Varr.: 
pulla,  Hor. 

li;  uà  Ila,  min,  n.  pi.  <=•  Agonalia  (V.), 
secondo  Ov.  fast.  1,  325. 

agnascor  (ad-gnascor),  nàtus  sum,  nasci 

(ad  e  nascor),  nascer  vicino,  nascer  dopo,  partic. 

come  t.  t.  giurid.,  detto  di  figli  che  nascon 
dopo,  quindi  che  vengono  al  mondo  sia  du- 
rante la  vita  del  padre  che  dopo  la  sua  morte, 
avendo  già  il  padre  fatto  testamento  o  avendo 
adottato  uno  come  figlio,  Cic.  de  or.  1,  241 
e  Caecin.  72. 

agnalio  (adgnàtio),  ònis,  f.  (agnascor), con- 
dizione degli  agnati,  consanguineità  da  parte  di 

padre,  agnazione,  fondata  sulV  adozione  0  sidla 
generazione  da  parte  di  per s.  di  sesso  masco- 
lino appartenenti  alla  famiglia,  Cic.  ed  a. 

agnalus  (adgnatus),  a,  um,  I)  partic.  dì 
agnascor  (V.),  Il)  sost.,  agnatus,  i,  m., 
A)  figlio  nato  dopo,  6Ìoè  che  viene  al  mondo 
quando  già  (per  parentela ,  adozione  o  testa- 
stamento)  si  trova  nella  famiglia  un  legit- 
timo erede;  alplur.  in  Tac.  Germ.  19  e  liist. 

5,  5.    B)  colui  che  e  parente  da  parte  di  padre, 

per  nascita  o  per  adozione,  agnato,  spesso 
(partic.  al  plur.J  in  Cic.  ed  a. 

agnellus,  i,  m.  (dimin.  di  agnus),  agnel- 
lino, come  termine  vezzeggiativo,  nei  Comici. 

agninus,  a,  um  (agnus),  appartenente  ad 

agnello,  di  agnello,  pes,  Plin.:  sost.,  agnina, 
ae,  f.  (se.  caro),  carne  d'agnello,  Plaut.  e  Hor. 

agnilìo,  ònis,  f.  (aguosco),  il  riconoscere, 
cognizione,  conoscenza,  animi,  Cic:  litterarum, 
Vimparare  a  conoscere  le  l.,  Quint. 

agnìtor,  òris,  m.  (agnosco),  conoscitore, 
Quint.  12,  8,  13. 

agnóiiien,  mlnis,  n.  (ad  e  gnomen  = 


nomen),  soprannome,  agnomina  bellica,  Fior. 
3,  8,  1. 

agno mì natio  (adnòminàtio),  onis,  f.  (ad 
e  gnomino  =  nomino),  come  fig.  retor.  = 
7rapovouocata,  il  metter  insieme  due  vocaboli 
somiglianti  per  suono,  ma  affatto  differenti 
di  signific.,  paronomasia  {come  ienones  e  leo- 
nes),  Cornif.  rhet.  e  Quint. 

agnosco  (ad-gnosco),  nòvi,  nttum,  ere,  ri- 
conoscere, I)  conoscere,  riconoscere,  distin- 
guere q.c.  nel  suo  vero  essere,  riconoscere  per 
quello  che  è  da  segni,  caratteristiche,  a)  ge- 
neric:  timi  agnoscit  animus  illa  reminiscendo, 
Cic:  jam  agnosco  Graecum,  riconosco,  cioè 
mi  rammento,  Cic:  cfr.  unde  illi  versus  ?  non 
enim  agnosco,  Cic:  accipio  agnoscoque  deos 
(gli  dei  =.  la  mano  degli  dei),  Verg.:  col  me- 
dium dei  sensi,  auribus  notos  ut  possis  agno- 
scere  cantus,  Cic  poèt.:  inde  (da  ciò)  agnosci 
potest  vis  fortunae,  Veli.:  deum  ex  operibus 
ejuSjCic:  agnosco  ex  me,  io  sperimento  in  me 
stesso,  Cic:  cum  idem  aspexit  agnovitque  in 
alio,  Cic  h)un  oggetto  che  si  è  già  ricono- 
sciuto O  conosciuto,  riconoscere,  raffigurare, 
<x)unapers.:  quem  ut  agnovi  etc,Cic:  nomine 
audito,  agnovere  virum,  Liv.:  cultu  regio  agno- 
sci,  Curt.  p)  ogg.  inan.:  rem  (di giudice),  Cic: 
parvam  Trojam,  Verg.:  loca,  Quint.:  navis  D. 
Bruti,  quae  ex  insigni  facile  agnosci  poterat, 
Caes.  II)  riconoscere  come  cosavera,  effettiva, 
esistente,  valida,  a)  unapers.:  sortilegos,  Cic: 
filium,  quem  ille  natum  non  agnorat,  eundem 
moriens  suum  dixerat,  Nep.:  needum  agno- 
verat  eum,  qui  postea  regnavit,  Liv.:  alla  do- 
manda come  chi?  coli' acc. predicai.,  alqm 
non  ducem,Liv.:  aliquem  regem,  alqm  filium, 
Curt.:  al  passivo,  alla  domanda  come  chi? 
col  nomin.  predio.,  at  nunc  si  quis  tanti  habi- 
tet,  vix  ut  senator  agnoscitur,  Veli.    $)ogg. 

inan.  =  riconoscere,  confermare,  confessare, 
ammettere,   constatare,    concedere    una    COSa 

{contr.  abnuere),  agn.  crimen,  Cic:  facti  illius 
gloriam,  Cic:  deorum  cognationem,  Cic:  alla 
domanda  come  che  cosa?  coli' acc.  pre- 
die,  quod  meum  quodam  modo  agnosco,  Cic: 
dextros  agnovit  in  alite  divos,  Phaedr.:  col- 
Tace,  e  Tinnii.,  et  ego  ipse  me  non  esse  ver- 
borum  admodum  inopein  agnosco,  Cic.  — 
Agnosse,  sincop.  =  agno  visse,  Ov.:  agnòtu- 
rus  =  agniturus,  Sali.  fr. 

agnus,  i.  m.  (àu-vóg),  agnello,  Cic  ed  a. 

ago,  ègi,  actum,  ere  (àyco),  mettere  in 
m  oto,  cioè  spingere  innanzi  q.c,  IJpropr., 

nello  spazio  =  far  muovere,  far  andare  in- 
nanzi, guidando,  conducendo,  1)  in  gen.  = 
far  andare  innanzi,  condurre,  guidare,  a)  ani- 
mali, detto  di  guardiano,  pastore,  ecc.,  mer- 
cede caballum,  Hor.:  capellas  protenus,  Verg.: 
bovem  Romani,  Liv.:  bovesad  flumina,Verg.: 
pecora  per  calles,  Curi:  celso  Nysae  de  vertice 
tigres,  Verg.:  capellas  potum,  Yerg.ipoeticam. 
colVinfìn.,  omne  cum  Proteus  pecus  egit  altos 
visere  montes,  Hor.  p)  persone,  come  condot- 
tiero, guida,  ecc.,  copula  vinctum  ante  se 
Thyum,  Nep.:  alqm  virgis  in  urbem,  Liv.: 
alqm  ad  mortem,  Tac:  quindi  anche  (come 
àysiv)  =•  portare,  condurre  seco,  multis  mi- 
libus  actis  armatorum  ex  ea  regione,  Liv.: 
come  t.  t.  militi  agmen  agere,  metter  in  mo- 


105 


ago 


vimento  la  schiera  =  porsi  in  cammino  con 
essa,  farla  marciare,  Liv.:  cornuti,  al  pas- 
sivo, agmen  agitur,  la  schiera  (V esercito)  si 
mette  in  movimento,  in  cammino;  marcia, 
con  aw.,  come  citius,  raptim  e  sim.,  Liv.: 
e  nel  linguaggio  famigliare,  agere  se,  spin- 
gersi=  «  andare,  venire  » ,  quo  bine  te  agis? 
Ter.:  ecce  gubernator  sese  Palinurus  agebat, 

Vei'g.  y)  spingere  =3  guidare,  condurre,  diri- 
gere cavalli  sotto  un  carro,  un  cocchio;  un 
cocchio,  un  carro,  una  barca,  un  veicolo  in 
genere,  jumenta  ovv.  currum,  guidare  le  be- 
stie 0  il  carro,  esser  cocchiere,  Liv.  e  Curt.: 
per  patris  corpus  carpentum,  Liv.:  navim, 
Hor.:  in  litus  naves,  sul  lido,  Liv.    5)  ge- 

nerio,  -metter  in  movimento,  spingere,  muo- 
vere, far  andare  e.  inan.,  detto  di  pers.,  agens 
Carmine  quercus  (di  Orfeo),  Verg.:  vocem, 
Cic:  trasl.  di  e.  inan.,  longeque  (mare)  agit 
fluctus ,  Curt.  :  duplex  agitur  per  lumbos 
spira,  passa  attraverso  i  lombi,  Verg.:  agen- 
tes  frigora  venti,  che  conducono,  portano, 
Verg.  :  corpora  agunt  contagia  late ,  spar- 
gono, diffondono,  Ov.    e)  come  t.  t.  milit., 

porre  in  movimento,  mandar  innanzi,  avvicinare 

le  macchine  da  assedio  ad  un  luogo,  vineas 
turresque  ad  oppidum,  Caes.:  testudineun, 
Sali. 

2)  partic:  a)  spingere  a  moto  più  veloce 
(partic.  contro  volontà,  con  violenza),  cac- 
ciare innanzi,  spingere,  a)  animali  e  pers.,  equo 
temere  acto,  spinto  il  suo  cavallo  alV impaz- 
zata, Liv.:  proverb.,  agas  asellum,  puoi  ben 
frustar  Vasino  (ma  esso  tuttavia  non  impa- 
rerà a  correr  veloce)  =  tu  sei  e  resti  quello 
di  prima,  Cic.  de  or.  2,  258  :  qua  impetus 
egit  equos,  dove  la  smania,  la  furia  spinse  i 
cavalli,  Ov.:  qua  quemque  metus  agebat,  dif- 
fugerunt,  Curt.:  quindi  al  passivo,  agi  = 
esser  cacciato  innanzi,  sospinto,  trascinato,  con- 
dotto; correre,   muoversi    con    impeto,    volare, 

turba  fugentium  actus,  Liv.:  quo  multitudo 
omnis  agebatur,  Liv.:  agi  per  auras,  Verg. 
(3)  di  cose,  membris  agit  atra  venena,  mandar 
fuori,  schizzare,  stillar e,  V erg.:  e  partic.  ani- 
mam  agere,  mandar  fuori  lo  spirito  vitale  == 
essere  agli  estremi,  render  l'ultimo  spirito, 
V ultimo  respiro,  CaeJ.  in  Cic,  Liv.  ed  a.: 
nel  bisticcio,  eodem  tempore  et  gestum  et 
animam  agere,  cavar  fuori,  Cic.  b)  cac- 
ciare innanzi,  molestando,  cacciando,  per- 
seguitando O  porre  in  movimento,  a)  animali 
e  pers.  =  far  andare  innanzi  a  sé,  cacciare,  dar 
la  caccia,  perseguitare,  cervOS  (di  Cani),  Verg.: 

apros,  Verg.:  per  jnga  longa  canes,  Ov.:  glebis 
aut  saxis  aut  fustibus  alqm  de  fundo  praeci- 
pitem,  Cic:  praecipites  Pompejanos,  Caes.: 
alqm  in  exsilium,  Liv.:  Orco  (all'Orco),  Hor.: 
fugientes  hostes  ad  naves,  Justin.  p)  cosp, 
acta  borea  pinus,  spinto,  cacciato  qua  e  là, 

Sbattuto,  Ov.  e)  (come  ày£w),  portar  via,  con- 
dili' via,  trasportare  da  qualche  luogo,  partic. 
come  bottino,  inde  actae  boves,  Liv.:  quindi 
portar  via  rubando,  rubare,  redigunt  actas  in 
sua  rura  bove?,  Ov.:  e  così  praedam  0  praedas 
(pecoris  et  mancipiorum)  agere,  portar  via, 
come  preda,  bestiame  e  schiavi,  e  generic, 
predare,  far  bottino,  Sali,  e  Liv.:  quindi  par- 
tic, ferre  et  agere  (come  cpépsiv  xaì  àysiv)  — 


ago  106 

portar  via  [ferre]  e  condur  via  [agere],  la 
proprietà  viva  e  morta;  ora  detto  dei  proprie- 
tarii  (quindi  in  senso  non  ostile),  res,  quae 
ferri  agique  possunt,  beni  mobili,  Liv.:  ora  di 
nemici, saccheggiar  e,  metter  a  ferro  e  a  fuoco, 
portar  via,  ferre  cuncta  atque  agere,  Liv.: 
ferre  agere  plebem  plebisque  res,  Liv.  d)  con- 
durle con  un  dato  sforzo  materiale  (sbat- 
tendo, spingendo,  colpendo,  curvando)  verso 
qualche  luogo,  par  tic.  in  modo  che  stia  fermo, 
entri  dentro,  sublicae  oblique  agebantur,  si 
piantavano,  Caes.:  pinus  ab  alto  ad  terram, 
curvare,  Ov.:  fundam  circum  caput,  girare, 
vibrar  e,Y  erg.:  hasta  alci  per  armos  acta,  Hor.: 
quindi  in  crucem  agere,  crocifiggere,  Cic  e) 
condurre,  in  direzione  non  interrotta,  oc)  di- 
sporre nello  spazio,  tirare,  condurre,  parietem, 
Cic:  aggerem,  cuniculos,  Caes.:  cuniculos  ad 
aerarium,  Cic:  cloacam  maximam  sub  terram, 
Liv.:  molem  mari  (entro  il  mare),  Curt.:  così 
partic.  come  t.  t.  di  agrimensura,  limitem 
agere,  segnare  il  confine,  Tac:  e  poet,  latum 
per  agmen  limitem  agit  ferro,  si  apre  la  via 
attraverso,  Verg.:  e  fig.,  idem  limes  agendus 
erit,  cioè  si  dovrà  usare  il  medesimo  mezzo, 
Ov.  (3)  di  piante  =  mettere  verso  T interno 
(del  terreno)  0  verso  V esterno,  radices,  Varr.: 
e  fig.,  vera  gloria  radices  agit  atque  propa- 
gatili', Cic:  e  così  gemmas,  folia,  florem,  fron- 
dam,  Scriptt.  r.  r.  e  Plin.:  ossa  robur  agunt, 
le  ossa  diventano  di  legno  duro,  Ov.:  actae 
ad  sidera  pinus,  cresciuti  in  altezza,  giunti, 

Verg.   y)  generic.  :  fare,  far  comparire,   cum 

spumas  ageret  in  ore,  colla  schiuma  alla 
bocca,  Cic:  rimas,  fendersi,  spaccarsi,  scre- 
polarsi (di  legna,  alberi,  del  terreno,  ecc.), 
Cic. 

II)  trasl.:  A)  in  gen.:  a)  mettere  in  moto  at- 
tivo,  far    andar   innanzi,    condurre,   guidare, 

portare,  animus  cuncta  agit  atque  habet, 
"Sali.:  e  così  alqm  transvorsum  agere,  portar 
via  quale,  quasi  prendendolo  a  traverso, 
trasportare,  Sali.  :  per  reges  actum  genus 
omnes  Latinos,  che  passò  per  tutti  i  re  latini, 
Hor.:  e  Tros  Tyriusque  milii  nullo  discrimine 
agetur, saranno  trattati,  Verg.-.alla  domanda 
dove?  a  che?  in  che?  coll'in  ovv.  ad  e 

Tace,   a)  condurre,  trasportare,  portare  in  una 

data  condiz.,  alqm  in  furorem,  Quint.  :  si 

quis  ad  illa  te  agat,  Hor.  (3)  condurre,  spin- 
gere,  indurre,    determinare,  risolvere  ad  una 

risoluzione,  ad  un'impresa,  poémata  dulcia 
sunto  et  quocumque  volent,  animum  auditoris 
agunto,  Hor.:  alqm  confestim  ad  certamen, 
Liv.:  Latinos  falsis  criminibus  in  arma,  Liv.: 
alqm  in  ffkudem,  Verg.:  poet.  coW'mfin.,  de- 
sertas  quaerere  terras  auguriis  agimur  divùm, 
Verg.    b)  porre  in  movimento  disordinato, 

dar  la  eaccia,  perseguitare,  tormentare,  angu- 
stiare, tribolare,  agunt  eumpraecipitem  poenae 
civium  Romanorum,  Cic:  acerba  fata  Romanos 
agunt,  Hor.:  agentia  verba, parole  che  condu- 
cono alla  disperazione,  Hor.  C)  porre  in  mo- 
vimento  furioso,  eccitare,  agitare,   ubi  (multi- 

tudo)  aut  studio  agitur  aut  ira,  Curt.  d)  far 
ondeggiare  dallo  stato  d'equilibrio,  smuovere, 
perpetua  naturalis  bonitas,  quae  nullis  ca?ibus 
neque  agitur  neque  minuitur,Nep.  e) porre  in 
movimento  nel  senso  di  «porre  in  azione», 


107 


ago 


ago 


108 


eccitare,  infiammare,  mantenere  in  astone,  in 
esercizio,  seu  te  discus  agit,  Hor.  sat.  2, 
2, 13.  f)  rifl.,  agere  fassol.J  ovv.  agere  se, 
a)  agere  fassol.)  =  andar  vagando  in  qual- 
che luogo,  condursi,  trattenersi,  trovarsi,  stare, 

essere,  apud  primos,  Sali.:  multum  et  fami- 
lkriter  cum  alqo,  trattare,  Sali.:  circa  muros 
et  in  stationibus  solute  ac  neglegenter,  Liv.: 

quindi  abitare,  dimorare  in    qualche  luogo, 

Africa,  quae  procul  a  mari  incultius  agebat, 
Sali,   p)  con  se  ed  assol.,  condursi  in  questo 

0   quel   modo,   comportarsi,   mostrarsi,   tanta 

mobilitate  Numidae  sese  agunt,  Sali.:  negle- 
genter se  et  avare  agentes,  Eutr.:  e  (senza  se) 
feroces  prò  victoribus  agere,  comportarsi  fie- 
ramente da  vincitori,  Sali. 

B)  condurre  un'attività,  uno  stato,  una  con- 
dizione, 1)  di  tempo,  quasi  «  far  venire  ed 
andar  via  »,  quintae  tempora  lucis,  Ov.:  ver 
magnus  agebat  orbis,  era  primavera,  Verg.: 
quindi  a)  con  annus  ed  un  numero  ordinale 
=  essere  in  un  anno  (—  averlo  raggiunto,  ma 
non  ancora  oltrepassato),  avere  questa  o  quei- 
l'età,  quartum  annum  ago  et  octogesimum, 
Cic:  sextum  et  octogesimum  annum  agens, 
di  86  anni,  Liv.:  e  (di  una  data  sezione  del 

tempo),  nel  passivo  agi,  volgersi,  correre,  e 
nel  perf.    =    esser   trascorso,  passato,    essere 

alla  fine,  mensis  agitur  hic  jam  septimus,Teiv. 
ut  tunc  principimi!  anni  agebatur,  sera  al 
principio  dell'anno,  Liv.  (3)  passare,  vivere, 
condurre  un  tempo  (la  vita,  gli  anni,  una 
parte  di  tempo),  aetatem  procul  a  re  publica, 
Sali.:  aetatem  inlitteris,  Cic.:vitam  ruri,Liv.: 
tolerabilem  senectutem,  Cic:  pleraque  tem- 
pora in  venando,  Sali.;  hiemem  sub  tectis 
suis,  Liv.:  ibi  hiberna,  Liv.:  noctem  metu, 
Curt.:  totam  eam  noctem  cum  magno  animi 
metu  perpetuis  vigiliis,  Liv.:  quindi  assol.  = 

vivere,  esistere,  essere  al  mondo,  homines,  qui 

tum  agebant,  Tac:  sine  certis  legibus  agere,- 
Liv.:  incerta  pace  agere,  Liv. 

2)  condurre  un'azione  o  condizione,  agire, 
riguardo  a  q.C,  curarsi  di  compiere,  con- 
durre a    termine,  fare,  curare,  cum  SCribaS  et 

aliquid  agas  eorum,  quorum  consuesti,  Luccej . 
in  Cic:  quod  agendum  aut  faciendum  sit, 
id  non  recusem,  Cic:  agerent  facerentque,  ut 
e  re  publica  ducerent,  Liv.:  multa  agendo  nihil 
agere,  Phaedr.:  jucundi  acti  labores,Cic:  nel 
linguaggio  famigliare,  quid  agis?  che  fai? 
come  va?  Cic  ed  a.:  quid  agitur?  che  si  fa  ? 
come  va  ?  Comici  :  parim.  nelle  domande  de- 
rivanti da  dubbio,  imbarazzo,  paura  e  sim., 

quid  faciam  ?  quid  agam?  che  (devo)  fare?  che 

farò?  Comici:  quid  ages  ?  Ter.:  e  nelVinter- 
rog.  indir.,  neque  satis  centurionibus  consta- 
bat,  quid  agerent,  Caes.:  e  la  forinola  age,  age, 
ut  lubet,  Ter.:  assol,  se  non  interfuisse,  sed 
egisse  (dice  di  esserci  entrato  [come  testi- 
monio]) dicit,  Cic:  industria  in  agendo,  ce- 
leritas  in  conficiendo,  Cic:  vigilando,  agendo, 
bene  consulendo  prospere  omnia  cedunt,  Sali.: 

partic.    con  avv.,  procedere,  operare,  agire  in 

qualche  maniera,  male,  Cic:  modice,  Cic: 
lenius,  Sali.:  facile  justeque,  Tac:  quindi  male, 
bene,  praeclare  agere  cum  alqo,  agire,  trattare 

male,  bene,  molto  bene  con  quale,  Plaut.  e  Cic 

e  così  al  passivo,  male,  bene  agitur  cum  alqo, 


va  male,  bene,  per  quale,  Cic:  e  sempl.  prae- 
clare agitur  si  etc,  Cic. 

Quindi  a)  aliquid  agere,  fare  q.c,  operare, 
essere  attivo,  in  contrapp.  all'ozio,  alla  quiete, 
alla  tranquilla  riflessione,  aliquid  agentes 
imagines  (contr.  mutae,  vagae),  Cornif.  rhet.: 
e  senza  aliquid,  p.  es.  quod  (che  essi)  egerunt 
(hanno  fattoj. . .  quod  reliquerunt,  Cic:  aliud 
agenditempus,  aliud  quiescendi,  Cic:  auden- 
dum  atque  agendum,  non  consultandum  in 
tanto  malo  esse,  Liv.:  e  il  contrapp.  nihil 
agere,  non  far  nulla,  essere  inoperoso,  numquam 
se  plus  agere,  quam  cum  nihil  ageret,  Cic.  b) 

eseguire,  effettuare,  fare,in  dato  modo  e  grado, 

non  nihil  egisti  hoc  loco,  Cic:  nihil  agis,  Ter.: 
nihil  agis,  dolor,  Cic:  quindi  potere,  decidere, 
influire,  in  dato  modo  e  grado,  multum  agit 
sexus,  aetas,  condicio,  Quint.  e)  eseguire  con 
zelo  q.c,  a)  attendere  a  q.c,  hoc  age,  hoc 
agite,  bada,  badate,  attento(i),  Comici  ed  a.: 
hocine  agis  an  non  ?  vi  attendi  o  no  ?  Ter.: 
id  ago  sedulo,  ci  penso  seriamente,  vi  at- 
tendo seriamente,  Ter.:  nisi  id  agat  et  adsit, 
se  di  ciò  non  si  cura,  Cic:  e  il  contrapp. 
alias  res  agere,  Ter.  e  Cic,  ovv.  aliud  agere, 
Cic,  occuparsi  di  cose  estranee,  aver  la 
mente  occupata  da  pensieri  estranei,  cioè 
essere  disattento,  negligente,  distratto.  P)  oc- 
cuparsi di  q.c,  pensare  a  q.c,  mirare  a  qual- 
che SCOpO,  a  qualche  fine;  meditare,  incari- 
carsi di  alcunché,  occuparsi   in   ispecial  guisa 

di  q.c,  far  di  tutto,  nescio  quid  mens  mea 
majus  agit,  Ov.:quid  agant,quid  cogitent,  Cic: 
id  si  egissent,  Cic.  :  in  omni  vita  nihil  aliud 
egi,  mi  proposi  sempre  come  unico  scopo,  Cic: 
de  intranda  Britannia,  Tac:  e  partic,  id  agere 
(raro  hoc  agere  ovv.  sempl.  agere),  ut  ovv. 
ne,  ecc.,  agire  o  pensare  con  uno  scopo, 
prendersi  partic  pensiero  allo  scopo  di,  odi 
non  ;  occuparsi,  pensare  a  q.c,  mirare  a  q.c, 
aver  intenzione  di,  ecc.,  far  di  tutto  per,  ecc., 
non  enim  id  agit  ut  insidietur  et  observet,  sed 
jam  favet,  Cic.  :  certiorem  eum  fecit  id  agi  ut 
pons  dissolveretur,  Nep.:  qui  agit,  ut  prior  sit, 
Quint.:  itaque  neque  tu  multum  interfuisti 
rebus  gerendis,  et  ego  id  semper  egi,  ne  inte- 
resserà, Cic.  :  tu,  dum  tua  navis  in  alto  est, 
hoc  age  (guarda)  ut  mutata  retrorsum  te 
ferat  aura,  Hor. 

3)  agire,  esporre  fcol  gesto,  eCC.J  (V.  actio 
n°  II),  a)  di  Oratore,  esporre,  recitare,  de- 
clamare, haec  ille  egit,  Cic:  quae  sic  ab  ilio 
acta  esse  constabat,  oculis,  voce,  gestu,  ut  etc, 
Cic:  assol.,  agere  cum  dignitate  ac  venustate, 
Cic  b)  di  attore  drammatico,  a)  declamare, 
esporie  una  monodia,  un  verso,  ecc.,  accom- 
pagnando la  recitaz.  colla  dovuta  mimica, 
canticum  aliquanto  magis  vigente  motu,  Liv.: 
hunc  versum  eo  gestu,  Cic:  e  così  fabulam 
(comoediam,  tragoediam),  recitare  una  parte, 
Comici  e  Cic.  :  primas  partes,  la  parte  di 
protagonista,  la  prima  parte,  Ter.:  e  così 
(fig.)  priores  partes,  Cic  P)  agere  alqm  (ser- 
vum,  leuonem,  Ballionem  e  sim.),  rappresen- 
tare, il  personaggio,  la  parte  di,  ecc.  (sulla 
scena),  Ter.  e  Cic:  e  partic  trasl.,  sostenere 

una  parte  nella  vita,  comportarsi  da,  conte- 
nersi (seriamente  od  ipocritamente)  e  sim., 
nobilem,  Cael.  in  Cic:  ministrum  imperatoris, 


109 


ago 


ago 


110 


Tac.  e)  esprimere,  rendere  ringraziamenti 
e  lodi  a  voce  o  per  iscritto,  alci  gratias 
ovv.  (in  tono  solenne,  di  preghiera  e  sim.J 
grates,  Cic:  diis  laudes  gratesque,  Liv.;  cfr. 
gratia. 

4)  condurre,  apprestare  un  apparecchio,  UH 

apparato,  uno  stato,  una  condiz.,  a)  festeg- 
giare, solennizzare,  celebrare  una  festa,  riti  fe- 
stivi in  genere,  festos  dies  anniversarios,  Cic: 
Idus,  Hor.:  diein  festum  Dianae  per  triduum, 
Liv.:  choros,  dirigere,  Prop.:  triuinphum  de 
alqo,  Cic.  b)  di  condizioni  d'ogni  specie,  ce)  dà 

■quiete,    mantenere,  osservare    q.C,   persistere, 

perdurare  in  q.c,  pacem,  Sali,  fr.:  otia,  Ov.: 
alta  silentia,  Ov.    P)  di  azione,  oca)  generic. 

=    mantenere,   provvedere,   imprendere,    con- 

dui-re,  eseguire  (partic.  come  circonlocuzione 
per  esprimere  V azione  espressa  dal  sostantivo 
■congiunto  col  verbo),  vigilias  ad  aedes  sa- 
-cras,  Cic,  ovv.  in  portu,  Liv.:  stationem,  V. 
statio  :  joca  atque  seria  cum  huraillimis,  Sali.: 
sua  vota,  manifestare  i  propri  desideri,  Ov.: 
cfr.  arbitri uin  e  cura,  PP)  di  azione  direttiva, 

nella  Vita  pubblica,  tenere  =  disporre,  pre- 
parare, ordinare,  condurre,    eseguire,    dirigere, 

senatum,  Cic:  censum,  Liv.:  forum  ovv.  con- 
ventum  (giorno  d'udienza,  d'abboccamento), 
•Cic  e  Caes.:  regnum,  Liv.:  honorem,  coprire, 

Liv.:  e  di  rendite,  entrate,  amministrare,  esi- 
gere, Judaicum  fiscum  acerbissime,  Suet.:^ar- 
tic.  agere  bellum,  condurre  una  guerra  (se- 
condo il  piano  stabilito),  Sali,  (ma  Samni- 
tium  bella,  quae  continua  per  quartum  jam 
volumen...  agimus,  delle  quali  ci  occupiamo 
[come  scrittori],  Liv.):  anche  levibus  proeliis 
cum  Gallis  actis ,  combattute ,  Lir.  e)  nel 
linguaggio  dei  sacrifizi  =  fare,  cioè  colpire 
la  vittima  col  martello  e  poscia  ucciderla 
del  tutto;  nel  qual  caso  quando  il  mini- 
stro dei  sacrifizi  (popa)  domandava:  agone? 
faccio?  (colpisco?)  Ov.;  e  il  sacerdote  rispon- 
deva: age  ovv.  hoc  age,  fa,  colpisci,  Suet. 
e  Sen. 

5)  condurre  una  trattazione  su  q.c,  a) 
generic,  trattare  di  q.C.  con  quale.,  parla/re, 
intrattenersi,  conferire,  abboccarsi,  patteggiare; 
■insistere  presso  quale,  con  preghiere,  esorta- 
zioni; pregare,  sollecitare,  spingere,  esortare, 
avanzar  proposizioni,  pretese,  offerte,  e  sim.,  ut 

agerem  cum  Leccejo  de  vestra  vetere  gratia 
reconcilianda,  Cic:  quod  mecum  per  litteras 
agis  (tratti  per  iscritto),  mallem  coram  egis- 
ses  (ne  avessi  trattato  a  voce),  Cic:  utrum 
per  procuratorem  ageres,  an  per  te  ipsum, 
Cic:  egit  cum  Cimone,  ut,  ecc.,  fece  a  Cimane 
la  proposta  di,  ecc.,  Nep.:  egit  mecum  ac- 
curate multis  verbis,  ut,  etc,  Cic:  agere  varie, 
rogando  alternis  suadendoque  coepit,  ut,  etc, 
insistere  in  tutte  le  maniere,  ora  pregando, 
ora  persuadendo,  ecc.,  Liv.:  is  ita  cum  Cae- 
sare  egit  (espresse):  si  pacem  faceret,  ecc., 
Caes.:  quae  (patria)  sic  agit  (si  fa  inten- 
dere), do,.',  assol.  =  farsi  negoziatore,  agente; 
trattare,  agente  Servilià ,  Cic:  ilio  auctore 
atque  agente,  Caes.:  agendi  viam  non  video, 
-Cic 

b)  come  t.  t.  di   atti  pubbl.:    a)  presentare 

q.c.  davanti  al  popolo  od  al  Senato,  trattare, 
•condurre   a   conclusione,   concludere,  discutere, 


in  senatu  de  alqo  ovv.  de  alqa  re,  Cic:  agitur 
in  curia  de  alqa  re,  Suet.:  cum  populo  de  alqo, 
davanti  al  popolo  (con  una  proposta  formale), 
Cic:  ut  ante,  quam  rogatio  lata  esset,  nulla 
res  ageretur,  Cic:  de  provinciis,  de  pace,  de 
condicionibus,  Cic:  nihil  omnino  actum  esse 
de  nobis,  Cic:  ed  agi  per  senatum,  per  po- 
pulum,  venir  concluso,  trattato  dal  S.,  dal 
popolo,  Cic:  così  pure  multitudinis  arbitrio 
res  maximas  agi,  Cic  P)  agere  causam  alcjs, 
sostenerne  le  parti,  essere  del  suo  partito,  Cic 
e)  come  1. 1.  giurid.,  discutere  q.c.  davanti  ai 
tribunali,  così  in  nome  proprio  che  d'altri, 
come  difensore  od  accusatore:  a)  come  di- 
fensore, agere  causam  ovv.  rem,  condurre, 

trattare,  discutere  un  processo,   difendere  una 

causa,  causas  amìcorum  tractare  atque  agere, 
Cic:  causam  contra  alqm  apud  consulem,  Cic: 
cum  proxime  res  agentur,  quando  sarà  il 
giorno  d'udienza,  Plin.  ep.:  assol.,  agere  = 

condurre  un  processo,  discutere  un  pr,,  partic. 
come  oratore,  procuratore,   avvocato,   difensore, 

hospes  in  agendo,  estraneo  alle  cose  giudi- 
ziarie, profano,  Cic.  :  princeps  in  agendo, 
oratore,  Cic:  ad  ovv.  apud  alqm  (judicem), 
Cic:  prò  se,  Plin.  ep.:  nihil  cum  Verre  de  co- 
tidianis  criminibus,  muovere,  far  lite  a  V., 
Cic.  p)  di  accusatore  o  di  parte  che  vuol  far 

Valere  i  SUOÌ  diritti,  intentare  una  lite,  una 
causa,  un  processo,  con  e  senza  (ex)  jure,  lege 
(fondandosi  sul  diritto,  su  di  una  legge) ', 

far  valere  i  propri  diritti,  prendere  le  vie  legali, 
muovere  un'accusa,  accusare,  processare,  liti- 
gare (davanti  ai  tribunali),  quid  agas  mecum 
ex  jure  civili  et  praetorio,  non  habes,  Cic: 
agere  ex  syngrapha,  Cic:  a^.  suinmo  jure,  col 
più  rigoroso  diritto,  Cic:  ag.  lege  in  heredi- 
tatem,  Cic:  de  eadem  re  pluribus  legibus  ag., 
accusare  ripetutamente,  Suet.  e  senza  lege 
e  sim.,  grave  (criinen  est)  me  agente,  te  accu- 
sante nullum,  Cic:  cum  alqo  agere  de  alqa 
re,  Cic:  trasl.,agerenttecumlegePythagorei, 
ti  accuserebbero,  ti  citerebbero  in  giudizio, 
Cic;  partic:  oca)  agere  col  genit.  della  colpa 

=  accusare,  muover  lite,  accusa  ad  ale,  per  ecc., 

con  e  senza  cum  alqo  (contro  alcuno),  furti, 
Cic:  injuriarum,  Cic  ed  a.:  injuriarum  cum 
alqo,  Quint.  PP)  alqm  reum  agere,  far  com- 
parire quale  come  acctisato  davanti  ai  tribu- 
nali, citare,  presentare  accusa  contro  di  alcuno 

davanti  ai  tribunali,  denunciare,  Liv.  ed  a.: 

trasl.  =    accusare,   calunniare,   infamare,    in 

genere,  Ov.  e  Curt.:  e  spesso  culpae,  criminis 
reus  ow.  rea  agor,  Prop.  ed  Ov.  y)  agitur  de 
re  ovv.  res,  dell'oggetto  dell'accusa,  si  tratta 

di,  l'accusa  versa  su,  si  discute  intorno  a,  OVV. 

per  ecc.,  qua  de  re  agitur  ovv.  quae  res  agi- 
tur,  il  punto  della  quistione,  Cic:  non  ca- 
pitis  ei  res  agitur,  sed  pecuniae,  Ter.:  agun- 
tur  injuriae  sociorum,  Cic:  agitur,  liberine 
vi  vara  us,  an  mortein  obeamus,  Cic:  trasl.  e 

pregn.,  si  tratta  di  q.c.  =  è  in  pericolo,  è  in 
rischio,    va   a   rischio,   corre   rischio    q.C.,    non 

agitur  de  vectigalibus,  neque  de  sociorum  in- 
juriis,  Sali:  in  quo  (bello)  agitur  populi  Ko- 
mani  gloria,  agitur  salus  sociorum  atque  ami- 
corum,  Cic:  cura  fama  ejus  ageretur,  Liv.:  nel 
perf.,  acta  res  est  ovv.  comun.  actum  est, 
propr.  la  trattazione  è  fatta,  è  conchiusa  =» 


Ili 


agon 


agrarius 


112 


è  finita,  è  fatta,  acta  res  est,  perii,  Ter.:  si  proro- 
gatili-, actum  est,  Cic:  e  così  pure  actum  est 
de,  ecc.,  è  finita,  è  spacciata,  per  ale.  o per  q.c„ 
è  fatta,  per  quale,  o  q. e,  è  perduta,  per  quale. 
o  q.c,  de  me,  Ter.:  de  Servio,  de  imperio,  Liv.: 
quod  scribis  £yyìgpap.a,  actum  de  isto  est, 
Cic.:  e  così  comeprov.,  rem  actam  ovv.  sempì. 
actum  agere,  fare  cosa  già  fatta  =  affaticarsi 
invano,  con  parole  o  fatti,  intorno  a  ciò  che 
non  si  può  più  cambiare,  rem  actam  ho- 
dierno  die  agi  (si  tratterà  di  cosa  già  fatta) 
et  frustra  habiturum  orationem,  qui,  ecc., 
Liv.:  Ph.,  actum,  aiunt,  ne  agas  (lascia  stare 
quello  che  non  puoi  cambiare).  D.  non  agam  ? 
(io  lasciar  stare?)  Ter.:  e  così  sed  acta  ne 
agam us,  ma  non  parliamo  di  ciò,  che  non 
può  mutarsi,  Cic. 

Imperat.  age,  agite,  quasi  interiezione 
per  invitare,  animare  (quindi  anche  age, 
parlando  a  più),  orsù,  suvvia,  animo  (spesso 
rinforz.  da  altre  particelle),  partic.  da  dum 
e  sis,  quindi  le  forme  agedum,  agitedum,  age- 
sis,  I)  in  esortazioni  stringenti,  via,  presto, 
suvvia,  a)  generic;  age  fiat,  Ter.:  agitedum, 
ite  mecum,  Liv.:  age  nunc  refer  animum,  sis, 
ad  veritatem,  Cic:  en  ovv.  heia  age  rumpe 
moras,  Verg.:  age  colla  la  pers.  plur.  del 
verbo,  age  age  nunc  jam  experiamur,  Ter.: 
e  colla  2a  pers.  plur.,mittite  agedum  legato?, 
Liv.  b)  in  passaggi,  nel  discorso,  per  far  no- 
tare con  attenzione  speciale  ciò  che  segue 
(spesso  con  nunc,  vero,  porro),  age  nunc 
iter...  comparate,  Cic:  age  vero  considerate, 
Cic:  age  porro,  tu  cur...  imperasti  ?  e  poi, 
Cic  e)  apostrofando  vivacemente, quasi  come 

die,   orsù,  dimmi,  ehi,  olà,   age    SCÌS    quid    lo- 

quar  ?  Ter.  II)  per  troncare  un  discorso  e 
passare  ad  altro  :  a)  come  segno  di  disap- 
provazione del  già  detto,  come  il  nostro: 
va!  lascia  stare,  ah!  age  novi  tuum  animum  ; 
va,  che  ti  conosco,  ah!  ti  conosco  troppo 
bene!  Ter.:  sicine  agis,  Parmeno?  age,  come 
puoi  parlare  così?  o  via!  Ter.:  age,  inepte, 
ah  !  baie!  Ter.:  age  hoc  malum  mihi  commune 
est  cum  omnibus,  pur  troppo,  Cic  b)  come 
segno  di  assenso,  però  col  desiderio  di  pas- 
sar ad  altro,  sia,  va  bene,  bene,   sta   bene,   sia 

pur  così,  age  sit  ita  factum,  quae  causa  cur 
Eomam  properaret?  Cic:  Da.  quiescas.  Si. 
age  igitur,  ubi  nunc  est  ipsus,  Ter.:  e  d'impa- 
zienza, age  age  jam  ducat,  Ter.:  quindi  age 

sane,  bene,  benissimo,  molto  bene,  sta  bene,  ne 

sono  (siam)  lieto  (i),  age  sane,  inquam,  Cic:  age 
sane,  omnes,  Liv.  e)  come  segno  di  assenso 
apparente  o  forzato,  quando  non  si  può  ri- 
spondere né  sì,  né  no  e  si  passa  sopra  alla 

risposta  assoluta  COn  uno  sta  bene,  va  bene, 

age,  veniam,  Ter.:  age,  age,  exponamus  adu- 
lescenti,  Cic  d)  quasi  come  fac,  nel  supporre 
un  dato  caso,  posto  che,  age  vero  laudo  ali- 
quem;  num  offendo?  Caecin.  in  Cic:  partic. 
con  si,  age  si  paruerit  etc,  Cic 

Part.  pres.  agens,  entis,  I)  agg.,  parlante, 
espressivo,  vivace,  solo  nel  contesto  del  dis- 
corso, come  imagines  agentes,  acres,  insigni- 
tae,  Cic:  acer  orator,  incensus  et  agens,  che 
ha  un'esposizione  viva,  Cic.  II)  sost.:  1)  = 
actor,  attore,  Quint.  ed  a.  2)  agens  ovv.  agens 
rerum  (commi,  al  plur.)  agente  o  commissario 


imperiale,  destinato  alla  revisione  in  cose 
civili  e  militari,  Aur.  Vict.  Caes.  39,  44. 
Partic.  perf.  pass.  sost.  acta,  òrum,  n., 

I)  azioni,  gesta,  fatti,   atti,    opere,    COme   testì- 

monianze  parlanti  delV  attività  di  quale, 
(contr.  facta,  ciò  che  avviene  per  mezzo  di, 
per  opera  di  quale,  in  genere;  res,  ovv.  res 
gestae,  gesta,  imprese,  partic.  di  guerra),he\\i 
domique  acta,  Ov.,  acta  Herculis,  Quint.:  nunc 
quàcumque  nos  commovimus,  ad  Caesaris  non 
modo  acta,  verum  etiam  cogitata  revocamur, 
Cic  II)  atti  pubblici,  in  Senato,  nei  Co- 
mizi, ecc.,  quindi  leggi,  editti  dei  magistrati 
e  più  tardi  degl'Imperatori.  Questi  acta  ve- 
nivano presentati  al  Senato  per  essere  esa- 
minati, sanzionati  o  respinti;  quindi  acta 
alcjs  servare,  Cic:  confirmare,  Veli,  e  Suet.r 
tueri,  Suet.:  e  il  contrario,  acta  alcjs  dissol- 
vere, rescindere,  Cic  e  Suet.:  in  acta  principis 
jurare,  giurare  di  volersi  attenere  in  tutto  ai 
decreti  (atti)  dell'imperatore,  Tac  ami.  1,. 
72:  partic.  gli  atti  registrati  ;  catalogo,  re- 
gistro, protocollo  di  questi  acta  del  Senato  e 
del  p'polo:  a)  del  Senato,  atti  ufficiali,  acta 
senatus,  Suet.:  acta  patrum,  Tac  b)  del  po- 
polo, chiamati  acta  diurna  ovv.  sempì,  diurna 
populi  Eom.  ovv.  sempì,  diurna  (Tac  e 
Suet.),  acta  publica  (Tac),  diurna  Urbis 
acta  (Tac),  acta  urbana  (Cic  e  Plin.  ep.), 
rerum  urbanarum  acta  (Cic.)  e  sempì,  acta 

(Cic),  cronaca  giornaliera,  specie  di  giornale, 

pubblicato  a  cura  delio  Stato,  che  dava 
notizie  tutti  i  giorni  sopra  cose  poìitiche 
e  private  e  veniva  posto  in  mostra  in 
luoghi  pubblici,  perchè  fosse  ietto  daìpopoìo, 
talia  diurnis  Urbis  actis  mandare,  scrivere 
nei  giomaìe,  Tac:  beneficia  in  acta  non 
mitto,  non  strombazzo  ai  quattro  venti, 
Sem:  sic  in  fastos  actaque  publica  relatum  est, 
Suet.:  habebam  acta  urbana  usque  ad  Nonas, 
Martias  (quando  era  in  Ciìicia),  Cic. 

agon,  ònis,  acc.  sing.  òna,  acc.  pìur.  ònas, 

m.  (dcycóv),  agone,  combattimento,  nei  giuochi 

solenni,  portato  dalla  Grecia  in  Roma,  par- 
tic,  da  Nerone  in  poi;  lat.  puro  certamen, 
comun.  gymnicus  (yojmxóg),  per  esercizi  gin- 
nastici e  di  destrezza  corporale,  equester 
(l7zniY.óc,),  nella  corsa  dei  cavalli,  ecc.,  mu- 
sicus  (jiooatvcóg),  nelle  arti  predilette  aiìe  Muse 
(cioè  suonare  iì  flauto  e  la  cetra,  cantare  e 
poetare),  Plin.  ep.:  trasl.,  nunc  demum  agon 
est  (vuv  yap  Iotiv  àycóv)  =  ora  finalmente 
deve  sorgere  una  lotta,  ora  è  tempo  di  pro- 
varsi, Suet. 

Àgtlnalìa,  ìum  ed  òrum,  festa  (romana) 
istituita  da  JSfuma  Pompilio  e  che  si  cele- 
brava al  9  Gennaio,  al  20  Maggio  e  al  IO 
Dicembre  in  onore  di  Giano  (come  Janus 
Agonius,  protettore  dei  lavori  e  degli  affari). 
—  Deriv.:  Agonali*»,  e,  che  appartiene, 
che  si  riferisce  alle  dette  feste. 

AgÓllYa,  òrum,  n.,   a)  vittime  pel  sacrifizio, 

Ov.  fast.  1,  331.  b)  =  Agonalia  (V.),  Ov. 
fast.  5,  721. 

Agragantlnus,  a^  um  __  Acragantinus, 
V.  Agrigentum. 

agl'ariUS,  a,  um  (ager)  che  si  riferisce  ai 
campi,   olle   campagne  ;   campagnuolo,  agrario r 


113 


agrestis 


Agyrium 


114 


I)  in  gen.:  parentes,  che  vivono  in  campagna, 

Aur.  Vict.  II)  partic.  come  t.  t.,  agrario, 
che    riguarda  il  terreno  pubblico,   partic,    la 

sua  occupazione  (possesso)  e  ripartizione,\ex, 
proposta  di  legge  che  riguarda  la  riparti- 
zione dei  campi,  Cic.  ed  a.:  largitio,  larga 
distribuzione  di  terre,  Cic:  facultas,  il  po- 
tere, la  facoltà  di  fare  una  ripartizione 
agraria,  Cic:  triumvir,  che  presiede  alla  ri- 
partisi  ne,  ecc.,  Liv.  :  seditiones,  tumulti 
collo  scopo  di  provocare  una  distribu- 
zione, ecc..  Liv.  :  buie  toti  agrariae  rationi 
adversari  (esser  contrario  al  progetto,  ecc.), 
Cic:  agrariam  rem  tentare,  tentare  di  pro- 
muovere una  distribuzione,  ripartiz.,  ecc., 
Cic:  sost,  a)  agraria,  ae,  f.  =  lex  agraria 
(V.  sopra),  Cic  ad  Att.  1,  18,  6.  b)  agrarii, 
òrum,  m.  =  alcuni,  che  mediante  le  leggi 
agrarie  speravano  di  venir  in  possesso  di 
terre;  fautori  delle  leggi  e  ripartizioni  agra- 
rie, Cic  e  Liv. 

agrestis,  e,  agg.  col  compar.  e  (negli 
scritt.  Seriori)  col  superi,  (ager),  che  si  trova 
nei  campi,  nella  campagna,  I)  agreste,  ville- 
reccio, selvatico,  1  )propr.:  palmae,  Cic:  poma, 

Verg.    2)  trasl.:  a)  fiero,  rude,   rozzo,  ferino, 

brutale,  ali 'aspetto,  vultus,  Ov.:  figura,  Prop. 

b)  selvatico,  moralmente,   rozzo,  crudele,  senza 

cuore,  dominus,  Cic:  animus  agrestis  ac  du- 
rus,  Cic:  quae  barbaria  India  vastior  aut  agre- 
stior,  Cic.  II)  che  si  riferisce  alla  campagna 

=  che  vive  in  campagna,  che  riguarda  V agricol- 
tura ì  paesano,  villano,  agreste,  campestre  (contr. 

urbanus),  1)  propr.:  hospitium,  Cic:  vestitus, 
Nep.:  Tita,  Liv.:  Numidae,  che  si  occupano 
dell  agricoltura,  Sali.:  quindi  homo  agrestis 
ovv.  sostant.  sempl.  agrestis,  is,  m.,  paesano, 
villano,  uomo  di  campagna,  ecc.,  Cic,  Hor. 
ed  a.  2)  trasl.,  rustico,  in  contrapp.  a  gentile, 

fine,  educato  =  rozzo,  non  educato,  zotico,  in- 
colto, ruvido  (dunque  sempre  in  cattivo  senso, 
mentre  rusticus  commi.  =  semplice,  goffo), 
genus  hominum,  Cic:  rustica  vox  et  agrestis, 
Cic:  vita  haec  rustica,  quam  tu  agrestem  vo- 
cas,  Cic:  quindi  agrestiores  Musae,  le  Muse 
più  rozze,  cioè  le  discipline  pratiche,  come  la 
giurisprudenza,  ecc.  (in  contrapp.  alla  filo- 
sofìa),  Cic  —  Genit.  plur.  agrestum  {per 
agrestium),  Verg.  ed  a. 

1.  agrìcola,  ae,  m.  (ager  e  colo),  agri- 
coltore, paesano,  villano,  Cic  ed  a.:  deus  agri- 
cola, protettore  dei  campi  (Silvano),  Tibull.: 
e  così  pure  caelites  agricolae,  gli  dèi  protet- 
tori, ecc.,  Tibull.  —  Genit.  plur.  agricolùm, 
Lucr.  4,  584. 

2.  Agricola,  ae,  m.,  Gnaeus  Julius,  Agri- 
cola, nato  nel  40  dopo  C,  a  Forum  Julii 
(oggi  Fréjus,  in  Provenza),  figlio  di  Grecino 
Giulio,  suocero  dello  storico  Tacito;  morto 
nel  93  dopo  C. 

a$;i'ictillio,  -cultor,  -cult ara,  V.  cul- 
tio,  cultor,  cultura. 

Agrìgenlum,  i,  n.  (pei  Greci  'Axpocyas, 
quindi  anche  Ice  forma  Acragas),  Agrigento, 
una  delle  colonie  greche  più  fiorenti  sulla 
costa  meridionale  della  Sicilia,  situata  su  un 
alto  e  largo  pogejio  {quindi  arduus  Acragas) 
sul  fiume  Acragas  {oggi  Fiume  di  San  Bia- 
gio); oggi  Qirgenti. —  Deriv.:  AgrTgen- 


tìnus,  a,  ura,  agrigentino,  plur.  sost.,  Agri- 
gentini, òrum,  m.,  gli  abitanti  di  Agrigento, 
agrigentini,  Cic:  e  {da  Acragas)  Aeragan- 
tlnus,  a,  um  ('Axpayavxìvos),  di  Acraga, 

Acragantino» 

agripnia,  ae,  m.  (ager  e  peto),  che  aspira 

a  posseder  campi,  che  va  in  cerca  di  possessi 
agricoli,  cacciatore  di  terre  {quindi  fautore 
della  legge  agraria),  Cic  ad  Att.  15,  29,  3  e  16, 

1,  2:  in  senso  buono  (pel  greco  xXyjpoìixos) 
=  colono,  Cic  de  nat.  deor.  1,  72. 

Agrippa,  ae,  m.,  Agrippa,  nome  di  una 
famiglia  romana,  i  cui  membri  più  celebri 
furono  :  I)  A  grippa  Menenius,  celebre  per  la 
sua  favola  del  ventre  e  delle  membra.  II) 
M.  Vipsanius  Agrippa,  nato  nel  63  a.  C.  (691 
di  E.),  morto  nel  12  av.  C.  (742  di  U.),  l'a- 
mico intimo  di  Augusto  fin  dalla  gioventù, 
marito  di  Pomponia,  figlia  di  Attico, poscia 
di  Marcella,  figlia  d'una  sorella  di  Augusto, 
indi  di  Giulia,  figlia  di  Augusto;  fu  grande 
generale  e  uomo  di  Stato.  Ili)  Agrippa  Po- 
stumus,  figlio  postumo  del  precedente,  man- 
dato in  esilio,  per  raggiri  di  Livia,  da  suo 
nonno  Augusto  (che  prima  lo  acca  adottato), 
nelT isola  di  Planasia;  assassinato  appena 
Tiberio  salì  al  trono. 

Agrippina,  ae,  f.,  Agrippina,  nome  di 
donna  appari,  alla  famiglia  Agrippa;  con 
questo  nome  sono  note:  I)  le  figlie  di M.  Yi- 
psanio Agrippa;  a)  da  Pomponia  (V.  Agrippa, 
n°  II):  moglie  di  Tiberio,  h)  da  Giulia: 
la  casta  e  fedele  consorte  di  Germanico,  ma- 
dre di  Caligola,  esiliata  dopo  la  morte  del 
marito,  nell'isola  Panclataria  (30  d.  C), 
dove  morì  dì  fame  (33  d.  C).  II)  nipote  di 
M.  Vipsanio  A  grippa,  figlia  di  Germanico 
e  di  Agrippina  (w"  I,  b),  moglie  di  Gneo 
Domizio  Enobarbo  (da  cui  ebbe  L.  Domizio, 
che  fu  poi  V Imperatore  Nerone)  ;  poi  di 
Crispo  Passieno,  infine  di  suo  zio  Vlmpera- 
tore  Claudio;  è  distinta  dalla  sua  nobile  ma- 
dre comun.  colV appellativo  di  «  i u n iore». 
Fu  da  lei  promosso  Vinvio  di  una  colonia 
alla  borgata  degli  TJbii  (oppidum  Ubiorum), 
sua  patria,  nel  50  d.  C:  quindi  Colonia 
Agrippìnensis  ovv.  Colonia  Claudia 
Augusta  AgrippTnensiuni  ovv.  senz'ai-, 
irò  Agrippina,  capitale  della  bassa  Ger- 
mania, oggi  Colonia  sul  Beno;  gli  abitanti 
di  essa  erano  detti  Agripplnenses,  ìum, 

m.,  Agrippinesis 

AgyTeus,  ci  ovv.  eos,  m.  ("XymBÒ<;),Agieo, 
soprannome  di  Apollo,  come  protettore  delle 
vie  (àymai)  e  delle  piazze  pubbliche  ;  come 
dio  tutelare  delle  persone  al  loro  uscire  di 
casa  e  al  rientrarvi,  in  onore  del  quale  da- 
vanti alla  porta  di  casa  i  Giteci  ponevano 
colonne  a  foggia  d'obelisco,  su  cui  ardevano 
incensi. 

ilgylla,  ae,  f.  ("AyoXXa),  Agiiia,  nome  an-^ 
tico  o  greco  della  citici  etnisca  di  Cere;  oggi 
Cervetri. —  Deriv.:  ÀgylITnus,  a,  um, 
di  A.,  Agyllina  urbs,  poet.  =  Agylla:  e  sost, 
Agyllini,  òrum,  m.,  gli  abitanti  di  A. 

ÌsV riunì,  li,  n.  fAyópiov),  Agirlo,  città 
della  Sicilia  sul  fiume  Clamo suro  (oggi  Tra- 
chino), di  una  certa  importanza  ai  tempi 


115 


ah 


alacer 


116 


di  Cicerone;  patria  dello  storico  Diodoro; 
oggi  S.  Filippo  d'Argiro.  —  Deriv.:  Agy- 
rìnensis,  e,  di  A.;  plur.  sost,  Agyrinenses, 
ìum,  m.,  gli  abitanti  di  A. 

ali,  inter.,  ah!  oh!  ahi!  di  meraviglia,  di 
sdegno,  di  dolore,  di  gioia,  ecc.,  nei  Comici, 
Verg.  ed  a.:  ripetuto,  ah,  ah,  Hor. 

Aliala,  ae,  m.,  Aaia,  cognome  della  gens 
Servilia.  Noto  è  partic.  C.  Servilius  Ahala, 
colui  che  in  qualità  di  magister  equitum,  uc- 
cise il  sedizioso  Melio. 

jLliarna,  ae,  f.,  Aarna,  città  dell'Etru- 
ria;  oggi  Bargiano. 

alien...,  V.  aèn. 

ai  (ai),  esclamazione  di  dolore,  ahi!  Ov. 
mei  10,  215. 

Aiax,  acis,  m.  (=  Atag,  ma  formato  da 
Atax-og),  Aiace,  nome  di  due  celebri  eroi 
greci  alV assedio  di  Troia,  I)  figlio  di  Oileo, 
re  della  Locride  {quindi  Oileus  ovv.  O'ile'i  ed 
Oileos  [se.  filius],  ovv.  Locrus  ovv.  Narjcius 
[dalla  sua  patria  Naryx  nella  Locride]). 
II)  figlio  di  Telamone,  re  di  Saturnina  (chia- 
mato quindi  Telamonius),  il  primo  eroe  del- 
l'esercito  greco,  dopo  Achille.  La  sua  sorte 
fu  spesso  soggetto  di  tragedie;  Aiax  è  il 
titolo  d'una  tragedia  di  Ennio  e  di  un  altra, 
rimasta  incompiuta,  delTImper.  Augusto; 
fu  anche  soggetto  di  pittura  ;  infatti  Aiax  è 
un  quadro  di  Timomaco  a  Cizico. 

aiens,  entis,  part.  agg.  (da  aio),  che  dice 
di  sì  (contr.  negans),  che  afferma,  negantia 
contraria  aientibus,  Cic  top.  49. 

aio,    verb.  difett.,    I)  dir  di  sì,  affermare, 

asserire  (contr.  negare),  Ter.  e  Cic.  II)  asse- 
rendo, dire,  affermare,  sostenere  (contr.  ne- 
gare),  partic.  nel  citare,  riferire  le  asserzioni 
di  un  altro  nel  discorso  indiretto  (come  in- 
quit  nel  discorso  diretto),  ptrò  anche  nel  di- 
scorso diretto  (partic.  nella  locuz.  ut  ait,  ut 
aiunt,  come  dice,  come  dicono),  comun.  nel 
corpo  del  discorso,  talora  anche  preposto  (co- 
mun. con  una  particella  come  sic),  Ter.  e  Cic: 
nel  citare  una  frase  proverbiale,  docebo  sus, 
ut  aiunt,  oratorem,  Cic:  e  di  leggi,  (ut)  ait 
lex,  (come)  dice,  vuole  la  legge,  Ùlp.  dig.:  e 
nelle  frasi  proprie  del  linguagg  io  famigliare  : 
a)  quid  ais  ?   a)  di  meravig  Ha,  che  dici  ?  è 

mai  vero?  come?  ■può  mai  essere!  nei  Comici. 
f$)  per  farsi  dire  q.c.  da  quale,  che  dici  tu? 
che  ne  pensi?  nei  Comici,   b)  ain  per  aisne, 

credi  tu?  dici  sul  serio?  è  possibile?   Comici: 

vosi  ain  tu  ?  Comici  e  Cic:  e  di  forte  mera- 
viglia, ain  vero?  Comici;  ovv.  ain  tandem? 
Comici,  Cic.  ed  a. 

Aia*  Loquens  ovv.  Àius  Loclitìus, 

m.  (aio  e  loquor)  =  voce  che  annunzia,  cioè  la 

voce  che  avvertì  i  Momani  prima  dell'arrivo 
dei  Galli,  e  che,  dapprima  non  ascoltata,  fu 
poi  onorata  come  divinità  in  un  tempio  a 
lei  dedicato,  essendosi  avverate  le  sue  pre- 
dizioni. 

àia,  ae,  f.  (da  ago,  dunque  —  agla;  di  qui 
il  dimin.  axilla,  come  mala  da  mando,  donde 
il  dimin.  maxilla,  palus  da  pango,  dunque 
=  paglus  e  di  qui  il  dimin.  paxillus),  aia 
d'uccelli,  ecc.,  come  organo  del  moto  (men- 
tre pennae  ovv.  pinnae  =   ali,  per  indicare 


le  penne  delle  ali),  I)  propr.:  galli  plausu 
premunt  alas,  Cic.  :  movere  alas,  Ov.:  alas 
expandere,  Plin.:  alas  quatere,  Verg.:  delle 
api,  alas  eripere  regibus  apum,  Verg.:  a  per- 
sone, alas  accommodare  humeris,  Ov.:  di  Mer- 
curio, hic  paribus  nitens  Cyllenius  alis  con- 
stiti^ Verg.:  poet.  di  barche,  navi  e  sim.  (con- 
cepite come  uccelli),  classis  centenis  remiget 
alis,  Prop.  (cfr.  alarum  remi  ovv.  remigium, 
delle  ali,  Verg.  ed  a.);  ovv.  la  vela,  velorum 
pandimus  alas,  Verg.:  e  poet.  come  immagine 
del  moto  rapido  ovv.  placido,  impercettibile, 
di  venti,  madidis  notus  evolat  alis,  Ov.:  del 
fulmine,  emicat  et  ventis  et  fulminis  ocior 
alis,  Verg.:  del  tempo,  Sen.:  della  morte,  Hor.: 
del  sonno,  Tibull.  II)  trasl.:  A)  la  parte  del 
corpo  ìimano  analoga  all'ala  degli  uccelli; 
ascella,  umbonibus  incussaque  ala  sternere  ho- 
stes,  Liv.:  sub  ala  fasciculum  portare  librorum 
(sotto  il  br 'accio), Hor.:  partic.  la  cavità  ascel- 
lare coperta  dipeli,  che  manda  uno  spiace- 
vole lezzo  caprino  di  sudore,  gravis  hirsutis 
cubet  hircus  in  alis,  Hor.:  alas  veliere,  strap- 
pare i  peli  delle  ascelle,  Sen.  B)  come  1. t. 
milit.,  ala  dell'esercito  ;  dapprima  erano  le 
schiere  della  cavalleria  romana,  di  solito  di 
300  uomini  per  ogni  legione,  destinate  a 
proteggere  ai  due  lati  la  linea  dei  fanti  ;  in 
seguito  si  chiamò  così  una  sezione  degli  al- 
leati, partic.  di  cavalieri,  che  propriamente 
dovevano  coprire  i  fianchi  della  legione  ro- 
mana, ma  però  anche  spesso  venivano  posti 
in  prima  linea,  comun.  di  500  uomini;  e 
quando  gli  alleati  ebbero  acquistato  il  diritto 
di  cittadinanza,  truppe  ausiliarie  in 
genere  (cavalleria  e  fanteria),  che  servivano 
nell'esercito  romano  (comun.  alarii  equites, 
alariae  cohortes  o  sempl.  alarii,  V.  alarius), 
Campanorum  ala,  Liv.:  alqm  alae  alteri  prae- 
tìcere,  Cic:  talora  anche  per  schiera  di 
cavalleria  di  500  o  1000  uomini  presso  gli 
altri  popoli,  come  della  «  Guardia  del  corpo  » 
dei reMacedoni mNep. elAsr.:eper  schiera 
di  cavalieri  in gen.,  ed  in  partic.  di 
«  cacciatori  a  cavallo  »,  Verg. 

A  9  a  Ita  mia.  ae,  f.  ed  òrum,  n.  (^  e  xà. 
'AXà(3av§a),  Aiabanda,  città  della  Caria  poco 
lungi  dal  Meandro,  fiorente  pel  commercio 
e  l'amore  alle  arti,  ma  di  cattiva  fama  pei 
suoi  costumi  voluttuosi.  —  D  e  r  iv.:  1)  m  la- 
haildensiSj  e,  di  Aiabanda:  plur.  sost.,A\a,- 
bandenses,  ìum,  m.,  gli  abitanti  di  Aiabanda. 
2)  Àlabaiideus,  cos,  m.  ('AXapavSsus),  tia- 
tiuo  di  Aiabanda;  nomin.  plur.  alla  greca 
%  Incarnii*.  (Alabandeis,  'AXajEavSsls),  gli 
abitanti  di  A. 

AJabarcliès,  V.  Arabarches. 
àlahasler,  stri,  m.  ed  alabastrini!, 
stri,  n.  (àXàpaaxpos  ed  -ov),  vasetto,  boccetta 
contenente  unguenti,  fatta  a  foggia  di  pera, 
liscia,  senza  manico,  di  alabastro  oppure  di 
vera  onice  orientale,  Cic  fr.,  Plin.  ed  a. 

alacer,  cris,  ere,  agg.  col  comp.  (anche 
nel  masch.  alacris  in  Enn.,  Ter.,  Verg.  e 
Tac),  eccitato,  commos so,  I)  in  gen., 
eccitato,  commosso  da  dolore,  passione,  quid 
tu  es  tristis?  quidne  es  alacris?  Ter.:  multos 
alacres  exspectare  (essere  in  grande,  affan- 


117 


alacritas 


Albianus 


118 


nosa  aspettazione),  quid  statuatur,  Cic.   II) 

gioioso,  allegro,  vicaee,    quindi   anche   dedito, 

disposto  ad  agire  {contr.  tristis,  humilis,  per- 
territus;  e  spesso  coord.  alacer  et  promptus), 
a)  di  pers.  e  del  loro  animo,  Catalina  alacer 
atque  laetus,  Cic:  alacres  animo  esse,  Cie.: 
omnium  animos  alacres  videre,  Sali.:  alacri  et 
prompto  ore  ac  vultu  huc  atque  illuc  intueri, 
con  aspetto  e  tratto  franco  e  disinvolto,  Cic: 
alacer  gaudio  (di  gioia),  Curt.:  alacriores  ad 
malefìcia,  Cornif.  rhet.:  ad  bella  suscipienda 
Gallorum  alacer  et  promptus  est  animus , 
Caes.:  di  e.  inan.  personific,  voluptas,  vivo 
piacere,  Verg.  b)  di  animali,  pieno  di  vita, 
vivace,  focoso,  equus,  Cic  :  ferae  bestiae,  Coi- 
nif.  rhet.   e)  di  cose,  imprese,  clamor,  Liv. 

alacritas,  àtis,  f.  (alacer),  alacrità,  alle- 
grezza, prontezza,  vivezza,  spirito,  partic.  ri- 
guardo air  agire,  a)  di  pers.,  ingens,  Liv.; 
egregia  animi,  Cic:  alacritas  rei  publicae 
defendendae,  Cic:  alacritas  studiumque  pu- 
gnando gran  volontà  di  combattere,  Caes.: 
mira  sum  alacritate  ad  litigandum,  gran  vo- 
lontà di,  ecc.,  Cic:  al.  perfecti  operis,  giubilo 
per,  ecc.,  Liv.  b)  di  animali,  canum  tanta 
alacritas  in  venando,  Cic 

alacriler,  avv.  col  corapar.  (alacer),  ala- 
cremente, vogliosam.,  vivant,,  prontatn,,  Justin. 

1,  6,  10. 

Alamanni,  òrum,  m.,  Alemanni,  nome 
collettivo  di  popoli  germanici  discendenti 
dagli  Svevi,  tra  il  Danubio,  Valto  Reno  ed 
il  Meno;  sing.  Alamamius,  soprannome 
delVimperat.  Graziano,  che  sconfisse  gli  Ala- 
manni. 

Alani,  òrum,  m.  ('AXavot),  Alani,  popolo 
nomade,  originariam.  caucasico  (da  Ala, 
che  in  sarmat.  signif.  monte),  chiamato  dai 
Greci  e  Romani  «  scitico  »;  noto  ai  Romani 
per  la  sua  valorosa  cavalleria. 

alàpa,  ae,  f.,  schiaffo,  ceffone,  alapam  alci 
ducere  (infliggere,  dare)  grave m,  Phaedr.: 
dato  dal  padrone  allo  schiavo,  come  segno  di 
affrancamento,  multo  majoris  alapae  mecum 
veneunt,  presso  di  me  la  libertà  si  vende 
molto  più  cara,  Phaedr. 

alare*,  V.  alari us. 

àia  ri  US,    a,   um  (ala),  che  appartiene  alle 

truppe  delle  ali,  equites,  Liv.:  cohortes,  Caes.: 
plur.  sost.,  alarli,  òrum,  m.,  i  soldati  com- 
ponenti le  «M,Caes.  e  Cic:  detti  anche  alares, 
ium,  m.,  Tac 

àlatus,  a,  Um  (ala),  provveduto  di  ali,  alato, 

plantae,  di  Mercurio,  Verg.:  equi,  dei  ca- 
valli del  sole,  alipedi,  Ov. 

alauda,  ae,  f.,  allodola  e  precis.  allo- 
dola col  ciuffo  (lat.  puro  galerita  e 
cassita);  trasl.,  nome  di  una  legione  gallica 
raccolta  da  Cesare  a  sue  spese  (così  detta  dal 
pennacchio,  che  i  suoi  soldati  portavano  sul- 
l'elmo), Suet.:  quindi  i  soldati  dì  quella  le- 
gione Alaudae  e  legio  Alaudarum,  Cic 

Alba,  ae,  f.  (da  connettersi  con  albus, 
àXcpóg,  sabin.  alpus,  monte  coperto  di  neve), 
Alba,  nome  di  alcune  città  poste  su  luoghi 
elevali,  fra  le  quali  sono  degne  di  partic. 
■menzione  :  I)  col  soprannome  di  Longa,  la 
pia  antica  città  latina,  fondata  da  Ascanio 


(secondo  la  leggenda),  madre -patria  dei  Ro- 
mani, situata  su  una  lunga  e  stretta  gio- 
gaia {perciò  Longa)  fra  il  monte  Albano  e 
il  Lago;  presso  V odierno  convento  di  Palaz- 
zola.  Essa,  quand'  era  fiorente,  mandò  pa- 
recchie colonie  nei  dintorni,  ma  fu  distrutta 
per  sempre  dai  Romani,  fino  dai  tempi  di 
Tullio  Ostilio.  —  Deriv.:  Albanus,  a,  um, 

albano,  di  Alba,  poet.  =  romano;  plur.  SOSt., 

Albani,  òrum,  m.,  gli  abitanti  di  Alba,  Albani. 

—  Partic.  mons  A.,  la  vetta  occidentale  degli 
odierni  monti  Albani;  oggi  Monte  Cavo, 
il  monte  sacro  dei  Latini,  con  un  tempio  di 
Juppiter  Latiaris  posto  sulla  più  alta  vetta, 
a  cui  una  via  selciata  conduceva  le  proces- 
sioni nelle  feriae  Latinae  (festa  dell'alleanza 
dei  Latini)  e  così  pure  i generali  romani  per 
V ovazione  ;  là  si  trovavano  gli  Albani  tumuli 
atque  luci  e  il  nemus  Albanum;  là  trovavansi 
le  viti,  che  davano  il  famoso  vinum  Albanum. 

—  lacus  A.,  lago  ameno,  ai  piedi  del  mons 
Alb.,  dalla  parte  di  occidente  ;  oggi  Lago 
Albano,  deviato  ali" assedio  di  Veio,  mediante 
un  emissario,  quindi  Albana  aqua,  l'acqua 
del  lago  Albano.  —  Albanum,  i,  n.  (se.  prae- 
dium),  Albano,  nome  delle  grandi  ville  di 
Pompeo  e  di  altri  ricchi  Romani,  in  ispecie 
degli  Imperatori  Nerone  e  Domiziano  (il  cui 
Albanum  vien  detto  anche  A.  arx  ed  A.  seces- 
sus)  da  cui  più  tardi  sorse  un  municipio  (Mu- 
nicipium  Albanum)  ad  ovest  del  lago  omo- 
nimo :  ne  rimangono  oggi  ruderi  interes- 
santi prssso  l'odierna  Albano  sulla  via 
Appia.  —  A.  la  pidicinae,  pezzi  di  lapis  Al- 
banus  (detto  ora  piperino,  a  Napoli  piperno 
o  pipiernoì,  che  scavato  nelle  vicinanze  del- 
l'antica Alba  Longa,  veniva  usato  spesso 
per  costruzioni,  ecc.,  Vitr.:  quindi  A.  co- 
lumnae,  colonne  di  piperino,  Cic  fr.  e  Suet. 
II)  Alba  Fuceutia  o  Fucentis  o  Marsorum, 
origin.  città  dei  Marsi,  poi  colonia  romana 
nel  Sannio  sul  lago  Fucino  {oggi  Celano), 
posta  su  un  alto  qioqo,  comun.  sempl.  Alba, 
come  anch'ora  Albe,  fortezza  importante  e 
prigione  di  Stato  dei  Romani.  — Deriv.: 
Albensis*  e,  Aibense,  appartenente  ad  Alba 
Fuc,  che  si  riferisce  ad  A.;  plur.  sost.,  Al- 
benses,  funi,  m.,  gli  abit.  di  Alba  Fuc. 

1.  Albani,  V.  Alba  n°  I. 

2.  Albani,  òrum,  m.,  Albanesi,  gli  abit. 
dell'Albania,  regione  asiatica,  probab.  da 
identificarsi  cogli  Alani  (V.J. —  Deriv.: 
Albanus,  a,  um,  appartenente  all'Albania, 

Albano, 

Albanus,  V.  Alba,  n°  le  2.  Albani. 
albàtus,    a,   um   (da  albus).  vestito  di 

bianco,    con  abito  chiaro  (contr.   atratus,    pul- 

latus,  in  abito  nero,  da  lutto),  Cic.  ed  a. 

Albensis,  ed  -es,  V.  Alba,  «°  II. 

albeo,  ere  (albus),  essere  bianco,  Verg.  ed 
Ov.:  quindi  albens,  Manco,  chiaro,  Ov.  e  Tac: 
albente  caelo,  sull' albeggiare,  Caes. 

albesco,  ere  (albeo),  divenir  Manco,  detto 
anche  di  capelli,  Lucr.,  Hor.  ed  a.:  partic, 

divenir  chiaro,  risplendere, per  fu0CO,per  luce, 

albescit  mare,  Cic:  albescunt  flammarum  longi 
ì    tractus,  Verg.:  albescit  lux,  albeggia,  Verg. 
Albianus,  a,  um,  V.  Albius. 


119 


albico 


Alcathous 


120 


albico,  avi,  are  (albus),  esser  bianco,  bian- 
cheggiare, Hoi\,  Plin.  ed  a. 

albldus,  a,  um,  agg.  col  compar.  e  su- 
peri, (albus),  bianco,  chiaro,  Ov.,  Plin.  ep.  ed  a. 

Albingauni,  -mini,  V.  Inganni. 

Albiaiotaiitis, i,m. ,AWinovano,  J^Celsus 
Albinovanus, giovane  vanaglorioso,  segretario 
intimo  di  Tiberio  :  Orazio  gli  dedica  l 'epi- 
stola Sa  del  lib.  T  e  gli  raccomanda  di  essere 
più  originale,  nello  scrivere,  in  ep.  1,  3,  15  e 
sgg.  II)  C.  Pedo  Alb.  poeta  epico  contem- 
poraneo ed  amico  di  Ovidio. 

Alitimi»,  i,  m.,  Albino,  cognome  romano, 
partic.  della  gens  Postumia  ;  è  noto  partic. 
Anlus  Postumius  Albinus,  console  nel  603  di 
Boma,  noto  come  autore  di  una  storia  romana 
in  lingua  greca. 

\!KU,  is,  m.  (antico  gemi.  Alf,  Elf,  Elve 
=  fiume),  Elba,  fiume  della  Germania. 

Alimi*,  ii,  m.,  Aibio,  nome  di  una  gens  ro- 
mana di  cui  son  noti  partic:  il  poeta  Albius 
Tibullus  (V.  Tibullus)  e  Statius  Albius  Op- 
pianicus,  di  Latemio,  condannato  da  giudici 
corrotti;  inseguito  fu  accusato  Cluenzio  di 
averlo  avvelenato.  —  Der iv.:  Albìainis, 

a,  Um,  di  Albio,  Albiano» 

Alhsila,  V.  albulus. 

albulus,  a,  um  (dimin.  di  albus),  Manco, 
candido,  Columbus,  Catull.  —  Quindi  come 
nom.  propr.:  I)  Albula,  ae,  f.  (cioè  aqua), 
nome  antico  del  Tevere.  II)  Albula,  ae,  f. 
(cioè  aqua)  ovv.  Albulae  aquae  ovv.  sempì, 
Albulae,  arum,  f.,  ruscello  formato  da  parec- 
chie sorgenti  sulfuree  presso  Tivoli,  non 
lungi  da  Boma;  si  getta  nel  Teverone  e  già 
nella  remota  antichità  le  sue  acque  servivano 
per  cure,  come  bagni  e  bevanda  ;  anche  ora 
Solfatare  di  Tivoli  ovv.  acqua  zolfa. 

album,  i,  n.,  V.  albus. 

Albiiuea,  ae,  f.,  Aibunea,  nome  di  una 
ninfa  profetica  (più  tardi  ritenuta  come 
Sibilla)  a  cui  era  sacra  una  delle  sorgenti 
sulfuree  (Albunea  ;  cfr.  Albula  n°  II  sotto 
albulus)  sui  colli  di  Tivoli  (forse  V odierna 
acqua  solforata  d'Altieri),  come  pure  una 
grotta  (Albuneae  domus,  probabilm.  oggi 
Grotta  di  Nettuno),  un  bosco  (sotto  la  cascata 
della  fonte  con  un  oracolo  di  Fauno)  ed  un 
tempio  (che  esiste  ancor  ora)  sopra  la  ca- 
scata delV  Aniene. 

Alburnus,  i,  m.,  alto  e  selvoso  monte 
della  Lucania,  dietro  a  Pesto;  oggi  Monte 
di  Postiglione. 

albus,  a,  um  (rad.  ALB,  da  connettersi 
con  àXcpós),  bianco  (contr.  ater,  niger),  I) 
agg-  a)  generici  color,  Cic:  dentes,  Verg.i 
equi  (cavalli  bianchi  pel  carro  trionfale), 
Liv.:  parma,  ancor  bianco  (senza  intagli  o 
cesellature),  Verg.  :  di  abiti  (partic.  delle  di- 
vinità), vestis,  Ov.  e  Curt.:  quindi poet.  trasl., 
per  «  bianco  vestito,  vestito  di  bianco  »,  Hor. 
sat.  1, 2,  36:  proverò.,  albus  aterne  sit  ignoro, 
non  so  se  sia  un  bianco  od  un  moro  =  noi 
conosco  affatto  di  persona,  Cic.  Phil.  2,  41  : 
equis  praecurrere  albis,  correr  innanzi  su  ca- 
valli bianchi  (come  in  un  trionfo)  =  oltre- 
passare di  gran  lunga,  Hor.  sat.  1,  7,  8:  alba 
avis,  uccello  bianco,  cioè  raro,  una  mosca 


bianca  (detto  in  genere  di  q.c.  di  raro), 
Cic.  ep.  7,  28,  2  :  album  calculum  adicere  alci 
rei  =  approvare  q.c,  Plin.  ep.  1,  2,  5.  b) 
Manco  =  canuto,  capilli,  Tibull.:  coma,  Ov.: 
asinus,  Quinti plumbum,sfa$rw),Caes.  c)pai- 
Udo,  smunto,  macilento  per  malattia,  spavento, 
cure,  ecc.,  aquosus  albo  colore  languor,  del- 
Vidropisia,  Hor.i  albus  ora  pallor  inficit,  Hor_ 
d) chiaro,  splendido,  delle  stelle,  sol,jubar,  Enn.i 
adrnisso  Lucifer  albus  equo,  Ov.:  quindi  me- 

ton.  ■—  chiaro,  che  rende  chiaro,  notus  (Xsoxó- 

voxos),  Hor.i  Japetus,  Hor.:  e  fig. ,  chiaro  =pro- 
pizio,  stella,  Hor.:  genius  albus  et  ater,  Hor. 

II)  SOSt.,  album,  i,  n.,    1)  bianchezza,  color 

bianco,  il  bianco,  alba  et  atra  discernere  non 
posse,  Cic:  alba  et  atra  ignorare,  Cic:  come 
materia  colorante,  columnas  albo  polire,  dare 
un  intonaco  bianco,  Liv.:  album  in  vestimeli- 
tum  addere,  mettere  il  bianco  (colla  creta 
bianca),  vestir  di  bianco,  Liv.:  di  macchie 
bianche  sulla  pelle  degli  animali  (bos)  ma- 
culis  insignis  et  albo,  Verg.:  sparsis  pellibus 
albo,  colla  pelle  chiazzata  di  macchie  bian- 
che, Verg.:  album  oculi,  oculorum,  il  bianco- 
dell'occhio,  Cels.i  album  ovi,  chiara  d'ovo,  Cels. 
2)  tavola  Manca  (XsuxcofJLa),  comun.  intona- 
cata con  gesso  (per  farvi  annotazioni,  partic 
da  esporre  al  pubblico),  albo,  fastos  circa  forum, 
in  albo  proposuit,  Liv.  —  Partic.  :  a)  la  tavola- 
su  cui  il  Pontefice  Massimo  notava  gli  av- 
venimenti deiranno  e  che  conservava  presse» 
di  sé  (gli  annales  maximij,  Cic:  referre  in 
album,  registrare  negli annali,  Liv.  b)  album 
praetoris,  Talboper  V editto,  compilato  annual- 
mente dal  Pretore,  all'atto  di  prender  pos- 
sesso della  sua  carica  (colle  forinole  riferen- 
tisi  alle  azioni  ed  alle  eccezioni)  e  per  le 
disposizioni  transitorie  del  Pretore;  quindi 
ad  album  sedentes,  coloro  che  sono  al  cor- 
rente coli 'editto,  ecc.,  cioè  che  conoscono' 
bene  le  f or  mole  giudiziarie,  giurisperiti,  Sen.i 
se  ad  album  ac  rubricas  transferre,  assumersi 
come  unico  incarico  la  conoscenza  letterale 
delle  forinole  dell  editto  pretorio  e  delle  leggi 
del  diritto  civile,  Quint.  e)  catalogo,  registro,, 
ruolo,  album  senatorium,  catalogo  dei  Sena- 
tori, che,  da  Augusto  in  poi,  venne  esposto 
in  pubblico;  da  esso  venivano  cancellati 
(eradi)  i  nomi  di  coloro  che  venivano  espulsi 
dal  Senato  o  per  altra  ragione  non  eran  più 
Senatori,  Taci  album  (judicum),  la  lista  delle 
decurie  dei  giudici  scelti  dai  questori,  Sen.  e 
Suet.:  albumprofitentium  citharoedorum,  lista 
dei  citaredi,  che  volevano  presentarsi  in 
pubblico,  Suet. 

Alcaeus,  i,  m.  ('AXxoàos),  Alceo,  lirico 
greco  di  Mitilene,  nell'isola  di  Lesbo  (fiorì 
intorno  al  610-602  av.  Or). 

Alcailienes,  is,  m.  ('AXxajisvvjs),  Alca- 
mene,  il  più  celebre  discepolo  eli  Fidia,  na- 
tivo del  demo  di  Limne  in  Atene  (secondo* 
altri  sarebbe  nato  a  Lemno). 

Alcsitlioc,  ès,  f.  ('AXxaGóyj),  Alcatoe,  la 
rocca  di  M egara,  così  chiamata  da  Alcatoo; 
poet.  per  tutta  la  Meg  aride,  sul  golfo  di 
Corinto. 

AlcntllOllS,    i,    m.   ('AXxàGoog),    Alcatoo, 

figlio  di  Pelope,  colui  che  ricostruì  le  mura 
di  Megara  abbattute  dai  Cretesi;  quindi  urbs 


121 


Aìce 


ales 


122 


Alcathoi  =  Megara,  Ov.:  così  pure  Alcathoi 
moenia,  Ov. 

Alce,  ès,  f.  ("AXxvj),  Alce,  città  dei  Car- 
petani  nella  Spagna  tarragonese  ;  oggi  pro- 
bab.  Alcazar. 

alcedo,  dtnis,  f.,  alcione,  Varr.  ed  a. 

alces,  is,  f.  (dalVant.  tedesco  Elch  ovv. 
Elk,  cioè  forza,  quindi  bestia  forte;  cfr. 
Passoiv  alla  voce  àX%yj),  alce,  sorta  di  qua- 
drupede che  vive  neipaesi  nordici,  Caes.  ed  a. 

Alcestis,  ttdis,  acc.  tin,  ovv.  tim.  f.  ed 
Alcestc,  ès,  f.  ("AXxyjaxts  ovv.  'AXx^axyjj, 
Aiceste,  figlia  di  Velia,  moglie  di  Admeto, 
signore  di  Fere,  che  ottenne  dalle  Parche 
la  vita  di  suo  marito  in  compenso  della  pro- 
pria, ma  fu  a  lui  restituita  da  Proserpina, 
e  secondo  un'altra  tradizione,  da  Ercole,  che 
la  rapì  all'Ade.  La  sua  sorte  fu  soggetto  di 
tragedie  presso  i  greci  ed  i  romani. 

Alceus,  ci  ed  cos,  m.  ('AXxeóg),  Alceo, 
figlio  di  Perseo,  padre  di  Amfitrione,  nonno 
di  Ercole.  —  Deriv.:  Alcide*»,  ae,  m., 
Alcide  (discend.  di  Alceo)  =  Ercole. 

Alcibiade»»,  is,  m.  ('AXxi(kdSY]s),  Alci- 
biade, ateniese,  figlio  di  Òlinia  e  di  Dino- 
maca  f figlia  dell' Alcmeonide  Megacle),  edu- 
cato da  Pericle  suo  padrino  (privignus),  di- 
scepolo molto  caro  a  Socrate. 

Alcidàmas,  antis,  m.  ('ÀXxi86e|j.as),  Ai- 
cìdamante,  retore  greco  di  Elea,  nell'Eolide, 
discepolo  di  Gorgia. 

Alcìdès,  ae,  m.,  V.  Alceus. 

Alciiious,  i,  m.  ('AXxóvoog),  Alcinoo,  fi- 
glio di  Nausitoo,  nipote  di  Nettuno,  secondo 
la  tradizione  (omer.)  il  supremo  principe 
dei  Feaci  a  Scheria  (Corcyra,  oggi  Corfù), 
padre  di  Nausicaa,  celebre  per  aver  accolto 
ospitalmente  Ulisse  naufrago  sulle  coste  di 
Corcira  (cautibus  Alcinoi).  i"  suoi  giardini 
erano  pieni  di  frutta  d'ogni  specie,  quindi 
proverb.  Alcinoi  silvae,  frutteti  ripieni  di 
frutta,  Verg.:  e  poma  dare  Alcinoo,  di  cosa 
superflua,  Ov.:  Alcinoi  Juventus,  Feaci  (= 
molle,  lussuriosa),  Hor. 

Alcmaeo  ed  Alcmaeòn,  onis,  m.  ('AX- 
*[iat(Dv),  Aicmeone,  I)  figlio  di  Amfiarao  e 
di  Erifile,  uccise  sua  madre,  assecondando 
così  il  desiderio  paterno  e  dell'oracolo  e  di- 
venne perciò  pazzo.  II)  filosofo  greco  e  me- 
dico di  Crotone,  discepolo  di  Pitagora.  Ili) 
arconte  ad  Atene.  —  Deriv.:  Alcmae- 
tiirfus,  a,  um,  Aicmeonio,  furiae,  le  f.  che 
perseguitavano  Alcmeone  (n°  1),  Prop. 

Alcman,  mànis,  acc.  mana,m.  ('AXx[iàv), 
Alvmane ,  poeta  lirico  greco  ,  probab.  di 
Sardi  nella  Lìdia  (670-640  av.  Cr.,  circa). 

Alcmcna  ovv.  Alcutiièiia,  ae,  f.,  anche 
Alemeiie,  ès,  f.  ('AXxp/yjvY]),  Alcmena,  figlia 
di  Elettrione,  moglie  di  Amfitr.one  in  Tebe, 
madre  di  due  gemelli,  Ercole  ed  Ificlo,  il 
primo  figlio  di  Giove,  il  secondo  di  Amfi- 
trione. 

alcyoiì,  onis,  f.  (àXxucov),  alcione  (lat. 
puro  alcedo,  V.),  Plin.  ed  Ov.:  diìectae  Thetidi 
alcyones  (alludendo  ad  Alcione  e  Ceice, 
V.  Alcyone),  Verg. 

Alcyone,  ès,  f.  ('AXxoóvyj),  Alcione,  figlia 
di  Eolb,  si  lanciò  in  mare,  vedendo  il  cada- 
vere dello  sposo  galleggiare  sull'acqua  fa- 


condo le  avea  predetto  un  sogno);  e  Teti, 
per  tanto  amor  coniugale,  li  trasformò  en- 
trambi in  alcioni. 

alea,ae,  f.,  giuoco  di  dadi,  e  quindi  generic. 

giuoco  di  fortuna,  d'azzardo,  proibito  a  Roma 

dalla  lex  Titia  et  Publicia  et  Cornelia,  fuorché 
nel  mese  di  Dicembre  all'epoca  dei  Saturnali  ; 
I)  propr.:  ludere  alea,  Cic,  ed  aleam,  Suet.  : 
alea  se  oblectare,  Suet.:  alqd  in  alea  perdere, 
Cic:  prosperiore  alea  uti,  Suet.:  jacta  alea  est, 
il  dado  è  gettato,  Suet.  Caes.  32.  II)  trasl.,  ge- 
neric, avventura,  rischio,  pericolo,  incertezza 
dell'esito,  fortuna,  caso,  sorte,  repentaglio,  belli, 

Liv.:  dare  in  aleam  tanti  casus  se  regnumque, 
Liv.:  alca  est  in  alqa  re,Cic.:inestalci  rei,  Ov.: 
in  dubiam  im perii  servitiique  aleam  ire,  gio- 
care il  gioco  incerto  del  riuscir  padroni  o 
servi,  Liv.:  periculosae  plenum  opusa  leae,  Hor. 

à  Icari  US,  a,  um  (diesi),  pertinente  al  giuoco 
dei  dadi  o  d'azzardo,  lex,  Plaut.  mil.  164. 

a  Ica  t OT,  òris,  m.  (ale.l),  giocatore  di  dadi, 
d'azzardo  ;  giocatore  di  profeSS  one,  biscazziere 

famoso  per  astuzia;  ai  tempi  di  Cicerone 
divenuto  sinonimo  di  infame,  Cic.  ed  a. 
alea lòrius,  a,  um  (aleator),  che  si  riferisce, 

che  appartiene  al  giuoco  o  al  giuocatore  di  dadi, 

d'azzardo,  damna,  Cic:  forum,  tavoliere,  Suet. 

alce,  V.  allec. 

.4 ledo,  V.  Allecto. 

Àlèìi  campi  epoet.  Àlcia  arva  (greco 
'AXVjiov  nsòlov,  xò,  da  ocXtj,  l'andar  errando), 
pianura  ubertosa  della  Cilicia,  sulla  costa, 
dove  sorge  Mallo,  tra  i  fiumi  Piramo  e  Saro; 
dove,  secondo  il  mito,  Bellorofonte  precipitò 
già  da  Pegaso  e,  accecato  dal  fulmine  di 
Giove,  andò  lungamente  errando. 

A  Iemali  ni.  V.  Alamanni. 

Àie  mòli,  monis,  m.  ('AX^jjioov),  Alemone, 
padre  di  Miscelo,  fondatore  di  Crotone.  — 
Deriv.:  Alemonides,  ae,  m.  ('AXrjjjiovC- 
8yjg),  Aiemonide  (figlio  di  Alemone),  detto  dì 
Miscelo. 

alco,  ònis,  m.  (alea),  dedito  al  giuoco  (dei 

dadi),  giocatore,  biscazziere,  Cat.  29,  2  ed  a. 

ales,  litis  (ala),  «che  ha  ali  e  le  usa» 
fmentre  alatus  signif.  solo  «munito  di 
ali  »),  I)  agg.,  alato,  (nei poeti),  1)  propr.: 
al.  avis  (aìóXog  opvig),  Cic.  Arat.:  partic.  di 
esseri  mitologici,  Pegasus,  Ov.:  deus,  di  Mer- 
curio, Ov.:  puer,  di  Amore,  Hor.  2)poet.  trasl., 

fuggevole,  rapido,  veloce,  auster,  Verg.  :  pasSUS, 

Ov.  II)  sost.,  m.  e  f.,  uccello,  e  precis.  di  uc- 
celli grossi,  mentre  avis  =  uccello,  signif.  in 
genere  un  animale  che  ha  ali  e  penne  e  fa  le 
ova,  volucris,  animale  atto  a  volare -(quindi 
anche  insetto  alato),  a)  in  gen.,  Lucr.  ed  a.: 
matutinis  obstrepit  alitibus,  Prop.  b)  partic, 
a)  di  determinati  uccelli,  Jovis  al.,  Verg.  ed 
Ov.:  regia  al.,  Ov.,  al  minister  fulminis,  Hor., 
aquila;  parim.  (come  stella)  sempl.  ales,  Cic 
poèt:  Phoebelus  o  Phoebea  al.,  del  corvo, 
Ov.:  Chaonis  al.,  Ov.,  ovv.  al.  exterrita  pennis, 
Verg.,  della  colomba:  Daulias  al.,  usignuolo, 
Ov.:  Junonia  al.,  pavone,  Ov.:  imitatrix  e  rara 
al.,  del  pappagallo,  Ov.:  cristatus  al.,  del  gallo, 
Ov.:  Palladis  al.,  nottola,  Ov.:  Caystrius  al., 
cigno,  Ov.:  e  così  albus  o  canorus  al.,  detto 
del  cigno  che  canta  (in  cui  s'immagina  tras- 
formato il  poeta),  Hor.:  quindi  a,ìes  senz'altro 


123 


Alesa 


alias 


124 


per  cantore,  Maeonii  carminisal.,  il  cantore 
della  meonia  poesia  (degli  eroi  omerici) ,Hor. 
P)  nel  linguaggio  Augurale,  alites  =  uc- 
celli che  servivano  ai  presagi,  col  «volo  », 
mentre  oscines,  «  col  canto  »,  Cic.  ed  a.: 
quindi  ales  (come  a  vis)  poet.  =  augurio,  pre- 
sagio (stella),  bona  ovv.  secundà"  alite,  greco 
aìolap  opviGi,  Catull.  ed  Hor.:  potiore  alite, 
Hor.:  mala  ovv.  lugubri  alite,  greco  àroxiattp 
òpviBi,  Hor.  —  Negli  epici  si  riscontra  il 
genit.  plur.  alituum  Lucr.,  Verg.  ed  a.  poeti. 

4le*a.  V.  Halesa. 

sileseo,  ere  (*aleo  da  alo,  come  pendeo  da 

pendo),  cominciar  a  crescere,  crescere,  Lucr.  C 

Varr. 

.4 lesia,  ae,  f.  ('AXsota),  Aiesia,  città  dei 
Mandubii  nella  Gallia  lugdunese,  in  forte 
posizione  su  di  un  colle,  distrutta  da  Cesare, 
più  tardi  ricostruita  ;  nel  m.  evo  St.  Rein  d' A- 
lise,  ma  di  nuovo  rovine  fin  dal  nono  secolo. 

4lè*u*#,  V.  Halesus. 

Aletes,  ae,  m.,  Alete,  troiano,  compagno 
di  Enea. 

A  le  tri  uni,  li,  n.,  Aietrio,  antichissima 
città  degli  Ernici,  sui  monti  del  Lazio,  più 
tardi  colonia  e  municipio  romano  (munici- 
pium  Aletrinas);  oggi  Alatri.  —  Deriv.: 
AlelrTiias,  nàtis,  di  A.,  munieipium  (V. 
sopra),  Cic.:  plur.  sost,  Aletrìnàtes,  inm;  m., 
gli  abitanti  di  A. 

alex,  V.  allec. 

Alexander,  dri,  m.  (\AXé£av5po;),  Ales- 
sandro, nome  proprio,  che  si  riscontra  molto 
spesso  nell'antichità.  I più  noti  sotto  questo 
nome  sono  :  I)  Paride,  figlio  di  Priamo,  che 
ottenne  più  tardi  il  nome  di  Alexander 
(\AXé£avSpo£  =  protettore  di  uomini,  da 
àvYJp  ed  àXé£oj±ai),  come  persecutore  dei  la- 
droni e  protettore  dei  pastori.  II)  Alessandro 
di  Fere  (quindi  Pheraeus)  tiranno  della  Tes- 
saglia, noto  per  la  sua  crudeltà  (regnò  dal 
370  al  357  av.  Cr.):  fu  ucciso  dalla  moglie 
Tebe  e  dai  fratìlidiessa.  Ili)  Alessandro i, 
figlio  di  Neottolemo,  principe  dei  Molossi, 
fratello  di  Olimpia  e  quindi  zio  di  Alessan- 
dro il  Grande;  giunse  coli 'aiuto  di  Filippo, 
alla  cui  corte  era  stato  educato,  alla  signoria 
dei  Molossi  in  Epiro  (342  av.  Cr.),  e  fu  uc- 
ciso a  tradimento  (326  av.  Cr.).  IV)  Ales- 
sandro u  Grande,  figlio  di  Filippo  e  di  Olim- 
pia, nato  nel  356,  morto  nel  323  av.  Cr., 
salì  al  trono  il  336  avanti  Cristo. 

Deriv.:  A)  Alexandria  ovv.  éa,  ae,  f. 
(\AXs£ocv5psia),  Alessandria,  nome  di  varie 
città  fondate  da  Alessandro  il  Grande  nelle 
sue  spedizioni;  le  più  note  tra  di  esse  sono  : 

1)  Alexandria  d'Egitto,  soprannominata  Ma- 
gna, fondata  ad  occidente  della  foce  Cano- 
pica  del  Nilo  (332  av.  Cr.)  ;  sotto  i  Tolomei, 
capitale  del  regno  e  residenza  di  re  amanti 
del  lusso  e  delle  arti;  centro  delle  scienze,  fa- 
vorite straordinariamente  da  quei  principi; 
anche  ora  Alessandria,  e  in  turco  Skanderia. 

2)  Alexandria  Troas,  chiamata  anche  sempl. 
Troas,  situata  a  mezzogiorno  di  Troia,  sulla 
costa.  3)  Alexandria  ad  Caueasum,  al  punto 
d'incontro  dell'Ariana,  India  e  Battriana, 
sul  declivio  occii.  dei  Monti  della  neve  (Hi- 


malaya)  che  costituiscono  a  N.  0.  il  confine 
dell'India,  a  dieci  miglia  dalV odierna  Ca- 
bul.  4)  Alexandria  ultima  ('AX.  èoxccxY]),  ul- 
tima città  fondata  da  Alessandro  il  Grande 
sullo  Jassarte,  nella  Sogdiana;  probabil- 
mente l'odierna  Khodjend. 

B)  .ilexandrlllUS,   a,  Um,  Alessandrino, 

di  Alessandria  (d'Egitto),  rex,  re  d'Egitto 
(Tolomeo  Aulete),  Cic.:  vita  et  licentia,  vita 
dissoluta,  come  si  conduceva  ad  Alessandria, 
Caes.:  navis,  nave  della  flotta  commerciale 
egiziana  allestita  da  Augusto,  Sem:  bellum, 
guerra  di  Cesare  nell'Egitto  dopo  la  batta- 
glia di  Farsaglia,  Cic:  plur.  sost,  Alexan- 
dria, òrum,  m.,  gli  abitanti  di  Alessandria, 

Alessandrini» 

lift" imi*,  i,  m., compiuti?.  AlfenusVarus, 
P.  Alfeno  Varo,  di  Cremona  ;  che  da  umile 
calzolaio  divenne  ragguardevole  giurista,  di- 
scepolo di  Servio  Sulpicio  Rufo,  console 
sotto  Augusto  (2  dopo  Cr.),  celebre  per  la 
sua  lai  nità  classica. 

4lf  Tu*»,  li,  m.,  Alfio,  nome  di  famiglia 
romana;  i più  noti  sotto  questo  nome  sono: 
I)  C.  Alfius  Flavus,  am  co  di  Cicerone.  II) 
usuraio  famoso  a  Roma,  il  cui  proverbio 
era:  vel  optima  nomina  non  appellando  flunt 
mala. 

alga*  ae,  alga,  greco  epìbeog,  usata  come  fo- 
raggio solo  in  caso  di  estrema  necessità,  Auct. 
beli.  Afr.,  del  resto  inutile  e  priva  di  valore, 
alga  inutilis,  Hor.:  quindi proverb.  di q.c.  priva 
affati i  di  valore,  vilior  alga,  Verg.  ed  Hor. 

algeO,  alsi,  ère,  provar  freddo,  aver  freddo, 
patire,  sopportare  il  freddo,  essere  agghiacciato 

(contr.  aestuare),  Cic  ed  a. 

algeseO;  alsi,  ere  (aigeo),  provare  srnso 
di  freddo,  raffreddarsi,  ne  ille  alserit,  Ter. 
adelph.  36. 

1 .  algìdus,  a,  am  (aigeo),  di  natura  fredda, 
freddo,  ghiacciato,  nix,  Catull.  63, 70.  — Donde: 

2.  Aigidus,  i,  m.  (se.  mons),  Algido,  ca- 
tena di  monti  nel  Lazio,  da  Tusculo  e  Vel- 
letri  sino  a  Preneste,  scabrosa,  ma  magnifi- 
camente boscosa  e  ricca  di  pascoli;  antichis- 
sima sede  del  culto  di  Diana  ;  oggi  Monte 
Compatri.  —  Deriv.:  a)  Algidum,  i,  n., 
piccola  città  forte  degli  Equi  su  uno  dei 
monti  della  detta  catena,  probab.  presso  Vo- 
dierna  Cava,  b)  Unitili*,  a,  um,  dell'Algido, 
terra,  la  terra  detta  di  sopra,  Ov. 

algor,  gòris,  m.  (aigeo),  freddo,  I)soggett. 
=  il  senso  del  freddo,  freddo  intenso,  acuto, 
Sali,  ed  a.  Il)  oggett.  freddo,  che  fa  agghia- 
dare (=  frigus),  Lucr. 

algus,  ùs,  m.,  preclass.  =  algor  (V.), 
Lucr.  ed  a. 

1.  alla,  avv.  (alius),  se.  via,  per  altra  via, 
Liv.  ed  a. 

2.  Alia,  ae,  f.,  V.  Allia. 
Ilìacmoii.  V.  Haliacmon. 

alias   (se.    vices),   avv.,    I)  in  altro  tempo 

(diverso  da  ora),  un'altra  volta,  tanto  riferito 
al  futuro  che  al  passato,  sed  alias  jocabimur, 
Cic:  in  contr app.  a  nunc  e  sim.,  sed  alias 
pluribus:  nunc  etc,  Cic:  si  impetro,  quid 
alias  malìm  quam  hodie  has  fieri  nuptias? 
Ter.:  unito  con  altre  particelle,  si  uraquam 
alias  ante,  tum  etc,  Cic:  neque  tum  solum, 


125 


alibi 


alienus 


126 


sed  saepe  alias,  Nep.:  semper  alias,  Suet.:  non 
alias,  in  nessun  altro  tempo,  Liv.:  alias...  alias, 

allevolte...  alle  volte,  ora..»  ora,  non  potest  quis- 

quam  alias  beatus  esse,  alias  miser,  Cic:  alias 

aliter,  ora  ad  un  modo,  ora  ad  un  altro,  Cic: 

alii  sunt  alias,  di  pensare  diverso,  Cic:  alias 

aliud,  ora  questo,  ora  quello,   Cic:  e  COSÌ  alias 

in  aliam  rem,  Cic.  II)  trasl.:  1)  in  un  altro 
luogo,  altrove,  in  altro  luogo,  nusquam  alias 
tam  torrens  fretum,  Justin.  2) per  altri  rispetti, 
del  resto,  sermone  graeco  alias  promptus  et 
facilis,  Suet.  3)  non  alias  quam,  per  nessutfal- 

tra  ragione,  circostanza,  causa;  in  nessun  altro 
caso,   che,'  non  altrimenti  che,  non  alias  magis 

sua  contumelia  indoluisse  Caesarem  ferunt, 
quam  quod  etc,  Tac. 

al!l>T,  avv.  (alius),  I)  altrove,  in  altro  luogo, 

rarum  alibi  animai,  Curt.:  alibi...  alibi  (anche 
più  volte  ripetllt  '),  in  un  luogo...  in  un  altro,' 

qua,,,  la;  anche  talora  hic  ovv.  illic .  . . 
alibi,  p.  es.  alibi  pavorem,  alibi  gaudium  in- 
gens facit,  Liv.:  alibi  primum,  alibi  postre- 
mum  agmen,  alibi  etc,  Liv.:  alibi  alius  ovv. 

aliter,  uno  qua,  l'altro  là;  Vuno  in  questo,  l'altro 

in  quel  modo,  Lucr.  e  Liv.:  con  negazioni,  nec 
alibi,  Verg.:  nusquam  alibi,  Cic:  alibi  quam, 
paragonando,  altrove  che,  comun.  colle  negaz. 

non,  nusquam  al.,  in  nessun  altro  luogo  che, 
Liv.  ed  a.  II)  trasl.:   1)  in  altro,  in  altra  cosa, 

Comici,  Liv.  ed  a.    2)  di  pers.,  presso  altra 

persona,  Ter.  e  Liv.   3) per  alioqui,  del  resto, 

Curt.  ed  a. 

allea  (haltca),  ae,  f.,  spelta  (come  ptisana 
=  orzo),  e  la  bevanda  che  si  prepara  con 
essa,  Sen.  ed  a. 

alìcukT,  avv.  (aliquis  ed  ubi),  in  qualche 
luogo,  hic  al.  parare,  Cic:  hieprope  adesse  al., 
Ter. 

alien  mie,  avv.  (aliquis  ed  unde),  da  qual- 
che luogo,  IJpropr.:  aut  decedere  nos  al.  cogit 
aut  prohibet  accedere,  Cic.  II)  trasl.,  da 
qualche  luogo,  a)  =  da  qualcuno,  al.  quaerere, 
audire,  Cic.   b)  da  o  in  q.c,  Ter.  e  Cic 

alìd  =  aliud,  V.  alis. 

a  Uè  natio ,  ònis,  f.  (alieno),  alienazione, 
allenamento,  I)  come  t.  t.  giudiz.,  il  cedere 
la  proprietà  di  u.  e.  ad  un  altro,  espropria- 
zione, alienazione,  vendita,  Sen.:  quindi  al.  sa- 
crorum,  alicnamento  e  trasporto  dei  sacra 
gentili  eia  ad  un'altra  gens,  per  mezzo  di  ima 
fìnta  vendita,  Cic.  II)  trasl.:  1)  l'alienarsi 
colV  animo  da  ale,  con  cui  prima  si  era  d'ac- 
cordo, il   distaccarsi,   l'allontanarsi ,    alcjs    ab 

alqo,  Cic:  consulum,  Cic:  exercitus,  Caes.: 
quindi  avversione,  inimicizia,  in  alqm,  Tac 
2)  come  t.  t.  medico,  al.  mentis  e  sempì,  al., 

delirio,  alienazione  mentale,  Cels.  e  Sen. 

alienigéna,  ae,  m.  (alienus  e  geno  = 

giglio),  nato  altrove,  forestiero,  straniero,  SOSt., 
un  forestiero,   uno  straniero  [contr.    indigena, 

dome^ticus,  suus),  Cic.  ed  a. 

àliéiiigeiius,  a,  uni  (alienus  e  geno  = 

gigno),  I)  che  contiene  elementi  stranieri  l'uno 
all'altro,  eterogeneo,  Luci',  ed  a.  II)  forestiero, 
non  del  paese,  Sdì.  ed  a. 

alieno,  avi,  àtum,  are  (alienus),  trasferire 

la  proprietà,  alienare,  I)  propr.l  1)  in  gen., 
dar  via,  cedere,  allontanare,  espropriare,  respin- 
gere;  dare,  mettere   in  mano  altrui,  in  potere 


altrui  (al  passivo  =  giungere  in  mano  altrui), 

me  falsa  suspicione  alienatimi,  rigettato,  Sali.: 
pars  insulae  prodita  atque  alienata,  Liv.:  cum 
velut  occisos  alienasset,  avendoli  allontanati 
(nascosti),  Justin.  2)  partici  a)  come  1. 1. 
giudiz.,  cedere,  vendere  q.c.  ad  un  altro  me- 
diante la  juris  cessio  (e  coord.  vendere  atque 
alienare),  vectigalia,  Cic.  b)  un  bambino,  uno 

Schiavo,  allontanare  dalla  famiglia,  dare  in 

possesso  ad  altri,  cacciare,  alqm  (contr.  alqm 
suum  facere,  adottare  come  figlio),  Ter.  e  Liv. 
e)  (come  1. 1.  medico)  alienari,  del  corpo  e  delle 
sue  parti  =  morire,  atrofizzarsi  alienatur  cor- 
pus, Sen.  d)  alcjs  mentem,  intorpidire,  intontir 

la  mente  ad  ale.  =  togliere  il  senno  ad  ale,  pri- 
vare della  ragione,  dell'intelligenza,  far  uscir  di 
senno,  far  impazzire  ale,  render  pazzo,  stolido, 
Junonis  iram  ob  spoliatum  templum  alienasse 
mentem,  Liv.  Più  spesso  al  pass.  —  alie- 
natas  discordia  mentes  hominum  (affatto  ac- 
cecate) eo  piaculo  compotes  sui  fecisse,  Liv.; 
quindi  anche  delle  pers.  stesse ,  alienata 
mente,  uscito  di  sé,  impazzito,  pazzo,  deli- 
rante, Caes.:  velut  alienatus  sensibus,  come 
un  pazzo,  Liv.:  ed  alienatus  ad  libidinem 
animo,  fuor  di  sé  per  la  sfrenata  libidine, 

Liv.  II)  trasl.  :  1)  in  gen.,  allontanare,  ri- 
trarre, rendere  estraneo,  indifferente  ;  distogliere 

la  mente,  Vanimo,  i  sensi,  da  q.c,  alienati^ 
a  memoria  periculianimis,  dimenticando,  Liv.: 
velut  alienato  ab  sensu  animo,  indifferente, 
Liv.  2)  partici  &)  allontanare,  riguardo  al 
sentimento,  da  sé,  oppure  da  alcun  altro  = 

respingere,  alienare,  rendere  avverso,  disaffezio- 
nato, mal  disposto  e  sim.,  nel  pass,  (particol. 
nel  partic.  perf.),  inimicarsi,  cessare  di  essere 
amici,   diventare   avversari,   discordare    e  SÌm. 

(contr.  conciliare,  reconciliare,  allicere  e  sim.), 
omnes  a  se  bonos,  Cic:  alcjs  voluntatem  ab 
alqo,  Cic:  omnium  suorum  voluntates  (se.  a 
se),  Caes.:  sibi  alqm,  Liv.,  ovv.  alcjs  animum, 
Veli.:  insulae  alienata  e  (ribelli),  Nep.  b)  alie- 
nari ab  alqa  re,  tenersi  lontano  da  q.c,  cioè 

sentire  una  naturale   avversione,   rifuggire  da 

q.c,  a  falsa  assensione  ed  ab  interitu,  Cic. 

alienus»  a,  um  (alius),  appartenente  ad 
un  altro,  proprio  di  un  altro,  altrui,  d'altri 
(contr.  meus,  tuus,  suus,  proprius),  I)  propr.: 
1)  in  gen.:  puer,  Ter.:  mos,  Ter.:  pecuniae, 
Ter.:  aes  alienum  (denaro  altrui),  debiti  (V. 
aes,  n°  II,  B,  2,  a),  Cic:  nomina,  altrui,  de- 
biti fatti  da  altri,  Sali.:  pavor,  altrui,  cioè  la 
paura  che  hanno  gli  altri,  Liv.;  ma  metn 
alieno,  per  vaura  degli  altri  (che  noi  ab- 
biamo, ecc.),  Ter.:  alienis  mensibus  aestas, 
nei  mesi  che  non  appartengono  all'estate  (cioè 
nei  mesi  invernali),  Verg.:  sost.,  alienum,  gli 

altrui  beni,   gli  altrui  possessi,  l'altrui  (cOVitr. 

suum),  alieni  appetens,  sui  profusus,  Sali.: 
largiri  ex  ovv.  de  alieno,  Cic.  e  Justin.:  ex 

alieno  praedari,  Liv.:  territorio,  terra  altrui,  in 

alieno  aedificium  extruere,  Cic:  plur.,  aliena 

=  cose,  interessi,  faccende,  affari  altrui,  aliena 

curare,  Ter.  2) partic.:  a)  estraneo  rispetto 
alla  famiglia,  persona,  patria  di  ale,  a)  ri- 
spetto alla  famiglia,  parentela  o  persona, 

estraneo,  forestiero,  non  congiunto,  non  avente 
alcuna  parentela,  relazione,  intimità;  non  appar- 
tenente (contr.  meus,  tuus,  suus  e  propinquus, 


127 


Alife 


aliorsuni 


128 


affinis,  sanguine  conjunctus,  amicus,  fami- 
liaris), assol.,  ille  alienus,  Ter.:  heres  alienior, 
Cic:  homines  alienissimi,  affatto  estranei,  Cic: 
col  datv  non  alienus  sanguine  regibus,  Liv.: 
con  ab  e  Tabi,  alienissimus  a  Clodio,  Cic.: 
sost.,  alienus,  i,  m.,  forestiero,  cives  potiores 
quam  peregrini,  propinqui  quam  alieni,  Cic: 
se  suaque  omnia  alienissimis  crediderunt,  in 
mano  di  persone  straniere  affatto,  Caes.  p)  ri- 
spetto alla  patria,  straniero,  domi  atque  in 
patria  mallem,  quam  in  externis  atque  alienis 
locis,  Cic  b)  rispetto  a  proprietà  fisiche,  ete- 
rogeneo, contrario,  fìt  quoque,  ut  (nebula)  cae- 
lum  corrumpat  reddatque  sui  simile  atque 
alienum  (contrario  a  noi),  Lucr.  II)  trasl.: 
a)  dipers.:  a)  nelle  opinioni,  nel  modo  di  ve- 
dere, non  indipendente,  non  originale,  in  phy- 
sicis  totus  alienus  est,  Cic  de  fin.  1, 17.  P)  nel 
sentire,  nel  pensare,  nella  disposizione  delVa- 

nimo,  nel  modo  di  Vivere,  estraneo,  alieno,  mal 
disposto,  avverso,  contrario,  ostile,  indifferente 

verso  quale,  o  q.  e.  (contr.  amicus,  familiaris, 
conj  unctus),  voluntates  populi,  Cic:  homo,  Cic: 
neque  solum  illis  aliena  mens  erat,  Sali:  con 
ab  e  Tabi.,  alienus  ab  alqo  ovv.  ab  alqa  re  a- 
nimus,  Cic:  col  dat.,  alienus  alci  animus  (contr. 
animus  in  alqm  pronior),Tac:homo  mini  alie- 
nissimus, Cic:  col  genit.,  domus  non  aliena 
consilii,  non  straniera  alla  congiura,  Sali. 
Cat.  40,  5  :  joci  non  alienus,  non  nemico  degli 
scherzi,  Ov.  b)  di  e.  inan.  (ogg.  concr.  ed 
astr.),  estraneo  alla  natura,  o  qua  lità  propria, 
alle  condizioni,  alle  circostanze,  allo  scopo; 

non  rispondente,  non  connine,  non  appropriato, 
disadatto,  svantaggioso, dannoso,  a) assol. :  tnalis 

ridere  alienis,  con  riso  simulato,  mefistofelico. 
Hor.:alieno  loco  proelium  committere,  attaccar 
battaglia  in  un  luogo  svantaggioso,  Caes.: 
alieno  tempore,  fuor  di  tempo  (contr.  suo  tem- 
pore), Cic:  aliena  ovv.  alieniore  aetate,  Plaut.  e 
Ter.:  suo  a'ienoque  Marte  pugnare,  in  modo 
solito  ed  insolito,  Liv.:  aliena  verba,  improprie 
(contr.  propria),  Cic,  e  coord.  translata  et 
aliena  verba,  Cic:  e  non  alienum  esteoZZ'infìn., 
non  è  fuor  di  luogo,  non  è  fuor  di  propo- 
sito, non  alienum  esse  arbitror  breviter  expli- 
care,  quae  mihi  sit  ratio  etc,  Cic:  neutr. 
plur.  sost.,  aliena  loqui,  dire  sciocchezze,  stra- 
nezze (di  pazzi),  Cels.  ed  Ov.  §)con  ab  e 
Tabi.:  navigationis  labor  alienus  non  ab  aetate 
solum  nostra,  veruni  edam  a  dignitate,  Cic. 
Y)  col  sempì,  abl.:  aut  sua  persona  aut  tempore, 
Cic:  dignitate  imperii,  Cic.  5)  col  dat.:  alle- 
nissimo sibiloco,  contraopportunissimohosti- 
bus  conflixit,  Nep.:  quod  maxime  huic  causae 
est  alienum,  Cic:  si  id  non  percipitur  accomo- 
datumne  naturae  sit  an  alienum,  secondo  na- 
tura o  contrario  a  n.,  Cic:  e  parim.  col- 
rinfin.,  non  putavi  alienum  essemeis  institutis 
haec  ad  te  scribere,  Cic  s)  col  genit.:  omnia 
quae  essent  aliena  firmae  et  constantis  assen- 
sionis  a  virtute  sapientiaque  removit,  Cic. 
£)  con  ad  e  Tace,  (riguardo  a):  omnium  au- 
tem  rerum  nec  aptius  est  quidquam  ad  opes 
tuendas  quam  diligi,  nec  alienius  quam  ti- 
meri,  Cic. 

Alìfae,  AfiTanws,  V.  Allifae. 

ti  I  igei*,  gora,  gerum  (ala  e  gero),  che  porta 

le   ali,    che    ha    le    ali,   alato,    agmen,    uccelli, 


Verg.:  Amor,  Verg.:  axis,  del  Carro  di  Ce- 
rere, tirato  dai  serpenti,  Ov. 

sii  intenta  ri  um,  a,  um  (alimentuin),  ali- 
mentario, che  si  riferisce,  appartiene  alV ali- 
mentazione, lex,  probab.  sulla  distribuzione 
dei  mezzi  di  sussistenza  ai  cittadini  poveri, 
Cael.  in  Cic  ep.  8,  6,  5. 

alimentimi,  i,  n.  (alo),  commi,  al  plur., 
alimento,  nutrimento,  I)  in  gen.,  Cic  ed  a.:  al. 
ignis,  Liv.:  alimenta  igni  dare,  Curt.:  trasl., 
addidit  alimenta  rumoribus  adventus  Attali, 
Liv.  II)partic.  (come  1. 1.  giurid.),  alimenta, 
aiimenti,vitto,  tutto  ciò  che  uno  dà  ad  un  altro 
per  mantenerlo,  come  ciò  che  i genitori danno 
ai  loro  figli  e  viceversa ,  Plin.  pan.  ed  a.: 
quindi  meton.,  spese  necessarie  per  mantenere 
ed  educare  un  ragazzo,  Quint.  7,  1,  4;  9,  2, 
89  :  e,  come  xpocpsla  e  GpsTmjpia,  «  mercede 
di  nutrici  e  di  educatori  »,  Cic  de  rep.  1,  8. 

a  li  IllOlll  UHI,  li,  n.  (alo),  alimento,  alimen- 
tazione, Suet.  ed  a. 

alio,  avv.  (alius),  di  moto  a  luogo,  in  un 
dato  luogo,  altrove,  I)  propr.:  si  offendet  me 
loci  celebri tas,  alio  me  conferam,  Cic:  Romam 
aliove  quo  mitterent  legatos,  Liv.:  alius  alio, 
Vano  qua,. ,,  Vaitro  là, Cic  e  Liv.:  aliunde  alio, 
da  questo  luogo  a  quello,  Sem:  alio  atque  alio, 
quaelà,Sen.  ll)tra.sh:  1)  altrove— ad  un'al- 
tra persona,  ad  altri,  a  te  causam  regiam  alio 
transferebant,  Cic:  quo  alio  nisi  ad  nos  socios 

COnfugerent  ?  LÌV.  2)  altrove,  a  qualcos'altro  = 

ad  altro  oggetto,  sermonem  alio  transferre, 
Cic:  hic  alio  res  (familiaris),  alio  ducit  huma- 
nitas,  qua  ...  là,  Cic.  3)  «  qualcos'altro  =  ad 
altro  scopo,  cupiditatis  nomen  servet  alio, Cic: 
hoc  longe  alio  spectabat.  Nep.:  colla  n^gaz., 
nusquam  alio  natus,quam  ad  serviendum,  Liv. 
alioqui,  ovv.  alioquin,  avv.  (alius  e 
quoi  ovv.  qui  ed  alius  e  quoine  ovv.  qulne), 

per  altri  rispetti,  nel  resto,  del  resto,  altrimenti, 

I)  come  eccettivo  e  concessivo  :  1)  in  senso 
stretto  :  a)  eccettivo,  nunc  pudore  a  fuga  con- 
tineri,  alioquin  prò  victis  haberi,  Liv.:  vitiis 
mediocribus  ac  mea  paucis  mendosa  est  na- 
tura, al.  recta,  Hor.  b)  concess.:  triumphatum 
de  Tiburtibus,  al.  mitis  Victoria  fuit,  Liv.: 
quindi  anche  quamquam  al.,  Suet.:  cum  al., 
Plin.  ep.  2)  generalizzando  il  concetto:  &)dei 

resto  anche,  altrimenti,  al  di  fuori  di  ciò,  tot. 

al.  negotiis  districtus,  Quint.  b)  del  resto,  in 
genere,  in  generale,  Asiana  gens,  tumidior  al. 
atque  jactantior,  Quint.:  Caesar  validusal.  sper- 
nendis  honoribus,  Tac:   quindi  con  et;  et 

alioqui,  Plin.  ep.:  et  alioqui. . .  et,  tanto  in  ge- 
nere . , ,  quanto  anche,  et  al.  opportune  situm, 
et  transitus  eà  est  in  Labeates,  Liv.:  e  così 
cum  alioqui . . .  tum,  come  in  genere. . .  così 

ecc.,    LÌV.   e)  senz'altro,  di  per  sé,  corpus,  quod 

illa(Phryne)  speciosissima  al.  diducta  nuda- 
verat  tunica,Quint.  II)  condizionale:  altri- 
menti, in  caso  contrario,  del  resto,  se,  no,  sed 
credo  minimam  ohm  istius  rei  fuisse  cupidi- 
tatem;  alioquin  multa  extarent  exempla  majo- 
rum,  Cic:  ut  illorum  officium  est  docere,  sic 
horum  praebere  se  dociles;  alioqui  neutrum 
sine  altero  sufficiet,  Quint. 

ti  li  or  su  in,  sincop.  da  aliovorsum  (alio- 
versum),  avv.,  altrove,  trasl.  =  in  altro  verso, 
in    altro   senso,    altrimenti,    vereor   ne    alior- 


129 


alipes 


aliquis 


130 


sum  atque  ego  feci,  acceperit  (lo  abbia  preso), 
Ter.  eun.  82. ^ 

àlìpcs,  pcdis  (ala  e  pes),  I)  alipede,  che 
ha  ali  ai  piedi,  deus  alipes  e  sempl.  alipes, 
Mercurio,  Òv.  :  equi,  i  cavalli  di  Febo, 
Ov.  IIJ  poet.  trasl.,  veloce,  pie-veloce,  equi, 
Verg.:  anche  sost.  sempl.  alipede»,  di  cavalli, 
Verg. 

Àllpliac,  llipliauus,  V.  Àllifae. 

A  liplicra,  ae,  f.  ('AAicpVjpa  oyy.'AXócpscpa), 
AUfera,  città  forte  dell'Arcadia,  posta  sopra 
un  monte  dirupato,  non  lungi  dal  confine 
dell'Elide,  al  sud  delVAlfeo. 

alipllus,  i,  m.  (ala  e  pilus),  significò  in 
origine  lo  schiavo  die  levava  ai  bagnanti  i 
peli  sotto  le  ascelle,  poi  in  genere  a  tutto  il 
corpo,  Seri.  ep.  56,  2. 

aiiptè*,  ae,  m.  (àXeforojs),  lo  schiavo  che 
strofinava  ed  ungeva  il  padrone  nel  bagno, 
e  di  più  gli  ordinava  la  dieta  e  gli  esercizi 
del  corpo  ;  una  specie  di  medico  particolare, 
Cic  ep.  1,  9,  15. 

siliqua,  avv.  (aliquis),  I)  in  qualche  parte, 

in  qualche  luogo,  e  volare,  Cic:  evadere,  Liv. 

IIJ  trasl.,   in  qualche  modo,  per  qualche  via,  Q 

mezzo,  resciscere  alqd,  Ter.:  nocere,  Verg. 

aliquaimliii,  avv.  (aliqui  e  diu),  I)  di 
tempo  =  un  certo  tempo,  anche  pr?qn.  = 
lungo  tempo,  Aristum   Athenis  audivit   al., 

Cic:  ubi  al.  certatum,  Sali.:  aliqu deinde 

ovv.  postea,  Caes.:  aliqu...  postremo  ovv.  tan- 
dem, Liv.  II)  trasl.,  di  luogo  ==  per  un  certo 
tratto,  Rhodanus  al.  Gallias  dirimit,  Mela. 

alTqtiaiiiiiiiiltus ,  ovv.  aliquam  (se. 
partem)  multii*, alquanto, parecchio,  vestrùm 
aliquam  multi,  Cic.  Verr.  4,  56. 

alfquandiù,  V.  aliquamdiu. 

aliquando,  avv.  (aliquis),  I)  in  contr. 
ad  un  tempo  determinato,  a)  una  volta,  un 
tempo,  riferito  al  passato,  presente  e  futuro; 
al  passato,  quis  civis  meliorum  partium  al.  ? 
€ic:  al  futuro,  illucescet  al.  iile  dies,  Cic:  al 
presente,  sero,  verum  al.  tamen,  almeno  una 
volta  (in  contrapp.  a  «  mai  affatto  »J,  Cic: 
si  forte  al.,  Ter.:  ovv.  si  al.,  Cic,  se  mai,  opp. 
di  un  tempo  lontano,  ma  indeterminato  =  se 
mai,  se  mai  una  volta,  se  mai  un  tempo»  Ali- 
quando  talora  indica  anche,  in  contrapposto 
ad  in  praesentia,  adhuc,  nunc  (realmente 
espressi,  o  sempl.  pensati),  un  caso  reale  in 
tempo  indeter minato,  passato  o  futuro,  altre 

volte,  un  tempo,  una   voi  tu,  Cic  ed    a.    b)  nel 

linguaggio  famigliare,  per  indicare  che  q.c. 
deve  accadere  in  qualche  occasione,  una  volta, 
dicendum  al.  est,  Cic.  e)  in  esortazioni  e  de- 
sideri, una  buona  volta,  una  volta,  scribe  al.  ad 

nos,  quid  agas,  Cic.  d)  di  ciò  che  avviene 
dopo  lungo  indugio  od  aspettativa,  spesso 

unito  Con  tandem,    una  buona  volta,  una  volta 

finalmente,  Cic:  e  così  al.  jam,  Cic.  II)  in 
contrapp.  a  ciò  che  non  avviene  mai,  di  rado, 
spesso  o  sempre,  talvolta,  talora  (contr.  nuni- 
quam,  raro,  semper,  saepe),  Cic  ed  a.:  quindi 
in  propos.  partitive:  aliquando...  aliquando 
ovv.  aliquando...  nonnunquam,  talora...  talora, 
ora...  ora,  Sem,  Quint.  ed  a. 

àliquanlisper,  avv.  (aliquantus  e  per), 

per  alquanto  tempo,  per  un  po'  di  tempo,  Co- 
mici, Justin.  ed  a. 


aliq  untilo,  V  aliquantus. 

alfquaiiiulum,  i,  n.  (dimin.  di  aliquan- 
tum),  un  poco,  al.  suspicionis,  Cic.  al.  aeris 
alieni,  Cic:  con  verbi  ed  agg.,  al.  progredì, 
Cic:  al.  tristis,  Ter. 

aliqiianliis,  a,  um  (alius  e  quantus),  in- 
|   dica  una  via  di  mezzo  tra  il  troppo  ed  il 

troppo  pOCO,  alquanto,  in  discretu  quantità,  di- 
screto, sufficiente,  alcuno,  numerus,  Sali.:  iter, 
Liv.:  spatium,  Liv.  :  nettarci*  latino,  plur. 
=  aliquot,  alquanti,  aliquauta  oppida,  Eutr.: 

SOSt.,  aliquantum,  i,  n.,  una  discreta,  buona, 
certa  parte,  quantità,  grandezza,  pezza,  un  di- 
screto grado  (contr.  aliquid,  niliil),  in  re  ali- 
quantum,  in  gubernatoris  inscitia  nihil  est, 
Cic:  partic.  col  genit.  partit.,  al.  aeris  alieni, 
Cic:  al.  itineris,  Caes.:  al.  noctis,  Cic:  al.  tem- 
poris,  Piane  in  Cic:  al.  laudis,  Cic:  Tace,  ali- 
quantum  e  Tabi,  aliqiianto  =  alquanto,  discre- 
tamente, non  poco,  notevolmente,    a)  COn  verbi: 

qui  processit  aliquantum  ad  virtutis  aditum, 
che  s'avvicinò  non  poco  alla  v.,  Cic:  epula- 
mur...  intra  legem  et  quidem  aliquanto,  non 
poco,  Cic.  p)  coi  comparativi  per  accrescere  o 
diminuire  il  grado,  a  seconda  del  contesto, 

alquanto,  piuttosto,  non  poco,  parecchio,  discreta- 
mente, aliquantum  ad  rem  est  avidior,  Ter.: 
melius  aliquanto,  Cic:  carinae  aliquanto  pla- 
niores,  Caes.  g)  coi  concetti  di  tempo:  aliquanto 
post  ovv.  post  aliquanto,  alquanto  dopo,  Cic: 
aliquanto  ante,  alquanto  prima,  Cic 

aliqua  temi*,  avv.  (se.  parte,  da  aliquis 
e  tenusj,  fino  ad  un  certo  putito,  I)  propr., 
nello  spazio,  per  un  certo  tratto,  Mela  ed  a. 

II)  trasl.,  fino  ad  un  certo  grado,  Sen.  ed  a. 

aliqui,  allquae,  aliquod,  plur.  aliqui,  alt* 
quae,  aliqua,  pron.  inief.  agg.  (alius-qui), 
quasi  alius  nescio  qui,  qualche  (per  indicare 
un  oggetto  solamente  riguardo  alla  sua  qua- 
lità, mentre  aliquis,  aliquid,  pron.  sost.,  al- 
cuno, indica  un  oggetto  riguardo  alla  sua 
personalità,  al  suo  nome),  a)  in  contrapp.  ad 
un  oggetto  determinato,  impiobis  saepe  aliqui 
scrupulus  in  animis  haereat,  Cic:  sive  plura 
(argumenta)  sunt,  sive  aliquod  unum,  o  sola- 
mente quale,  Cic:  qui  alicui  rei  est,  che  serve 
a  q.c,  Cic  b)  in  contr.  a  «  nessuno  »,  alcuno, 
qualche,  aliquo  pacto,  Ter.:  aliquà  ex  parte, 
in  qualche  modo,  Cic:  aliqua  re  publicà, 
in  circostanze  tollerabili  dello  Stato,  in  uno 
Stato  tollerabile,  Cic:  talora  =  qualche  altro, 
irà  aut  aliquà  perturbatione,  Cic.  e)  con  nu- 
merali, come  in  greco  xìg,  p»r  un  calcolo  ap* 
prossimativo,  tres  aliqui  aut  quattuor,  Cic.  a) 

al  neutr.  plur.  SOSt.  ==  aliquid,  qualcosa,  alcuna 

cosa,  alcunché,  in  narratione  aliqua  eicienda, 
Quint.:  quindi  anche  come  aliquid  col  genit., 
trium  rerum  aliqua  consequemur,  Cic 

aliquis,  aliqua,  aliquid,  plur.  altqui, 
pron.  indef.  sost.  ed  agg.  (alius-quis),  propr. 
=  alius  nescio  quis,  questo  ovv.  quest'altro 
fra  i  molli,  alcuno,  qualche,  alcuna  cosa,  nel 
plur.  anche,  alcuni,  qualcuno,  certuni,  I)  in 
gen.:  a)  solo  :  quisquis  est  ille,  si  modo  est  ali- 
quis, Cic:  aut  ipse  occurrebat  aut  aliquos  mit- 
tebat,  Liv.:  vellem  aliquid  Antonio  praeter  illum 
libellum  libuisset  scribere,  Cic  :  fem.  aliqua, 
Ov.:  agg.,  aliquis  deus,  un  dio,  un  qualche 
dio,  Cic:  aliquis  error,  Verg.   b)  rinforzato 


Oeorges-Galonghiy  Dizionario  latino-italiano. 


131 


aliquo 


alius 


132 


da  alius,  alcun  altro,  qualcos'altro,  sin,  ut  SCri- 

bis,  evanuerunt,  aliquid  aliud  videbimns,  Cic. 
c)rinforz.  da  unus,  qualche,  un  qualche,  aliquis 
unus  pluresve  divitiores,  Cic:  unum  aliquem 
diem,  un  qualche  giorno,  Cic.  d)  partitivo 
con  ex,  de  ovv.  col  genit.,  aliquis  ex  vobis, 
Cic:  aliquis  de  tuis,  Cic:  aliquis  meorum,  Cic 
e)  aliquid  col  genit.  di.  un  sost.  ovv.  di  un 
agg.  neutr.  della  2"  declin.,  come  Z'aggett. 
aliqui,  p.  es.,  aliquid  virium,  Cic:  falsi  ali- 
quid,  Cic  f)  anche  con  agg.  qualific,  aliquis 
imbecillior,  imo  più  debole,  Cic:  aliquid  divi- 
nura,  q.c.  di  divino,  Cic:  in  quo  est  aliquid 
extremum,  dove  c'è  qualcosa  di  estremo,  Cic: 
anche  pel  comune  tale  quid  con  maggior  de- 
terminai zza,  aliquid  in  sonino  tale,  quale,  ecc., 
Cic:  cfr.  aliquid  hujus  modi,  Cic  g)  in  prò- 
pos.  condiz.  con  si,  nisi,  etc,  Cic  ed  a.  h) 
colla  2a  pers.  sing.,  exoriare  aliquis,  Verg.:  e 
collettivam.  colla  2a  pers.  plur.  (come  xlc,), 
a  perite  aliquis  actutum  ostium,  Ter.  i)  Tace. 

aliquid  —  in  q.c,  in  qualche  modo,  un  po',  si 

in  me  al.  offendistis,  Cic:  sublevare  alqm  al., 
Caes.  perlucensjam  al.  lux,  Liv.  II) partici 
A)  facendo  spiccare  un  indeterminato  singolo 

in  mezzo  a  molti  altri,  qualcuno,  qnalcheduno, 

alcuno,  dixerit  hic  aliquis,  Catull.:  est  aliquis, 
qui  se  inspici,  aestimari  fastidiai,  Liv.    B) 

pregn.,  q*c.  d'importante,  qualcosa  di  grande,  si 

nunc  aliquid  as^equi  se  putant,  Cic:  quindi  a) 
esse  aliquem  ovv.  aliquid,  come  in  greco  xivà 

OVV.  lì  elvat,  esser  qualcosa,  cioè  essere  di  un 
certo  valore,  aver  un  certo  diritto,  valer  qualcosa, 
poter  dire  q.c,  aver  qualche  importanza,  voler 
dire,  contare   q.c,   est   aliquid   DUpsisse  Iovi,  è 

qualcosa,  non  è  poco,  Ov.   b)  dicere  aliquid 

COme  XéystV  XI,  affermare  q.c  d'importanza,  non 

senza  fondamento,  Cic  e)  nel  linguaggio  fa- 
migliare, aliquid,  qualcosa  =  qualcosa  d'im- 
portante, segnatamente  q.c.  di  desiderato, 
accetto,  fiet  aliquid,  succederà  q.c,  Ter.:  e 
così  Vestono  aliquid  signifìces,  digli  q.c  di 
bello,  di  accetto,  un  complimento,  Cic:  ed 
aliquid,  in  linguaggio  metaforico,  per  go- 
dimento sensuale,  si  de  Amelia  aliquid  aut 
Lollia,  Cic. 

aiiquó,  avv.  (aliquis),  I)  (di  moto  a 
luogo),  in  qualche  luogo,  alqm  secum  rus  ali- 
quo educere,  Cic:  migrandum  Khodum  aut 
aliquo  terrarum  arbitror.  Brut,  in  Cic  ep. 
II)  enfaticam.,  altrove,  in  qualche  altro  luogo, 

proficisci  al.,  Ter.:  concedere  al.  ab  eorum 
oculis,  Cic 

alTquol,  num.  indecl.,  alcuni,  alquanti, 
più  di  uno,  al.  amici,  Ter.:  al.  epistulae,  Cic: 
id  aliquot  de  causis  accederai,  Caes. 

alìquotics  (aliquoliciis) ,  avv.  (ali- 
quot), quulche  volta,  alcune  volte,  rispondente 

a  Ila  domanda  :  quante  volte?  al.  ex  alqo 
audisse,  Cic:  al.  jam  a  te  iste  locus  tactus  est, 
Cic 

alìs,  alid,  genit.  alis.  dat.  ali  od  alei  (forma 
arcaica  di  alius,  donde  aliter,  aliquis,  ecc.), 
un  altro,  Catull.  e  Lucr. 

Al iso,  ònis,  m.,  Alisone,  castello  alla 
confluenza  della  Lippe  e  della  Lise  (Lupia 
et  Aliso),  fabbricato  da  Druso,  secondo  alcuni 
presso  V odierna  Elsen.  secondo  altri  alla  con- 
fluenza dei  due  delti  fiumi  presso  Liesbom. 


al  il  or,  avv.  (dall'arcaico  alis),  altrimenti  T 

in  altra  maniera,  I)  propr.:  A)  in  (jen.:  a)ge- 

neric:  non  fuit  faciendum  aliter,  Cic:  non  ali- 
ter,  haud  aliter,  non  altrimenti,  proprio  così, 
Hor.  e  Verg.:  fieri  aliter  non  potest,  Ter., 
ovv.  fieri  non  potest  aliter,  Cic:  aliter...  ali- 
ter,  distrib.,  sed  al.  leges,  al.  philosophi  tol- 
lunt  astutias;  e  così  si  trova  tre,  quattro, 
cinque  volte  in  Cic,  Quint  ed  a.:  aliter  atque 
aliter,  ora  in  questa,  ora  in  quella  maniera, 
in  diverse  guise,  Sem:  aliter  alius,  Tuno  in 
questo,  V altro  in  quel  modo,  Vuno  così,  l'al- 
tro così,  quoniam  al.  ab  aliis  digerantur,  Cic 
b)  inpropos.  comparai.,  affermative  e  nega- 
tive: aliter...  atque  (ac),  altrimenti...  che,  di- 
versamente... da,  al.  rem  cecidisse  atque  opi 
natus  sis,  Cic:  ne  sim  salvus,  si  al.  scribo  ac 
sentio,  Cic:  e  così  aliter...  quam,  Cic.  ed  a.: 
non  (haud)  aliter,  non  altrimenti,  cioè  ugual- 
mente, seguito  da  quam  si,  quam  cum,  ac  su 
non  altrimenti...  che  se...  da,  con  quam  si  e 
quam  cum  in  Ov.,  Liv.  ed  a.,  con  ac  si  anche 
in  Cic:  non  aliter...  nisi,  non  con  altri  mezzi, 
a  nessurìàltra  condizione,  non  altrimenti 
che  se  non,  Cic  ed  a.  B)  pregn.:  1)  altrimenti, 
riguardo  alla  qualità  (proprietà,  natura)r 
nella  locuz.  aliter  esse,  di  pers.,  ego  isti  nihilo 
sum  al.  ac  fui,  Ter.:  di  e  inan.,  quod  certe 

SCÌO  longe  aliter  esse,  Cic.  2)  altrimenti,  in  moda 

opposto,  al  contrario  (contr.  eodem  modo),  al- 
evenire,  Sali.:  qui  al.  fecerit,  abbia  agito  in 
modo  contrario,  Sali.:  cum  videres  al.  fieri, 

Cic.    IlJ  trasl.,  altrimenti,    in   caso   contrario, 

del  resto  (come  àXXoog),  jus  semper  est  quae- 
situm  aequabile;  neque  enim  al.  jus  esset,  Cic: 
neque  aliter  Carnutes  iaterfìciendi  Tasgetii 
consilium  fuisse  capturos,  neque  Eburones,  etcr 
Caes. 

aliti!»?,  avv.  (alius  ed  ubi;  stato  in  luogo)* 
altrove,  Sem:  aliubi...  aliubi,  qua...  là,  Sem: 
aliubi  atque  aliubi,  qua  e  là,  ora  qua,  ora  là> 
in  diversi  luoghi,  Sen. 

alluni,  V.  allium. 

allumi  T-,  avv.  (alius  ed  unde  ;  di  moto  da 

luogo),    d'altronde,  da    altro   luogo,   da   altra 

persona  o  cosa,  Cic.  ed  a.:  alii  aliunde  coibant, 
Vuno  veniva  di  qua,V  altro  di  là,  Liv.:  perpetua 
aliunde  alio  commigratio  est,  Sen.:  aliunde  stai 
semper,  aliunde  sentit,  sta  con  un  partito  e 
tiene  dall'altro,  Liv.:  aliunde...  quam,  da  altro 
luogo...  che,  ecc.,  Cic:  contr.  aut  sumptum 
(verbum)  aliunde  ut  mutuo  aut  factum  ab 
ipso,  Cic. 

alni*,  a,  ud,  genit.  alius,  dat.  alti,  acc. 
alTum,  ara,  ud,  ecc.  (V.  alis;  da  connettersi 
con  uXXoc,),  un  altro,  altro  (e  precis.  «  altro  » 
fra  molti, mentre  alter  —  altro,  fra  due;  V.  le 
eccezioni  al  n°  II,  2),  I)  propr.:  A)  in  gen.: 
Labeonem  seu  quem  aliuui  arbitrum,  Cic: 
alius  vir  erat,  Liv.  Si  osservi  quanto  segue  : 
a)  alius  ripetuto  più  volte  nelle  proposiz.  di- 
stributive, talora  anche  con  non  nulli  (non- 
nulli),  quidam,  ceteri,  partim  e  sim.,  l'uno..* 
l'altro;  gli  uni,  gli  altri,  alii...  alii...,  Cic  ed  a.: 

alii...  reliqui,  Cic:  alii...  alii...  non  nulli,  Cic: 
aliae...  aliae...  quaedatn,  Cic:  alii...  quidam. 
Liv.:  pars...  alii,  Sali.:  alii...  pars,  Sali.:  talora 
manca  una  volta  alius;  virgis  caedi  alii  .  alii 
securi  subici,  Liv.:  aliud...  aliud,  parte... parte, 


133 


ali... 


allegoria 


134 


aliud  tua  gratià,  aliud  nostra  ;  all'incontro 
aliud  est  maledicere,  aliud  accusare,  altro  è... 
altro  è,  Cic.  b)  ripetuto  in  un  altro  caso  e 
co1  suoi  derivati  alio, aliorsum,  alibi,  aliunde, 
aliter,  alias,  locuzione  ellittica  come  in  greco, 
alius  alium,  Vun  V altro,  Cic:  alii  alio  in  loco, 
altri  in  uno,  altri  in  altro  luogo,  Cic:  aliud 
alii  muneratur,  ad  uno  dona  questo,  ad  altri 
quello,  Cic:  aliud  alio  dissipavit,  disperse, 
gettò  qua  e  là,  Cic:  jussit  alios  alibi  fodere, 
Liv.:  alii  aliunde  coibant,  convenivano  chi  da 
questo,  chi  da  quel  luogo,  Liv.:  aliter  cum 
aliis  loqui,  con  altri  una  cosa,  con  altri  un'al- 
tra, Cic:  illi  alias  aliud  sentiunt,  ora  questo, 
ora  quello,  Cic:  quindi  alius  (aliud,  etc), 
ex  alio,  Cic:  alius  super  alium,  Liv.,  alius  post 
alium,  Sali.,  uno  dopo  V altro;  alius  atque  alius, 
Cic,  alius,  deinde  alius,  ovv.  alius  post  alium, 
Sali.,  l'uno  e  V altro,  ora  questo,  ora  quello, 
separati,  e)  lo  seguono  le  particelle  ac,  atque, 
et,  più  di  rado  nisi  ovv.  quam  (nei  buoni 
scrittori  solamente  dopo  ima  negazione  od 
una  interrogazione  ipotetica,  perchè  sorge 
in  entrambi  i  casi  una  relazione  compara- 
tiva), longe  alia  ac  tu  scribis,  Cic:  alius  essem, 
atque  nunc  sum,  Cic:  lux  longe  alia  est  solis 
et  lychnorum,  Cic:  nihil  aliud  nisi,  Cic:  nihil 
aliud  quam,  Nep.:  segue  talora  anche  Tabi., 
o  praeter  in  luogo  di  quam,  nec  quidquam 
aliud  libertate  quaesisse,  Cass.  in  Cic.  ep.:  nec 
quidquam  aliud  philosophia  est  praeter  stu- 
dium  sapientiae,  Cic:  alius  quam  in  propos. 
affermative,  soltanto  in  Plin.  ep.  e  Suet.:  e 
così  rinforzando,  nihil  aliud  nisi  ovv.  quam, 
seguendo  un  verbo  di  modo  finito,  nient'aitro 
se  non  che  (dove  è  da  supplire  il  tempo  del 
verbo  ago  o  facio  che  risulta  dal  contesto), 
tribunatus  Sestii  nihil  aliud  nisi  meum  nomen 
causamque  sustinuit,  Cic:  parim.  quid  aliud 
quam?  che  più  ?  che  altro,  quibus  quid  aliud 
quam  admonemus,  cives  nos  eorum  esse,  Liv. 
d)  aliud  sost.,  Cic.  de  rep.  1,  69  ed  altr.;  col 
genit.,  aliud  commodi,  Cic:  aliud  praecipui, 
Cic.  B)  partici  1)  come  1. 1.  del  linguaggio 
augurale,  alio  die  «  in  un  altro  giorno,  oggi 
no  »,  per  indicare,  chei  Comizi doveano  essere 
riman  lati  ad  altro  giorno,  per  cattivi  prono- 
stici avuti,  Cic.  2)  pregn.  =  dì  altra,  cioè  dì 

diversa  natura  (proprietà),  alium  fieri,  diventar 

un  altro,  cambiarsi  affatto,  Cic:  e  1. 1.  par- 
lamentare, in  alia  omnia  ire  ovv.  discedere, 
esser  dell  opposizione  (nel  Senato  romano), 
Cic:  aliud  ovv.  alias  res  agere,  non  badare, 
pensare  ad  altro,  Cic.  iJ^trasl.:  l)Vaitro  =  il 
rimanente,  Divitiaco  ex  aliis  Gallis  maximam 
fìdem  habebat,  Caes.:  al.  acies,  Liv.:  al.  vulgus, 
Liv.  2)  (come  alter)  =  V altro  di  due,  partic. 
(come  sopra  al  n°  I,  b)  con  alius  ripetuto  in 
un  altro  caso,  alia,  alii,  Sali.:  alius  alia  via, 
Liv.:  duo  Romani  super  alium  alius  corrue- 
runt,  Liv.  :  e  in  enumerazioni  ordinat>'ve, 
unam...  aliam...  tertiam,  Caes.  :  quindi  con 
un  nome  proprio  posto  come  appellativo,  un 
altro  =a  un  secondo,  al.  Ariovistus,  Tac  3) 
Vaitro  =  u  vicino  (contr.  ipse),  Cic  de  or.  2, 
211.  —  Genit.  fem.  aliae,  Lucr.,  Cic.  e  Liv. 

al-l...,  in  composizione  per  ad-I  (mediante 
assimilazione  del  d  colli  seguente),  come  al- 
labor  per  adlabor  e  così  via. 


al-labor,  lapsus  sum,  labi,  con  impercet- 
tibile O  dolce  movimento,  arrivare  a*  volare  a, 
scorrere  «,  sdrucciolare  a,  strisciare  a,  ex  oc- 
culto (di  serpi),  Liv.:  extrinsecus  (di  umi- 
dità), Cic:  crescenti  aestu  (del  mare),  Verg.: 
col  dai.  od  acc.  dello  scopo,  antiquis  oris, 
approdare,  ecc.,  Verg.:  fama  allabitur  aures, 
Verg. 

al-labòro,  are,  I)  affaticarsi  intorno  a  q.c, 
COlVut  ed  il  COng.,  Hor.  epod.  8,  20.  II)  ag- 
giungere con  fatica  un  lavoro,   Hor.    carm.    1, 

38,  5. 

al-laci'i  iiians,  antis  (ad  e  lacrimo),  pian- 
gente per  g.c.,  Juno,  Verg.  Aen.  10,  628. 

allapsus,  ùs,  m.  (allabor),  Vatto  dello  ac- 
costarsi a,  strisciar  vicino,  serpentium,  Hor. 
epod.  1,  19,  Val.  Max.  1,  6,  8. 

ai-la  tro,  avi,  àtum,  are,  latrar  contro,  trasl. 
di  persone,  apostrofare  gridando,  insultando, 
assalire  con  ingiurie,  alqm,  Quint.:  magnitu- 
dinem  Africani,  detrarre,  sparlare  del  grande 
Scipione  (l'Africano),  Liv. 

al  lai  us,  allaifirtis,  V.  afferò. 

al-lau<lal>ili$,  e,  molto  lodevole,  Lucr. 
5,  158. 

alleo  (hallec),  ècis,  n.  e  allex,  ecis,  m.  e 
f.,  salsa  di  pesce  (non  salamoia),  specie  di 
consumato  che  si  preparava  colle  ostriche  ed 
altri  testacei,  nonché  pesci  di  mare,  special- 
mente colle  triglie  (mullus),  Cato,  Hor.  ed  a. 

alleclatlO  (allecto),  l'allettare,  alletta- 
mento, Quint.  1,  10,  32. 

1.  Allecto  (Alecto),  f.  ('AXXyjxxcò,  oog), 
Aietto,  una  delle  tre  furie  (si  trova  solo  nel 
nom.  ed  acc). 

2.  allecto,  avi,  atum,  are,  allettare,  ade- 
scare, Cic  ed  a. 

allectus,  i,  m.  (part.  del  2°  allego),  scelto, 
innalzato,  nuovo  eletto,  aggregato  ad  un  qual- 
che collegio,  ali  epoca  imper.  =  chi  veniva 
elevato  per  favore  dell'imperatore  ad  un 
alto  grado,  saltando  le  cariche  interme- 
die (per  es.  al  grado  pretorio,  senza  aver 
amministrata  la  pretura),  allectus  interprae- 
torios,  Plin.  ep.  1,  14,  5. 

alle  gatto,  ònis,  f.  (allegare),  il  mandar 

via,  lo  spedire,  V allegare   una  persona   (come 

mediatore  e  sim.)  ad  ale,  omnes  ad  istum  al- 
legationes,  Cic  IL  Veri*.  1,  136:  e  in  bisticcio, 
quibus  allegationibus  illam  sibi  legationem 
expugnavit,  Cic.  H.  Verr.  1,  44. 

1.  ai-lego,  avi,  atum,  are,  I)  mandare, 
spedire,  deputare  ale.  come  messo,  media- 
tore (e  precis.  in  faccende  private,  mentre 
per  pubbliche,  legare),  1)  in  gen.i  amicos, 
Cic:  alqm  ad  alqm  ovv.  alci,  Cic  2)  partic, 
disporre,  subornare  ale  ad  una  frode,  Co- 
mici. II)  trasl.,  quasi  far  parlare  q»e*  per  sé, 
allegare,  riferirsi  ad  alcunché,  chiamare  in  te- 
stimonio  q.c.,   far   valere,    addurre,    patrOCÌnii 

jus,  Plin.  ep.:  hoc  Senatui,  presso  il  S.,  Plin. 
pan.:  munera,  preces,  mandata  regis  sui  Scyro- 
themidi  allegant,  portano  innanzi  a,  Tac 

2.  ai-légo,  lègi,  lectum,  ere,  scegliere,  ag 
gr egare t  eleggere  a  scelta  in  lina  associaz  ione , 

in  un  collegio,  ecc.,  omnes  de  plebe,  Liv.: 
alqm  in  Senatum,  Suet. 

allégoria,  ae,  f.  (àXkrflopioC),  fig.  retor., 
allegoria,  Quint.  5,  11,  21  ed  altr. 


135 


allevamentum 


Allobroges 


136 


allevameli lU 111,  i,  n.  (allevo),  allevia- 
mento, sollievo,  Cic.   Sull.  66. 

allevatio,  ònis  (allevo),    IJ  il  tirar  su,  il 

levare;  alzamento,  humerorum  allevatio  et 
contractio,  Quint.  11,  3,  83.  latrasi.,  alle- 
viamento, grado  debole  di  U.  C,  doloris  diutur- 

nitatem  allevatio  consoletur,  Cic.  de  fin.  1,  40. 
al-levo,  avi,  atum,  are,  levar  su,  alzar  su, 

sollevare,  tirar  via,  tener  su,  tener  dritto,  ap- 
poggiare, sostenere,  I)  propr.:  velum  (la  por- 
tiera), Sen.:  se  clipeo,  Curt.  :  quibus  (laqueis) 
allevati  milites  facilius  ascenderent,  Sali.:  ocu- 
los,  Curt.:  faciem  alcjs  manu,  Suet.  II)  trasl.: 
1)  in  gen.,  hic  deprimitur  alternis  et  extollitur, 
ac  modo  in  caelum  allevatur,  modo  defertur 
in  terram,  orasi  innalza  al  cielo,  ora  striscia 
verso  terra,  Sen.  ep.  72,  9.  2)  partici  a)  alle- 
viare le  sofferenze  fisiche  e  morali,  sollicitu- 
dines  meas,  Cic:  ed  alleviare  la  parte  malata, 

O  la  persona  sofferente,  sollevare,  recar  con- 
forto, sollievo;  consolare,  a)  fisicam.,  nel  pas- 
sivo ==  riaversi,  de  allevato  tuo  corpore,  Cic: 
nec  viribus  allevor  ullis,  Ov.  p)  moralm., 
abjectos  aut  submittentes  se,  Quint.:  animum 
a  maerore,  Curt.:  passivo  allevari,  ricrearsi, 

trovar  conforto,  consolarsi,  allevor,  CUm  loqUOl' 

tecum  absens,  Cic:  colVacc.  di  relaz.,  allevatur 
animum,  prende  coraggio,  Tac  b)  mitigare, 
menomare  V importanza  il  di  q.c,  e  la  cosa 
stessa,  notas  (note  vergognose),  Tac.  e)  soste- 
nere, appoggiare,  alqm,  aiutare,  Tac:  alqd 
summis  eloquentiae  viribus,  Quint. 

Allìa  (Alia),  ae,  f.,  Ama,  fiumicello  del 
Lazio,  che  nasce  nei  monti  a  nord  di  Crustu- 
merio  nei  Sabini,  e  si  getta  nel  Tevere,  sei 
miglia  sopra  Roma;  celebre  per  la  sconfìtta 
toccata  dai  Romani  contro  i  Galli  nel  390 
av.  Cristo  (Alliensis  pugna  ovv.  clades)  ai  18 
di  luglio,  il  qual  giorno  (dies  Alliensis)  in 
seguito  fu  ritenuto  nel  calendario  romano 
come  infausto  (nefastus).  —  Deriv.:  Al- 
liensis, e,  appartenente  alVAllia,  presso 
aWAilia,  Alliense,  pugna,  Cic:  clades,  Liv.  : 
dies,  Liv. 

allieefiieio,  feci,  factum,  ere   (alliceo  e 

facio),  allettare,  invitare,  Sen.  e  Suet. 

allieto,  lexi,  lectum,  ere  (ad  e  *lacio),  al- 
lettare, adescare,   guadagnare,   attirare,   trarre 

a  sé  (contr.  alienare),  oratione  benigna  multi- 
tudinis  animos  ad  benevolentiam,  Cic:  homi 
num  studia  ad  nostras  utilitates  ali.  atque 
excitare,  Cic:  dicendo  mentes,  Cic:  adule- 
scentem,  Cic:  trasl.,  di  sogg.  inan.,  magnes 
lapis,  qui  ferrum  ad  se  alliciat  et  attrahat, 
Cic:  nihil  (est),  quod  magis  alliciat  ad  diligen- 
dum  (se.  quam  virtus),  Cic 

alitilo,  lisi,  llsum,  ere  (ad  e  laedo),  urtare 

q,C    COn    violenza,    gettar   contro,  percuotere, 

(s)battere  contro,  I)  propr.:  alqd  pilae,  al  pila- 
stro. Lucr.:  allidi  ad  scopulos,  Caes.  II)  trasl., 
recar  danno  a  q.c,  virtutem,  Sen.:  quindi 
allidi  =  incontrare  una  disgrazia,  in  daiuna- 
tionibus,  Cic. 

AlITcnsis,  e,  V.  Allia. 

4E1IÓIMISI  AiTènus),i,  m.,  Ameno,  cognome 
romano,  sotto  cui  è  partic.  noto  :  Q.  Allienus, 
pretore  Va.  di  R.  705  (49  av.  Cr.) 

AIITfae,  àrum,  f.,  nei  tempi  antichi  già 
citta  fio  ente  dei  Sano-iti,  sulla  sponda  sini- 


stra del  Volturno,  non  lungi  dal  suo  sbocco 
nel  Sabato:  ora  Alife  in  Terra  di  Lavoro. 
—  Deriv.:  JJlìfTinus,  a,  um,  di  Alife, 

ager,  Cic:  sost.,  Allifana,  òrum,  n.(sc.  pocula), 
coppe  di  terra,  piuttosto  capaci,  fabbricate 
ad  Alife,  boccali,  Hor. 

al-ITgO,  avi,  atum,  àie,  legare,  attaccare  a 

(contr.  solvere),  I)  propr.,  1)  in  gen.:  canem, 
Phaedr.:  anulum,  Quint.:  alqm  ad  statuam,  o 
ad  palum,  alcuno  (come  condannato)  prima 
dell'esecuzione,  Cic:  quis  generum  meum  ad 
gladium  alligavit?  chi  ha  legato  il  mio  genero 
alla  spada  ?  (scherzo  sulla  lunga  spada  del 
piccolo  Lmtulo),  Cic  2)  colVidea  accessoria 

del  movimento  frenato,  tener  fermo,  trattenere, 

legare,  ancora  (Rhodiae  navis)  unco  dente  ve- 
lut  manu  ferrea  injectà  alligavit  alterius  pro- 
ram,  Liv.:  unco  non  alligat  (naves)  ancora 
morsu,  Verg.:  poet.,  unda  alqm,  trattenere, 
rinserrare,  Verg.  3)  stringere  mediante  un 
legame  o  una  fasciatura,  a)  cingere,  avvol- 
gere una  parte  sofferente  del  corpo  o  una  fe- 
rita COn  una  fasciatura,  bendare  q.c,  porre 
una  benda  SU  q.C,  fasciare,  vulnus,  Liv.:   OCU- 

lum,  Cic:  brachium,  crus,  Sen.  b)  cingere  con 
ceppi,  incatenare,  alqm,  Sen.  rhet.:leones,  Sen.: 
alligare  se  ac  venire  patitur,  Tac    II)  trasl.: 

1)  in  gen.,  legare,  vincolare,   mantenere,   tener 

fermo,  in  modo  che  sia  immobile,  non  si 
muova  dal  suo  posto,  videas  civitatis  volun 
tatem  solutam,  virtutem  (forza  di  operare, 
attività)  alligatam,  Cic:  cedendum  celeriter, 
ne  forte  alliger,  Cic:  torpor  gravis  alligat  ar- 
tus,  Ov.:  quindi  a)  1. 1.  nel  ludus  latruncu- 
lorum,  alligatus  calculus,  chiuso,  Sen.  ep. 
117,  30.  b)  di  combinazione  chimica,  arenae, 
quae  humore  alligantur,  Sen.  ep.  55,  2.   2) 

partic:    a)    legare,   affezionare   ale   (ad   ale.) 

mediante  amicizia,  benefizi,  ecc.,  alci  fllium, 
Ter.:  nuptiis  alligatus,  Cic:  non  modo  bene- 
ficio, sed  etiam  benevolentiae  significatione 
alligali,  Cic  b)  come  1. 1.  retor.,  legare  me- 
diante certe  leggi,  oda  certe  leggi  del  ritmo, 
e  così  limitare  mediante  q.c.  od  a  q.c,  ut  verba 
neque  alligata  sint  quasi  certa  lege  versus, 
neque  ita  soluta  ut  vagentur,  Cic:  (poesis) 
alligata  ad  certam  pedum  necessitatem,  Quint. 
e)  vincolare  e  limitare  moralmente  il  volere 
con  giuramento,  patto,  promessa,  dovere  e  si- 
mili, legare,  impegnare,  obbligare,  alqm,  CÌC.1 

alqm  stipulatione,  Cic:  foedere  alligari,  Liv.: 
sacris  alligari,  obbligarsi  ai  sacra  gentilicia, 
Cic  :  ad  omnia  verba  se  alligare,  attenersi 
verbalmente  a  cose  imparate  a  memoria, 
Quint.   d)  alligare  se,  legarsi  ad  un  fallo,  cioè 

rendersene  colpevole,  colVabl.,  se  scelere,  Cic: 
col  genit.,  se  furti,  Ter.  :  quindi  alligatus,  im- 
plicato inun  fallo,  in  un  delitto,  complice,  Cic 
al- lino  (adi.),  levi,  lltum,   ere,  ungere  a, 

tingere,    segnare,    attaccare,    schedam ,    Plill.  : 

incomptis  (versibus)  atrum  transverso  calamo 
signum,  cancellare  con  un  tratto  sopra,  Hor.: 

trasl.,  macchiare,  intaccare  con  q.C,  attaccare. 

alci  vitia  sua,  Sen.:  sordes  sententiis,  Cic. 

All'phae,  V.  Allifae. 

allYuin  (alTum),  ti,  n.,  aglio,  Scriptt.  r.  r. 
ed  a. 

Allobroges,  um,  m.,  Aiiobrogi,  popolo 
di  montanari  molto  bellicoso  e  potente  nella 


137 


allocutio 


Alpicus 


138 


Gallia  Narbon.,  la  cui  sede  principale  era 
tra  risarà  (ora  IsèreJ,  il  Rhodanus  (Modano), 
il  lacus  Lemanus  (lago  di  Ginevra)  e  le  Alpi 
Graie,  nell'odierno  Delfinato  e  Savoia,  colla 
capitale  Vienna  (ora  Vienna  sul  Eodano),  e 
di  fronte  agli  Elvezi  colla  città  di  frontiera 
Gene  va  (ora  Ginevra).  —  Il  nomin.  sing. 
Allolirox  in  Hor.  epod.  16,  6.  —  Deriv.: 

Allolu'O^ICUS,  a,  uni,  AUobrogico. 

alldcullo,  ònis,  f.  (alloquor),  allocuzione, 
discorso,  Plin.  ep.  e  Suet.  —  Par  tic,  come  il 
greco  uapau.o0ùx,  il  parlare  consolante,  conso- 

lamento,  conforto,  Catllll.  e   Sen. 

alloqillUlll,  li,  n.  (alloquor),  il  parlare  con 
un  altro,  discorso,  esortazione,  conforto,  conso- 
lazione, Liv.  ed  a. 

al-lo<|Uoi*,  locùtus  (loquùtus)  sum,  loqui, 
parlare  a  quale,  partic  salutando,  pregando 
amichevolmente,  confortando  e  consolando, 

confortare  quale,  Cic.  ed  CI. 

al-IliceO,  luxi,  ère,    far  lume,  risplendere, 

col  dat.,  Suet.  Vit.  8:  assol,  Sen.  ep.  92,  5. 
alliicTnatìo,  alliiciiior,  V.  aluc  .  . . 

al-liido,  lìisi,  lÙSUm,  ere,  giocare,  scher- 
zare, perdere  il  tempo,  celiare  con  quale.  0  q.C, 

Dpropr.:  a)  dipers., ad  id  (scortum),Ter.: Tre- 
batio,  Quint.:  quasi  alludens,  quasi  scherzando, 
Suet.:  Galba  alludens  varie  et  copiose,  mo- 
strando la  sua  arguzia  in  tutta  la  sua  va- 
rietà ed  abbondanza,  Cic:  nec  plura  alludens, 
non  scherzando  piti  oltre,  Verg.  b)  delle  onde 

=  battere   contro   q.C,  scherzare  contro,  allu- 

dentibus  undis,  Ov.:  coli" acc,  quaefluctus  salis 
alludebant,  Catull.  II)  trasl.:  genus  eorum, 
qui  sapientiae  alludunt  (che  si  accostano 
alla  sapienza),  Sen.:  prope  posita  speique  no- 
strae  alludentia  sequamur,  ciò  che  si  offre 
alla  nostra  speranza,  Sen. 

al-ltio,  llli,  ere,  bagnare  q.C,  scorrere  vicino 

a  q.c,  di  mari,  fiumi,  fluvius  latera  haec 
nlluit,  Cic.:  amnis  moenia  alluit,  Tac:  moenia 
alluuntur  a  mari,  Cic:  urbs  mari  alluitur,  Liv.: 
eorum  ossa  ita  jactantur  fluctibus,  ut  num- 
quam  alluantur,  esser  bagnate  da  loro,  cioè 
toccate,  Cic:  in  doppio  senso,  Massilia  cum... 
barbariae  fluctibus  alluatur,  dal  mare  Africo 
e  dai  flutti  della  barbarie  e  della  rozzezza, 
Cic  Place.  63. 

allìivìcS,  èi,  f.  (alluo),  inondazione,  allaga- 
mento, luogo  allagato,  Cic  ed  a. 

alili vTo,  ònis  f.  (alluo),  incremento  che  su- 
bisce a  poco  a  poco  un  tratto  di  terreno,  per 
deposito  di  terra,  cagionato  partic  da  un 
fiume,  alluvione  (contr.  abluvio),  alluvionum  et 
circumluvionum  jura,  Cic.  de  or.  1,  173. 

al  III  US,  a,  um  (da  alo),  che  dà.  vita,  nutri- 
mento; almo,  benefico,  benigno,  buono,  che  con- 
forta, ristora,  Venus,  Hor.:  e  (della  medes.) 
alma  parens,  Verg.:  sol,  Hor.:  ager,  Verg. 

a  In  iis,  i,  f.,  alno,  ontano,  Cic  fr.  ed  a.: 
meton.  (poet.)  =  nave,  barca  di  legno  di  on- 
tano, Verg.  ed  a. 

àio,  allii,  altum  e  (dopo  Aug.)  alYtum, 

ere,    alimentare,    nutrire    =    mantenere    COn 

mezzi  di  sussistenza  di  ogni  genere,  sosten- 
tare, far  crescere,  allevare  (mentre  nutrire,  nu- 
trire =  dar  da  mangiare),  I)propr.:  agellus 
eum  non  satis  alit,  Cic:  exercitum,  Cic:  ele- 


phantos,  equos,  mantenere,  Cic:  latrociniis  se 
suosque,  Caes.:  publice  ali,  Nep.:  panico  ali, 
Caes.:  alere  n'ammani,  Quint.:  bellum  se  ipsuni 

alit,  Liv.  II)  trasl.,  alimentare,  promuovere, 
raffoi'zare,    rinvigorire,   aumentare,   honOS   alit 

i  artes,  Cic:  civitatem,  Caes.:  spem,  audaciam, 
Cic.  ^ 

aloe,  es,  f.  (àÀÓYj),  aloè,  Cels.  ed  a. 

ÀJòeìis  (trisillabo),  ei,m.  fAXwsóg),  Aioeo, 
gigante,  figlio  di  Nettuno  e  di  Canace,  ma- 
rito di  Ifimedia,  la  madre  degli  Aloidi  — 
Deriv.:  .4lo?dae,  arum,  m.  CAXweiSai), 
Aloidi,  cioè  0  t  o  ed  Efialte,  così  chia- 
mati da  Aloeo,  ma  figli  di  Nettuno  e  di  Ifi- 
media, moglie  di  Aloeo;  essi,  come  i  Giganti, 
vollero  dar  la  scalata  al  cielo,  e  per  punizione 
vennero  nel  Tartaro  legati  dorso  contro  dorso 
ad  una  colonna  e  tormentati  dal  grido  inces- 
sante di  una  civetta. 

àlogìa,  ae,  f.  (àXoyLcx.),  irragionevolezza, 
mancanza  dì  senno,    e  precis.  al  plur.  =  idee 

stolte,  pazze,  Sen.  apoc.  7,  1. 

Alòidae,  arum,  m.,  V.  Aloeus. 

Alpe*,  pium,  f.  (celtico  alb,  alp  =  «  al- 
tura, alto  monte»;  nei  poeti  anche  nel  sing.: 
genit.  Alpis,  acc.  Alpem,  e  abl.  Alpe),  le  Alpi, 
la  grande  catena  di  monti  che  circonda 
Tolta  Italia,  e  si  spinge  con  molteplici  rami- 
ficazioni verso  Settentrione  ed  Oriente,  in 
mala  fama  presso  gli  antichi,  a  motivo  del 
clima  rigido,  delle  tempeste,  della  neve  e 
come  luoghi  inospitali,  quindi  infames  fri- 
goribus  Alpes,  Liv.:  A.  hibernae,  Hor.:  A. 
ventosae,  Ov.  — Deriv.:  a)  Alpicus,  a, 
um,  alpino,  sost.,  Alpici,  òrum,  m.,  gli  abitanti 
delle  Alpi,  Alpigiani,  Nep.  Hanu.  3,  4.  b)  Al 
plnus,  a,  um,  alpino,  delie  Alpi,  amnis,  Liv.: 
nives,  Verg.:  hostes,  i  Galli,  Ov.:  caseus,  cacio 
delle  Alpi  o  svizzero,  Aut.  Seriori:  gentes, 
Liv.  ed  a.  ;  quindi  Alpinus,  il  cantore  delle 
Alpi,  epiteto  di  scherno  dato  da  Orazio  al 
poeta  tronfio  ed  esagerato  M.  Furius  Biba- 
cuuls,  a  motivo  di  un  suo  cattivo  verso  sulle 
Alpi,  Hor.  sat.  1,  10,  36. 

Alphciàs,  adis,  f.,  V.  Alpheus. 

Alphesihoea,  ae,  f.  fAAcpscKpoia),  Aife- 
sibea,  figlia  di  Fegeo,  re  di  Psofide  in  Ar- 
cadia, prima  moglie  di  Alcmeone;  abbando- 
nata da  lui  per  Callirroe,  vendicò  V uccisione 
di  Alcmeone  compiuta  dai  suoi  fratelli,  colla 
morte  di  entrambi. 

Alpheus  od  Alphcos,  i,  m.  ('AXcps'.óg), 
Aifeo,  fiume  principale  del  Peloponneso,  il 
quale,  secondo  gli  antichi,  nasceva  come 
ruscello  presso  a  Filacc  II  suo  frequente 
apparire  e  scomparire  sotterra,  diede  origine 
al  mito,  secondo  il  quale,  esso,  come  dio  del 
fiume,  figlio  dell'Oceano  e  di  Teti,  per  amore 
di  Aretusa  (V.),  scorresse  sotto  il  fondo  del 
mare  fino  alla  fonte  Aretusa  in  Ortigia,  nel 
porto  di  Siracusa,  per  quivi  congiungersi  con 
lei.  —  D  e  r  iv.:  a)  Alphelas,  adis,  f.  (**AX- 
cpsudg  od  *'AX^Y]tdg),  Alfeiade,  soprannome 
della  ninfa  e  fonte  Aretusa  (V.  sopra),  b) 
Alpheus,  a,  um,  appartenente  ali  Alfe  o, 
Pisae  (in  Italia),  fondata  dagli  abitanti  di 
Pisa  nelV Elide  (ove  scorre  VAlfeo),  Verg. 

Alpicus  ed  Al  piti  iis,  a,  uni,  V.  Alpes. 


13<J 


Alpis 


altera  us 


140 


Alpis,  V.  Alpes. 
AUìViisis,,  e,  V.  Àlsium. 

A  Ulti  in,  ìi,  n.,  aìsìo,  una  delie  più  an- 
tiche città  delVEtruria,  tra  il  lago  di  Brac- 
ciano e  il  mar  Tirreno,  a  JSF.O.  di  Boma; 
ora  villaggio  di  Palo,  nelle  cui  vicinanze 
Pompeo  e  altri  Bomani  ragguardevoli  pos- 
sedevano poderi.  —  Deriv.:  AlsTensis,  e, 
aisiense,  villa,  Cic:  populus,  Liv.:  sost,  Al- 
siense,  is,  n.  (se.  praedium),  il  podere  di  Pom- 
peo ad  Al  sto,  Cic. 

alsius,  a,  um  (aigeo),  freddoloso,  alsia  cor- 
pora,  Luci*.  5,  1013. 

alsilS,  a,  um  (aigeo),  refrigerante,  fresco, 
rinfrescante,  che  reca  conforto,  solo  nel  neutr. 
compar.,  nihil  alsius,  Cic.  ad   Q.  fr.  3,  1, 

2,  §  5. 

aliarla.  ìum,  n.  (altus)  (preclass,  e  class. 
soli,  al plur.J [quindi  anche  unito  soltanto  con 
numeri  distributivi] ,  aitare  fornito  di  un 
piano,  destinato  agli  olocausti,  ab  altaribus 
fugatus,  Cic:  altaribus  admotum  jurejurando 
adegit,  Liv. 

alle ,  avv.  (altus) ,  1)  in  alto,  aito,  a) 
propr.:  extollere  pugionem,  Cic:  cadere,  dal- 
l'alto,  Cic:  se  tollere  a  terra  altius,  Cic: 
altissime  evolare,  dell'aquila,  Suet.  b)  trasl.: 
alte  spectare,  innalzare  lo  sguardo  =  ten- 
dere ad  una  meta  elevata,  Cic:  ingenium  al- 
tissime asSUl'git,  Plin.  ep.  II)  profondamente, 

a) propr.:  ferrum  haud  alte  in  corpus  descen- 
disse,  Liv.:  sulcus  altius  impressus,  Cic  b) 
trasl.:  verbum  transferre  altius,  troppo  ardi- 
tamente, usare  in  metafora  troppo  astrusa, 
Cic  :  alte  petere,  prendere  da  lontano,  Cic: 
altius  prima  repetere  ab  origine,  risalir  su 
alla  prima  origine,  Verg.:  altius  (più  ad- 
dentro) disserere,  Tac:  altius  perspicere,  pe- 
netrar più  addentro),  Cic. 

alter,  torà,  terum,  genit.  alterius  (poet 
alterius),  dat.  alteri  (da  alis),  l'uno  dei  due, 
Vaitro  (all'incontro  alius,  Vaitro,  infra  molti), 
I) propr.:  A)  in  gen.:  necesse  est,  sit  alterum 
de  duobus,  Cic:  mihi  cum  viris  ambobus  est 
amicitia,  cum  altero  vero  magnus  usus,  Cic: 
alter  exercitus,  Liv.:  alter  consulum,  Liv.: alter 
ambove  (dei  consoli),  Cic:  absente  consulum 
altero  ambobusve,  Liv.:  alter  ex  censoribus, 
Liv.:  binas  a  te  accepi  litteras,  quarum  alteris 
mihi  gratulabare,  Cic:  utrique  alteris  freti, 
Sali.:  tuis  uuis  et  alteris  litteris,  Cic:  duplices 
similitudines,  unae  rerum,  alterae  verborum, 
Cornif.  rbet.:  hos  libros  alteros  quinque,  Cic 
Distribuì.,  alter  . . .  alter,  l'uno  . , ,  l'altro,  alter 
perdidit,  alter  vendidit,  Cic:  alter . . .  hic,  Cic: 
alter  . . .  iste,  Cic,  plur.,  di  più  o  di  tutte  le 
parti,  alteri  dimicant,  alteri  victorem  timent, 
Cic  Finalmente  il  secondo  alter  in  un  caso 
diverso,  alter  alterius  ova  frangit,  Cic:  alteri 
alteros  aliquantum  attriverant,  Sali.  J$)par- 
tic:  1)  Vaitro  =  secondo  (secundus),  a)  ge- 
neric:  proximo,  altero,  tertio  die,  Cic:  qua- 
driennio post  alterum  consulatum,  Cic:  eris 
alter  ab  ilio,  il  secondo  dopo  lui,  Verg.  Colle 
decine  e  centinaia,  altero  vicesimo  die,  il 
giorno  22,  Cic:  anno  trecentesimo  altero, 
Vanno  302,  Liv.  b)  unus  et  (od  atque  o  aut 
o  vel)  alter,  unus  alterque,  l'uno  e  l'altro,  a) 
determinato  =  uno  o  due,  unus  et  alter  dies, 


Cic   p)  indetermin.  =  l'uno  e  l'altro,  questo  e 

quello  =  alcuni,  alcuni  pochi,  Cic  ed  a.  e)  al- 
terum tantum,  altrettanto,  Cic:  altero  tanto 
longior,  altrettanto  lungo,  Nep.:  e  così  altero 
tanto  major,  Cic.  2)  coi  nomi  appellai,  ed  i 
proprii  usati  come  appellai.  =  mi»  altro,  un 
secondo,  cioè  «  simile  nelle  sue  qualità,  al- 
l'appellativo  enunciato  »,  me  sicut  alterum 
parentem  diligit,  Cic:  alter  Verres,  Cic:  e 
così  alter  ego,  un  secondo  io  (di  amici  molto 
intimi),  Cic:  e  tamquam  alter  idem,  quasi  un 

secondo  lui,  Cic.    3)  l'altro  =  posto  di  fronte, 

opposto,  ripa,  la  sponda  opposta,  Caes.:  pars, 
la  parte  opposta,  contraria,  Cic:  parim. 
factio,  Nep.:  acies,  Liv.:  fortuna,  Liv.  Quindi 

poet.,  altro  =  diverso,   mutato,   rispetto  alla, 

cond  zione  antecedente,  metuit  secundis  al- 
teram  sortem,  Hor.:  e  quoties  te  speculo  vi- 
deris  alterum,  un  altro,  del  tutto  mutato  (cioè 
«  brutto  »),  Hor.  II)  trasl.:  1)  —  alteruter, 
uno  di  due  o  dei  due,  non  uterque,  sed  alter, 
Cic:  non  in  alterius  favorem  inclinati,  verso 
nessuno  dei  due,  Liv.  2)  l'altro  =  u  vicino, 
prossimo,  qui  nihil  alterius  causa  facit,  Cic. 
Quindi  alter  con  una  negazione  o  una  prop. 
negativa  e  il  comparativo,  rinforza  come  un 
secondo  per  «nessun  altro»  in  genere  ; 
nil  obstet  tibi,  dumne  te  sit  ditior  alter,  Hor. 
—  Dat.  femm.  più  spesso  alterae,  Comici, 
Caes.  ed  a. 

altercatio,  ònis,  f.  (altercor),  alterco,  con- 
tesa di  parole,  disputa,  I)  in  gen.:  Lentuli  et 
Caninii,  Cic:  dialogorum,  Sen.:  altercationes 
in  senatu  factas  audio,  Cic.  II)  t.  t.  giudiz., 
le  repliche  e  controrepliche  più  brevi  fatte 
dopo  la  reciproca  dimostrazione  dalle  parti 
contendenti  e  dai  loro  avvocati,  in  cui  si 
potevano  ancora  una  volta  raccogliere  i 
punti  principali,  disputa,  discussione,  Cic  e 
Quint. 

alterca tor,  òris,  m.  (altercor),  altercante, 
contendente  (come  t. 1.  giudiz.,  cfr.  altercatio. 
n°  II),  Quint.  6,  4,  §§  10  e  15. 

alterco,  avi,  are,  forma  attiva  per  la  seg., 
cum  patre,  Ter.  Andr.  653. 

altercor,  atus  sum,  ari  (alter),  avere  una 

contesa  di  parole,  altercare,  contendere,  parlare, 

(o  ciarlare),  disputare,  I)  in  gen.:  cum  alqo. 
Caes.:  inter  se,  Liv.:  poet.  trasl.,  altercante 
libidinibus  pavore,  contende  con,  ecc.,  Hor 

II)  come   t.  t.  giudiz.,    contendere,  disputare. 

replicare,  colV avversario  ( V.  altercatio  n°  II), 
in  altercando  invenit  parem  neminem,  nella 
discussione,  nelle  repliche  e  controrepliche. 
Cic 

allenile,  V.  alternus. 

alterno,  avi,  Etani,  are  (alternus),  IJ  tr.? 

fare,  produrre  q.C.  alternando,  alternare;  avvi- 
cendare con  q.c,  fidem,  ora  far  credere,  ora 
no,  Ov.:  vices,  alternare,  Ov.  11)  intr.,  alter 

nare,  avvicendarsi,  Verg.:  trasl.,  ponderare  una 
COSa  dopo  V altra,  essere  infra  due,  Verg. 

alternus,  a,  um  (alter),  l'uno  dopo  l'altro, 
alternato, alterno,  1)  in  gen::  alternis  trabibus 
ac  saxis,  Caes.:  alternis  diebus,  Liv.:  alternis 
paene  verbis,  quasi  ad  ogni  terza  parola, 
Liv.:  alternis  versibus,  anche  sempl.  alternis, 
in  canti  alternati,  Liv.  e  Verg.:  alterni  ser- 
mones,   dialogo,  Hor.:  alterni  metus,  Liv.: 


141 


alteruter 


alucinatio 


14! 


colVabl.,  signa  peregrinis  ubi  s-unt  alterna 
columnis  Belides,  dove  alternate  con  colonne 
straniere  vi  sono  le  staine  ecc.,  Ov.  II) 
partici  A)  come  t.  t.  della  metrica  =  alter- 
nante, tra  esametri  e  pentametri,  in  versi 
elegiaci,  elegiaco,  pedes,  Cic:  versus,  Cic .,  Car- 
men, Ov.  ~B)comct.  t.  giurid.,  reicere  alterna 
Consilia  o  alternos  judices  o  alternas  civitates 
(che  erano  stabilite  come  giudici),  rifiu- 
tare, ricusare  i  giudici  tratti  a  sorte,  re- 
ciprocamente, vicendevolmente,  ciò  che  pote- 
vano fare  per  una  volta  accusato  e  accusatore, 

CÌC.  C)  Tabi,  plur.,  alterni?,  alternativamente,  a 

vicenda,  Liv.  ed  a.:  alternis...  alternis,  ora... 
ora,  Sen. 

alter-ìitcr,  altcr-iilra  (più  frequente 

che  altera  utra),  aller-ìitriini  {più  fre- 
quente che  alterum  utrum),  genti,  aller- 
iilrTus(pu<  frequente  che  alterius  utriusetc), 
dat.  ali  crìi  tri,  «»»<>  di  due  o  dei  due,  col- 
l'esclusione  dell'altro,  ne  alteruter  alterum 
occuparet,  Nep.:  alteruter  vestrùm,  alteruter 
de  filiis,  Cic:  altera  utra  Victoria,  Liv. 

alticinctu*,  a,  um  (altus  e  cingo),  suc- 
cinto, Phaedr.  2,  5  (6),  11. 

aitili»,  e  (alo),  che  può  venire  o  viene 

ingrassato,    da  ingrassare,  ingrassato,   grasso, 

boves,  Varr.:  plur.  sost.,  altilia,  ium,  n.,  vo- 
latili (uccelli,  polli)  ingrassati,  Hor.,  Sen. 
ed  a. 

alti «£01111$,  a,  um  (alte  e  sono),  altiso- 
nante, che  risuona   dall'alto,  CÌC.    poét.  ed   a. 

poeti. 

altitonaiis,  antis  (alte  e  tono),  altito- 
nante,  che   tuona    dall'alto,    CÌC.    poét.   ed   a. 

poeti. 

altltiido,    dinis,    f.   (altus),     I)  altezza,    1) 

propr.:  montium,  Cic:  muri,  Nep.:  in  altitu- 
dinem  pedum  XV  effectis  operibus,  Caes.: 
plur. ,  impendentium   montium  altitudines , 

Cic:    e  meton.,  altezza  =  altura,  punto  elevato, 

Val.  Max.  7,  6,  5:  plur.  altitudines  moenium, 
Cic.  har.  resp.  49  :  altitudines  montium,  Liv. 
21,  30,  6:  altitudines,  quas  cepissent  hostes, 

LÌV.  27,  18,    9.     2)  trasl.,    altezza,    elevatezza, 

fortunae,  orationis,  Cic:  animi,  grandezza 
d'animo,  alto  sentire,  Cic.  part.  or.  77.  Cic 
<ep.  3,  10,  10.  Liv.  4,  6,  12  (diverso  da  sotto 
al  n°  II,  2).  II)  profondità,  1)  propr.:  flu- 
minis,  maris,  Caes.  e  Cic: plur.,  speluncarum 
conca vae  altitudines,  Cic.    2)  trasl.,  altitudo 

animi,  arte  (facoltà)  di  dominare  e  nascondere 
i  proprii  sentimenti,  tranquillità  diplomatica, 
taciturnità  (greco  {3a0ótY]s  ),  Cic.  de  off.  1, 
88.  Tac  ann.  3,  44  (diverso  dal  n°  I,  2): 
detta  pure  altitudo  ingenii,  Sali.  Jug.  95, 
3  :  in  altitudinem  conditus,  raccolto,  in  sé 
stesso,  in  profonda  dissimulazione,  Tac.  hist. 
4,  86. 

altiusculus,  a,  um  (dimin.  cfo'altius),  al- 
quanto (troppo)  alto,  Suet.  Aug.  73. 

altivolans,  antis  (altus   e  volo),   aitivo- 

lante,  che  vola  in  alto,  Lucr.  ed  a.  poeti. 

altOl*,  Òris,  m.  (alo),  nutritore,  balio,  ali- 
mentatore, mante-nitore,  Cic  ed  a. 

altri* ,    trìcis,    f.    (altor),   attrice,    nutrice, 

allevatrice,  terra,  Cic:  terra  altr.  Ulixi,  pa- 
tria, Verg. —  PartlC,  nutrice,  balia,  Cic  poét. 
ed  a. 


alili*,  a,  um,  part.  agg.  col  compar.  e 
superi,  (da  alo),  divelluto  grande,  grande  : 
quindi  secondo  il  punto  di  veduta  dell'osser- 
vatore, aito  o  profondo,  I)  aito,  A)  conside- 
rato dal  basso  in  alto  (contr.  humilis,  pro- 
fundus),  1)  propr.:  ripa,  Caes.:  mons,  Caes.: 
altissima  nix,  Caes.:  columella  tribus  cubitis 
non  altior,  Cic:  altissimus  caeli  complexus, 
Cic:  altiorem  fieri,  farsi  più  alto,  cammi- 
nando sulla  punta  dei  piedi,  camminare  pet- 
toruto, Cic:  altus  =  oiinòc,  (eccelso),  come 
epiteto  di  grandi  città  (a  motivo  della  loro 
posizione  elevata  o  dell'altezza  delle  loro 
mura),  Carthago,  Roma,  Verg.:  urbes,  Hor.: 
coll'acc.  della  misura,  signum  (statua)  septem 
pedes  altum  aut  majus,  Liv.;  con  tenus  e  il 
genit.,  aqua  ferme  genu  tenus  (fino  al  ginoc- 
chio) alta,  Liv.:  sost.,  altum.  i,  n.,  altezza,  a) 
in  gen.:  in  altum  editae  arces,  Sen.:  ordo  sena- 
to rius  quasi  editus  in  altum,  Cic:  altiora  pe- 
trae,  la  parte  superiore  (contr.  ina  e  summa), 
Curt.  b)  partici  oc)  l'altezza,  Volto  del  cielo, 
ab  alto,  Verg.  $)  altezza  =  aito  mare,  in  altura 
provehi  (fig.),  Cic:  in  portum  ex  alto  invebi, 
Cic:  in  alto  constitui,  Caes.  2)  trasl.:  a)  dei 
gradi  di  condizione,  di  dignità,  di  carica, 
altior  ordo,  Sen.:  altior,  altissimus  dignitatis 
gradus,  Cic:  sost.,  in  altum  fcjrado  elevato) 
sublati  homines,  Sen.:  excelsa  et  alta  sperare, 
mirar  in  alto  (=  alte  dignità),  Liv.  b)  della 
voce,  ecc.,  aito,  chiaro,  acuto,  altiore  voce, 
Catull.:  altissimus  sonus,  Quint.  e)  delle  divi- 
nità e  persone  altolocate,  anche  di  personi- 
ficazioni, augusto,  sìibiime,  Apollo,  Verg.: 
Caesar,  Hor.:  Roma,  Ov.:  e  alto  per  nascita, 
di  stirpe  illustre,  Aeneas,  Hor.  d)  riguardo  al 
tono,  allo  stile,  elevato,  sublime  (contr.  humi- 
lis),  oratio,  Cic.  or.  192.  e)  riguardo  all'animo 
e  alla  mente,  elevato,  magnus  et  altus  vir,  vir 
altus  et  excellens,  Cic:  homo  alta  mente  prae- 
ditus,  Cic:  qui  altiore  anime  sunt,  Cic.  B)  mi- 
surato  in   ampiezza,    cdto  =  ampio,  lontano, 

distante,  soli,  fig.,  alqd  ex  alto  (da  lontano) 
petere,  Verg.,  repetere,  Cic.  II)  profondo,  A) 
considerato  dall'alto  in  basso,  1)  propr. 
(contr.  summus)  :  aqua,  flumen,  Caes.:  radix, 
Cic:  sost.,  altum,  i,  n.,  la  profondità  del- 
l'acqua, ecc.,  puteus  in  altum  actus,  Sen.:  ex 
alto  emergere,  Cic.  2)  trasl.:  a)  profondo,  di 
r  poso,  quiete,  silenzio,  ecc.,  somnus,  Liv.: 
silentium,  Verg.  b)  profondo,  interno;  che  è 
posto,   radicato,   aderisce   profondamente,    alta 

mente,  Verg.:  altior  sollicitudo,  Quint.  e)  pro- 
fondo =  nascosto,  occulto,  dissimulatio,Curt.: 
si  altior  istis  sub  precibus  venia  ulla  latet, 

Verg.   d)  che  va  a  fondo   =  astruso,  profondo, 

altiora  studia  artesque,  Plin.  ep.:  altissima 
eruditio,  Quint.  e>  sost.,  altum,  i,  n.,  profon- 
dità, interno,  fondo  dell'anima,  ingentem  mo- 
lem  irarum  ex  alto  animi  ciere,  Liv.:  ex  alto 
(profondamente)  dissimulare,  Ov.  B) misu- 
rato in  ampiezza,  a)  profondo,  che  si  estende 
profondamente,  portus,  Verg.:  pectus,  petto 
profondamente  arcuato,  Verg.:  sost,  altum, 

i,  n.,  profondità,  altezza  (della  casa,  eCC.),Vin- 

terno,  in  altum  concedere,  Lucr.  b)  trasl.,  se- 
condo il  tempo,  l'età,  antico,  nobile,  venerando, 
sanguis,  Verg.:  Clausus,  Ov. 

aliicìnàtìo,   ònis,    f.  (alucinor),  discorso 


14: 


alucinor 


amaij  s 


144 


privo  di  senno ,  sciocchezza ,  sogno,  allucina- 
zione, Sen  de  vit.  beat.  26,  6  (al  pìur.). 

al  fieni  or.  àtus  sum,  ari  (da  connettersi 

COn  àXÓto),  parlar  vanamente  0  ciarlare  0  agire 
{trattare)  vanamente,  dire  senza  senso,  sognare, 

Cic.  ed  a.:  collacc.  pronominale,  quae  Epi- 

curus  alucinatus  est,  Cic. 

si  lumen,  mYnis,  n.,  allume,  Vitr.  ed  a. 

silumna,  ae,  f.,  V.  alumnus,  n°  IL 

il  I  uni  n  us,  a,  ura  (alo,  almus),  par  tic.  nei 

poeti  e  sost.  —  chi  è  od  è  stato  nutrito, 

Curato  ed  allevato,  alunno,   allievo,     I) 

alumnus,  i,  m.,  allievo,  a)  propr.,  Verg.  ed  a.: 
contr.  nutricula,  Hor.:  contr.  paedagogus, 
Quint.  Partic.  col  genit.  o  coli' agg.  del  paese 
o  luogo,  ove  uno  cresce  o  crebbe,  figlio,  alunno, 
Italia  alumnum  suum  . .  .  videret,  Cic:  Pae- 
ligDi  ruris  al.,  Ov.:  al.  legionum,  allievo  delie 
legioni  =  educato  nel  campo,  Tac:  di  ani- 
mali, parvi  alumni,  i  piccini  del  gregge,  Hor. 

b)  trasl.,  di  scolari =  allievo,  discepolo,  alunno, 

Platouis,  Cic:  quasi  al.  disciplinae  meae,  Cic: 
ego  pacis,  ut  ita  dicam,  alumnus,  Cic  II) 
alumna,  ae,  f.,  alunna,  allieva,  a)  propr.,  Ov., 
Suet.  ed  a.:  di  animali,  aquai  dulcis  alumnae, 
di  rane,  Cic.  poè't.  b)  trasl.:  bene  constitutae 
civitatis  quasi  al.  quaedam  eloquentia,  Cic. 
III)  neutro:  numen  alumnum,  Ov. 

ÀIuntTum(Hal.),ii,n.('AXoì)vuov),  Aiun- 
zio, città  sulla  costa  settentrionale  della  Si- 
cilia, non  lungi  dall' 'odierna  Caronia,  sopra 
un  erto  colle,  nota  pei  suoi  vigneti.  —  De- 
riv.:  A  In  ii  li  fi iis  (Hai.),  a,  uni,  di  Aiunzio; 

SOSt.,  AluntinUS,  i,  m.,  abitante  di  Aiunzio» 

aliila,  ae,  f.  (alumen),  I)  cuoio  sottile  e 
morbido,  preparato  e  colorito  con  allume  e 

noci  di  galla,  cuoio  d'allume,  cuoio  di  Santo,  di 

Cordova,  dell'Atlante,  Caes.  ed  a.  II)  meton.: 
ciò  che  è  preparato  come  cuoio  di  allume  : 

I)  correggie  delle  scarpe  (corrigiae),  quindi 
anche  scarpa,  Ov.  ed  a.  2)neo,  Ov.  art.  am. 
3,  202L 

allarmili,  ìi,  n.  (alvus)  =  alvearium  (V.), 
Cic  fr.  ed  a. 

alveare,  is,  n.  (alveus)  =  alvearium  (V.), 
Quint.  ed  a. 

alvearium^  ìi,  n.  (alveus),  I)  luogo  ove 
si  serbano  gli  alveari  (alvei),  Varr.  e  Plin. 

II)  alveare,  Scriptt.  r.  r.  ed  a. 
alvetflus,  i,  m.  (dimin.  di  alveus),  pic- 
cola cavità  a  foggia  di  ventre,  quindi  I)  pic- 
colo vaso,  secchia,  tinozza,  piccolo  truogo,  Liv. 
ed  a.:  partic,  inaffiatoio,  Phaedr.  2,  5,  15; 
gabbione,  Liv.  28,  45,  17.  II)  tavoliere  mu- 
nito di  un  alto  orlo,  su  cui  venivano  gettati 
i  dadi  da  una  coppa  in  cui  si  erano  prima 
agitati,  Cic  ed  a.:  meton.,  tavoliere  ==  giuoco 

dei  dadi,  CÌC  Ardi.  13.  Ili)  piccolo  letto  di 
un  fiume,  Clirt.  6,  4  (10),  4. 

alveus,  i,  m.,  cavità  a  foggia  di  ventre, 
oblunga,  quindi  I)  recipiente  in  forma  di 
tinozza,  tinozza,  truogo,  Scriptt.  r.  r.  ed  a. 
II)  albero  incavato  in  forma  di  burchielìo, 
barca,  piroga  (jjlovóEìoXov),  Liv.  ed  a.:  poet. 
per  navicella,  barchetta,  in  gcn.,  Verg.  ed  a.: 
e  la  cavità  inferiore  della  nave,   fondo  delia 

nave,    scafo,  carena,  Sali,    ed  a.     Ili)  bacino, 

catinella,  di  forma  allungata,   Ov.  met.  8, 


653:  partic.  bacino,  vasca  da  bagno,  Cic.  ed  a. 

IV)   alveo,   letto  di   un  fiume,   alv.   fluminis  r 

Verg.:  ex  medio  alveo,  Liv,  V)  alveare,  amia, 
Scriptt.  r.  r.  ed  a.:  vitiosae  ilicis  alveo,  della 
cavità  di  un  albero,  in  cui  stanno,  s'annidano 
le  api,  Verg.  VI)  tavoliere  per  i  dadi,  prov- 
veduto di  un  alto  orlo,  Suet.  ed  a.:  meton., 
giuoco  dei  dadi,  Val.  Max.  8,  8,  2. 

alvus,  i,  f.,  volta,  cavità;  quindi  I)  ca- 
vità inferiore  del  ventre,  basso  ventre,  alveo, 

pancia  e  canale  intestinale,  A)  propr.:  pur- 
gatio  alvi,  Cic  B)  trasl.:  \)utero,  Cic  ed  a 
2)  stomaco  e  apparato  digerente  in  genere, 
CÌC   ed  Ov.    II)  alveare,   arnia,   Scriptt.  r.  r. 

ed,  a.  Ili)  scafo,  ventre  della  nave,  Tac  hist. 
3,  47. 

Alyalles,  is  o  ci,  m.  ('AXuocttyjs),  AUatte, 
re  della  Lidia,  padre  di  Creso. 

4iy/Va,  ae,  f.  fAXo£óa),  AUzia,  piccola, 
città  dell' Acarnania,  con  un  tempio  dedicato 
ad  Ercole  e  un  porto;  ora  Porto  Candello. 

ani,  V.  amb. 

ama,  V.  hama. 

amàbili*,  e,  agg.  con  compar.  e  superi, 
(amo),  I)  amabile  (contr.  invisus),  di  per s., 
Cic.  ed  a.:  col  dat.,  turbae,  Sen.:  di  e.  astr., 
mores,  Cic:  Carmen,  grazioso,  Hor.    II)  atto 

a  destar  l'amore,  CÌC  de  off.  1,  56. 

si  ma  bili  ter,  avv.  (amabilis),  I)  amabil- 
mente, Hor.  ep.  2,  1,  148.  II)  amorosa- 
mente, benignamente,  am.  in  alqm  cogitare, 
Anton,  in  Cic  ep.:  spectat  amabilius  juve- 
nem,  Ov. 

iniallliea,  ae,  f.  fAficcXBsta),  I)  Amai- 
tea,  ninfa,  figlia  del  re  Melisso  di  Creta,  la 
quale  col  latte  di  una  capra  allevò  Giove. 
Secondo  altri,  quella  capra  stessa  si  chia- 
mava Amalthea,  e  un  corno  di  essa  rottosi  a, 
caso  contro  un  albero,  venne  più  tardi  posto 
da  Giove  come  cornu  Amaltheae  o  Copiae  (  V. 
cornu,w°  I)  frale  costellazioni.  Quel  coni  , 
che  stillava  nett  ire  ed  ambrosia,  era  quin^ . 
imagine  dell'abbondanza;  quindi  Am&ìthèn, 
ae,  f.  (,A|JuxÀ0£!.a)  eAmalthèum  (Amalthìum), 
i,  n.  ('AfJtaXOsIov),  probab.  antico  santuario 
della  ninfa  Amaltea.  nelle  vicinanze  del 
podere  di  Attico  nell'Epiro,  sul  fiume  Thya- 
mis.  Sul  modello  di  questo,  se  ne  fece  un  > 
simile  Cicerone  nel  suo  Arpino.  II)  un-> 
Sibilla. 

à  ina  mia  ito,  ònis,  f.  (amando),  aiiontana- 

n^ento,  esilio,  relegazione,  rusticana    (in  villa), 

Oic.  Rose  Am.  44. 

à-niamlo,  avi,  atum,  are,  ordinare  ad 
alcuno  di  recarsi  in  un  luogo  lontano,  ban- 
dire quale,  mandar   fuori   del  paese,  esiliare, 

siaper  motivo  di  sicurezza,  Cicerones  in  Grae- 
ciam,  Cic:  sia  per  allontanare  quale,  dalla 

nostra  presenza  0  vicinanza,  mandar  via,  esi- 
liare quale,  in  un  luogo,  alqm  Lilybaeum, 
Cic:  alqm  extra  Italiani  aliquo,  Liv.:  alqm  in 
ultimas  terras,  Cic:  quindi  trasl.,  res  similes 
procul  (porre  lontano)  a  sensibus,  Cic.  de 
nat.  deor.  2,  141. 

luta ;tie ii^e*,  V.  Amanus. 

stillane,  antis,  part.  agg.  (tfaamo),  amante, 
che  ama  quale. oq.c,  ben  disposto  verso  quale, 

affezionato    a    lui,   amico    e  sim.,    I)  agg.:    1) 

propr.:  col  genit.,  amans  tui,  Cic:  patriae, 


145 


amanter 


amb 


146 


Cic:  tui  amantior,  Cic:  amantissimus  rei  pu- 
blicae,  Cic.  2)»i*fow.,  di  cose  mediante  le 
quali  si  manifesta  amore,  amorevole,  amiche- 
vole, affettuoso,  caro,  amantia,  amantissima 
verba,   Ov.   e   Cic:  nomen  amantius,  Cic. 

Il)  SOSt.,    amante,    innamorato,   amatore,  Cic. 

ed  a. 

ànianter,  avv.  con  compar.  e  superi. 
(amans),  amorevolmente,  affettuosam,,  amiche- 
volm.,  Cic.  ed  a. 

A mniitia,  ae,  f.  CAjiavTta),  Amanzia,  città 
delVIlliria  greca,  alquanto  lontana  dalla 
costa;  ora  Nivitza,  col  paese  omonimo; 
i   suoi    abitanti   Amanita  ni,   òrum,  m., 

Amati  ziani, 

àmanìicnsis,  is,  m.  =  a  manu  servus, 
schiavo  che  serviva  come  scrivano,  ama- 
nuense, scrivano,  segretario,  Suet.  Ner.  44 
ed  a. 

4niànus,  i,  m.  ("Afiavog),  Amano,  ramo 
del  Tauro  nell'Asia  minore,  il  quale  cor- 
rendo da  N.  E.  a  S.  0.  fino  al  golfo  d'Isso, 
divide  la  Cilicia  dalla  Siria  e  la  Cataonia 
dalla  Commagene;  ora  Alma  Dagh.  Gli  abi- 
tanti del  monte  Amano,  AmànTetiscs, 
fruii,  m. 

a  in  ara  ci  il  m,  i,  n.  (dptapdcxivov),  amara- 

cino,  profumo  di  maggiorana,  Luci*.  2,  847. 

àmàràciis,  i,  e.  e  àmàraciim,  i,  n. 

(àflàpaxo^  e  -OV),   amaraco,  maggiorana,  erba 

e  fiore  odorosi,  Catull.  ed  a. 

a  ni  ara  ii  Ins.  i,  m.  (àfidpavxo^,   che  non 

appassisce),  amaranto,  sciamito,    Tibllll.  ed  a. 

amare,  avv.  con  compar.  e  superi,  (ama- 
rus),  amaramente,  trasl.  -=  con  amarezza 
aspramente,  acerbam.,  Sen.  ed  a. 

àmàrTtirs,  èi,  f.  (amarus),  amarezza, 
Catull.  68,  18. 

a  mari  ludo,  dtnis,  f.  (amarus),  I)  ama- 
rezza, come  proprietà  naturale  e  inoltre  gusto 
amaro,  Varr.  e  Plin.  II)  trasl.,  ciò  che  desta 
un  sentimento  amaro,  acerbo,  a)?o  spiacevole, 

il  disaggradevole,  Quint.    1,  3,  20:    quindi  lo 

spiacevole,  ciò  che  in  una  voce  offende  V orec- 
chio, TUXpÉoc,  Quint.  li;  3,  169.  b)  amarezza 
dell'animo,  sentimento  amaro,   cura    acerba, 

Val.  Max.  4,  4.  prooem.  extr.  e)  amarezza  di 
una  mente  malata,  irritata,  inasprimento,  ara. 
odii,  odio  acerbo,  Val.  Max.:  cui  sententiae 
tantum  bilis,  quantum  amaritudinis  inest , 

Plin.  ep.    d)  amarezza,   asprezza  del  discorso, 

decretorum,  Justin. 

amàrai*,  òris,  m.  (amarus),  amarezza  = 
gusto  amaro,  Lucr.  e  Verg. 

amarus,  a,  um,  amaro  (contr.  dulcis), 
I)  propr.:  a)  al  gusto,  salix,  Verg.:  calices 
ainariores,  vino  piti  piccante,  piti  vecchio, 
Catull.:  sost.,  amarum,  plur.  amara,  l'amaro, 
l'aspro  (contr.  dulce,  dujcja),  Cic.  b)  all'odo- 
rato, amtto,  pungente,  ft&ItlUS,  Verg.  JZ)  trasl., 
1)  spiacevole,    ripugnante,    acerbo,    sgradevole, 

amaro,  casus,  Ov.:  rumor,  Verg.:  sost.  amara, 
orum,  n.,  l'acerbo,  amaro  (=  cura  acerba,  ecc., 
contr.  dnlcia),  Hor.:  e  così  amara  curarum, 
Hor.  2)  (come  rcixpóg)  dell'indole  e  à%l  com- 
portarsi dirvlii  sfoga  volentieri  contro  altri 

i  SUOÌ  sentimenti  irritati,  amaro,  pungente,  ir- 
ritabile, violento,  mulieres,  Ter.:  amariorem  me 


senectus  facit,  Cic.  3)  delle  parole  in  cui  si 
manifesta  l'amarezza  del  sentimento,  amaro, 

mordace,  pungente,  acerbo,  sermo,  Hor.:  sales,' 

I   Quint.: lingua,  Ov.:  hostis  amare!  Verg. 

Imaryntllis,    ldis,   f.,    Amarintide,  so- 

prannome  di  Diana,  da  Amarynthos,  vil- 
laggio delVEubea,  con  un  tempio  sacro  a 
Diana. 

ImasenuS;  i,  m.,  fiume  del  Lazio;  ora 
Amasene 

jtmastris,trrdis,  f.  CA\maxpiQ),Amastrif 
città  della  Patagonia,  situata  sopra  una 
penisola,  con  doppio  porto  ;  ora  Amasserah. 
—  Deriv.:  A  mastri  ante,  a,  um,  di  Ama- 

stri,  orae  =  coste  del  Ponto,  Ov. 

/Ini àia,    ae,    f.    (propr.    l'amata),    Amata, 

moglie  del  re  Latino,  madre  di  Lavinia,  la 
prima  sacerdotessa  di  Vesta  a  Lavinio. 

imàlli  fis,  thuntis,  acc.  thunta  (' A\uxQou<;} , 
Amatunte,  IJ  m.,  figlio  di  Aerias,  secondo  la 
leggenda  fondatore  di  Amatunte  e  del  tem- 
pio di  Venere,  che  ivi  si  trovava.  II)  f.,  an- 
tichissima città  sulla  costa  meridionale  di 
Cipro;  ora  «  Paleo-Limisso  »,  celebre  per  il 
tempio  e  per  il  culto  di  Venere,  chiamata 
quindi  inialhusia  CAnocGooaia).  De- 
riv.: AmatlliisiàcilS,  a,  um,  di  Amatunte, 

auiàtòr,  òris,  m.  (amo),  amatoie,  cioè 
I)  amico,  amante  di  q.C.  0   quale,  pacis,  Cic: 

antiquitatis,  Nep.:  amator  tuus,  Cic.  II)  colui 

che  ha  relazioni  amorose,  amante,  innamo- 
rato, adoratore,  partic.  in  Senso  cattivo,  drudo, 

adulter  an  amator,  Cic:  e  pregn.  =  amator 
mulierum,  propenso  all'amore,  amante  dell'al- 
tro sesso,  donnaiuolo,  aliud  est  amatorem  esse, 
aliud  amantem,  Cic:  vinosus  amator,  Hor. 

amatòrie,  avv.  (amatorius),  amorosa- 
mente, teneram.,  Cic  Phil.  2,  77. 

a  ma  tòri  us,  a,  um  (amator),  pertinente 
all'  amator  o  all'amore  (sensuale),  amatorio, 

amoroso,  tenero,    galante,  lezioso,    sermo,  Cic: 

poèsis  (Anacreontis),  di  argomento  erotico, 
Cic:  voluptas,  Cic:  medicamentum,  Suet.,  lo 
stesso  che  il  sost.  amatoria m,  ii,  n.,  «  filtro, 
pozione  amorosa,  ecc.  »,  Sen.  e  Quint. 

4m;ì/<m.  zonis,  acc.  zona,  f.  fAu.a£cóv), 
Amazzone,  comun.  plur.  4mà%òn<>s,  um, 
acc.  onas,  f.  ("A-ia^óveg),  le  Amazzoni,  I)  po- 
polo mitico  di  donne  guerriere,  le  quali,  go- 
vernate da  una  regina,  non  soffrivano  alcun 
uomo  tra  di  loro;  la  leggenda  le  fa  venire  dal 
Caucaso  nell'Asia  occidentnle,  partic.  nella 
contrada  dell'odierna  Trebisonda,  sul  fiume 
Termorìonte  (ora  Termeh),  nei  campi  di  Te- 
miscira,  ma  anche  nelle  isole  di  Lesbo  e  Sa- 
motracia, e  persino  nella  Grecia  (Beozia, 
Atene).  II)  trasl.,  eroina  dell'amore,  la  quale 
milita,  per  dir  così,  sotto  le  bandiere  di  A- 
more,  Ov.  art.  am.  2,  743.  —  Deriv.:  1) 
Àmàzunieiis,  a,  um  fAfia^ovixós),  delie 

Amazzoni,  da  Amazzoni.    2)    Alllàzoilis,  111- 

dis,  f.  ('Ajia^ovig),  comun.  plur.  Amazonides, 
forma  second.  poet.  di  Amazones,  Amazzoni. 
3)  Amàzoniiis.  a,  um  ('Afia^dviog),  Ama- 
zonio,  pharetra,  Verg.:  quindi  vir,  cioè  Ippo- 
lito, figlio  di  Teseo  e  di  un'Amazzone,  Ov. 
ami»,  propr.  ambi,  anche  am  ovv.  an  (efr. 


147 


ambactus 


ambio 


148 


à[i,cp{),  prepos.  inseparabile,  intorno,  anche  in 
cerchio,  cioè  da  due  o  più  o  tutte  le  porti  (i 
punti),  come  mambedo,  amplector,  anquiro,ecc. 

aillbai'tllS,  i,  m.,  servo  stipendiato,  Caes. 

b.  g.  6,  15,2.  ; 

ambagcs,  is,  f.  (nel  sing.  solo  in  abl.,  al- 
l''incontro  nel  plur.  in  tutti  i  casi)  [amb  e  ago], 
lo  sping  ere ,  V  andar  e ,  il  correre 
intorno  a  qualche  cosa,  giro,  e  in 
quinto  non  va  o  non  viene  condotto  allo 

SCr>po  per  la  diritta  via,  tortuosità,  giravolta, 
strada     storta,    labirinto  ,     I)  propr.,    partlC. 

di  «  andare  errando  »,  ambage  remissa, 
Ov.:  e  degli  «  andirivieni  »  del  labirinto, 
variarum  ambage  viarum,  Ov.:  dolos  tecti 
ambagesque  resolvit,  Verg.  II)  trasl.,  del  di- 
scorso che  non  va  diritto  al  suo  argomento, 

ma  VÌ  gira  intorno,   a)  ambagi,  giro  di  parole, 

amb.  alci  narrare,  Ter.:  missis  ambagibus,  per 
dirla  in  breve,  senza  arzigogoli,  Hor.  b)  oscu- 
rità, facilmente  prodotta  colVaggirarsi  in- 
torno ad  una  COSa,  enìmma,  ambiguità,  equi- 
voco, parole  misteriose,  enimmatiche,  velate; 
discorso ,    espressione ,    sentenza    enimmatica  ; 

della  Sibilla,  Verg.:  della  Sfinge,  Ov.:  degli 
oracoli,  Tac:  e  di  «  fatti  enimmatici,  ve- 
lati» come  «  rappresentazione  simbolica» 
di  un  pensiero,  tacitis  ambagibus,  mediante 
le  significazioni  enimmatiche,  simboliche, 
Liv.:  per  ambages,  come  imagine  simbolica, 
Liv.  e)  detti  o  fatti  ambigui  che  velano  la 

Verità  e   la  giustizia,  tergiversazioni,  pretesti, 

sotterfugi,  inganni,  vix  pueris  dignae  ambages, 
Liv.:  falsi  positis  ambagibus  oris,  senza  le  cir- 
conlocuzioni di  un  discorso  ingannatore,  Ov. 

.4lllbai*l*i  ,    Òriim,    m.,    Ambarri,  popolo 

della  Gallia,  sull"  Arari  (Saóne),  ad  oriente 
degli  Edui,  e  con  essi  affini  ed  alleati. 

aitlh-eclo,  èdi,  ÒSUm,  ere,  mangiare  intorno, 
rosicchiare,    quindi    consumare    intieramente, 

Verg.  e  Tac.:  trasl.  :  del  fuoco,  Lucr.  e  Verg. 

ami»!,  V.  amb. 

Ambiati!,  òrum,  m.,  Ambiani,  popolo 
belga  sulla  costa,  nell'odierno  dipartimento 
della  Somma,  colla  capitale  Samarobriva  {ora 
Amiens). 

4lllljil>nrii,  Òrum,  m.,  Ambibarii,  popolo 

gallico,  appartenente  alle  civitates  Armo- 
ricae,  nell'odierna  Normandia  (ove  esiste  an- 
cora la  città  di  Ambières). 

ambilo,  ere  (amb  ed  ago),  condurre  una 
cosa  da  due  parti,  solo  trasl.  =  riflettere  da 
due  parti  intorno  a  q.c,  cioè  essere  discorde, 

IJ  COn  Un  altro,  1)  essere  di  parere  dubbioso 
0  contrario  intorno  a  qualcosa,  addurre  un 
dubbio  0  una  difficoltà,  disputare,  contendere, 
dubitare  di  q.C,  combatterla,  e partic.  alpaSSWO 
=  essere  dubbioso  0  controverso,  a)  att.:  haud 
ambigam,  hicine  fueiit  Ascanius,  an,  ecc.,  vo- 
glio lasciar  indeciso, Liv.  b)pass.:  a)person.: 
ìd  jus  quod  ambigitur  inter  peritissimos,  Cic: 
omnis  res  eandem  habet  naturarli  ambigendi, 
richiede  sempre  uguale  maniera  nel  dispu- 
tare prò  e  contro,  Cic.  p)  impers.:  cum  de 
vero  ambigetur,  Cic:  ambigitur,  quànam  Han- 
nibal  Alpes  transierit,  Liv.:  ambigitur  quoties, 
uter  utro  sit  prior,  Hor.:  aspici  aliquando  eam 
volucrem  non  ambigitur,  Ter.:  id  ambigitur, 
belline ....  an,  ecc.,  Liv.:  neque  ambigitur, 


quin,  ecc.,  Liv.  ^litigare,  contrastare,  conten- 
dere intorno  ad  un  diritto  o  possesso  (contra- 
stabile o  dubbio),  anzitutto  a  parole,  partic. 
in  tribunale,  ma  anche  coi  fatti,  ii,  qui  ambi- 
gunt,  le  parti  contendenti,  Cic:  cum  eo,  qui 
heres  est,  Cic:  de  hereditate,  Cic  II)  essere 

discorde  con  sé  Stesso  =  essere  in  dubbio,  in- 
deciso, irresoluto,  incerto,  intorno  a  qualcosa, 

(Alexandrum)  regnum  Asiae  occupaturum  esse 
haud  ambigere,  Curt.:  quaenam  post  Augu- 
stum  militiae  condicio,  ambigentes,  coloro  che 
vivevano  in  apprensione  dubbiosa,  Tac 

ambigue,  avv.  (ambiguus),  IJ  ambigua- 
mente, in  modo  equivoco,  dicere,  scribere,  Cic: 
agere,  Tac  II)  irresolutamente,  indecisamente, 

Liv.  e  Tac 

ambiguità^,  atis,  f.  (ambiguus),  ambi- 
guità, equivoco, oscurità,  doppio  senso,  Cic.  ed  a.: 
plur.  in  Sen.  e  Quint. 

a  tubigli  u$,  a,  um  (ambigo),  /)  die  si  piega 
da  due  lati,  per  ambiguum  favorem,  cercando 
di  non  perdere  il  favore  dei  due,  Liv.:  na- 
tum  (esse)  ambiguo  inter  inarem  ac  feminam 
sexu  infantem,  ermafrodito,  Liv.:  ambiguus 
fuerit,  modo  vir,  modo  femina,  Scython,  di 
aspetto  variabile,  mutabile,  Ov.:  Proteus,  il 
quale  assume  ora  questa,  ora  quella  forma, 
mutabile,  Ov.:  in  virum  soliti  vultus  mutare 
ferinos  ambigui  prosecta  lupi,  che  ora  ha  Va- 
spetto  d'uomo,  ora  di  lupo,  lupo  mannaro, 
Ov.:  virgo,  Sirena  e  Sfinge,  Ov.:  viri,  Cen- 
tauri, Ov.:  Salamis,  una  seconda  Salamina, 
Hor.:  aquae,  operanti  ora  in  un  modo,  ora  in 
un  altro,  di  doppia  efficacia,  Ov.  II)  trasl.: 

A)  vacillante,  dubbio,  incerto,  non  sicuro,  a)  pas- 
sivo: si  dudum  fuerat  ambiguum  hoc  mihi,Ter.: 
haud  ambiguum  regem  alterum  mea  morte  fa- 
ciam,  Liv.:  sost.,  ambiguum,  i,  n.,  cosa  am- 
bigua, incerta  ;  dubbio,  incertezza,  relinquere  in 

ambiguo,  Lucr.:  rumor  in  ambiguo  est,  dà 
luogo  a  doppio  giudizio,  Ov.  b)  attivo  =  di- 
scorde con  sé,  vacillante,  indeciso,  irresoluto,  in- 
certo, col  genit.,  imperandi,  Tac:  futuri,  Tac 

B)  del  discorso,  ambiguo,  equivoco,  e  generic, 

enimmatico,  confuso,  oscuro,  verba,  Cic:  VOCes, 

dieta,  Ov.:  oracula,  Cic:  sost.,  ambiguum,  i, 

n.,  espressione  ambigua,  ambiguità,  CÌC  ed  a. 

c)  ambiguo  =  su  cui  non  si  può  fondare, 

di  cui  ale.  non  si  può  fidare,  incerto,  malsi- 
curo, dubbioso,  1)  in  gen.:  ictus  fcolpo),  Liv.: 
fides,  Liv.:  auctor  (messo),  Ov.:  domus,  Verg. 

2)  partic:  a)  dubbioso,  dubbio,  incerto,  malsi- 
curo, riguardo  al  possesso  (contr.  certus), 
ager,  Liv.:  ambiguae  domi  res,  strettezze  do- 
mestiche fi  debiti),  Tac:  sost.,  ambigua,  an- 
cipitia  (contr.  certa),  Tac:  non  sane  alias  ma- 
gis  in  ambiguo  Britannia  fuit,  Tac  b)  incerto, 
vacillante,  riguardo  al  seguito,  fine,  esito,  res 
ambiguae,  avversa  fortuna  (contr.  res  secun- 
dae,  buona  fortuna),  Tac.  ann.  1,  64. 

Àmbilareli,  òrum,  m.,  Ambiiareti,  po- 
polo gallico,  alleato  degli  Edui,  probabil- 
mente a  N.  di  questi;  forse  identico  agli 
Ambluareti. 

Ambii  iati,  òrum,  mv  Ambilìati,  piccola 
nazione  della  Gallia,  sulla  Samara(Somma). 

AmbidYix,  rìgis,  m.;  Ambiorige,  principe 
degli  Eburoni  nella  Gallia  Belgica. 

ambio,,  Ivi  e  li,  ìtum,  ire  (da  amb  edeo); 


149 


ambitio 


ambitus 


150 


benché  non  si  coniughi  secondo  eo,  ma  segua 
regolarmente  la  quarta  coniugazione  ;  solo 
nelV 'imperf.  si  ha  anche  ambibat),  I)  andare, 
girare  intorno  a  q.c,  k)propr.:  ut  terram 
lunae  cursus  proxime  ambiret,  Cic:  partic, 
girare  intorno  ad  un  luogo,  evitandolo,  deviis 
plerumque  itineribus  patriam,  Tac.  B)  trasl.: 

a)  girare  intorno,  correre  intorno  =  circondare 

q.c,  insula  quara  amnis  Euplirates  ambiebat, 
Veli,  b)  far  girare,  correre  una  cosa  intorno 

ad  un  altra  — circondare, cingere  con  <£.C,pla- 

gis  silvas,  Ov.:  cljpei  oras  ambiit  auro,  fregiò, 
Verg.  II)  andare  intorno  come  supplicante, 
A)  presso  molti,  i  quali  hanno  qualcosa  da 
decidere,  per  ottenere  il  loro  voto,  la  loro  ap- 
provazione, ricorrere,  accostarsi  ad  essi,  vica- 
tim,  Oic:  singulos  ex  senatu,  Sali.:  seg.  da  ut 
o  ne  e  il  cong.,  Suet.:  partic.  dei  candidati, 
i  quali  andavano  da  un  cittadino  ali 'altro 

per    farsi   dare    il    VOto,    brogliare,    brigare, 

assol.,  Cic.  Phil.  11,  19:  nel  passivo,  am- 
biuntur,  rogantur,  Cic:  populus  facit  eos  (sce- 
glie per  le  cariche),  a  quibus  est  maxime 
ambitus,  Cic.  B)  andare  attorno  a  ciascuno 
separatamente  con  preghiere,  con  lusinghe, 

ricorrere  a  quale,  avvicinarsi  a  lui,  rivolgersi 

a  lui,  per  ottenere  qualcosa,  ricercare  quale. 
di  q.c, pregare,  reginam  affata, Verg.:  conubiis 
Latinum,  fare  a  Latino  la  richiesta  della  fi- 
glia,Veig.:  ille  unus  ambiri,  coli,  Tac:  seg. 
dalVinfìn.,  donec  ultro  ambiretur  consulatum 
accipere,  Tac 

aill  1)1  II O,   ÒUÌS,  f.  (ambio),  V andare  intorno 

come  supplicante,  IJpropr.,  come  t. 1.,  bnga 
per  ottenere  una  carica  onorifica,  ricor- 
rendo personalm.  al  popolo,  istanza  per  una 
carica,  concorso,  sing.  e  plur.  in  Cic  ed  a.: 
ambitio  annua  (della  dignità  reale  presso  i 

Veienti),  Liv.  II)  trasl.  :  a)  l'aspirare  ad 
onori,  e  precisam.:  ce)  il  tendere,  l'aspirare 
ad  onori  e  gradi  nello  Stato,  l'ambire,  mire 
ambiziose,  sforzi  e  progetti  ambiziosi,  ambizione, 

brama,  di  onori,  me  ambitio  quaedam  ad 
honorum  studium  duxit,  Cic:  in  Scipione  am- 
bitio major,  Cic:  misera  ambitione  (trista  am- 
bizione) laborat,  Hor.  p)  V aspirare  agli  onori 

preSSO  altri  in  gen.,  ambizione,  vanagloria,  in 
gen.,  quindi  anche  studio  di  comparire,  va- 
nità, pompa,  fasto,  ambitio  et  luxuria,  Sem: 
ambitione  relegata,  senza  vanagloria,  Hor.: 
magna  eura  (Platonem)  ambitione  Syracusas 
perduxit,  con  molta  magnificenza,  con  gran 

pompa,  Nep.  b)  il  tendere,  aspirare  al  favore, 
il  vagheggiare  il  favore  della  moltitudine  0 

di  sing  ole  pers.,  di  cui  si  fa  uso  per  uno  scopo 

determinato,  desiderio  di  ottener  favore,  con- 
seguimento di  favore,  l'ottener  considerazione, 
riguardi,  procedere  riguardoso,  attenzione  con- 
discendenza o  indulgenza  piena  di  riguardi, 
riguardi  verso  la  persona,  riguardi  egoistici, 
buoni  servigi,  parzialità,  ambitio  popularis,  Ju- 

stin.:  ambitione  labi,  Cic:  jus  sibi  per  am- 
bitionem  dictum  non  esse,  Liv.  e)  generic,  il 

tendere  con  ardore,  V aspirare  a  q.C,  V ambire, 

il  vagheggiare  q.c,  gloriae,  Tac:  conciliandae 
provinciae  ad  spes  novas,  Tac:  assol.  —  sup- 
plica, istanza,  magna  ambitione  admitti  non    i 
poterat,  Justin. 

a  in 1>T lìosc,  avv.  con  compar.  e  superi.    ! 


(ambitiosus),  a)  ambiziosamente,  vanagloriosa- 
mente,  per   ambizione,    per  vanagloria,  petere 

regnum,  Liv.,  provinciam,  Quint.:  e  per  desi- 
derio di  brillare,  per  o  con  vanità,  fastosamente, 

con  affettazione,  eum  casum  ferre,  Tac   b)**u- 

diosamente,  per  desiderio  di  favore,  di  grazia, 
con  istanza,  con  uffizi,  per  o  con  riguardi,  per 
riguardi  egoistici,  in  modo  partigiano,  con  par- 
zialità, de  triumpho  agere,  Cic:  non  amb.  seri- 
bere,  Cic:  amb.  corrigere  o'ràtionem,  con  in- 
dulgenza piena  di  riguardi,  Cic 

ambitiosus,  a,  um  (ambitio),  letteralm. 
disposto  ad  andare  intorno,  quindi 

I)  in   gen.,  che   va   sempre    intorno,  circonda, 

avvince,  lascivis  hederis  ambitiosior,  che  av- 
vince Famante  più  stretto  che,  ecc.,  Hor.: 
amb.  ornamenta,  lussureggianti,  ricercati, 
Hor.  II)  pregn.,  che  si  adopera  volentieri 
per  conseguite  onori;  quindi  trasl.:   a)  che 

aspira  molto  agli  onori,  e  precis.l  a)  che  ago- 
gna onori  e  grado  nello  Stato,  ambizioso,  avido 

di  onori,  imperator,  e  plur.  sost.,  ambitiosi, 
Cic    p)  che  aspira  molto  a  segnalarsi  in 

genere,  ambizioso,  avido  di  onori,  superbo,  va- 
naglorioso, homo  minime  ambitiosus,  Cic:  di 
oratori,  vano,  affettato,  Quint.  :  e  trasl.,  di 

C  inan.,  ambizioso,  vanaglorioso,  sontuoso,  fa- 
stoso, mors,  che  agogna  alla  gloria  futura, 
Tac:  exsequiae,  Sem:  del  discorso,  Quint.  b) 
che  aspira  ai  favori  nella  vita  pubblica,  am- 
bizioso, che  mira  ai  favori,  che  vagheggia  favore, 
quindi   anche   pieno    di    riguardi,  partigiano, 

venale,  dux  indulgens  ambitiosusque,  Liv.:  qui 
ita  sit  ambitiosus,  ut  etc,  Cic:  e  trasl.,  di  e 

inan.:  ambizioso,  prodotto  dall'ambizione,  fon- 
dato sull'amb,,  per  riguardi  egoistici,  rogatio- 

nes,  amicitiae,  Cic.  e)  generic,  che  tende,  che 
mira  ardentemente  ad  una  cosa,  che  briga  per 
o  ambisce  una  cosa,  Musa  nec  in  plausus  am- 
bitiosa  mea  est,  Ov  :  prò  guato  mater  ambi- 
tiosa  sua  fuit,  Ov.:  trasl.,  di  e  inan.:  no- 
ster  in  has  omnes  (puellas)  ambitiosus  amor, 
Ov.:  amb.  preces,  preghiere  calde,  interes- 
sate, Tac. 

1.  ani  hi  tu*;  a,  um,  V.  ambio. 

2.  ambitus^  ÌÌS,  m.   (ambio),  l'andare  in- 
torno, I)  in  gen.:   1)  astr.,  ambito,  giro,  corso, 

siderum,  Cic:  saeculorum,  Tac.  2)  concr.  : 
a)  giro  —  la  via  che  descrive  ciò  che  gira  in- 
torno, circuito,   orbita,   incurvatura,  sinuosità, 

secundus  supra  terram, Cic:  properantis  aquae, 
Hor.  Trasl.,  a)  =  ambages,  ambagi,  multos 
circa  rem  unam  ambitus  facere,  Liv.    p)  = 

7CSpicppaat,£,  perifrasi,  circonlocuzione }  alqd  per 
ambitum  enuntiare,  Suet.  b)  giro  =  incurva- 
tura che  gira  intorno  a  q.c,  cerchio,  circolo, 
orlo,  lembo,  extremit&tem  caelirotundo  ambitu 
circumicere,  Cic:  partic,  amb.  aedium,  an- 
gusto spazio  o  sentiero  lasciato  intorno  ad 
una  casa,  pel  quale  si  può  camminare,  Cic 
top.  24;  trasl.  ===  nepioòoc,,  periodo  del  di- 
scorso (come  1. 1.  retor.),  V.  partic  Cic.  Brut. 
162  e  or.  204.  e)  giro= spazio  che  un  oggetto 

OCCUpa  nella  SUa  estensione,  estensione,  am- 
piezza, caeli,  Suet.:  castra  lato  ambitu,  Tac: 
e  dei  confini  del  tempo,  totam  pueritiam  ani 
bitu  suo  astringere,  Sem:  e  amb.  orationis, 

corso,   delineamento    (discorso),    Val.    Max.:    e 

così  non  imagine  et  ambitu  rerum,  sed  rebus 


151 


Ambivarìti 


amburo 


152 


incendit,  Quint.  IT)  pregn.,  V andare  intorno 
come  supplicante,  l)propr.,  sollecitazione  il- 
legale, tentativo  di  ottenere  in  qualunque  modo 
Cariche  ed  Onori,  caccia  agli  impieghi,  broglio, 

partic.  mediante  la  corruzione,  lex  de  am- 
bitu,  Cic:  ambitus  alqm  accusare,  damnare, 
Cic:  amb.  suffragiorum,  compra  di  voti,  Tac. 

2)  trasl.:    a)  V aspirare,  il  tendere  agli  onori, 

partic.  in  modo  eccessivo,  vanaglorioso,  V am- 
bire gli  onori,  ambizione,  COSI  nella  vita  pub- 
blica che  nella  privata,  caret  ambitu,  Plin. 
ep.:  hic  erit  alendus  ambitu,  Quint.:  quindi 

anche   generic:    bramosia  di   brillare,   vana- 

gioria,ambizione,qmà&m  intellegendi  ambitus, 
vanagloria  di  conoscitori,  Quint.  b)  lo  smo- 
derato tendere,  aspirare  al  favore,  il  vagheg- 
giare il  favore,  nella  vita  pubblica  e  pri- 
vata, potentium,  Tac:  ne  hoc  munus  meum 
ambitu  corrumperetur,  Plin.  ep.:  quindi  anche 

Vusar  riguardi,  il  comportarsi  troppo  pieno  di 
riguardi,  indulgenza  o  condiscendenza  piena  di 
riguardi,  riguardi  egoistici,  partigianeria,  sine 

ambitu,  Cic:  judicum  ambitu  evaserat,  Tac 

e)  il  tendere,  T aspirare  smoderato  a  q.C,  Vam- 
bire,  il  brigare,    il   vagheggiare    q.C,    UXOrius, 

gli  sforzi  pieni  di  raggiri  di  una  donna, 
Tac:  uxor  magno  ducta  ambitu,  Sen.:  col 
genit.,  ambitu  remanendi  aut  eundi  {suppl. 
in  provinciam),  Tac 

Anihivarhi,  orum,  m.,  Ambivarìti,  na- 
z ione  gallica  sulla  Mosa,  nella  contrada  del- 
V odierna  Breda. 

A  m  hi  vi  ii  s  Tur  pio  (I^.)>  Zucio  AmUvio 
Turpio,  attore  noto  in  Roma  per  la  natura- 
lezza del  suo  porgere,  contemporaneo  di  Te- 
renzio, di  cui  recitò  le  commedie. 

Aimliliiarcli,  V.  Ambilareti. 

amlio,  ae,  o  (ajicpco,  àficpóxepoi),  ambiane, 
amendue,  entrambi  (operanti  insieme  o  nello 
stesso  tempo,  mentre  uterque  =  «  entrambi» 
distinti  in  luogo  e  tempo),  Cic  ed  a. 

Ani  Iti» itela,  ae.  f.  ('Ajippaxia),  Ambracìa, 
città  (e  contrada)  sul  confine  meridionale 
dell'Epiro,  sw?Z'Arachtus  od  Aretho;  oggi 
Arta.  —  Deriv.:  1)  4ml»raeTeiisis,  e,  di 
Ambracìa;  plur.  sost.,  Ambracienses,  ium,  m., 
ali  abitanti  di  Ambracìa.  2)  4  mbracias, 
adis,  f.,  dì  Ambracìa.  3)  4iiil»raciòtcs9  ae, 
acc.  am,  m.  ('Au^pootuÓTyjs),  nativo,  oriundo 
di  Ambracìa.  4)  4ml*raciiis,  a,  um  ('Ajjl- 
Ppobuoc;),  Ambracio,  sinns,  golfo  Ambracio  ; 
ora  Golfo  di  Arta,  Liv. 

4.llll>l*dllCS,    um,    m.,    Ambroni,   popolo 

celtico,  il  quale  aveva  probabilmente  la  sua 
sede  nella  contrada  di  Embrun. 

ambrosia ,  ae,  f.  (àjiPpoota),  ambrosia, 
I)  cibo  degli  Dei  (come  nectar  «  bevanda  degli 
Dei  »),Catull.  e  Cic:  orator  ambrosia  alendus, 
di  un  oratore  eccellente,  Cic:  come  cibo  dei 

cavalli  del  Sole,  Ov.    IT)  unguento  degli  JJei, 

olio  profumalo,  usato  come  mezzo  per  con- 
servare la  bellezza  del  corpo;  atto  a  rendere 
i  mortali  immortali,  Verg.  e  Ov. 

ambrosìus,  a,  um  (fyippóaiog),  di  am- 
brosia =  divino,  di  natura  divina,  come  epìteto 

di  tutto  ciò  che  possiedono  gli  dei,  e  di  ciò 
che  per  la  sua  bellezza,  soavità,  ecc.,  si  in- 
nalza al  disopra  delle  cose  terrene,  Verg.  ed 
a.  poeti. 


aiiihiìbajac;  arum,  f.  (dal  siriaco  abub, 
anbub  =  tibia),  specie  di  baiadere,  cioè 
ragazze  siriache,  le  quali  in  Moma  si  gua- 
dagnavano il  vitto  cantando  canzoni  dei 
loro  paesi  e  conducendo  mala  vita,  Hor.  e 
Suet. 

ambìilàlìO;  ònis,  f.  (ambulo),  il  cammi- 
nare, V andar  su   e   giù,  qua  e  là,     I)  in  qen., 

p.  es.  dell'oratore  sidV arringo,  Quint.  11,  3, 
126.    II)  partic,  V andare  a  spasso,  per  fare 

un  po'  di  moto,  il  passeggiare,  passeggiata. 
Cic:  meton.,   passeggio,   passeggiata,  luogo   di 

passeggio,  ora  coperto,  ora  no,  Cic  ed  a.: 
Magni,  il  Portico  di  Pompeo,  Catull. 

a  mutilatili  ne  ti  la,  ae,  fv  piccola  passeg- 
giata, due  passi,  Cic  ep.  2,  12,  2  :  meton.  = 

piccolo  luogo  di  passeggio,  tecta  (coperto),  Cic 

ad  Att.  13,  29,  2. 

aiiihiif  o,  avi,  atum,  are  (dimin.  di  am- 
bio), camminare  con  passo  naturale,  non  af 

fettato,  camminare,  andare  intorno,  su  e  giù, 

qua  e  là,  I)  in  gen.:  a)  intr.,  contr.  cubare, 
Plaut.:  contr.  sedere,  Cic:  contr.  currere, 
Sen.:  contr.  salire  (di  uccelli),  Plin.:  contr. 
incedere  (avanzarsi),  Sen.:  dell'oratore  sulla 
tribuna,  Quint  11,  3,  127  e  130:  e  del  passo 
trascuratamente  grave  del  superbo  e  del 
ricco,  Hor.  epod.  4,  5  :  partic  .del passo  natu- 
rale, non  affettato  di  chi  è  affaccendato  e 

di  chi  viaggia,  ecc.,  viaggiare,  camminare,  av- 
viarsi, andare,  si  recte  ambulaverit,  se  ha  cam- 
minato oè  andato  di  buon  passo,  Cic:  am- 
bula, ora  muoviti,  vattene,  Ter.:  ambulare  in 
jus,  andar  dal  giudice  per  litigare,  Ter.:  e 
fìnnlm.  come  marciare,  di  soldati,  eoàem  modo 
autem  ambulat  Caesar,  ut  etc,  egli  fa  tali 
marcie,  Cic:  milites  bellum,  ambulando,  con- 
fecerunt,  solo  con  marcie  e  contro-marcie, 
Cael.  in  Cic.  p)  trans.  colTacc.  dello  spazio 
che  viene  percorso,  cum  (Xerxes)  Hellesponto 
juncto,  Atlione  perfosso,  maria  ambulavisset, 
terra m  navigasset,  avendo  marciato  sul  mare 
e  navigato  sulla  terra,  Cic:  o  coll'acc.  del 
tratto  che  vien  lasciato  indietro,  biduo  aut 
triduo  septingenta  milia  passuum,  Cic.  II) 
pregn.,  per  prender  sollievo,  ricrearsi,  far 

del  moto,  passeggiare,  andare  a  spasso,  in  hor- 

tis  cum  Galba,  Cic:  pedibus  per  urbem,  Suet.: 
satis  jam  ambulatum  est,  Cic 

amli-uro,  ussi,  ustum,  ere,  far  consu- 
mare tutto  intorno,  sull'intiera  superfìcie,  od 
almeno  in  molti  punti  di  essa,  al  fuoco,  bru- 
ciare, abbruciare,  incendiare,  ecc.  tutto  intorno, 

di  fuori,  o  metà  (in  parte)  (mentre  aduro  = 
soltanto  in  alcuni  luoghi,  comburo  invece  ed 
exuro  =  incendiare  intieramente),  I)propr.: 
1)  del  fuoco,  sociorum  ambustus  incendio, 
Cic:  magna  vis  frumenti  ambusta,  Tac:  ut 
pars  vesti?  arribureretur,  Suet.:  dell  incen- 
diare mediante  il  fulmine,  ambustus  Pliaè- 

thon,  Hor.    2)  del  gelo,  danneggiare,  far  gelare, 

ambusti  multorum  artus  vi  frigoris,  a  molti 
le  membra  assiderate  dal,  ecc.,  Tac  II) 
trasl.:  A)  in  gen.:  tot  circum  me  jactis  ful- 
minibus  quasi  ambustus,  Plin.  ep.  3, 11, 2.  B) 
partic:  a)  di  danni  che  si  soffrono  nelle  so- 
stanze, qui  ambustas  fortunarum  mearum 
reliquias  suas  domos  coni  portali  juberent,  i 
manomessi  avanzi  delle  mie  sostanze,  Cic.  de 


153 


amcisus 


amicus 


154 


domo  113.  b)  di  colui  il  quale  non  è  stato 
condannato  in  giudizio,  ma  nemmeno  dichia- 
rato innocente,  damnatione  collegae  et  sua 
prope  ambustus  evaserat,  salvatosi  appena  la 
pelle,  uscitone  pel  rotto  della  cuffia,  Liv.  22, 
35,  3:  e  così  ambustae,  coloro  che  sono 
state  assolte  dall'  «  Istanza  »,  Val.  Max.  8, 1, 
p.  380,  3;  ediz.  Halm. 

amcTsus,  a,  ura,  V.  ancisus. 

amclliis,  i,  m.,  ameiio,  sorta  di  pianta 
e  fiore  grato  alle  api,  Verg.  e  Col. 

JLllléliailUS,  i,m.  ('Auivavogì,  Amenano, 

torrente  della  Sicilia,  il  quale  scende  dai 
fianchi  meridionali  dell'Etna  e  passa  per 
Catania;  ora  Indicello;  poet.  Amenana  flu- 
mina. 

iimciis,  entis,  agg.  con  compar.  e  superi, 
(a  e  mens),  privo  di  mens  (di  mente,  di  ra- 
gione), che  non  opera  secondo  la  mens,  o 
senza  mens,  aniente,  demente,  mentecatto, 
dissennato,  pazzo,  fuor  di  sé  (per  Orrore, 
paura,  ecc.),  fuor  di  senno,  forsennato,  àcpp(i)V 

(cfr.  demens),  a)  dipers.:  ne  trepides  amens, 
Lucr.:  amens  metu  o  terrore,  Liv.:  e  di  chi 
agisce  da  insensato,  insensato, delirante,  amens 
animi,  Verg.  b)  meton.  di  e.  astr.,  privo  di 
senso,  insensato,  consilium,  Cic. 

amciitalus,  a,  um  (amentum),  provveduto 
di  una  correggia,  hastae,  Cic.  Brut.  271  e 
(figurat.  =  le  armi  pronte),  Cic.  de  or.  1, 
242. 

amenità,  ae,  f.  (amens),  mancanza  di 

mens,  cioè  demenza,  pazzia,  frenesia,  il  com- 
portarsi da  insensato,   da   demente,  ecc.,   CÌC. 

ed  a. 

ameiitinii  (ammentum),  i,  n.  (propr. 
agimentum,  mezzo  per  muovere,  spingere), 
correggia  in  forma  di  cappio,  nei  giavel- 
lotti, fermata  alla  metà  dell  asta,  per  dare 
al  giavellotto  scagliato  un  impeto  maggiore; 
greco  a.yy.oXvi,  Caes.  ed  a.:  amenta  torquent, 
poet  =  scagliano  giavellotti  colla  correggia, 
Verg. 

lineria,  ae,  f.  ('Afispta),  Ameria,  antico 
e  notevole  municipio  delV  Umbria,  non  lungi 
dal  Tevere;  ora  Amelia,  non  lungi  da  Spo- 
leto. —  Ber  iv.:  Amori  un*,  a,  um,  appar- 
tenente ad  Ameria,  di  Ameria,  Amerino ;  plur. 
sost,  Amerini,  òrum,  m.,  gli  abitanti  di  Ame- 
ria, Amerini. 

àllieS,    mttis,   probab.   m.,  staggio,  stanga 

per  le  reti  da  uccellare,  Hor.  epod.  2,  33. 

4mcsti»atus,  i,  f.  ('Aji^axpaxog),  Ame- 
strato,  città  sulla  costa  settentr.  della  Sicilia, 
sul  fiume  Alesa;  ora  Mistretta.  —  Deriv.: 
imeslralìiius,  a,  um,  di  Amestrato;  plur. 
sost.  Amestratini,  òrum,  m.,  gli  abitanti  di 

Amestrato. 

amelhystiis,  i,  f.  (àjaéOocTog,  r\),  ame- 
tista, pietra  preziosa  di  color  violetto,  Ov.  e 
Plin. 

amica,  ae,  f.,  V.  amicus  n°  II,  B. 

aillICC*    avv.    (amicus),    amichevolmente, 

affeuuosam.,  favorevoim.,  am.  facis,  Cic:  ami- 
cissime loqui  de  Caesare,  Caes.:  col  dat.,  vi- 
vere vitae  hominum  amice,  vivere  come  amico 
degli  uomini,  Cic. 

si  micio,  mYcui,  e  mixi,  mictum,  ire  (amb. 


e  jacio),  avvolgere,  mettere  indosso,  vestire,  co- 
prire, e  rifl.  se  amicire  o  passivo  amichi,  met- 
tersi indosso,  avvolgersi,  velarsi  (il  termine  pro- 
prio dell'indossare,  vestire  la  sopravveste  ; 
all'incontro  induere  dell  indossare  un  abito 
e  vestire  del  coprire,  vestire  il  corpo  in  gen.J, 

I)  propr.:  simulacrum  amiciebatur  cotidie 
veste,  Suet.:  se  toga,  Brut.  fr.  (e  amictus  toga, 
laenà  e  pallio,  Cic):  anche  senapi,  se  amicire 
—  vestirsi,  Suet.:  e  pregn.,  amicitur  (di  un 
oratore  che  compare  siili  arringo),  egli  dà 
alla  toga  le  convenienti  pieghe  (cfr.  amictus 

n°  IJ,  Plill.  ep.  2,  3,  2.  II)  trasl.,  velare,  rive- 
stire, coprire,  nube  candentes  humeros,  Hor.: 
amicta  vitibus  ulmus,  Ov. 

amicilia,  ae,  f.  (amicus),  amicizia  (contr. 
inimicitia,  simultas),  I)  propr.:  a)  in  rela- 
zioni civili,  sociali,  vetus,  Cic:  intima,  Nep.: 
est  mihi  amicitia  cum  alqo,  Cic:  amicitia  est 
inter  alqos,  Cic:  amicitiam  facere,  jungere, 
gerere,  dimittere,  Cic:  amicitiam  renuntiare, 
Cic:  esse  in  amicitia  cum  alqo,  Nep.  b)  in  re- 
lazioni politiche,  vincolo  d'amicizia  fra  dite 
popoli  o  i  loro  governanti,  Caes.  ed  a.  Stor. 

II)  meton.,  amicìzia  =  amici,  sm$r. ,  Domitius 
Celer,  ex  intima  ejus  amicitia,  Tac:  plur., 
amicitiae  et  dignitates,  amici  e  magistrati, 
Cic.  —  Il  lat.  arcaico  ha  la  forma  secon- 
daria amlcillcs,  èi,  f.,  Lucr.  5,  1017. 

amictus,  ùs,  m.  (amicio),  l'avvolgersi  la 
sopravveste;  quindi  I)  il  modo  di  gettarsi 
attorno  e  di  portare  la  sopravveste,  partic. 

la  toga,  l'avvolgersi,  pieghe,  foggia  di  Vestire, 

partic.  la  toga,  am.  neglegentior,  Quint. : 
amictum  alicujus  imitali,  Cic.  II)  meton.  so- 
pravveste =  vestito  che  serve  come  sopravveste, 
A)  propr.:  a)generic:  amictui  esse,  Cic.  Tusc. 

5,90.  h)mantello  a  guisa  di  scialle,  soprav- 
veste, soprabito,  duplex,  doppio  vestito  (=3  ve- 
stito di  duplice  stoffa),  Verg.:  purpureus, 
Hor.:  e  della  foggia  della  yXcàycc  nei  giuochi 
pubblici,  Graeci  amictus,  Tac.  B)  trasl.:  a) 
velo  del  capo  usato  nel  pregare,  velo  di  varie 
specie,  Verg.  e  Ov.  h)ogni  velame,  velo,  veste, 
caeli,  Lucr.:  nebulae,  Verg. 

amicìila,  ae,  f.  (dimin.  di  amica),  cara, 

piccola  amica,  amanza,  CÌC.  ed  a. 

;l  ili  H*  lì  III  ili.  i,  n.  (amicio),  mantello,  so- 
pravveste (sopra  l'abito),  portato  da  persone 
dei  due  sessi,  partic.  anche  dalle  cortigiane, 
Cic.  ed  a.:  agreste  duplex  am.,  doppio  (grosso, 
spesso)  mantello  da  contadino,  Nep. 

amlcùlus,  i,  m.  (dimin.  di  amicus),  pic- 
colo amico,  caro  amico,  CÌC  ed  a. 

ami!  us,  a,  um  (radice  AM,  donde  anche 

amo  e  amor),  I)  agg.,  amico,  legato  in  ami- 
cizia, affezionato,  benevolo,  propizio,  favorevole 

(contr.  inimicus),  a)  di  pers.:  tribuni  amici 
sunt  nobis,  Cic:  amicior  libertati  omnium, 
Nep.:  successor  ainicissimus,  Cic.  b)  di  e.  inan.: 
ventus,  Ov.:  nec  dis  amicum  est  nec  mihi,  seg. 
dalVa.cc.  e  Vintivi.,  piace,  è  caro,  Hor.:  amici 
animi  est,  coll'infin.,  denota  amicizia,  Cic. 
II)  sost.:  A)  amicus,  i,  m.,  a)  amico,  con 
cui  si  scambiano  i  sacri  sentimenti  dell'amore 
e  della  stima,  il  buon  amico  in  genere  = 
colui,  che  è  buono  con  noi,  bonus,  Nep.:  in- 
timus,  Cic:  vetus,  Cic:  magnus,  Cur.  in 
Cic:  fidus,  infidus,  Cic:  verus,  Cic:  Cato  ami- 


155 


amigro 


amo 


156 


cissimus  meus,  il  mio  carissimo  am.,  Cic:  per 

patronus,  patrono,  Hor.:  per  socius,  compa- 
gno, camerata,  Ov.:  e  COme  il  nostro  amico  = 

veneratore  di  q.c,  veritatis,  Cic.  b)  in  rela- 
zioni politiche,  amico  politico  [il  quale  non  era 
sempre  socius,  alleato,  mentre  il  socius  era 
sempre  amicus),  Cic,  Liv.  ed  a.   e)  nome  dei 

consiglieri,   cortigiani,    ministri    dei  principi, 

Nep.  e  Liv.  d)  amici  =  éxaìpot  watèìg,  guar- 
dia del  corpo,  a  cavallo,  presso  i  Macedoni, 

Curt.  B)  amica,  ae,  amica,  a)  amica,  com- 
pagna,   Comici  e   Ov.    b)   amante,  concubina, 

druda,  Comici,  Cic.  ed  a. 

ii-migro,  are,  migrare,  Bomam,  Liv.  1, 
34,  7. 

A  in  il  car*  V.  Hamilcar. 

4iiiinaeiis  e  ÀiiiTiièus  ('Ajjuvatog.'Ajit- 
vsiog),  &,  um,  di  Viminea,  contrada  dell  Italia 
nell'agro  Piceno,  che  produceva  vino  eccel- 
lente, Amineo, 

Amiscni,  V.  Amisus. 

AmìsTa,ae,m.  (ó  ''A[iioioi.<-),Amisia,  fiume 
della  Germania  settentr.,  ora  Ems. 

amissio,  ònis  (amitto),  perdita,  oppido- 
rum,  dignitatis,  amicorum,  Cic:  partic,  per- 
dita mediante  la  morte,  carissimorum,  Sen.: 
tanti  viri,  Plin.  ep. 

amisstis,  ùs,  m.  (amitto),  perdita,  Siciliae, 
Nep.  Ale  6,  2. 

Jkimsiis  (od  -os),  i,  f.  ("Afnaog),  Amiso, 
ragguardevole  città  marittima  del  Ponto, 
ora  Samsun.  —  Deriv.:  4mi$cni,  ò"rum, 
m.,  gli  abitanti  di  A.,  Amisenù 

amila,  ae,  f.,  sorella  del  padre,  zia  paterna 
(contr.  matertera,  sorella  della  madre),  Cic. 
ed  a. 

AiiiTlerniim,  i,  n.,  Amiterno,  antichis- 
sima città  della  Sabina,  ove  ora  sorge  S.  Vit- 
torino, patria  dello  storico  Sallustio.  — 
Deriv.:  a)  AiiiTleriiTmis,  a,  um,  amiter- 
nino;  plur.  sost.,  Aniiternini,  òrum,  m.,  gli 
abitatiti  di  Am.,  gli  Aniiternini.  b)  (poet.) 
Ami  tennis,  a,  um,  dì  Amitemo. 

a-lllilt0,mìsi,  missum,  ere,  mandar  (lungi) 
da  sé,  I)  (=  faire  aller),  mandar  via,  licen- 
ziare, fur  andare,  Dpropr.:  erum  hinc  domum, 
mandare  a  casa,  Plaut.:  pactione  amisso  Pu- 
blio legato,  Sali.  hist.  fr.  2)  trasl.,  fare  andar 
q.C.  a  bella  posta,  lasciar  andare  (impunito) 
q.C,  rimettere,  rinunziare  a    q.C,    UnaiU    hanc 

uoxiam,  Ter.:  fortitudinem,  deporre  il  valore, 
Cic:  omnes  has  provincias,  Cic:  matrimo- 
nium,  Tac:  fidem,  rompere  la  data  parola, 
Nep.  Eum.  10,  2  (diversam.  in  Phaedr.,  V. 
sotto  al  n°  II,  2,  b)  vitam,  Cornif.  rhet.  e  Cic 
(cfr.  n°  II,  2,  b):  animanti,  Lucr.  e  Cornif. 
rhet.:  spiritum  ante  quam  ultionem,  Tac.  II) 

(==  laisser  aller)  lasciar  andar  via,  lasciar  ca- 
dere, lasciar  andare,  lasciar  (s) fuggire,  1  )propr.  : 

anulum,  Ter.:  alqm  prope  e  manibus  inter 
tumultum,  Liv.:  praedam  de  manibus,  Cic: 
exoculis  manibusque,Liv.  2)  trasl.:  a)  trascu- 
rare, lasciar  passare  senza  profitto  q.C,  per 
trascuranza,  leggerezza,  inettitudine,  occa- 
sionem,  Ter.  e  Cic:  tempus  (il  momento  op- 
portuno), Cic  b)  lasciarsi  sfuggire,  perdere 
una  cosa  che  si  possiede  già  (con  o  senza 
propria  colpa,  per  inavvertenza,  per  caso, 


ecc.),  esser  privato  di  una  cosa  (contr.  retinere), 
praedam  omnem,  Liv.:  arma  et  impedimenta, 
Nep.:  messem,  Cic:  classes,  Cic:  oppidum, 
Sali.:  multos  suos,  molti  dei  suoi,  Nep.:  oculos, 
Caes.:  lumina  oculorum,  Nep.,  e  sempl.,  lu- 
mina, Cic:  aspectum,  Cic:  patrianr,  Liv.:  exer- 
citum,  Liv.:  vitam,  Cic:  animam,  Cic:  opti- 
mates,  il  favore  degli  ottimati,  Nep.:  causam, 
litem,  Cic:  jus  imperii,  Cic:  consilium  cum 
re,  Ter.:  fidem,  credibilità,  credito,  Phaedr. 
1,  10,  2.  —  Quindi  partic,  perdere  in  causa 
della  morte,  uxorem,  Nep.:  filium  consularem, 
Cic:  liberos,  Sulpic  in  Cic  ep.:  magnam  par- 
tem  exercitus  fame  aut  frigore,  Liv.:  luget 
amissam,  Ov.  —  Partic.  sost.,  amissa,  òrum. 
n.,  il  perduto,  Nep.  Timoth.  3,  2.  —  Perfl 
sincop.  amisti,  Ter.  Eun.  241;  Hec  251. 

ammentum,  V.  amentum. 

Ammon  (Hammòn),  mònis,  m.  ("Ajifxcov), 
Ammone,  divinità  egizia  e  libica,  originar, 
venerato  in  Tebe  nell'Alto  Egitto,  poscia 
partic  nel  deserto  di  Libia  nell'oasi  chia- 
mata ora  Siwah,  con  un  tempio  di  faìna 
mondiale  ;  anche  nelV  Etiopia ,  poi  nella 
Grecia  (come  Zsùg  "Ajifjicov)  e  più  tardi  in 
Boma  (come  Juppiter  Ammon),  venerato 
sotto  la  figura  di  un  ariete  o  di  un  uomo  con 
una  testa  d'ariete  e  colle  corna  ricurve. 

amai  cola,  ae,  e.  (amnis  e  colo),  che  sta, 

vive  presso  un  fiume,  salix,  Ov.  met.  10,  96. 

amnicìilus,  i,  m.  (dimin.  di  amnis),  fiu- 
micello,  Liv.  36,  22,  8. 

amnis,  is,  m.,propr.  ogni  acqua  corrente, 
partic.  corso  d'acqua  di  una  certa  grandezza 
e  forza,  fiume,  navigabile  e  che  sbocca  diret- 
tamente nel  mare  (all'incontro  fluvius  e  flu- 
men  <=  fiume  ordinario),  Cic.  ed  a.:  amnis  na- 
vium  patiens,  Liv.:  amnis  piscosus,  Ov.:  come 
flumen  (astr.)  =  corrente,  prono  amni,  Verg.: 
secundo  amne,  secondo  la  corrente,  Verg.: 
adverso  amne,  contro  la  corrente,  Curt:  poet. 
delle  coibenti  dell'Oceano,  con  o  senza  Oceani 
(come  'Sxsavòg  7toTajjtÓ£,  Omero),  Verg.  e 
Tibull.:  e  di  torrente,  Verg.  :  come  pure  di 
piccoli  fiumi,  affluenti,  ruscelli,  Hor.:  final- 
mente «  corrente  d'acqua  »  per  «  acqua  », 
Verg.  Aen.  7,  465  e  12,  417.  —  Abl.  sing. 
comun.  amne;  nei  poeti,  raram.  in  prosa, 
anche  amni. 

amo.  avi,  àtum,  are  (radice  AM,  donde 
anche  amor  e  amicus),  amare,  per  inclina- 
zione o  passione,  contr.  odisse  (all'incontro 
diligere  =  «  amare  »  per  alta  stima,  rive- 
renza, ammirazione,  ecc.,  contr.  neglegere  e 
spernere),  I)  amare  per  inclinazione,  voler 
&ene,  aver  caro,  amare  alqm,  amari  ab  alqo, 
Cic:  amare  alqm  singulari  amore,  Cic:  inter 
se,  amarsi  (l'un  l'altro),  Cic  Quindi  a)  l'e- 
spressione asseverativa,  ita  (sic)  me  dii  (bene) 
ament  od  amabunt,  così  mi  venga  Dio  in 
aiuto;  gli  è  vero,  come  è  vero  Dio,  Ter.  b) 
amare  se,  di  pers.  vanitose,  essere  invaghito 

di  sé  stesso,  compiacersi  di  sé  stesso,   stimarsi, 

Cic:  quin  teque  et  tua  amares,  Hor.  e)  amare 
alqm  de  o  in  alqa  re  o  quod,  ecc.,  sapersi  ob- 
bligato a  quale  per  q.C,  essere  obbligato,  vin- 
colato, saper  grado,  de  raudusculo  multum  te 
amo,  Cic:  anche  col  sempì.  acc.  pers.,  merito 
te  amo,  Ter.:  e  così  credo  ioritur  hunc  me  non 


3  57 


amoene 


amoveo 


158 


amare  (non  sia  contento  di  me),  Cic  Quindi 
V espressione  ellitt.  dello  stile  epistolare, 
amabo  o  amabo  te  (ma  non  mai  amabo 
vos,  ecc.),  propr.,  ti  sarò  molto  obbligato  (se 
tu  mi  dirai,  farai  ciò,  ecc.),  con  preghiere 
(=  oro,  quaeso,  precor),  sii  così  buono,  ti 
prego,  fammi  il  piacere,  di  grazia,   id,  amabo, 

adjuta  me,  Ter.:  amabo  te,  advola,  Cic.:  seg. 
da  ut  e  il  cong.,  amabo  te,  ut  transeas,  Ter.: 
amabo  te  ne  assignes,  Cic.  d)  amare  q.c,  aver 
caro,  compiacersi  di  q.c.  (così  momentanea- 
mente come  durevolmente,  per  inclinazione, 
per  un  impulso,  per  il  piacere  di  possedere, 
per  affinità  elettiva),  litteras,  Cic.:  amat  janua 
limen,  rimane  volentieri  chiusa,  Hor.:  amas 
dici  pater,  ami,  Hor.  carm.   1 ,  2,  50  :  quindi 

amare  COZZ'infin.,  amare  =  far  volentieri  q.C, 

essere  avvezzo  a  fare,  solere,  quae  ira  fieri  amat, 
ciò  che  Vira  fa  volentieri,  Sali.  :  e  quibus 
unus  amet  quavis  aspergere  cunctos,  Hor.  II) 
amare  quale,  con  passione,  sensualmente,  es- 
sere innamorato  di  ale,  alqm,  Comici,  Verg. 
ed  a.:  e  par  tic.  assol.,  come  il  nostro  amare 
—  «  avere,  mantenere  un'amante,  una  ra- 
gazza »  ed  eufem.  =  godere  dei  piaceri  del- 
Vamore,  Ter.,  Sali,  e  Hor. 

amot'iif*,  avv.  con  compar.  e  superi. 
(  amoem|s),  in  modo  gradevole  ai  Sensi,  deli- 
ziosamente, piacevolmente,  Plin.   ep.  ed  a. 

amoeiiiliis,  atis,  f.  (amoenus),  piacevo- 
lezzaper  i  sensi,  a)  anzitutto  di  luoghi,  ame- 
nità,  delìzia  ;   sito,  posizione,  dintorni   ameni, 

hortorum,  Cic:  domus,  Nep.:  plur.  anche  = 
amene  contrade,  Cic  b)  di  altre  cose,  piace- 
volezza, delizia,  diletto,  voluttà,  vitae,  Tac 
ilIIIOenim,  a.Um,  ameno,  delizioso, ridente, 

caro,  piacevole,  a)  anzitutto  di  luoghi,  ri- 
guardo al  loro  aspetto,  locus,  Cic:  rus,  Hor.: 
amoenissimus  Italiae  ager, Liv.:  sost.,  amoena, 

òrum,  m.,  contrade  amene,  belle,  ridenti,  Asiae, 

litorum,  Tac:  per  plana  et  amoena  exercitum 
ducere,  Quint.  b)  di  altre  cose,  piacevole  ai 
sensi,  dilettevole,  gradito  in  genere,  consita 
magis  amoenis  quam  necessariis  fructibus, 
Liv.:  cultus  amoenior,  vestito  troppo  elegante 
(di  una  Vestale),  Liv.:  ingenium  (indole),  Tac 
à-mòlior,  mòlìtus  sum, ìri, rimuovere  con 

uno  sforzo,   mettere  da  parte,  allontanare,    IJ 

propr.  :  objecta  onera,  Liv.:  quindi  ri  fi.,  amo- 
liri  se,  rimuoversi,  andarsene,  levarsi  d'in- 
nanzi, Ter.  II)  trasl.:  1)  una  pers.,  togliersi 
d'intorno,  rimuovere,  cacciare  dal  suo  posto,  vìa, 

uxorem,  Tac:  alqm  specie  honoris,  Tac  2)  una 

COSa,  a)  levar  via,  allontanare,  rimuovere,  to- 
gliere qualcosa  di  sgradevole,  dannoso,  ecc., 
dedecus,  Tac:  invidiarci  crimenque  ab  alqo, 
Tac:  e  così  dell'oratore,  colla  sua  dimostra- 
zione, levar  via,  respingere,  dissipare,  rimuo- 
vere, confutare  qualcosa  di  dannoso  alla  pro- 
pria parte  (come  sospetto,  mala  fama,  punti 
d'accusa,  ecc.),  alqd  prooemio,  Quint.  b)  nel 
discorso,  lasciar  da  parte  qualcosa,  amolior  et 
amoveo  nomen  meum,  Liv. 

amolilTo,  òìlis,  f.  (amolior),  il  rimuovere, 

allontanamento,  Fior.  4,  7,  15. 

aiiiòmiim  o  amomoii,  i,  n.  l'àfitoptov), 

pianta  aromaHca  dell'India,  Media,  Arme- 
nia e  (neipoeti)  Assiria, col  frutto  della  quale 
si  preparava  un  balsamo  prezioso,  amomo, 


Sali.  fr.  ed  a.:  quindi  meton.:  a)  il  frutto  del- 
l'amomo,  detto  pure  amomo,  Verg.  ed  a.  b) 

balsamo    di    amomo,  preparato  Col  frutto   di 
eSSO,  amomo,  Ov.  ed  a. 

amor,  òris,  m.  (dalla  radice  AM,  donde 
anche  amo  e  amicus),  amore  per  inclinazione 
o passione  (contr.  odium),  I)pròpr.  e  meton.: 
1)  propr.:  amor  novus,  vetus,  Cic:  fraternus, 
Cic:  noster  in  te  amor,  Cic:  amor  in  patriam, 
Nep.:  tuus  amor  erga  me  singularis,  Cic:  amor 
adversus  eandem  libertam,  Tac:  amor  juve- 
num  (per  i  giov.),  Cic:  amplecti  o  prosequi 
alqm  amore,  Cic:  in  amore  esse  alci,  essere 
amato  da  quale,  Cic:  habere  amorem  erga 
alqm,  Cic:  habere  alqm  in  amore,  amare,  Cic: 
in  senso  ignobile,  am.  primus,  prima  prova 
d'amore,  sfogo  amoroso,  Prop.:  dell'a- 
more degli  animali,  Verg.:  al  plur.  amores 
hominum  in  te,  Cic:  amores  puerorum  (per  i 
fanc),  Nep.:  mihi  est  in  amoribus,  è  amato 
dame,  Cic:  e  in  senso  ignobile,  di  amorazzi, 
amor eg giumenti,  tresche,  amores  et  hae  de- 
liciae,  quae  vocantur,  Cic:  nutrit  amores  Cyn- 
thia,  il  fuoco  d'amore,Fvop.:p>ersonif.,  Amor, 

dio  dell'amore,  Amore,  Cupido, Verg.,  Ov.  ed  a.: 
al  plur.,  dèi  d'amore,  Amorini,  Ov.,  Hor.  ed  a. 

2)  meton.:  a)  oggetto  amato,  amore,  favorito, 
amor  et  deliciae  generis  humani,  Suet.:  e 
partic.  al  plur.,  amores  et  deliciae  tuae,  Cic: 
e  in  relazione  coli' amore  sessuale,  amore  = 

l'amato,  l'amata,  Ov.  b)  poet.,  oggetto  che  pro- 
duce, concilia  amore,  matri  praereptus  amor, 
escrescenza  d'amore,  strappata  via  alla  ca- 
valla madre,  Verg.  Aen.  4,  516.  II)  trasl., 

amore,  ci'ìè  VÌVO,  appassionato  desiderio  di 
q.C,  concupiscenza,   brama,  voglia,  desìo,  COn- 

sulatus,  Cic:  cognitionis,  Cic:  (per  cui  poet. 
amor  cognoscere,  in  Verg.)  e  col  genit.  del 
gerundio,  am.  habendi,  Hor. 

Amor «jos  e  -us,  i,  f.  ('Au.opYÓ<;),  Amorgo, 
una  delle  isole  Sporadi  nell'Arcipelago;  ora 
Morgo. 

a  inolio,  Ònis,  f.  (amoveo),  il  rimuovere,  al- 
lontanamento, doloris,  Cic  de  fin.  1,  37  e  2,  9. 

à-movt'O,  movi,  mòtum,  ère,  rimuovere  o 

spinger  lontano  da  qualche  luogo,  portar  via, 
condur  via,  metter  da  parte,   allontanare,  sot 

trarre  (contr.  admovere),  I)  propr.:  A)  in 
gen.:  a)  ogg.  inan.:  frumentum,  Cic:  cotidia- 
num  victum  ab  alqo,  Nep.:  scripta  et  imagines 
ex  bibliothecis,  Suet.:  Porcia  lex  virgas  ab 
omnium  civium  Eom.  corpore  amovit,  Cic  b) 
pers.,  nebulonem  istum  ex  his  locis,  Cic:  testem 
hanc  a  se,  Ter.:  custodem,  Prop.:  amoto  patre, 
in  assenza  del  padre,  Tac:  quindi rifl.  se  amo- 
vere =  togliersi,  levarsi,  allontanarsi,  Ter., 
Liv.  ed  a.   B)  partic:    a)  (eufem.  =  furari), 

portar  via,  condur  seco,  metter  da  parte,  invo- 
lare, rubare,  boves  per  dolum,  Hor.:  pyxidem 
veneni,  Suet.  b)  (eufem.  =  relegare)  allonta- 
nare una  pers.  dalla  corte  in  un'isola,  rele- 
gare, bandire,  esiliare,  in  insulam,  Tac  II) 
trasl.:  A)  in  gen.:  togliere,  rimuovere,  allon- 
tanare, distornare,  levar  via  una  cosa  sgrade- 
vole, inquietante,  dannosa,  ecc.,  metum,  Ter.: 
bellum,  Liv.  :  ab  se  culpam,  Liv.  B) partici 

a)  Ogg  inan.:  a'1  togliere  O  lasciar  da  parte  q.C. 
nel  discorso.  In  citar  fuori,  abbandonare,  amo- 
lior et  amoveo  nomen  meum,  Liv.:  amoto  ludo, 


Amphiaraus 


159 


lasciati  gli  scherzi,  Hor.  (3)  tener  lontano  q.c. 
come  recante  danno,  comitas  adsit,  assentatio 
procul  amoveatur,  Cic:  sensum  doloris  mei  a 
sententia  dicenda  amovebo,  Cic.  b)  allonta- 
nare una  persona  da  una  carica,  ecc.,  Satur- 
ninum  quaestorem  a  sua  frumentaria  procura- 
tone, Cic.  de  har.  resp.  43. 

ini  pilla  rau*,  i,  m.  ('Apcpiapocog),  Am- 
fiarao,  eroe,  vate  e  interprete  eli  sogni,  della 
stirpe  elei  Melampodidi  in  Argo,  figlio  di 
Oicle  (od  Apollo)  e  di  Ipermnestra;  marito  di 
Erifile,  padre  di  Alcmeone,  Amfiloco  ed  a.,  di 
Euridice  e  Demonassa;  contro  sua  volontà, 
prese  parte  alla  spedizione  dei  Sette  contro 
Tebe,  e  fuggendo  Policlimeno  che  lo  insegui- 
va, fu,  per  volere  di  Giove,  inghiottito  dalla 
terra  insieme  coi  cavalli  e  col  cocchio,  e  reso 
immortale. —  Deriv.:  a)  Ani  pillar  cla- 
des»,  ae,  m.,  di  Amfiarao  (discendente  mascol. 
di  Amfiarao)  =  Alcmeone.   b)  Ampìila- 

raciIS,   a,    um   (\ApcptapàsiO£),   di  Amfiarao* 
ailipllTIlolìa,    ae,    f.    (àjlCpl(3oXia),    anfibo- 
logia, equivoco,  lat.  pui'o  ambiguitas,  Cic.  ed  a. 
ani  pili  brachys  acc.yn,  m.  (àpcpcppaxos 
=  breve  davanti  e  di  dietro),  come  1. 1.  della 
metrica  —  il  piede  anfibraco  w  -  w  (contr.  ani- 
phimacrus  -  u  -),  Quint.  9,  4,  82  e  105. 
/Impilici yoiii's,  um,  acc.  as,  m.  ('Ajiqpi- 

"XTUOVSg  ,  Amfèzioni   o   lega  degli  Amfizioni,  a 

Delfo  e  presso  alle  Termopili,  confederazione 
di  dodici  popoli  (dapprima  per  lo  più  tessali) 
con  iscopi  religiosi  e  politici. 

inipliilochi ,  Orum,  m.  ('AjxcptXoxoi), 
Amfiiochi,  popolo  di  stirpe  epirota,  stanziato 
nelVAca mania  (ad  Est  del  golfo  a" Ambra- 
eia)  ;  il  loro  paese,  AmphifoHua,  ae,  f. 
CApcpiXo^ia),  Antfiiochia,  come  pure  il  loro 
capoluogo  Argo*  impili  Mollili  in,  i,  n. 
("Apyos  xò  'A|icpiXoyvcxóv),  oggi  Philokia. 

ÀllipliilocllUS,  i,  m.  ('A{J.cptXoxos)>  Am- 
filoco, figlio  di  Amfiarao,  il  quale  con  Mopso 
fondò  parecchie  città  greche  (come  Mallo 
ed  a.)  sulla  costa  della  Cilicia. 

ani  plitiu  acrn»,  i,  m.(<xiLyi\icxxp°c,Jungo 
davanti  e  di  dietro),  t.  t.  della  metrica,  il 
piede  amfimacro  -  w  -  (detto  anche  creticus; 
contr.  amphibrachys  u  -y  ),  Quint.  9,  4,  81. 

/Impili  nonni*,  i,  m.  ('Au.cpovou.og),  Am- 
finomo,  giovane  di  Catania,  il  quale  col  fra- 
tello Anapo  salvò  i  suoi  genitori  attraverso 
il  fuoco  dell'Etna. 

Amplil«ln,  ouis,  m.  fAp-tpùov),  Amfione, 
figlio  di  Giove  e  di  Antiope,  figlia  del  Te- 
bano  Nitteo;  fratello  gemello  di  Zete,  col 
quale  divise  la  signoria  di  Tebe,  e  fortificò 
la  città  con  una  rocca,  seguendo  i  sassi  del 
Citerone  i  suoni  magici  della  sua  lira,  e 
ordinandosi  da  sé  stessi  in  un  muro  (quindi 
Amphionis  arces,  le  tebane  rocche,  Ov.).  Am- 
fione sposò  Niobe,  figlia  di  Tantalo,  la  quale 
gli  partorì  parecchi  figli  e  figlie  ;  per  questa 
sua  fecondità  essendosi  Niobe  anteposta  a 
Latona,  i  suoi  figli  vennero  uccisi  dalle 
saette  di  Apollo  e  Diana.  Per  il  dolore  ca- 
gionatogli dalla  perdita  de'  suoi  figli,  Am- 
fione si  tolse  la  vita  colla  propria  spada. 
Niobe  venne  sulla  solitaria  rupe  del  Sipilo 
mutata  in  un  sasso  e  anche  come  sasso  sen- 
tiva ancora  il  dolore  inflittole  dagli  dei; 


amplius 


160 


Pacuvianus  Amphio,  Amfione  nella  tragedia 
di  questo  titolo,  composta  da  Pacuvio.  — 
Deriv.:  Ampli  iòni  us,  a,  um,  di  Amfione* 
Amphlpolis,   acc.  im,  f.  ('Aji^mwXis), 
Amfipoii  (originar,  colonia  ateniese),  città 
della  Macedonia,  situata  tra  due  bracci  dello 
Strimone  poco  prima  della  sua  foce  (donde 
j   il  nome),  sotto   i  Romani  città  libera   e 
j   capoluogo  della  Macedonia  prima  (orien- 
tale); ora  rovine  presso  Neokhorio,  turco 
Yenikiuy.  —  D  e r  iv.  :  A  m  pili  poli lànus, 

a,  Um,  di  Amfipolù 

Ampìiissa,  ae,  f.  ("Ajicpiaaa),  Amfissa, 

antica  capitale  dei  Locresi  Ozolei  nella  Fo- 
cide,  presso  all' 'odierna  Salona. 

aiiiphìtheàfriim,  i,  n.  (dcjicptGéatpov), 
anfiteatro,  luogo  per  gli  spettacoli  presso  i 
Romani,  con  uno  spazio  vuoto  nel  mezzo, 
detto  arena,  in  cui  si  davano  gli  spettacoli 
delle  fiere  e  dei  gladiatori,  Tac.  ed  a. 

AniphilrTlc,  ès,  f.  ('Au.cpt.Tp£TYj),  Amfi- 
trite,  Nereide  o  Oceanide,  moglie  di  Nettuno, 
dea  del  mare  (par tic.  del  Mediterraneo): 
poet.  appellai,  per  Mare  (Oceano  in  genere). 

impilili  yòn  e  arcaico  iuipliilruo, 
ònis,  m.  ('AjlcplTpÓtov),  Amfitrione,  figlio  di 
Alceo,  re  di  Tirinto,  nipote  di  Perseo,  ma- 
rito di  Alcmena,  la  quale  a  lui  partorì 
Ificle  ed  a  Giove  Ercole.  —  Deriv.:  Ani- 
pliitry «lilla «Ics,  ae,  m.  ('Au/;piTpoà)vict8Yjs\ 
discendente  di  Anfitrione,  cioè  Ercole. 

amphora,  ae,  f.  (àpcpopsóg),  I)  anfora, 
grande  vaso  di  forma  cilindrica,  fatto  pa- 
lo più  di  terra,  ma  anche  di  vetro,  commi, 
per  conservare  il  vino,  dopo  che  aveva  finito 
di  fermentare  nei  doliis  {contr osseejnate  coi 
nomi  dei  consoli  sotto  i  quali  erano  state  po- 
ste in  serbo,  notae),  spesso  in  Cato,  Hor.  ed  a. 
(meton.  per  «  vino  »,  Hor.  ed  a.):  per  riporvi 
il  miele,  Cic.  ed  Hor.:  metallo  fuso,  Nep.: 
come  sarcofago ,  Prop.  II)  trasl. ,  come 
misura  :  1)  per  i  liquidi  (detta  anche  qua- 
drantal)  =  2  urnae  o  8  congii  o  48  sextarii, 
cioè  =  litri  26,  Cic.  ed  a.  2)  per  indicare  la 
portata  di  una  nave,  inquantochè  Tamphora 
in  gen.  doveva  pesare  80  libbre  romane  (qui 
per  lo  più  il  genit.  plur.  amphorùm),  naves 
onerariae,  quarum  minor  nulla  erat  duùm  mi- 
lium  amphorùm,  Lentul.  in  Cic.  ep.:  navis  plus 
quam  trecentarum  amphorarum,  Liv. 

imphryso*,  i,  m.  ('Apcppoaós),  Am friso, 
fiumicello  costiero  della  Tessaglia,  il  quale 
sbocca  nel  golfo  Pagaseo,  presso  cui  (se- 
condo il  mito)  Apollo  custodì  per  nove  anni 
il  gregge  del  re  Admeto  (quindi  pastor  ab 
Amphryso,  Apollo),  Verg.  —  Deriv.:  Am- 
phryxlus,  a,  um,  amfrisio,  poet.  =  Apol- 
lineo, sibillino. 

ampie,  avv.  (amplus),  I)  ampiamente,  no- 
tevolmente, amplissime  dare  agrum,  Cic.  II) 
grandemente,  magnificarli»,    splendida m*,   exor- 

nare  triclinium,  Cic:  amplissime  efferri,  Cic:  e 
nel  discorso,  sublate  ampleque  dicentes  (contr. 
attenuate  presseque  die),  Cic  -  Partic: 

amplius,  avv.  compar.  I)  (partic.  nel  lin- 
guaggio famigliare)  della  maggior  compren- 
sione di  un'azione,  più  ampiamente,  cioè  piti, 

ancor  più,  più  fortemente,  invitare,  con  mag- 
gior insistenza^Ter.:  amplius  aequo  lamentari, 


161 


amplector 


ampliatio 


162 


Lucr.  II)  trasl.,  di  rapporti  locali,  rispetto 
ulta  comprensione  ed  estensione  nel  tempo 
e  nel  numero,  più  oltre,  più  (adunque  di 
grandezza  estensiva,  come  magis  d'inten- 
siva, plus  di  quantitativa),  a)  asso?.,  del 
■tempo  o  della  durata  di  un'azione  nel  tempo, 
a)  generic;  più  a  lungo,  più  oltre,  più,  non 
luctabor  tecum  ampi.,  Cic:  proelio  ampi,  non 
lacessit,  Caes.  Quindi  come  t.  t.  giudiziario, 
amplius  pronuntiare,  cioè  colla  f or  mola  AM- 
PLITI S,  più  oltre  o  più  tardi,  pronunciata 
dal  presidente,  rimandare  ad  un  termine 
convenuto  la  sentenza  decisiva  intorno  ad 
una  cosa  non  ancora  sufficientemente  chiara 
a  tutti  o  alla  maggior  parte  dei  giudici,  i 
quali  perciò  avevano  dichiarato  Non  Liquet 
[sulle  tavolette  N.  L.],  Cic:  trasl.,  ampi,  de- 
liberandum  censeo,  Ter.  P)  in  compre,  paga- 
menti e  sim.,  amplius  non  peti,  la  cautela 

che  più  tardi  non  si  possa  sollevare  alcuna  ul- 

teriore  pretesa,  Cic.  b)  di  tempo  determinato 
e  poi  generic.  di  quantità  numeriche,  di  più, 
ancor  più,  più  di,  ecc.;  oltre,  oraposposto,  Ora 

anteposto  al  numerale,  oc)  come  apposizione 
del  caso  richiesto  dalla  costruzione  speciale, 
col  nom.,  acc,  genit.  (solt.  non  col  dai.), 
ampi,  sunt  sex  menses,  Cic.:  triennium  ampi., 
Cic.:  ampi,  centum  cives  Romani,  Cic:  septin- 
gentos  jam  ampi,  annos,  Cic:  non  ampi,  pe- 
dani DC,  Caes.  p)  con  quam,  p.  es.  reiciundi 
ampi,  quam  trium  judicum  potestas,  Cic:  non 
ampi,  quam  terna  milia  aeris,  Nep.  y)  con 
abl.  dipendente,  triennio  ampi.,  Cic:  non 
ampi,  quinis  aut  senis  milibus  passuum  inte- 
resse, Caes.  S)  ossoL:  binas  aut  ampi,  domos 
(due  o  più)  continuare,  Sali.:  quindi  anche 
come  più  =  più  spesso,  Ter.:  nec  ampi.,  Suet. 
e)  di  ogni  accrescimento,  il  quale  come  con- 
tinuazione di  una  serie  di  oggetti  od  azioni, 
ne  aumenta  l'estensione,  di  più,  ancora  di 

■più  =  oltre  a   ciò,   inoltre,   ancora,  più   oltre, 

quid  est,  quod  jam  ampi,  exspectes?  Cic:  quid 
vis  o  quid  vultis  ampi.  ?  Cic:  quid  quaeris 
ampi.?  Cic:  et  alia  ampi.,  Sali.  Quindi  le 
locuz.:  a)  non  dico  amplius  e  nihil  dico  (o  di- 

cam)  amplius,  non  divo  più   nulla,  taccio,  non 

dico  altro,  quando  quale,  non  esprime  la  sua 
opinione,  partic.  per  non  offendere,  Cic. 

P)  hoc  amplius,  ancora,  inoltre,  oltre  a  ciò,  Cic 

ed  a.:  e  così  eo  ampi..  Suet.:  his  ampi.,  Quint.: 
quindi  t. 1.  di  coloro  che  votavano  in  Senato, 
i  quali  volevano  accompagnare  il  loro  as- 
senso ad  un'opinione  altrui  con  un'aggiunta, 
come  Servilio  assentior  :  et  hoc  ampi,  censeo, 
e  oltre  a  ciò  sono  di  questo  parere,  è  questa 
ancora  la  mia  opinione,  Cic.  f)  nihil  o  nec 

amplius  quam,  niente  di  più  o  altrimenti, 
che,  ecc.,  nient' altro,  soltanto,  CÌC   ed  a.:  COSÌ 

ellitt.,  nihil  amplius  quam  o  nec  quidquam 
amplius  (agit),  quam,  ecc.  Suet.    8)  ellitt., 

nihil  amplius,  soltanto  ciò,  nienValtro,  non  altro, 

Ter.  e  Cic:  parim.  si  nihil  amplius  (se.  effi- 
ciam),  Ov. 
amplector,  plexus  sum,  plecti  (ara  e  ple- 

Cto,  TtXéxo)),  1)  propr.,  intrecciarsi  0  avvitic- 
chiarsi intorno  a  una  cosa  o  pers.,  quindi  A) 
colle  braccia  o  mani,  avvincere  q.c.  o  quale, 

abbracciare,  cingere,  stringere  ;  tenere  abbrac- 
ciato, stretto,  avvinto,  a)  generic:  aram,  Tac: 


saxa  manibus,  Liv.  b)  partic,  abbracciare 
quale,  amichevolmente  o  amorosam.,  Comici, 

Ov.  ed  a.  B)  avvincere,  cingere,  come  COH  brac- 
cia   0    mani,    attorniare,    circondare,    arboris 

stirpem  (di  un  serpente),  Lucr.:  ansas  circum 
acantho,  ornare,  Verg.:  hostium  aciem,  Liv.: 
e  luoghi,  locum  munimento,  Liv.:  del  fuoco, 
appiccarsi,  proxima  quaeque  et  deinceps  con- 
tinua, Liv.  II)  trasl.:  A)  in  gen.,  cingere 
q.c.  come  colle  braccia  o  tener  fermo  colle 

mani,  Cioè  afferrare  q.c.  con  piacere,  accettare, 
accogliere,  cogliere,  prendere,  alqm    tamquam 

obsidem  consulatus  mei,  Cic:  victoriam  prò 
sua,  Liv.:  occasiones  obligandi  mei  avidissime, 

Plin.  ep.  B)  partic:  1)  abbracciare  con  amore, 
chiudere  nel  cuore,  prendere  botto  la  sua  spe- 
ciale protezione,  pregiare   altamente,  onorare, 

coltivare,  Octaviam,  Tac:  alqm  amore,  alqin 
amicissime,  Cic:  quindi  hoc  se  amplectitur 
uno,  di  ciò  si  vanta,  Hor.  2)  abbracciare 
q.c.  con  amore,  prender  viva  parte  ad  una 

COSa,  incaricarsi  specialmente  di  una  COSa, 
interessarsi,  pregiare  altamente,  dar  molto  0 
grande  valore  ad  Una  COSa,  tenere  in  pregio,  ri- 

conoscere  q.c,  tanto  amore  suas  possessiones, 
Cic:  artem,  Cic:  rem  publicam,  Tac:  nobili- 
tatem  et  dignitates  hominum,  Cic.  3)  abbrac- 
ciare e  ritenere  coli' animo,  meditare,  conside- 
rare, ponderare,  non  omnia  Consilio,  Cic: 
cogitationem  toto  pectore,  Cic.  4)  compreìidere 

q.C,  raccogliere  sotto  q.C,  racchiudere  in  una 

cosa,  idem  (honestum)  interdum  virtutis  no- 
mine, Cic:  ceterorum  suppliciorum  omnes 
acerbitates  (se.  sententià  sua),  Cic:  quindi 

trasl.  di  cose,  abbracciare  =  racchiudere  in 
sé,  comprendere,  contenere,  illae  (tabulae)  per- 

petuae  existimationis  fidein  et  religionem  ara- 
plectuntur,  Cic.  5)  abbracciare  nell'esporre, 
cioè  a)  compiere,  trattare,  ragionare,  argU^ 
mentum  pluribus  verbis,  Cic:  omnes  res  per 
scripturam ,  Cic.  b)  comprendere ,  trattare 
sommariamente,  omnes  oratores  qui  ubique 
sunt  aut  fuerunt,  Cic:  omnia  communiter, 
Liv. 

amplexor,  atus  sum,  Sri  (intens.  di  am- 
plector), I)  avvicinare,  pur  tic.  cingere  amorO- 
samente  ale,  abbracciare,  Comici,  Cic.  ed  a. 

II)  trasl.:    1)  cingere  con  amore,  ut  dixi,  Ap- 

pius  totum  me  amplexatur,  si  mostra  teneris~ 
simo  con  me,  mi  soffoca  quasi  colle  sue  ca- 
rezze, Cic.  2)  tener  fermo  q.C.  con  predilezione, 
afferrare  come  Un  bene  desiderato,  stimare 
altamente,  far  gran  conto  di  una  COSa,  attri- 
buire un  gran  valore,  riconoscere  q.C,  volupta- 

tem,  Cic:  otium,  cercar  di  promuovere  il 
mantenimento  della  quiete,  della  pace  (nello 
StatoJ,  Cic:  species  mirifice,  sprofondarsi 
intieramente  nelle  idee,  Cic  —  Forma  im- 
perat.  attiva  amplexato,  Cic.  Clu.  124. 

aiiip'«'\us,  ùs,  m.  (amplector), Vawincere, 
cingere,  I)  colle  braccia,  a)  amichevole,  amo- 
roso =  abbracciamento,  amplesso,  Verg.,  Veli. 
ed  a.:  quindi  meton.,  come  il  nostro  amplesso, 
(eufem.)  =  coito,  Ov.  ed  a.  b)  ostile,  nella 
lotta,  Ov.  met.  9,  52.  II)  ogni  avvincere,  cin- 
gere, serpentis,  spire,  strette,  Cic:  terrarum, 
circuito,  Liv. 

ani  pila  Ilo,  ònis,  f.  (amplio),  come  1. 1.,  di- 
lazione, proroga  della  sentenza  giudiziaria  in 


Georges-C  alonghi,  Dizionario  latino -italiano. 


6 


163 


ainplificatio 


ampulla 


164 


una  quistione  non  ancora  chiara  per  i  giu- 
dici (  V.  amplio  n°  II,  b,  p),  Sen.  contr.  1,  3,  9. 

amplifica  tifo,  OIIÌS,  f.  (amplifico),  allarga- 
mento, ingrandimento,  accrescimento,  I)propr., 
pecuniae,  rei  familiaris,  Cic.  II)  trasl.:  a)  in- 
grandimento, accrescimento  intensivo,  honoris 
et  gloriae,  Cic.  b)  come  t. 1.  ret.,  amplificazione, 

spiegazione   che    da-   rilievo   ad  un  oggetto  in 

iene  o  in  male,  esposizione  che  cerca  di  ecci- 
tare le  passioni,  di  commuovere  gli  animi, 

ricca  di  esuberanza  e  di  slancio,  Cic.  e  Quint. 

amplificali»!*,  òris,  m.  (amplifico),  am- 
plificatore, ingranditore,    acci >escitore t  trasl., 

rerum,  Cic:  dignitatis,  Cic. 

amplifico,  avi,  atum,  are  {amplus  e  facio), 

render  piti  grande,  più  ampio;  ampliare,  allar- 
gare, ingrandire,  I)  propr.:  a)  in  circuito,  ur- 
bem,  civitatem,  Cic.  b)   in  numero,  forza, 

ingrandire,  accrescere,  rafforzare,  divìtias,  Cic: 

fortunam,  migliorar  le  circostanze,  le  condi- 
zioni, Cic:  sonum,  Cic.  II)  trasl.:  a)generic. 
ingrandire,  accrescere,  rafforzare,  elevare,  in- 
nalzare intensivam.  (cohtr.  minuere),  volu- 
ptatem,Cic:  auctoritatem,  Cic:  gloriam,  Cic: 
pauci  honore  et  gloria  amplificati,  Cic  h)come 
1. 1.  retor.,  a)  dar  maggior  rilievo  ad  un  og- 
getto in  bene  0  in  male,  porre  in  più  chiara 
luce,  ingrandire,  amplificare  (contr.  attenaure, 

minuere),  alqd  dicendo  aaipl.  atque  ornare, 
Cic:  ampi,  rem  ornando,  Cic:  alqd  ampi,  et 
augere  (contr.  infirmare  atque  frangere),  Cic. 

P)    innalzare,    ampliare    V  esposizione    Stessa, 

darle  forza  e  slancio,  orationem,  Cic  e  Quint. 
amplio,  avi,  atum,  are  (amplus),  far  più 

grande  in  comprensione,  ingrandire,  ampliare, 
allargare,  accrescere,  aumentare,  IJ propr '.;  a) 

in  circuito,  estensione:  templum,  Suet.  b)  in 
grandezza  numerica,  in  forza,  ingrandire, 

aumentare,  innalzare,  numerum,  Plin.  pan.: 
rem  (le  sostanze),  Hor.  IIJ  trasi.,  intensiv.: 
a)  generic:  insequenti  praeturà  ampliato  ho- 
nore, Auct.  b.  Hisp.  b)  partici  a)  innalzare 
COlV espressione,  far  spiccare,  magnificare,  Han- 

nibalis  bellicis  laudibus  ampliatili  virtus  Sci- 
pionis,  Quint.  (3)  come  t.  t.  giudiz.,  del  pre- 
sidente,  prorogare,   rinviare   ad   Uìl    termine 

convenuto  il  giudizio  definitivo,  la  sentenza 
in  una  causa,  la  quale  non  è  ancora  ch'ara 
a  tutti  o  alla  maggior  parie  dei  giudici  (in 
cui  essi  dichiaravano  »on  liquet),  strvendosi 
della  formola  AMPLIUS  (V.  sotto  ampie): 
(ciò  poteva  accadere  più  volte  in  un  pro- 
cesso; all'incontro  coniperendinare,  rinviare 
la  sentenza,  in  una  quistione  già  chiarita, 
al  «  terzo  giorno  »,  come  secondo  termine), 
causam,  Cic:  causa  septies  ampliata,  Val. 
Max.:  hominem  nefarium,  la  sua  causa,  Cic 
amplitùdo,  dìhis,  f.  (amplus),  proprietà 
deZZ' amplus,   I)  propr.,  grandezza  imponente 

per  la  sua  estensione,  ampiezza,  estensione 
grande,  rilevante,  ragguardevolezza,  simulaci'Um 

modica  amplitudine,  Cic:  ampi,  corporis,  per- 
sona alta  e  ùen  fatta,  Plin.  ep.:  urbis,  Cic 
II)  trasl.:  1)  grandezza  che  si  estende  in  com- 
prensione, amplitudiiies  quaedam  honorum 
excitabantur,  certi  ampliamenti  dei  beni  ve- 
nivano sollecitati,  sorgevano,  Cic.  2)  gran- 
dezza imponente  par  ragguardevolezza  este- 
riore,   sublimità,    elevatezza,   splendore   impo- 


nente, magnificenza,  nominis,  Cic:  rerum 
gestarum,  Nep.:  animi,  grandezza  d'animo, 
Cic.  3)  grandezza  che  s'impone  facendosi  va- 
lere presso  gli  altri  e  pel  suo  grado  elevato, 

elevatezza,     alta    dignità,    posto    ragguardevole 

nello  Stato,  majestas  est  ampi,  ac  dignitas 
civitatis,  Cic:  ad  summam  amplitudinem  per- 
venire, Cic   4)  come  t.  t.  retor.,  ampiezza  e 

dignità,  altezza,    sublimit/i^jnagnificenza   del- 

l'espressione  o  del  porgere,  Cic.  ed  a.  — 
Partic,  amplitùdo  Platonis,  ricca,  magnifica 
esuberanza,  Cic 

ampliti*.,  V.  ampie. 

amplus,    a,    Um,    estaso,   ampio,   spazioso, 
vasto,  rilevante,  grande  (contr.  exigUUS,  parvus), 

I)  propr.:  a)  riguardo  al  circuito  esterno  ed 
allo  spazio  interno,  capra,  Varr.:  curia,  domus, 
Cic.  b)  che  abbraccia  molto  in  numero,  quan- 
tità, altezza,  lunghezza,  durata,  ecc.,  grande, 

rilevante,   abbondante,   ricco,   notevole,   esteso, 

largo,  pecunia  amplissima,  Cic:  numerus  am- 
plior,  Sali.:  copiae  ampliores,  Caes.:  anche  nel 
compar.  neutx.  amplius  sost.  (da  non  confon- 
dersi COll'avv.  amplius,  V.),  di  più,  maggior- 
mente, non  daturus  sum  amplius,  Cic:  impo- 
nebat  amplius,  quam  ferre  possent,  Cic:  e  seg. 
dal  genit.,  ancora  di  più,  amplius  negotii, 
Cic:  amplius  obsidum  dare,  Caes.  II)  trasl.: 

a)  generic,  intensivam.,  grande,  significante, 
importante,  riguardo  alla  comprensione,  oc- 
casio,  Cic:  ovv.  riguardo  alla  forza  interna, 
forte,  potente,  impetuoso,  amplior  morbus,  Ter.: 
ampia  spes,  Sali,  b)  grande,  riguardo  allo 
splendore  esterno  od  al  valore  intrinseco, 

magnifico,  splendido,  maestoso,  mirabile,  onore- 
vole, praemia,  Cic:  res  gestae,  Cic:  funus, 
Nep.:  e  così  amplum  est  «  è  onorevole  »,  am- 
plum  Tuscis  ratus,  trovandolo  onorevole  per 
i  Tusci,  Liv.  e)  grande,  riguardo  al  valore 
presso  altri  e  ali  alta  condizione,  posizione 

esterna,  alto,  altolocato,  altamente  onorato , 
ragguardevole,  segnalato,  homo  VÌl'tute  Cognita 

et  spectata  fide  amplissimus,  Cic:  amplae  et 
honestae  familiae,  Cic:  amplissimo  genere 
natus,  Caes.:  amplissimi  cives,  Caes.:  neutr. 
compar.  sost.,  ego  (ero)  aedilis,  koc  est  paulo 
amplius  quam  privatus,  Cic:  e  amplissimus,- 
come  titolo  delle  alte  cariche  dello  Statò 
(consoli,  senatori,   decemviri,   ecc.,   collegi 

Sacerdotali),  chiarissimo,    illustrissimo,   colle- 

gium  decemvirale,  Cic:  honor,  il  consolatOj 
Cic:  ordo,  l'ordine  senatorio,  Plin.  ep.:  ma 
amplissimorum  ordinimi  viri  delecti,  dall' or  - 
dine  o  grado  dei  senatori,  cavalieri  e  tribuni 
erarii,  Cic:  amplissimum  sacerdotium,  Cic 

Ampsancli  (se.  lacus),  rur.  Ampsan- 
clus»  (Ams.),i,  m., piccolo  lago  negli  Irpini, 
non  lungi  da  Aeculanum  (ora  Frigento),  far 
moso  per  le  sue  esalazioni  mefitiche;  vicino 
ad  esso  si  trovava  un  santuario  della  dea  Me- 
phitis  con  una  spelonca,  dalla  quale  esala- 
vano vapori  soffocanti  (quindi  presso  i poeti 
considerato  come  luogo  d'accesso  all'inferno),  \ 
ora  lago  mofetico  d'Amsanto. 

ampulla,  ae,  f.,  I)  vaso  di  forma  allun-  i 
gata  con  collo  stretto  e  due  manichi,  di  vetro,  " 
di  terra  ed  anche  di  pelle  per  conservare  i  , 
liquidi,  partic.  unguenti,  belletto,  olio,  am-  j 
polla,  boccetta,  Plin.  ep.  ed  a.:  partic.  (come  \ 


165 


ampullor 


XifooGos),  vasetto  di  unguento  o  belletto,  Cic. 
de  fin.  4, 30.  II)jpoet.  trasl.  {come  traduzione 

di  X^ttoGog),   parole  pompose,  stile  ampolloso, 

ampollosità,  Hor.  art.  poèt.  97. 

ampullor,  ari  (ampulla  n°  II) ,  come 

Versione  di  XvjXO0t£(!),  parlar  gonfio,  ampolloso, 

Hor.  ep.  1,  3,  14. 

ampiitàtio,ònis,  f. (amputo), troncamento, 
potamento,  amputazione,  taglio,  sarmentorum 
(contr.  iramissio),  Cic:  linguae,  Yal.  Max. 

am-pìitO,  avi,  àtum,  are,  tagliar  via,  tron- 
care, mozzare,  mediante  un  taglio  fatto  alVin- 
torno,  le  parti  inutili  o  nocive  in  un  corpo, 

1)  propr.:  1)  come  1. 1.  dell'agricoltura:  a) 

potare,    tagliar    via,    troncare    legno    SeCCO    0 

germogli  inutili,  rami  e  sim.  (contr.  immit- 
tere,  lasciar  stare  e  crescere],  falce  ramos 
inutiles,  Hor.:  circumcldat  (tagli  [il  tutto]), 
amputet  (tagli  via,  poti  [parti  inutili  o  dan- 
nose dell'albero]),  Cic.  b)  pregn.,  liberare 
un  albero  dai  suoi  germogli  o  rami  inutili, 

rimondare,  ripulire,  potare,  vitem    ferro,    Cic. 

2)  recidere,  troncare,  mozzare  una  parte  del 
corpo,  a)  generic,  alci  manus,  Sen.:  alci 
caput,  Suet.:  aurem  alcjs,  Tac:  pregn.,  ca- 
strare, evirare,  exoletos  su os ,  Seri.  rhet.  b) 
come  t.  t.  della  medicina,  tagliar  via  parti, 

membra  malate,    amputare,   segare,   mozzare, 

a) propr.,  in  corpore  quidquid  est  pestiferum, 
Cic.  (fig.J.  II)  trasl.,  scemare  il  tutto,  ta- 
gliando via  le  parti  superflue  ;  limitare,  rac- 
corciare, diminuire,  a)  generic,  sententiarum 
circumeidere  et  amputare  multitudinem,  Cic: 
legionum  numerimi,  Tac.  b)  come  t.t.diretor., 
infra  età  et  amputata  loqui,  parlar  rotto  e 
tronco  [cioè  senza  continuità  armonica),  Cic 

jftiiipycidcs,  V.  Ampycus. 

Ampycus,  i,  m.  ("A|i7iuxog),  Ampico,  uno 
dei  Lapiti,  figlio  di  Pelia,  padre  del  celebre 
indovino Mopso.  —  Deriv.:  Ampycidès, 
ae,  m.,  Ampicide  (discendente  di  Ampico), 
cioè  Mopso. 

itnisanctij  V.  Ampsancti. 

4  in  fi  lì  ti  s,  ti,  m.,  Amuiio,  figlio  di  Proca, 
re  di  Alba  Long  a,  il  quale  cacciò  dal  trono  il 
fratello  maggiore  Numitore ,  ne  uccise  il 
figlio  e  fece  esporre  sul  Tevere  i  nipoti  Ro- 
molo e  Remo,  nati  dalla  figlia  di  lui  (Ve- 
stale) Rea  Silvia  (quindi  Ani.  dirus,  Ov.). 

ani  urea,  ae,  f.  (àjxópyyj),  impurità  acquosa 
che  si  separa  nello  spremere  le  ulive,  morchia, 
feccia  dell'olio,  Verg.,  Col.  ed  a. 

iuiyelae,  àrum,  f.  ('AfióxXoci),  Amicle, 
città  della  Laconia,  non  lungi  da  Terapne. 
20  stadi  a  S.E.  di  Sparta,  sede  di  Tindaro, 
patria  dei  Dioscuri,  di  Elena  e  di  Cliten- 
nestra,  con  un  santuario  e  un  colosso  di 
Apollo  Amicleo,  presso  cui  ogni  anno  si  ce- 
lebravano le  feste  in  onore  di  Giacinto  (Hya- 
cinthia). —  Deriv.:  7%BiiycEaeu$,  a,  uni, 
appartenente  ad  Amicle,  amicleo,  fratres,  i 
Dioscuri,  Verg".:  quindi poet.  =  spartano,  ca- 
nis,  Verg.:  ahena,  porpora  della  Laconia,  Ov. 

ÀmfclaTdcs  ovv.  Àmyclldcs,  ae,  m., 
VAmiciide  (discendente  da  Amicla,  fonda- 
tore di  Amicle,  cioè  suo  figlio)  Giacinto. 

amy^dala,  ae,  f.,  I)  (àu.uySdXYj),  man- 
dola, amygdalanux,  Plin.:amygdalae  amarae, 


an  166 

Plin.  IT)  (àfiuySaX^),  mandorlo,  Scriptt.  r.  r. 
e  Plin.  —  Deriv.:  amygdalìnus,  a,  um 
(à|iuYSàXcvog),  di  mandorle,  oleum,  Plin. 

auiygdalum,  i,  n.  (ajiuySaXov) ,  man- 
dorla, frutto  del  mandorlo,  Ov.  e  Seriori. 

A  III  y  Ilio  Uè,,  ès,  f.  ('AfJLOjJKtìVYj),  Amimone, 

figlia,  di  Danao,  amata  da  Nettuno,  il  quale 
in  premio,  le  fece  scaturire  da  una  rupe 
(presso  Argo)  una  triplice  fonte. 

Aniyntas,  ae,  m.  ("Ajióvxag) ,  Aminta, 
nome  greco  di  uomini,  par  tic.  di  parecchi  re 
di  Macedonia,  fra  cui  è  noto  «  Aminta  I  », 
figlio  di  Arrideo,  padre  di  Filippo  il  Mace- 
done, avo  di  A lessandro  ti  Grande.  —  De- 
riv.: Amyntìadcs,  ae,  m.,  discendente  di 
Aminta,  cioè  Filippo. 

tuiyfitor,  toris,  m.  ('Afióvxwp),  Amin- 
tore,  re  dei  Dolopi,  padre  di  Fenice.  —  D  e- 
r  iv.:  A  in  y  u  li»  ride*,  ae,  m.,  figlio  di  Amin- 
tore  =  Fenice. 

aitiystis,  ttdis,  f.  (cCflUCXlc;),  il  vuotar  la 
coppa   in  un   sol  fiato,    in    un   sorso,    quando 

senza  chiudere  una  volta  le  labbra,  si  versa 
il  vino  nella  bocca,  come  facevano  i  Traci, 

il  tracannare,  Hor.  carm.  1,  36,   14. 

Jkmytliaou,  onis,  m.  ('Au-oGà  dv),  Ami- 
taone,  Eolide,  indovino  di  Argo,  padre  di 
Melampo,  Biante  ed  Eolia.  —  Deriv.: 
Ainytliaonìus,  a,  um,  Amitaonio. 

ìin,  cong.  [non  da  àv  e  nemmeno  da  au  o 
da  autne,  ma  primitivo),  rinforz.  anche  con 
ne  in  anne,  introduce  il  «  secondo  »  membro 
di  una  prop.  disgiuntiva,  in  cui  sì  esprime 
«  dubitando  »  o  «  interrogando  »  il  proprio 
giudizio  indeciso  e  si  aspetta  o  richiede  la 
decisione  da  un  altro,  come  il  nostro  o,  o  se, 
I)  in  proposiz.  dubitative  di  sg  iunt  iv  e, 
dopo  tutti  i  verbi  eh?  esprimono  dubbio,  in- 
certezza e  simili,  come  dubito,  dubium  o  in- 
certum  est,  nescio  etc,  refert,  interest,  anche 
video,  scio,  doceo,  disco  etc,  e precis.:  ì)in 
una  disgiunzione  completa:  a.)  se- 
guendo come  antitesi  al  primo  membro  an- 
teposto con  utrum,  utrumne  ;  od  anche  ne  od 
assol,  desinite  dubitare,  utrum ...  an,  Cic: 
ut  nescias,  utrum  . . .  an,  Cic:  honestumne 
factu  sit  an  turpe,  dubitant,  Cic:  refert  etiam 
qui  audiant,  senatus  an  populus  an  judices, 
Cic;  quindi  b)  in  una  frase  accorciata,  senza 
un  verbo  di  dubbio  e  sim.,  quasi  interrogando, 
o  piuttosto,  od  anche,  senza  particella  nel  primo 
membro  e  anche  senza  influsso  sul  verbo, 
Cn.  Octavius  est,  an  Cn.  Cornelius  quidam, 
Cic:  non  plus  duobus  an  tribus  mensibus,  Cic: 
e  così  e)  come  sive,  anzi  scambiandosi  con 
questo,  quando  uno,  non  certo  di  una  cosa, 
non  osa  decidere,  e  la  ritiene  almeno  per  in- 
differente, o,  ovvero,  sive  fatali  vecordià,  an . . . 
ratus,  Tac. 

Spesso  2)ellitticam.,  quando  mediante 
lo  speciale  rilievo  dato  al  secondo  membro, 
il  primo,  facile  a  supplirsi,  viene  in  certo 
modo  omesso,  se  non,  così  in  primo  luogo  : 
a)  nella  locuzione  dubito  an  (in  tutte  le 
persone  e  tempi),  e  nella  formola  liaud  scio 
an  ovv.  nescio  an,  come  espressione  ur- 
bana e  modesta  della  convinzione  soggettiva, 
io  dubito,  non  so  bene,  se  non,  cioè  io  credo 
quasi,  prestano,  suppongo,  che,  eCC,  OVV.  COU 


167 


Anaces 


anadema 


168 


riservatezza  ancor  maggiore,  dubitem  ovv. 
dubitaverim  an,  haud  sciam  an,  dubiterei,  non 

saprei  se,  se  non,  quindi  spesso  ==  forse,  pro- 
babilmente, verosimilmente,  a  quanto  credo,  du- 
bito an  hunc  primum  omnium  ponam,  Nep.: 
tamenne  dubitemus  an  ei  nos  etiam  cum  peri- 
culo  venditemus,  Cic:  vir  sapientissimus  atque 
haud  scio  an  omnium  praestantissimus,  Cic: 
extremum  illud  est,  quol  nescio  an  tu  pri- 
mum putes,  Cic.  —  S'intende  che  la  nega- , 
zione  della  propos.  dipendente  da  dubito  an 
e  haud  scio  an  o  nescio  an  deve  venire  espressa 
con  non  e  (dopo  i  due  ultimi)  con  ne . . . 
quidem,  nullus,  nemo,  nihil,  numquam, 
minus,  etc,  dubitet  an  turpe  non  sit,  Cic: 
quod  haud  scio  an  non  possis,  Cic:  haud  scio 
an  ne  opus  quidem  sit,  Cic:  meà  sententià 
haud  scio  an  nulla  beatior  esse  possit,  Cic: 
haud  scio  an  minus  hoc  vobis  probaturus  sim, 
Cic:  parim.  b)  generic,  in  frasi  che  espri- 
mono dubbio,  non  sapere  e  sim.,  moriendum 
enim  certe  est,  et  id  incertum  an  eo  ipso  die, 
se  in,  ecc.,  Cic 

3)  senza  riguardo  al  senso  disgiuntivo 
(non  mai  però  in  Cicerone,  molto  spesso 
nella  prosa  dopo  Augusto),  dubitando  in  ge- 
nere, come  num,  se,  e  con  disposizione  al  ne- 
gare, dubito  an  idem  tibi  quod  tunc  mihi  sua- 
deam,  Plin.  ep.:  quis  scit  an  adicianthodiernae 
crastina  summae  tempora  di  superi?  Hor.:  e  ri- 
petuto se  »,.  se,  hunc  tu  ignorantem  an  sedeat 
putas  scire,  an  vivat,  an  videat,  an  otiosus 
sit,  Sem:  partic.  nescio  an,  in  bocca  di  chi 
dubita  significa  piuttosto  ciò  che  gli  sembra 

inverosimile,  non  so  se,  cioè  non  credo   che, 

ecc.;  forse  non,  difficilmente,  nescio  an  tibi 
gratius  opportuniusque  accYderit,  Caecin.  in 
Cic  ep.:  an  profecturus  sim,  nescio,  Sen. 

II)  in  propr.  interrogativo  -  dis- 
giuntive: 1)  in  doppia  interroga- 
zione compiuta,  a)  nella  reale  indeci- 
sione di  chi  domanda  Vuna  cosa  o  T altra; 
precedendo  una  propos.  con  utrum,  utrumne, 
ne  o  assol.,  a)  nelV interrogazione  diretta,  o, 
ovvero,  utrum  ea  vestra  an  nostra  culpa  est  ? 
Cic:  Komamne  veniam,  an  hic  maneam,  an 
Arpinum  fugiam?  Cic.  (3)  nell'interrogazione 
indiretta,  o  se,  o,  id  utrum  Eomano  more  lo- 
cutus  sit,  an  quo  modo  Stoici  dicunt,  postea 
videro,  Cic.  b)  precedendo  mia  decisione  per 
Vuna  o  T altra  cosa,  e  precis.:  oc) per  affer- 
mare il  primo  membro  anteposto  con  non  o 
ne,  non  manum  abstines,  an  tibi  jam  mavis 
cerebrum  dispergam  hic?  Ter.:  me  certiorem 
facias,  P.  Crassus  vivone  patre  suo  mortuus 
sit,  ut  ego  meminisse  videor,  an  post?  o  se  non, 
oppure  se,  Cic  p)  per  affermare  il  secondo 
membro,  dove  poi  la  minore  probabilità  del 
primo  viene  significata  con  num  o  ne,  num 
Homerum,  num  Hesiodum  . . .  coégit  in  suis 
studiisobmutesceresenectus?  an  in  omnibus 
his  studiorum  agitatio  vitae  aequalis  fuit?  Cic: 
unum  illud  nescio,  gratulerne  tibi,  an  timeam? 
Cic.  e)  an  non  o  annon,  o  non,  come  colla  ri- 
petizione, così  anche  colTomissione  del  verbo 
del  primo  membro,  dove  c'è  vera  disgiunzione 
o  si  è  disposti  ad  affermare  il  secondo  membro, 
nell'interrogazione  diretta,  pater  ejus  rediit, 
annon?  Ter.:  num  tabulas  habet,  annon?  Ter. 


2)  eli  itti cam.,  quando  è  espresso  solo 
il  secondo  membro  con  an,  mentre  il  primo 
membro,  facile  a  supplirsi  dal  contesto,  viene 
omesso  (non  mai  nelVinterrog.  diretta  sem- 
plice), e  precis.:  a)  quando  si  interroga  con 
ironia,  presupponendo  una  risposta  contra- 
ria (negativa),  ma  col  tono  di  chi  aspetta 
risposta  affermativa,  o,  o  piuttosto,  ovvero, 
o  forse?  {dove,  senza  ironia,  n'interroghe- 
rebbe con  num  o  ne),  an  etiam  id  dubium 
est?  Cic:  an  putas?  Cic:  quindi  an  non  (non 
annon)  con  valore  affermativo  (dove,  senza 
ironia  s' interrogherebbe  con  nonne),  quo 
fretus  sim?  an  non  dixi  esse  hoc  futurum?  o 
n  n  h  >  io  detto  ?  Ter.:  an  haec  ab  eo  non  di 
cuntur?  Cic:  partic.  b)  quando  si  desidera  o 
si  presuppone  il  contrario,  e  farebbe  meravi- 
glia, quando  la  cosa  dovesse  venire  affermata, 
foì-se  che?  forse?  (quindi  anche  insieme  alle 
esclamazioni  eho,  amabo,  obsecro),  an  cen- 
ses,  nihil  inter  nos  convenire  ?  Cic  e)  quando 
per  confutare  un'opinione  altrui,  o  sostenere 
la  propria,  si  pone  innanzi  interrogando  una 
proposizione  generale  notoriamente  vera,  od 
anche  si  vuol  dimostrare  un  caso  discutibile 
con  un  altro  simile  indiscutibile  (argumen- 
tum  a  minore  ad  majus)  (non  di  rado  rin- 
forzando con  vero)  o  forse,  o,  quae  tandem  id 
ars  non  habet?  earum  dico  artium,  quae  con- 
jectura  continentur  et  suntopinabiles.An  me- 
dicina ars  non  putanda  est?  Cic.  d)  quando, 
in  genere,  si  vuol  confutare  l'opinione  con- 
traria od  esporre  la  propria  come  indiscuti- 
bile, o  forse,  forse  che,  ora,  in  domiuos  quaeii 

de  servis  iniquum  est.  Anne  quaeritur?  Cic: 
an  potest  quis  dubitare,  quin  etc?  Cic.  e) 
spesso  dopo  un'altra  interrogazione,  alla 
quale  si  contrappone  qualcosa  come  propria 
congettura,  o,  o  forse,  sed  quid  Curio  ?  an  illam 
orationem  non  legit?  Cic:  quindi  anche  i)  in 
semo  affermativo,  dove  in  proprio  nome 
e  senza  riguardo  ad  opinioni  diverse  o  d'altri 
si  porrebbe  il  nonne,  o ...  non?  dunque  non? 
forse  non?  partic.  in  contrapp.  ad  un'inter- 
rogazione precedente,  quidnam  beneficio  pro- 
vocati facere  debemus?  an  imitari  fertiles 
agros  etc,  Cic 

Infine  3)  (per  esprimere  Tincertezza  in 
genere)  anche  nell'i nter rog az  ione  in- 
diretta semplice  =  num.  se,  in  obscuro 
est,  an  didiceris,  Plin.  ep.:  tria  sine  dubio 
spectanda  sunt:  an  sit,  quid  sit,  quale  sit, 
Quint.:  consuluit  an  etc,  Curt. 

Anaces,  uni,  m.  ("Avaxeg,  antico  plur. 

di  àva£)  =  signori,  protettori,  difensori,  epiteto 

de>  Dioscuri. 

Aiiacliarsis,  sìdis,  m.  ('Ava^apatg),  Ana- 
carsi,  scita  di  famiglia  principesca,  il  quale 
ai  tempi  di  Solone,  per  desiderio  d'istruirsi, 
venne  in  Atene  e  vi  acquistò  grande  cre- 
dito pe'  suoi  semplici  costumi  e  pel  suo  in- 
gegno. 

inaor i'ón,  ontis,  acc.  onta,  m.  ('Ava- 
xpéoov),  Anacreonte,  celebre  poeta  lirico,  na- 
tiv  >  di  Teo  nella  Jonia  (559  av.  Or.);  m>r\ 
il  478  av.  Cr.  —  Deriv.:  Anacreon- 
tlUS   a,  uni  ('AvootpsóvTSios),  anacreontico. 

aiisidcllia ,  matis,  n.  (àvocSyjfia),  benda 
per  i  capelli,  del  capo,  come  ornamento  delle 


169 


Anagnia 


Anchises 


170 


donne,  sinonimo  di  mitra  (V.),  in  Lucr. 
4,  1121. 

4nagnia,  ae,  f.  ('AvayvÉa),  antichissima 
città  del  Lazio,  capitale  degli  Emici,  in  una 
contrada  fertile  e  amena  sopra  un'altura, 
appiè  della  quale  convergevano  la  via  La- 
vicana  e  Praenestina  (compitum  Anagni- 
num);  ora  Anagni.  —  Deriv.:  ;4nagnf- 
ntis,  a,  um,  di  Anagni;  sost.,  a)  Anagninus, 
i,  m.,  abitante  di  Anagni,  b)  Auagninum,  i,  n., 
Anagnino,  podere  di  Cicerone  nel  territorio 
di  Anagni. 

anagiiostcs,  ae,  m.  (àvayvwoxYjs),  let- 
tore, latino  puro  lector  (schiavo  o  liberto), 
Cic.  ed  a. 

ìinalecla,  ae,  m.  (da  àvaXsyco),  raccogli- 
tore di  rimasugli  o  di  briciole,  titolo  di  uno 
schiavo,  il  quale  aveva  durante  il  pranzo  da 
togliere  ciò  che  rimaneva  sulla  mensa,  e  ciò 
che  cadeva  dalla  tavola,  Sen.  ep.  27,  7. 

anàieptris,  trtdi?,  f.  (da  àvaXafiPaveo), 
cuscinetto  per  le  spalle,  Ov.  art.  ani.  3,  273. 

analogìa,  ae,  acc.  an,  f.  (àvaXoyta),  I) 

ugual  rapporto,  proporzione  fra  due  0  più 
cose,  analogia  (lat.  puro  comparatio  prc- 
portiove),  Sen.  ep.  120,  4.  II)  come  t. 1. 
gramm.:  1)  conformità  di  casi  simili  nella  for- 
mazione delle  parole,  analogia  (contr.  anoma- 
lia), Quint.  1,  5,  13.  2)  (nella  stilistica)  unità 

e  simmetria  dell' 'esposizione,  analogia,  come  lo 

scritto  di  Cesare  de  analogia,  Suet.  Caes.  56. 

anapaestiiSj  a,  um  (àvdtaaiaxos,  riper- 
cosso), anapesto,  pes,  il  piede  «  anapesto  » 
kj  \j  -  (simile  a  un  dattilo  battuto  indietro, 
cioè  inverso),  Cic.  ed  a.:  sost,  a)  anapaestus, 
i,  m.,  a)  =  pes  anap.,  un  anapesto  (V.  sopra), 
Quint.  9,  4,  48  e  sgg.  (3)  verso  composto  di 
anapesti,  Cic.  or.  190.  b)  anapaestum,  i,  n. 
poesia  (canto)  in  anapesti,  CÌC.  TUSC.  3,  37 
e  altr. 

jknaplic,  ès,  f.  fAvàcpyj),  Anafe,  isola  di 
origine  vulcanica,  a  levante  di  Tera,  una 
delle  Sporadi;  ora  Namfi  od  Anafi. 

£napis,  V.  Anapus  n°  IL 

4  ufi  pus,  i,  m.  ("Avowtoc),  I)  V.  Amphi- 
nomus.  II)  (anche  Anapis)  fiume  della  Si- 
cilia, che  si  getta  nel  mare  a  sud  di  Siracusa 
attraverso  a  paludi  ;  ora  Anapo:  come  dio 
del  fiume,  amante  della  ninfa  Ciane,  il  cui 
ruscello  riceve  poco  prima  della  foce. 

Anartes,  Tum,  m.  ("Avapxot),  Anarti, 
popolazione  della  Dacia  al  nord  del  Tibisco. 

1.  Alias,  ae,  m.  ("Avag),  Ana,  fiume 
della  Spagna;  oggi  Guadiana. 

2  anas,  natis,  f.,  anitra,  anatum  ova,  Cic. 

ànatìcula,  ae,  f.  (dimin.  di  anas),  ani- 
trino,  Cic.  de  fin.  5,  42. 

ànattfcismus,  i,  m.  (àvaxoxiou.Ó£),  inte- 
resse sopra  interesse,  frutto  dei  frutti,  CÌC.  ad 
Att.  5,21,  11  e  sgg. 

Anaxagtfras,  ae,  m.  (  'Avagayópot£  ), 
Anassagora,  celebre  filosofo  della  scuola  io- 
nica antica,  nato  a  Clazomene  (verso  il  500 
av.  Cr.J,  amico  e  maestro  di  Pericle  e  di 
Euripide. 

4na\aroliu*,  i,  m.  ('AvdgapxogJ),  Anas- 
sarco,  celebre  filosofo  di  Abdera,  discepolo 
di  Metrodoro  di  Chio,  seguace  di  Demo- 


crito, compagno  di  Alessandro  il  Grande 
nelle  sue  spedizioni. 

inax  mia  mici»,  dri,  m.  ('Ava£ijiav8pos), 
Anassimandro,  celebre  filosofo  ionico  di  Mi- 
leto,  il  pili  prossimo  discepolo  di  Talete. 

.4na.\inienes,is,m.('Ava£t|iévY]s),-4ntts 
simene,  I)  celebre  filosofo  ionico,  di  Mileto, 
discepolo  o  almeno  continuatore  prossimo  di 
Anassimandro  (verso  il  500  av.  Cr.).  II)  re- 
tore e  storico  di  Lampsaco,  discepolo  del  ci- 
nico Diogene  (verso  il  365  av.  Cr.). 

anceps,  cYpttis  (an  e  caput;  abl.  sing.  co- 
mun.  ancipiti),  bicipite,  bifronte,  I)  propr.: 
Janus,  Ov.:  ancipiti  mirandus  imagine  Janus, 
Ov.:  poeticam.  acumen  montis,  con  doppia 
vetta,  Ov.  II)  trasl.,  che  ha  due  parti,  1)  o 
doppio  taglio,  a  due  tagli,  securis,  Ov.  2)gene- 
XlC.'.cheva  da  due  parti  opposte,  a)  nello  spazio, 
che  va  od  è  volto  da  due  parti,  che  è  gettato,  corre 
da  due  parti  o  da  due  direzioni  opposte,  da  fronte 

e  da  tergo,  munimenta,  Liv.:  tela,  Liv.:  anci- 
pites  ad  ictum,  presentando  ambo  le  parti 
(petto  e  spalle)  ai  colpi  (di persona),  Liv.: 
cum  anceps  hostis  et  a  fronte  et  a  tergo  ur- 
geret,  Liv.:  ancipitibus  locis  premi,  Nep.:  e 
così  pure  anc.  proelium,  Caes.  (diverso  dal 
n°  3,  e,  a),  certamen,  Justin.  (cfr.  al  n°  3,  a), 
parim.  anc.  periculum,  Sali.:  anc.  malura, 
interno  ed  esterno,  Sali.:  anc.  metus  et 
ab  cive  et  ab  hoste,  Liv.:  e  così  pure  terror, 
Caes.    b)  rispetto  alla  natura,  che  è  propenso 

ad  ambedue  le  parti,  doppio,  anfibio,  bilaterale, 

bestiae  quasi  ancipites,  anfibi,  Cic:  anc.  di- 
cendi  faciendique  sapientia,  Cic.  3)  che  oscilla 
fra  due  parti,  che  ha  due  lati,  che  si  volge  da 
una  o  dall'altra  parte,  a)  generic.  fatorum 
via,  Cic:  disputationes,  Cic:  cam  ipsa  per  se 
res  anceps  esset,  Liv.  b)  Uie  ha  due  lati  = 
ambiguo,  di  doppio  senso,  anc  sententia,  ora 
culum,  Liv.:  anc.  jus,  diritto  controverso, 
Hor.  e)  che  oscilla  =  sospeso,  incerto,  dub- 
bioso, a)  riguardo  al  successo,  all' 'esito,  belli 
fortuna,  Cic:  aicjs  ancipites  variique  casus, 
Cic:  anc.  proelium,  Liv.  (diverso  da  sopra  al 
n°  2,  a)  :  ancipiti  Marte  pugnare,  bellum  ge- 
rere,  Liv.  p)  che  dubita  rispetto  al  parere,  in- 
certo, perciò  anche  indeciso,  senza  consiglio, 
Lucanus  an  Apulus,  anceps,  non  si  sa  se,  ecc., 
Hor.:  animum  inter  Fidenatem  Romanamque 
rem  ancipitem  gessisti,  Liv.:  e  così  pure  ma- 
tres,  Verg.:  epoeh,  formido,  Verg.  y)  i^erto 
rispetto  al  sentimento,  dubbio,  volubile,  fides, 
Curt.  d)  pregn.,  incerto  rispetto  al  lato  dan- 
noso, pieno  di  danni,  pericoloso,  rischioso,  sca- 
broso, ancipites  viae  (maris),  Ov.  :  bellum  du- 
bià  et  interdum  ancipiti  fortuna  gestum,  Veli.: 
vox  ipsi  anceps,  Tac:  eoZZ'infin.,  quia  revocare 
aut  vi  retinere  eos  anceps  erat,  Liv.:  neutro 

sost .  =  condizione  incerta,  pericolosa,  in  anceps 

trahi,  Tac:  in  ancipiti  esse,  Veli,  e  Tac:  inter 
ancipitia,  Tac. 

AiH'Iiìalos  (-iis)  i,  f.  ('AyxtaXos),  An" 
chiaio,  piccola  città  degli  Apolloniati  in  Tra- 
cia sul  Ponto  ;  ora  Akiali. 

AncliTsés,  ae,  e  Ancliisa,  ae,  m.  ('Ay- 
xCotjs),  Anchise,  figlio  di  Capi  e  di  Temi,  ni- 
pote di  Assaraco,  signore  di  Dardano,  pa- 
dre di  Enea  (ch'egli  ebbe  da  Venere),  il 
quale  lo  salvò  dall'incendio  di  Troia.  — 


171 


ancile 


anethum 


172 


Deriv.i  1)  Ancliiscus,  a,  um,  ancidseo,  di 
AncMse.  2)  Anchìsiadcs5  ae,  m.,  l'An- 
chteìade  (discendente  di  Anchise)  =  Ènea. 

ancile*  is,  n.  (non  da  àyyiùXog,  rotondato, 
oblungo,  ma  da  ancilis  per  ancisilis,  da  amlb, 
e  caedo,  incavato  da  ambedue  le  parti,  I) 
scudo  sacro,  piccolo,  oblungo,  rientrante  nel 
messo  come  la  cassa  di  un  violino;  esso  cadde 
dal  cielo  nell'ottavo  anno  del  regno  di  Numa, 
e  per  preservarlo  dai  furti,  insieme  con  altri 
undici  copiati  consimili,  veniva  conservato 
come  una  reliquia.  I  sacerdoti  Salii  ogni 
anno  nel  mese  di  mar  so  li  portavano  in  giro 
in  solenne  pompa  per  la  città,  cantando  e 
dansando  (ancilia  ferre,  movere),  poi  li  ripo- 
nevano nel  sacrario  (ancilia  condere),  Liv. 
ed  a.  11)  poet.  trasl.,  ogni  piccolo  scudo 
oblungo,  quando  si  parla  di  armi  di  stampo 
antico,  targa,  Verg.  Aen.  7,  188.  —  Genit. 
plur.  comun.  ancilium;  poet.  eteroclito,  an- 
ciliorum. 

anelila,  ae,  f.  (dimin.  di  ancula),  ancella, 
addetta  ai  lavori  domestici,  serva,  schiava, 
fantesca  (contr.  servus,  puer),  Cic.  ed  a.:  ap- 
posisione  mulier  ancilia,  Sali.:  e  di  chi  è  ver- 
gognosam.  servile,  Fufidius  ancilia  turpis, 
Sali.:  orat.  Lepidi,  §  21. 

ancillariolus,  i,  m.  (ancilia),  colui  che 

tien  dietro  alle  serve,  innamorato  di  serve, 
cacciatore  di  grembiali,  Sen.  ben.  1,  9,  4. 

anelllaris,  e  (ancilia),  che  appartiene  a, 
che  è  proprio  delle  serve,  artificium,  Cic.  Tusc. 
5,58. 

ancillula,  ae,  f.  (dimin.  di  ancilia),  gio- 
vine ancella,  serva,  schiava,  Cic.  ed  a. 

anclsus,  a,  um  (amb  e  caedo),  tagliato  in- 
torno, tagliato  alVintorno,  Luci".  3,  658. 

4ncòn,  ònis,  f.  ('Ayxwv)  e  Ancona,  ae, 

f.,  antica  città  (colonia  dorico-siracusanaj 
nel  Picenum  sul  mare  Adriatico,  con  un 
tempio  di  Venere;  ancor  oggi  Ancona.  — 
Deriv.:   Aiicóniìànus,  i,  m.,  nativo  di 

Ancona,  Anconitano. 

ancora,  ae,  f.  (àyxopa),  ancora,  ancoram 
jacere,  Caes.  :  ancoram  tollere  (levare),  Caes.: 
ancoram  praecldere  (tagliare),  Liv.:  ancoram 
moliri  (salpare),  Liv.:  navem  in  ancoris  tenere, 
Nep.:  navis  in  ancoris  constitit,  Caes.,  in  an- 
coris stat,  Liv.:  stare  ad  ancoram,  Liv.:  consi- 
stere ad  ancoram,  Caes.:  resolutis  oris  in  an- 
coras  evehi,  Liv. 

ancorale,  ÌS,  n.  (ancora),  gomena  dell'an- 
cora, Liv.  ed  a. 

ancorarius,  a,  um  (ancora),  apparte- 
nente all'ancora,  dell'ancora,  funis,  gomena, 
Caes.  b.  e.  2,  9,  4. 

incus.  V.  Marcius. 

Ancjpra,  ae,  f.  ("Ayxopa),  Andra,  capo- 
luogo dei  Tettosagi,  più  tardi  capitale  della 
Galasia,  soggiorno  favorito  degli  impera- 
tori bisantini  (partic.  di  Arcadio)  ;  ora  An- 
gora. 

andahala,  ae,  m.,  andabata,  gladiatore 
romano,  che  portava  un  elmo  senza  aperture 
per  gli  occhi  e  così  come  un  cieco,  per  diletto 
degli  spettatori,  per  lo  più  colpiva  in  fallo, 
Cic.  ep.  7,  10,  2. 

Andes,  ìum,  m.,  indi,  tribù  gallica  sulla 
bassa  Loira. 


Andrigcus,  i,  m.  ('Avdpiaxog).  Andriseo, 
schiavo  di  nascita  oscura,  il  quale  sotto  il 
nome  di  Filippo  (quindi  comun.  detto  Pseu- 
dophilippus,  WevòoyiXnnzos),  si  spacciò  per 
figlio  di  Perseo,  re  di  Macedonia,  e  suscitò 
la  tersa  guerra  maced.,  la  quale  finì  Vanno 
147  av.  Cr.  colla  ridusione  della  Macedonia 
a  provincia  romana,  per  opera  di  Metello 
(il  cui  trionfo  Andrisco  stesso  adornò  come 
prigioniero). 

Andrlus,  a,  um,  V.  Andros. 

Androclus,  i,  m.  ("AvòpoxXos),  Androclo, 
schiavo,  il  quale  nella  sua  fuga  nel  deserto 
africano,  sanò  un  piede  ad  un  leone  :  ripreso 
più  tardi  e  condannato  alle  belve,  venne  per 
gratitudine  riconosciuto  e  accaressato  nel 
Circo  dal  leone  ch'egli  avea  curato. 

Androgeòs  ovv.  -geus,  i,  m.  ('Av&pd- 
Ysoos),  Androgeo,  figlio  di  Minosse  e  di  Pa- 
sifae,  il  quale  vinse  tutti  i  suoi  rivali  nelle 
gare  panatenaiche,  ma  venne  poscia  ucciso, 
per  la  qual  cosa  Minosse  guerreggiò  cogli 
A  teniesi  e  impose  loro  il  tributo  per  il  Mi- 
notauro. —  Forma  second.:  Andrdgeòn, 
ònis,  acc.  òna,  m.  ('Avòpóystov),  donde  4n- 
drogeòneus,  a,  um,  di  Androgeo, 

aiidrdgynes,  acc.  en,  m.  (àvSpOYÓvyjg), 
androgine  =  virago,  eroìna,  Val.  Max.  8,  3,  1. 

androgynus?  i,  m.  (àvòpÓYovog),  uomo 

donna  =  androgino,  ermafrodito,    Luci'.,  Cic. 

ed  a. 

A iid roiii aeliò,  ès,  f.  e  -cha  ae,  f.  ('Av- 

òpo\x<xyr}),  Andromaca,  figlia  di  Eesione,  re 
di  Tebe  nella  Cilicia,  moglie  di  Ettore  ;  dopo 
la  presa  di  Troia,  prigioniera  di  Pirro,  a 
cui  partorì  tre  figli,  ma  più  tardi  maritata 
al  compagno  di  schiavitù  Fieno,  fratello 
di  Ettore.  —  Andromacha  è  anche  il  titolo 
di  una  tragedia  di  Ennio,  imitata  da  quella 
di  Euripide. 

Andromede,  ès,  f.  e  -da,  ae,  f.  ('Av- 
Spojiédyj),  Andromeda,  figlia  di  Cefeo ,  re 
di  Etiopia,  e  di  Cassiopea;  esposta  in  preda 
ad  un  mostro  marino,  fu  salvata  da  Perseo 
che  la  sposò.  Essa  venne  come  il  marito  e  i 
genitori,  posta  in  cielo  tra  le  costellazioni 
settentrionali, 

andron,  Ònis,  f.  (àv'5p(óv),  androne,  andito, 

corridoio,  tra  due  pareti  o  mura  di  edifizi, 
cortili  o  giardini,  Plin.  ep.  2,  17,  22. 

AlldroillCUS,  i,  m.  ('AvSpÓVLXOg),  Andro- 
nico, nome  (di  uomo)  greco,  sotto  cui  è  partic. 
noto  L.  o  T.  Livius  Andronicus,  nato  a  Ta- 
ranto, prigioniero  di  guerra  e  schiavo  di 
M.  Livio  Salinatore  (intorno  al  340  av.  Cr.), 
il  primo  poeta  drammatico  (anche  epico)  di 
Poma. 

Andro*  e  Andrus,  i,  f.  (f\  "AvSpog), 
Andro,  la  più  settentrionale  delle  Cicladi, 
a  S.  E.  dell' Eubea,  ancora  attualm.  Andro, 
con  una  città  dello  stesso  nome,  la  quale  aveva 
un  tempio  sacro  a  Bacco.  —  Deriv.:  An- 
drìus,  a,  um  ("Avdptoc.),   dì  Andro;  partic. 

SOSt.,  Andria,   ae,   f.,  fanciulla  di  Andros,  An- 

driotta;  titolo  d'una  commedia  di  Terensio. 
aneliti*,  i,  m.  (dimin.  di  anulus),  piccolo 

anello,  anellino,  Hor.  ed  a. 

alleluimi,  i,  n.  (ccvyjGov),  aneto,  pianta 
odorifera,  Verg.  e  Plin, 


173 


anfractus 


angustiae 


174 


anfractus  (amfr.),  us,  m.  (an  e  frango), 

rottura  intorno  =  incurvatura,  tortuo- 
sità, I)  propr.:  nihil  incisura  angulis,  nihil 
anfractibus,  Cic:  partic.  del  moto  circolare 
del  sole  (secondo  V opinione  degli  antichi), 
solis,  Cic:  animus,  giro  annuale  del  sole, 
volger  di  un  anno,  ecc.,  Cic:  partic.  spesso 
giravolte  della  via  e  di  altre  località,  cur- 
vus  vallis,  Verg.:  rectà  regione,  si  nullus 
anfractus  intercedere^  Caes.:  plur.,  anfr.  via- 
rum,  montium,  litorum,  Liv.  II)  trasl.:  1) 
del  diritto,  vie  tortuose,  raggiri,  rigiri,  per  CUI 

deve  l'avvocato  cercare  di  ottenerlo,  judi- 
ciorum,  Cic:  juris,  Quint.:  e  delle  diverse  vie 
per  trattare  una  causa,  quae  omnia  infinitos 
anfractus  habent,  Quint.  2)  nel  discorso,  pro- 
lissità,, ambagi,  raggiri,  CÌC  e  Quint.:  oratio 
sit  circumscripta  non  longo  anfractu,  pe- 
riodo, Cic 

a n £i portimi,  i,  n.  e  angiportìis,  us, 
m.  (angO  e  portus),  via  stretta,  secondaria; 
chiassetto,  Ter.,  Cic  ed  a. 

A  n  giti  a,  ae,  f.  (angO  =  colei  che  strozza), 
Angizia,  divinità  delle  popolazioni  intorno 
al  lago  Fucino  {ora  Lago  di  Celano),  dei 
Marsi  e  dei  Marrubi,  a  cui  insegnò  l'uso 
dei  contravveleni;  di  qui  il  nemus  Angitiae, 
sulla  sponda  occidentale  del  lago  Fucino; 
ora  Selva  d'Albi. 

ansio,  anxi,  ere  (dalla  rad.  ANG,  gr.  ArX 
donde  anche  angulus,  augustus,  ayx^)»  re- 
stringere, I)  propr.,  stringere  corporalm., 

stringere  insieme,  comprimere,  partic.  la  gola, 

soffocare,  oculos,  guttur,  Verg.:  sues,  Verg.: 

generic:   COrporalm.,  tormentare,  opprimere, 

alqm  aestu  ac  vigiliis,  Liv.  II)  trasl.,  strin- 
gere a  quale,  il  cuore,  rendere  angoscioso,  an- 
gustiato; affliggere,  angustiare,  affannare,  in- 
quietare, tormentare,  alcjs  animum  e  alqm, 
Comici,  Cic.  ed  a.:  me  illa  cura  sollicitat  an- 
gitque,  Cic:  angunt  alqm  Sicilia  Sardiniaque 
amissae,  Liv.:  al  pass.,  angi  animo  e  animi, 

COmun.  Sempl.  angi,  tormentarsi,  addolorarsi, 
inquietarsi,  sentirsi   oppresso,  angustiato,   esser 

mesto,  Cic:  angor  intimis  sensibus,  Cic:  angi 
alcjs  decessu,  Cic:  angi  de  Statio  manumisso 
et  nonnuliis  aliis  rebus,  Cic:  seg.  da  quod, 
coIVslcc.  e  Z'infin.,  Cic. 

angor,  òris,  m.  (ango),  I)  lo  stringere  do- 
lorosamente la  gola,  lo  strozzare,  il  soffocare, 
aestu  et  angore  vexata,  soffocata  dal  caldo, 
Liv.  5,  48,  3.    II)  trasl.,  affanno  del  cuore, 

angoscia,  inquietudine,  Cic:  plur.,  angores  = 
affanni,  melanconia,  confici  angoribus,  CÌC 

anguicomus,  a,  um  (anguis  e  coma),  an- 

guicrinito,  anguichiomato,  Ov.  met.  4,  699. 

anguicìilus,  i,  m.  (dimin.  di  anguis), 
serpentello,  CÌC.  de  fiu.  5,  42. 

anguifcr,  fera,  forum  (anguis  e  fero),  por- 
tante serpi,  Prop.  ed  a. 

anguigena,  ae,  e.  (anguis  e  geno  o  gi- 

gno),  nato  da  serpente,  Ov.  met.  3,  531. 

anguilla,  ae,  f.  (anguis),  anguilla,  Sen. 
#d  a. 

anguimanus,  i,  m.  (anguis  e  manus), 

dalle  mani,  dalle  braccia  di  serpente  ;  detto  del- 
l'elefante,  a  motivo  della  pieghevolezza  della 
sua  proboscide  (manus),  Lucr.  2,  537  e  altr. 


anguìneus,  a,  um  (anguis),  serpentino, 

di  serpente,  comae  Gorgonis,  Ov.  trist.  4,  7, 12. 

anguìnus,  a,  um    (anguis),  serpentino, 

proprio  del  serpente,    di    serpente,  cervice  an- 

guinà,  col  collo  di  serpente,  Pacuv.  fr.:  ca- 
pillus,  Catull. 

anguipéSj  pedis,  m.  (anguis  e  pes),  dai 
piedi  di  serpente,  dei  Giganti,  Ov.  met.  1,  184. 

anguis,  is,  e.  I)  serpe,  serpente  di  ogni 
specie  fin  quanto  si  avvinghia  intorno  e  sof- 
foca), ma  partic.  grande,  spaventoso,  Cic. 
ed  a.;  prov.,  come  immagine  di  ciò  che  mi- 
nacciapericolo,  frigidus  latet  anguis  in  herba, 
Verg.  ecl.  3,  93;  e  di  ciò  che  è  contrario, 
odiato,  odioso,  cane  pejus  et  angue  vitare, 
cioè  colla  massima  cura,  Hor.  ep.  1,  17,  30. 
II)  trasl.,  come  costellazione  :  1)  ===  Draco, 
a  Dragone ,  tra  le  due  Orse,  fra  le  costella- 
zioni settentrionali,  Verg.  e  Ov.  2)  il  Serpente, 
che  il  Serpentario  ('Ocptoo^os,  Anguitenens) 
tiene  nella  mano,  intorno  a  cui  si  avvince, 
Cic.  poét.  e  Ov. 

anguitenens,  entis,  m.  (anguis  e  teneo, 
traduzione  del  greco  'Ocptoo^os),  Serpentario, 
Cic.  denat.  deor.  2,  108  e  altr. 

angìilatus,a,  um  (angulus),  provveduto  di 
angoli,  angoloso,  corpuscula,  Cic  de  nat.  deor. 
1,66. 

angulÒSUS,  a,  Um  (angulus),  pieno  di  an- 
goli, angoloso,  angolato,  folium,  gemma,  Plin. 

angulus,  i,  m.  (dalla  radice  ANG,  greco 
ArX,  da  cui  ango,  àyxw,  angustus),  angolo, 
I)  ogni  spazio  fra  due  linee  che  si  toccano 

nel  loro  punto  estremo,  angolo,  vertice,  punta, 

anguli  omnes  aedium,  Plaut.:  bujus  lateris 
alter  ang.  ad  orientem  solem  spectat,  Caes.: 
extremus  ang.  Italiae,  Liv.:  extremus  ang.  e 
saxo,  canto,  lembo,  Ov.  II)  partic:  1)  nella 
matemat.,  angolo,  ang.  obtusus,  Lucr.:  pares 
anguli,  Cic:  recti  anguli,  Sen.  2)  colVidea 
accessoria  di  luogo  lontano,  solitario,  come  il 
nostro  angolo,  nascondiglio,  in  angulum  aliquo 
ire,Tac:  in  ullo  angulo  Italiae,  Cic:  termine 
dispregiai,  riferito  alle  scuole,  in  opposi- 
zione alla  vita  pratica,  quas  (res)  isti  in  an- 
gulis  personant,  Cic:  fòg.,  me  ad  omnes  litte- 
rarum  angulos  revocas,  ad  una  discussione 
minuziosa  stelle  parole  e  sulle  sillabe,  Cic 

anguste^  avv.  (angustus),  strettamente, 
scarsamente  (contr.  late,  laxe),  I)  propr.:  a) 
riguardo  allo  spazio:  sedere,  scribere,  Cic: 
angustius  pabulari,  Caes.:  angustissime  Pom- 
pejum  continere,  Cic.  b)  riguardo  al  numero 

ed  alla  quantità,  scarsamente,  parcamente,  in 

misura  limitata  (contr.  abundanter),  ang.  uti 
re  frumentarià,  provare  scarsezza  di  viveri, 
Caes.:  frumentum  angustius  prò venerat,  Caes.: 
angustius  occurrere,  Cic  II)  trasl.:  a)  ge- 
neric, in  stretti  confini,  angustius  se  habere, 
trovarsi  più  alle  strette  nel  disputare,  Cic:  an- 
gustius apud  Graecos  valere,  solo  in  un  senso 

più  Stretto,  limitato,  Cic.  b)  concisamente, 
neir esporre,  brevemente,  semplicemente,  dicere, 

Cic:  neque  id  faciat  tam  presse  et  ang., 
quam  etc,  colla  medesima  brevità  e  conci- 
sione, Cic. 

angustiae,  arum,  rar.  sing.  angustia^ 
ae,  f. (angustus),  angustia, strettezza,  I) propr.: 
locorum,  stretti  passi,  Nep.:  itineris,  Caes.: 


175 


angusticlavius 


anima 


176> 


fretorum,  Cic:  spesso  assol.  =  passi  stretti, 
passi,  Caes.  ed  a.  Stor.:  spiritus,  strettezza  di 
fiato, Cic.  J7)  trasl.:  1)  ingerì.:  angustia  con- 
clusae  orationis,  stretti  confini  di  un  asserto 
contenuto  in  brevi  raziocina,  Cic.  de  nat. 
dcor.  2,  20.  2)  partici  a)  del  tempo,  ristret- 
tezza, brevità,  angustia,  partic.  in  causa  degli 
affari,  temporis,  Cic:  assol.,  Cic.  Marc.  27    b) 

di  possesso,  strettezza,  angustia,  mezzi  limitati, 
mancanza  di  mezzi,  povertà,  penuria,  indigenza, 

di  q.c,  peetmiae,  Cic:  rei  frumentariae,  Caes.: 
assol.,  ex  meis  angustila  sustento  illius  tenui- 
tatem,  Cic  fil.  in  Cic  ep.   e)  di  contingenze 

della  vita,  strettezza,  incertezza,  imbarazzo,  bi- 
sogno, petitionis,  congiunture  sfavorevoli  per 
la  petitio,  Cic:  in  angustias  adduci,  Cic:  in 
angustiis  esse,  Caes.  d)  dell" animo,  bassezza, 
viltà,  pectoris,  Cic:  invidiae,  Cornif.  rhet. 
a  ligustici  5  v?us,  a,  um  (angustiis  e  cla- 

VUs),    con  una  stretta  striscia   di  porpora  sulla 

tunica,  colla  quale  i  tribuni  militari  di  con- 
dizione plebea  si  distinguevano  da  quelli  del- 
l''ordine  equestre  (laticlavii),  Suet.  Oth.  10. 
angusto,  avi,  àtum,  are  (angustus),    I) 

render  stretto,  stringere,  serrare,  Catull.,  Sen. 
ed  a.  II)  trasl.,  restringere  =  limitare,  fre- 
nare, gau  dia,  patrimonium,  Sen. 

angustus,  a,   uni  {dalla  radice  ANG, 
greco  Arx,  donde  aneli"  ango,  àyxw,  an" 

gulus), angusto,  stretto,  Ijpropr.l  &)dÌluoghÌ, 
angusto,  stretto,   ristretto,   non  spazioso  [<ontr. 

latus),  pons,  Cic:  iter,  Sali.:  fauces  portus  an- 
gustissimae,  Caes.:  sost.,  angustimi,  i,  n.,  stret- 
tezza, per  angustimi,  Lucr.:  plur.,  angusta 
viarum,  Verg.  e  Tac  b)  di  altre  cose,  stretto, 

angusto,  scarso,  breve  (contr.  latus,  ampllis), 
conus,  Lucr.:  spiritus  angustior,  respiro  più 
stretto, più  corto,  Cic:  clavus,  stretta  striscia 
di  porpora  sulla  tunica  (contr.  latus  ci.), 
Veli.  IIJ  trasl.:  1)  in  gen.:  in  angustum  con- 
cludere, adducere,  deducere,  restringere,  li- 
mitare q.c,  Cic  2)  partic:  a)  del  tempo,  ri- 
stretto,   limitato,   scarso,  misurato,  breve,  110X, 

dies,  Ov.:  tempus,  Quint.  b)  di  possessi,  so- 
stanze, spese,  ecc.,  scarso,  limitato,  povero, 
parco,  tenue,  res  frumentaria,  Cic:  liberalitas 
angustior,  Cic.  :  tenuis  et  ang.  ingenii  vena, 
Quint.  e)  di  altre  contingenze  esterne  della 

vita,   limitato,    ristretto,    scabroso,  incerto,   res 

angustae,  Cic:  fidts  angustior,  credito  più 
indebolito,  più  scarso,  Caes.:  sost,  angustum, 

i,  n.,  angustia,  strettezza,  condizione  critica, 
scabrosa,  imbarazzo,  bisogno,  res  est  in  angusto, 

Caes.:  in  angustum  venire,  esser  ridotto  alle 
strette,  Cic.  d)  del  sentire,  limitato,  sensus, 
(plur.),  Cic.  e)  dell'animo  e  carattere,  piccolo, 
meschino,  basso,  vile,  animi  angusti  e_t,  di- 
mostra animo  basso,  Cic:  alii  minuti  et  an- 
gusti, Cic.  f)  del  modo  di  esporre,  delVora- 
z ione,  ecc.,  a.) riguardo  alla  «forma»,  ri- 
stretto in  poche,  in  brevi  proposizioni  ;  stringato, 
conciso,  breve,  laconico,  semplice,  ang.  et  Con- 
cisa oratio  (contr.  collatata  et  diffusa),  Cic. 
P)  riguardo  al  «  contenuto  »,  limitato  nelle 
vedute,  meschino,  e  quindi  anche  penoso, 
fastidioso  e  sim.,  minutae  angustaoque  concer- 
tationes,  piccole  e  meschine  alterazioni, 
discussioni,  Cic:  interrogatiunculae  angu- 
stae, interrogazione  elle  no' ose,  Cic 


àllìlèlftìlS,  US,  m.  (anhelo),  I) respirazione 
aggravata,  grave,-  respiro  difficile,  V ansare,  re- 
spiro affannoso,  anhelitus  moventur,  il  respiro 
divien  concitato,  Cic.   II)  meton.,  1)  anelito, 

fiato,  respiro,  Ov.   2)  esalazione,  vapore,   odorer 

terrae,  vini,  Cic. 

anhelo,  avi,  atum,  are  (am  e  baio),   I) 

intr.,  respirar e  fortemente,  a  stento,  prender  fiato, 
ansare,  respirare  affannosamente,    A)  propr., 

Ter.  ed  Ov.:   anhelans  spiritus,  Cornif.  rhet. 

B)  trasl.,  di  C  inan.,    spirare,   esalare,  forna- 

cibus  ignis  anhelat,  spira  fuori  la  vampa, 
Verg.:  anhelans  inopia,  stringente  penuria, 

Justin.  II)  tr.,  spirare,  esalare,  A)  propr.: 
ignes,  Ov.   B)  trasl.,  spirare  q.c,   anelare  ad 

una  cosa,  scelus  (infamia),  Cic:  crudelitatem 
ex  imo  pectore,  Cornif.  rhet. 

anlièlus,  a,  um  (anhelo)  =  anhelans, 
I)  spirante,  ansante,    affannoso,    equi,    Verg. 

IIJ  meton.,  che  produce  difficoltà  di  respiro 

O  affanno,  che  fa  ansimare,  affannoso  (faticoso), 

tussis,  Verg.:  cursus,  Ov.:  Mars  (zuffa),  Verg. 

4  melanti*,  a,  um,  appartenente  ad  un 
Anicio,  nominato  da  lui,  di  Anicio,  lectica, 
Cic:  nota,  etichetta  di  un  vino,  la  cui  età  ri- 
sale fino  al  consolato  di  L.  Anicius  Gallus 
(594  di  B.  =  154  av.  Or.),  Cic 

allietila,  ae,  f.  (dimin.  di  anus),  vecchietta, 

vecchierella,  Cic  ed  a. 

4nién,   èni%  V.  Anio. 

4n¥ensis,  4 ilio n us,  V.  Anio. 

inigrfts,  i,  m.  fAviYpos),  Anigro,  fiumi- 
cello  nella  costa  della  Trifilia  (Elide),  con 
acque  puzzolenti;  secondo  alcuni  ora  Mau- 
ropotamo. 

ailllis,  e  (anus),  (senile),  da  vecchia,  da  vec- 
chierella, proprio   delle    vecchie,  della  vecchia, 

vultus,  Verg.:  rugae,  Ov.:  prudentia,  di  una 
vecchia,  Plin.  ep.:  partic  col  concetto  acces- 
sorio di  superstizioso,  stolto,  loquace,  super- 
stitiones,  Cic:  ineptiae  paene  an.,  Cic:  fa- 
bella  e,  Cic. 

ànllìtas,  àtis,  f.  (anilis),  vecchiezza  delle 
donne,  Catull.  61,  162. 

anllf ter,  avv.  (anilis),  da  vecchia,  come  le 
vecchie,  Cic  de  nat.  deor.  3,  92. 

anima,  ae,  f.  (cfr.  &(o,ay]jju,  spirare,  sof- 
fiare), propr.  ciò  che  alita,  soffia,  spira; 

quindi  aria,  spirar  dell'aria,  vento,    I)  propr.: 

A)  in  gen.:  impellunt  animae  lintea  Thraciae, 
•  venti  settentrionali,  Hor.:  quantum  ignes 
animaeque  valent,  del  mantice  di  Vulcano, 
Verg.  B) partic.  1)  aria,  come  elemento  na- 
turale, contrapposto  al  fuoco,  all'acqua,  ecc., 
Cic  e  Verg.  2)  Varia  aspirata,  respiro,  soffio 
(concr.,  all'incontro  spiritus,  originar,  il  re- 
spiro in  astr  ,  che  alternativamente  assorbe 
Varia  e  la  manda  fuori),  animam  ducere^ 
respirare ,  Cic  :  animam  continere  (tratte- 
nere),  Cic:  animam  recipere,  riaver  il  fiato, 
Ter.  II)  trasl.:  A)  principio  vitale  (perchè 
concepito  come  determinato   dal  respiro), 

soffio  vitale,   forza   vitale,  spirito  vitale,  anima 

(e  precisamente  anima  è  il  principio  vi- 
tale puramente  animale,  all'incontro  ani- 
mus il  principio  spirituale,  intelligente,  cu- 
picnte),  1) propr.:  a)  generic,  Lucr.  ed  a.: 
neque  in  nomine  im-sse  animum  vel  animam 
nec  in  bestia,  né  un'attinia  spirituale  né  fi- 


177 


aiiimabilis 


animatus 


178 


sica  (separabile  dal  corpo),  Cic  :  quindi 
delle  anime  separate,  spiriti,  ombre  nel  mondo 
inferiore,  i  Mani,  nei  Poeti  e  in  Suet.  Caes.  88  : 
anche  di  altre  materie  organiche,  a  cui  viene 
attribuita  un'anima  come  ragione  del  loro 
muoversi  da  sé,  del  crescere,  anima  amphorae, 
vapore  del  vino.  Phaedr.  b)  vita  animale,  fìsica, 
in  quanto  è  determinata  dall'esistenza  dell'a- 
nima nel  corpo,  animam  relinquam  potius, 
voglio  piuttosto  morire,  morrei  piuttosto,  Ter.: 
animam  edere,  Cic,  od  effiare,  Nep.,  o  depo- 
nere,  Nep.,  spirare,  lasciare  V anima,  la  vita: 
animam  agere,  rendere  V anima  (  V,  ago  n"  I, 
2,  a,  p),  Cic:  dum  anima  est,  finché  respira 
(vive),  Cic:  e  secondo  Videa  che  il  sangue  sia 
sede  della  vita,  purpuream  vomit  animam, 
Verg.:  animam  debere  fprov.)di  chi  ha  grandi 
debiti,  Ter.  2)  meton.,  creatura  dotata  di 
anima,  anima,  servientium  animae,Tac:  e  come 
vezzeggiativo,  vos,  meae  carissimae  animae, 
Cic:  egregiae  animae,  Verg.  B)  (come  animus) 

animo    (ragionevole)    dell' UOmo,  spirito,  anima 

rationis  consiliique  particeps,  Cic:  animae 
morte  careni,  Ov.  —  a)  Genit.  sing.  arcaico, 
animai,  Lucr.ed  a.  b)  dat.  e  abl.  plur.  in  Ci- 
cerone, ecc.  regolarmente  animis. 

ammanili*,  e  (animo),  vivificante,  Cic.  de 
nat.  deor.  2,  91,  ediz.  Schoemann. 

amuiadversio,  ònis,  f.  (animadverto),  il 
rivolgere  lo  spirito  a  qualcosa  ;  quindi  Ij  os- 
servazione, considerazione,  attenzione,  Cic:  no- 
tatio  naturae  et  animadversio,  Cic.  II)  trasl., 
Tosservare  q.c.  con  dispiacere,  a)  riprensione, 

biasimo,  castigo,  punizione,  alla  quale  Uno  è 

autorizzato  come  pubblico  magistrato,  cen- 
soria, censoris,  Cic:  Dolabellae  in  audaces 
sceleratos,  Cic:  eufemist.  =  «pena  di  morte» 
con  capitalis  o  capitis,  Suet.:  assol,  Cic.  ad 
Att.  12,  21,  1.  b)  generic,  riprensione,  bia- 
simo,  patema,  Cic:  effugere  animadversionem 
non  posse,  Cic 

aiiìmadversor,  òris,  m.  (animadverto), 

osservatore,   scrutatore,    vitiorum,   CÌC   de  off. 

1,  146. 

aiiliiiadvei*lo(anlmadvorto),verti(vorti), 
versum  (vorsum),  ere  (da  animum  adverto, 

V.  adverto,  il0  II,  A,  b),  Ij  rivolgere  l'animo, 
la  mente,  l'attenzione  a  g,c;  osservare*  conside- 
rare, percepire,  rem  suam,  Ter.:  non  animad- 
verti  in  pace,  Cic:  seg.  da  prop.  relat.,  ut 
anima dvertam  quae  fiant,  Cic:  cos'ut  o  il  ne 
e  il  cong.,  illud  me  non  animadvertisse  mo- 
leste ferrem,  ut  ascriberem,  etc.,se  io  non  avessi 
posto  mente  =  se  avessi  tralasciato,  Cic:  ani- 
madvertant,  ne  callida  assentatione  capiantur, 
Cic.  —  Quindi  come  t.  t.,  a)  del  littore,  il 
quale  doveva  osservare,  invigilare,  che  si  fa- 
cesse posto  al  console  al  suo  apparire  egli 
si  dimostrasse  il  dovuto  rispetto,  consul  licto- 
rem  animadvertere  jussit,  Liv.  b)  del  pub- 
blico, al  quale  il  littore  comandava  di  stare 
attento,  di  badare,  consule  theatrum  introeunte, 
cum  lictor  animadverti  ex  more  jussisset, 
Suet.  II)  trasl.:  A)  come  conseguenza  dell'at- 
tenzione  rivolta  a    q.C,    osservare,   scorgere, 

percepire,  notare  (in  senso  più  generale  che 

sopra),  vedere,  ravvisare,  riconoscere,  congettu- 
rare, milites  ex  oppido,  Caes.:  discessum  ho- 
stium,  Caes.:  horum  silentium,  Cic:  alqm  scri- 


bentem,  Nep.:  qua  re  animadversa,  his  rebus 
animadversis,  Caes.:  colVacc.  e  Hnfin.,  ani- 
madverti et  didici  ex  tuis  litteris  te  omnibus 
in  rebus  habuisse  rationem,  ut  etc,  Cic:  seg.  da 
prop.  relat,  quoa  quidem  quale  sit  etiam  in 
bestiis  quibusdam  animadverti  potest,  Cic: 
con  cum  e  il  cong.,  animadversum  saepe  est,, 
cum  cor  animantis  alicujus  evulsum  ita  pai- 
pitaret,  ut  ecc.,  Cic  B)  pregn.,  osservare  con 
mal  animo  q.c.  contro  quale,  cioè,  ripren- 
dere, biasimare,  punire,  castigare,  a)  in  virtù 
dell'autorità  ufficiale  o patema,  ecc.,comun. 
con  in  alqm  senza  Voggetto  della  colpa,  in 
judices  quosdam,  Cic:  patrio  jure  in  filium, 
Liv.:  il  partic.  anche  in  relazione  colla  man- 
canza, res  animadvertenda,  Cic:  multa  ani- 
mad versa  severe,  Suet.:  eufemist.  =  punire 

uno  di  morte,  giustiziare,  in  alqm,  Tac  e  Suet. 
b)  generic,  riprendere,   biasimare  q.c,  inju- 

riam,  Ter.:  in  qua  ("voce)  nihil  animadverti 
possit,  Quint. 

animai,  malis,  n.  (per  animale  da  anima), 

Ij  Ogni  creatura  animata,  essere  vivente  con  Un 

corpo,  animale,  nel  più  largo  senso  della  pa- 
rola, quindi  dell'uomo  (contr.  inanimimi),, 
inanimum  et  animai,  Cic:  animalia  inanima- 
que,  Liv.:  sive  animai  sive  terrà  editum  (ve- 
getale), Cic:  animalia  et  sata,  Sem:  e  dell' u- 
niverso  come  essere  animato,  Cic  Tim.  3,  §  10 
e  4,  §  11  M.  II)  in  senso  più  stretto,  animale, 
in  oppos.  dlVuomo,  malum  aliquod  aut  noxium 
animai,  Sem:  alia  animalia  gradiendo,  alia 
serpendo  ad  pastum  accedunt,  Cic:  quindi 
=  belua,  detto  per  isprezzo  di  un  uomo,  fu- 
nestum  illud  animai,  mostro,  Cic. 

animàiis,  e  (anima),  I)  che  consta  d'aria, 
aereo,  natura,  Cic:  duae  partes,  una  ignea, 
altera  animalis,  Cic.  II)  appartenente  alla 

vita,  1)  attivo,  che  mantiene  e  dà  la  vita,  ani- 
mante, vivificante  (contr.  inanimus,  inanimalis), 
cibus,  aria  che  fa  vivere,  Cic:  intellegentia, 
forza  vitale  dello  spirito,  Cic.    2)  passivo  = 

animato,  vivificato,  vivente,  COrpora,  Luci'.:  exenK 

plum  (originale),  Cic 

amm.m«.  antis,  parr.  agg.  (da  animo), 
animato,  vivente,  I)  agg.:  animans  est  mundus 
composque  rationis,  Cic:  an.  imagines,  Cic: 
II)  sost.,  animans,  antis,  m.  f.  e  n.,  ogni 

creatura,  essere  animato,  vivente  (originar,  in 

senso  più  largo  che  animai,  poiché  com- 
prende in  sé  uomini,  animali  e  piante,  ma 
comun.  uguale  a  questo,  per  animale  (infe- 
riore, in  opposizione  all'uomo),  Cic  ed  a.: 
come  neutro  solo  al  plur.,  animantia  omniar 
Cic. 
aniniatfo,  ònis,  f.  (animo),  il  vivificare, 

dar  vita;  animazione,  meton.  =  animai,  es- 
sere animato,  CÌC.  Tim.  10,  §  35  M. 

anìitialus,  a,  um,  part.  agg.  (da  animo), 

I)  vivente,  animato  (contr.  inanimus),  Cic.  ed  a. 

II)  disposto,  intenzionato,  a)  generic:  bene, 
Nep.:  male,  Suet.:  socios  infirme  animatosr 
i  sentimenti  degli  alleati  non  essere  certir 
non  potersi  far  assegnamento  sugli  ali.,  Cic. 
ep.:  Pornpejus  au.  inelius  qusm  paratus,  Cic: 
quem  ad  modum  in  se  quisque  sit,  sic  in 
amicum  sit  animatus,  Cic  :  videbatur  erga 
nostros  Vjpcoag  ita  fore,  ut  nos  vellemus,  ani- 
matus, Cic.    b)  dotato  di  coraggio,    coraggioso,. 


179 


animo 


animus 


180 


animoso,  pariter,  Lucr.:  cum  sic  animatum 
reges  exercitum  viderent,  Justin. 

animo,  avi,  atum,  are  (da  anima  e  animus), 

I)  (da  anima  )  animare,  vivificare  ;  dar  V anima, 

la  vita,  Cic.  ed  a.:  guttas  in  angues,  Ov.  II)  (da 

animus),  dotare,  provvedere  di  un  tempera- 
mento o  senso,  perinde  utcumque  temperatus 
sit  aèr,  ita  pueros  orientes  animali  atque  for- 
mali, Cic:  nisi  quod  (Mattiaci)  ipso  adhuc 
terrae  suae  solo  ac  caelo  acrius  animantur, 
sono  dotati  di  un  temperamento  più  focoso, 
Tac.  —  Animans  e  animatus  come  agg.,  V.  in 
joartic. 

animóse,   avv.  con  compar.  e  superi. 

{animosus),    I)  animosamente,  coraggiosamente 

(contr.  timide,  humiliter),  an.  et  fortiter  fa- 
cere  alqd,  Cic:  an.  vivere,  senza  timore,  Cic. 

II)  con  zelo,  ardentemente,  appassionatamente, 

Sen.  e  Suet. 

aminomi*,  a,  um  (animus),   I)  animoso, 

coraggioso,  in  senso  Cattivo   focoso,   impetuoso 

(contr.  timidus,  formidolosus),  vir,  Cic:  ani- 
mosior  senectus,  Cic:  signa  (statue),  Prop.: 
dictum  alcjs,  Sen.:  poet.  trasl.,  di  venti,  Verg. 

e    Ov.:    COÌl'àbl.    =    baldanzoso,   superbo  per 

q.c,  spoliis,  Ov.:  vobis  creatis,  superbo  di 
avervi  dati  alla  luce,  Ov.  II)  appassionato, 
ardente,  avido  di  ottenere  una  cosa,  corru- 
ptor,  Tac 

aiiliiììila,  ae,  f.  (dimin.  di  anima),  IJpic- 

<cola  vita,  piccola  anima,  Sulpic  in  Cic  ep.  ed  a. 

II)  un  po'  di  vita,  tuae  litterae  quae  mihi  quid- 
<lam  quasi  animulae  instillarunt,  mi  ha  messo 
in  cuore  un  po'  di  spirito,  Cic.  ad  Att.  9,  71 
ed.  Wesenb. 

animus,  i,  m.  (forma  masch.  di  anima  e 
come  tale  indicante  il  principio  vitale  ed 
operante,  pia  alto  ed  indipendente  ;  come 
anima,  congiunt  >  etìmolog.  con  Stvéfiog),  I) 
animo,  anima,  come  principio  della  vita  spi- 
rituale, spirito  (contr.  corpus,  corpo,  o  anima, 
forza  vitale  fìsica  o  anche  animica),  unde 
anima  atque  animi  constet  natura,  Lucr.: 
credo  deos  immortales  sparsisse  animos  in 
porpora  umana,  Cic:  più  raram.  di  animali, 
bestiae  quarum  animi  sunt  rationis  expertes, 
Cic 

II)  animo  come  compendio  di  tutte  le  fa- 
coltà dell'anima  o  come  principio  del  sentire, 
desiderare  e  pensare,  spirito,  V.  Cic.  Tusc.  2, 
47  e  de  div.  1,  61  :  quindi  A)  animo  come 
facoltà  sensitiva,  1)  in  gen.:  a)  generic, 
animo,  cuore,  mente,  anche  sentimento  (greco 
Gujiós),  mala  mens,  malus  animus,  cattiva 
mente,  cattivo  cuore,  Ter.:  animo  aequo,  ini- 
quo, V.  aequus  e  iniquus  :  anche  quasi  pleo- 
nast.  coi  sost.  che  indicano  una  disposizione 
d'animo,  come  animi  metus,  angoscia,  Cic: 
e  così  animi  timor,  Sali.:  lubido  animi  sui, 
passione,  Sali.:  e  animo  od  animi  coi  verbi  di 
sentire  (come  in  greco  0o{jlco),  animo  treni  ere, 
Cic:  animi  e  animis  pendere,  Cic  b)  animo  =   | 

indole,  tempra,  modo  di  pensare,  di  agire,  di  sen- 
tire; sentimento,  carattere,  principii,  magnUS  et 

excelsus,  Cic:  belli  ingens,  domi  modicus,  Sali.: 
pusilli  animi  est,  Cic: poet.  trasl.  della  natura, 
qualità  degli  alberi,  exuerint  silvestrem  ani- 
mum,  la  natura  silvestre,  selvatica,  Verg.  2) 
in  par  tic.  una  qualche  disposizione,  condi- 


zione, commozione  dell 'animo  e  precis.:  a) 

animo,  disposizione,  sentimento  verso  0  Contro 

quale,  bono  o  alieno  animo  esse  in  alqm,  Caes.: 
inimico  animo  esse,  Caes.:  qui  quo  animo  inter 
nos  simus,  ignorant,  Cic:  prò  mutuo  inter  nos 
animo,  Cic:  in  animo  principis,  nel  favore, 
nelle  grazie  del  Pr.,  Tac:  quindi meton.  nel 
linguaggio  famigliare,  come  espressione  amo- 
rosa rivolta  all'amato  o  all'amata,  mi  anime 
o  anime  mi  «  cuor  mio,  anima  mia  »,  Comici. 

b)  cuore,  animo  =  ardimento,  coraggio,  fiducia 

in  sé  stesso,  fiducia  (anche  spesso  al  plur.  par- 
lando di  una  pers.  sola),  fac  animo  magno 
fortique  sis,  Cic:  animum  addere,  far  corag- 
gio, Ter.:  animus  alci  accedit,  Cic:  crevit 
extemplo  Eomanis  animus,  Liv.:  e  parim.  al 
plur.,  animi  iis  accedunt,  Cic:  animi  cadunt 
(vien  meno),  Cic:  bono  animo  es,  Cic,  o  bono 
sis  (fac  sis)  animo.  Comici:  licet  tu  mihi  bo- 
num  animum  facias,  Plin.  ep.:  quare  bono 
animo  sint  et  tui  et  mei  familiares,  Cic:  ani- 
mum bonum  habe,  Sali.:  cum  Poeno  recens 
Victoria  animo  esset,  dando  ardire,  Liv.:  trasl. 
della  «  vivacità,  vivezza  »  del  «  fuoco  del 
discorso  »,  et  consilii  et  animi  satis,  Quint.: 
poet.  del  moto  della  trottola,  dans  animos 
plagae,  Yerg.  Quindi  a)  speranza,  magnus 
mihi  animus  est  fore,  io  ho  o  nutro  grande 
fiducia,  che  avvenga,  ecc.,  Tac  Agr.  30.  p) 

(partic.  nel  plur.)  sentimento  che  tende  in 
alto,  frutto  dell'esuberanza  dell'ardire,  pre- 
tese, desideri  elevati,  alterigia,  superbia,  or- 
goglio, tracotanza,   arroganza,    cui  inerat    COn- 

temptor  animus  et  superbia,  Sali.:  Damarata 
uxor  inflata  adhuc  regiis  animis  ac  muliebri 
spiritu,  Liv.:  cum  divitiae  jam  animos  face- 
rent,  Liv.:  comprimant  animos  suos,  Cic.  e) 

animo  eccitato,  veemenza,  impeto,  ardore,  ira 

(comun.  al  plur.),  animum  vincere,  iracun- 
diam  cohibere,  Cic:  alcjs  animos  atque  impe- 
tus  retardare,  Cic:  e  poet.  di  Eolo,  Dio  dei 
venti,  mollit  animos  (la  loro  fierezza)  et  tem 
perat  iras,  Verg.  d)  animo  desideroso,  desi- 
derio, cupidigia,  bramosia,  inclinazione,  e  me- 

ton.  voglia,  piacere,  animo  obsequi  o  morem 
gerere,  darsi  bei  tempo,  Ter.:  explere,  soddis- 
farsi, Ter.:  exple  iis  animum,  rendili  con- 
tenti, Ter.:  amico  quae  dederis  animo,  al  caro 
Io,  Hor.:  partic.  animi  causa,  per  diletto, 
per  piacere,  per  ispasso,  Cic  ed  a. 

B)  animo  come  facoltà  del  desiderare,  del 

volere  =  volontà,  desiderio,  bramosia,  disegno, 

proposito,  intenzione,  sin  aliter  animus  vester 
est,  Ter.:  ad  omnia  et  animo  et  Consilio  para- 
tus,  Cic  :  cuneatim  con^titerunt  hoc  animo, 
ut,  ecc.,  coli' intenzione  di,  ecc.,  Caes.:  bono  te 
animo  (con  buona  intenz.)  dicere  existimavit 
ea,  quae  sentiebas, Cic: partic.  habeo  inanimo 
e  est  mihi  in  animo  coZZ'infìn.  =  «  ho  in 
mente,  in  animo,  ho  l'intenzione,  son  deciso, 
voglio,  ho  di  mira,  ho  voglia,  mi  piace,  Cic. 
ed  a.:  parim.  est  animus  (mihi)  coZZ'infìn., 
Suet.,  Verg.  ed  a.  Poeti:  e  fert  animus  coZ- 
Z'infìn.,, Ov.  ed  a.  Poeti:  ed  ex  animo  «di 
cuore  »  =  volentieri,  liberamente,  sponta- 
neamente, e  quindi  anche  «  seriamente,  sin- 
ceramente (contr.  simulate)  »,  Cic  ed  a. 

C)  anima  come  facoltà  pensante,  principio 
ragionevole,  1)  in  gen  ,  animo,  spirito  in  senso 


181 


Anio 


annona 


182 


stretto,  pensieri  {coordinato  a  mens,  «  intel- 
letto, ragione»),  omnium  mente»  animosque 
perturbare,  tutti  gli  animi  e  tutte  le  menti, 
Caes.:  semper  in  animo  habui  (ho  sempre  pen- 
sato) te  in  meo  aere  esse,  Cic. 

2)  partic.:  a)  *  pensieri  =  coscienza,  seìiso, 
animus  alqrn  relinquit,  Caes.:  linqui  animo, 
Curt.:  deficientibus  animis,  Liv.  :  linquentem 
animura  revocare,  Curt.:  animus  rediit,  Ov. 
b)  i  pensieri  =  la  memoria,  ex  animo  effluere 
(uscir  di  memoria),  Cic:  memor  in  bene  me- 
ritos  animus,  Cic.:  omnia  fert  aetas,  animum 
quoque,  Verg.  e)  pensieri,  meton.  —  giudizio, 
convinzione,  meo  quidem  animo,  «  secondo  il 
mio  pensiero  »  =  «  a  mio  giudizio  o  parere, 
secondo  la  mia  opinione  o  convinzione  »,  Cic. 

lino,  ònis,  e  comun.  (dall'  originaria 
forma  sabina  Àmen),  ènis,  m.,poet  AiiTè- 
nus,  i,  m.,  Amene,  il  noto  affluente  del  Te- 
vere, il  quale  scaturisce  dalle  montagne  di 
Trevi  nel  paese  degli  Umici,  e  sbocca  nel  Te- 
vere presso  Antemne.  —  Deriv.:  a)  .4nieu- 
sis,  e,  appartenente  alVAniene,  tribù»,  tribù 
nel  territorio  di  Tivoli,  attraverso  il  quale 
scorre  V Aniene.  b)  .4 mentis,  a,  um,  appar- 
tenente ali  Aritene. 

a  insani,  i,  n.  (àviaov),  anice,  Cels.  ed  a. 

an-n...  in  composizione  per  ad-u...  (me- 
diante assimilazione  del  d  colVn),  come  an- 
nato  per  adnato  e  così  via. 

Amia  Perenna,   ae,   f.,   Anna  Perenna, 

divinità  romana,  probab.  dea  della  luna  e 
personificazione  delle  fasi  di  essa.  Agli  Idi 
di  Marzo  si  celebrava  una  festa  in  suo  onore, 
con  giuochi  e  gozzoviglie,  Vorigine  della 
quale  viene  narrata  diversamente  in  Ov. 
fast.  3,  523  e  segg. 

liiiiaeus,  i,  m.  e  Annaea,  ae,  f,,  An- 
neo  (a),  gentilizio  romano. 

aillialis.  e  (annus),  I)  agg.,  che  riguarda 
Vanno,  delVanno,  mutuale,  annuo,  lex,  che  pre- 
Scriveva  Vetà  necessaria  per  giungere  alle 
magistrature,  Cic.  Phil.  5,  47  e  altr.  II)  sost., 
annali*,  is,  m.  (se.  liber)  o  comun.  plur. 
annales,  ìum,  m.  (libri),  annali,  in  cui  ve- 
nivano registrati  i  fatti  più  importanti  del- 
Tanno;  compilati  nei  tempi  più  antichi  dai 
pontefici  (detti  quindi  annales  pontificum  o 
annales  maximi),  più  tardi  dai  cosidetti  an- 
nalisti (come  Q.  Fabius  Pictor  ed  a.),  Cic. 
■ed  a.:  liber  Ennii  annalis  sextus,  il  sesto  libro 
degli  annali  di  E.,  Quint. 

annaseor,  V.  agnascor. 

an  nato  (adn.),  avi,  àtum,  are.  nuotare 
verso  q.c,  ad  manum  hominis,  Plin.:  assol., 
adnatantis  (delphini)  tergo  insilit,  Plin.  ep. 

anne,  V.  an. 

an-necto,  nexiii,  nexum,  ere,  annettere, 

attaccare,    congiungere,   unire,    I)  propr.:  sto- 

machus  ad  linguam  annectitur,  Cic:  cadavera 
saxis  aut  amphoris  annexa.  Liv.:  assol.,  scapha 
annexa,  Cic:  resolutis,quibus(coz'2MG^ratis 
leviter  annexa  erat,  vinculis,  Liv.  II)  trasl.: 
a)  congiungere,  tmire  con  q.c,  annexae  saxis 
arenae,  attaccate  a,  ecc.,  Curt.:  rebus  prae- 
sentibus  futuras  adj  ungere  atque  annectere, 
congiungere,  connettere  strettamente  il  pre- 
sente col  futuro,  Cic:  di  vincolo  di  paren- 
tela, magnis  domibus  annexa,  imparentata 


con,  ecc.,  Tae.  b)  aggiungere  nel  discorso, 
coll'acc.  e  Z'infin.,  o  col  cong.,  Tac 

annextìs,  abl.  ù,  m.  (annecto),  vincolo 

Sociale,    legame,    congiungimento,    TaC.    hist. 

3,34. 

li)  ni  a  n  11«..  V.  Annius. 

1  multai.  V.  Hannibal. 

Amiieerìi,  òrum,  m.  ('Avvtxépsiot),  An- 
nicerii,  setta  filosofica  cirenaica,  così  chia- 
mata dal  suo  capo  Anniceride. 

amiìeùlus,  a,  um  (annus),  di  un  anno, 
taurus,  Varr.:  neptis  vix  ann.,  Nep. 

an-iiìtor,  nìsus  e  nixus  sum,  nìti,  appog- 
giarsi a  q.c,  I)  propr.:  ad  aliquod  adminicu- 
lum,  Cic:  Latoaa  oleae  annisa,  Tac  II)  trasl., 

sforzarsi,   fare    sforzi,   affaticarsi,    adoperarsi, 

procurare  con  isforzo,  paululum,  maxime,  Liv.: 
porro,  Liv.:  cum  alqo,  Sali.:  de  triumpho,  Cic: 
non  temere  prò  ullo  aeque,  Liv.:  adversus  eam 
actionem  summà  ope,  combattere,  Liv.:  ad  ea 
patranda  summo  studio,  Sali.:  con  acc.  prò- 
nom.  neutr.,  hoc  idem,  Liv.:  quod  ego  anni- 
tar,  Plin.  ep.:  con  ut  o  ne  e  il  cong.,  Liv.: 
omni  ope  anniti,  ut  ecc.,  Liv.:  o  ne  ecc.,  Plin. 
pan.:  colVinftn.,  vincere,  Liv. 

A  il  ni  iis,  a,  um,  Annio,  nome  di  una  gens 
romana,  di  cui  il  più  noto  è  T.  Annius  Milo 
Papianus,  V.  Milo.  —  De  riv.:  Iniiìaiius, 
a,  um,  concernente  un  Annio  o  urìAnnia, 
caput  Ann.  de  mulierum  hereditatibus,  luogo 
concernente  Annia  (figlia  di  P.  Annius 
Asellus),  Cic 

anniversari tis,  a,  um  (annus  e  verto), 

annuale,  anniversario,  che  torna  annualmente, 
rinnovato   ogni    anno,    sacra,    Cic:    festi    dies, 

Cic:  arma,  Liv.:  di  per s.,  assidui  et  anniver- 
sarii  hostes,  Fior. 

1.  an-no,  avi,  àtum,  are,  I)  nuotare  a, 
verso,  colVa.cc,  naves,  Caes.:  col  dat.,  navibus, 
Liv.:  quindi  trasl.,  nuotare  con  nave  verso 
=  giungere  per  nave,  di  prodotti,  ad  eam 
urbem,  Cic  II)  nuotare  accanto  a  q.c,  equi- 
tes  annantes  equis,  Tac.  ann.  14,  29. 

2.  Anno.  V.  Hanno. 
annòniinatio  =  agnominatio  (V.). 
annon,  V.  an. 

annòna,  ae,  f.  (annus),  annona,  provvi- 
gione dell'anno,  attuale,  in  prodotti  naturali, 
in  quanto  ne  dipende  il  prezzo  del  mercato, 

I)  propr.,  prodotti  naturali  =  viveri,  vettova- 
glie, partic.  grani,  biade,  mercato  dei  grani 
(z=  il  grano  portato  al  mercato),  a)  generic, 
annonae  pretium,  Cic:  annonae  caritas,  vili- 
tas,  Cic:  si  annona  carior  fuerit,  Cic:  annonae 

difficultas,  Cic:  pregn.,  mancanza  di  grano,  di 

frutti,  carestia,  annonam  queri,  Liv.:  annona 
premente,  Liv.  b)  come  t.  t.  milit.  dell'epoca 
imperiale  =  cibus  castrensis,  vettovaglie,  vi- 
veri, provvigioni  da  bocca,  Plin.  pan.  ed  a.  II) 
meton.,  prezzo  corrente  dei  prodotti  naturali, 
prezzo  corrente  dei  mercato,  macelli,  Suet.: 
salaria,  prezzo  del  sale,  Liv.:  partic,  prezzo 

attuale  dei  grani,  delle  biade,  vetus,  Liv.:  gra- 

vis,  gravior,  Suet.  e  Veli.:  annonae  varietas, 
Cic:  annonae  gravitas,  Tac:  annonam  excan- 
defacere  o  incendere,  Varr.,  o  flagellare,  Plin., 
contr.,  annonam  levare,  laxare,  Liv.:  annona 
laxat,  Liv.  :  annona  convalescit,  Suet.:  fig., 
vilis  amicorum  annona,  è  a  buon  prezzo  la 


183 


annosus 


anquiro 


184 


derrata  degli  amici,  Hor.:  pregn.,  alto  presso 
del  mercato,  carestia,  annonae  perfugia,  Cic. 

annósus,  a,  um  (annus),  annoso,  vecchio, 
eìie  ha  molti  anni,  cornix,  Hor.:  vinurn,  Ov. 

annttlatlO,  Ònìs,  f.  (annoto),  nota,  anno- 
tazione, Quint.:  plur.  annotationes,  osserva- 
zioni scritte,  Plin.  ep. 

annotatiti',  òris,  m.  (annoto),  osservatore 
maligno,  critico,  Plin.  pan.  49,  6. 

annotatila,  ahi.  ù,  m.  (annoto),  menzione, 
Val.  Max.  9,  12,  ext.  1. 

annotinus,  a,  um  (annus),  vecchio  di  un 
anno,  dell'anno  precedente,  naves,  Caes.:  fru- 
ctus,  Plin. 

an-noto,  avi,  àtum,  are,  IJ  in  gen.,  anno- 
tare, osservare  per  iscritto,  quindi  anche  noti- 
ficare, riferire,  per  iscritto,  de  quibus  in  or- 
thographia  pauca  annotabo,  Quint.:  librum 
tuum  legi  et  annotavi,  quae,  ecc.,  Plin.  ep.: 
haec  ann.,  coIVslcc.  e  Z'infin.,  Quint.:  annota- 
tum  est,  colVa.cc.  e  Z'infin.,  Tac:  annotatus 
est  miles  (si  è  riferito  di  un  soldato)  praeri- 
guisse  manus,  Tac:  pregn.,  ann.  exemplaria, 
provvedere  di  annotaz.,  Suet.:  librum,  fare 
(per  sé)  osservazioni  sopra  un  libro,  Plin. 
ep.:  trasl.,  prender  notizia  di  q.C,  osservare 
q.c.  colla  mente,  percepire,  insculptum  monu- 
mento "militem  Gallum,  Suet.:  coir acc.  e  Z'in- 
fin.,  Plin.  pan.  II)  partic.  come  t.  t.  giurid., 
notare  per  la  punizione  uno  già  condannato, 
Plin.  pan.  e  Suet. 

annìilarius,  V.  anularius. 

annulus,  V.  anulus. 

an-ntìinero,  avi,  àtum,  are,  I)  nume- 
rare, contare,  argentum,  Ter.:  alci  pecuniam, 
pagare,  Cic:  non  ann.  verba,  sed  appendere, 

Cic.  IT)  annoverare  (aumentando),  mettere  nel 

numero,  alqm  his  duobus,  Cic:  alqra  vivis, 
Ov.:  alqm  patronorum  in  grege,  Cic. 

an-UUntlO,  avi,  àtum,  are,  annunziare,  far 

sapere,  riferire,  caedem  Galbae,  Suet.:  annun- 
tiatur,  coll'acc.  e  Tinfin.,  Curi;  con  prop. 
relat.  o  interrog.  indir.,  Aur.  Vict.  e  Suet. 

annuo,  nui,  ere  (ad  e  *nuo,ere),  far  cenno, 
accennare  col  capo,  IJ  in  gen.:  simul  atque 
ille  sibi  annuisset,  al  primo  cenno,  Cic:  an- 
nuentibus  et  vocantibus  suis  evadit,  Liv.  II) 

pregn.,  A)  dare  il  proprio  consenso  accennando 
Col  Capo,  annuire,  assentire,  acconsentire,  ap- 
provare, dir  di  sì,   confermare    (coiltr.  abnuo), 

assol.,  dare  il  proprio  assenso,  concedere, 
Ter.  e  Cic:  con  acc.  pronom.,  Cic.  e  Nep.:  o 
colV&cc.  di  un  agg.  neutro,  falsa,  Tac:  col 
dat.,  legibus  impositis,  Sali,  fr.:  praemiis,  Liv.: 
coeptis  audacibus,  favorire,  Verg.:  colV&cc.  e 

Rinfili.,  LÌV.  e  Verg.  B)  concedere,  accordare, 
promettere,  destinare  q.c.  a  quale,  caeli  ar- 
cem,  Verg.:  annuite  nutum  numenque  ve- 
strum  invictum  Campanis,  accordate  il  vo- 
stro assenso,  Liv.   C)  alqm,  indicare  quale. 

con  un  cenno,  additare,  designare,  Cic  II.  Verr. 

1,  158.  D)  far  intendere  (domandare)  con  un 
cenno,  an  etc,  Tac  ann.  15,  58:  ut  etc,  Curt. 
5,  2  (9),  22. 

annus,  i,  m.  (radice  AN,  donde  anus, 
anulus),  propr.,  il  giro  del  tempo,  il  ritorno 
periodico,  quindi  anno,  I)  propr.:  1)  generic, 
anni  tempus,  Caes.:  anni  principium,  Liv.  : 
principio  anni,  initio  anni,  Liv.:  exitu  anni, 


Tac:  ineunte  anno,  Suet.:  exeunte  anno,  Cic: 
anno  superiore,  Cic:  postero  anno,  Cic:  extre- 
mo  anno,  Liv.:  anno  vertente,  Cic:  abhinc 
annos  D,  Cic:  anno  ante,  Liv.:  lex  anno  post, 
quam  lata  sit,  abrogata,  Cic:  nondum  centum 
et  decem  anni  sunt,  cura  (da  che)  lex  lata  est, 
Cic:  omnibus  annis,  Caes.:  multis  annis,  Cic: 
indutiae  annorum  octo,  Liv.:  multorum  anno- 
rum  laetitia,  Cic:  superioris  anni  (dell'anno 
prima)  munitiones,  Caes.:  consul  anni  priori» 
(contr.  consul  novus),  Liv.  —  JEsp  ressioni 
avverbiali:  a)  anno,  nello  spazio  di  un 

anno  intiero,  un  anno  intiero,  LÌV.,   OVV.   ogni 

anno,  annualmente,  Liv.:  spesso  anche  in  anno, 
quando  si  indica  quante  volte  una  cosa  ac- 
cade in  un  anno,  per  es.  ter  in  anno,  Cic. 

b)  annum,  durante  un  anno,  ma   anno   intiero, 

Cic  e  Liv.  e)  in  annum,  per  un  anno,  Liv.: 
così  anche  in  hunc  annum,  per  quest'anno, 
Cic:  in  annos,  per  anni,  Caes.:  e  così  in  mul- 
tos  annos,  Cic  d)  ad  annum,  di  qui  ad  un  anno, 

l'anno  venturo,  Cic    e)  ante  annum,   un   anno 

prima,  Plin.  ep.  2)  degli  anni  della  vita  u- 
mana,  annos  LXX  natus,  Cic:  Hannibal  an- 
norum ferme  novem,  fanciullo  di  circa  nove 
anni,  Liv.:  habere  annos  viginti,  Cic:  annum 
agere  quartum  et  octogesimum,  Cic.  :  centum 
complevisse  annos,  Cic:  quindi  anni  =  gli 
anni  che  uno  ha,  Tetà,  anni  pueriles,  Quint.: 
juveniles,  Ov.  (in  questo  senso,  di  rado  al 
sing.,  come  rugis  integer  annus,  Prop.):  e 
come  aetas  =  gli  anni  =  età  avanzata,  con- 
fectus  annis,  Sali.  :  gravis  annis,  Liv.  3)  Veta 
in  cui  per  la  prima  volta  si  poteva  aspirare 
alle  cariche  onorifiche,  annus  meus,  tuus, 
suus,  Cic  4)  Vanno  in  relazione  alle  sue  qua- 
lità, ai  suoi  avvenimenti,  sterilis  aut  fertilis, 
Sen.:  gravissimus  et  pestilentissimus,  Cic: 
nati  melioribus  annis,  Verg.  5)  annus  magnus, 

il  grande  anno   del   mondo,  periodo   di  circa 

25800  anni  comuni,  Cic  II)  meton.:  1)  sta- 
gione, frigidus,  Verg.:  hibernus,  Hor.  2)  rac- 
colto, provento  dell'anno,  Cic  1.  Verr.  40,  Tac 
Germ.  14  e  Agr.  31. 

annuii»:,  a,  um  (annus),  IJ  annuo,  annuale, 
che  dura  un  anno,  che  raggiunge  un  anno,  limi- 
tato ad  un  anno,  d'un  anno,  tempus,  Cic:  ma- 
gistrata, Caes.:  aera  (stipendioj,  Liv.:  ut  si- 
raus  annui,  affinchè  siamo  per  un  sol  anno 

(nella  provincia),  Cic  II)  che  ritorna  od  ac- 
cade ogni  anno,  annuale,  annuo,  COmmutatio- 

nes,  il  mutarsi  delle  stagioni,  Cic:  labor, 
Cic,  sost.,  annuum,  i,  n.,  e  comun.  plur.  an- 
nua, Òrum,   n.,    annata,   provvisione   annuale, 

alci  annuum  praestare  o  annua  praebere,  Sen. 
e  Suet.:  annua  accipere,  Plin.  ep. 

anquiro,  qulsìvi,   qulsìtum,    ere  (an   e 

quaero),  cercare  intorno  a  q.C.  0  quale,  spiare 
intorno,  ricercare,  investigare,  riguardare  at- 
torno, I)  propr.:  alqm,  quem  diligamus,  Cic: 
omnia,  quae  sunt  ad  vivendum  necessaria, 
anqu.  et  parare,  Cic:  II)  trasl.:  A)  tr.,  ricer- 
care indagando, indagar e,investigare, da  tutte  le 

parti  per  curiosità,  desiderio  di  sapere,  mens 
semper  aliquid  aut  anquirit  aut  agit,  Cic: 
nihil  praeter  suum  negotium  agere,  nihil  de 
alio  anquirere  (darsi  cura  di),  Cic  B)  intr., 
come  1. 1.  dei  processi  criminali  rom.,  inqui- 
sire, esaminare  le  circostanze  di  un'accusa 


185  ansa 

e  poscia  fare   una  formale    proposta    di  una 

data  pena  [in  seguito  a  che  veniva  la  ro- 
gatio];  proprio  del  magistrato  presidente  e 
partic.  dei  tribuni  della  plebe,  de  perduel- 
lione, Liv.:  de  morte  alcjs,  Tac:  colV abl.  o 
genit.  della  pena,  capite  e  capitis,  di  morte, 
Liv.:  pecunia,  Liv. 

ansa,  ae,  f.,  manico,  per  cui  si  prende  q.c, 
I)  propr.  (di  una  brocca,  di  un  vaso,  ecc.), 
Verg.  ed  a.:  crepidae,  occhiello  sulVorlo  della 
suola,  attraverso  cui  sì  tiravano  i  legacci, 

Tibull.    II)   appiglio,   ansa,  occasione,    oppor- 
tunità ad  una  cosa,  plures  dare  alci  tamquam 
ansas  ad  reprehendendum,  Cic:  habere  repre- 
hensionis  ansam  aliquam,  Cic. 
Ansancti,  V.  Ampsancti. 

1.  anser,  seris,  m.,  oca  (sacra  a  Giunone), 
greges  anserum,  Varr.:  pastum  jecur  anseris, 
Hor.:  clangor  anserum,  Liv.:  anseres  clamant, 
Cic. 

2.  Anser,  seris,  m.,  Ansere,  poeta  inso- 
lente ed  osceno,  amico  del  triumviro  Antonio, 
che  gli  regalò  il  podere  di  Falerno,  Cic.  Phil. 
13,  11  (dove  in  scherz.  equivoco  il  plur.  An- 
seres). 

ansìila,  ae,  f.  (dimin.  di  ansa),  piccolo  oc- 
chiello alle  suole  delle  scarpe,  Val.  Max.  8, 
12  ext.  3. 

Antandros  (-us),  i,  f.  ("Avxavopos),  An- 
tandro,  città  della  Misia  sul  golfo  Adirami- 
teno,  appiè  dell  Ida;  ancora  oggi  Antandro. 
—  Deriv.:  AnlandrTiis,  a,  um,  di  An- 
tandro» 

ante  (forma  arcaica  antt,  donde  antidea, 
da  connettersi  con  àvxa,  àvxó,  avxvjv)  avanti, 
innanzi,  davanti  (contr.   post),   avv.  e  prep., 

1)  avv.:  A)  di  luogo  (contr.  post,  a  tergo), 
ante  aut  post  pugnare,  Liv.:  coronatus  stabit 
et  ante  calix,  Tibull.:  nel  moto  (contr.  retro), 
ante  ingredi,  Cic:  ante  ferre  gressum,  Verg. 

B)  di  tempo:  1)  in  relazione  con  un  altro 

tempo  trascorso,  avanti,  innanzi,  prima  (dove 

poi  V esatta  indicazione  del  tempo  sta  ora  in 
abl.,  ora  in  acc,  secondo  Vuso  comune  di 
questi  casi  nei  rapporti  di  tempo),  ante  ad 
te  falsum  scripseram,  Cic:  multis  ante  saecutis, 
Cic:  paucis  mensibus  ante,  Caes.:  ante  annum 
Trojanae  cladis,  un  anno  prima  della  caduta 
di  Troia,  Justin.  Con  vari  avv.;  multo  ante, 
Ter.,  o  ante  multo,  Cic:  ionge  ante,  aliquanto 
ante,  paulo  ante,  Cic  Spesso  ad  ante  segue 
quam  (in  espressioni  meno  energiche  vengono 
congiunti  in  una  parola  sola:  antequam), 
prima  «he  (coZZ'indicat.  e  il  cong.),  anno 
ante,  quam  mortuus  est,  Cic:  nec  ante  nos 
hinc  moverimus,  quam  patres  acciverint,  Liv. 
Nei  poeti  talv.  quam  ante,  Lucr.,  Tibull.  ed 
a.: parim.nei poeti  talv.  pleon.  prius...  ante- 
quam, Verg.:  e  prius...  quam...  ante,  Prop. 

2)  in  relazione  col  futuro  o  col  presente, 

per  Vaddietro,  prima,  una    volta,    Ov.    fast.  1, 

337.  S)molto  rar. agg.  (come  ^  yjòk%  •Tjnipa), 
neque  ignari  sumus  ante  malorum,  dei  mali 
di  prima,  Verg. 

II)  prep.  C0IV3.CC,  davanti,  innanzi,    A)  di 

luogo,  1)  propr.:  post  me  erat  Aegina,  ante 
me  Mesrara,  Sulpic.  in  Cic.  ep.:  ante  pedes, 
Ter.  e  Cic:  ante  oppidum,  Cic:  alqm  vinctum 
ante  se  agere,  JSTep.  :  causam  ante   alqm  di- 


186 


cere,  davanti  a  quale,  come  giudice,  Cic.  2) 
trasl. ,  per  indicare  la  preferenza  nel  giu- 
dizio 0  nel  grado,  innanzi,  quem  ante  me  di- 
ligo, più  di  me,  Balb.  in  Cic.  ep.:  ante  Jovem 
haberi,  essere  al  di  sopra  di  Giove,  Curt.: 
ante  alqm  0  alqd  esse,  sorpassare  una  pers. 
0  cosa,  Sali,  ed  a.  —  Quindi  spessissimo  a) 
nelle  locuzioni  ante  alios,  Liv.  e  Verg.:  ante 
omnes,  Tac:  per  indicare  relazioni  di  para- 
gone, quindi  anche  talv.  pleon.  scelere  ante 
alios  immanior  omnes,  Verg.:  unus  ante  alios 
carissimus,  Nep.  b)  ante  omnia  a)  prima  di 
ojni  altra  cosa,  Liv.  ed  a.  (3)  comparativo,  so- 
pratutto, Liv.  ed  a.  y)  prima  di  tutto,  in  prin- 
cipio, sino  dalie  prime,  parlando  di  cose  che 
si  devono  trattare,  0  di  argomenti  che  si  deb- 
bono introdurre,  Quint. 

B)    di   tempo   (contr.    post),   ovanti,  prima, 

ante  lucem,  Cic:  ante  hunc  diern,  Ter.:  ante 
brumam,  Ter.:  multo  ante  noctem,  Liv.:  paulo 
ante  lucem,  Sulpic  in  Cic  ep.:  talv.  posposto 
(partic.  con  qui)  al  suo  caso,  diem  statuo, 
quam  ante,  Cic  Spesso  anche  Vindicazione 
del  tempo  è  compresa  0  in  una  pers.,  qui 
honos  togato  habitus  ante  me  est  nemini, 
Cic:  0  in  un  oggetto,  che  cade  in  un  dato 
tempo,  ante  has  meas  litteras,  prima  d'aver 
ricevuto  questa  mia  lettera,  Cic:  ante  aedili- 
tatem  meam,  Cic:  ante  hanc  urbem  conditam, 
Cic.  e  Liv.  Espressioni  particolari  sono  an- 
cora :  a)  ante  rem,  prima  della  lotta,  Liv.  9, 
40,  5.   b)  ante  fiuem,  prima  della  fine,  Plin.  ep. 

1,  12,  2.  e)  ante  annum,  un  anno  prima,  Plin. 
ep.  8,  23,  7:  così  pure  ante  quadriennium, 
quattro  anni  innanzi,  Tac.  Agr.  45:  ante 
aliquot  dies,  alcuni  giorni  prima,  Nep.  Dat. 
11,2.  d)  ante  tempus,  cioè  oc.)  prima  del  tempo 

debito,  Liv.  31,  36,  3.  P)  prima  dei  tempo  sta- 
bilito, fissatOfCic.  e  Suet.  e)  ante  diem  (poet.), 
Cioè  a)  prima  del  tempo,  Ov.  (3)  prima  del 
tempo  destinato  dalla  sorte,  Verg.  e  Ov.  :  e  COSÌ 

ante  annos  suos,  Ov.  f)  ante  id  tempus,  fino 
a  questo  tempo,  Caes.  ed  a.:  e  ante  hoc,  fin  qui, 
Tac:  ante  hunc  diem  numquam,  finora  mai, 
Ter.  g)  ante  certam  diem,  prima  dello  scadere 

di  un  giorno  stabilito,  entro  un  termine  stabilito, 

Cic  h)  ante  unito  con  dies  (abbreviato  a.  d.) 
e  un  numero  ordinale  per  indicar  la  data, 
e  non  già  del  giorno  precedente,  ma  di  que- 
sto stesso  giorno,  p.  es.  a.  d.  Vili  Kalendas 
Decembres,  il  giorno  8'\  non  il  9°,  prima 
delle  calende  di  Dicembre,  cioè  il  24=  No- 
vembre, Cic:  in  ante  diem  (differre  e  sim.), 
Cic  e  Liv.:  ex  ante  diem,  dal  giorno,  ecc., 
'  Cic.  ed  a. 

antea,  avv.  (da  ante  e  Z'abl.  eà),  per  lo 
innanzi,  anteriormente,  per  Vaddietro,   prima, 

Cic  ed  a.:  seg.  da  quam,  p.  es.  te  antea,  quam 

tibi,  ecc.,  Cic:  non  antea  ausi,  quam,  ecc.,  Liv. 

aiìléaiiibulo,  ònis,  m.  (ante  e  ambulare), 

anticorriere,  battistrada,  servo  0  parassita,  Che 

andava  innanzi  ad  un  personaggio  ragguar- 
devole, perchè  gli  si  facesse  largo;  commi, 
dispregiativo  come  il  nostro  lacchè,  Suet. 
Vesp.  2. 

Ante-canis,  is,  m.,  traduzione  di  izpo- 
xóo)v  (Procyon),  Anticane  (costellazione),  Cic 
Arat.  22  (=  de  nat.  deor.  2,  114). 

anle-caplo,  cèpi,  ceptum  e  taptum,  ere, 


187 


antecedere 


antemeridianus 


188" 


prendere  0  afferrare  prima,  anticipatamente, 
I)propr.:  impadronirsi  anticipatamente, prima 

di  un  altro,  di  un  oggetto,  occupare  prima 
un  luogo,  pontem,  Tac.:  locum  ca  stris,  Sali. 
II)  trasl.:  a)  generic,  tor  via  anticipatamente, 
priìna  =  curare,  procurare  prima,  provvedere, 

quae  bello  usui  forent,  Sali.:  o  provocare,  ea 
omnia  (famen  aut  sitim,  ecc.)  luxu,  Sali.:  o 
=?  utilizzare  prima,  aioctem,  Sali.  h)come  1. 1. 
filos.,  anticipare,  prevenire,  antecepta  animo 
rei  quaedam  informatio  (come  traduzione  di 
rcpóXy)tJ>is),  concetto  a  priori,  Cic. 

anteeedens,  entis,  part.  agg.  (di  ante- 
cedo), antecedente,  che  va  innanzi,  che  precede, 
nel  tempo:  sì)  in  gen.:  annus, Suet.  b)  partic, 
come  t. 1.  filos.,  causa,  causa  antecedente  (ef- 
ficiente), Cic:  così  anche  sost,  antecedens, 
l'antecedente,  come  causa  efficiente  (contr. 
consequens),  Cic.  top.  88  :  più  spesso  al  plur., 
antecedentia  (contr.  consequentia),  Cic.  top. 
53.  Quint.  5,  10,  45. 

ante-eèdo,  cessi,  cessum,  ere,  antecedere, 

precedere,   andare  innanzi,     I)   in    gen.:    A) 

propr.,  nello  spazio:  agmen,  Caes.:  signa  vo- 
latu,  volar  davanti  alle  band,  (di  corvi),  Curt.: 
assol.,  praefecti,  qui  cum  omni  equitatu  ante- 
cesserant,  Caes.:stellae  tum  antecedunt,  tum 
subsequuntur ,  Cic.  B)  trasl.,  nel  tempo: 
haec  (dies)  ei  (cb'el)  antecessit,  Ter.:  ant.  alci 
aetate  paulum,  Cic:  si  huic  reiilla  antecedit, 
accade  prima,  Cic    II)  partic,  ottenere  un 

vantaggio  SU  quale,  precorrere,  precedere,  avan- 
zare, sorpassare  quale,  A)  propr.:  legiones, 
Cic:  biduo  alqm,  Cic:  assol.,  magnis  itineribus, 
Caes.:  tino  calcalo,  avanzare  di  una  pedina 
(nel  giuoco  degli  scacchi),  Sen.  B)  trasl.:  tor 

la  precedenza  a  quale  0  q.C,  aver  la  prece- 
denza, prevalenza  sopra  quale.  0  q.C,  superare, 

sorpassare  una  pers.  o  cosa,  col  dat.,  pecudibus 
reliquisque  beluis,  Cic:  colVo.cc,  alqm  scien- 
tià  atque  usu  nauticarum  rerum,  Caes.:  alqm 

in  doctrmÌS,Nep.:  aSSOl.  =  distinguersi,  segna- 
larsi, et  auctoritate  et  aetate  et  usu  rerum,  Cic. 
ante-cei!o,  ere,  propr.  avanzare,-  quindi 

trasl.,  sovrastare  a  quale.  0  q.C,  segnalarsi  di 
fronte  a    quale.    0    q.C,   superare,   sorpassare 

quale,  o  q.c,  a)  di  pers.:  qui  qua,  re  homines 
bestiis  praestent,  ea  in  re  homini.bus  ipsis  an- 
tecellat,  Cic:  longe  ceteris,  Cic:  ceteris  elo- 
quentia,  Cic.fr.:  omnes  fortuna  (in  felic),T&c: 
militari  laude  (in  gloria  militare),  Cic:  al  pas- 
sivo, qui  omnibus  his  rebus  antecelluntur,  Cor- 
nif.  rhet>  b)  di  e.  inan.,  omnis  sensus  homi- 
num  multo  antecellit  sensibus  bestiarum,  Cic. 
antecessio,  ònis,  f.  (antecedo),  IJ prece- 
denza, Cic.  Tirn.  10,  §  37  (pi).  II)  trasl., 
causa  antecedente,  efficiente,  cagione,  occasione 

(contr.  consecutio),  Cic.  top.  53  e  de  off.  1,  11. 

anteeessftr,  Oris,  m.  (antecedo),  anteces- 
sore, precorritore,  come  t.  t.  milìt.,  anteces- 
sores  =  antecursores  (  V.  antecursor),  Auct. 
b.  Afr.  e  Suet. 

anteeesstìs,  us,  m.  (antecedo),  anticipa- 
zione, quindi  in  antecessum,  in  anticipazione, 
dare,  accipere,  solvere,  Sen.  ed  a. 

ailtecursoiv,  Oris,  Ili.  (ailtecurro),  anticor- 
riere, come  t.  t.  milit.,  antecursores,  specie  di 

forieri,  avanguardia,  consistente  in  Un  piccolo 

drappello  di  soldati,  che  venivano  mandati 


avanti  per  cercare  e  preparare  un  luogo  per 
l'accampamento  dell'esercito  che  seguiva,  per 
aprir  la  strada  ed  anche  per  spiare  la  marcia 
del  nemico,  Caes.  b.  G.  5,  47,  1  ed  altrove. 

anté-éo,  ivi  e  li,  ire,  andare  innanzi,  pre- 
cedere, I) propr.:  alci,  Cic:  alqm,  Hor.:  cur- 
rum  regis,  Curt.:  assol.,  destricto  gladio,  Cic: 
pedibus,  equo,  vehiculo,  Suet.  II)  trasl.:  A)  in 
gen.,  riguardo  al  tempo,  precedere,  a)  di  e. 
inan.  =  accadere  prima,  si  anteissent  delieta, 
Tac  ann.  3,  69.  b)  di  pers.,  precorrere  ad  un 
tempo  con  q.c,  semper  vos  aetatem  meam 
honoribus  vestris  anteistis,  Liv.  38,  51,  IL 

B)  partic.  :  1  )  precedere  ale. ,  andare  innanzi  ad 
Uno,  sopravvanzeire  ale,  togliere  ad  uno  la  pre- 
cedenza, superare,   sorpassare  una  persona  O 

cosa,  alci  aetate,  sapientià,  Cic:  auctoritati 
parentis,  superare  l'influenza  della  madre 
(essere  più  potente  della  m.),  Tac:  aetate  et 
Consilio  ceteros,  Sali,  fr.:  alqm  virtutibus,Nep.: 
col  sempl.  acc,  cursus  alcjs,  Ov.:  al  passivo, 
abs  te  anteiri  putant,  Cic:  assol.  =  segnalarsi, 
operibus  (colle  azioni,  nei  fatti),  Caes.  2)  pre- 
venire, ovviare  frastornando,  id  te  oro,  ut  an- 
teeamus,  Ter.:  damnationem,  Tac:  damna- 
tionem  veneno,  Tac:  o  allontanando,  pericu- 
lum,  Tac.  —  Antibo,  antissent,  antisse  =  an- 
teibo,  anteissent,  anteisse,  Tac 

ante-fero,  tuli,  latum,  ferre,  I)  portare 
innanzi,  imagines,  Tac:  gressum,  muovere  in- 
nanzi il  passo,  Verg.  II)  trasl.:  A)  anteporre, 
preferire  una  persona  o  cosa  a  quale,  o  q.c, 
longe  omnibus  unum  Demosthenem,  Cic:  una 
in  re  anteferri  alci  (contr.  inferiorem  esse 
omnibus  rebus),  Cic:  iniquissimam  pacem  j  Vi- 
stissimo  bello,    Cic.    B)   prendere,   dare   anzi 

tratto,  quod  est  dies  allatura,  id  Consilio  ante- 
ferre  debemus,  dare  prima  col  ragionamento 
a  noi  medesimi  ciò  che  ci  recherà  il  tempo 
dappoi,  Cic.  ep.  5,  16,  6. 

ante-lixus,  a,  um  (partic.  di  un  inusit. 

antefigere),  fermato  davanti,  attaccato  davanti, 

conficcato,  truncis  arborum  antefixa  ora,  Tac 
ann.  1,  61  :  quindi  sost.,  antefixa,  orum,  n., 
piccoli  ornamenti,  immagini,  statue  e  simili 
nei  tetti  e  nelle  grondaie  delle  case  e  dei  tem- 
pli, capitegoie,  Liv.  26,  23,4:  antefixa  fictilia 
deorum  Eomanorum,  Dei  di  argilla  dei  Ro- 
mani sui  loro  pinacoli,  Cato  in  Liv.  34,  4,  4. 
antégredior,  gressus  sum,  gredi  (ante  e 

gradior),  precedere,  andare  innanzi,  I)  propr., 

nello  spazio  (contr.  subsequi),  solem,  Cic.  de 
nat.  deor.  2,  53.  II)  trasl.,  nel  tempo,  cum 
antegressa  est  honestas,  Cic:  causae  ante- 
gressae,  Cic 

anté-liabeo  ,  ère,  anteporre,  preferire, 
alqd  alci  rei,  Tac.  ann.  1,  58  e  4,  IL 

anté-hae,  avv.  (da  ante  e  l'abl.  hàc;  ar- 
caico antidhac),  prima  di  questo,  prima  di  ciò 

—prima  di  questo  tempo,  prima,  per  lo  in- 
nanzi, Cic  ed  a. 

aiiteiiicaiiiis,  a,  um  (ante  e  lux),  che  co- 
mincia prima  dello  spuntar  del  giorno,  innanzi 
dì,  tempus,  Cic:  industria,  Cic:  cenae,  che  si 
prolungano  fino  alValba,  Cic. 

ante-nierTdìaiius,  a,  um,  antimeridiano, 
avanti  mezzodì  (contr.  postmeridianus),  ambu- 
latio,  Cic:  litterae,  ricevute  m-ima  di  mezzo- 
giorno, Cic:  dies,  mattina,  Sen. 


189 


antemitto 


Anticyra 


190 


ante-mi  Ito,  misi,  missum,  ere,  mandare 
innanzi,  equitatum,  Caes.:  equites,  Caes. 

anteluna,  V.  antenna. 

Anlemnae,  àrum,  f.,  Antemne,  antichis- 
sima città  sabina  al  confluente  dell' 'Aniene 
nel  Tevere.  —  Deriv.:  Anlemnàtes,lum, 

m.,  abitanti  di  Ant.,  Antelunati. 

antenna  (antemna),  ae,  f.,  antenna, anten- 
nas  ad  malos  destinare,  Caes.:  antennas  derait- 
tere,  Sali,  fr.:  antennas  demere,  Auct.  b.  Alex. 

Àntcnor,  oris,  acc.  orem  e  ora,  m.  (?Av- 
r^vwp),  Antenore,  principe  Troiano,  il  quale 
consigliò  di  far  pace  coi  Greci  e  di  conse- 
gnare Elena  :  dopo  la  presa  di  Troia,  venne 
in  Italia  e  fondò  Pataviura  (Padova).  — 
Deriv.:  Anténoridcs,  ae,  m.  ('Avxyjvo- 
pLÒyiz),Antenorìde  (figlio  o  discendente  di  An- 
tenore), plur.  Antènortdae,  figli  di  Antenore. 

ante-occupàtio,  ònis,  f.  =  rcpoxaxotXY]- 
4>t£),  il  rimuovere  anticipatamente  l'obbiezione, 

preoccupazione,  come  fig.  retor.,  Cic.  de  or.  3, 
205.  Quint.  9,  1,  31. 

ailte-pc§,  pedis,   m.,  piede  anteriore,  CÌC. 

Arat.  452. 

antepilanus*  i,  m.,  1. 1.  milit.,  antepilani 
—  astati  e  principi,  i  quali  nell'ordine  di 
battaglia  dei  Romani  stavano  davanti  ai 
triarii  armati  di  pilum,  Liv.  8,  8,  7. 

aiite-p<iiio,posui,  posYtum,  ere,  mettere, 
porre,  collocare  innanzi  a  q.C,  I)  propr.:  equi- 

tum  locos  sedilibus  plebis,  Tac.:  propugnacula 

anteposita,  Tac.  II)  trasl.,  anteporre,  prefe- 
rire, dar  la  preferenza  (contr.  comparare,  pa- 
ragonare, eguagliare),  se  alci,  Cic:  amici tiam 
rebus  omnibus,  Cic:  ante  posposto  fcper  far 
risaltare  maggiormente  il  concetto  di  ante), 
mala  bonis  ponit  ante,  Cic. 

ante-quain  e  ante  quani,  V.  ante  I, 
B,  1. 

Anteros,  otis,  m.  ('Avxspco?,  avversario 
di  Eros),  Antero  =  genio  vendicatore  dell'amore 

disprezzato  (deus  ultor,  Ov.  met.  14,  750). 

antcs,  ìum,  m.,  filari  delle  viti,  Verg.  gè. 
2,  417. 

antesignanus,  i,  m.  (ante  e  signum), 
come  t.  t.  milit. j  antesignani,  corpo  speciale, 
formato  dal  nucleo  delle  legioni  per  la  difesa 
della  bandiera  (signum)  davanti  a  cui  mar- 
ciava ,  antesignani ,  guardie  della  bandiera, 
Caes.  e  Liv.:  trasl. ,  fueras  in  acie  Pharsalica 
antesignanus,  ti  sei  segnalato  fra  tutti,  Cic. 
Phil.  2,  71. 

ante-sto  e  antisto,  stiti,  stare,  stare  in- 
nanzi, trasl.  =  aver  la  prevalenza,  esser  supe- 
riore, prevalere,  superare,  multis   (dat.)  corpo- 

rum  viribus  (abl.),  Cic:  in  his  autem  cognitum 
est,  quanto  antestaret  eloquentia  innocentiae, 
Nep.:  magnitudine  alias (insulas), Mela:  assol., 

sovrastare,  meritar  la  preferenza,  di  pers.,  CÌC. 

de  rep.  3,  28:  di  e.  inan.,  Lucr.  5,  22. 

antcstor,  atus  sum,  ari  (da  antetestor), 
richiedere  quale,  come  testimonio  (testis)  pri- 
ma (ante)  della  presentazione  dell'accusa, 
chiamare  in  testimonio  (per  cui  s'interrogava 
così  :  licet  antestari  ?  e  V interpellato  accon- 
sentiva col  porgere  V orecchio,  che  il  richie- 
dente toccava  pronunciando  la  parola  me- 
mento), alqm,  Plaut.,  Hor.  ed  a.:  e  come  testi- 
monio, ma  non  in  tribunale,  Cic  Mil.  68. 


ante-venìo,  veni,  ventum,  ire,  prevenire, 
giunger  prima,  I)  propr.:  exercitum  Metelli  e 
Metellum,  Sali.  II)  trasl.:  A)  in  gen.:  ubi 
(beneficia)  multum  antevenere,  quando  vanno 
oltre  questi  confini  (di  una  possibile  rimune- 
razione), Tac.  ann.  4,  18.  B)  partic.:  1)  anti- 
venire, prevenire  con  misure,  Consilia  et  insi- 
diashostium,  Sali.  2)  sorpassare  q. e.  o  quale, 
mediante  una  qualità,  vincere,  superare  quale, 
o  q.c,  per  virtutem  nobilitatem,  Sali.:  ple- 
rosque,  Sali. 

ante-verto(antevorto),  verti,  versum,  ere, 

precedere,  avanzare,  I)propr.,  assol.  (stella 
Mercurii)  tum  antevertens  tum  subsequens, 
Cic:itaque  antevertit,  Cic:  col  dat.  a  chi? 

=  passar   innanzi    a   quale,    arrivare  prima, 

huic,  Ter.  eun.  738.  II)  trasl.:  1)  precedere, 
prevenire  nel  fare  q.c,  assol.,  Fannius  ante- 
vortit,  Cic.  de  amie  16.  2)  anteporre  nelV or- 
dine, qua  re  nuntiata  Caesar  omnibus  consi- 
liis  antevertendum  existimavit,  ut  Narbonem 
proficisceretur,  Cesare  stimò,  posposti  tutti 
gli  altri  disegni,  di  doversi  recare  a  Narb., 
Caes.  b.  G.  7,  7,  3. 

Anthédon,  onis,  f.  ('AvfhjSwv),  Antedone, 
città  e  stato  autonomo  della  lega  beotica,  ap- 
piè del  Messapio,  con  un  porto  sulVEuripo  o 
mare  di  Eubea  (quindi  Euboica)  ;  ora  Lukisi. 

anthfas,  ae,  m.  (àv9£ag),  pesce  marino  a 
noi  ignoto,  Ov.  hai.  46. 

autliypopliora,  ae,  f.  (àvGoTcocpopa),  fig. 
retor.,  che  ha  luogo  allorché  Voratore  stesso 
riferisce  e  confuta  le  possibili  obbiezioni  del- 
l'avversario, Sen.  contr.  1,  7,  17. 

Aiitianus,  Antìàs,  Antfàtinns,  V. 
Antium. 

A  liticato,  ònis,  m.,  Anticatone,  scritto 
(in  due  libri)  di  C.  Giulio  Cesare  contro 
V elogio  di  Catone  Uticense  fatto  da  Cicerone 
(intitolato  Cato),  Quint.  1,  5,  68  (cfr.  3,  7, 
28)  e  Suet.  Caes. 56  (plur.,  perchè  due  libri). 

antichthones,  um,  m.  (àvxìxQovsg)  = 
antipodes,  antipodi,  Mela,  1,  1,  2  (=  1,  §  4) 
e  1,  9,  4  (=  1,  §  54). 

antieipatio,  onis,  f.  (anticipo),  idea  anti- 
cipata, prenozione,  prenotizia  di  una  COSa, 
prima  di  aver  imparato  a  conoscerla  col- 
V esperienza,  per  istruzione  avutane;  greco 
itpóXvj<Jng,  deorum,  degli  dei,  Cic  de  nat. 
deor.  1,  43  e  44. 

anticipo,  avi,  àtum,  are  (ante  e  capio), 

I)  prender  prima,   innanzi  tempo;  anticipare, 

quod  ita  sit  informatum  anticipa tumque  men- 
tibus  nostris,  ut  etc,  perchè  V immagine  e 
Videa  sono  preconcette  nella  nostra  mente, 
Cic:  ant.  ejus  rei  molestiam,  tormentarsi  an- 
ticipatamente, in  prevenzione,  per,  ecc.,  Cic: 
viam,  abbreviare,  Ov.:  ludos,  celebrare  i giuo- 
chi prima  del  tempo,  Suet.:  mortem,  uccidersi 
prima,  Suet.  II)  prevenire,  Lucr.  ed  a. 

Anticlca  e  -ella,  ae,  f.  ('AvxbtXeta),  An- 
ticiea,  figlia  di  Autolieo,  moglie  di  Laerte, 
madre  di  Ulisse. 

antlcus,  a,  um  (ante),  anteriore  (contr. 
posticus),  pars,  Cic.  Tim.  10,  §  36. 

AntTcyra,  ae,  f.  ('Avxócip^a  e  'Avxbcopa), 
Anticira,  città  sopra  una  penisola  (non  isola) 
della  Focide,  in  una  contrada  fertile  entro 
un'insenatura  delgolfo  di  Crissa,  conunporto 


191 


autidea 


antiquitas 


192 


sicuro  e  spazioso  ;  nota  partic.  per  V elleboro 
4,he  cresce  in  gran  quantità  sui  monti  circo- 
stanti, e  da  cui  gli  abitanti,  aggiungendovi 
una  specie  di  sesamo,  ricavavano  un'ottima 
medicina;  era  quindi  luogo  in  cui  si  an- 
davaper  fare  una  cura  ;  ora  Aspro  Spiti. 

antidea,  aw.,  arcaico  per  antea,  Liv. 
22, 10,  6. 

a  n  lido  tu  ih,  L  n.  e  antidatile,  i,  f.  (àv- 

llÒOXOV  0  -OC,),   antidoto,  contravveleno,  anche 

lontra  alqd,  Phaedr.,  Quint.  ed  a.:  trasl.,  an- 
tidotum  adversus  Caesarem,  Suet.  Cai.  29. 
Antigenidàs,  ae,  m.  e  -idés,  ae,   m. 

.('AvxtYsvi8>)g),  Antigenide,  nome  di  due  famosi 
suonatori  di  flauto,  Tuno  Tebano,  figlio  di 
Satiro,  che  fiori  verso  il  440  av.  Or.,  V altro 
figlio  di  Dionisio,  verso  il 338  av.  Or.;  spesso 
scambiati  Tuno  colV  altro. 

Antiensis,  V.  Antium. 

Anti^enés,  is,  m.  ('AvxiYévvjs),  Antigene, 
J)  generale  di  Alessandro  il  Grande.  II) 
nome  di  un  pastore. 

antigth'io,  avv.,  arcaico  =  valde,  V. 
Quint.  1,  6,  40. 

Antigone,  ès,  f.  e  Antifona,  ae,  f.  ('Av- 
tiyóvyj),  Antigone,  figlia  di  Edipo,  sorella  di 
Eteocle  e  Polinice,  molto  celebrata  nelV anti- 
chità, (partic.  in  tragedie)  per  T amore  eroico 
da  lei  dimostrato  verso  ihpadre  ed  i  fratelli. 

Anligonca,  ae,  f.  ('AvxiYÓvsta  o  'Avxt- 
YovCa),  Antigonea,  nome  di  parecchie  città, 
di  cui  la  più  nota  in  Epiro  sul  Celiano,  in 
uno  stretto  passo  degli  Acrocerauni  (axsvà), 
appartenente  alla  Óaonia.  —  Deriv.:  An- 
iigonensis,  e,  pertinente  ad  A.,  di  A. 

AntYgonus.  i.  m.  rAvxfyovos),  Antigono, 
nome  di  parecchi  re  dopo  Alessandro  Ma- 
gno, di  cui  il  più  noto  è  Àntigonus  I,  nato 
nel  385  av.  Or.;  padre  di  Demetrio  Polior- 
cete,  generale  di  Filippo  e  di  Alessandro 
Magno,  satrape  della  Grande  Frigia,  e, 
■dopo  la  morte  di  Alessandro,  anche  della 
Panfilia  e  Licia  ;  generale  fortunato  contro 
gli  altri  successori  di  Alessandro,  perdette 
finalmente  trono  e  vita  nella  battaglia  di 
Ipso  nella  Frigia  (301  av.  Cr.). 

Antilibsinus,  i,  m.  ('AvttXtpavog),  Anti- 
Uba.no,  catena  di  monti  nella  Fenicia  e  Ce- 
lesiria,  la  quale  corre  quasi  parallelamente 
<il  Libano  e  ad  Oriente  di  esso;  ora  Dsche- 
bel  Escharki  (=  monti  orientali). 

AntilocllllS,  i,  m.  ('AvxtXoxos),  Antiloco, 

figlio  di  Nestore,  amico  di  Achille,  combattè 
valorosamente  sotto  Troia,  ove  cadde  ucciso 
da  Memnone  o  da  Ettore. 

Antiniachus,  i,  m.  ('AvxCu-axosì,  Anti- 
tnaco,  poeta  greco  di  Claro  {a  N.E.  di  Colo- 
fone, quindi  Clarius  poeta),  contemporaneo 
di  Platone,  autore  d'una  Tebaide. 

antinomia,  ae,  f.  (àvxivofjia),  contrarietà, 

delle  leggi,  antinomia,  Quint.  7,  7,  1. 

lutinoli*.,  i,  m.  ('Avxcvoos),  Antinoo, 
uno  dei  Proci. 

Antiochensis,  e,  V.  Antiochia  e  An- 
iiochus. 

Antiochene,  a,  uni,  V.  Antiochus. 

Antiochia  e  -éa,  ae,  f.  ('Avxidxeia),  An- 
tiochia, nome  di  parecchie  città,  di  cui  la  più 


nota  è  Antiochia  Epidaphnes  (^  ènì  Ad<p vyjs), 
capitale  della  Siria  sulV  Or  onte,  residenza  dei 
Seleucidi  e  pia  tardi  del  governatore  romano 
di  Siria  ;  vi  fiorirono  le  arti  e  le  scienze  ;  ora 
Antakia.  —  Deriv.:  a)  Antiochenses, 
ium,  m.,  abit.  di  Antiochia,  b)  AntiocEiI- 
ii us,  a,  uni,  di  Antiochia,  Antiochino. 
Antiochius,  V.  Antiochus. 

Antiochus,   i,    m.    ('AvxtO)(0s),    Antioco, 

I)  nome  di  tredici  re  di  Siria,  di  cui  i  più 
noti  sono  :  a)  Ant.  Ili  Magnus,  noto  per  aver 
dato  asilo  ad  Annibale  profugo  dalla  patria 
e  partic.  per  la  sua  guerra  contro  i  Romani; 
vinto  da  L.  Corn.  Scipione,  ucciso  dagli 
Elimei  Va.  187  av.Or.  b)  Ant.  IV  Epiphanes 
('Emcpavyjs),  il  quale,  intimorito  dai  modi 
imperiosi  e  ruvidi  dell 'ambasciatore  romano 
L.  Popilio,  rinunziò  al  possesso  dell'Egitto: 
mori  nel  163  av.  Cr.  e)  Ant.  X,  il  cui  figlio 
Antioco  XIII  venne  a  Roma  (73  av.  Cr.) 
co'  suoi  fratelli  per  far  valere  le  sue  pretese 
sull'Egitto,  e  in  questa  occasione  visitò  anche 
la  Sicilia.  II)  Ant.  di  Ascalona,  discepolo 
di  Filone,  ultimo  filosofo  della  scuola  acca- 
demica; maestro  di  Varrone,  Cicerone  ed  a., 
in  Atene  e  in  Roma.  —  Deriv.:  a)  Antio- 
chensis, e,  appartenente  ad  Antioco  III, 
pecunia,  ricevuta  da  Ant.,  Val.  Max.  b)  An- 
tiochius  (variante  -èus),  a,  um  ('Avxcò- 
Xeiog),  appartenente  ad  Antioco  (il  filos.),  del 
filos.  Ant.,  sost,  a)  Antiochii,  òrum,  m.,  se- 
guaci dì  Antioco,  p)  ista  Antiochia,  òrum,  n., 

massime  di  Antioco,  Cic.  e)  Antiochi  11  11«.,  a, 

um,  a)  appartenente  ad  Antioco  il  Grande, 
bellum,  Cic.  P)  appartenente  ad  Antioco  il 
filosofo,  di  A.,  partes,  Cic. 

Antiopa,  ae,  f.  e  Antiope,  -ès,  f.  ('Av- 
xtÓ7tyj),  Antiope,  I)  figlia  di  Nitteo,  madre 
di  Anfione  e  Zeto,  la  cui  sorte Pacuvio prese 
come  soggetto  d'una  tragedia,  che  porta  ap- 
punto questo  titolo.  II)  moglie  di  Piero  e 
madre  delle  Pieridi. 

Antipater,  tri,  m.  ('AvxtTtaxpog),  AnH- 
patro,  nome  mascolino  greco,  I)  Antipatro, 
confidente  di  Filippo  e  di  Alessandro  Ma- 
gno, dopo  la  morte  del  quale  fu  governa- 
tore, e  poscia  re  della  Macedonia  ;  padre  di 
Cassandro.  II)  nome  di  parecchi  filosofi 
greci:  a)  Ant.  Cyrenaicus,  uno  dei  discepoli 
immediati  di  Aristippo  il  vecchio,  b)  Ant. 
di  Tarso,  stoico,  seguace  di  Diogene  di  Ba- 
bilonia, e  maestro  di  Panezio.  e)  Ant.  di 
Tiro,  parimente  stoico,  amico  di  Catone  Mi- 
nore.  Ili)  L.  Caelius  Antipater,  V.  Caelius. 

Antiphates,  ae,  m.  ('Avxicpdxyjg),  Anti- 
fate, signore  dei  Lestrigoni,  giganti  antro- 
pò f agi  (sulla  costa  N.O.  della  Sicilia),  a  cui 
Ulisse  sfuggì  con  una  sola  nave. 

antipodes,  um,  m.  (àvxuioSss),  antipodi, 
ironicam.  di  persone  che  fanno  del  giorno 
notte  e  viceversa,  Sen.  ep.  122,  2. 

a  n  tlq  II  a  l'ili  S,  ti ,  m .,  conoscitore  della  lingua 
e  letteratura  romana  antica  [anteaugustea] , 
studioso  dell'antico  parlare,   (e  non  già  «  inve» 

stigatore  di  cose  antiche»),  Tac.  e  Suet. 
antique,  avv.  con  compar.  (antiquus), 

anticamente,  alVantica,  Hor.  e  Tac. 

antiquitàs,  atis,  f.  (antiquus),  I)  (da  an- 
tiquus n°  I,  2)  riguardo,  tantum  antiquitatis 


193 


antiquitus 


Antonius 


Ite 


<curaeque  majoribus  prò  Italica  gente  fuit, 
Sali.  :  fr.  II)  (da  antiquus,  n°  IT)  tempo  an- 
tico, antichità,,  CÌC.  ed  a.  MetÓn.:  1)  avvenimenti 
dell'antichità,     storia    dell'antichità,    antichità, 

Cic.  ed  a.:  quindi  plur»  antiquitates,  a)  anti- 
chità, cioè  monumenti  dei  tempi  antichi, 

Graecorum,  Tac.  b)  uomini  del  passato,  vecchi, 

Cic  ed  a.  2)  coìVidea  accessoria  di  moralità, 

antichi  buoni  costumi,  antica  probità,  antica 
lealtà,  schiettezza  dei  sentimenti,  CÌC.  ed  a. 
3)  antica  data,  antichità,  generis,  CÌC,  Nep. 

e  Tac. 
antiquitìis,  avv.  (da  antiquus  come  hu- 

mailitus  da  humanus),  I)  anticamente,  nei  tempi 
antichi,  tma   volta,  Caes.  e  Nep.   II)  da  tempo 

antico,  ab  antico,  morem  servare,  Liv. 

antiquo,  avi,  àtum,  are  (antiquus),  lasciar 
all'antico,  quindi  come  t.  t.  pubbl.  =  re- 
spìngere, non  accettare  un  articolo  di  legge, 
legem,  Cic.  e  Liv.:  plebiscitum  primus  antiquo 
abrogoque,  Liv. 

antiquus,  a,  um  (altra  ortografìa  ver 
anticus  da  ante),  indica  ciò  che  precede  nel- 
l'ordine e  principalmente  nel  tempo,  mentre 
anticus  esprime  ciò  che  precede  nello  spazio, 
quindi:  I)  nel  compar.  e  superi.,  che  va  in- 
nanzi a  tutto  il  resto,  riguardo  al  grado  o 

Valore,  più  importante,  importantissimo,  quindi 
anche  ciò  die  piti  sta  a  cuore,  piti  premu- 
roso, instante,  antiquior  in  senatu  sententiae 
dicendae  locus,  precedenza,  Cic.  :  neque  habui 
quidquam  antiquius,  quam  ut,  ecc.,  Cic.  ep.  : 
nihil  ei  fuit  antiquius  o  neque  quidquam  ha- 
buit  antiquius,  quam,  coli'  infin.,  Cic.  ep.  : 
e  Veli.  :  navalis  apparatus  ei  semper  antiquis- 
sima  cura  fuit,  Cic:  longe  antiquissimum  ratus 
est  sacra  publica  facere,  Liv.  II)  ciò  che,  ri- 
guardo al  tempo,  «  precedette  »  antico,  vec- 
chio, A)  relativ.  antico,  prisco  ■=■  pristino 
(contr.  novus),  a)  generic:  munitiones,  Caes.: 
morem  antiquum  atque  ingenium  obtinere, 
Ter.:  antiquior  dies  (data),  Cic:  tres  epistulas 
tuas  accepi;  igitur  antiquissimae  cuique  re- 
spondebo,  Cic.  :  causa  antiquior  memoria  tua, 
Cic:  sost,  antiquum  obtinere,  mantenere  gli 
antichi  costumi  o  usanze,  Comic:  nec  in 
antiquius  citeriusve  procedere,  non  estendersi 
più  oltre  di  quello  spazio  di  tempo,  né  da 
una  parte  né  dall'altra,  Veli.,  poet.  generic. 
=  antico,  passato,  hiemes,  vulnus,  Ov.  b)  par- 
tic,  coìVidea  accessoria  di  semplicità,  pu- 
rezza, innocenza,  antico  =  di  antico  stampo, 
di  antica  lega,  di  antica  lealtà,   di  sentimenti 

schietti,  homo  antiqua  virtute  ac  fide,  Ter.: 
antiqui  homines,  uomini  buoni,  leali,  di  an- 
tico stampo,  Cic.  B)  assol.,  ciò  che  esiste 
o  è  in  uso  sin  da  tempo  antico  o  almeno 

da   lungo  tempo,  antico,  antichissimo,  vetusto 

(contr.  recens),  e  con  elogio  =  venerando, 
#acro  per  Vetà,  hospes,  Ter.  :  deus  (statua  del 
dio)  antiquo  opere  factus,  Cic.  :  antiquissima 
scripta,  Hor.  :  e  come  epiteto  di  città,  ecc., 
urbs,  terra,  Verg.  :  sost,  a)  antiqui,  orum,  m. 
vecchi,  uomini  del  tempo  passato,  scrittori,  di- 
plomatici, medici  del  tempo  antico   (contr.  TQ- 

centiores),  Cic  ed  a.    p)  antiqua,  orum,  n. 

l'antico,  antichità,  tempo  passato,  anche  esempi 
del  tempo  antico,  Sen.  e  Tac 

antìsujihista,  ae,  m.  (avxtao^iax*^),  an- 


tisofista, grammatico,  sofista,  che  sosteneva 
opposti principii,  Quint.  e  Suet. 

antistes,  Stltis,  e.  (antisto),  soprastante, 
ispettore,  partìc:  capo,  primo  sacerdote  di  un 

tempio  e  dei  riti  sacri  analoghi,  a  cui  egli 
pure  partecipa,  sommo  sacerdote  e  generic. 
sacerdote  del  tempio,  sacrorum,  Cic:  templi, 
Liv.:  Jovis,  Nep.  :  fem.  direttrice  del  tempio, 
sacerdotessa,  Liv.  ed  a.  —  trasl.,   sacerdote  = 

iniziato  in  qualche  scienza  o  arte,  maestro 
in,  ecc.,  artis  dicendi,  Cic:  juris,  Quint. 

Antisthenes,  is  e  ae,  m.  ('AvxtaGévyjs), 
Antistene,  discepolo  di  Socrate,  maestro  di 
Diogene  e  fondatore  della  scuola  Cinica. 

antistita,  ae,  f.  (cfr.  antistes),  direttrice 

del    tempio,    sacerdotessa,   fani,    CÌC  :    Plioebi, 

(cioè  Cassandra,  come  profetessa),  Ov. 

antisto,  V.  antesto. 

Autiiim,  li,  n.  ("Avxiov,  "AvGtov),  antica 
città  del  Lazio  sopra  una  punta  di  terra  roc- 
ciosa che  si  avanza  nel  mare,  ora  Torre  o 
Porto  d'Anzio,  soggiorno  prediletto  di  ricchi 
Romani,  quindi  adornata  con  sontuosi  pa- 
lazzi e  templi  (come  quello  delle  due  For- 
tunae  con  un  oracolo  diEsculapio,  di  Ercole 
ed  a).  —  Ber  iv.  :  a)  Antianus,  a,  um,  ap- 
partenente ad  An.,  di  Anzio,  Hercules,  vene- 
rato in  Anzio,  Cic  fr»  b)  AntTas,  àtis,  in  o  di 
Anzio,  Anziate,  plebs,  Liv.:  plur.  sost.,  Antia- 
tes,  ium,  m.  abit.  di  A.,  Anziati,  e)  Antia- 
tlnus,  a,  um,  di  Anzio,  Fortuna,  Suet.  (V.  so- 
pra), d)  Antiensis,  e,  di  Anzio,  templum 
(Aesculapii),  Val.  Max. 

antlia,  ae,  f.  (àvxXca),  tromba  da  cavar 
acqua,  Suet.  Tib.  51. 

An tónta nus,  a,  um,  V.  Antonius. 
Anton  iaster,  V.  Antonius. 

Antonimi*,  i,  m.  propr.  forma  di  ado- 
zione del  nome  gentilizio  (come  secondo  co- 
gnome), di  uno  adottato  dalla  gens  Antonia, 
come  T.  Arrius  Ant.,  avo  materno  dell'impe- 
ratore Antonino  Pio,  console  nel  69  dopo 
Cr.,  a  cui  sono  indirizzate  molte  lettere  di 
Plinio  il  giovane.  —  Gli  imperatori  rom.: 
Antoninus  Pius  (col  suo  nome  intiero  T.  Au- 
relius  Fulvius  Bojonius  Ant.  Pius),  che  regnò 
dal  138-161  dop.  Cr.,  principe  giusto,  mite  e 
benefico.  —  M.  Aurelias  Verus  Antoninus 
(soprannominato  poscia  Philosophus),  fic/lio 
adottivo,  genero  e  successore  di  Ant.  Pio; 
reg.  dal  161-180  :  educato  da  filosofi  Stoici  e 
dedito  calorosamente  alla  loro  filosofìa.  — 
Deriv.:  Anton insanii*,  a,  um,  di  Anto- 
nino, antoniniano. 

Antonius,  a,  um,  nome  di  una  gens 
rom. ,  divisa  in  un  ramo  patrizio  (colVap- 
pellativo  di  Merenda),  ed  uno  plebeo,  di 
cui  sono  partic  noti:  M.  Antonius,  sopran- 
nominato Orator,  nato  nel  Uà,  morto  nel- 
l'88  av.  Cr.,  collocato  da  Cicerone  accanto 
a  Crasso  come  il  più  valente  oratore  in 
Roma  del  primo  periodo  (quindi  da  lui  in-- 
trodotto  come  pers.  principale  nel  libro  de 
oratore).  —  M.  Antonius  (Triumvir),  nato 
nelV83  av.  Cr.  ;  acerrimo  nemico  di  Cice- 
rone; dopo  la  morte  di  Cesare,  congiunto 
prima  in  un  triumvirato  con  Ottaviano  e 
Lepido  (43  av.  Cr.),  più  tardi  avversario 
di  Ottaviano,  che  lo  vinse  nella  battaglia 


Georges-C  along  hi,  Dizionario  latino-italiano 


195 


antonomasia 


Apamea 


19$ 


di  Azio  (31  av.  Cr.J,  per  cui  si  diede  egli 
stesso  la  morte:  e  Antonii,  il  triumviro  An- 
tonio coi  fratelli.  —  Julus  Antonius,  figlio 
del  triumviro  Antonio  e  di  Fulvia,  alle- 
vato da  Ottavia  (seniore);  famigliare  predi- 
letto nella  casa  dell'imperatore  Augusto.  — 

Agg.,  Antonius,  a,  um,  Antonio,  di  Antonio, 

leges  A.,  del  triumv.  Ant.,  Lentui.  in  Cic  — 
Deriv.:  1)  A  iilónìaiuis,  a,  um,  di  Antonio, 

a)  del  tr.  Ant ,  latrocinium,  Cic:  partes,  Sem: 
sost.,  Antoniani,  orum,  m.,  partigiani  di  A  , 
Lepid.  in  Cic.  b)  dell'oratore  Ant.,  dicendi 
ratio,  Cic.  2)  A n tornaste!*,  tri,  m.  soverchio 
imitatore  dell'oratore  Antonio,  un  Antonio 

in  sedicesimo  (dispreg.),   Cic   fr. 

a  ili  ónoinàsia,ae,  f.  (àvxovojiaota),  figura 
retor.y  antonomasia,  scambio  di  un  nome 
proprio  con  un  epiteto  o  patronimico  o  ap- 
pellativo (p.  es.  eversor  Carthaginis,  inv.  di 
Scipio;  Peliies  inv. di  Achilles,  ece.J,  Quint. 
8,  6,  29. 

animili,  i,  n.  (àvxpov),  antro,  grotta,  spe- 
lonca, Verg.,  Suet.  ed  a.:  trasl.  exesae  arboris 
antro,  nella  cavità  di,  ecc.,  Verg. 

1  n (ìbis  bYdis,  acc.  bim.  m.  ('Avoopìg), 
divinità  principale  degli  Egizi,  adorata  sotto 
forma  di  un  cane,  effigiata  come  un  uomo 
con  una  testa  di  cane  o  sempl.  come  una  testa 
di  cane  sopra  un  busto. 

a  II  ìli  a  1*1  US,    a,    UHI,  concernente  l'anello, 

scalae,  salita  degli  anellai,  Suet.  Aug.  72.  — 

SOSt.,  anulai'illS,  fabbricatore  di  anelli,  orefice 
che  fa  anelli,  Cic    Ac.  2,  86. 

nntiliis  (annulus),  i,  m.  (1.  anus),  anello, 
partic.  per  sigillare,  anello  coi  sigillo,  signa- 
torius,  Val.  Max.:  anulum  induere,  Cic.  :  de 
digito  anulum  detrahere,  Ter.,  e  sempl.  anu- 
lum sibi  o  alci  detrahere,  Cic.  ed  a.:  tabulis 
testamenti  anulum  imprimere,  Sem:  anulo 
obsignare  litteras,  Curt.  —  Portare  anelli 
d'oro  era  al  tempo  della  repubblica  un  pri 
vilegio  dei  cavalieri;  quindi  an.  equestris, 
anello  d'oro  d'un  cavaliere,  Hor.:  anulum 
invenire,  Cic.  ovv.  anulo  aureo  douari,  Suet., 
essere  fatto  cavaliere:  jus  anulorum,  dignità 
equestre,  Suet. 

1.  àii iis  (annus),  i,  m.,  propr.  circolo; 
eufem.  per  podex,  ano,  Cic.  ed  a. 

2.  ami»,  Is,  f.,  donna  vecchia,  maritata  o 

zitella,  vecchia  signora,   con  rispetto  ;   vecchia 

donna,  vecchia,  con  disprezzo  riguardo  alla 
sua  debolezza,  credulità,  bruttezza  (cfr.  ve- 
tula),  Attica,  Plin.  ep.:  quae  est  anus  tam  de- 
lira, quae  timeat  ista?  Cic:  poet.  vecchia  in- 
dovina, vecchia  fattucchiera,  Hor.  ed  a.  — 
come  apposiz.  =  vecchia,  attempata,  matronae, 
Suet.:  cerva,  Ov.  :  charta,  Catull.  —  Genit. 
arcaico  anuis,  Ter.  heaut.  287. 

ailVBe,  avv.  (anxius),  ansiosamente,  Sali. 
ed  a. 

auxìetas,  àtis.  f.  (anxius),  I)  ansietà  (come 
tendenza  all'inquietudine,  come  disposizione 
naturale  del  carattere;  all'incontro  angor  == 
angoscia  come  disposizione  momentanea,  pas- 
seggiera),  Cic:  anx.  animi,  Ov.  —  talv.  anche 

=  angor,  ansia,  angoscia,  timore,  affanno  mo- 
mentaneo, Ov.  e  Curt.  II)  trasl.,  cura  affan- 
nosa, accuratezza,  Quìnt    ed  a. 

auxilcr,  fera,  forum  (anxius  e  fero),  che 


reca,  produce,  cagiona  ansietà,  affanno,  CUrae,. 
Cic  poet.:  dolorar»  vertices,  Cic.  poet. 

a  il  XI  (fido,  dinis,  f.  (anxius),  affanno,  an- 
sia, Cic  de  rep.  2,  68. 

anxius,  a,  um  (ango),  I)  ansio  o  (perma 
nentem.  come  momentaneam.,  molto  spesso 

nell'ultimo  senso)  affannoso,  inquieto,  trava- 
gliato, sollecito  per  il  futuro,  talv.  anche  in- 
quieto, sollecito,  angustiato,  affannato  per  COSe 

già  compiute  o  passate,  senes,  Cic:  mentes, 
Hor.:  anxius  curis,  Ov.:  anxium  habere  alqm, 
tormentare,  travagliare  qualcuno,  Hirt.  e 
Tac:  anxius  animo  o  animi,  Sali.  fr.  —  col- 
l'agg.  dell'oggetto,  a  motivo  del  quale  si  è 
ansioso  o  inquieto,  a)  in  abl.,  gloria  ejus,  Liv. 
p)  in  genit.,  inopiae,  Liv.  y)  in  acc,  suam  jam 
vicem  (per  la  sua  persona)  magis  anxii  quam 
ejus,  cui,  ecc.  Liv.  6)  con  de  e  Tabi.,  de  fama? 
ingenii,  Quint.  e)  con  prò  e  Z'abl.,  prò  ejus 
salute,  Plin.  ep.  Q  con  circa  e  Z'acc,  nirais 
anxium  esse  circa  verba  et  compositionem,Sen. 
yj)  con  ne  e  il  cong.,  Sali.  Jug.  6,  3;  con  ne 
non  e  il  cong.  Val.  Max.  9,  3  in.  0)  conprop.. 
interr.  indir.,  e  cioè  con  an...an,  Tac.  ann.  14,. 
13:  con  ne  (enclit.J...  an,  Sali.  Jug.  93,  1:  con 
quonam  modo,  Tac  ann.  11,25:  con  unde,. 
Hor.  carm.  3,  5,  37.  II)  meton.,  attivo  =  che 

rende  ansioso,  che  desta  affanno,  affannoso,  pe- 
noso, aegritudines,  Cic:  curae,  Liv. 

Auxiir,  iiris,  m.  e  n.,  I)  m.  Anxur  (Axur) 
e  Anxurus,  divinità  dei  Volsci  ritenuta  iden- 
tica all'etrusco  Vejovis  (Giove  malvagio,  per- 
nicioso, cioè  Plutone).  II)  n.,  antichissima 
città  dei  Voi  sci,  denominata  dal  dio  Anxur, 
sulla  costa  scoscesa  del  mare  alla  foce  del 
Chienti,  20000  passi  da  Forum  Appii,  coi 
templi  di  Giove  e  di  Apollo  e  col  boschetto 
di  Feronia,  più  tardi  chiamata  Tarracina  ; 
ora Terracina.  —  Deriv.  Auxàfirnas,àtis, 

di  0  in  Anxur, 

Anytus,  i,  m.  ("Avuxog),  Anito,  uno  degli 
accusatori  di  Socrate;  quindi  Anyti  reus,. 
Socrate,  Hor.  sat  2,  4,  3.  Ov.  trist.  5,  12,  12. 

.4 osi,  onis,  m.  ("Aoov),  figlio  di  Pqsidone, 
antico  eroe  beotico.  Deriv.:  1  <  Aoues, 
um,  acc.  as,  m.  ("Aovsgì,  nome  degli  abitanti 
primitivi  della  Beozia;  attribut.  =  beozio, 
montes,  Verg.  ed  6,  64.  2  ì  Aoiiides,uin,  f., 

Aonidi,  sorelle  Aonie,  cioè  le  Muse  (COme  abi 

latrici  dei  dintorni  dell' 'Elicona  e  di  Aya 
nippe),  Ov.  met.  5,  333.  3  AfiiiTus,  a,  um 

('AÓVlOg),    appartenente    aWAonia    (Beozia), 

aonio,  beotico,  vertex,  dell'Elicona,  Verg.:  hu- 
mus, Ov.:  vis,  Ercole,  nato  in  Tebe,  Ov.:  ju- 
veu  s,  Ippomene,  Ov.:  deus,  Bacco,  Ov  :  fons 
e  aquae,  Aganippe,  Ov.:  e  Aonie  ('Aovfry]) 
Aganippe,  Verg.  —  e  così  come  epiteto  d'Ile 
Muse,  ecc.,  sorores,  Ov.:  lyra,  Prop.:  vates, 
poeta,  Ov. 

Aornos,  i,  m.  e  f.  (àopvog,  senza  uccelli, 
perchè  mortale  agli  uccelli  per  le  sue  esala- 
zioni mefitiche),  lago  d'Averno  (  V.  Avernus). 

àpage,  interiez.  (àuaye.  imperat.  di  ànd- 
yo)),  va  via,  via,  via  di  qua,  e  sim.;  od  an'  he  : 
via,  lungi,  ewia:  apage  te,  Ter.  e  Cornif  rhet: 
apage  te  cum  nostro  Sex.  Servilio.Vatin.  in  Cic 

Apamèa,  e  -Fa,  ae,  f.  (  'Arcàu-sia),  f)c  Uà 
captale  dell' Apamene,  contr  da  della  Sina 
e  più  tardi  della  Siria  «  secunda  »,suil'  Orante 


197 


apathia 


apeno 


198 


od  Assio,  a  S.  di  Antiochia,  nel  Medio  Evo 
Afamiah  o  Famit.  II)  città  nella  grande 
Frigia,  in  una  contrada  molto  fertile  (partic. 
ricca  di  vino),  irrigata  dal  Meandro  e  dai 
s noi  affluenti;  al  tempo  della  dominazione 
romana,  sede  (forum)  di  un  conventus  ju- 
ridicus.  Ili)  città  della  Bitinia,  non  lungi 
da  Prusa,  fondata  da  quei  di  Colofone 
sotto  il  nome  di  Mirtea  (MupXsia),  più  tardi 
ingrandita  da  Prusia  e  denominata  dalla 
moglie  di  lui;  ora  rovine  di  Amapoli.  — 
Beriv.:  a)  A  panici,  òrum,  m.,  abit.  di 
Apamea  in  Bitinia.  b)  Apàmensis,  e,  ap- 
partenente ad  Ajjamea  (nella  grande  Frigia), 

di  Apamea. 

.  apalh~a,  ae,  acc.  an,  f.  (arcacela)  man- 
canza assoluta  di  affetti,  apatia,  Sen.  ep.  9,  2. 

apcliótcs,  ae,  m.  (àmrjXicÓTyjs),  vento  di 
levante  (lat.  puro,  subsolanus),  Catull.  26,  3. 

Apella,  ae,  f.  nome  di  liberti  rom.,  e  poi- 
ché i  Giudei  abitanti  di  là  del  Tevere,  per  lo 
più  affrancati,  erano  screditati  come  super- 
stiziosi e  creduli,  così  l'appellat.:  credat  Ju- 
daeus  Apella  ,=  lo  creda  un  super stiz.  o  cre- 
dulo Giudeo  d'oltre  Tevere,HLoY.sa,t.  1,  5, 100. 

;lpelles,is,  m.  (ATtéXX-qc),  n.in  Colofone 
od  Efeso,  il  più  gran  pittore  dei  tempi  an- 
tichi, contemporaneo  e  favorito  di  Alessandro 
Magno.  —  Deriv.:  Apellcus,  a,  um('A7xéX- 

XsiOg),  di  Apelle. 

ApeniiTiiTcola,  ae,  e.  (Apenninus  e  colo), 

abitante  delVApennino,  Verg.  Aeil.  11,  700. 

JipennTiiT^ena,  ae,  e.  (Apenninus  e  gi- 

gno),    nato,    scaturito   dall' Apennino,    Thybris, 

Overnet.  15,  432. 

.4 perniili us,i,  m.  (dal gallicoFen, vetta), 
catena  di  monti,  continuazione  delle  Alpi 
Marittime,  che,  attraversando  tutta  VItalia, 
formano  il  dorso  della  penisola  sino  al  Faro 
di  Messina,  con  alture  nella  Sabina  e  nel 
Sannio ,  coperte  di  ghiaccio  sino  ad  estate 
inoltrata. 

a  pei*,  apri,  m.  (xdupog),  porco  selvatico, 
cinghiale,  Cic.  ed  a.  —  prov.,  liquidis  immit- 
lere  fontibus  apros,  far  qualcosa  a  rovescio, 
inconsideratamente,  Verg.  ecl.  2,  59. 

aperio,  perdi,  pertum,  ire  (come  operio  e 
reperio  dalla  radice  PAK,  pario  ;  propr.  ad- 
pario),  recare  alla  luce,  scoprire,  aprire  (contr. 
operire),  I)  render  visibile  q.c.  di  coperto,  ve- 
lato, far  vedere,  scopi  ire,  denudare  (contr.  Ope- 
rire, tegere,  contegere),  a)  propr.:  ramum,Verg.: 
parti  del  corpo,  scoprendole,  corporis  partes 
quasdam,  Cic.  :  caput  (anche  come  segno  di 
rispetto  verso  alti  magistrati),  Cic.  ed  a.: 
eapat  alci  (davanti  a  quale),  Sali,  fr.:  aperto 
pectore,  Ov.:  apertae  pectora  matres,  nudato 
tipetto,  Ov.:  cose  velate  da  nebbia,  notte,  ecc., 
dispulsa  sole  nebula  aperuit  diem,  Liv.:  rifl.: 
se  aperire  e  medio  aperiri  :  diventar  visibile,  la- 
sciarsi vedere,  venire  alla  luce,  di  astri  0  di 

locai.,  che  ci  si  fanno  più  vicini  (contr.  deli- 
tescere,  occultari),  Cic.  b)  trasl.,  portare  alia 
luce,  trarre  cose  quasi  velate,  nascoste,  ignote, 

produrre,  recare  in  luce,  manifestare,  svelare 
{quindi  anche  tradire),  rivelare,  aprire,  porre 
innanzi,  far  illese,  trovare  0  dar  la  chiave  (la 

spiegazione)  di  q.c.  (contr.  occulere,  occultare, 
tegere),  a)  coll'&cc:  ambages,  Tac:  casus  fu- 


turos,  Ov.:  secreta  pectoris,  Tac.,:  sententiam 
snam,  Cic:  consilium  snum,  conjurationem, 
Sali.:  socios  sceleris,  Sali.:  rifl.  se  aperire  e 
medio  aperiri.,  di  pers.,  manifestarsi  (manife- 
stare il  suo  sentimento),  e  tradirsi  (manife- 
starsi per  quel  che  si  è),  coacti  necessario  se 
aperiunt,  Ter.:  studio  aperimur  in  ipso,  Ov.: 
di  e.  inan.,  expectandum  (putabant),  dum  se 
ipsa  res  aperiret,  venisse  alla  luce,  Nep.  P)  con 
de  e  Tabi.:  de  clementia  nostra,  Cornif.  rbet. 
Y)  coZZ'acc.  e  Z'infin..:  se  non  fortunae,  sed  ho- 
minibus  solere  esse  amicum,  Nep.:  di  e.  inan.. 
cum  directae  in  se  prorae  hostes  appropinquare 
aperuissent,  Liv.  6)  seguito  da  prop.  relat.: 
aperio  qui  sim,  Nep.:  cfr.  memet  ipse  aperio, 
quis  sim,  Liv.:  aperio,  quid  sentiam,  Nep. 
II)  render  visìbile  e  aperta  cosa  serrata, 
riposta  e  quindi  anche  rendere  accessibile, 

aprire,   disserrare,   schiudere   (contr.    operire, 

claudere),  a)  propr.:  a)  col  rimuovere  una 
cortina,  tendina,  coperchio,  ostium,  fores, 
Ter.:  januam,  Ov.:  portam,  Caes.:  domum, 
Catull.:  tabernas,  Liv.:  fenestrain,  Caes.  (e  fig.; 
liane  fenestrain,  prendere  questa  via,  Suet.): 
eas  arcas  (urne),  Liv.:  oculos,  pupulas,  Cic: 
apertas  aures  praebe  ad  nomen  memoriamque 
iìlii  tui,  Sen.:  quindi  se  aperire,  aprirsi,  schiu- 
dersi, di  porte,  valvae  clausae  repagulis  subito 
se  ipsae  aperuerunt,  Cic.  p)  col  togliere  un  le- 
game, sigillo,  ecc.,  api  ire,  rompere,  fasciculum 
ìitterarum,  epistulam,  litteras,  Cic:  testa- 
mentum,  Suet.  y)  zappando,  tagliando,  sca- 
vando, forando,  bruciando,  ecc.,  aprire  q.c, 
aa)  fare  un'apertura  in  q.c,  murimi  ab  imo 
ad  summum  crebris  cubitalibus  fere  cavis,  Liv. 
pp)  aprire  una  locai.  =  rendere  accessibile  o 
praticabile,  saltum  caedendo,  Curt.:  e  sempl. 
saltum,  Liv.:  ò)  pregn.:  aa)  aprire  =  formare 
un'apertura,  passaggio,  sbocco,  ecc.,  così  collo 
scavare,  scavare,  fondamenta  templi,  Liv.:  viam 
rectam  in  cuniculum,  Liv.:  come  con  altri 
mezzi,  iter  ferro,  aprirsi  il  passo  colla  spada 
attraverso  le  file  dei  nemici,  Sali,  (e  fig.:  ap. 
viam  potentiae,  Veli.):  di  e  inan.,  ventus 
aperuit  incendio  viam,  Liv.:  aperit  os  aliud 
amnis,  Curt.  pp)  aprire  =  procurare  un'uscita, 
sbocco,  far  scorrere,  fontes  maximos,  Cornif. 
rhet.:  e  fig.,  fontes  pbilosophiae,  eloquentiae, 
Cic.  e  Quint.  b)  trasl.:  a)  aprire  una  cosa 

chiusa,  inaccessibile,  dischiudere,  render  pra- 
ticabile, aa)  paesi,  popoli,  ecc.  sinora  inacces- 
sibili al  commercio,  alle  armi  nemiche,  ad  una 
qualsiasi  relazione,  ecc.,  Pontum,  Cic:  quod 
pace  omnis  Italia  erat  aperta,  era  aperta  al 
libero  commercio,  Liv.:  incognitum  famae  or- 
bem  terrarum  armis,  Liv.:  Asiam  regi,  Curt.: 
mors  alcjs  aperit  Syriam,  il  sicuro  ritorno 

in  S.,  Tac.     PP)  aprire,   agevolare   condizioni, 

cose,  ecc.  finora  impossibili  a  raggiungersi, 

schiudere,  appianare,  alci  reditum  ad  SUOS,  Cic: 

occasionem,  Liv.:  locum  suspicioni  aut  crimini, 
Yy)  «pi-ire  un  tempo  sinora,  per  così  dire, 
chiuso,  ap.  annum,  aprire,  schiudere  (comin- 
ciare) Tanno,  poet.  della  costell.  del  Toro 
(poiché  coll'entrar  del  sole  nel  Toro,  comin- 
ciava per  l'agricoltore  il  nuovo  anno),  Verg.: 
e  nell'epoca  imperiale  di  coloro,  i  quali  per 
dar  il  nome  all'anno,  assumevano  il  consolato 
il  primo  di  gennaio,  Plin.  pan.  p)  aprire  uno 


199 


aperte 


Apion 


200 


stabilimento,  cioè  renderlo  accessibile  alpub- 
blico,  ludum  (scuola),  Cic.  :  scholam,  Suet.: 
locum...  asvlum  (un  luogo  come  as.),  Liv.: 
Y)  ap  ri  re  ad  alcuno  una  somma  di  denaro 

=  mettere  a  disposizione  dì  qualcuno,  quod 

DCCC  (800  000  sesterzi)  aperuisti,  Cic. 

aperte,  av  v  .(apertus),  apertamente,  a)  aper- 
tamente èss  davanti  ai  nostri  occhi,  davanti  agli 
occhi  di  tutti,  dinanzi  al  mondo,  manifestamente, 
visibilmente,  palesemente  {contr.  tecte,  occulte, 

furtim,  clam),  desciscere,  Liv.:  mentiri,  Cic: 
dolorem  forre  paulo  apertius,  Cic.:  laetitiam 
apertissime  ferre,  Cic:  b)  apertamente,  schiet- 
tamente, sinceramente,  francamente,  senza  ri- 
tegno, quindi  anche  con  disinvoltura  {contr. 
dissimulanter),scribere,Cic:  aperte  palamque 
(davanti  a  tutti),  dicere,  Cic:  planius  atque 
apertius  dicam,  Cic 

apertile, a, uni,  part.  agg.(da  aperio),re*o 

nudo,  aperto  [COìltr .  opertlis),  I)  nudo,  denudato, 
scoperto, aperto, libero,  l)propr.  (COìltr.  opertus, 

tectus),  caput,  Plaut.  e  Sen.  :  e  poet.  aether, 
caelum,  scoperto,  chiaro,  sereno,  Verg.:  come 
t. 1.  naut.,  navis  aperta,  piccola  galea  provve- 
duta solt.  nella  parte  anteriore  e  posteriore  di 
una  piccola  coperta  {contr.  navis  tecta,  nave 
coperta),  Cic,  Liv.  ed  a.:  e  come  1. 1.  milit. 
senza  corazza,  partic.  senza  scudo,  scoperto, 
aperto,  latus,  humerus,  Caes.:  corpora  Roma- 

noruni,  Liv.  2)  trasl.,  die  giace  all'aperto,  che 
si  mostra  in  chiara,  manifesta  lucef  palese, 
aperto,  chiaro,  manifesto,  libero,  non  celato, 
a)  generic:  {contr.  occultus,  obscurus,  con- 
ditus  et  abstrusus,  furtivus,  dubius,  suspectus). 
actio  rerum  illarum,  Cic:  simultates  partim 
obscurae,  partim  aperte,  Cic:  aperti  clamores 
{contr.  occulta  colloquia),  Liv.:  apertum  latro- 
cinium  {contr.  occultae  insidiae),  Cic:  aperta 
vi,  Liv.:  di  pers.,  quis  apertior  in  judicium  ad- 
ductus  est?  chi  più  manifestamente  colpe 
vole,  qual  delinquente  più  manifesto,  Cic: 

apertum  est,    la   cosa   è   chiara    e  lampante,  è 

chiaro,  coll'acc.  e  Z'infin.,^9.  es.  esse  aliquod 
numen  praestantissimae  mentis,  Cic:  neutr. 
sing.  sost,  nella  forinola  alqd  in  aperto  est, 

a)  =  q.C.  appare  in  chiara^  manifesta  luce,  è 

manifesto  (contr.  in  occulto  est),  Sali,  e  Tac: 

P)  =  q.c.  e  alla  mano,  è  vicina  =  non  richiede 
alcuna  riflessione  e  alcuna  grande  fatica,  è  fa- 
cile a  compiersi,  vota  virtusque  in  aperto,  Tac: 
coZZ'infin.  fessos  hieme  hostes  aggredì,  Tac. 

b)  del  discorso  e  dell'oratore,  ecc.,  manifesto, 
chiaro,  intelligibile,  narratio,  Cic:  Cicero  et 
jucundus  incipientibus  quoque  et  apertus  est 
satis,  Quint.  e)  del  sentimento,  che  uno  mostra 

nelV Operare,  non  celato,  che  si  mostra  alla  luce 
del  giorno,  schietto,  leale;  in  senso  cattivo,  senza 
ritegno,  indelicato,  che  si  manifesta  grossolana- 
mente, grossolano  (contr.  obscurus),  animus, 
Cic:  homo,  Cic:  ut  semper  fuit  apertissimus 
(ironie,  di  uno  sfacciato),  Cic:  apertior  in 
dicendo,  disinvolto,  Cic:  ut  apertus  in  cor- 
ripiendis  pecuniis  fuit,  apertamente  incli- 
nato (prima  contr.  obscurus  in  agendo),  Cic: 

II)  non  serralo,  aperto,  libero,  non  impedito 
€    quindi    facilmente    accessibile,     1)   propr.: 

a)  generic.  {contr.  opertus,  clausus),  via  pa- 
tens  apertaque,  Liv.:  vastum  atque  aper- 
tum mare,  Caes.:  loca  apertiora,  Caes.:  campi 


ad  dimicandum  aperti,  Liv.:  fig.,  paeninsula  est 
Peloponnesus  . . .  nulli  apertior  quam  navali 
bello,  più  aperto  =  più  esposto,  Liv.:  neutr. 

SOSt.  apertum,  i,  n.,  l'aperto;  spazio  aperto, 
libero  ;  campo  aperto,  libero  ;  aperta  campagna, 

apertum  petere,  cercar  Vaperto,  Sen.:  per 
apertum  fugere,  Hor.:  in  aperto  castra  locare, 
Liv.:  ex  aperto  atque  interdi u  vim  per  angu- 
stias  facere,  Liv.:  plur.  naves  disicere  in  aperta 
Oceani,  Tac.  h)pregn.,  come  1. 1.  milit.,  di  ciò 
che  accade  in  campo  aperto,  aperto,  acies, 
proelium,  aperta  battaglia,  battaglia  cam- 
pale, Liv.:  id.(poet),  Mars,Ov.  2) trasl.:  a)  ge- 
neric. aperto,  accessibile,  beate  vivendi  via,  Cic: 
haec  apertiora  sunt  ad  reprehendendum,jp«Y<! 
esposte  al  biasimo,  Cic  b)di carattere,  schietto, 
aperto,  in  qua  nisi,  ut  dicitur,  apertum  pectus 
videas,  possa  leggere  nel  cuore  (aperto),  Cic. 
apex,  pfcis,  m.,  punta  estrema  (di  forma 
conica),    ultimo   vertice,  sommità,  apice,  I)  in 

gen.:  lauri,  Verg.:  montis,  Ov.:  della  «  fiam- 
mella »  di  forma  quasi  conica  che  s' in- 
nalza nell'aria  (da  sé  o  partendo  da  un 
fuoco  più  grande),  Verg.  e  Ov.  II)  partic.: 

A)  verghetta  che  si  trovava  sulla  punta  del- 
l'albus  galerus  (berretto  bianco)  del  flamine, 
circondata  di  lana  (virga  oleaginea);  quindi 
meton.  =  albus  galerus,  berretto  del  flamine 
fatto  colla  pelle  di  un  agnello  offerto  in  sa- 
crifizio, cucito  insieme  in  forma  di  cono  e 
ornato  colla  verghetta  ricordata  ;  berretto  sa- 
cerdotaie,  lanigeri  apices,Verg.:  apicem  Dialem 
alci  imponere  =  fare  alcuno  flamine  Diale, 
Liv.:  e  generic:  alto  copricapo  di  forma  co- 
nica, partic.  tiara  (xiàpa)  dei  re  e  satrapi 
asiatici,  regum  apices,  Hor.:  apicem  imponere 
alci,  Cic:  quindi  fig.  come  il  nostro  «  corona  » 
=potenza  e  dominazione  regia,  Hor.  carm.: 
1,  34,  14;  e  —altissimo  ornamento,  dignità, 
apex  senectutis  est  auctoritas,  Cic.  de  sen.  60. 

B)  punta  metallica  dell'elmo,  di  forma  conica, 
quindi  meton.  elmo,  ardet  apex  capiti,  Verg.  C) 
come  1. 1.  gramm. ,  segno  della  lunga  posto  sopra 
una  voc.(&:  nei  gramm.  Seriori  a)  per  distin- 
guere vocaboli  scritti  ugualm.  e  di  significato 
diverso  {p.  es.  pòpulus  «  pioppo  »,  e  populus 
«popolo  »),  o  casi  dello  stesso  suono,  di  di- 
versa quantità,  apice,  Quint.  ed  a.  Gramm. 

.4pliiireus,  ei,  m.  ('Acpapsós),  I)  re  dei 
Messeni,  padre  di  Linceo  e  di  Ida,  donde  : 
ApharcTus,  a,  um,  di  Afareo.  II)  un  Cen- 
tauro. 

apliraetum,  i,  n.  (àcppocxxov)  e  aplira-' 
ctus,i,  f.(àcppaxxos)=navis  aperta (  V.  aper- 
tus, nn  I,  1),  Cic  ad  Att.  5, 13,  1  e  6, 8,  4. 

a  pia  riunì,  li,  n.,  alveare,  Col. 

api  rat  il*,  a,  um  (apex),  ornato  del  berretto 
(sacerdotale),   Ov.  fast.    3,    397. 

A  pici  un,  ti,  m.  (M.Gabius),  famoso  ghiot- 
tone e  scialacquatore  sotto  Tiberio. 

stpicìila,  ae,  l.(dimin.  di  apis), piccola  ape, 
Plin.  ed  a. 

JLpftlanus,  i,  m.  ('ArciSavóg),  fiume  della 
Tessaglia,  che  nasce  dall' Otri:  riceve  presso 
Farsalo  VEnipeo  e  sbocca  nel  Peneo  non 
lungi  da  Larissa. 

Apiolae,  arum,  f.,  città  del  Lazio. 

4pìóu,  ònis,  m.  ('Arótov),  I)  soprannome 


201 


apis 


apparate 


202 


di  Tolomeo,  re  di  Cirene.  II)  celebre  gramma- 
tico greco,  cognominato  Plistonices,  contem- 
poraneo di  Tiberio  e  da  lui  nomin.  cymbalum 
mundi. 

1.  apis,  is,  f.  (èji7cig),  ape,  pecchia,  apis  acu- 
leus,  Cic:  examen  apium,  Cic:  apum  rex,  Col. 
—  Genit.  plur.  apium,  dopo  Livio  anche  apum. 

2.  Apis,  pis,  acc.  pim,  m.  (rAmc),  toro  in 
Menfì,  che  godeva 'presso  gli  Egizi  degli  onori 
divini,  secondo  alcunisacro  alla  luna,  secondo 
altri  al  sole  o  ad  Osiride. 

JipisCOr,  aptus  SUin,  apisci  (*apo),  arrivare 
ad  avere,  I)  nello  Spazio,  raggiungere,  toccare, 
mare,  Cic.  ad  Att.  8,  14,  4.  IT)  trasl.:  raggiun- 
gere, spiritualm.,  comprendere,  appropriarsi, 

rem  ratione  animi,  Luci*.:  artem  Chaldaeorum, 
Tac.  b)  con  sforzo,  raggiungere  q.c.  come  meta 

della  propria  aspirazione,  conseguire,  ottenere, 

acquistare,  deorum  vitam,  Ter.:  aliquid,Catull.: 
linem  bonorum,  Cic:  honorem,  Liv.:  col  genit., 
dominationis,  Tac.  ann.  6,  45.  —  Infin.  parag. 
apiscier,  Ter.  Andr.  332  e  Pliorm.  406. 

apium,  li,  n.  (apis),  appio,  partic.  appio 
delie  paludi,  usato  spesso  per  corone,  Verg. 
ed  a. 

apluslre,  is,  n.  (acpXaaxov),  comun.  come 
plur.  aplustria,  ìum,  n.,  e  aplustra,  òrum, 
n.  (àcpXaoxa),  parte  posteriore  incurvata  della 
nave  co'  suoi  ornamenti  (nastri  e  banderuole 
sopra  un  bastone,  che  stava  sopra  assi  con- 
giunte insieme),  capitello,  specchio  della  nave, 
Lucr.,  Cic.  fr.  ed  a. 

apocleti,  òrum,  m.  (arcoxXyjtoi),  membri 

della  deputazione  permanente  della  lega  etolia, 
deputazione  permanente,  Liv.  35,  34,  2   e  altr. 

a  pori  ^  li*  riti  ni,  li,  n.  (aTioSoxVjpcov),  spo- 
gliatoio nel  bagno,  Cic.  e  Plin.  ep. 

4 polllnaris,  -ineiis,  V.  Apollo. 

Apollo,  linis,  m.  ("AttóXXwv),  I)  Apollo, 
Apolline,  figlio  di  Giove  e  di  Latona,  fratello 
di  Diana  ;  originar,  presiedeva  alla  selvag- 
gina e  alle  greggie  ;  inventore  dell'arte  degli 
arcieri,  della  divinazione  e  medicina,  della 
musica  e  poesia  e  perciò  capo  delle  Muse, 
più  tardi  anche  identificato  col  dio  del  Sole, 
come  il  dio  dai  puri  raggi,  sempre  giovane  e 
bello,  cogli  epiteti  di  Phoebus,  pulcher,  for- 
mosus  ed  a.,  Verg.:  come  arderò,  arcitenens, 
Verg.  dalla  sua  patria  Deh,  Delius,  Cic,  e 
Delius  vates,  Verg.:  Apollinis  urbs  =  Apollo- 
nia, n°  II,  Ov.:  poet.,  aperitur  Apollo  =  il  tem- 
pio di  Apollo  diventa  visibile,  Verg.  II)  trasl. 
=?  liaal,  dio  del  Sole,  dei  Tirii,  Curt.  4, 3  (15)- 
22.  —  Deriv.:  A)  Àpollinaris,  e,  consa- 
crato ad  Apollo,  1)  agg.:  laurea,  Hor.:  ludi,  i 
aliali  si  celebravano  ogni  anno  il  5  Luglio  in 
onore  di  Apollo,  Cic:  sacrum,  Liv.  2)  sost., 
Apollinare,  is,  n.,  luogo  consacrato  ad  Apollo, 

Apollinare,    LÌV.    B)    4pollllleiIS,  a,  Uffi,  di 

Apollo,  laurus,  Ov.:  vates,  di  Orfeo,  Ov.:  ars, 
arte  prò fetin a  e  medica,  Ov.:  proles,  Escula- 
pio,  figlio  di  Apollo,  Ov.:  frater  Byblidis,  ni- 
pote di  Apollo,  Ov.:  urbs,  Delo,  Ov. 

Àpollod6i*iis,i,  m.  ('A7toXXóSo>pos),  I)  ce- 
lebre retore  di  Pergamo;  già  molto  vecchio 
divenne  maestro  del  giovane  Ottaviano  (po- 
scia imp.  Augusto)  nell'arte  oratoria;  ebbe 
ad  avversario  il  retore  Theodorus,  cosicché 
nella  retorica  si  formarono  due  opposte  sette 


o  scuole,  gli  Apollodorei  e  i  Theodorci. 

II)  grammatico  di  Atene  (verso  il  140  av. 
Cr.),  discepolo  dello  stoico  Panezio  e  del 
gr«m  ma  tico  Aris  tarco . 

Apollonia,  ae,  f.  ('AuoXXcovCoc),  I)  città 
non  lungi  dalla  foce  dell' Aoo  nell'Illiria  o 
Nuovo  Epiro,  ancora  al  tempo  dei  Bomani 
ragguardevole  come  sede  di  studi  scientifici, 
ora  Polonia  o  Polina.  II)  colonia  di  Mileto 
nella  Tracia,  sul  Ponto,  con* due  porti,  fab- 
bricata in  parte  sopra  un'isola,  ora  Sisebolu. 

—  Deriv.:  a)  Apollonlàs,  àtis,  apparte- 
nente ad  Apollonia,  in  agro  Apollonìati,  Liv. 
b)  .4pollÒIliateS,  ae,  m.,  di  Apollonia,  Dio- 

genes  A.  (dell' Ap.  di  Creta  del  resto  scono- 
sciuta). — Più  spesso  plur.  Apollònìatae,  arum- 
m.,  e  Apollònìates,  um  oium,  m.,  abitanti  di 
Apollonia  (partic.  del  n°  I).  e)  A  poi  lo- 
lite usi  s,  e,  appartenente  ad  Apollonia,  civitas 
A.  (città  sulla  costa  sett.  della  Sicilia),  Cic  — 
plur.  sost,  Apollonienses,  ium,  m.,  abitanti  di 
Apollonia  (n"  II). 

4 pollo iiis.  nidis,  f.  ("ATroXXcovtg),  città 
della  Lidia  traPergamo  e  Sardi.  —  Deriv.: 

Apolloiildcnsis,  ÌS,  m.,  di  Apollonide. 

apologalìo,  ònis,  f.  (àTtóXoyos),  racconto 
favoloso,  alla  maniera  di  Esopo,  Quint.  5, 11, 
20.^ 

apologo,  avi,  are  (da  àTroXé^co),  respin 
gere,  sdegnare,  Sen.  ep.  47,  9. 

apttlftgtlS,  i,  m.  (àuÓXoYOs),  racconto  alle- 
gorico, apologo,  partic.  favola  esopiana,  favola, 

Cic  ed  a» 

I  ponila,  i,  m.  (auovog,  che  scaccia  i  do- 
lori), o  comun.  Aponi  fons  o  fontes,  celebre 
sorgente  termale  solforosa  presso  l'odierna 
Abano,  non  lungi  da  Padova. 

apoplioreta,  òrum,  n.  (à7iocpópYjxa),  doni 
presentati  alle  tavole  dell'ospite,  doni  di  tavola, 
Suet.  ed  a. 

apoprtte»-mena,  òrum,  n.  plur.  (<xno- 
7rpoYjY|iéva),  come  t. 1.  degli  stoici,  posto  dopo 
0  indietro,  respinto,  rifiutato,  delle  COSe,  che  in 

sè  non  sono  cattive,  ma  che  però  avvicinan- 
dosi a  quelle,  sono  da  respingere  ;  latino  puro 
rejecta,  remota  (contr.  proegmena,  lat.  puro 
praeposita,  preferite),  Cic.  de  fin.  3,  15. 

apospliragisma,  matis,  n.  (àrcoaeppa- 
ytajia),  imagine  intagliata  nell'anello  a  sigillo, 
Plin.  ep.  10,  74  (16),  3. 

a postrophe,  ès,  f.  (ànoaxpoyri),  apostrofe, 
fìg.  retor.,  quando  l'oratore  nel  suo  discorso 
si  volge  dal  giudice  all'avversario  e  gli  rivolge 
la  parola,  Quint.  ed  a.  gramm. 

apollinea,  ae,  f.  (àTioG^xvj),  luogo  per  ri- 
porre 0  custodire  q.C,  fondaco,  inagazzino,  par- 
tic,  e  comun.  luogo  ove  si  tiene  il  vino  nella  parte 
superiore  della  casa  sopra  il  fumarium,  ove 
stavano  le  migliori  qualità  di  vino  in  vasi 
d'argilla,  esposte  al  fumo,  per  diventar  chiare 
e  bevìbili  (div.  dalla  cella  vinaria,  V.  cella), 
Cic,  Hor.  ed  a. 

ap-p...,  in  composizione  in  luogo  diadp..., 
per  assimilazione  del  d  col  p  seguente,  come 
appareo  per  adpareo,  ecc. 

apparate,  avv.  (apparatus,  a,  um),  con 

grandi  preparativi,  con  magnificenza,  opipare  et 

app.  edere  et  bibere,  Cic:  apparatius  cenare, 
Plin.  ep.:  trasl.,  del  discorso,  con  soverchia  eie- 


203 


apparatio 


appello 


204 


ganza,  studio,  nimium  app.  compositum  esse, 
Cornif.  rhet. 

apparatlO,  Ònis,  f.  (apparo),  apparato,  ap- 
parecchio, preparativi  d'ogni  genere,  I)  propr.: 

popularium  munerum,Cic  IT)  trasl.:  u  lavorare 

con  intenzione,  lo  studiare  intorno  a  q.C,  appa- 
recchio, apparato  visibile  in  q.c.  da  parte  dei- 
Voratore,  Cornif.  rhet.  e  Cic. 

1.  apparatila,  a,  um,  part.  agg.\da  ap- 
paro), ben  provvisto  di  tutto,  bene  apparecchiato, 
quindi  magnifico,  splendido,  sontuoso,  2k)propr.: 

epulae,  Liv.:  domus  apparatior,  Cic.:  ludi  appa- 
ratissimi,  Cic.  b)  trasl.,  del  discorso,  troppo 

elegante,  ricercato,  studiato,  Cornif.  rhet. 

2.  apparatile,  ùs,  m.  (apparo),  I)  astr.  = 

apparecchio,  preparativo,  disposizione,  assetto  e 

sim.,  operis,  Cic:  sacrifìci,  Sen.  II)  concr.  = 

apparecchio,  preparativo,  assetto,  apparato  (= 
ordigni,  congegni,  utensili,  macchine,  ecc.),  in 

gen.:  tenuiculus,  Cic:  oppugnandarum  urbium, 
Liv.:  belli,  Liv.:  apparatum  incendere,  Nep.: 
di  uomini,  auxiliornm  apparatus,  Liv.  B)par- 

tic.: propr.,  apparato  magnifico,  solenne,  pom- 
poso, pompa,  solennità,  magnificenza,  splendore, 

magnifìcus,  regius,  Cic:  epularum,  Cic:  ma- 

Ximus  ludorum,  Cic  2)  trasl.,  magnificenza,  so 

lennità.  di  discorso,  dixit  causam  illara nullo 

apparatu,  in  modo  semplice,  disadorno,  Cic: 
minorem  habere  apparatum,  Cic 

ap-parvo,  Ili,  ltum,  ère,  venir  fuori,  di- 
ventare   0  essere   visibile,  apparire,  mostrarsi, 

I)  in  gen.:  A)  propr.:  (contr.  latóre,  latitare, 
occultum  esse),  equus  mecum  demersus  rursus 
apparuit,  Cic:  anguis  ille,  qui  Sullae  apparuit 
immolanti,  Cic:  e  così  della  presenza  davanti 
al  tribunale,  in  his  (subselliis)  me  apparerò 
(apparire)  nollem,  Cic:  e  delle  apparizioni 
nel  cielo,  stella  crinita  in  caelo  apparet,  Suet.: 
numquam  major  arcus  dimidio  circulo  apparet, 
Sen.:  quindi  apparens,  visibile  (contr.  latens). 

Ov.   e  Quint.  B)  trasl.:    1)  esse»*  manifesto  = 

come  accaduto,  esistente,  vero,  mostrarsi  a 
qualcuno  o  qualcosa,  farsi  palese,  fac  sis  pro- 
missa  appareant,  Ter.  :  ut  videam.  ubi  rhetoris 
tanta  merces  appareat,  Cic.  2)  res  apparet  e 
comun.  apparet  seguito  dalVacc.  e  Z'infin.  o 

proposizione  relativa,  è  visibile,  aperto,  chiaro, 
manifesto,  risplende,  è  evidente,  Comici,  Cic  ed 

a.: anche  col  dat.,  Nep.:  col  nom.  e  Vinfin. (come 
Sy]Xós  èaxt),Cic:  con  aggettivo  predicato,  rebus 
angustis  animosus  atque  fortis  appare,  Hor. 

II)  partic,  stare  come  servo  ai  comandi,   agli 

ordini  di  un  preposto,  superiore,  padrone,  ser- 
virlo} anche  generic:  dirigersi  secondo  il  suo  vo- 
lere, a)  generic:  divorum  iras  (sacerdotes)  prò  vi- 
olento iisque  apparento,  condursi  secondo  essa 

(Vira),  Cic  b)  servire,  stare  ai  cenni,  stare  ai 

comandi  di  un  magistrato  romano  come  servo, 
partic.  come  scrivano  pubblico,  littore,  con- 
sulibus,  aedilibus,  Liv.:  quaestioni  (per  V inter- 
rogatorio), Cic:  anche  trasl.,  septem  annos 
Philippo,  servire  come  segretario  privato,  Nep. 

ap-pariO,  ere,  preparare  per  un  fine,  pro- 
cacciare, guadagnare,  spatium,  guadagnar  più 
ampio  spazio,  Lucr.  2,  1110. 

appa ritto,  ònis.  f.  (appareo  n°  II)  ser- 
vizio pubblico  (óZeZZ'apparitor,  V.),  il  servizio 
dell'impiegato  subalterno,  Cic  ed  a.  —  Pllir., 

apparitiones  meton.  =  apparitores,  i  servitori 


pubblici,  impiegati  subalterni,  Cic  ad  Q.  fr. 
1,  1,  4,§  12. 

apparito!*,  oris,  m.  (  appareo  n°  II),  ser- 
vitore pubblico,  che  sta  come  adiutore  ai  co- 
mandi di  un  magistrato,  impiegato  subalterno 
(scrivano,  littore,  messo,  ecc.),  Cic  ed  a. 

appari  tiira,  ae,  f.  (appareo  n°  II),  ser- 
vizio pubblico  (di  uno  scrivano,  littore,  ecc.), 
Suet.  gr.  9. 

ap-pai*0,  avi,  àtum,  are,  apparecchiare, 
preparare,  prendere  0  fare  disposizioni  per  q.C, 

convivium,  Cic:  aggerem,  Caes.:  bellum,  Cic: 
crimina  in  alqm,  macchinare,  Cic:  colVinùn., 
Caes.:  assol.,  dum  apparatur,  Ter.:  in  appa- 
rando, Nep. 

appelBiitlO,  ònis,  f,  (1.  appello),  appella- 
zione, I)  con  parole,  il  rivolgere,  indirizzare  la 
parola,  partic.  come  t.  t.  di  atti  pubblici,  cita- 
zione, appello,  tribunorum,  ai  tribuni,  Cic:  ad 

populum,   Plin.   II)  COn  SUOni,    1)  pronuncia, 

litterarum,  Cic  e  Quint.:  meton.,  sostantivo, 

Quint.  9,  3,  9.  2)  denominazione,  meton.,  nome, 

titolo,  appellativo,  regum,  Cic:  inanis,  Cic 
appelialor,  òris,  m.  (1.  appello),  colui  che 

implora  un  magistrato  per  aiuto,  appellante, 

Cic  Verr.  4,  146. 

appellilo,  avi,  àtum,  are  (frequent.  di 
1 .  appello),  appellare  ordinariamente,  essere  so- 
lito ad  appellare,  Tac  ed  a. 

1.  appello,  avi,  atum,  are  (intens.  di  2.  ap- 
pello), muovere,  eccitare  qualcuno  o  q  e.  con 

un  SUOnO,  dunque  appellare,  I) COn  parole,  ri- 
volgere il  discorso,  la  parola  (amichevolmente 
o  seriamente), rivolgersi  personalmente  co7i  un 
discorso  a  qualcuno,  parlare  a  qualcuno  e 
salutare,  1)  in  gen.:  singulos,  Cic:  alqm  be- 
nigne, Sali:  superbius,  Cic:  perciò  chiamare 
uno  col  suo  nome,  chiamare  con  o  senza  Vag- 
qiunta  nomine  o  nominatim,  Caes.  ed  a.:  così 
anche  unumquemque  nominansappellat,Sall. 
pregn.,  rivolgersi  a  qualcuno  coli 'intenzione 
ch'egli  conceda  o  faccia  q  e,  cioè  a)  invitare 
qualcuno  a  q.c.  di  bene  o  male,  stimolare,  pro- 
porre, offrire,  ricorrere  ad  alcuno  per  qualche- 
cosa, proporgli  q.c,  alqm,  Cic:  alqm  de  alqare, 
Liv.:  alqm  stupri  causa  Val.  Max.:  alqm,  ut,etc, 
Nep.  b)  nel  linguaggio  giuridico,  rivolgersi  ad 
un  magistrato  per  aiuto,  praetorem,  Cic:  a 
praetoretribunos,  Cic:  de  aestimatione,  Caes.: 
nelV epoca  imperiale,  appellarsi  ad  alcuno,  ab 
alqo,  Quint.:  trasl.,  riferirsi  all'autorità  di  al- 
cuno. Cic.   de  leg.    1,   40.   Cj  fare  intimazione 

ad  ale.  fspec.  per  un  debito),  alqm  de  pecu- 
nia Cic.  e  solo  pecunia,  Quint.:  creditores  in 

solidum,    Tac    d)  richiamare    al   dovere,   Cic 

II)  con  suoni:  1)  pronunciare,  litteras,  Cic: 
nomen,  dire  il  nome,  Cic  2)  notare  unapers. 

O  COSa  con  un  nome,  a)  citare,  mentovare,  alqm 

hoc  loco,  Cic:  alqm  significatione,  alludere  a 
qualcuno,  Cic  b)  indicare  con  un  nome  = 

dare  un  nome,  nominare,  alqm    istoc    nomine, 

Ter.:  suo  quamque  rem  nomine,  Cic  :  e  con  ex 
e  Z'abl ,  appellata  est  ex  viro  virtus,  Cic:  con 
dopp.  acc.  =  dare  questo  o  quel  nome  ad  una 

peì'S.  0  COSa,  nominarla  COSÌ  e  COSÌ,  denominare, 
intitolare,    dichiarare    UllO,  per  0  COÌÌie,  alqm 

patrem,  parentem,  Ter.  e  Liv.:  alqm  victorem, 
Verg.:  partic.  alqm  regem,  dare  ad  uno  il  ti- 
tolo di  re,  dichiarado  signore,  acclamarlo. 


205  appello 

riconoscere  come  re,  Cic.  :  con  ab  e  Tabi.,  lo- 
cupletes  assiduos  ab  asse  dando,  Cic:  ea  regio, 
quae  nunc  ab  ejus  nomine  Thessalia  appella - 
tur,  Veli.  —  appellassis  =  appellaveris,  Ter. 
Phorm.  742. 

2.  ap-pello,  pilli,  pulsum,  pellcre,  avvici- 
nare, accostare,  -muovere  a,  recare  a,  I)  in  gen. 
A)  propr.-.  turres  ad  opera  Caesaris,  Caes.: 
postquam  paulo  appulit  unda  (corpus),  avvici- 
nato un  poco,  portato  vicino,  Ov.  B)  trans., 
animum  ad  alqd,  volgere  lo  spiiito,  la  mente  a 

q.c,  ad  scrifcendum,  Ter.:  ad  uxorem,  Ter. 
II)  pai-tic.  come  1. 1.  nel  linguaggio  di  marina, 

far  approdare,  dirigere  in  qualche  luogo,  a)  tr.: 

a)  navem  e  simili, p.  es.  navoni  ad  ripam,  Cic: 
classem  ad  Delum,  Cic,  in  insulam,  Liv.:  fìg., 
nec  tuas  umquani  rationes  ad  eos  scopulos  ap- 
pulisses,  ad  quos  etc,  Cic.  $)poet.,  alqm:  hinc 
me  digressum  vestris  Deus  appulit  oris,  Verg. 

b)  pass.,  appelli,  a)  di  nave,  navis  appellitur 
ad  villani,  Cic  p)  di  naviganti,  alios  ex  Hispa- 
niafugientes  Siciliani  appulsos  esse,  Cic.  e)  rifll., 
appellere,  a)  di  naviganti,  così  appellere  nave, 
Suet.,  o  classe,  Liv.,  anche  semplic.  appellere 
bue,  Hor.:  hinc  vel  illinc,  Tac:  ad  eum  locum, 
Caes.  p)  di  nave,  navis  Chaucorum  terram  ap- 

~pulit,  Tac. 

appeiulTcìila,  ae,  f.  (dimin.  cfo' appendix), 

piccola  appendice,  Cic  Rab.  Post.  8. 

appendi*,  dìcis,  f.  (appendo),  appendice, 
aggiunta,  trasl.,  supplemento  di  q.c  animi  (del 
*orpo),  Cic:  appendices  01cadum,^'cco7e  con- 
tingenti, Liv. 

ap-pendo,  pendi,  pensimi,  ere,  pesare  (a), 
aurum  alci,  Cic:  verba,  Cic. 

appetens,  entis,  part.  agg.  (da  appeto), 
fn-amoso,  desideroso,  cupido  di  qualcosa,  seguito 

dal  genit.,  I)  in  gen.:  appetens  gloriae  atque 
avidus  laudis,  Cic:  nihil  est  appetentius  simi- 
lium  sui,  nihil  rapacius  quam  natura,  Cic: 
homo  tui  appetentissimus,  Cic  II)partic,  cu- 
pido di  denaro,  bramoso  =  desideroso  di  avere, 
homo  non  cupidus  neque  appetens,  Cic:  gratus 
animus,  non  appetens,  Cic. 

appetenter,  avv.  (appetens),  cupid  amente, 

avidamente,  Cic.  de  off.  1,  33. 

appetentTa,  ae,  f.  (appetens),  u  desiderare, 

agognare,   bramare   q.C,  Col  genit.,    laudis   et 

honestatis,  Cic:  assol.  effrenata  appetentia 
{avidità),  Cic 

appellilo,  Ònis,  f.  (appeto),  I)  Pattò  di  af- 
ferrare qualcosa,  il  cercar  di  afferrare,  Cic  de 
div.  1,  46.  II)  trasl.,  desiderio,  bramosia,  sti- 
molo, inclinazione,  voglia  di  q.C,  et  appetì tio 

(inclinazione)  et  declinatio  (antipatia)  natu- 
ralis,  Cic:  col  genit.,  alieni,  Cic. 

appetltìis,  US,  m.  (appeto),  appetito,  desi- 
derio, brenna,  cupidigia  di  q.C,  Cic:  Col  genit., 

voluptatis,  Cic. 

ap-petO,ÌVÌ,C  li,  ìtum,cre,  stendere  la  mano 
verso  qualcosa,  I)  in  gen.  cercar  di  aff emare 

q.c,  1) propr.:  solem  manibus,  Cic:  mammam, 
Cic:  appetì  (senes),  che  si  baci  loro  la  mano, 

X^ic  2)  trasl. ,  desiderare,  agognare,  bramare  q.c, 

ricercare  q.c  (contr.  declinare,  aspernari,  ru- 
gere,refugere),  alqm  praesertim,  Cic:  regnum, 
Cic:  alienos  agros  cupidissime, Cic:  seguito  dal- 
Z'infin..  aliquid  agere  semper,  Cic  II)  partici 
A)  tendere  verso  un  luogo,  andarvi,  ricercarlot 


applicatus 


206 


avviarsi  verso  questo,  Europam,  Cic:  di  sogg. 
inan.:  mare  terram  appetens,  che  si  spinge 
contro,  Cic:  munitionibus  alia  atque  alia  loca, 
prendere  sempre  più  spazio,  territorio  (di 
una  città),  Liv.  B)  avventarsi  ostilmente  contro 

qualcuno,  assalire,  attaccare,  minacciare,  alqm 

lapidibus,  Cic:  humerum  gladio,  Caes.:  morsu 
caput,  Tac:  filii  vita  saepe  ferro  atque  insidiis 
appetita,  Cic:  trasl.  fata  Vejos  appetebant, 
Liv.:  ignominiis  omnibus  appetitus,  Cic  e) avvi- 
cinarsi, farsi  vicino,  appressarsi,  del  tempo  ecc., 

dies  appetebat  septimus,  quem  constituerat, 
Caes.  tempus,  nox  appetebat,  Liv.:  cum  lux  ap- 
peteret,  allo  spuntare  del  giorno,  Caes.:  fatum 
appetebat,  Curt. 

1.  Appìa  (ApYa),  ae,  f.,  città  della  Frigia 
Pacaziana.  Deriv.:  Appianile,  a,  uni,  di 
Appia,  e  sost.  plur.  Appiani,  orum,  vaigli 
abitanti  di  Appia. 

2.  Appia,  fem.  di  Appius  (V.), 
Appiacles,  um,  V.  Appius. 
Appìanus,  a,  um,  V.  1.  Appia  e  Appius. 
Appia*,  adis,  f.,  V.  Appius. 
Appìetas,  àtis,  f.,  V.  Appius. 
agt-pingo,  pinxi,  pictum,  ere,  dipìnger?, 

delphinum  silvis,  Hor.  art.  pò  et.  30:  trasl: 
appinge  aliquid  novi,  aggiungi  una  bella  no- 
vità, Cic  ad  Att.  2,  8,  2. 

AppTus,  li,  m.  e  Appia,  ae,  f.  prenome 
romano,  spcc  della  gens  Claudia,  V.  Claudius. 
— D  er  iv.:  1  )  A  ppTns,  a,  um,  appio,  via  Appia 
e  soli.  Appia,  cominciata  dal  censore  Appio 
Claudio  cieco,  Vanno  312  av.  Cr.  (V.  Liv.  9, 
29,  6):  la  grande  strada  maestra  del  mezzo- 
giorno, la  quale  cominciava  alla  Porta  Ca- 
pcna  di  Berna,  saliva  in  linea  retta  verso  i 
colli  albani,  quindi  attraverso  alle  paludi 
pontine,  giungeva  fino  a  Capita,  di  dove  più 
tardi,  sotto  Vimp.  Traiano,  venne  continuata 
fino  a  Brindisi,  Cic  ed  a.:  aqua,  l'acquedotto 
costruito  dal  medesimo  A.,  Jay.:  quindi Appii 
Forum,  un  borgo  fondato  dal  medesimo  nel 
Lazio,  sul  lato  sinistro  della  via  Appia,  in 
mezzo  alle  paludi  Pontine,  Cic,  Hor.  ed  a. 

2)    Appianila,    a,   um,   appartenente   ad   un 

Appio,  di  Appio,  appiano,  libido,  del  decemviro 
App.  Claudio,  Liv.  3)  Appìas,adis,  f.,  a)  la 
statua  di  una  ninfa,  là  dove  usciva  lo  zam- 
pillo della  fontana  aqua  Appia,  Ov.  b)  Appia- 
des  deae, parimenti  statue, presso  il  tempio  di 
Venere,  poco  lungi  dalla  fontana  della  via 
Appia,  Ov.  e)  soprannome  di  Minerva,  datole 
da  Cicerone  per  adulazione  verso  Appio,  Cic. 

4)    Apple taS,    àtis,    f.,  l'antica   nobiltà  della 

stirpe  appia,  vocabolo  foggiato  da  Cicerone 
per  adulare  Appio,  Cic 

ap-plamlo,  plausi,  plausum,  ere,  battere 
una  cosa  contro  un'altra,  corpus,  Tibull.: 
corpus  palmis,  Ov. 

applieatio,  ònis,  f.  (applico),  V unirsi  a 
q.C.  quindi  trasl.,  I)  inclinazione,  propensione, 
animi,  Cic.  de  amie  27.  II)  l'unirai  ad  un  pa- 
trono come  cliente:  quindi  jus  applicationis, 
diritto  derivante  dalla  relazione  di  cliente, 
Cic  de  or.  1,  177. 

applica  In*,  a,  um,  part. agg.  (da  applico), 

I)  congiunto,  unito,  applicato,  adiacente,  aures, 

Varr.:   Leucas   colli  applicata,  appoggiata, 


207 


applicitus 


approbo 


20S 


contiguo,  Liv.  II)  rivolto  a  q.c,  ad  rem,  Cic: 
ad  se  diligendum,  inclinato,  Cic. 

applicitus,  a,  um,  part.  agg,  (da  applico), 
adattato,  che  si  congiunge,  velllt  applicitus  rei 

cultus,  Quint.  4,  2,  117. 
ap-plico,  avi,  àtum  e  (non  in  Cic.),  ui, 

¥tum,  are,  I)  applicare,  appoggiare,  congiun- 
gere, accostare,  avvicinare,  stringere,  serrare, 

A)  propr.:  se  ad  arborem,  Caes.  :  se  ad  flam- 
mam,  Cic:  corpus  ad  molem,  Curt.:  se  ove.  cor- 
pus stipiti,  Curt.:  se  applicare  o  (mediale) 
applicari  trunco  (arboris),  Justin.  e  Curt.  : 
oscula  feretro,  imprimere,  Ov.:  ensem  capulo 
tenus,  cacciar  dentro,  Vergv.bovesilluc,  con- 
durre colà,  Ov.  conjuges  captis,  associare, 
Curt.:  praefectos  lateri  ejus,  mettergli  a  fianco, 
Curt.:  come  t. 1.  milit.,  scalas  moenibus,  Curt., 
sinistrum  cornu  ad  oppidum,  Liv.:  castra  flu- 
mini,  Liv.:  corpora  corporibus,  serrarsi  Vuno 
all'altro,  Liv.  B)  trasl.:  1)  congiungere  una 
cosa  con  uri  altra,  aggiungere  a  q.c.  volupta- 
tem  ad  honestatem,  Cic:  verba  verbis,  Quint. 
2)  se  ad,  etc,  accostarsi  (come  supplicante, 
amico,  ecc.)  ad  alcuno,  unirsi  a  lui,  se  ad 
alqm  quasi  patron  um,  Cic:  se  ad  alcjs  fami- 
liaritatem  o  amicitiam  o  societatem,  Cic:  in 
itinere  familiariter  se,  Cic:  anche  appi,  alqm, 
unirsi  strettamente  qualcuno,  Sen.  ep.  21,  4. 
8)  addossare  q.c.  a  qualcuno,  eidem  talia  cri- 
mina,  Plin.  ep.  10,  58  (66),  4.  4)  far  ser- 
vire una  cosa  a  qualche  scopo,  cioè  impie- 
gare per  q.c,  fare  uso,  finitionem  in  alqd, 
Quint.  IIJ  volgere,  rivolgere  a  q.c  generic, 

A)  propr.,  navem  ad,  etc.  (come  t. 1.  di  ma- 
rina) rivolgere  la  nave  verso,  ad  alqm,  verso 
qualcuno  (che  nuota  nel  mare)  dirigere 
la  nave,  Cic:  navem  ad  terram,  approdare, 
Caes.;  quindi  assol.,  a)  applicare,  approdare, 
a)  di  naviganti,  ad  terram,  Auct.  b.  Hisp.  e 
Justin.  p)  di  navi,  quocumque  litore  appli- 
casse naves  hostium  audissent,  Liv.  b)  appli- 
cari, di  naviganti,  approdare,  ad  oras,  Ov.: 
ignotis  oris,  Ov.:  in  terras,  Ov.  e)  poet.  trasl., 
Creteis  regionibus  applicat  angues,  dirige  zi 
suo  carro  tirato  dai  draghi  verso,  ecc.,  Ov. 

B)  trasl.,  volgere,  rivolgere  a  q.c,  aures  modis, 

Hor.:  se  animus  applicat  et  adjungit  ad  alqd, 
Cic:  se  ad  eloquentiam,  applicarsi  (impa- 
rando) a  q.c,  Cic:  se  ad  scribendam  histo- 
riam,  Cic. 

ap -ploro,  avi,  are,  =  7ipoooXo:pópsa0at, 
lamentarsi   di,   sopra;  dolersi  piangendo,  Sen 

nat.  qu.  4;  2,  6  :  querebar  applorans  tibi,  Hor. 
epod.  11,  12. 

appono,  posili,  posttum,  ere,  I)  porre  a, 

sopra,verso,  presso;  collocare,  mettere,  A)propr.: 

1)  ingen.:  machinam,  Cic:  manus  ad  os,  Caci. 
in  Cic  ep.:  notam  ad  versum  ovv.  epistulis, 

Cic   2)    partici   Cibi,    ecc.,    porre    davanti, 

imbandire,  servire,  patellam,  Cic:  aprum  in 
epulis,  Plin.  B)  trasl.,  collocare  qualcuno 
in  qualche  carica,  in  qualche  grado  (presso 

a   qualcuno),  porre   vicino,    dare,  aggiungere, 

porre  al  fianco,  accusatorem,  Cic:  custodes, 
Nep.:  alqm  alci  custodem,  Cic:  alqm  custodiae 
alcjs,  Tac:  magistrum  consulibus,  Liv.  Il)  ag- 
giungere, unire,  porre  1)  in  gen.:  annos  alci, 
Hor.:  vitiis  modu  n,Cic:  lucro,  calcolare  come 
un  guadagno,  Hor  :  e  così  alci  alq  1  gratiae, 


considerare  come  un  favore  (cortesia),  Ter. 
—  2)  partic  comandando,  aggiungere  seguito 
da  ut  e  il  cong.,  Tac  ann.  3,  38. 

apporrectus,  a,  um  (ad  e  porrigo),  di- 
steso accanto,  draco,  Ov.  met.  2,  561. 

ap-portO,àvÌ,  àtum,  are,  apportare, recare r 
trasportare,  portare  colà,  I)  propr.:  lapidem, 

signa,  Cic:  alqd  ex  Hispania,  Caes.  Il)  trasl., 
portar  seco,  nuntium,  Ter.:  damnum,  cagio- 
nare, Ter. 

ap-poSCO,  ere,  chiedere,  domandare,   Ter. 

e  Hor. 

apposite,  avv.  (appositus),  acconciamente, 

convenientemente,  Cic:  dicere  app.  ad  persua- 
sionem,  Cic,  ovv.  app.  ad  persuadendum,Qui  ni. 

appostilo,  ònis,  f.  (appono)  apposizione, 
aggiunta,  similium,  Quint.  5,  11,  1. 

apposi  tulli,  i,  n.  (1.  appositus),  aggiunta, 
I)  come  t.  t.gramm.,  aggettivo,  Quint.  2, 14,  3 
e  9,  4,  24,  II)  come  t.  t.  retor.  =  epiteto,. 
Quint.  8,  2,  10  e  aìtr. 

appositus,  a,  um.  part.  agg.  (da  appono), 
posto  vicino  a  q.c,  IJ  propr.:  castellum  flu- 
mini,  Tac.  II)  trasl.:  1)  in  gen.:  audacia  (fi- 
dentiae)  non  contrarium,  sed  appositum  et 
propinquum,  le  sta  vicino,  Cic:  judicis  quo- 
que noscenda  natura  est,  juri  magis  an  aequo 
sit  appositus,  se  egli  segua  piuttosto  lo  stretto 
diritto  o  Vequità,  Quint.:  sost.  plur.,  appo- 
sita, cose  prossime,  Quint  5,  10,  87.  2)  par- 
tic:  a)  posto  vicino,  quindi  facile  a  raggiun- 
gersi, a  conseguirsi,  Sen.  ep.  4,  10;  71,  4. 
b)  acconcio  =  comodo,  adatto,  menses  app.  ad 
agendum,  Cic:  homo  bene  app.  ad  istius  au- 
daciam ,  Cic.  :  operarius  multo  appositior 
ad  etc,  Cic 

ap-precor,  àtus  sum,  ari,  pregare  qual- 
cuno, invocare  qualcuno  pregando,  rite  deOS, 
Hor.  carm.  4,  15,  28. 

ap-preliendo,  poet.  ap-prendo,  pre- 
hendi  (prendi),  prehensum  (prensum),  ere,  af- 
ferrare, I)  propr.:  1)  in  gen.:  alqm  pallio,. 
Ter.:  claviculis  adminicula  tamquam  manibus, 
Cic  :  manum  osculandi  causa,  Suet.  :  alqm,. 
prendere  alcuno  per  mano,  Tac.  2)  partic  .- 
dJ)aff errare  violentemente,  arrestare,  hominem, 
Fior,  ed  altri,  b)  impadronirsi  di  un  paese, 
prendere  possesso  di  q.c,  Hispanias,  Cic  ad 

Att.   10,  8,   2.  IIJ  trasl.:  a)  prendere,  intra- 
prendere, alqd  caute  et cumjudicio,  Quint.  10, 
2,  3.  b)  profferire  nel  discorso,  Cic.  Clu.  52. 
opprime,  avv.  (ad  e  primus),  prima  di 

tutto,  di  gran  lunga,  preferibilmente,  moltis- 
simo, frater  ejus  appr.  nobilis,  Ter.:  artifices 
appr.  boni,  Nep. 

appr? ino,  pressi,  pressum,  ere  (ad  e  premo) 
stringere,  dextram  alcjs,  stringere  contro  di 
se,  Tac:  scutum  pectori  appressum,  serrato  al 
petto,  Tac. 

approbo  lio,  ònis,  f.  (approbo)  I)  consenso 

ad  alcunché,  assenso,  approvazione,  soddisfa- 
zione per  q.c,  ammissione  dì  una  pers.  o  cosa 
(contr.  iinprobatio),  Cic  :  testium,  accetta- 
zione dei  testimoni,  Cornif.  rhet.  II)  partic, 

COme  t.  t.  filoso f.  =  dimostrazione,  prova,  aS- 

sumptionis  (della  minore),  Cic 

apprtibattfr,  òris,  m.  (approbo),  colui  che 
approva,  che  giustifica,  Cic.  ed  Att.  16,  7,  2. 

ap-'pròh'O,  avi,  àtum,^are,  I)  dareil proprio* 


209 


approniitto 


aptus 


210 


assenso,  acconsentire,  trovar  degno  di  approva- 
zione, approvare,  riconoscere  (contr.  improbo), 

consilium  alcjs,  Cic:  sententiam,  Cic:  clamore 
donum,  Liv.:  falsa  prò  veris,Cic  :  quindi  della 

divinità,  far  accadere  q.C,  dar  la  stia  benedi- 
zione a  q.c,  quod  actum  est  dii  approbent,  Cic.: 
dii  approbent!  habemus  hominem,  etc,  noi 
abbiamo,  la  Dio  mercè,  uno,  ecc.,  Cic.  II)  fare 
q.c.   degna  delV approvazione  di  un  altro, 

a)  fare  un  lavoro  per  accontintare  qualcuno, 
opus,  Phaedr.  4,  25,  11.  b)  rendere  chiaro  q.c. 
a  qualcuno,  provare,  dimostrare,  comprovare, 
far   vedere,   attestare,   judici    officium    SUUm, 

Cic:  talis  laus  genus  approbet,  Catull.:  crimina 
prò  approbatis  accipere,  considerare  come  di- 
mostrati, Tac. 

ap-prÒllliltO,  Ql'e,  promettere  inoltre,  CÌ06 
anche  in  nome  nostro,  Cic.  Rose  Ani.  26. 

ap-propero,  avi,  àtum,  are,  I)  tr.  affret- 
tare, coeptumopus,  Liv.:  mortem,  Tac:  seguito 
dall' infin  ,  affrettarsi  ad,  ecc.,  Ov.  met.  15, 
583  e  segg.  II)  intr.  affrettarsi  verso unluogo 
o  a  far  q.c,  approperate!  Cic  :  appr.  ad  cogi- 
tatimi facinus,  Cic. 

appropinqua  tìo,  ònis,  f.  (appropinquo), 
ravvicinarsi  (nel  tempo),  mortis,  Cic.  de  fin.  5, 
32  e  de  sen.  66. 

&\ì-f>rftl%Ìni\UO,Ì\V\,%txim,?ire, avvicinarsi, 
appressarsi,  venir  vicino,  I   nello  spazio:  ad 

summam  aquam,  Cic:  ad  insulam,  Nep.:  col 
dat.,  januae,  Liv.:finibusBellovacorum,  Caes.: 
Oceano  (del  Beno),  Caes.  II)  trasl.:  a)  del 
tempo  e  di  circostanze  di  tempo  :  hiems  ap- 
propinquat,  Caes:  cum  dies  comitiorum  appro- 
pinquaret,  Liv.:  illi  poena,nobislibertas  appro- 
pinquat,  Cic.  b)  dipers.:  quijam  appropinquat, 
ut  videat,  già  è  vicino  a  vedere,  Cic:  centu- 
riones  qui  jam  primis  ordinibus  appropinqua- 
bant,  già  si  avvicinavano  aiprimigradi,  Caes. 

ap-pilitno,  are,  oppugnare,  assalire,  clas 

sem,  Tac:  castra,  Tac 

Ippulijus  -lcjanus,  V.  Apulejus. 

Appulia,  -lìcus,  V.  Apulia. 

appulsus,  US,  m.  (2.  appello),  I)  racco- 
starsi, avvicinamento,    1)  in  gcn.l  appulsus  SO 

lis  (contr.  solis  abscessus),  Cic  de  nat.  deor. 

1,24.  2)  par  tic:  efficace  avvicinamento,  influsso, 

deorum  appulsu,  Cic:  nimii  et  frigoris  et  ca- 

loriS  appulsus,  Cic.  II)  V approdare,  lo  sbarcare, 

coZgenit.,litoris,Tac.  hist.  2,  59:  litorum,  Liv. 
27,  3u,  7  :  terrae,  Justin.  18,  5, 1:  e  assol.  Tac 
ann.  3,  1;  alplur.,  faciles  appulsus,  Tac  ann. 
2,6. 

Appìilus,  V.  Apulia. 

apricaiìo,  Òni-,  f.  (apricor),  Tessere  esposto 
ai  raggi  del  sole,  il  soleggiare,  Cic  de  Sdì.  57  e 

altrove. 

àprìcitas,  Stis,  f.   (apricus),  il  temperato 

calore  del  soie  (come  attributo  di  un  luogo), 
Vaprico,  regionis,  Plin.:  loci  ejus,  aeris,  Justin. 

apricor,  àtus  sum,  ari  (apricus),  prendere 
il  soie,  Cic  ed  a. 

apricus,  a,um,agg.coZcompar.  e  superi. 
(da  apericus  da  aperio),  originar,  aperto, 

non  coperto;  quindi  esposto  al  moderato 

calore  del  soie,  (come  apertus,  esposto  alla  luce 
del  sole),  soleggiato,  I)  propr.:  di  luoghi  (contr. 
opacus),locus,  hortus,Cie  isost ,  apricum,  i,n., 
luogo  esposto  al  soie,  proferre  in  apricum,  por- 


tare alla  luce  (ftgurat.),  Hor.  ep.  1,  6,  24. 

II)  trasl.  (poet.),  che  anta  il  calore,  la  luce  del 

sole,  flores,  res,  Hor  :  arbor,  Ov.:  mergi,  Verg. 

Apri  lis,  e  (aperio),  die  schiude,  Aprile,  Apr. 
mensis,  e  sost.  solt.  Aprilis,  is,  m.,  il  mese  di 
Aprile,  Cic  ed  a  :  e  quindi  Apr.  Kalendae. 
Apr.  nonae,  Apr.  idus,  le  calende  ecc.  di  Apr 
Cic  ed  a. 

Aprónius,  ti,  m  ,  nome  romano,  per  es.: 
Q.  Apronius,  della  coorte  di  Verre  e  complice 
di  lui.  —  Deriv.:  Aprónìanus,  a,  um,  di 
Apronio. 

apte,   V.  reapse. 

apsis,  V.  absis. 

Apsus,  i,  m.  ("A^os),  fiume  dell' Illiria,  il 
quale  nasce  dai  monti  Candavi,  e  sbocca  nel 
mar  Ionio,  ora  Beratino  e  nel  suo  corso  su- 
periore Uzumi. 

apte,  avv,  col  compar.  e  superi,  (aptus), 
I)    esattamente,    acconciamente,   precisamente, 

Cic:  ad  pedem  apte  convenire,  di  calzari, 
Cic  :  pileum  capiti  apte  reponere,  Liv.  II)  ade- 
guatamente, convenientemente,  apte  locare  equi- 
tem,  Liv.:  apte  facere,  apte  dicere,  Cic. 

apio,  avi,  atum,  are  (intens.  di  *apo),  adat- 
tare, congiungere,  I)  ingen.:  vincula  collo,  Ov.: 
anulum  digito,  Suet:   mucronem  sub  pectus 

imum,  porre,  Ov.  II)  pregn.:  render  adatto, 
porre  in  assetto,  preparare,  allestire,  1)  propr  : 

arma  capere  aptareque  pugnae,  Liv.:  e  così 
solt.  capere  arma  et  aptare,  Liv.,  e  sempl  aptare 
arma,  Liv.:  se  pugnae,  Verg.:  armamenta,  ap- 
parecchiare, Liv.:  reliquias  navigii  ad  cursum, 
Sen.:  collo  strumentale,  ensem  vagina,  prov- 
vedere, Verg  :  se  armis,  apparecchiarsi  a  com- 
battere,  Liv.:  classem  velis,  rendere  atta  a  far 
vela,  Verg.  2)  trasl.,  adattare  a,  o  per  q.c.  ani- 
mos  armis,  preparare  a  prender  le  armi,  Verg.: 
bella  Numantiae  modis  citharae,  Hor.:  hoc  ver- 
bum  est  ad  id  aptatum  (a  ciò  adatto),  quod,  etc, 
Cic 

aptus,  a,  um  (da  *apo),  I)  partic,  A)attac- 
cato, congiunto,  \) propr  :  uteri  terrae  radicibns 
apti,  Lucr.:gladius  e  lacunari  seta  equina  aptus, 

Cic  2)  trasl.,  dipendente,  risultante  da  q.C,  Con 

ex  era&Z.,honestum  ex  quo  aptum  est  officium , 
Cic:  qui  esttotus  aptus  ex  sese,  Cic:  col  solo 
abl.,  vita  modica  et  apta  virtute,  Cic:  ruden- 

tibus  apta  fortuna,  Cic  B)  connesso,  congiunto, 
unito,  1)  propr.:  a)  generic:  qui  tam  certo» 
caeli  motus  tamque  inter  se  connexa  et  apta 
viderit,  Cic:  facilius  est  apta  dissolvere,  quam 
dissipata  connectere,  Cic.  b)  pregn.,  conve- 
nientemente unito  =  convenientemente  compo- 
sto, congiunto,  che  si  trova  in  buon  ordine,  alle- 
stito, aptae  et  instructae  remigio  XXXII  quin- 
queremes  erant,  Liv.:  socordius  ire  milites  non 
aptis  armis,  Sali,  fr.:  aptus  exe  citus,  pronto  a 
combattere,  Liv.:  collo  strum.,  dotato  di  q.cf 
ornato,  caelum  stellis  fulgentibus  aptum,  Verg. 
2)  trasl.:  provincia,  Cic:  oratio,  bene  arroton- 
data, Cic:  Thucydides  verbis  aptus,  conciso, 
Cic  :  apta  inter  se  et  coharentia,  Cic:  natura 
nihil  est  aptius,  nihil  descriptius,  non  v'ha 
niente  di  più  armonico,  niente  di  più  orga- 
nico che  la  natura,  Cic.  II)  agg.  col  compar. 
e   superi,    (propr    adattato  ad   una  cosa: 

quindi)   acconcio    a   q.C,   adatto,  atto,   idoneo, 

utile,  conveniente  aduna  pers,  o  cosa,  con  ad  e 


-211 


apud 


aqualiculus 


212 


Tace,  calce!  habiles  atque  apti  ad  pedem,  Cic: 
1  id  pallium  esse  aptum  ad  onrne  anni  tempus, 
Cic:  locus  ad  insidias  aptior,Cic:  con  in  e  Tace, 
ih  quod  (geiius  pugnae)  minime  apti  sunt,  Liv.: 
formas  deus  aptus  in  omnes,  Ov.:  col  dat.,  ini- 
tia  apta  et  accomodata  naturae,  Cic:  liaec  ge- 
nera dicendi  aptiora  sunt  adulescentibus,  Cic: 
poet.  seguito  dall' inftn.,  aptus  amare,  Ov.:  e 
aetas  apta  regi,  Ov.:  seguito  d%  prop.  relativa, 
nulla  videbatur  aptior  persona,  quae  de  illa 
aetate loqueretur,  Cic:  assol.,  nunc  quid  aptum 
sit,  hoc  est,  quid  maxime  deceat  in  oratione 
videamus,  Cic:  lar,  sostanze  sufficienti,  Hor.: 
tempus,  il  tempo  opportuno,  Liv. 

apud  (secondo  un%  più  antica  ortografìa, 
aput),  prep.  coll'acc.  (radice  XP,  donde  *apo, 
aptus,  quindi  V attaccare  a  q.c,  indicando  la 

vicinanza),  presso,   appresso,   nella  vicinanza, 

vicino  a,  appo,  (sempre  nello  stato  di  quiete  e 
per  lo  più  solo  di  per s.,  raramente  dilocalità), 
I)per  indicare  la  vicinanza  a  persone,  presso, 
a)  generic:  apud  alqm  sedere,  Cic:  plus  apud 
me  antiquorum  auctoritas  valet,  Cic:  quindi 

a)  apud  me,  te,  se,  e  te,  presso  me,  te,  sé,  ecc.,  cioè 

nella  mia,  ecc.  abitazione,  casa  (villa),  Comic, 

Cic  ed  a.:  apud  se  esse,  in  sé  (figurai.),  cioè 
essere  nel  suo  buon  senso,  Comic,  p)  apud  exer- 
citum  esse,  essere  nell'esercito  (nel  seguito  del 
comandante,  ecc.;  al  contrario  in  exercitu  esse, 
==  servire  nell'esercito  come  soldato),  Cic. 

b)  presso  la  persona,  nella  cui  presenza  q.c. 
accade  (generic.  quando  si  parla  di  negozia- 
zioni, e  il  diritto  di  decidere  appartiene  alle 

altre  persone),  presso,  davanti,  in  presenza,  apud 

alium,  Ter.:  apud  populum,  apud  judices,  Cic. 
e)  presso  alle  persone,  in  mezzo  a  cui  q.c.  ac- 
cade, ha  luogo,  presso,  consequi  gratiam  apud 
bonos  viros,  Cic:  o  nel  tempo  di  coloro  in  cui 
q.c.  accade,  nei  tempo,  apud  patres  nostros, 
apud  majores  nostros,  Cic:  apud  antiquos,  Cic 
d)  per  indicare  Fautore  di  un'opera  o  di  una 
affermazione,  in,  apud  Xenophontem ,  Cic: 
apud  Solonem,  nelle  leggi  di  Solone,  Cic: 
anche  di  persone  che  parlano  tra  di  loro, 
apud  quosdam  a  erbior  in  conviciis  narraba- 
tur,  Tac  e)  talvolta  invece  del  dat. ,  queri 
apud  alqm,  Cic:  apud  alqm  profiteri,  Curt. 
II)  per  indicazione  di  luoghi,  a)  nel  terri- 
torio, nel  dominio  di,  ecc.  =  presso,  a,  apud 
Alyziam,  Cic:  apud  oppidum,  Caes.  b)  (quasi 
=  in)  a,  in  (partic.  spesso  in  Tacito),  apud  vil- 
lani, Cic:  apud  forum,  Ter.:  apud  Asiam,  apud 
urbem  Nolani,  apud  Éhodum,  Tac. 

Apulejus  (Appiilèjus),  i,  m.,  nome  ro- 
mano, p.  es.,  L.  Apulejus  Saturninus,  sedi- 
zioso tribuno  della  plebe  (verso  Va.  100  av. 
Cr.).  —  Agg.  Apulejus,  a,  um,  di  Apuleio, 
A.  lex,  derivante  dal  tribuno  Apuleio,  Cic 
ed  a.  —  Deriv.:  Apulejiiiius,  a,  um,  apu- 
leiano,  di  Apuleio,  pecunia,  di  M.  Apuleio  (del 
resto  sconosciuto),  Cic:  seditio,  del  tribuno 
della  plebe,  Apuleio,  Fior. 

A I» Olia,  ae,  f.,  regione  nell'Italia  meri- 
dionale, sulle  due  sponde  del  fiume  Aufidus  ; 
si  divideva  in  Daunia  e  Peucetia,  nota  per 
l'agricoltura  e  l'allevamento  del  grosso  be- 
stiame, spec.  cavalli,  e  delle  pecore,  ora  Pu- 
glia.—  Deriv.:  a)  Apiilicus,  a,  um,  del- 
l'Apuiia,  mare  A.,  il  mare  Adriatico,  Hor., 


carni.  3,24,4, 6Zw5&?o.b)Àjtulus,a,um,ager, 
bellum,  Liv  :  gens,  Hor.  —  Sost.,  Apulus,  i,  m. 
il  Pugliese,- plur.  Apuli,  orum,  m.,  gli  abitanti 
dell' Apulia,  Liv.  ed  a. 

apyrlnus,  um,  (à7ióp7]vos\  senza  nocciolo, 
sost.,  apyrinum,  i,  n.  (intendi  Punicum  ma- 
1  um),  specie  di  melagrana,  che  ha  dei  granelli 
affatto  teneri,  plur.  in  Sen.  ep.  85,  5. 

aqua,  ae,  f.  (cfr.  il  celt.  ach  e  il  sanscr. 
apa  =  acqua),  l'acqua,  I)  propr.:  A)  acqua, 
nel  significato  più  generale,  elemento  della 
natura,  acqua  piovana,  di  fiume,  del  mare, 
ecc.,  aèr,  aqua,  terra,  Lucr.:  pluvia,  Cic,  o 
caelestis,  Liv.,  pioggia:  marina,  Cic:  viva, 
acqua  corrente,  Vari*.  LL.:  cisteruina,  Sen.: 
pregn.  aquae,  acqua  alta.  —  Frasi  partico- 
lari, per  lo  più  proverbiali:  a)  aquam  prae- 

bere,  convitare,  invitare  a  pranzo, poiché  ivi  era 

necessaria  l'acqua  per  lavarsi  le  mani,Hor. 

b)  aqua  et  ìgnis,  per  i  bisogni  più  importanti 

della  vita,  non  aquà,  non  igni,  ut  aiunt,  locis 
pluribus  utimur,  quam  amicitià,  Cic.  y)  aquas 
in  mare  fundere, portar  acqua  al  mare  (lavoro 
inutile),  quindi  le  frasi:  a)  aquà  et  igni  in- 

terdicere  alci,  cessare  le  relazioni  con  alcuno, 
scacciarlo  dalla  cittadinanza,  bandirlo,  Cic  ed 

a.:  id.,  aquà  et  igni  alqm  ai\ere,  Tac.  p)  aquam 
terramque  petere  (ab  alqo)  o  poscere,  ordinare 
al  nemico  di  sottomettersi  (usanza  persiana), 
Liv.  e  Curt.  e)  sed  aqua  baerei,  ut  aiunt,  ivi  si 
inciampa  (=  la  cosa  presenta  difficoltà,  si  in- 
caglia), Cic:  in  hac  causa,  mini  aqua  haeret, 
Cic.  B)  acqua  in  istretto  senso:  1) per  acque, 
a)  =  mare,  ad  aquam,  sulle  coste  del  mare, 
Cic:  paulum  in  aquam  progredì,  Caes.:  labores 
quos  ego  sum  terrà,  quos  ego  passus  aquà,  Ov.: 
trasl.:  naviget  hinc  alia  jam  mihi  linter  aquà, 
una  nuova  zattera  (libro)  deve  ora  solcare  il 
mare,  Ov.  b)  lago  (lacus),  Albanae  aquae  de- 
ductio,  Cic.  c)= fiume,  in  aquam  caeci  ruebant, 
Liv.:  secundà  aquà,  secondo  la  corrente,  Liv. 
2)  =  pioggia,  cornix  augur  aquae,  Hor.:  aqua- 
rum  agmen,  acquazzone,Verg.  3)  plur.,  aquae, 
acqua,  acque,  longae,  zampilli,  Ov.:  magnae, 
grande  quantità  d'acqua,  inondazione,  Liv.: 
partic.  —  fonti,  aquarum  abundantia,  Eutr.: 

aquae  dulces,Verg.:  e  =  sorgente  minerale  salu- 
tifera, terme,  bagni,  ad  aquas  venire,  Cic.  — 
Quindi  come  ncm.  propr.,  Aquae  Calidae,  Cu- 
manae.  V.  calidus,  Cumanus  (sotto  Cumae). 
4)per  acquedotto,  aqua  Claudia,  Crabra,  e  simili, 
V.  Claudius,eec:  aquam  ducere  in  urbem,  Liv. 

5^  V acqua  nell'orologio  ad  acqua  (clessidra).  Dal- 
l'USO  di  questo  orologio  nelle  quistioni pub- 
bliche, nacquero  le  espressioni  figurate  e  pro- 
verbiali: a)  aquam  dare,  concedere  tempo  per 
parlare,  Plin.  ep.  6,  2,  7.  (3)  aquam  perdere, 
coìisumare  inutilmente  il  tempo;  Quint.  11, 
3,  52.  6)  aqua  intercus,  idropisia,  Cic:  decessit 
morbo  aquae  intercutis,  Suet.  7)  lacrime,  Prop. 
3,  6,  10.  II)  trasl.,  Aqua,  l'Acquario,  una  co- 
stellazione, Cic.  A  rat.  179  (ove  genit.  Aquai). 
aquae-duetus  o  aquae  ductus,  ùs,  m., 

acquedotto,  Cic  :  generic.  :  ==  il  diritto  di  con- 
durre l'acqua  in  qualche  luogo,  Cic 

aqualTeìilus,  i,  m.  (dimin.  di  aqualis), 
propr.:  «  un  piccolo  vaso  da  acqua  »;  quindi 
lo  stomaco,  Sen.  ep.  30,  22,  dubb.  (Bucheler 
acquali  ejus  fervore). 


•213 


aquanus 


Arabarches 


214 


aquariUS,  a,  UHI  (aqua),  appartenente  al- 
l'acqua, d'acqua,  I)  agg.:  vas,  Varr.:  provincia, 
la  sovrintendenza  sulla  condotta  delle  acque 
(che  aveva  il  questore  d'allora  ad  Ostia),  Cic. 
II)  sost.,aquarius,  ii,  m.  1)  acqua joio,  all'epoca 
imper.  2)  fontaniere,  uno  dei  servitori  pub- 
blici (apparitores),  i  quali  come  subalterni 
■dell'edile,  più  tardi  del  curator  aquarum, 
avevano  da  curare  tutto  ciò  che  apparteneva 
alla  pulizia  degli  acquedotti,  e  ali  acconcia 
distribuzione  dell'acqua  nelle  vie  e  nelle  case 
(dove  essi  per  denaro,  spesso  permettevano 
ai  bettolieri  (tabernarii)  di  ottenere,  a  danno 
del  pubblico,  una  quantità  d'acqua  troppo 
grande),  Cael.  in  Cic.  ep.  8,  6,  4.3)  Aqua- 
rius,  Acquario,  uno  dei  segni  dello  Zodiaco, 
tra  il  capricorno  e  i  pesci,  Cic.  ed  a. 

aq  uà  ficus,  a,  uni  (aqua),  I)  che  vive  nel- 
l'acqua, (che  cresce  nell'acqua),  acquatico,  aves, 

Plin.:  lotos,  Ov.  II)  umido,  auster,  che  reca  la 
pioggia,  Ov. 

aquatili*,  e  (aqua),  che  si  trova,  che  vive 
presso  V acqua  0  nell'acqua,  genilS,  VaiT.:  be- 

•stia,  Cic. 

aquìi 1ÌO,  ònis,  f.  (aquor),  il  prendere  acqua, 

Caes.:  hic  aquatio,  qui  si  attinge  acqua,  Cic. 
a  quàlar,  òris,  m.  (aquor),  colui  che  prende, 

attinge  acqua,  Caes.  e  LÌV. 

aquatUS,  a,um  (aqua),  mescolato  con  acqua, 

acquoso,  allungato  (contr.  crassus) ,  aquatius 
medicamentum,  Sen.  nat.  qu.  1,  3,  12. 

aquila,  ae,  f.  (forse  femm.  di  aquilus), 
aquila,  I)  propr.:  nella  mitol.  il  portator  del 
fulmine  di  Giove,  Cic.  ed  a.:  aquilae  senectus, 
una  robusta  e  gagliarda  vecchiaia,  «  sempre 
giovane  forza  dell'aquila  »,  poiché  l'aquila 
anche  nella  vecchiaia  rimane  robusta,  Ter. 
heaut.  521.  Il)  trasl.:  1)  aquila,  l'insegna  di 
ogni  legione  romana,  Caes.  ed  a.  2)  aquila, 
una  costellazione,  Cic.  Arat.  372.  3)  1. 1.  di 
architetti  aquilae,  le  aquile  (di  Giove)  scol- 
pite  in  bassorilievo  sul  frontone  posteriore 
(tympanum),  sulla  fronte,  e  sulla  parte  po- 
steriore del  tempio  di  Giove  Capitolino,  che 
pareva  sostenessero  il  fastigium,  Tac.  hist. 
3,  71. 

I  qui  la  ria,  ae,  f.,  luogo  della  Zeugitana, 
non  lungi  dal  golfo  di  Cartagine,  a  mezzo- 
giorno deZpromunturium  Mercurii(capo  Bon), 
ora  Lawhareah. 

JLquilcja,  ae,  f.  fAxoXvjta),  città  nell'alta 
Italia,  non  lungi  da  Trieste,  ora  Aquileja 
od  Aglar.  — Deriv.:  AquTIcjeiisis,  e,  di 
Aquileja;  sost.plur.,  Aquilejenses,  ium,  m.,gli 
abitanti  di  Aquileja. 

aquilìfór,  feri,  m.  (aquila  e  fero),  colui  che 

porta  Vaquila,  vessillifero,  Caes.  ed  a. 

Iquiliànus,  a,  uni,  V.  Aquilius. 

Aquilius,  a,  um,  nome  di  una  gens  ro- 
mana, di  cui  il  più  noto  è:  C.  Aquilius 
Oallus,  amico  di  Cicerone,  pretore  con  lui 
Va.  66  av.  Cr.,  celebre  come  oratore  forense, 
e  dotto  giureconsulto  della  scuola  di  Q.  Muzio 
Scevola,  pontefice.  —  Agg.:  aquiiìo,  lex  Aqu., 
delnomin.  Aquilio  Gallo,  Cic.  —  Deriv.: 

tqillIlàllUS,  a,  Um,  di  Aquilio  (Gallo),  aqui- 

Uano,  defensio,  Cic. 

aquilo,  ònis,  m.  (da  connettersi  con  aqui- 
lus, propr.  :  «  nero  assalitore  »),  vento  setten- 


trionale, aquilone,  presso  i  Greci  popsas,  preci- 
samente vento  di  NNO.,  Cic.:  meton.,  il  nord, 
ad  aquilonem  conversus,  Cic.  II)  personif., 
Aquilo,  sposo  di  Orizia,  padre  di  Calaide  e 
Zete,  Cic.  de  legg.  1,  3.  Ov.  met.  7,  3. 

aqUlloilàSis,    e    (aquilo),    settentrionale, 

Cic.  fr. 

Aquìioiila,  ae,  f.,  città  negli  Irpini, 
presso  l'odierna  Carbonara. 

aquilÒIIlUS,  a,  Um  (aquilo),  settentrionale, 

(contr.  australis),  regio,  Cic.  e  Liv. 

aquìlus,  a,  um,  bruno  cupo,  oscuro,  color, 
tinta  (contr.  color  candidus),  Suet.  Aug.  79. 

£  quintini,  i,  n.,  città  dei  Volsci  nel  Lazio, 
patria  del  poeta  Giovenale,  nota  per  le  sue 
tintorie  di  porpora,  ora  Aquino.  —  Deriv.: 
IqilTllàs,  àtis,  di  Aquino,  aquinate;  sost.plur., 

Aquinates,  ium,  m.,  gli  abitanti  di  Aquino, 

gli  Aquinati, 

aquilani,  òrum,  m.,  gli  abitanti  della  re- 
gione o  provincia  dell' Aquitania  (V.),  Aqui- 
tani.  —  Deriv.:  a)  iqiiTtàiius,  a,  um,  aqui- 
tanos  b)  Aquitania,  ae,  f.,  Aquitania,  regione 
della  Gaìlia  meridionale  dalla  Garonna  ai 
Pirenei,  dall'Oceano  alla  Gallia Narbonese : 
come  provincia  romana  (dopo  Augusto)  il 
paese  compreso  tra  il  Liger  (Loire)  e  ì  Pi- 
renei, l'Oceano  e  le  Cevenne. 

SiqUOr,àtus  SUm,  ari  (aqua),  attingere  acqua, 

Caes.  ed  a. 

aquosiis,  a,  um,  part.  agg.  col  compar. 
e  superi,  (aqua),  pieno  di  acqua,  acquoso,  cam- 
pus, Liv.:  ver  aquosius,  piovoso,  Sen.:  hiems, 
con  frequenti  pioggie,  Verg.:  nubes,  cariche 
di  pioggia,  Ov.:  Orion,  Verg.,  o  Eurus,  Hor., 
che  apporta  la  pioggia:  crystallus,  limpido, 
Prop.:  Ì2in^\xor,idropisiaJ'RoY.:  mater,refc',Ov. 

aqu ìi la  (acula),  ae,  f.  (dimin.  di  aqua),  un 
po'  d'acqua,  Cic.  de  or.  1,  28:  figurai,  ibid.  2, 
162. 

ara,  ae,  f.  (da  alga),  innalzo),  ogni  rialzo 
di  terra,  pietra,  zolle,  ecc.  ;  quindi  I)  ara  se- 
pulcri,  rogo,  Verg.  Aen.  6,  177.  II)  sccgiio  nel 
mare,  Verg.  Aen.  1,  109.  Ili)  monumento  di 
pietra,  virtutis,  Cic:  Lunensis,  Suet.  IV)  al- 
tare, ara,  1)  per  i  sacrifizi,  aram  consecrare 
deo,  Cic:  filia  victima  aris  admota,  Liv.  Sif- 
fatti altari  stavano  non  solo  nei  templi,  ma 
anche  nelle  case  e  nel  cortile,  ove  si  sacrifi- 
cava agli  dei  familiari  (penates);"  quindi 
meton.,  arae  focique,  casa  e  focolare,  per  indi- 
care la  proprietà,  l'unione  delle  famiglie  e 
dei  luoghi,  per  il  culto  degli  dei,  Dejotari, 
Cic:  in  aris  et  focis,  Cic:  de  aris  ac  focis  de- 
cernere, Cic:  o  prò  aris  focisque  dimicare,  Liv.,, 
per  la  casa  e  il  focolare  (cioè  per  ciò  che  si 
possiede  di  più  caro)  combattere,  pugnare. 
Figur., poiché  l'altare  era  un  luogo  di  rifugio 
per  chi  aveva  bisogno  di  protezione,  rifugio, 
protezione,  riparo,  tribunatus,  Cic:  sociorum, 
Cic:  legum,  Cic.  2)  trasl.:  Ara,  aitare,  costel- 
lazione nell'emisfero  australe,  Cic.  poet.i 
pressa,  a  motivo  del  suo  abbassamento,  Ov. 

Arabarches  (Alabarches),  ae,  m.  ('Apa- 
pàpx?]S,  'AXapapxvjs),  il  magistrato  supremo 
per  la  parte  ad  oriente  del  Nilo  (verso  l'A- 
rabia), probabilmente  una  specie  di  alto  uf- 
ficiale delle  dogane,  Arabarca,  sarcasticamente 


215 


Arabes 


arbitrimi! 


216 


di  Pompeo,  il  quale  si  vantava  dì  aver  mollo 
aumentato  le  gabelle,  Cic  ad  Att.  2,  17,  3. 

Arabes,  bum,  acc.  bes  e  (greco)  bas,  m. 
("Apocfìss),  gli  abitanti  dell'Arabia,  Arabi.  — 
Meton.  =  Arabia,  sive  in  Arabes  molles  gra- 
diatur,  Catull.:  palmiferos  Arabas  reliquit,  Ov. 
Deriv.:  1)  Arabs,  rabis.  arabo.  2)  Arabia, 
ae,  f.  ('Apatìa),  l'Arabia,  quella  penisola  a 
S.  0.  dell'Asia,  la  quale  ancóra  oggidì  porta 
quel  nome,  ma  presso  gli  antichi  anche  nome 
di  tutte  le  contrade  e  regioni,  dove  abitavano 
tribù  nomadi  affini  per  lingua  e  costumi 
agli  abitanti  dell  Arabia  propriamente  detta, 
spec.  la  parte  merid.  della  Mesopotamia , 
{ancora  attualmente  Irak-al-  Arabi).  L'Arabia 
propriamente  detta  sì  divideva  presso  gli  an- 
tichi in  Arabia  Deserta  (t)  spyjfiog  'Apatia), 
Beata  o  Felix  (y;  sùSat|ia)v  "Ap.)  e  Petraea  (>) 
xaxà  ty]v  néxpav  'Ap.).  3)  Arabieus,  a,  um, 

arabico.  —  Avv.  Arabico,  in  modo  arabico, 

4)  (poeti)  Arabili s,  a,  um,  arabico,  limen, 
provveduto  di  cortine  arabe,  Prop.  5)  (poet.) 
Arabus,  a,  um,  arabo;  sost.  plur.,  Arabi, 
orum,  m  gli  Arabi. 

Arachnc,  es,  f.  fApàxvv)),  fanciulla  della 
Lidia,  figlia  di  Idmone  di  Colofone,  tintore 
di  porpora,  la  quale  come  esperta  tessitrice 
sfidò  a  gareggiare  seco  Atena  (Minerva),  per 
cui  Atena  adirata  stracciò  Vinnocente  tes- 
suto, e  siccome  Ar acne  per  il  dolore  si  voleva 
impiccare,  la  lasciò  bensì  in  vita,  ma  la  con- 
dannò, come  ragno,  a  stare  sempre  sospesa. 

Aracliosii,  òrum,  m.  o  Araebossi, 
òrum,  m.  e  Arachòti,  òrum,  m.  (^Apaxtoxoé), 
gli  Aracosii,  o  Aracoti,  gli  abitanti  dell' Ara- 
cosia,  provincia  della  Persia  tra  la  Dran- 
giana  e  il  fiume  Indo. 

Arachttis,  i,  m.  ("Apa/Bog),  fiume  del- 
V Epiro,  ora  Arta. 

Ariicy il  111  iis,  i,  m.  (\Apcbcov0os),  monte 
sulla  costa  meridion.  dell'Etolia,  ora  Zygos. 
— Poeti  romani  parlano  erroneamente  di  un 
Ar.  attico  e  lo  congiungono  col  beotico  Am- 
fione. 

Arati us,  i,  m.  (vApa6os),  celebre  città 
insulare  della  Fenicia,  ora  Ruad.  — Deriv.: 

A  r  atliu  S,  a,  um,  che  appartiene  ad  Arado,  di  A. 

aratila,  ae,  f.  (àpocxvy]),  I)  ragno,  invisa 
Minervae  (  V.  Arachne  ) ,  Verg.  :  aranearum 
telae,  Plàut.  e  Val.  Max.  II)  meton.,  ragnatela, 
Lucr.  ed  a. 

araneola,  ae,  f.  (dimin.  di  aranea),  pic- 
colo ragno,  Cic.  de  nat.  deor.  2,  123. 

araneolus,  i,m.  (dimin.  cfo' araneus),  pic- 
colo ragno,  Ps.  Verg.  Cui.  2. 

ariinoOSUS,  a,  um  (araneus),  pieno  di  ra- 
gnatele, Catull.  25,  3. 

arancini!,  i,  n.  (araneus),  tela  di  ragno, 
Sen.  e  (plur.)  Phaedr. 

araneus,  i,  m.  il  ragno,  Lucr.  e  Sen. 

Arar  e  A  rari  s,  is,  acc.  im,  m.,  fiume 
della  Gallia,  ora  Saòne. 

Aratene,  a,  um,  V.  Aratus,  n°  L 

arati»,  Ònis  (aro),  I)  Varare,  coltivazione 
del  campo  COlV aratro,  aratura,  Cic.  TllSC.  5, 
86.    II)    meton.,    terreno    lavorato,    coltivato; 

partic.  arationes  =  i  terreni  appartenenti 
allo  Stato  romano  nelle  prucincie,  i  quali 


venivano  affittati  per  il  decimo,  beni  dema- 
niali, Cic. 

arator,  òris,  m.  (aro),  aratore,  I)  ingen., 
Cic.  ed  a.  ;  molto  spesso  poet.  per  contadino 
(agricola)  in  genere,  Lucr.,Verg.  ed  a.:  taurus, 
toro  da  aratro,  Ov.:  bos,  bue  da  aratro,  Suet., 
II)  partic,  nel  linguaggio  finanziario,  ara- 

tores  =  gli   appaltatori   dei   beni   dello   Stato 

per  il  decimo  del  reddito  (cfr.  aratio  n°  II), 
Cic.  ed  a. 

ara  trulli,  i,  n.  (aro),  aratro,  vomere,  sub- 
igere  terram  aratris,  Cic:  alqm  ab  aratro  ar- 
cessere,  Cic. 

Aratus,  i,  m.  ("Apa-coc;),  poeta  greco,  au- 
tore di  mi  poema  astronomico  (intitolato  «fcai- 
vó|isva)  che  Cicerone  e  Cesare  Germanico  tra- 
dussero in  latino.  Deriv.:  Araleus,  a,  uni, 
('Apctxsioc;),  di  Arato,  nostra  quaedam  Aratea, 
i  3>aivó{ieva  di  Cicerone,  Cic:  II)  celebre  ca- 
pitano greco  nativo  di  Sidone,  fondatore 
della  lega  Achea. 

Araxcs,  is,  acc.  en  e  em,  m.  ('Apa^g), 

I)  fiume  dell'Armenia  maggiore,  ora  Aras, 

II)  il  fiume  pia  importante  della  Persia,  il 
quale  scorreva  presso  a  Persepolì,  ora  Bend- 
Emir. 

Arbcla,  òrum,  n.  ("App?jXa),  città  nel- 
l'Adiabene,  regione  dell'Assiria,  ove  Dario 
fu  vinto  da  Alessandro,  ora  Arbil  o  Erbil. 

arbita,  V.  arbutum  (alla  fine). 

arbiter,  tri,  m.  (da  ar  =  ad  e  bitere,  an- 
dare), I)  testimonio  presen te,  testimonio  auri- 
colare, 0  oculare,  spettatore,   osservatore,  loCUS 

ab  arbitris  remotus,  Cic.  sine  arbitro  o  arbitris, 
Liv.:  remotis  arbitris,  Cic.  II)  come  1. 1.  giuri- 
dico, arbitro ,  mediatore ,  paciere,  giudice  se- 
condo l'equità  e  secondo  ragione   (all'  incontro 

il  judex,  secondo  le  leggi),  arb.  litis,Cic:  alqm 
arbitrum  adigere,  Cic.  :  arbitrum  sumere,  Cic: 
dare  arbitrum,  Cic:  esse  in  alqd  arbitrum,  Cic: 
liti  alqo  arbitro,  Cic:  nihil  ad  id  quidem  ar- 
bitro aut  judice  opus  est,  Liv.,  —  trasl.,  1)  di 

Ogni  specie  di  COSe,  arbitro,  mediatore,  Cic: 

formae  (di  Paride),  Ov.:  pugnae,  giudice  della 
lotta,  Hor.:  luxuriae  et  voluptatium,  Sen.:  ele- 
gantiae  (in  cose  di  gusto),  Tac.  2)  (in  quanto 
che  l'arbitro  giudica  secondo  il  silo  senno) 
trasl.,  ingenere:  colui  che  domina  liberamente 
sopra  q.c,  che-comanda,  che  dispone,  signore, 
arbitro,  dominatore  di  q.c,  imperii,  Ov.:  irae  Ju- 
nonis,  esecutore,  Ov.:  bibendi,  colui  che  con 
dadi  veniva  eletto  «  re  del  convito  »,  simpo- 
siarca,  il  quale  stabiliva  la  grandezza  e  il 
numero  delle  coppe,  la  proporzione  dell'acqua 
e  del  vino,  Hor.:  Adriae  (del  vento  australe), 
che  là  domina  sopra  il  mare,  Hor.:  rerum, 
Tac:  pacis  ac  belli,  Justin. 

arbitra,  ae,  f.  (arbiter),  I)  colei  che  è  con- 
sapevole, che  è  testimone,  Hor.  epod.  5,  hO, 
II)  arbitra,  Sen.  ep.  66,  35. 

arbitratile,  ùs,  m.  (arbitror),  parere  = 

talento,  proprio  giudizio,  libera  volontà,  arbitrio, 

vivere  suo  arbitrati!,  Cic:  cujus  arbitratu  (coi 
principii  del  quale)  sit  educatus,  Cic:  partic. , 

potere  illimitato,  Sali,  e  Liv. 

arbitriuui,  li,  n.  (arbiter),  sentenza  dei- 
Varbitro,  Cic.  ed  fi.:  trasl.,  a)  ogni  sentenza  se- 
condo il  proprio  senno,  libera  decisione,  arbitrio, 

victoris,  Curt.:  victoriae  (sopra  la  città),  Curt.: 


217 


arbitro 


Arcesilas 


218 


ejus  arbitrio,  Nep.  :  libera  arbitria  o  soli,  ar- 
bitria,  alcjs  rei,  o  de  alqo  agere,  decidere  lìbe- 
ramente intorno  a  qualcosa  o  qualcuno,  det- 
tar leggi,  Liv.  e  Curt.:  arbitrium  regni  agere, 
far  da  autocrate,  Tac:  arb.  salis  vendendo,  la 
decisione  arbitraria  del  prezzo  del  sale,  Liv.: 
res  abopinionis  arbitrio  sejunctae,jper  le  quali 
non  si  decide  secondo  mere  opinioni,  Cic:  ar- 
bitria funeris,  le  spese  convenienti  per  il  fune- 
rale, Cic.  b)  libera  disposizione,  libero  volere, 
arbitrio,  talento,  proprio  parere,  potere  illimi- 
tato, libero  potere,  parentum,  Curt.:  arbitrio  suo 
o  suo  arbitrio,  Cic.:  arbitrio  matris,  Ov.:  ad 
arbitrium  suum  imperare,  Caes.:  vitam  alieno 
arbitrio  dimittere,  Nep.  :  non  vestri  arbitrii 
erit,  si  etc,  Liv. 

arbitro,  are,  V.  arbitror  (alla  fine). 

arbitror,  àtus  sum,  ari  (arbiter),  I)  pren- 
dere in  considerazione,  ponderare,  Ter.  eun.  979. 
II)  ritenere  quasi  Certo,  credere,  stimare,  es- 
sere  di   opinione,   ritenere   secondo   la   miglior 

scienza  e  coscienza  (contr.  scire,  alci  persuasum 
esse),  come  t.  t.  nella  deposizione  dei  testi- 
moni, arbitror,  Cic.  ed  a.:  e  generic.  di  opi- 
nioni soggettive,  hoc  cum  ceterae  gentes  sic 
arbitrantur,  tum  ipsis  Siculis  ita  persuasum 
est,  ut  etc,  Cic:  col  doppio  acc.  qui  se  natos 
ad  homines  jurandos,  tutandos,  conservandos 
arbitrantur,  Cic:  colìacc.  e  Z'infin.  minimum 
in  se  esse  arbitratur,  Cic:  assol.  ut  arbitror, 
Cic  forma  attiva  imperai,  arbitrato,  Cic.  de 
nat.  deor.  2,  74:  passiv.  arbitrabantur,  Caes. 
b.  e  3,  6,  3:  arbitrari,  Cic  ad  Att.  1,  11,  2. 

arbor  (accanto  a  arbòs),  oris,  f.,  albero, 
I)  propr.:  fìci,  Cic:  abietis,  Liv.:  Jovis,  quer- 
cia, Ov.:  Phoebi,  lauro,  Ov.:  Palladis,  ulivo, 
Ov.  :  arbor  pomifera,  Plaut.  :  arbores  majo- 
res  et  magis  ramosae,  Liv.:  arbores  caedere 
(tagliare),  Cic:  excisa  est  arbor,  non  evulsa, 
Cic  II)  meton.:  V albero  =  ciò  che  si  fa  con 
esso,  a)  albero  della  nave,  mali,  Verg.:  comun. 
solo  arbor,  p.  es.  cum  curvatur  (s'incurva) 
arbor,  gubernacula  gemunt,  Plin,  ep.  b)  remo, 
Verg.  Aen.  10,  207,  e)  nave,  Pelias,  la  nave 
Argo,  Ov.,  her.  12,  8. 

arboreti^  a,  uni  (arbor),  I)  appartenente 

ad  un  albero,  arboreo,  fetus,  frutto   di  alberi, 

Verg.:  folia,  Plin.  II)  simile  ad  albero,  cornua, 
ramose,  Verg. 
arbòs,  V.  arbor. 

1.  arbuscìila,  ae,  f.  (dimin.  db" arbor),  ar- 
busto, Varr.  e  Col. 

2.  Arbuscìila,  ae,  f.,  mima  dei  tempi  di 
Cicerone. 

arbllStlim,   i,    n.   (arbor),   piantagione  di 

«uberi,  in  gen.,  e  partic.  di  olmi,  per  tirarvi 
su  le  viti,  quindi  spesso  imiti,  vineae  et  ar- 
busta,  arbusta  vineaeque,  Cic  ed  a. 

arbuslus,  a,  uni  (arbos  per  arbor),  pian- 
tato ad  alberi,  ager,  Cic  de  rep.  5,  3. 

arbìiteus,  a,  urti  (arbutus),  di  corbezzolo, 
crates,  Verg.:  fetus,  Ov. 

arbutum,  i,  n.(arbutus\  I)  frutto  del  cor- 
bezzolo, corbezzolo,  Lucr.  e  Verg. 

II)  rami  del  corbezzolo  insieme  col  frutto, 
germogli  del  corbezzolo,  Verg.   gè.   3,    301;  4, 

181.  —  Plur.  forma  second.  arcaica,  arbita, 
Lucr.  5,  938  e  962. 


a  rhil  I  11  S,  i,  f.  corbezzolo,  melo  selvatico,  Verg. 

Col.  ed  a. 

arca,  ae,  f.  (radice  AEC,  donde  anche 
arceo),  I)  ripostiglio  per  rinchiudere  (oggetti), 

armadio,  scrigno,  cassa,  1)  in  gen.l  ex  illa  olea 

arcani  esse  factam  eoque  conditas  sortes,  Cic: 
arca  ingens  variorum  venenorum  piena,  Suet. 
2)  generic:  a)  feretro,  bara,  operculum  arcae, 
Liv.:  arca  lapidea,  Liv.  :  cadavei  a  portanda  lo- 
care in  arca,  Hor.  b)  grande  saligno  guernito 
di  metallo,  dove  i  ricchi  custodivano  il  loro 
denaro,  cassa,  scrigno,  forziere,  multum  differt 
in  arcane  positum  sit  argentum  an  in  tabulis 
debeatur,  Cic:  mihi  plaudo  ipse  domi  simulac 
numeros  contemplor  in  arca,  Hor.:  meton.: 
tassa  =  denaro  nello  scrigno,  arcae  nostrae 
confìdito,  Cic  II)  piccola  e  stretta  cella  per  i 

carcerati,  Cic  Mil.  61. 

Arcades,  dum,  acc.  des  e  das,  m.  (\Ap- 
xaSes),  g  li  abitanti  dell'Arcadia,  Arcadi,  sing. 
Arcìis,  cadis  e  (grec.)  cados,  acc.  cadem  e 
(grec.)  cada,  m.  ('Apxds,  dòo<;),  un  Arcade, 
poet.  anche  attributivo = arcadico* — Deriv.: 
1)  Arcadia,  ae,  f.  ('ApxaSÉa),  Arcadia,  la 
parte  centrale  del  Peloponneso,  2)  Arca- 

liiCUS,  a,   Um  (\Apxa6lXÓ£)  arcadico,  3)  Ar- 

ciidTus,  a,  um  ("Apudòioc,),  arcadico,  dea, 
cioè  Car menta,  la  quale  dall'Arcadia  venne 
in  Italia,  Ov.:  virgo,  la  ninfa  Aretusa,  Ov.: 
deus,  Pane,  Prop. 

arcano,  avv.,  V.  arcanus  n°  II,  b. 

Arcanuiii,  i,  n.  podere  di  Q.  Cicerone, 
a  mezzogiorno  di  Arpino,  nel  Lazio. 

arciin us,  a,  um  (arca,  arceo),  origin. 
chiuso;  trasl.,  I)  segreto,  di  uomini;  poet., 

110X,   tacita  notte,  Ov.  II)  segreto,   nascosto, 

Consilia,  Liv.:  quicum  arcana,  quicum  occulta 
omnia,  Cic:  partic:  anche  nel  linguaggio  re- 
ligioso, segreto,  misterioso,  sacra,  Ov.  e  Tac: 
foedus,  Tac  —  Quindi:  a)  sost.,  arcanum,  i,  n., 
segreto,  mistero,  comun.  al  plur.,  arcana  cre- 
dere libris,  Hor.:  arcana  ejus  elicere,  Liv.,  ar- 
cana imperii  et  dominationis,  i principi  segreti 
del  reggimento  monarchico,  b)  avv.  arcano, 
segretamente,  di  nascosto*  hunc  (librum)  lege 
are  convivis  tuis,  Cic:  are  cum  alqo  colloqui, 
Caes. 

Arcìis,  cadis,  m.  V.  Arcades. 

arceo,  cui,  ère  (dalla  radice  AKC,  da  cui 

anche  arca),  I)  serrare,  rinchiudere,  trattenere, 

1) propr.:  rlumina,  Cic:  alvus  arcet  et  continet 
quod  recipit,  Cic.  2)  trasl.,  arceri  otii  fìnibus, 

Cic  de  har.  resp.  4.  Il)  impedire  Vadito,  tenere 
lontano,  Ai  allontanare,  tener  lontano,  impedire, 

stornare,  costr.  oc)  col  solo  acc,  copias  hostium, 
aquas  pluvias,  Cic:,  seguito  dall'  infìn.,  Ov.  e 
Tac:  assol.,  arcuit  omnipotens,  Ov.  p)  coll'acc. 
seguito  da  ab  (=  da)  alqm  ab  injuria,  Cic: 
aetatem  a  libidinibus,  Cic.  y)  coll'acc.  seguito 
dal  solo  abl.  (da),  hostem  Gallià,  Cic:  alqm 
Italia,  bandire  dall'Italia,  Tac;  alqm  aditu, 
Cic.  d)  alqd  alci,  tener  lontano  qualcuno  da 
qualcosa,  hunc  (oestrum)  arcebis  pecori,  Verg. 

gè.  3,  155.  B)  tener  lontano  proteggendo,  pro- 
teggere contro  qualcosa,  difendere,  alqm  funesto 
veterno,  Hor.:  classes  aquilonibus,  Hor.:  alqm 
periclis,  Verg. 

Arcesilas,  ae,  m.  ('ApxeatXag),  filosofò 
greco,  nativo  di  Pìtane  in  Eolia,  discepolo 


219 


arcessitor 


arcuo 


220 


di  Polentone  Accademico,  fondatore  dell'Ac- 
cademia media  ;  fiorì  verso  il  300  av.  Cr. 

arcessltor,  òris,  m.  (arcesso),  colui  che 
chiama  o  che  "prende  a  se,  Plin.  ep.  5,  6,  45. 

arcessTtìis,  abl.  ù,  m.  (arcesso),  il  chia- 
mare, prendere  a  se,  richiesta,  ipsius  rogatu 
arcessituque,  dietro  la  sua  preghiera  ed  in- 
vito, Cic.  de  nat.  deor.  1,  15. 

arcesso,  Ivi,  Itum,  ere  (causat.  di  accedo, 
come  incesso  di  incedo),  far  sì  che  qualcuno 
venga  a  noi:  quindi  far  venire  qualcuno  o  q.c, 
chiamare,  I)  in  gen.:  a; propr.:  alqm  in  pa- 
triam,  Cic:  alqm  ex  Graecia,  Liv.:  alqm  lit- 
teris,  Liv.  b)trasl.:  bellum,  tirarsi  addosso, 
sobbarcarsi  a,  Liv.:  causam  sibi  mortis,  Yal. 
Max.:  quies  molli  strato  arcessita,  procurata, 
Liv.:  gloriam  ex  periculo,  procacciarsi,  acqui- 
stare, Curt.  II)  partici  1)  prendere,  cercare 
un  argomento,  un  pensiero  da  qualche  luogo, 
a  capite,  Cic:  are.  orationi  splendorem,  Cic: 
fabulas  longe,  Phaedr.  :   quindi  arcessitus, 

preso  con  forza,  violentemente,  costretto,  ricer- 
cato, dictum,  Cic:  focus,  Suet.:  mors,  Plin.  ep. 
2)  evocare  qualcuno  dal  mondo  dei  morti,  ma- 
nes  conjugis,  Verg.  Aen.  6,  119,  3)  come  t.  t. 

del  linguaggio  giuridico,  trarre,  chiamare  in 
giudizio,  quindi  generic  ,  accusare,  incolpare, 

alqm  eodem  crimine  in  summum  capitis  peri- 
culum,  Cic:  alqm  judicio  capitis  o  soli,  capitis, 
Cic:  pecuniae  captae,  Sali.  —  Infin.  pres. 
pass,  anche  arcessiri  e  paragog.  arcessier. 

Archelaus,  i,  m.  ('ApxéXaog),  I)  filosofo 
greco  di  Mileto,  discepolo  di  Anassagora;  se- 
condo alcuni,  maestro  di  Socrate.  II)  figlio  na- 
turale del  re  di  Macedonia  Pcrdicca  li,  re  di 
Macedonia  dal413  av.  Cr.;  amico  diEuripide. 
Ili)  generale  di  Mitridate  il  Grande,  oriundo 
dalla  Cappadocia,  segnalatosi  spec.  nella 
guerra  mitridatica  contro  Siila.  IV)  figlio 
del  precedente,  sposo  di  Berenice:  nella  lotto, 
contro  il  suo  suocero  cacciato,  Tolomeo  Au- 
lete, re  di  Egitto,  e  il  suo  difensore  A.  Ga- 
binio,  proconsole  della  Siria,  perde  la  vita. 

arclictypum  (-on),  i,  n.  (àpxéxouovj,w- 

chetipo,  origituile,  Plin.  ep.  5,  10  (15),  1. 

Archias,  ae,  m.  ('Apx^ag),  I)  Aulus  Li- 
cinius  A.,  poeta  greco  di  Antiochia,  celebre 
per  la  difesa  che  di  lui  fece  Cicerone.  II)  noto 
falegname;  donde:  ArcEiiàcus,  a,  um,  di 
Archia,  lecti,  una  specie  di  sofà  da  pranzo, 
Hor.  ep.  1,  5, 1. 

Archtlttclius,  i,  m.  (\Apx&oxos)>  noio 
poeta  greco  di  Paro,  contemporaneo  di  Ro- 
molo, o  piuttosto  di  Tullio  Ostilio,  fiorito 
circa  Va.  688  av.  Cr.,  pregiato  dagli  antichi 
come  un  secondo  Omero,  per  avere  inventato 
e  scritto  nei  giambi  la  mordace  poesia  sati- 
rica. —  Deriv.  :  Arcliilochlus,  a,  um,  ar- 
chiiochio,  e  appellat.=  pungente,  edicta,  Cic. 
ad  Att.  2,  21_,  4. 

Ar  chini  ed  cs,  is,  m.  ("Apxip^Svjs)  celebre 
matematico  e  meccanico,  nato  Va.  287  av.  Cr., 
ucciso  da  un  soldato,  quando  Siracusa  fu 
presa  da  Marcello  (212  av.  C). 

arcllTlllTlllUS,  i,  m.  (àpx,tpx{XO£) f  archi- 
mimo,  Suet.  Vesp.  19. 

archipTrata,  ae,  m.  (àpx.ircs'.pax'/js),c«2>o 
dei  cor  sari  [lat.  puro  praedonum  dux),  Ciccia. 

architectdnTcc,  ès,f.  (àpy^xsxxcvixTj  se. 


Téxvyj),  Varte  del  costruire,  architettura,  Quint. 

2,21,8. 
architector,  àtus  sum,  ari  (architectus),. 

costruire,  innalzare,  edificare  artisticamente,  se- 
condo le  regole  delV architettura,  Cornif.  rhet- 
3,  32;  trasl.,  procurare  con  arte,   voluptates. 

Cic.  de  fin.  2,  52. 
architectura,  ae,  f.  (architectus),  teorica 

del  costruire,  architettura  (contr.  fabrica,  pra- 
tica), CiC  de  off.  1,  151. 

architectus,  i,  m.  (==  àpxtxsxxcov),  I)  ar- 
chitetto, in  senso  elevato,  Cic.  ed  a.  II)  trasl , 

fondatore,  inventore,  autore,  creatore,  promotore, 

arcli.  paene  verborum,  Cic:  inventor  veritatis 
et  quasi  arch.  beatae  vitae,  Cic:  princeps 
atque  arch.  sceleris,  Cic 

archluiii,  i,  n.  (àp^eìov),  archivio,  Mela 
ed  a. 

archou,  ontis,  m.  (àp^wv,  dominatore)r 
arconte,  la  più  alta  magistratura  in  Atene 
dopo  Vaboliz.  della  dignità  regia,  Cic  e  Veli. 

Archytàs,  ae,  m.  ('Ap/óxag),  di  Taranto, 
segnalato  per  il  suo  carattere  personale,  non 
meno  che  come  uomo  di  Stato,  capitano,  filo- 
sofo pitagorico  e  matematico  (dal  400-365 
av.  Cr.). 

ArcTteneus(Arquit.),  entis  (arcuse  teneo)r 

arciere,  sagittario,  a)  epiteto  di  Apollo,  Verg. 

e  Ov.  b)  una  costellazione,  Cic  Arai  182 
e  405. 

arde,  V.  arte. 

arcto,  are,  V.  arto. 

Arctophjfiax,  acos,  m.  (àpxxocpóXag),  co- 
stellazione =  Bootes  (V.)  Cic.  poét.  de  nat. 
deor.  2,  109. 

Arctos,i,  acc.  on,nom.plur.  oe,  f.(apxxog)r 
I)  l'Orsa,  due  costellazioni  dell'emisfero  bo- 
reale (quindi  geminae),  O,  maggiore  e  minore, 

Vitr.  e  sp>esso  nei  poeti:  a  motivo  della  loro 
situazione  settentrionale,  gelidae  Arctoe, 
Verg.  :  poiché  non  tramonta  nel  nostro  emi- 
sfero, immunis  o  expers  aequoris,  Ov.,  e  me- 
tuens  aequore  tingi,  Verg.:  j mieta  aquilonibus 
Arctos,  poei.  =  polo  nord,  Ov.  :  opacam  exci- 
pere  Arcton,  poet.  =  stare  a  settentrione, 
Hor.  II)  trasl.  =  notte,  Prop.  2,  22,  25. 

Arcturus,  i,  ra.  (àpxxoòpog),  I)  la  stella 
più  fulgida  della  costellazione  Bootes,  vicino 
alla  coda  delV  Orsa  maggiore,  secondo  V opi- 
nione degli  antichi,  di  grande  influsso  sul 
tempo,  poiché  al  sorgere  e  al  tramontare  di 
essa,  infuriano  le  più  violenti  tempeste,  Cic 
poét.  ed  a.:  sub  ipsum  Arcturum,  verso  il 
sorgere  di  A.,  Verg.  II)  trasl.,  l'intera  costel- 
lazione di  Bootes  (V.)  Verg.  gè.  1,  204. 

1.  arctus,  a,  um,  V.  artus. 

2.  Arctus,  i,  V.  Arctos. 

arcuàtus  e  arquàtus,  a,  um  (arcu's), 

curvato    ad   arco,  arcuato,   0  provveduto  di  un 

arco,  currus,  Liv.:  opus,  arco,  volta,  Plin.  ep.: 
laqueata  arquataque  tecta,  Lucr. 

arcala,  ae,  f.  (dimin.  di  arca),  piccolo 
armadio,  arculae  muliebres,  scrignetti,  Cic: 
ex  arcula  prolata  vestis,  Sem:  qui  velut  ad 
arculas  (casse  di  munizioni)  sedent  et  tela 
agentibus  subministrant,  Quint.  :  trasl.,  di 
linguaggio  ornato,  omnes  ejus  discipulorum 
arcidae  (cassette  di  colori),  Cic. 

ai'CliO,  are  (aiCUSJ,  i>iegure  ad  arco,  incur- 


221 


arcus 


ardesco 


222 


vare,  aìV attivo  solo  rifl.  arcuare,  al  passiv.  in 
senso  medio,  arcuali,  inculcarsi  ad  arco, 
Araxes  arcuato  arane  descendit,  Mela,  3,  5,  5 

arcus,  are.  arquus,  us,  m.  1)  arco,  a)  per 
scoccare  la  freccia,  arcum  intendere,  Cic, 
o  adducere,  Verg.  :  arcus  Haemonii,  il  sagit- 
tario come  COStellazione,  Ov.  b)  arcobaleno, 
Cic.  ed  a.  ;  in  questo  senso  anche  arcus  cae- 
lestis,  Plin.,  pluvius,  Hor.,  irabrifer,  Tibull. 
e)  volta,  Ov.  :  anche  arco  trionfale,  Tac. 
II)  trasl.  :  1)  Ogni  incurvatura  ad  arco,  delle 

spire  del  serpente,  della  incurvatura  dei  seni 
di  mare,  Ov.  :  della  incurvatura  del  porto, 
Verg.:  della  spalliera  della  sedia,  Tac.  2)  ge- 
neri e.  come  t  t.  di  matematica,  arco  di  cir- 
colo, Sen.  ed  a.  :  quinque  arcus,  i  cinque  pa- 
ralleli del  globo  terrestre,  i  quali  limitano  le 
zone,  Ov.  —  Genit.  sing.  arcaico  arqui,  Lucr. 
5,  526.  Cic.  de  nat.  deor.  3,  51. 

arda  Ilo,  onis,  m.(da  ardeo),  che  opera  con 
zelo,  sollecitamente,  scioperone,  affaccendato, 
faccendiere,  Phaedr.  2,  5,  1. 

1.  ardea,  ae,  f.  airone,  Verg.  gè.  1,  364. 

2.  Artica,  ae,  f.  fApSéa),  città  dei  Mutali 
e  una  volta  capitale  del  regno  di  Turno; 
uno  dei  luoghi  più  antichi  del  Lazio,  sopra 
una  rupe  circondata  da  paludi,  in  una  delle 
contrade  più  malsane  del  Lazio,  colonizzata 
da  Roma.  —  Deriv.:   a)   Ardcas,  àtis, 

pertinente    ad  Ardea,    di  Ardea;   SOSt.   plur., 

Ardeates,  ium,  m.  gli  abitanti  di  Ardea,  gli 

Ardeati,  LÌV.  b)  ArdeàfilUS,  a,  UHI,  perti- 
nente ad  Ardea,  foedus,  con  Ardea,  Liv.:  sost. 
solt.  Ardeatinura,  i,  n.  un  podere  presso  Ar- 
dea, Sen. 

ardclìo,  V.  Ardalio. 

ardens,  entis,  part.  agg.  col  compar.  e 

superi,  (da  ardeo),  ardente,  rovente,  I)  propr.l 
carbones,  Val.  Max.:  cibi,  boleti,  Sen.  II)  trasl. 
1)  estens.,  a    degli  occhi,  ardente,  splendente, 

oculi,  Verg.:  ardentes  crudelitate  simul  ac  su- 
perbia oculi,  Sen.  rhet.:  fiamma  lumina  ar- 
dentia,  per  Vira,  Sen.  b)  del  colore,  splen- 
dente, lucente,  (apes)  ardentes  auro,  dal  corpo 
splendente  di  oro,  Verg.  e)  del  vino,  forte, 
generoso,  Falernum,  Hor.   2)  intens.,  a)  di 

moto    appassionato,    ardente,    focoso,    acceso, 

veemente,  violento,  odium,  Liv.  :  virtus,  Verg.  : 
amores  sui  (per  sé),  Liv.  :  avaritia,  Cic.  :  ar- 
dentes in  alqm  litterae,  spiranti  fuoco  e 
fiamma,  Cic:  eam  raortem  ardentiore  studio 
petere>  Cic:  ardentissimus  amor,  Quint.:  di  un 

essere  Vivente,  ardente,  di  zelo,  di  desiderio  di 

combattere,  d'ira,  Verg.  ed  a.:  pater,  adirato, 
Hor.:  juvenis  ardentis  animi,  Liv.:  ardentes 
equi,  Verg.:  ardentissimus  dux,  Fior,  b)  del 
discorso,  ecc.,  veemente,  focoso,  oratio,  actio, 
Cic:  orator,  Cic  :  verbum  aliquod  ardens,  ut 
ita  dicam,  una  espressione,  per  così  dire,  en- 
tusiastica, Cic. 

ar dealer,  avv.  (ardens),  ardentemente, 
focosamente,  cupere,  Cic:  ardentius  sitire,  Cic: 
ardentissime  diligere,  Plin.  ep. 

ardeo,  arsi,  arsura,  ère,  essere  ardente, 
ardere,  bruciare,  I)  propr.  :  ardentes  faces, 
Cic:  vis  lignorura  ardens,  Liv.:  ardens  lucerna, 
Val.  Max.:  largior  arsit  ignis,  Hor.:  marp  nrsit 
eo  anno  (come prodigio),  Liv. —  di  cose  com- 


bustibili, generic.  di  edifizi,  bruciare,  avvam- 
pare, abbruciare,   essere  incendiato,   ardet  do- 

mus,  Cic  :  ardet  paries  proximus,  Hor.  :  ardet 
Carthago,  Liv.  :  septem  tabernae  arsere,  Liv.  : 
XL  milla  librorum  Alexandriae  arserunt,  Sen. 
generic,  di  pers.,  qualcuno  (=  la  casa,  le 
sostanze  di  qualcuno)  avvampa,  sedulus  ho- 
spes  paene  arsit,  Hor.  :  jam  proximus  ardet 
IJcalegon,  Verg.:  fulmine  ictus  cum  domo  sua 
arsit  (abbruciò),  Eutr.  —  del  focolare,  al- 
tare, ecc.  sìa,  cui  arde  il  fuoco,  ardere,  ardent 
altaria,  Verg.:  caput  arsisse  Servio  Tullio 
dormienti,  Cic  —  dell'Etna,  in  cui  arde  il 
fuoco,  ardere,  Cic  e  Ov.  —  di  sostanze  in- 
combustibili, ardere,  essere  infocato,  jam  ra- 
pidus  Sirius  ardebat,  Verg.  :  cum  aliae  terrae 
nimio  fervore  solis  ardebant,  Justin.  cfr. 
ardens  n°  I.  II)  trasl.:  1)  estens.,  a)  degli 

Occhi,  ardere,   scintillare,  splendere,  Plaut.    e 

Cic;  cfr.  ardens  (ri'  II,  1,  a),  b)  di  colore 

Splendente,  acceso,  rifulgere,  splendere,  sma- 
gliare, ardebat  murice  laena,  Verg.  :  apes  auro 
ardent.  Verg.  2)  intensivo,  di  tutto,  ciò  che  è 
violentemente  agitato  dalla  passione,  ardere, 
consumarsi,  per,  ecc.,  a)  del  corpo  e  delle  sue 
parti:  podagrae  doloribus,  essere  tormentato, 
Cic:  cura  omnes  artus  ardere  (se  dolore)  vi- 
derentur,  Cic.  b)  dei  nostri  affetti,  delle  nostre 
passioni,  amore,  dolore,  furore,  Cic:  iracundià, 
Ter.:  odio  vestii,  Cic.  :  cupiditate,  Cic.  :  desi- 
derio, Cic  :  di  pers.,  ardet  et  iram  non  capit 
ipsa  suara  Progne,  Pr.  è  accesa  d'ira,  ecc., 
Ov.:  di  oratori,  essere  fuoco  e  fiamma, 

Cic:  e  ardere  ad  0  in  COll'aCC,  ardere,  deside- 
rare ardentemente,  ad  ulciscendum,  Caes.  :  in 
arma,  in  proelia,  Verg.:  in  caedem,  Tac:  e 

ardeo  seguito  dall'infin.  —  io  ardo  dal  desi- 
derio, Verg.  e  Ov.  :  parimenti  animo  ardeo 
coZ/'infin.,  Sali.  —  Partic.  essere  preso  da 

passione   amorosa,  amare  ardentemente,  arde- 

bant  ambo,  Ov.:  e  ardere  alqà  o  in  alqà  o  alqam, 

essere  acceso  di  amore,  ardere  per,  ecc.,  Verg. 

e  Ov.  c)  degli  affetti,  delle  passioni  d'altri, 

rivolti  contro  di  noi,  essere  fortemente  aggra- 
vato da,  ecc.,  invidia,  essere  crudelmente 
odiato,  Cic:  ardebat  et  crudelitatis  et  iniqui- 
tatis  infamia,  l'ignominia  della  sua  crudeltà 
e  iniquità  gravava  su  di  lui,  Plin.  ep.  d)  di 
congiure,  guerre  e  simili,  quando  scoppiano, 
ardono,  cum  arderet  conjuratio,  Cic:  Galliam 
ardere,  essere  in  fermento,  Caes.:  cum  arderet 
Syria  bello,  come  la  fiamma  della  guerra  si 
fu  accesa  nella  Siria,  Cic. 

ardesco,  arsi,  ere  (incoat.  di  ardeo),  es- 
sere in  fiamme,  avvampare,  accendersi,  I)  propr.: 
arsit  arundo,  Verg.  :  e  diventar  rovente,  ar- 
dere, patulam  latitudinera  graviore  aestu 
ardescere,  Tac   II)  trasl.:  1)  estens.,  a)  dei 

raggi  di  luce,  risplendere,  scintillare,  fulminei» 

ignibus  ardescunt  undae,  Ov.  b)  della  punta 
lampeggiante  della  spada,  pugionem  in  rau- 
cronem  ardescere  jussit,  di  afflare  in  punta, 
Tac  e)  di  pers.,  cum  per  haec  atque  talia 
Marcellus,  ut  erat  torvus,  voce  vultu  oculis 
ardesceret,  spirasse  fiamme  dalla  voce,  dal 
volto,  dallo  sguardo,  Tac.  2)  intensiv.,  essere 
acceso  da  una  passione,  caede,  Ov.:  libidinibus, 
Tac:  tuendo  (collo  sguardo),  Verg.  :  in  iras, 
Oy.  :  in  nuptias  inecstas,  Tac.  —  assol.  fre- 


223 


ardor 


mitus  ardescit  equorum,  Verg.:  questus  arde- 
s  ebant,  Tac:  proelium  atrox  arsisset,  Tac. 
ardor,  òris,   m.  (ardeo),  incendio,  fuoco, 

fiamma,  vampa,  (l'avvampare),  I)  propr.'.  solis, 

Cic:  caeli,  cielo  infuocato  e  rosseggiante, 
Cic.  :  plur.  nimii  solis  ardores,  Cic.  :  aèris  so- 
nitus  et  ardores,  il  rintronare  e  V avvampare 
(tuono  e  lampi),  Cic.:  trabes  et  globi  et  faces 
et  ardores  (V avvampare  del  cielo),  Sen.  — 
partic:  clima  caldo,  ardore(i),  Libanus  iiiter 
tantos  ardores  opacus,  Tac:  e  la  zona  torrida, 
procul  ab  ardoribus,  Sali.  II)  trasl.:  1)  estens., 

a)   il  lampeggiare,    lo   splendere   degli  occhi, 

ardor  oculorum,  Cic:  anche  del  fuoco  che 
spira  dal  volto,  in  genere;  ardor  vultuum 
atque  motuum,  Cic  :  ardor  oris,  Veli,  b)  ful- 
gore, splendore  del  colore,  ardor  stellarum, 
Cic  2)  intensiv.,  a)  di  ogni  genere  di  pas- 
sione, fuoco,  ardore,  desiderio  vivo,  ardente, 
zelo,  coraggio  focoso,  entusiasmo,  ardor  ili  e   me 

urget,  inquietudine  affannosa,  Cic:  ardor  et 
vis,  vivo  entusiasmo,  Tac.  —  col  genit.  sogg., 
cupiditatum,  Cic:  animi,  animorum,  Liv. : 
aiiimorum  et  armorum,  Cic:  militum,  Liv.: 
civium,  furore,  sedizione,  Hor.  :  belli,  Liv.  — 
col  gerund.  genit.,  edendi,  ardente  bramosia 
di  cibo,  Ov.  :  pugnandi,  Liv.  -  con  ad  e 
Z'acc,  mentis  ad  gloriam,  Cic  :  ad  bellum  ar- 
maque,  Liv.:  tantus  ardor  animi  ad  dimican- 
dum  utcumque  erat,  ut,  etc,  Liv.  —  partic, 

ardore  amoroso,  passione  ardente  (della  per- 
sona innamorata),  Tibnll.  e  Ov.  :  e  col  genit. 
ogg.,  virginis,  per  la  fanciulla,  Ov.  e  Hor.  :  e 
meton.,  V oggetto  ardentemente  amato,  fiamma, 

Ov.  met.  14,  683.  b)  V essere  fortemente  aggra- 
vato da  una  cosa,  in  maximo  infamiae  suae 
ardore,  per  la  grande  ignominia  che  pesa 
così  gravemente  su  di  lui,  Val.  Max.  8,  1, 
abs.  3. 

A  rd  tienila,  ac,  f.  (silva),  selva  nella  Gallia 

Belgica,  Ora  selva  Ardennu, 

arduus,  a,  um  [radice  AR,  greco  AP,  da 
cui  anche  area  e  apoci  [pertinente  ad  a'ópco]), 
erto,  ripido,  I)  propr.  :  a)  di  luoghi  (contr. 
planus,  pronus):  Collis,  Liv.:  oppidum  erat 
diffìcili  ascensu  atque  arduo,  Cic.  :  Collis  aditu 
arduus,  Liv.  :  in  ascensum  ardui  colles,  Sen.  : 

SOSt.  ai'duum,  ì,  n.  luogo  O  punto  erto,  altura 
ripida,  scoscesa,  al  sing.  (solo  con  prepos.), 
per  arduum  ducuntur,  Liv.  :  plur.,  ardua  et 
rectae  prope  rupes  (opp.  placide  acclives  ad 
quendam  finem  colles),  Liv.  :  ardua  terrarum 
et  campi,  Verg.  b)  (poet.)  di  altri  oggetti: 
aether,  di  un' altezza  vertiginosa,  Ov.:  cedrus, 
che  si  erge  alto  nell'aria,  Ov.  :  sese  arduus 
infert  (Turnus),  portando  alta  la  cervice, 
Verg.  II)  trasl.,  diffìcile  a  intraprendersi,  a 
raggiungersi,   a  superarsi,  a  sopportarsi, 

oltremodo  difficile,  altamente  faticoso,  somma- 
mente gravoso,  pesante,  magnum  opus  et  ar- 
duum  o  et  difficile,  Cic.  :  res  arduae  ac  diffi- 
ciles,  Cic:  imprimis  arduum  videtur  res  gestas 
scribere,  Sali.:  quae  parare  et  quaerere  arduum 
fuit,  Liv.  :  quia  id  arduum  factu  erat,  Liv.  : 
assol.,  come  incidente,  est  eriim  arduum  (poi- 
ché è  un  compito  sommamente  difficile),  Cic: 

SOSt.,  arduum,  i,  n.  ciò  che  è  sommamente  diffi- 
cile, nil  mortalibus  ardui  est,  niente  è  troppo 
difficile,  non  raggiungibile  per  i  mortali, 


arenò  224 

Hor.:  plur.,  ardua  molimur  (abbiamo  davanti 
un'opera  sommamente  diffìcile),  Ov. 

area,  ae,  f.  (radice  AR,  greco  AP,  da  cui 
anche  arduus  e  àpat,  [pertinente  a  aipo]). 
luogo  liber%posto  in  alio,  superficie,  I) propr.: 
A)  ingen.:  pianissima  campi  area,  Ov.  B)  par- 
tic:  1)  luoghi  liberi  e  piani  nella  città,  sul 
genere  dello  square  inglese,  che  formavano 
quasi  il  contcrno  di  templi  e  palazzi,  ar.  Ca- 
pitoni, Liv.,  ma  poi  vennero  anche  posti  da  soli 

in  disparte,  come  luogo  per  i  giuochi  e  arringo 

o  passeggio  della  gioventù,  nunc  et  campus  et 
areae  repetuntur,  Hor.  2)  sito,  area  di  una 
casa,  base,  praeclara,  Cic:  domum  dirui  jussit, 
ut  monumento  area  esset  oppressae  nefariae 
spei,  Liv.  3)  cortile  interno  della  casa,  implu- 
vio (V.  impluvium),  area  domus,  Phn.  ep.: 
palma  in  area  enata,  Liv.  4)  aia,  presso  gli 
antichi  spazio  libero  nel  campo,  Cic.  ed  a. 
I  5)  lo  spazio  del  circo,  ove  avevano  luogo  le 
gare  dei  cocchi,  arringo,  Ov.  ed  a.:  fìg.  et  patet 
in  curas  area  lata  meas,  alle  mie  cure  si 
apre  un  largo  campo,  Ov.  :  haec  animo  area 
facta  meo  est,  arringo,  agone,  Ov.  6)  area 
del  podere,  Cic.  parad.  6,  51.  II)  trasl.:  1)  il 
cerchio  intorno  al  sole  o  alla  luna,  alone, 
Sen.  nat.  qu.  1,  2,  3.  2)  ti  piano,  la  superficie, 
in  geometria  (=planum),  Quint.  1,  10,  43. 
Ireeleus,  a,  um  (da  TlHtt,  secondo 

Genes.  10,  10,  città  assiro-babilonese),  ba- 
bilonese, campi,  Tibull.  4,  1,  142. 

aretacio,  feci,  factum,  ere  (areo  e  facio), 
disseccare,  Lucr.,  Vitr.  ed  a.  —  facit  are  == 
arefacit,  Lucr.  6,  962.  —  Nel  passivo: 

a  rei' io,  factus  sum,  fieri  (areo  e  fio),  dis- 
seccarsi, inaridirsi,  Suet.:  ed  a. 

.4 relate,  n.  città  della  Gallia  Narbonesc, 
sul  Rodano;  colonia  romana  fondata  da 
veterani  della  sesta  legione,  ora  Arles. 

aréna  (harèna),  ae,  f.  arena,  sabbia, 
I)  propr.  :  cumulus  arenae ,  Verg.  :  nigra, 
melma,  Verg.:  plur.  mucchi  di  sabbia,  arenae 
multae,  Verg.:  steriles,  Curt.  prov.,  arenae 
mandare  semina,  deporre  il  seme  nella  sabbia, 
cioè  intraprendere  q.c  d'infruttuoso,  spar- 
gere q.c.  al  vento,  Ov.  II)  trasl.:  A)  in gen., 
luogo  sabbioso,  arenam  aliquam  aut  paludes 
emere,  Cic.  agr.  2,  71.  B)  partic:  1)  plur. 

arenae,  ammassi  di  sabbia  =  deserti  di  sabbia, 

nigrae,  Prop.  :  vix  perviae,  Tac.  2)  spiaggia 

del    mare,    lido,    costa,    Phrjgia,    Ov.  :    optata 

potili  arena,  Verg.:  expositus  peregrinis  arenis, 

Ov.  :  3)  arringo  dell'anfiteatro  (sparso  di  sab- 
bia), Suet.  :  nel  contesto,  anche  lotta  nell'anfi- 
teatro stesso,  lotta  dei  gladiatori,  arenae 
operae,  Tac:  trasl.,  ogni  Uzza,  ogni  campo  di 
un'azione,  belli,  teatro  della  guerra,  Fior.:  in 
arena  mea,  nella  mia  sfera,  Plin.  ep. 

arenària,  ae,  f.  (arena),  renaio,  cava  di 

rena,  Cic  Clu.  37. 

arenósiis,  a,    um,    agg.  col  compar.  e 

superi,  (arena),  arenoso,  sabbioso,  ager,  Sali.  : 
litus,  Mela,  neutr.  sost.,  quae  humi  arido 
atque  arenoso  gignuntur,  Sali. 

isrens,  entis,  part.  agg.  (da  areo),  urente, 
arido,  secco,  I)  in  gen.:  rjvus,  Verg.:  saxa,  Ov.: 
cetera  abrupta  atque  areni ia,  Tac:  plur.  sost., 
per  arentia  (deserti  infocati),  Sen.  II) partic, 


225 


areo 


Argilos 


226 


inaridito,  languente  di  sete,  faUX,  Hor.:  e  ììieton.^ 

sitis,  sete  ardente,  Ov. 

ari*©,  ui,  ère,  essere  arido,  secco,  I)  in  gen.: 

aret  ager,  nerba,  Verg.  :   siccis  humus  aret 

arenis,  Ov.   II)  partic,  consumarsi,  languire, 

ardere  di  sete,  fauces  siti  arentes,  Liv.:  dipers., 
arentibus  siti  monstrare  viam,  Sen. 

a  retila,  ae,  f.  (dimin.  di  area),  piccolo 
spazio  libero,  od  area,  Plin.  ep.  5,  6,  20  e  segg. 

4rco|>sìg7tès,  ae,  m.  ('ApeionaYfrnft), 
membro  del  tribunale  dell'Areopago,  Areo- 
pagita,  Cic  ed  a. 

,4reoj»agos  (Arìopagos),  o  -us,  i,  m. 
("Apeiog  wxyoc,),  la  collina  di  Marte  in  Atene, 
sulla  quale  il  tribunale  supremo  dell'Areo- 
pago, da  essa  così  chiamato,  teneva  le  sue 
sedute  (in  una  modesta  casa,  costrutta  col 
fango  j,  Cic.  ed  a. 

a  r esco,  arili,  cere  (areo),  disseccarsi,  ina- 
ridirsi, herbae  arescunt,  Cic.  fr.:  partic.  delle 
lacrime,  cito  arescit  lacrima,  Cic:  di  pers., 
arescant  ipsi  siccitate,  Cornif.  rhet. 

arcliilogus,  i,  m.  (àpsxaXdyos),  ciarla- 
tore, ciarlatano,  filosofo  parassita,  per  lo  più 
cinico  o  stoico,  Suet.  Aug.  74. 

4  rolli  fisa,  ae,  f.  ('ApéGoooa),  fonte  di  un 
quartiere  di  Siracusa,  formante  l'isola  di 
Ortioia.  Secondo  la  mitol.  una  Nereide  del 
seguito  di  Artemide  (Diana),  che  il  dio 
fluviale  Alfeo  inseguì  sotto  il  mare  fino  al- 
l'isola di  Ortigia  presso  Siracusa,  dove  si 
congiunse  con  lei  in  amplesso  icfr.  Alpheus). 
—  Deriv.:  Arcthusis,  sidis,  acc.  plur. 
sìdas,  f.,  di  Aretusa. 

4  reti  uni,   V.  Arretium. 

1.  4rèus,  (Arìus),a,  uni  ("Apsioc,),diAres, 
(Mai-te),  juàicium, V Areopago  come  tribunale 
(cfr.  Areopagos),  Tac  ann.  2,  55. 

2.  4i  èus,  i,  m.  ("Apeiog),  filosofo  greco, 
famigliare  dell'imperatore  Auqusto. 

ArganthóiiTus,  li,  m.  ('ApyavSwvtos), 
re  dei  Tartessi,  il  quale  raggiunse  un'età 
molto  avanzata. 

Arganthus,  i,  m.  ('ApYavGomcv  epos), 
catena  di  monti  nella  Bitinta,  la  quale  si 
spinge  sul  lato  settentrionale  del  golfo  di 
Chio  (ora  Modania)  e  termina  al  promon- 
torio Posidium,  celebre  per  il  mito  di  Ila; 
ora  Katirli. 

A  r gei,  orum.  m.  I)  certi  luoghi  in  Roma 
(in  numero  di  27)  nei  quali,  per  opera  dei 
pontefici,  o  sotto  la  loro  direzione,  si  cele- 
bravano certi  riti  sacri  il  17  e  16  prima 
delle  colende  di  Aprile.  II)  fantocci  di 
giunchi,  i  quali  ogni  anno  (in  numero  di  23) 
alle  Idi  di  Maggio  venivano  dalle  Vestali 
gittati  dal  pons  sublicius  nel  Tevere,  alla 
presenza  dei  sacerdoti  e  dei  magistrati  (se- 
condo V opinione  degli  antichi,  in  sostitu- 
zione di  vittime  umane). 

1.  argentarla,  ae,  f.   V.  argentarius. 

2.  Argentarla,  ae,  f.  città  dei  Bauraci, 

Ora  Arzeuheim. 

argentarius,  a,  um  (argentum),  I)  agg.: 

A)  «he  appartiene  all'argento,   di  argento,   me- 

talla,  miniere  di  argento,  Plin.  B)  particene 

appartiene  al  denaro,  del  denaro,   cura,    Tei'.: 

tabernae,  cambio,  Liv.  II)  sost.:  A)  argen- 


tarius, lì,  m.  cambista,  banchiere,  Cic  ed  a. 
B)  argentarla,  ae,  f.,  1)  (se.  fodina), miniera 

d'argento,  Liv.  34,21,  7.  2)(sc  taberna), banco» 
LÌV.  ed  a.  3)  (se.  ars),  professione  dell'agente  di 
cambio,  del  banchiere,  banca,  arg.  non  ignobilis, 

Cic:  argentariam  facere,  Cic:  argentana  dis- 
soluta, Cic. 

argenta tus,  a,  um  (argentum \  argentato, 

inargentato,  coperto  di  argento,  mi\ites,gliscudi 

dei  quali  sono  ricoperti  di  argento,  Liv.  9, 
40,  'ó. 

argenteus,  a,  um  (argentum),  argenteo, 
d'argento,   I)  propr.:    1)  secondo  la  qualità 

della  materia,   a)  argenteo  =  tutto   d'argento, 

d'argento,  aquila,  Cic:  vasa,  Cic:  poculum,  Liv.: 
denarius  argenteus,  denario  d'argento,  Plin.: 
quindi  anche  solo  argenteus,  Tac.  Germ.  5; 
e  al  plur.,  prò  argenteis  decem  aureus  unus 

valeret,  LÌV.  38,  11,  8.  b)  inargentato, ricoperto 

di  argento,  scaena,  Cic:  arma  (scudi),  Fior.: 
Samnitium  acies,  che  hanno  gli  scudi  inar- 
gentati, LÌV.  2)  Secondo  il  colore,  argenteo  = 
del  colore   d'argento,    argenteo,    argentino,  Ov. 

e  Plin.:  quindi  flumen  Argenteum,  fiume 
della  Gallia,  ora  Argens,  Lepid.  in  Cic  ep. 

10,  34,  1.  II)  poet.  trasl.,  appartenente  all'età 
dell'argento,  proles,  Ov.  met,  1,  114. 

Argentoratuui,  i,  n.,  e  Argentó- 
ni tu s,  i,  f.,  città  dei  Vangioni  nell'alta 
Germania  sul  Beno,  ora  Strasburgo.  —  De- 
riv. :  A  rgeil torà tcnsis,  e,  appartenente  ad 
Argentoratum  (Strasburgo)» 

argentimi,  i,  n.  (&pyrt£,  dorico  àpyàg, 
come  da  Tàpas  Tarentum,  lo  splendente), 
q uindi  =  metallo  bianco,    I)  argento, 

A)  come  materia,  generic.,  argenti  aurique 
fulgor,  Quint.:  auro  argentoque  constare,  Suet.: 
pustulatum,  Suet.:  factum,  a.  lavorato,  Liv.: 
signatura,  a.  coniato,  moneta  d'argento,  Cic. 

B)  partic,  lavorato  :   1)  argenteria,  vasellame 

di  argento,  plenum  artis,  Cic:  purum,  senza 
figure,  liscio,  Cic:  caelatum,  cesellato,  Cic: 
grave  {pesante,  massiccio),  Sen.:  ad  vescendum 
factum,  argento,  servizio  da  tavola,Liv.  2)  mo- 
neta d'argento,  e  (come  la  moneta  più  in  corso) 
generic.  denaro,  argentum  bigatum,  creditum, 
Liv.:  mutuum,  Sali,  fr.:  multaticium,  Liv.:  ar- 
gentum solvere,  Ter.:  argentum  creditum  sol- 
vere, Liv.:  multura  diflert,  iu  arcane  positura 
sit  argentum,  an   in   tabulis  debeatur,  Cic 

II)  argentum   vivum,  argento  vivo,  mercurio, 

Vitr.  e  Plin. 

argestes,  ae,  m.  (àpysaxìgs),  il  vento  OSO,, 
ponente  maestro,  Sen.:  frigidus,  Ov. 

A r gè us,  a,  um,   V.  argos. 

Argi,   V.  Argos. 

Argilctanus,  a,  um,   V.  Argiletum. 

Argi  le  tiiui,  i,  n.,  quartiere  di  Boma,  il 
quale  confinava  colla  Suburra  e  si  estendeva 
fino  al  Foro  Bomano,  dove  gli  artefici  e  i 
librai  vendevano  la  loro  merce,  Cic  ed  a.  — - 
Deriv.  :  Argilcfanus,  a,  um,  Argiietano, 

dell' Argileto,  aedificium,  Cic 

ArgTIIus,  a,  um,   V.  Argilos. 
argilla,   ae,    f.    (àpytXXos),    creta  bianca, 
terra  da  stoviglie,  argilla,  CaeS.  ed  a. 

Argilos,  i,  f.  ("ApytkoqX  città  della  Ma- 
cedoniaì  sopra  un'altura,  sulla  sponda  destra 


Georges-Calonghi,  Dizionario  latino  italiano. 


8 


227 


Arginusae 


dello  Strimone,  dirimpetto  ad  Amfìpoli;  da 

CUÌ  ti' gì  II  US,  a,  um,  argilio,  di  Argilo. 

Argìniisae  (Arginussae),  àrum,  f.  fApYi- 
vouaat).  tre  isolette  sulla  costa  dell'Eolia,  di- 
rimpetto alla  città  di  Mitilene  nell'isola  di 
Lesbo,  ora  isole  di  Janot. 

ArgTus  od  ArgTvus,  a,  uni,  V.  Argos. 

Argo,  ùs,  f.  (1Apycó),  la  nave  su  cui  molti 
eroi  greci,  sotto  la  guida  di  Giasone,  intra- 
presero un  viaggio  nella  Colchide,  alla  con- 
quista del  vello  d'oro  (verso  il  1350  av.  Cr.). 
—  Posta  da  Minerva  come  nave  Argo  fra  le 
costellazioni.  —  JDeriv.:  Argous,  a,  um 

('ApY^Og),   appartenente  ad  Argo,   alla  spedi- 
zione degli  Argonauti. 

Argolicus,  Argolis,  V.  Argos. 

Argonautae,  àrum,  m.  ("Apyovatrcai, 

naviganti  di  Argo,  V.  Argo),  Argonauti. 

Argos,  n.  e  (partic.  nei  casi  obliqui), 
Argi,  òrum,  m.,  la  capitale  dell' Argolide 
(nel  Peloponneso),  Argo.  —  Deriv.  :  A)  Ar- 
gcus  od  ArgTus,  a,  um  ('Apysìog),  di  Argo, 
argivo,poet.  per  greco  in  genere.  B)  Argivus, 
a,  um  ("Apysìoc;,  col  dig.  'ApyslFogj,  di  Argo 
(come  contrada  o  città),  arg  ivo,  ^)propr.:  ora- 
tor,  Cic:  augur,  Amfiarao,  Hor.:  Juno  (come 
dea  protettrice  di  Argo),  Cic:  plur.  sost,  Ar- 
givi, òrum,  m.,  gli  Argivi,  Cic.  ed  a.  b)  poet. 
trasl.  per  greco  in  genere,  Verg.  e  TLor.'.pIur. 
sost,  Argivi,  i  greci,  Verg.  ed  a.  poeti.  C)  Ar- 
golis, lldis,  f.  ('ApyoXcg),  l)agg.,  argolico,  ar- 
givo, Alcmene,Ov.:  puppis,Ov.  2)  sost.,  ilpaese 
dell' Argolide.  L>)  Al'gUS,  a,  Hill,  di  Argo,  ar- 
givo; plur.  sost,  Argi,  òrum,  gli  Argivi,  Sen. 
trag.  —  Deriv.:  Argolicus,  a,  um  (\A.pyo- 
Xixóg),  argolico,  mare,  Verg.  —  Poet.  anche 
generic.  per  greco,  duces,  i  condottieri  nella 
guerra  trojana,  Ov.:  classis,  Ov.:  navis,  la  nave 
Argo,  come  costellazione,  Cic.  poet. 

Argòus,  a,  um,  V.  Argo. 

arguuieiilàlìo ,  ònis,  f.  (argumentor), 

esposizione  delle  prove  dietro  fatti  reali,  argo- 
mentazione, raziocinio,  Cic.  e  Quillt. 

argumentor,  àtus  sum,  ari  (argumen- 

tnm),  I)  intr.  addurre  prove,  dimostrare  fon- 
datamente, argomentare,  ragionare,  quid  porro 

argumenter,  qua  de  re  dubitare  nemo  possit  ? 
Cic:  nec  jure  an  injurià  caesi  sint  argumentari 
refert,  Liv.:  arg.  de  voluptate  alcjs,  Cic  II)  tv. 
addurre  q.c.  in  prova,  illa  quae,  etc,  Cic:  multa 
in  eam  partem  probabiliter,  Liv. 

argiimentosus,  a,  um  (  argumentum  ), 

ricco  di  mezzi,  ingegnoso,  Quint.  5,  10,  10. 

arguiiientuiii ,  i,  n.  (arguo),  dimostra- 
zione =  ciò  che  ha  la  forza  di  dimostrare  q.c, 
I)  oggetto  che  sta  a  base  di  una  esposizione 

scritta  0  artistica,   argomento,  soggetto,  tema, 

contenuto  (V.  Quint.  5,  10,  9  e  segg.),  a)  espo- 
sizione scritta  od  orale  di  uno  scritto  filoso- 
fico, arg.  epistulae,  Cic:  pregn.,  il  contenuto 
proprio,  preciso,  vero,  epistulae  sine  arguii) ento 
et  sententia,  Cic:  non  sine  argumento  maledi- 
cere,  non  senza  apparenza  di  verità,  Cic:  tabu- 
lae  vero  novae  quid  habent  argumenti,  nisi,  etc, 
Cic:  haec  tota  fabella  veteris  poètriae...  quam 

est  Sine  argumento  !    Cic.  b)  soggetto,  argomento 

(ìmóGecKc;),  favola  (jxùGcc;)  di  un  poema  epico  o 
drammatico,  fabuìae,  Ter.:  tragoediae,  Tac: 
argumento  i'abulam  serere,  Liv.:  pregn.,  l'eir- 


Argus  228' 

gomento  elaborato  come  poema,  come  lavoro' 

drammatico,  l'intiera  esposizione,  poema,  lavoro 

drammatico,  scena,  explicari  argumenti  (della 
commedia,  della  tragedia)  exitum,Cic:  hoc  ar- 
gumento (in  questa  favola),  Phaedr.:  e  ftg. 

Come   il  nostro   dramma,   commedia,  scena  =- 

caso  fondaco  suW  illusione,  finzione,  auctor 
argumenti,  Liv.:  nocturnum  hoc  flctum  et  com- 
positum  arg.,  dramma  notturno,  Liv.  e)  del 
soggetto  delle  arti  figurative,  come  della  scul- 
tura (intaglio),  ex  ebore  diligentissime  per- 
fecta  argumenta  erant  in  valvis,  bassorilievi, 
Cic:  o  della  pittura,  Suet  :  dell'arte  del  tessere,. 
Ov.  II) prova  che  serve  a  dimostrare  un'asser- 
zione, ragione  convincente,  argomento  (sensibile), 

prova  (la  quale  poggia  precisamente  più  sopra 
i  fatti,  mentre  ratio  riposa  maggiormente  su 
baiìi  logiche),  multis  argumentis  deos  esse  do- 
ceie,  Cic:  argumento  esse,  Cic. 

arguo,  ili,  ùtum,  ere  (da  àpyóg),  porre 
in  chiara  luce,  I)  in  gen.,  palesare  chia- 
ramente, far  conoscere,  sostenere  irrefragabil- 
mente,  dimostrare,  provaie,  argueildi  peritior, 

abile  a  render  credibile  la  sua  calunnia,  Tac: 
seguito  dall' (acc  e)  infin.,  si  arguitur  non  li- 
cere, Cic:  speculatores  non  legatos  venisse  ar- 
guit,  Liv.:  quindi  trasl.,  per  lo  più  di  segni 

naturali,  far  conoscere  ale.  0  q.C,  ritrarre,  tra- 
dire, degeneres  animos  timor  arguit,  Verg.  :  e 
al  passivo,  con  significato  medio  =  farsi  co- 
noscere, tradirsi ,  genus  arguitur  vultu,  Ov.: 
laudibus  arguitur  vini  vinosus  Homerus,  Hor. 
II)  partic:  A)  rilevai^  come  falso,  cioè  a)  sta- 
bilire 0  provare  che  una  COSa  è  falsa,  inammis- 
sibile,   erronea,    insostenibile;   confutare,    quas 

(leges)  ne  usus  quidem  longo  tempore  expe- 
riendo  argueret,  Liv.:  seguito  dall'acc.  e  l'inf.r 
primus  ammalia  mensis  arguit  imponi,  Ov.:  ut 
sua  confessione  argueretur  unum  esse  rei  pu- 

blicae  Corpus,  Tac  b)  accusare,  convincere  ale 

di  errore,  Plinium  arguit  ratio  temporum,  Suet. 
B)  mostrare,  dimostrare,  cercare  di  provare 
che  alcuno  è  colpevole,  a)  accusare  una  pers. 
con  prova  di  fatto,  di  una  cosa,  incolliate  ale, 
servos  ipsos  neque  accuso  neque  arguo,  Cic: 
qui  arguuntur,  gli  accusati,  Cic.  qui  arguunt, 
coloro  che  accusano,  gli  accusatori,  Liv.:  colla 
denunzia  della  colpa  (del  crimen)  o  del  delitto 
in  genit.,  tanti  facinoris,  Cic:  rei  capitalis,Liv.: 
oc  upandae  rei  publicae,  Tac:  in  abl.,  hoc  cri- 
mine te  non  arguo,  Cic:  con  de  e  Tabi.,  de  cri- 
mine, Cic:  in  acc.  ed  infin  ,  corruptuin  a  rege 
capere  Cymen  noluisse  arguebat,  Nep.:  nel  pas- 
sivo, con  nom.  ed  infin.,  Koscius  arguitur  occi- 
disse patrem, Cic:  coli' aggiunta  come  eh i ? 
con  ut  (d)g)  e  Z'acc.  o  mediante  il  solo  acc  , 
Britannicum  fratrem  ut  subditivum,  Suet.: 
falsum  filium  arguituri,  Sali,  fr.:  al  passivo 
coli'  aggiunta  come  eh i ?  al  nom. ,  qui 
non  rite  creatus  tribunus  arguebatur,  Quint. 

b)  cercar  di  dimostrare  che  Ulta  COSa  è  degna 
di  punizione,  denunziare  conte  colpevole,  accusare 

di  un  fallo,  culpa,  quam  arguo,  Liv.:  venenum, 
Quint.  —  Partic.  fut.  att.,  arguiturus,  Sali, 
hist.  fr.  2,  48  (57). 

Argus,  i,  m.  C'Apyoc,),  il  custode,  dai  cento 
occhi,  di  Io  :  ucciso  eia  Mercurio  per  coniando 
di  Giove;  dopo  di  che,  Giunone  adornò  dei 
suoi  cento  occhi  lei  codec  elei  pavone. 


229 


arsrutatio 


arietinus 


230 


■  argulatio,  ònis,  f.  (arguto),  scricchiolìo, 
quasi  brontolìo,  tremuli  lecti,  Catull.  6,  11. 

argute,  avv.  col  compar.  e  superi,  (ar- 
gutus, fl°  II),  spiritosamente,  argutamente,  in- 
gegnosamente, acutamente,  sottilmente,  Cic  ed  a. 

ari^utìae,  arum,  f.,  raro  e  solo  tardi  ar- 
gutia,  ae,  f.  (argutus),  arguzia,  espressione  im- 
prontata di  argutezza,  energica,  viva,  parlante, 

acuta,  I)  di  ciò  che  cade  sotto  i  sensi,  digi- 
torurn,  movimento  rapido,  Cic  IIJ  spirit.  : 
a)  in  senso  buono,  arguzia,  acume  del  discorso, 

espressione   fine,   sottile,    finezza,    acutezza  del 

dire,  Demosthenes  nihil  cedit  argutiis  et  acu- 
mine  Hyperidi,  Cic:  hujus  orationes  tantum 
argutiarum,  tantum  urbanitatis  habent,  ut, 

ecc.,  Cic.  b)  iìl  senso  cattivo,  furberia,  scaltrezza 

nel  parlare,  nihil  est,  quod  il  li  (Graeci)  non 
persequantur  suis  argutiis,  Cic. 

argiilo,  are  (argutus), stordire  colla  loqua- 
cità, colle  ciancie,  ricantare,  illa  mihi  argutat 
ignes,  Prop.  1,6,  7. 

argiitulus,  a,  um  (dimin.  di  argutus), 

alquanto  arguto,  faceto,  Cic.  ed  Att.   13,  18  in. 

argtitus,  a,  um,  part.  agg.  (da  arguo), 
che  si  fa  conoscere  chiaramente,  acutamente  de- 
terminato; rimarchevole,  ben  delineato,  sia  fìia- 

terialm.,  che  spiritualm.,  I)  corporalm.:  a)  ri- 
guardo al  volto,  espressivo,  vivo,  parlante,  ma- 
nus ,  oculi ,  Cic.  :  soleà  ,  ben  adatta ,  (altri 
spiega  «scricchiolante»),  Catull.  b)  alV  u- 
dito,  e  precisamente  di  suoni  gradevoli  o  no, 

acuto,  sonoro,  romoreggiante,  sibilante,  stridulo, 

rimbombante,  ecc.,  aves,  Prop.:  nemus,  Verg.: 
forum,  rumoroso,  Ov.:  di  musici  e  poeti,  armo- 
nioso, melodioso,  Neaera,  poèta,  Hor.  II)  spi- 
ritualm.: a)  di  segni  =  che  parla  chiaro,  signi- 
ficante, espressivo,  omen,  Prop.:  argutissima 
exta,  Cic.   b)  di  comunicazioni  scritte  =■■ 

acuto,  fine,  che  penetra  addentro,  littera  e  ar- 

gutissimae,  Cic.  e)  delle  forze  intellettuali 
nelle  loro  manifestazioni,  a)  in  senso  buono, 

assennato,   arguto,  spiritoso,  profondo,  acumen 

judicis,  Usuo  sguardo  penetrativo  (che  coglie 
nel  segno),  Hor.:  sententiae,  Cic:  ambitus,  sa- 
pientemente disposti,  Cic:  dieta  argutissima, 
Cic:  dipers.,  argutus  orator  verbisque  dulcis, 
Cic:  quis  (Catone)  in  sententiis  argutior?  Cic. 

P)  in  senso   cattivo,  acuto,    ptingente,  scaltro, 

dolor,  scaltramente  simulato,  Prop.:  di pers., 
furbo,  maligno,  meretrix,  calo,  Hor. 

Argyiinus,  i,  m.  ("Apfovvo?),  fanciullo 
amato  da  Agamennone,  il  quale  annegò  nel 
fiume  Ce  fiso,  sulla  cui  sponda  quegli  innalzò 
a  lui  una  tomba  e  a  Venere  (di  dove  le  venne 
il  soprannome  di  Argynnis)  un  tempio. 

ar;jyrasnis,  pidis,  e.  (àpyópaoTus),  dallo 
scudo  d'argento,  Liv.  ed  a. 

Argyrippa  (e  -ipa),  V.  Arpi. 

triadiia,  ae,  f.,  e  4 Marine,  ès,  f. 
('ApidSvY]),  Arianna,  figlia  di  Minosse  e  di 
Pasifae  ;  aiutò  con  u  >  filo  Teseo  adusare  dal 
Labirinto  ;  fuggì  coli' 'amante  e  fu  da  lui  ab- 
bandonata nelV isola  di  Nasso  ;  venne  amata 
da  Bacco,  e  la  sua  corona  posta  fra  le  stelle. 
—  T)er  iv.  :  .4  ria  dna  cu*,  a,  um,  di  Arianna. 

ArTcìa,  ae,  f.,  una  delle  più  antiche  città 
del  Lazio,  appiè  del  monte  Albano  e  sulla  via 
Appia,  orachiamata  La  Riccia,  nelle cuivici- 
nanze  stavano  il  celebre  tempio  e  il  bosco  di 


Diana  (ove  si  trovava  anche  la  grotta  e  la 
fonte  Egeria,  e  dove  abitava  Veroe  Virbio) 
col  lacus  nemorensis  e  lo  speculum  Dianae  e 
con  un  culto  anticamente  barbaro  (con  sa- 
crifizi umani)  :  cfr.  nemus  e  nemorensis.  — 

Deriv.:   ArTcmus,  a,  um,  appartenente  ad 

Arida,  Aricino,  municipium,  Cic  :  nemus,  bo- 
schetto di  Egeria,  Cato  fr.  e  Fior.:  v'allis,  valle 
e  bosco  di  Egeria,  Ov.  :  plur.  sost,  A  ricini, 
orum,  m.,  gli  abitanti  di  Arida,  gli  Aricini, 
Liv. 

.-Iriilaeias,  i,  m.  ('AppiSatog),  figlio  del 
j  re  Filippo  di  Macedonia  e  della  danzatrice 
Filine  (Filinne)  di  Larissa  :  dopo  la  morte 
di  Alessandro  Magno,  benché  scemo,  fu  fatto 
re  di  Macedonia  e  ammogliato  con  Euridice, 
ma  ucciso  nel  317  av.  Cr.  per  istigazione  di 
Olimpia. 

a  radila*,  àtis,  f.  (aridus),  aridità,  siccità, 
Plin.  e  Seriori. 

aridìilus,  a,  um  (dimin.  di  aridus)  ari- 
detto;  assai,   piuttosto    arido,   labella,    un  po' 

asciutti,  Catull.  64,  316  (318). 

aridus,  a,  uni  (areo),  arido,  secco,  asciutto, 

I)  propr.:  a)  generic.  (contr.  humidus,  udus, 
uvidus,  liquidus)  :  folia,  Cic  :  solum,  Verg.: 
lignum,Hor.:strainentum,Liv.:j9oe£.  (meton.), 
sonus,  fragor,  scriccliiolìo  (come  quando  si 
rompe  il  legno  secco),  Lucr.  e  Verg.:  sost., 
aridum,  i,  n.,  l'arido,  il  secco,  par  tic,  il  suolo 
arido,  asciutto,  ex  arido  tela  conicere,  Caes.:  na- 
ves  in  aridum  subducere,  Caes.:  b)  asciutto,  lan- 
guente, per  calore,  polvere,  febbre,  anhelitus, 
Ov.  :  viator,  assetato,  Verg.  :  feóris,  Verg. 
e)  secco  =  privo  di  sugo  e  di  carne,  magro, 
asciutto,  nates,  Hor.:  crura,  Ov.:plur.sost.,ex$ìc- 
cati  atque  aridi,  uomini  asciutti  e  >ecchi, 
(contr.  pituitosi  et  quasi  redundantes),  Cic 

II)  trasl  :  a,)  del  modo  di  vivere,  magro,  scarso, 
victus,  Cic:  vita,  Cic  b)  duro,  tenace,  di  avari, 
pater,  Tac  e)  spiritualm.  asciutto,  a)  del  modo 

di  parlare,    arido,   asciutto,  senza   grazia  nel 

porgere  {contr.  copiosus),  genus  orationis,  Cic: 
libri  aridissimi,  Tacdial.:  trasl.:  diun  oratore, 
rhetor,  Sem:  orator,  Quint.  (3)  non  ancora  ricco 
di  sapere,  sicci  omnino  atque  aridi  pueri,  di- 
giuni e  privi  d'ogni  cognizione,  Suet. 

nries,  etis,  m.  (ocpYjV,  ap^Yjv)  ariete,  mon- 
tone, I)  propr.:  Varr.  ed  a.:  auratus  ar.  Col- 
chorum,  Poet.  in  Cic:  aries  dux,  che  guida  il 
gregge,  Propr  :  montone  nei  tempi  antichi 
come  espiazione  d'una  uccisione  involontaria, 
ex  quo  aries  subicitur  illein  vestris  actionibus, 
ariete  (capro)  espiatorio  (del  compenso),  Cic. 
top.  64.  II)  trasl.:  A)  Varieté,  costellazione 
dello  Zodiaco,  Cic  poet.  eda.  B)  macchinaper 
gli  assedi,  ariete,  trave  sostenuta  orizzontal- 
mente per  mezzo  di  funi,  munita  davanti  di 
una  testa  d'ariete  inferro,  con  cui  si  apriva 
la  breccia,  arietes  immittere,  Caes.:  osw.admo- 
vere,  Curt.:  murum  aries  perculit,  Cic.sublicae 
prò  ariete  subjectae,  a  guisa  di  ariete,  Caes.: 
aries  poet.  talv.  bisillabo,  quindi  a  lungo,àryi- 
tis,  ariete,  àrjetos,  nei  poeti  antichi  e  in  Verg. 

arielalio,  Ònis,  f.  (arieto),  Vurtare,  coz- 
zare come  fanno  gli  arieti,  niagnoruin  inter  se 
corporum,  Seu.  nat.  qu.  5,  12,  5  (5,  13,  1). 

ài* J£tIltU9>,  a,  U1U  (aries),  proveniente  du  un 


231 


arieto 


montane,  ariete;  di  monU,  testiculì,  Cornif.  rliet.: 

ungula,  Plin. 

arieto,  avi,  àtum,  are  (aries),  cozzare  come 
un  montone,  I)  propr:.  del  montone  stesso, 
cornibus  conitier  in  me  arietare,  Acc.  fr.  in 
Cic.  de  div.  1,  44.  II)  trasl.,  generic,  urtare 
fortemente,  percuotere,  A)  intr.:  quae  casus  in- 

citat  saepe  turbantur  et  cito  arietant,  Sen.: 

della  cavalleria,  assalire,  far  impeto,  irrom- 
pere, in  portas,  Verg.:  fig.,  longam  viam  in- 
gressus  es  ;  et  labaris  oportet  et  arietes  et  ca- 
das,  Sen.  B)  tr.:  alqm  in  terram,  atterrare, 
Curt.:  aeies  inter  se  arietant,  si  urtano  vtO: 
lentamente,  Sen. 

Il  rimiti ii in,  i,  n.  1)  città  delT  Umbria 
(oggi  in  Romagna),  colonizzata  dai  Romani, 
ora  Rimini.  2)  fiume  omonimo;  oggi  Ma- 
recchia.  —  Deriv  .:  ArliiiTneiisis,  e,  di 
Rimini,  riminese-,  plur.  sost.,  Ariminenses, 
ium,  m.  gli  abit.  di  Ar.,  BiminesL 

Arìobarzancs ,  is,  m.  (  Apio^ap^dy-qg), 
nome  di  un  satrapa  persiano,  come  pure  di 
ale.  re  di  Cappadocia. 

arìol ,  V.  hariol. 

Arlón,  od  Ario,  onis,  acc.  onem  e  ona,m. 
('Apieov),  I)  il  noto  citaredo  di  Metimna,  nel- 
Tisola  di  Lesbo,  salvato  da  un  delfino;  favo- 
rito di  Periandro  di  Corinto.  —  Deriv.: 
A  rioni  us,  a,  um  fApióviog),  di  AHone,  II)  il 
cavallo  regalato  da  Nettuno  ad  Adrasto,  do- 
tato della  favella  e  dell'arte  divinatoria  {cfr. 
Adrastus).  Ili)  filosofo  pitagorico,  contempo- 
raneo di  Platone. 

Ariopagi  la,  Ariopagus  ecc.  F.Areop.... 

Aria  vis  tus,  i,  m.  (secondo  alcuni  == 
Ehrenvest,  secondo  altri  =  Heervest),  prin- 
cipe germano,  probabilmente  Svevo. 

Arisba,  ae,  f.  ('Aptopyj),  città  sul  fiume 
Sèlleenta  nella  Troade,  non  lungi  da  Abido, 
ove  sorge  ora  il  villaggio  di  Mussa. 

arista,  ae,  f.,  arista,  resta  della  spiga,  Cic. 
ed  a.:  meton.  la  spiga  stessa,  Verg.  e  Quint.. 
del  frutto  del  nardo,  Ov. 

Aristaeus,  i,  m.  ("Apiaxodoc,),  antico  eroe 
e  divinità  protettrice  dei  Greci,  figlio  di 
Apollo  e  di  Cirene  ;  si  rese  benemerito  colr 
V introduzione  della  pastorizia,  dell  apicol- 
tura, della  produzione  dell  olio  e  simili. 

Arisfiarclieis,  i,  m.  ('Apiaxapxog),  di  Sa- 
motracia, grammatico  della  scuola  Alessan- 
drina, noto  come  critico  severo  partic.  per  la 
nuova  recensione  dei  poemi  omerici;  appetì. 
=  critico  severo,  mearum  orationum  tu  A.  es, 
Cic.  ad  Att.  1,  14,  3. 

Arislldcs,i,  m.  ('Aptaxetèrjs),  I)  Ateniese; 
figlio  di  Lisimaco,  della  tribù  Antiochide  e 
del  demo  di  Alopece;  noto  per  il  suo  amore 
alla  giustizia;  contemporaneo  e  rivale  di  Te- 
mistocle. II)  poeta  di  Mileto,  autore  delle 
«  Storie  milesie  »  (Milesiaca)  di  contenuto  ro- 
manzesco. 

A  rìsti  p  pus,  i,  m.  ("ApioxiKTzoz),  filosofo 
di  Cirene  (verso  il  380  av.  Cr.),  discepolo  di 
Socrate,  fondatore  della  setta  Cirenaica.  — 
Deriv.:  Aristippcus,  a,  um,  di  Aristippo. 

A  risii us  Fuscus,  poeta  molto  erudito, 
retore  e  grammatico;  amico  intimo  di  Orazio. 

Arista,  ònis,  m.  ('Apfoxcovj,  filosofo  di 


arma  232 

Cliio,  discepolo  di  Zenone,  fondatore  della 
scuola  scettica,  contemporaneo  di  Cesare.  — 
Deriv.:  Aristancus,  a,  um,  di  Aristone. 

A  r  istadcuuis,  i,  m.  ('Apiaxó5yju.os),  I)  at- 
tore tragico  in  Atene.  II)  tiranno  di  Cuma 
in  Campania,  nel  502  av.  Cr.  ;  presso  di  lui 
morì  Tarquinio  il  Superbo  cacciato  da  Roma. 

Aristoglto,  ònis,  m.  ('AptaxoYetxtov),  ate- 
niese, insieme  coli } amico  Armodio  (eApjióètog), 
uccisore  del  Pisistratide  Ipparco;  stimato 
come  promotore  della  democratica  libertà  ed 
eguaglianza. 

aristdloclila,  ae,  f.  (àpiaxoXoxta),  pianta, 
rimedio  contro  il  morso  dei  serpenti,  e  utile 
nei  parti,  aristoiochia,  Cic.  e  Plin. 

A  ristornitene,  es,  f.  ('ApioxojiocxTj),  figlia 
di  Ipparino  di  Siracusa,  sorella  di  Dione, 
moglie  di  Dionisio  I. 

Aristomenes ,  ae,  m.  ('ApiaxofiévYjc;), 
della  stirpe  degli  Epitidi  nella  Messenia, 
duce  dei  Messeni nella  seconda  guerra  messen. 

A  risianoti s,  a,  um,  V.  Aristo. 

Aristaiiicus,  L  m.,  figlio  illegittimo  di 
Eumene  II,  re  di  Pergamo. 

ArislÒphaiics,   is,   m.  ('ApiaxcxpavKjs), 

I)  il  più  spiritoso  ed  arguto  poeta  della  Com- 
media antica,  probabil.  di  nascita  Ateniese. 
—  Deriv.:  Arìsiòplianeiis  (o  -nlus),  a, 

Um,    aristo fanio,    di    Aristofane,    II)    celebre 

grammatico  di  Bisanzio,  discepolo  di  Era- 
tostene,  maestro  del  crìtico  Aristarco. 

A  ristate  Ics,  is,  m.  ('AptaxoxéXTjs).  celebre 
filosofo  diStagira,  discepolo  di  Platone,  fon- 
datore della  scuola  Peripatetica;  maestro  di 
Alessandro  Magno.  —  Deriv.:  Aristoté- 

K'IlS  (o -lUS),  a,  um,  aristotelico,  di  Aristotele. 

Arislaxenus,  i,  m.  ('Aptaxó^svog),  filo- 
sofo e  musico,  discepolo  di  Aristotele. 

Aristus,  i,  m.  ("Aptaxog),  filosofo  accade- 
mico in  Atene;  amico  e  ospite  di  Cicerone, 
il  quale  nelV  anno  51  av.  Cr.  si  albergò 
presso  di  lui;  maestro  di  Bruto. 

àrithmetìeus,  a,  um(àp^{iY]xiy.óg),  arit- 
metico,- sost.,  a)  arithmeticè,  ès,  f.  e  arithme- 

tica,  ae,   f.  (api&UTJXlXTJ),  aritmetica,  l'arte  del 

calcolo,  Sen.  ed  a.  b)  arithmetica,  òruni,  ri., 

l'aritmetica,  Cic.  ad  Att.  14,  12,  3. 

A  rìiisTus,  a,  uni,  del  territorio  di  Ariusia  di 

Cliio  ('Apioocta  yùpu.,  Straboné),  dove  si  pro- 
duceva il  miglior  vino  di  Cliio,  vinum,  Verg. 
ecl.  5,  71.  _ 

arnia,  orum,  n.  (radice  AK-o,  greco  AP-co, 
io  dispoìigo:  cfr.  xà  àpusva,  vele  e  sartie 
della  nave),  greco  svxsa  e  ouXa,  ital.  arnesi, 
strumenti  e  armi,  I)  in  gen.,  tutto  ciò  che  viene 
usalo  per  un  armamento  o  apparecchio,  ar- 
nese =  attrezzo,  strumento,  arma  equestria, 
tutti  i  finimenti  di  un  cavallo,  «  sella  e  co- 
perta», Liv.:  «  le  vele,  gli  attrezzi,  iremi» 
di  ima  nave,  Verg.:  quindi  per  «  ali»  (come 
remi  nell'aria),  Ov.:  arma  cerealia,  utensili  per 
macinare  il  grano  e  far  cuocere  ilpane,Yerg.: 
arma  venatoria,  strumenti  da  caccia,  Sen.: 
degli  «  attrezzi  del  contadino  »,  Verg.:  arma 
operis  sui,  Ov.:  di  «  strumenti  per  costruire  », 
materies,  calx,  caementa,  arma,  Cic.  Mil.  74. 

II)  pregn.,  armi,  armi  per  la  guerra,  1)  in 
sensolargo,  l 'intiero  apparecchio  per  la  guerra 


233 


armamaxa 


Arminius 


234 


materiale  da  guerra,  pars  utraque   SUOS  exer- 

citus,  sua  arma,  suos  habitura  duces,  Liv.  : 
armis  et  castris  tentata  res  est,  Cic:  partic, 
nella  locuzione  arma  virique,  viri  armaque,  e 

simili,  LÌV.  2)  in  senso  più  Stretto,  arma- 
mento, armi,  così  quelle  che  proteggono  il 
corpo  (come  corazza,  elmo,  scudo),  come  anche 
quelle  che  si  impugnano  per  la  difesa  e  l'of- 
fesa (come  spada,  mazza,  scure),  contr.  tela 
(dardi  e  armi  per  assalire  da  lontano,  in  ge- 
nere), quindi  spesso  coord.  tela  et  arma,  arma 
atque  tela,  armi  offensive  e  difensive  [difen- 
sive e  offensive],  a)  propr.:  arma  his  imperata, 
galea,  clypeum,  ocreae,  lorica,  omnia  ex  aere, 
Liv.:  arma  capere,  sumere,  Cic.  :  arma  sumere 
prò  alqo  adversus  alqm,  Liv.:  arma  ferre  contra 
alqm,  Veli.:  armis  decertare  o  decernere,  Cic, 
o  dimicare,  Nep.:  in  armis  stare,  stare  sotto  le 
armi  (armati  di  tutto  punto),  Tac  e  Curt.:  e 
così  in  armis  esse,  Liv.:  CL  milia  habere  in 
armis,  Liv.:  arma  deponere,  Cic.  :  arma  dimit- 
tere,  proicere,  Sen.  :  arma  tradere,  Liv.:  ad 
arma!  «all'armi!»  comandò,  esortazione  di 
impugnare  le  armi,  Caes.  e  Liv.:  armis  o  vi 
et  armis  expugnare,  colla  forza  delle  armi, 

Sali,  e  LÌV.  h)  meton.:  a)  potenza  militare,  ar- 
mata, truppe,  Persarum  et  Spartanorum,  Curt. 
3)  lotta,  guerra,  auctor  armorum,  Cic:  arma  ci- 
vilia,  Cic:  Galli  in  ter  ferrum  et  arma  nati,  Liv.: 
arma  movere,  V.  moveo:  arma  inferre,  V.  in- 
fero :  arma  referre  (rinnovare),  Verg.:  arma  vi- 
rumque  cano,  le  imprese  militari,Verg.:  anche 
per  pugna,  in  arma  feror,  Verg.  :  y)  —  ar- 
mati,  soldati,  truppe,  levia,  Liv.:  auxiliaria,  Ov. 
o)  parte,  fazione  nella  guerra,  neutra  arma  se- 
qui, star  neutrale,  Ov.:  parim.  nulla  arma  mo- 
vere, Ov.  e)  figur.  arma  =  mezzo  di  prote- 
zione^ di  difesa,  arma  senectutis,  prudentiae, 
Cic:  amico  arma  (istruzioni)  dedit,  Hor.  3)  in 
senso  stretto  (come  anche  orcXa),  scudo  come 
principale  arma  difensiva  degli  antichi,  par- 
tic,  dei  fanti,  fluitantia  arma,  Liv.:  in  arma  se 
colligere,  coprirsi  collo  scudo,  Verg.  :  arma 
Aeneae  describere,  Plin.  ep. 

arni  ani  a  \;ì,  ae,  f.  (àp{iajia£a),  carro  da 
viaggio  coperto,  usato  dai  Persiani,  partic. 
per  donne  e  fanciulli,  Curt.  3,  3  (8),  23. 

arni  amen  la,  òrum,  n.  (armo),  emredo, 
fornimento,  fornitura  partic.  delle  navi,  vele, 

attrezzi,  arm.  instructa,  attrezzi  fissi  e  pronti, 
Caes.:  armamenta  aptare,  Liv.:  armamenta 
tollere,  contr.  demere,  Liv.:  jubere  vela  stringi, 
armamenta  demitti,  Sen. 

armamentarìum ,  li,  n.  (armamenta), 

armeria,  arsenale,  CÌC  ed  a. 

armarium,  ìi,  n.  (arma),  armadio,  cre- 
denza, guardaroba,  per  i  cibi,  arm.  promptua- 
rium,  Cato:  per  il  denaro,  gioielli,  abiti  e 
utensili  (partic.  neZZ'atrium  della  casa)  ar- 
marti fundum  exsecare,  Cic:  armadio  da  libri, 
arm.  parieti  in  bibliothecae  speciem  insertum, 
Plin.  ep.:  e  certis  armariis  infinita  volumina 
eduxit,  Vitr. 

a  mia  tiira,  a  e,  f.  (armo),  I)  armatura  come 
gt  nere,  genere  delie  armi,  cobortes  nostra  ar- 
matura, Cic:  Numidae  levis  armaturae,  Caes.: 

II)  meton.,  ti  complesso  delle  armi  =  gli  ar- 
mati, arm.  levis  (contr.  qui  gravium  armorum 
sunt),  Cic. 


1.  armatile,  &,  um,  part.  agg.  (da  armo), 

armato,  munito,  preparato,  I)  propr.   (contr. 

inermus,  inermis,  anche  togatus),  Cic.  ed  a.: 
multi  armatissimi  (armati  fino  ai  denti),  contr. 
nudi  aut  leviter  armati,  Sen.:  mihi  dederunt 
(dii)  armato  togatoque  (=  in  abito  militare  e 
civile,  in  pace  e  in  guerra),  ut,  ecc.,  Liv.:  ar- 
matae  classes,  Verg.  colVabl.  armatus  ferro, 
Verg.:  sost.,  armati,  orum,  m.  armati,  Caes. 
ed  a.  II)  trasl.:  erat  incredibili  armatus  au 
dacia,  Cic.  :  parati,  armati  animis  jam  esse  de- 
bemus,  Cic 

2.  armatus,  abl.  ù, m.  (arma),  l'armatura, 
I)  propr.  :  haud  dispari  armatu,  Liv.:  Cretico 
maxime  armatu,  Liv.  II)  meton.,  gli  armati, 
toto  fere  gravi  armatu,  Liv.:  relieto  omni  gra- 
viore  armatu,  Liv. 

Armenia,  ae,  f.  ('Apixsvta),  Armenia,  con- 
trada dell'Asia,  divisa  dall'Eufrate  in  due 
parti  disuguali  (quindi  utraeque  Armeniae), 
A.  major  ('ApjisvCa  {isyaXY],  ora  le  provincie 
di  Erzerum,  Kars,  Wan  e  Erivan)  e  A.  minor, 
spesso  solt.  Armenia  ('Apjjisvta  jitxpà  o  ppaxo- 
xépa,  oltrel' Eufrate  ;  corrisponde pressapoco 
all'odierna  Anatolia).  —  Deriv .:  Armf- 
mus,  a,  um,  armeno,  sost,  Armenius,  ii,  m., 

V  Armeno, 

ar mentali*»,  e  (armentum),  appartenente 

ad  un  grande  armento,   equae,  pascenti,  Verg. 

Aen.  11,571. 

armcntarius,  ìi,  m.  (armentum),  il  pa- 
store del  grosso  bestiame,  del  bestiame  bovino, 
Lucr.  Vari*,  ed  a. 

armeni  imi,  i,  n.,  grosso  bestiame  vivente 
in  armenti,  partic.  buoi  e  cavalli,  a)  sing. 

COlMttiv.  bestiame  grosso,  armento  (contr.  pecUS 

[n.]  bestiame  minuto,  e  grex.  gregge),  Liv., 
Verg.  ed  a.:  quindi  anche  alplur.  di  parecchi 
armenti,  multi  greges  ovium,  multa  ibi  equo- 
rum  boumque  armenta,  Plin.  ep.  b)  plur.: 
greges  armentorum  reliquique  pecoris,  Cic: 
trasl.,  armenta  immanis  Neptuni,  Verg. 

armTfer,  fera,  forum  (arma  e  fero),  armi- 
gero, armato,  guerresco,  Ov.  ed  a. 

arni  igtr,  gora,  gcrum(arma  e  gero),  I)  che 
porta  armi,  1)  le  proprie  =  armato,  sost.,  ar- 
migeri, òrum,  m.,  armati,  Curt.  2)  quelle  di 
un  altro,  solt.  sost.,  a)  armiger,  gerì,  m.,  scu- 
diere, armigero,  Verg.  ed  a.;  trasl.,  arm.  Jovis, 
l'aquila,  Verg.:  arm.  Catilinae,  scudieri  =  sa- 
telliti, Cic.  b)  armigera,  ae.  f.,  armigera,  por- 
tatrice d'armi,  Ov.  II)  che  porta  armati  (del 
terreno  nella  Colchide),  humus,  Prop. 

armilla,  ae,  f.  (armus),  maniglia,  la  quale 
constava  di  larghi  pezzi  connessi  insieme 
(or din.  di  laverò  d'incavo  o  di  traforo),  brac- 
cialetto, come  ornamento  delle  donne  e  degli 
uomini,  Cic  fr.  ed  a.:  più  grossi,  massicci, 
come  ricompensa  dei  prodi  guerrieri,  equites 
omnes  corniculis  armillisque  argenteis  donat, 
Liv. 

armilla  tue,  a,  um  (armilla),  ornato  di 
braccialetti,  Suet.:  canes,  adornati  coi  braccia- 
letti della  padrona,  Prop. 

Ai'iiiTliislriiin,  i,  n.  (arma  e  lustro),  loca- 
lità sull'Aventino,  dove  si  celebrava  ogni 
anno  la  festa  della  consecrazione  delle  armi 
(armi  Infirmiti). 

Arminius,  ii,  m.,  Arminio,  celebre  prin- 


235 


armipotens 


arri  de  o 


236 


cipe  dei  Cherusci,  il  quale  (nel  9  dopo  Cr.) 
sconfìsse  Quintilio  Varo  nella  selva,  di  Teu- 
toburgo  e  liberò  la  Germania  dal  giogo  dei 
Romani. 

armipotenti,  entis  (arma  e  potens),  armi- 
potente, potente  nell'armi,  valoroso,  Yei'g.  ed  a. 

arinisonus,  a,  uni  (arma  e  sono),  Hso- 

nante  per  le  armi,  Verg.  ed  a. 

armo,  avi,  àtum,  are  (arma),  armare,  ap- 
parecchiare, 1)  in  gen.,  come  t. 1.  naut.,  alle- 
stire, render  pronto  a  far  vela,  naves,  Caes  : 
classem,  Verg.  II)  pregn.,  armare  per  la  bat- 
taglia, per  la  guerra,  per  Vuccisione,  1)  in 

senso  largo,  generic:  apparecchiare,  armare, 
render  pronto,  atto    a   combattere,    alqm,    Cic: 

muros  propugnaculis,Liv.:  urbs  armata  muris, 
Cic:  alqm  in  rem  publicam,  Cic.:  regem  ar- 
mare et  exercere  adversos  Romanos,Nep.  2)  in 
senso  più  stretto,  provvedere  di  spada  e  arma- 
tura o  di  altf  arme  atta  a  dar  la  morte,  ar- 
mare, &)propr.:  multitudinemhominum,Cic.: 
armare  se  coepisse,  prender  le  armi  (della 
g  uardia),  Curt.:  milites  armari  jubet,  fa  pren- 
der le  armi,  Caes.:  manus,  arm  il  braccio,  la 
destra  (la  mano  destra).  Sali.:  dextram  patos 
in  filiam,  Liv  :  servum  in  o  contra  dominum, 
Cic.:  Asiam  Europamque  ad  funestimi  bellum, 
Liv.:  equum  bello  (per  la  guerra),  Verg.:  alqm 
telis,  saxis,  Liv  :  multitudo  facibus  armata, 
Liv.  b)  trasl.,  armare  come  di  unarma,prov- 
vedere  per  la  difesa  o  V offesa,  multitudinem 
auctoritate  publicà,  Cic:  se  eloquentià,  Cic: 
alqm  ad  omnia,  Cic:  alqm  in  fata  parentis,  Ov. 
.4rmorìcuis,  a,  um  (dal  celtico  ar  =  a  e 

mor  =  mare),  che  è  posto,  che  abita  vicino  al 

mare,  civitates  Armor.,  le  regioni  della  costa, 
cioè  alcune  provincie  settentrionali  della 
Gallia,  la  Bretagna  con  una  parte  della 
Normandia  ;  si  trova  in  questo  senso  Armo- 
ricum,  i,  n. 

arnius,  i,  mv  la  parte  superiore  dell'o- 
mero negli  uomini,  scapola:  delle  gambe  an- 
teriori negli  animali,  spalla,  come  parte  del- 
Vintiero  corpo  (per  d  stinguerla  da  scapula, 
come  parte  dello  scheletro),  a)  negli  uomini, 
scapola  (mentre  humerus  —  la  spalla) ,  per 
lo  più  pregn.  ■-=*  V omero  stesso  forte,  musco- 
loso, forti  pectore  et  arniis,  Verg.:  ex  humeris 
medios  coma  dependebat  in  armos, Ov.  h)negli 
animali,  spalla  (contr.  suffrago,  il  garetio), 
armi  equi,  Hor.  e  Plin.:  leporis,  Hor.:  ex  hu- 
meris armi  fìunt,  Ov  :  quindi  in  senso  largo, 
fianco  dell'animale,  Verg.  Aen.  6,  881. 

AriiTcìisis,  V.  Àrnus. 

Arnus,  i,  m.  C'Apvoc,),  il  fiume  principale 
delVEtruria,  il  quale  nasce  dalT Apennino 
e  sbocca  al  disotto  di  Pisa  nel  mar  Tirreno  ; 
ora  Arno.  —  Deriv.:  Arnie  imi  s,  e,  posto 

sidl'Arno* 

ìiro,  avi,  àtum,  are  (àpów),  arare,  I)propr.: 

a)  del  contadino  o  della  bestia  da  lavoro,  col- 
Z'acc^terram,  Cic.  :agrum,  Cic  -.assol.,  fodere  aut 
arare,  Ter.:  nudus  ara, sere  nudus,Verg.  Prov.: 
arare  litus  o  litora,  «  arare  il  lido  »,  cioè  spre- 
care le  fatiche,  Ov.  ber.  5,  1 16;  trist.  5,  4,  48. 

b)  di  proprietari  di  terreni,  par  tic.  di  appal- 
tatori di  terreni  pubblici,  co IVacc.  ==  colti- 
vare, far  coltivare,  non  opinor  quemquam  minus 
esse  professum,  quam  quantum  arasset,  Cic: 


Falerni  mille  fundi  jugera,  Hor.:  e  in  gen.. 
quae  homines  arant,  navigant,  aedificant,  ver- 
tuti omnia  parent,  tutto  Varare,  il  navigare. 
Vedifìcare  degli  uomini  dipende  dalla  loro 

abilità,  Sali.:  e  assol.,  coltivare  i  campi,  vivere 

dell'agricoltura,  cives  Romani  qui  arant  in  Si- 
cilia, cioè  gli  appaltatori  dei  terreni  pubblici 
(V.  arator,  «°  II),  Cic:  pregn.,  quidquid  arat 
impiger  Apulus,  ara,  cioè  guadagna  colf  agri- 
coltura, Hor.  II)pofit.  trasl.:  venient  rugae, 
quae  tibi  corpus  arent,  solcare,  Ov  :  (maris^ 
aequor  e  simil.,  solcare,  Verg  e  Ov.:  e  così 
aquas,  Ov. 

arpa<so,  V.  harpago. 

A.rpi,5rum,  m.,  fiorente  città  commerciale 
nella  fertile  pianura  delV  Apulia,  secondo  la 
leggenda  fondata  da  Diomede  di  Argo  e  da 
lui  chiamata  "Apyog  ì'tciuov,  da,  cui  deve  essere 
provenuto  V antico  nom"  Argyrippa  (Apyo- 
ptuTia)  o  poet.  ArgyrTpa  e  quindi  Arpi.  — 
Deriv.:  Arpi  mi  s,  a,  um,  arpino,  di  Arpi: 
plur.  sost.,  Arpmi,orum,#?^  abitanti  di  Arpi . 

Arplnuni,  i,  n.,  città  sul  Fibreno,  ori- 
ginar, volsca,  quindi  dei  Sanniti,  non  lungi 
dal  Liri:  patria  di  Cicerone  e  di  Mario. 

D  er  ÌV.:  ArpTliaS,  àtìs,  di  Arpino,  arpinate, 

fundus,  Cic:  mei  municipes  Arpinates,  i  miei 
compaesani  di  Arpino,  Cic:  sost.,  Arpìnas, 
atis,  a)  m.,  un  Arpinate;  ed  plur.,  Arpinates, 
min,  gli  abitanti  di  Arpino,  Arpinati,  b)  n., 
podere  di  Cicerone  presso  Arpino. 

Arpinns,  a,  um,  V.  Arpi. 

arfjuatiis,  V.  arcuatus 

Arqiiileiicns,  V.  Arcitenens. 

arquus,  V.  arcus. 

arrabo  (arrhabo),  ònis,  m.,  pegno  dato 
per  un  contratto,  caparra,  costo,  arra,  arrabo - 
nem  dare,  Plaut.:  puellam  arraboni  relinquere 
prò  argento,  Ter. 

arreclus,  a,  um,  part  agg.  (arrigo),  erto, 
ripido,  pleraque  Alpium  ab  Italia  sicut  bre 
viora,  ita  arrectiora  sunt,  Liv.  21,  35,  11. 

arrcpo,  repsi,  reptum,  ere  (ad  e  repo), 

strisciare  ver  SO  q.C,  aiwicinarsi  pian  piano,  in- 
sinuarsi, Ijpropr.:  ad  colnmbaria,  Varr.:  fo- 
ribus,  Plin.  II)  trasl.,  ad  amicitiam,  Cic  :  ani- 
mis  muliercularum,  Tac 

Arrctìum,  ìi,  n.  fAppYJxt.ov),  una  delle 
più  r  >gguard*voli  fra  le  dodici  antiche  città 
dell' 'Etruria, patria  di  Mecenate;  ora  Arezzo. 
—  Deriv.:  Arrélìnus,  a,  um,  di  Arezzo, 
aretino;  plur  sost,  Arretlni,  orum,  m.,  gli 
abitanti  di  Arezzo,  Aretini, 

arrliabo,  V.  arrabo. 

Ari  litri acus,  V.  Aridaeus 

arrlfleo,  rìsi,  rlsum,  ère  (ad  e  rideo),  arri- 
dere, I)  ridere  con  alcuno,  arridere  ridentibus. 
Hor.  e  Sem:  assol ,  riserit,  arride,  Ov.  II)  ar- 
ridere, sorridere,  partic.  amichevolmente  (in 
segno  di  approvazione)  o  anche  per  motteg- 
giare, \)propr  :  oc)  col  dat.  pers.,  notis  fami- 
liariter,  Liv.:  col  dat  di  cosa,  ridere  di  q.c,  sor 
ridere,  probrosis  in  se  dictis,  Sen.  [3)co?Z'acc.  di 
relaz.,  video  quid  arriseris  (schernendo),  deri- 
deste,Cic.  y)assoZ.,leniterarridens,  «Quaeso». 

inquit,  etc,  Cic:  cum arrisisset  adulescens. 

approvò  sorridendo,  Cic  2)  trasl.,  a)  di  ■  gg., 

sorridere  adalc  ,arrid ere  =  esser  favorevole,c\\lìì 

tempestas  arridet,  Lucr.  h)di  altre  relaz., ecc., 


237 


arrigo 


ars 


238 


q.C.  sorride  =  innon'ra,  è  gradita  ad  OÌC.(contr. 

alci  dispiacere  ),  «  inhibere  »  illud  tuum,  quod 
valde  mihi  arriserat,  vehementer  displicet, 
■Ciò.:  assoi,  si  modo  arriserit  pretium,  Plin.  ep. 
arrido,  rexi,  rectum,  ere  (ad  e  rego),  driz- 
zare, I)  propr.:  arrecti  litore  currus,  Verg.:  arr. 
comas  (di  leoni),  Verg.:  e  arrectae  orrore  co- 
ìnae,  Verg.:  arr.  aures,  rizzare,  tendere  (per  at- 
tenzione, dichiascolta,  contr.:  demittere,per 
timore),  Ter.,  Verg.  ed  a.:  in  digitos  arrectus, 
ritto  sulla  punta  dei  piedi,  Verg.  II)  trasl.: 

a)  tendere  Vattimo,  volgere  Vattenzione,  arrexere 

animos  Itali,  dirizzarono  lo  sguardo,Verg.:  ar- 
rectae spes  juventini,  Verg.:  seguito  da prop. 
rei.,  arreda"  ornai  civitate,  quanta  fides  amicis 
■Germanici,  etc,  stando  in  attenzione,  Tac. 

b)  destare,  eccitare,  animare,  infiammare,  alqm 

oratione  sua,  Sali  :auimoseorum  (di un  canto), 
Sali.:  suos  hortando  ad  virtutem,  Sali. 

arrìpTo,  ripiii,  reptum,  ere  (ad  e  rapiq), 

afferrare, prendere,  CO)%  impeto,  I)  ingen., pren- 
dere, stringere,  impugnare,  afferrare,  strappare, 

ì) propr.,  a)  generic:  arma,Liv.:  telum,  Nep.: 
fìliara  regis  parvulam,  Nep.:  cibum  partim  un- 
guium  tenacitate,  partim  tenacitate  rostrorum 
(diuccelli),  Cic  :  alqm  manu,Liv.:caputcapillo, 
Suet.:scutaestrage/rac.:quemcumquepatrem 
familias  ex  aliquo  circulo,  scegliere,  Cic.  h)pren- 
<lere,impadronirsi,n&ves,TàC.:eqximKl  cum  scuto 
pedestri,  Liv.:  familiam,  Cic.  e)  prendere  infuria, 

■trascinare,  di  un  condottiero,  cohortes  arreptas 

iti  Ul'bem  inducere,  LÌV.  d)  prender  pronto  pos- 
sesso di  un  luogo,  O  cercare  di  prendere,  locum, 

Verg.:  terram  velis,  prender  terra,  remar  con 
forza  verso  terra,  ecc.  Verg.  2)  trasl.:  a)  par- 
tic,  afferrare,  cogliere  con  furia,  prendere  con 
fretta,  raccogliere,  sermonem  aliquem,  Cic: 
causam  ad  caedes,Cic:  primam  quamque  occa- 
sionem  recuperandi  ea,  quae,  etc,  Liv.:  vocem 
et  gestum  aliunde,  Cic.  :  verba  de  foro,  Cic: 
inaledictum  ex  trivio,  Cic.  b)  intell.,  oc)  impa- 
rare, apprendere  con  prontezza,  capire  pronta- 
mente, celeriter  res  innumerabiles  (dei  fan- 
ciulli), Cic:  legem  ex  natura  ipsa,  Cic  (3)  vol- 
gersi, applicarsi  con  ardore,  intraprendere  uno 
studio,  studi  uni  litterarum,Nep.:  litterasgrae- 

cas  SIC  avide,  quasi,  etc,  Cic.  y)  accettare,  acco- 
gliere prontamente  q.c.  (un  consiglio,  una  deli- 
berazione), quod  ille  arripuit  et  ita  sese  factu- 
rum  confirmavit,  Cic.   II)   colVidea  access. 

di  violenza,  assalire,  afferrare  con  forza,  strin- 
gere con  forza,  1)  propr.:  ai  generic:  alqm 
medium  (a  mezza  vita),Tcr.  e  Liv.  b)  come  t. 1. 

bltrOCr.,  arrestare,  catturare,   arri  pi  a  viatore, 

Liv.:  arripi  et  in  vincula  abiuri,  Liv.  e)  come 
t. 1.  legale,  prendere  uno  (specialmente  un  ma- 
gistrato appena  uscito  di  carica)  e  per  una 
colpa  trarlo   dinanzi  ai  giudici,  e  quindi 

Senz'altro,  citare,  chiamare  in  giudizio,  accu- 
sare, A.  Plotium,  Cic  :  consules  abeuntes  ma- 
gistratu  (dei  trib.  della  plebe)  Liv.  d)  con  le 

Q,rmi  in  pugno,   assalire,  irrompere,   invadere, 

arriperent  integri  fessos,  Tac:  turbata  arripe 
castra,  Verg.:  2)  trasl.:  a)  di  dolore,  malattia, 

sonno,  cogliere,  prendere,  is   dolor,  qui   Simili 

arripuit,  interfìcit,  Cic:  adversà  valetudine  ar- 
reptus,  Jnstin.:  repente  Alexandrum  somnus 
arripuit,  Justin.  b)  come  autore  di  satire,  chia- 
mar uno  dinanzi  al  proprio  tribunale, 


biasimare,  satireggiare,    censurare,  tartassare, 

primores  populi  populumque  tributim,  Hor.: 
luxuriam  et  Nomentanum,  Hor.  e)  arrogarsi 
q.c.uiegaimente,usurpare,  sibi  imperi  um,Caes.: 
sibi  cognomeu  ex  Aeliorum  imaginibus,  Cic. 

arrisilo,  Òllis,  f.  (arrideo),  Vatto  dell'arri- 
dere, approvazione  data  sorridendo,  Cornif. 
rhet.  1,  10. 

arrTsìir,  oris,  m.  (arrideo),  arridente,  che 

sorride,  scroccone  che  sorride  sempre,  Sen.  ep. 

27,  7. 

arrodo,  rosi,  rosum,  ere  (ad  erodo),  rodere 
all'intorno,  rosicchiare  (di  animali),  mures  A 11- 
tii  coronam  auream  arrosere,  Liv.:  ut  illa  ex 
vepreculis  extracta  nitedula  rem  publicam  co- 
naretur  arrodere,  Cic. 

arrogans,  antis,  part.  agg.  con  compar. 
e  superi,  [da  arrogo),  arrogante,  pretensioso, 
presuntuoso,  borioso,  di  per  s.,  Cic  ed  a.:  arro- 
gans  minoribus  (verso  gli  inferiori),  inter 
pares  difficilis,  Tac:  trasl.  di  e.  inan.,  si  te 
aliquod  dictum  arrogans  ant  superbum  movet, 
Cic:  arr.  de  se  persuasio,  Quint.:  arrogans  est, 
seguito  dalVinfin.,  pare  alterigia,  Plin.  ep.  9, 
31,2:  pzrim.,  arrogantis  est,  coZZ'infin.,  Cic. 
de  off.  1,  99.^ 

arrogante!*,  avv.  con  compar.  e  superi. 

(arrogailSj,  coti  arroganza,  superbamente,  con 
presunzione,  CÌC  ed  a. 

arroganti:*,  ae,  f.  (arrogans),  presunzione, 

arroganza,  insolenza,  boria  {conti',  humilitasj, 

Cic.  ed  a. 

arrogatìo,  ònis,  f.  (arrogo), Za  solenne  ado- 
zione di  un  maggiorenne  come  figlio,  che  av- 
veniva nei  comitia  centuriata,  coli 'autorità  e 
consenso  del  popolo  {cfr.  adoptio),  Aur.  Vict. 
Caes.  2,  1. 

arrogo,  avi,  àtum,  are  (ad  e  rogo),  I)  da 

rogo  =  chiedere,  domandare,  A)sibi  alqd,  arro- 
garsi, appropriarsi,   attribuirsi,  ascriversi  q.C, 

che  non  ci  è  propria,  che  non  ci  spetta,  mihi 
non  sumo  tantum,  judices,  ncque  arrogo,  Cic: 
ego  tantum  tibi  tribuo,  quantum  mihi  fortasse 
arrogo,  Cic:  sibisapientiam  arr., Cic B)(poet.) 
alci  alqd,  riconoscere  q.c.  come  dovuta  ad 
alcuno,  accordare  {contr.  abrogo),  pretium 
chartis,  Hor.:  nihil  non  arroget  armis,  tutto 
ascriva  al  diritto  dell'armi,  tutto  attribuisca 
al  brando,  Hor.  II)  da  rogo  =  interrogare, 

A)  come  t.  t.  burocr.,  adottare  come  figlio 
un  maggiorenne  libero,  Aur.  Vict.  Caes.  13,  1. 

B)  aggiungere  con  nuova  rogazione  un  magi- 
Strato  ad  un  altro,  unico  consuli...  dictatorem, 
Liv.  7,  25,  IL 

arrosor,  òris,  m.  (arrodo),  roditore,  trasl., 
Sen.  ep.  27,  7. 

ars,  artis,  f.  {rad.  AR,  donde  anche  ar-mus, 
ar-tus,  grec.  APd,  àptóco,  àpsxy)),  letterahn. 
il  connesso,  il  collegato,  cioè  Varie 
ordinata,  I)  in  senso  stretto  :  A)  propr.  ogni 
abilità  o  corporale  o  spirituale  in  quanto  si 

mostra  attiva,  opera  manuale,  professione,  arte, 

scienza,  artes  liberales  o  ingenuae,  le  arti  libe- 
rali, dei  liberi  (artificum  ),  arti  belle  {contr.  ar- 
tes sordidae  ovv.  quaestus  iiliberales  et  sordidi, 
le  opere,  i  lavori  degli  schiavi  e  dei  lavoratori 
m/?m?[opificum]i,Cic:  artes  optìmzc,  le  scienze, 
Cic:  ars  disserendi,  dialettica.  Cic:  rethorica, 
Quint.:  artes  urbanae,  giurisprudenza  ed  elo- 


239 


Arsaces 


articulus 


240' 


quenza,  Liv.:  artem  aliquam  factitare,  Cic, 
exercere,  Hor.  B)  meton.:  1)  le  regole  che  go- 
vernano ogni  arte  o  scienza,  teoria,  ad  artem 
et  ad  praecepta  revocare  alqd,  richiamare  q.c 
alla  teoria  ed  alle  regole,  alle  regole  teo- 
riche^ Cic:  res  mihi  videtur  esse  facilitate 
(in  pratica)  praeclara,  arte  (in  teoria)  me- 
diocris,  Cic:  ex  arte  (dicere,  scribere,  etc), 
conforme  ai  precetti  deli1  arte,  Cic:  si  arte 
caret,  di  senso  artistico,  Hor.  :  per  estens. 
anche  come  titolo  del  libro  in  cui  si  svolgono 

tali  teorie,   trattato  di  retorica,  retorica,  artes 

oratoriae,  Cic:  rhetorum  artes,  Cic:  artes  an- 
tiquae,  gli  antichi  libri  diretor.,  Cic  2)  Varie 

rivolta  a  q.C.  arte,  attitudine,  abilità,  attività, 

destrezza,  artifizio,  ars  medicinae  (nella  medi- 
cina), Tac:  opus  est  vel  arte  vel  diligentià, 
Cic:  arte  laboratae  vestes,  Verg.:  plausus  tunc 
arte  carebat,  era  sincero,  spontaneo,  Ov.  3)  pi. 
artes,  opere  d'arte,  Hor  ,  Verg.  ed  a.  4)  Artes 
=  le  Muse,  Phaedr.  3,  prol.  19.  IT)  trasl.:  le 
qualità  morali  di  una  persona  in  quanto  si 
palesano  nelle  azioni;  come  vox  media  e 
quindi  a  seconda  del  contesto  o  colV  ag- 
giunta e  determinazione  di  un  aggettivo, 

buona  0  cattiva  proprietà,  attitudine,  usanza, 
abitudine,  modo  di  operare,  virtù  0  vizio,   mea 

ars,  assiduità,  attività,  Ter.:  multae  sunt 
artes  eximiae,  Cic:  bonae  artes,  buone  qua- 
lità, Sali.  :  artibus  bonis  malisque  mixtus, 
virtù  e  vizi,  Tac:  malae  artes,  cattive  abitu- 
dini, Sali.  2)  plur.  artes  =  mezzo,  maniera  dì 
fare  q.c,  quaesitae,  Verg".  :    nocendi,  Verg. 

3)  (assol.),  astuzia,  furberia,  scaltrezza,  intrigo, 
raggiro,  Ter.,  Sali,  ed  a. 

Arsaces,is,  acc.  en.  m.(\ApaaxY)s),_pnmo 
re  e  fondatore  della  dinastia  degli  Arsacidi 
nei  Parti  (circa  il  250  av.  Cr.)»  —  Deriv. : 
Arsacfdès,  ae,  m.  ('ApaaxiSvjs),  della  dina- 
stia degli  Arsacidi,  un  Arsadde. 

Arsìnoc,  Ss,  f.  ('Apatvóyj),  I)  figlia  di  To- 
lomeo Lagi  e  di  Berenice,  moglie  del  re  Li- 
simaco, poi  del  proprio  fratello  Tolomeo  Fi- 
ladelfo:  onorata  dopo  la  sua  morte  come 
Venus  Zephyritis  (dal  promontorio  [del- 
l'Africa]  Zephyrium).  Il)  città  delVEtolia. 

Arlacié,  ès,  f.  ('Apxaxtyj),  fonte  nel  paese 
dei  Lestrigoni. 

Artavasdés,  is,  acc.  en.  m.,  re  della 
grande  Armenia,  figlio  di  Tigrane  I,  con- 
temporaneo di  Cleopatra  ;  ora  alleato  dei 
Parti,  ora  dei  Romani. 

,1  ria \ ala.  ae,  f.,  e  per  lo  più  òrum,  n. 
('Apxógaxct),  capitale  della  grande  Armenia, 
sulV  Araste. 

Artaxerxes,  is,  acc.  en,  m.('Apxa£épgY)£), 
nome  di  alcuni  re  Persiani,  I)  Artaxerxes  Ma- 
crochir  ('Apxagépgrjs  Maxpóxstp,  cioè  Longi- 
mano),  figlio  di  Serse  I,  regnò  dall'anno 
465-425  av.  Cristo.  II)  Artaxerxes  Mneraon 
('ApxagépgTjs  MvVjiitov,  cioè  con  buona  memo- 
ria), figlio  di  Dario  IT,  regnò  dal  405  al  361 
av.  Cr.  Ili)  Artaxerxes  Ochus  ('ApxagépgTjg 
"Ox°s)  figlio  del  precedente,  regnò  dal  361 
al  339  av.  Cr. 

arte,  avv.(artus,  a,  um\ strettamente, serra- 
tamente, in  modo  compresso,  compatto,  I)propr.: 
a)  in  opposiz.  al  rallentare,  rilassare,  stretta- 
mente, fermamente  (contr.  laxe),  colligare  ma- 


nus,  Plaut.:  tigna  hoc  (tanto)  artius  illigata  te- 
nentur,  Caes.:  artius  complecti  alqm,  Cic:  e 
spesso  figurai.,  artius  astringere  rationem,  ar- 
tissime  constringere  sententiam,  Cic:  illud  arte 
tenent  (tengono  fermo)  accurateque  defendunt, 

Cic  b)  in  antitesia  larghezza,  serratamente,  fit- 
tamente (contr.  late),  trabes  singulis  saxis  in- 
terjectis  arte  continentur,  Caes.:  signa  artius 
collocare,  Sali.:  pedites  quam  artissime  ire  ju 
bet,  Sali.:  spiritus  arte  meat,  Curt.  II)  trasl. r 
a)  profondamente,  arte  ed  artius  dormire,  Cic  : 
alqm  arte  (intimamente,  svisceratamente),  ar- 
tissime (con  tutto  il  cuore,  nel  modo  più  ap- 
passionato) diligere,  Plìn.  ep.  b)  ristrettamente, 
limitatamente,  artius  appellare  alqm,  chiamare 
uno  col  nome  abbreviato,  Ov.:  specialmente 
riguardo  alla  scarsezza  dei  piaceri  della  vita, 
alqm  artius  habere,  Sali,  fr.:  alci  arte  modum 
statuere,  permettere  in  misura  limitata,  SalL 

Artemisia,  ae,  f.  ('Apxsjitota),  regina: 
della  Caria,  che  innalzò  uno  splendido  mo- 
numento al  marito  Mausolo. 

Artemìsium,  li,  n.  ('Apx3uiatov)  pro- 
montorio e  spiaggia  delVEubea,  di  fronte  a 
Magnesia,  con  un  borgo  di  ugual  nome. 

arteria,  ae,  f.  (àpxyjpta),  I)  trachea,  per 
la  sua  asprezza  anche  arteria  aspera  (xpoc^stoc 
àpxTjpta),  Cic:  anche  al  plur.,  poiché  consta 
di  due  parti,  Cornif.  rhet.  e  Suet.:  plur.  ete- 
rocl.  arteria,  n.,  Lucr.  4,  527.  II)  arteria, 
(contr.  vena),  Cic.  ed  a. 

arili  ri  tic  us,  a,  um  (àpGptxixós),  malato 
dfartritide,  cocus,  Cic  ep.  9,  23  extr. 

artìeularis,  e  (articulus),  die  appartiene 
alle    giunture,   delle   g,,    morbus,  gotta,    Suet. 

Galb.  21. 

articulatim,  avv.  (articulus),  I)  propr.: 

a  membro  a  membro,  a  brano  a  brano,  membra 

dividere,  Poét.  trag.  in  Cic.  de    nat.   deor. 

3.  67.  IT)  trasl.,  partitamente,   distintamente r 

chiaramente,  verba  piane  exaudiri  discernique 
articulatim,  Lucr.:  articulatim  distincteque 
dici,  Cic 

articulo,  avi,  àtum,  are  (articulus), propr- 

smembrare,  quindi  trasl.:  articolare  ■=  pronun- 
ziare distintamente,  voces,  Lucr.:  4,  549. 

artìculósus,  a,  um  (articulus),  pieno  di 
nodi,  nimium  concisa  et  velut  articulosa  par- 
titio,  troppo  spezzata  e  minuziosa,  Quint.  4r 
5,24. 

articulus,  i,  m.  (dimin.  di  artus),  pic- 
colo membro  che  ne  unisce  altri,  nodo,  giun- 
tura, articolazione,  I)  propr.:  1)  di  esseri  vi- 
venti, articulus,  quo  jungitur  capiti  cervixr 
articolazione  cervicale,  Liv.:  crura  sine  arti- 
culis  habere,  Caes.:  articulorum  dolores,  dolori 
artritici,  od  articolari,  Cic:  molli  articulo  tra- 
ttare alqm  (prov.),  trattar  con  mitezza,  Quint. 
11,  1,  70  :  plur.  meton.  =  le  membra  e  par  tic. 
le  dita,  Lucr.,  Catull.  ed  a.  2)  di  alberai  e  ve- 
getali, nodo,   sarmentorum,  Cic  II)  trasl. : 

1)  del  discorso,  membro,  articuli  membraque 

(xÓ[l}iaxa  XOCÌ  XtoXa)  piccoli  e  più  granili  mem- 
bri, Cic  In  gramm.  =  articolo,  Quint.  1,4, 19. 

2)  del  tempo,  momento,  punto  giusto,  opportu- 
nità, momento  opportuno,  ipso  articulo  temporis,. 
Cic:  in  ipso  articulo,  Ter.:  in  quo  articulo  rerum 
mearum  (momento  critico),  Curt.  3)  di  altre 
COSe  astratte,  punio,  sezione,  suddivisione,  grado,, 


241 


artifex 


artus 


242 


per  eosdem  articulos  et  gr&àus,  per  tutti  gl'in- 
feriori e  superiori  gradi  degli  onori,  Suet. 

artifex,  fYcis,  C.  (ars  e  facìo),  artefice,  ar- 
tista, I)  di  esseri  viventi  o  personifico  ti,  ar- 
tefice, maestro  di  un*  arte,  artista,  perito  in 
un'arte,  tecnico  e  anche  il  teorico  di  un'arte  ; 

attr  b.  =  colui  che  mostra  conoscenza  tecnica 
di  q.c,  che  lia  perizia,  abilità,  in  un'arte,  è  mae- 
stro in  q.c,  1  )  in  senso  stretto,  a)  artista,  come 
valente  in  un'arte  o  disciplina  (contr.  inscius, 
imperitus,  ignorante),  Cic,  Nep.  *d  a.:  arti- 
fices  improbi,  ciarlatani,  imbrogboni,  Liv.: 
artifex  equus,  cavallo  ammaestrato,  che  ubbi- 
disce prontamente  al  freno,  Ov.:  natura  non 
artificiosa  (artificiosa)  sed  piane  artifex  (ar- 
tista verace,  compiuta),  Cic:  artifices  scaenici 
o  scaenae,  attori  scenici,  Cic.  e  Sen.:  art. 
morbi,  sonatore,  wd'Co,  Prop.:  art.  talium, 
maestra  in  tali  arti,  Tac.:  artifex  pingendi  fin- 
gendique,  Quint  :  art  dieendi,  Cic:  decollandi 
art.,  Suet.:  art.  in  sagittis  (in  trar  d'arco), 
Aur.  Vict.:  Phidias  dis  qnam  hominibus  effin- 
gendis  melior  artifex  creditur,  Quint.  12,  10, 
9.  b)  di  un  artefice,  come  colui  che  dà  forma 
a  un'opera,  a  una  materia,  maestro,  esecutore, 
creatore,  autore,  attrib.  =  chi  forma  (informa), 

crea,  produce,  omnis  bonae  malaeque  materiae 
fecunda  artifex,  rerum  natura,  Val.  Max:  col 
genit.,  ejus  (mundi)  artifex,  Cic  :  talium  ope- 
rum  artifices,  Liv.:  statuarum  artifices, Quint.: 
artifex  siniulatorque  figurae  (di  Morfeo),  Ov. 

2)  in  Sfnso  largo:  a)  chi  si  mostra  perito,  pra- 
tico, maestro  in  q.c„  col  genit.  del  sost.:  talis 
negotii.  Sali.:  formae,  Prop.  —  col  genit.  del 
gerundio  o  gerundivo,  tractandi  animos,  Liv  : 
suadendi,  Quint.:  conquirendae  et  comparandae 
voluptatis,  Cic:  serendae  in  alios  invidiae, 
Tac. —  con  ad  o  in  e  Tace,  ad  currumpendum 
judicium,Cic:  in  seria  et  jocos,  Justin.:  con  in 
e  Z'abl.,  in  ambitione,  Q.  Cic  —  quindi,  pregn., 

maestro  in  ordire  intrighi,  furfante,  mariuolo, 

scaltro,  Ter.,  Verg.  e  Ov  :  scelus  artificis,  rag- 
giratore malvagio.  Verg.  Aen  ,  1 1, 407:  autore, 
istigatore,  art.  caedis,  necis,  Ov.  II)  die  inan., 
X)  attivo  =  abile,  destro,  artifex,  ut  ita  dicam, 
stilus,  Cic:  art.  manus,  Ov.  2)  passivo,  fatto 
con  arte,  artificioso,  lavorato  con  arte,  quattuor 

boves,  Propr.:  motus,  Quint.  —  Gen.  plur. 
comun.  artificum,  però  anche  artificium , 
Quint.  7  pr  §  1. 

artifìci» li «S,  e  (artificium),  artificiale,  arti- 
ficioso, con  arte,  artistico,  C'  me  1. 1.  ret.  (cotitr. 

inartificialis),  ratio,  Quint.:  probatio,  sost.  arti- 

ficialia,  ium,  n.,  regole,  norme  dell'arte,  Quint. 

a  r  tifici»  liler,  avv.  (artificialis),  con  arte, 
artificiosamente  {contr.  inartificialiter),  in  re 
se  gerere,  Quint.  2,  17,  42. 

artificióse,  avv.  con  comp.  e  superi  (ar- 
tificiosusì,  artificiosamente,  con  arte,  Cic  ed  a. 

artificio*»*,  agg.  con  comp.  e  superi, 
(artificium)  I)  attivo  =  che  sa  l'arte,  perito 
nell'arte,  di  per  s.  Cic:  trasl.,  di  c.inan.:  ipsius 
mundi  natura  non  artificiosa  solum,  sed  piane 

artifex,  Cic.  II)pasSWO  =  fatto  con  arte,  ar- 
tificioso, artistico,  A)  propr.,  res,  Cic:  opus, 
Cic.  B)  trasl.:  conforme  alle  regole  dell'arte,  ar- 
tificioso, artificiale  (contr.  naturalis,  «  naturale, 
confo  >  me  a  natura  »),  sunt  duae  memoriae  : 
una  naturalis,  altera  artificiosa,  Cornif.  rhet  : 


ea  genera  divinnndi,  non  naturalia,  sed  artifi- 
ciosa dicuntur,  Cic. 

artificium,  ti,  n.  (artifex),  I)  proprietà, 
attività  dell' arti  f ex.  arte,  mestiere,  professione, 

tenue  et  leve,  Cic:  ancillare,  servile,  Cic:  ope- 
rum  atqne  artificiorum  miti&tr&àere,  delle  arti 
e  dei  mestieri,  Caes.  b.  Gr.  6,  17,  2  (diverse 
da  Cic. Verr.  4, 1 82.  Cfr. n°  11,0).  II)  meton.: 
A)  il  complesso  delle  regole  che  stanno  a  fon- 
damento di  una  scienza,  teoria,  sistema,  Cic: 
memoriae,  arte  della  memoria,  mnemonica, 
Cornif.  rhet.  B)sogg.:  a)  abilità,  destrezza,  cu 

pacità,  perizia  tecnica,  arte,  vis   artificii,   CÌC' 

artificium  gubernatoris,  Caes.  :  simulacrum 
Dianae  singulari  opere  artificioque  perfectum, 
Cic:  hoc  ipsum  est  summum  artificium,  una 
stupenda  opera  artistica,  Cic    b)  destrezza, 

arte;  in  Cattivo  Senso,  astuzia,  raggiro, inganno, 

artificio  quodam  consequi,  Cic:  vicinitas  non 
erudita  artificio  simulationis,  Cic:  artifìcio 
quodam  et  scientia  oppugnationis,  Caes.  :  plur.: 
quorum  artificiis  effectum  est,  ut,  etc,  Cic 
C)  opera  d'arte,  artifici  cupidum  esse,  Cic:  e 
plur.:  haec  opera  atque  artificia,  Cic.  Verr.  4, 
132  (diverso  da  Caes  b.  G.  6, 17,  2.  Cfr.  n"  1). 
arto,  avi,  àtum,  are  (artus,  a,  uni),  legare, 

stringere  insieme,  IJpropr.l  a)  in  Opposiz.  a 
rallentare,  serrare,   stringere  saldamente,   fre- 

num,Tibull.:  fascias,  Cels.  b)m  opposiz  ad  al- 
largare, restringere,  comprimere ycontr.  laxare), 
a.) un  luogo:  ubi  primum  se  artat  (Oceanus), 
Hellesponitus  vocatur.Propontis,  ubi.  expandit, 
Mela  :  et  Syriae  et  Aegypti  regna  Romana  vi- 
ciniate artata,  Justin.  p)  altri  oggetti,  legare, 
serrare  insieme,  comprimere,  quorum  (primor- 
diorum  rerum)  condenso  magis  omnia  conci- 
liatu  artari  possunt,  Lucr  :  transversos  fustes 

spisse,  Col.  II) trasl.:  limitare,  restringere,  fare 

più  piccolo,  a)  di  numero  :  artata  numero  felici- 
tas,Vell.  b)di  tempo:  a)generic:  artati  tempo- 
ris  spatium,Vell.  $)  pregn.,  limitare  q.c.  o  ale, 
restringere,  riguardo  al  tempo,  adeo  artatum 
(quod  clarum  fuit)  angustìis  temporum,  ut  etc, 
Veli,  e) secondo  le  relazioni,  le  circostanze: 
in  praemiis,  in  honoribus  omnia  artata,  Liv. 

artttlaifanus,  i,  m.  (àpToXàyavov),  fo- 
caccia (composta  di  farina,  vino,  latte,  olio, 
grasso  e  pepe),  Cic.  ed  a. 

1.  art»*,  a,  um  (rad.  AR  o,  grec.  AP-w, 
donde  anche  2.  artus,  arma  ed  altri),  con- 
nesso, collegalo,  cioè  ristretto,  limitato, 
serrato,  stretto,  compatto,  I)  propr.  a)  in  anti- 
tesi a  rallentato,  rilassato,  stretto,  serrato, 
molto  teso  (  contr.  laxatus),  catena,  Ov.  e  (contr. 
laxa),  Sen.:  frenum,  Tibull.:  toga,  ben  serrata, 
che  si  adatti  bene,  Hor.:  e  sovente  figur.,  ar- 
tiores  laquei,  Cic:  artissimum  societatis  vin- 
culum,  Cic:  b)  in  opposiz.  a  largo,  stretto 
{contr.  latus),  a)  di  luoghi:  artiores  silvae,/?ite, 
Caes.:  vallis.  via.  s<  mita,  Liv.:  coit  deinde  mu- 
rus  ex  utraque  parte  in  artiorem  velut  cuneum, 

LÌV  :  SOSt.,  artum,  i,  n.,  strettezza,  luogo  an- 
gusto, solo  con  preposiz.;  in  artum  agere  spi- 
ritum,  Sen.,  mare,  M*la:  e  (figur.),  nec  desilies 
imitator  in  artum,  ti  chiuderai,  ti  serrerai  in 
istrettezze,  Hor.:  montes  paulatim  in  artius 
coéunt,Curt.:  qua  in  artissimum  cogitur  regio, 

Curt.:  partic.  lo  stringere,  Vincalzare  della  bat- 
taglia, in  artum  cumpulsi,  serrati,  Liv.:  pugna 


243 


artus 


arx 


244 


in  arto,  a  corpo  a  corpo,  Tac  P)  di  altre  cose, 

stretto,  compatto,  fìtto,  serrato,  turbi,  Tibull.: 

nimis  arta  convivio,  Hor. :  artissimae  tene- 
brae  (profonde) ,  Suet.    II)  trasl.  :   a)  non 

Virgo,   stretto,   saldo,  intimo,   profondo,    artllS 

somnus,  artior  somnus ,  Suet.  e  Cic.  :  artis- 
simus  somnus,  Suet.:  arta  familiaritate  alqm 

COmplecti,   Plin.  CJ).  b)  ristretto,  serrato,  ce)  fra 

le  strette,  il  rigore,  sponte  sua  cadere  sub 
leges  artaque  jura  (rie/ore  del  diritto),  Lucr. 
p)  stretto  dalle  cure,  dai  dolori,  animus,  Hor. 
e)  limitato,  scarso,  poco,  commeatus,  Liv.:  an- 
nona arta,  artior,  artissima,  Suet.:  artior  pe- 
titio,  con  poca  speranza,  Liv.:  sost.:  in  arto 
(esse)  commeatum,  le  vettovaglie  sono  scarse, 
Tac:  alci  spem  ponere  in  arto,  limitare,  sce- 
mare la  speranza  ad  alcuno,  Ov.  d)  incerto, 
penoso,  pericoloso,  res  (situazione),  Ov.  e  Tac: 
sost.  cum  in  arto  res  esset,  essendo  alle  strette, 
Liv. 

2.  arlìis,  us,  m.  (rad.  AR-o  donde  anche 
1.  artus,  arma)  giuntura,  articolazione,  class, 
sempre  plur.  arliis,  tiium,  dat  e  abl.  -tùbus, 

m.,   giunture  COI    loro    membri,   articolazioni, 

membra  (mentre  membra  =  le  membra  [capo 
e  busto  non  compresi]  come  parti  del  corpo, 
delle  quali  gli  artus  costituiscono  la  parte 
esterna),  magni  membrorum  artus,  Verg.:  nervi 
atque  artus  sapientiae  (figur.),  Cic  :  dolor  ar- 
tuum,  Cic:  omnibus  artubus  contremisco,  Cic: 
poet.  =  membra,  salsus  per  artus  sudor  iit, 
Verg.^ 

arala,  ae,  f.  (dimin.  di  ara),  piccolo  altare, 

altarino,  CÌC  ed  a. 

annidile!*,  fera,  forum  (arundo  e  fero), 

die  produca  canne,  Ov.  fast.  5,  637. 

annidiiictuiii,  i,  n.  (arundo),  canneto, 
Veli,  ed  a. 

annidine iis,  a,  um  (arundo),  di  canna, 
faito  di  canne,  canales,  Verg.  :  silva,  canneto, 
canniccio,  Verg.  :  Carmen,  canzone  pastorale, 

bucolica,  Ov. 

annidi  nósus,  a,  um  (arundoì,  pieno  di 

canne,  ricco  di  canne,  CnidllS,  Catull.  36,  13. 

annido,  (harundo),  dinis,  {.canna  ingener. 
(mentre  canna  ===  cannuccia,  giunco;  ulva  = 
sala  [erba  palustre])  I)  propr.  :  insulae  her- 
bidae  arundine  et  junco,  Plin.  ep.:  aper  Laurens 
ulvis  et  arundine  pinguis,  Hor.:  arundo  Indica, 
bambou,  Plin.:  la  canna  usata  come  tetto  o  a 
rivestire  intorno  le  case  o  le  capanne;  e  spe- 
cialmente come  graticcio  alle  baracche  o  tra- 
bacche, casae  ex  arundine  textae,  Liv.  :  erunt 
tecta  arundine  texta,Liv.:  come  attributo,  fra 
i  capelli  delle  divinità  marine,  crines  (lei 
Tiberini  )  umbrosa  tegebat  arundo ,  Verg.  : 
II)  meton.:  per  ciò  che  è  fatto  di  canne, 
a)  canna  da  pescare,  mo  lerator  arundinis,  pe- 
scatore, Ov.  :  captare  arundine  pisces,  Tibull. 
1))  pania  per  prendere  gli  uccelli,  arundine 
sumptà  Faunus  piumoso  sum  deus  aucupio, 
T^rop.  (pasticcinola  della  freccia  (conti:  mucro, 
i'^rrum),  Ov.  :  poet.  anche  la  freccia  sl'ssn, 
Verg.  e  Ov.  d)  zampogna  (obpiyfy,  che  consi- 
steva in  una  serie  di  canne  di  varia  lun- 
ghezza, unite  fra  loro  con  cera,  Verg.  e  Suet. 
e)  flauto,  Ov.  met.  6,  384,  f  )  pettine  formato 
di  canne  attraverso  al  quale  passano  i  fili 
nel  telaio  (chiamato  comun.  pecten),  stamen 


secernit  arundo,  Ov.  met.  6,  55.  g)  bastone, 

canna  prr  percuoter/',  Yro]).  4,  7,  25.  Il)  canna 

o  bastone  di  cui  s>  servono  i  fanciulli  per  ca 
vilcare,  Hor.  e  Val.  Max.  i'j  stecca  (dei  ehi- 
rurg'ii),  Suet.  Aug.  80. 

/ir  ti  fmuii,  fi,  n.,  cittì  dei  J  apodi  nell'Il- 
lirico; ora  Auersberg  o  Mungava;  donde 
Ani  pili  II  S,  a,  Um.  arupino, 

aruspex,  etc  V.  haruspex,  etc 

Arverni,  òrum,  m.,  popilo  gali  co  dcl- 
VAqwtania,  nell'odierna  Auvergne  (AI- 
vernia). 

arvina,  ae,  f.,  grasso,  lardo,  Verg.  Aen. 
7,  627. 

arvus,  a,  um  (per  aruus  da  aro),  campo 

arabile,  atto  all'aratura,    I)  agg.:  agl'i,  arvi   et 

arbusti  et  pascui.  Cic.  de  rep.  5,  3.  II)  sost., 

ai'YilIllj  i,  n.    1)  campo,  suolo   arativo,   prata 

et  arva,  Cic  :  subigere  arva,  Verg.:  meton.,  pa- 
bulo pecorismagis  quam  arvo  (terra  coltivata) 

studere,  Sali.     2)  trasl.     a)  pianura,  territorio, 

piano,  paese,  Ov  :  arva  laeta,  Verg.:  quindi 
ar tic.  pascolo,  pastura,  Prop.  4,  9,  19:  arva 
Neptunia  —  mare,  Verg  Aen.  8,  69 ò  :  Udo, 
spiaggia,  Verg.  Aen.  2,  209.  h)  poet,  delle 
parti  genitali  della  donna,  genitale,  Verg. 

arx,  arcis,  f.  (dalla  rad.  ARC  in  arceo\ 
luogo  forte  o  per  natura  o  pnr  opera  dell'uo- 
mo, per  difendere  o  dominare  una.  città  oun 

territorio,   altura,   rocca,    cittar'ella,   baluardo, 

fortezza,  I)  propr.:  A)  in  istretto  senso:  arx 
hostium,  Liv.:  nocte  occupat  collem  imminen- 
tem  urbi  (Larissam  cam  arcem  vocmt),  Liv.: 
'iella  rocca  di  Noma  e  sopra  tutto  dell'altura 
S,  0.  del  Campidoglio  (oggi  colle  di  Aracoeli), 
e  quindi  tutto  il  coli*  con  la  rocca  ed  il  Cam- 
pidoglio, arx  et  Capitolimi!,  Cic:  Romana, 
Liv.:  Capitolina,  Liv.:  o  Capitolii,  Tac:  Tar- 
peja,  Campidoglio,  Verg.:  e  come  luogo  donde 
si  toglievano  gli  auspici,  cum  in  arce  augu- 
rium  augures  acturi  essent,  Cic:  come  in  gì: 
óotpa,  à%pÓ7ioXi£,  la  rocca,  la  parte  più  ele- 
vata C  più  forte  di  una  città,  acropoli,  citta- 
della, fortezza,  non  est  (hoc  opus)  ut  in  arce 
(Ac.  di  Atene)  poni  possit,  Cic:  arx  (Ac.  di 
Corinto)  inter  omnia  in  immanem  altitudinem 
edita,  Liv.  :  potitus  est  urbis  Syracusarum, 
praeter  arcem  et  insulam  adjunctam  oppido, 
Nep.:  della  cittadella  di  un  regno  =  città  più 

forte,  baluardo  più  sicuro,  cittadella  principale, 

ad  caput  arcemque  regni  Pergamum  ducit  op- 
pugnandam,  Liv.:  proverò.:  arcem  facere  e 
cloaca,  di  una  mosca  farne  un  cammello,  Cic 
Piane  95.  B)  in  più  largo  senso,  del  soggiorno 
celeste  di  Giove,  summa,  Ov.:  siderea,  Ov.: 
plur.:  del  cielo  stesso,  aetliereae,  Ov.:  igneae, 
Hor.:  di  templi,  sacrae,  Hor.:  di  città,  Romanae, 
rocca  di  Roma  —  «Roma»,  Verg.:  Diomedis 
arces,  di  Arpi  nelV Apulia,0\::  beatae,  di  Co- 
rinto, Hor.:  della  cima,  della  vetta  di  un 
monte,  Parnassi  arx,  Ov.:  plur.,  Roma  septem 
una  sibi  muro  circumdedit  arces  (colli),  Verg. 

II)  trasl.  A)  COme  il  nostro  baluardo,  rocca, 
cittadella  =  difesa,  scampo,  rifugio;  di  luoghi: 

haec  urbs  lux  orbis  terrarum  atque  arx  omnium 
gentium,  Cic:  ty ranni  nuper  eos  (muros)  arcem 
et  munimentum  sibi,  non  ci  vitati  paraverunt, 
Liv.:  dipers.:  ipsam  arcem  finitimorum,  Cam- 


245 


A  sera 


246 


panos,  adorti,Liv.:  diastr.:  munite  communem 
arcem  honorum,  obstruite  perfugium  improbo- 

l'iim,  Cic.  B    =  sede  propria,  dimora  principale, 

fortezza  principale,  quae  visa  species...  arcem 
e&m'(il  Campidoglio),  imperli  atque  caput  re- 
rum portendebat,  Liv.:  di pers.,  ubi  Hannibal 
sit,  ibi  caput  atque  arcem  totius  belli  esse,  Liv.: 
di  astì\,  arcem  Stoicorum  defendis,  fonda- 
mento, punto  capitale  (base),  Cic:  C)  (della 
rocca  come  punto  più  elevato)  =■  apice,  punto 
culminante,  eloquentiae,  Quint.  e  Tac.  dial. 

as,  assis,  m.  {da  sic;,  perchè  i  Tarentini 
forse  pronunciavano  àg)  il  tutto  come  unità, 
diviso  in  12  unciae  (12  dodicesimi),  I)  ingen.: 
ex  asse  heres,  erede  universale.  Quint  ed  a. 
II)  partici  1)  come  moneta,  asse,  originar, 
una  libbra  (as  libralis),  ma,  dal  275  av.  Cr., 
dopo  varie  riduzioni,  fu  ridotto  finalmente 
ad  '/ss  di  libbra,  e  ai  tempi  di  Cicerone  va- 
leva circa  5  cent.:  quindi  ad  assem,  sino  al- 
l'ultimo  centesimo  =  tutto  insieme,  tutto 
quanto,  ad  assem  perdere  omnia,  Hor.:  ad  assem 
impendium  recidere,  Plin.  ep.:  unius  assis  aesti- 
mare o  non  assis  facere,  non  stimar  nulla, 
tener  in  nessun  conto,  Catull.:  assem  para, 
tien  pronto  un  asse  (come  mercede  per  una 
storiella),  Plin.  ep.:  quod  non  opus  est,  asse 
carum  est,  Cato,  fr.  2)  come  peso,  una  libbra, 
Ov.  med.  fac.  60. 

1.  Ascamus,  ìi,  m.,  figlio  di  Enea  e 
Creusa  o  di  Enea  e  Lavinia. 

2.  Ascaiiiiis,  ti,  m.  I)  Asc.  lacus, grande 
lago  della  Bitinia,  sul  cui  limite  orientale 
sorgeva  Nicea ;  oggi  lago  di  Isnik.  II)  fiume 
della  Bitinia  che  attraversa  il  lago  Ascanio, 
ora  Tschatirgha  Su. 

ascendo, scendi,  scensimi, ere  (ad  e  scando, 
salire,  ascendere,  montare  ad  un  luogo  {contr. 
descendere),  I)  propr.:  a)  colla  domanda 
verso  dove?  a)  con  in  e  Z'acc.:  in  murum, 
Cic:  in  tribunal,  Liv.:  in  equum,  Cic:  in  caelum, 
Cic:  in  contionem  (alla  tribuna),  Cic.  p)  con  ad 
e  Z'acc.:  adGitanos,Liv.  y)  col  solo  acc.  aa)acc. 
dei  nomi  di  città,  Delphos,  Liv.  PP)  con  altre 
relazioni  locali,  colV  acc.  rispondente  alla 

domanda  qual  luogo?  =  salire,  ascendere, 

montare,  scalare,  murum,  Caes.:  positis  scalis 
muros,  Caes.:  jugum  montis,  equum,  Liv.: 
ripam  equo,  Cic:  al  pass.,  si  mons  eratascen- 
dendus,  Caes.:  S)  coti  avv.  di  luogo:  illue,  Ov.: 
quo  simul  ascendit,Ov.  b)  colla  domanda  p  e  r 
dove?  con  avv.  di  luogo:  eàdem  ascendens 
descendensque,  Sali,  e)  assol.:  ascendens  hostis, 
Liv.:    ascendentes    desuper   protegere,  Caes. 

II)  trasl.:    crescere,   alzarsi,  innalzarsi  ad  un 

grado  elevato  (partic.  di  onori)  a)  colla  do- 
manda verso  dove?  con  in  e  Z'acc:  in  sum- 
mum.Vell.:  in  tantum  honorem,  Cic:  P)  con 
ad  e  Z'acc.  a  minoribus  ad  majora  (contr.  a 
majoribus  ad  minora  delabi),  Cic:  ad  honores, 
Cic  y)  con  super  o  supra  e  Z'acc:  in  id 
evecti,  super  quod  ascendi  non  potest,  Veli: 
supra  praeturas  et  tribunatus  et  consulatus, 
Tac.  b)  col  solo  acc:  altiorem  graduili,  Cic: 
summum  locum  civitatis,  Cic.  s)  con  avv.: 
usque  ad  nos  contemptus  Samnitium  pervenit, 
supra  non  ascendit,  Liv.  b)  colla  domanda 
come?  per  qual  via?  bine  gradatim 
ascendere  vocem  utile  etsuave  est,  Cic:  etiamsi 


non  per  gradus  ascendant  (verbaac  sententiae 
idem  significantes),  tamen  etc  Cic  e)  assol.: 
an  consularis  viri  triumphalisque  filius,  cum 
tertio  consul  creatur,  ascendit?  si  innalza 
forse  ancor  più?  Plin.  ep. 

ascensio,  ònis,  f.  (ascenda),  Patto  dei  sa- 
ure, salita:  trasl.,  il  salire,  crescere  man  mano, 
progresso,  oratorum,  Cic  Brut.  137. 

asceilSUS,  US,  m.  (ascendo),  il  salire,  l'ascen- 
dere, salita,  IJ  propr.  e  trasl.:  V)  propr  :  alqm 
ascensu  prohibere,  Caes.:  alqm  ab  ejus  templi 
aditu  atque  ascensu  repellere,  Cic:  alci  adi- 
timi ascensumque  diffìcilem  praebere,  Liv.  : 
plur.,  scalis  ascensus  tentare,  Liv.  2)  trasl., 

ascensione,  il  salire  =  pervenire  a  q.C,  prilUUS 

ad  honoris  amplioris  gradum,Cic  II)  meton.. 

il  luogo,  dal  quale  SÌ  Sale,  accesso,  adito,  passo, 
erta,  altura,  declivio,  pendìo  (in   quanto   lo   SÌ 

sale),  oppidum  erat  difficili  ascensu  atque 
arduo,  Cic:  alio  ascensu  Aequos  mittit,  Caes.: 
figur.  :  in  virtute  multi  ascensus  (gradini), 
Cic  Piane  60. 

ascia,  ae,  f.,  ascia,  scure  del  carpentiere  e 
legnaiuolo,  Cic.  ed  a. 

Asci  burini  in,  ii,  n.,  città  della,  Gallia 
Belgica,  sul  basso  Meno,  forse  oggi  Asburg 
presso  Meurs. 

ascto    (adsc),    ivi,   Ire,  ricevere,  accogliere 

scientemente  e  volontariamente,  socios,  Yerg.: 
asciri  inter  comites,  Tac. 

ascisco  (adsc),  ivi,  itimi,  ere  (ascio),  pren- 
dere ale.  a,  come,  ricevere,  accogliere,  assumere, 
I)  propr.:  plurimos  cujusque  generis  bomines 
ascivisse  sibi  dicitur,  Salii:  asciverunt  sibi  illud 
oppidum  piratae,  primo  commercio,  deindo 
etiam  societate,  Cic:  con  ad  e  Z'acc,  alqm  ad 
hoc  sceleris  foedus,  Cic:  con  in  e  Z'acc,  alqm 
in  numerimi  civium,Cic:  incivitatem,Liv.:  col 
dat.,  superis  ascitus  Caesar,  fra  gli  dei,  Ov.: 
con  dopp.  acc.  (ale.  a  o  come),  alqm  patro- 
num,  alqm  civem.  Cic   II)  trasl.:   A)  ge- 

neric,  assumere,  accogliere,  arrogare,  accettare, 
approvare,  neglegere  patrios  ritus,  peregrinos 
asciscere,  Liv..  sacra  a  Graecis  ascita  et  ac- 
cepta,  Cic  :  quod  natura  ipsa  asciscat  (esige) 
et  probet,  Cic.  B) partic:  1)  accogliere  q.c  fa- 
vorevolmente =  accettare,  riconoscere,  reputar 
buono,  leges,  Cic:  ista,  Cic:  ne  labar  ad  opi- 
nionem  et  aliquid  asciscam  et  comprobem 
incognitum,  Cic.  2)  asciscere  sibi  alqd,  attri- 
buirsi, arrogarsi  q.c,  sibi  sapientiam ,  Cic: 
senza  sibi,  plebem  parto  auxilio  imperium 
quoque  ascituram,  Liv.  —  Deriv.:  ascitus, 

a,   UHI,   ricercato,   chiamato   di  fuori,   estranea. 

straniero,  genitos  esse  vos  inibì,  non  ascitos 
milites  credite,  Curt.:  lepos  ascitus,  ricercato 
{contr.  lepos  nativus),  Nep. 

Asclcpìades,  is,  m.  ('AaxXvjTiidSYjs),  I)  fa- 
moso medico  di  Prusa  in  Bitinia.  II)  filo- 
sofo cieco  di  Fliunte,  discepolo  di  Mene- 
demo  (fondatore  della  scuola  eretriese). 

ascopcra,  ae,  f.  (àaxoTvyjpa),  otre,  tasca 
di  cuoio,  Suet.  Ner.  45. 

Ascra,  ae,  f.  ("Aaxpa),  borgo  della  Beozia 
presso  V Elicona,  la  seconda  patria  del  poeta 
Esiodo,  nato  a  Cime  nelVEolide.  —  Deriv.: 
Ascracus,  a,  um  ('Aaxpalog),  a)  ascreo,  poeta, 
Esiodo,  Prop.:  detto  anche  senex  Ascr.,Verg. 
e  soltanto  Aseraeus,Ov.  b)  esiodeo,  carmen,  cam- 


247 


ascribo 


Asis 


248 


pestre,  bucolico,  Verg.:  oves,  condotte  al  pa- 
scolo da  Esiodo,  Ov.:  C)  eliconio,  deWE.  fon- 

tes,  Prop. 

ascribo,  scripsi,  ptum,  ere  (ad  e  scribo), 

I)  aggiungere  scrivendo,  aggiungere  allo  scritto, 
ascrivere,  aggiungere,  A)  generic,  ascr.  MA- 
GNO, Cic:  illud,  quod  ascripsit,  Cic:  salutem 
plurimam  alci  (aggiungere  i  più  affettuosi 
saluti),  Cic:  nornen  suum  emptioni,  Cic.:  motis 
senatu  notas,  Liv.:  alqd  in  eandem  legem,  Cic: 
diem  in  epistula,  Cic:  coli 'aggiunta  del  predi- 
cato alla  domanda  :  in  che  qualità?  al- 
Z'acc.,  statuarum  titulis  se  pronepotem  Q.  Ca- 

tuli,  Sliet.  b)  ascrivere,  aggiungere  con  una  di- 

chiar 'azione  per  iscritto,  per  alcuno  oper  q.c, 
post  aliquod  tempus  alios  (legatos)  ascribi 
jubent,  Phaedr.:  tutor  hi*  (intendi  mxùierìbus) 
Graecorum  legibus  ascribendus  fuit,  Cic: 
partic.  in  un  testamento,  alci  o  sibi  legatum, 
Plin.  ep.  e  Suet.:  una  persona,  coli aggiunta 
di  un  predicato  alla  domanda:  in  che  qua- 
lità? alVa.cc,  alqm  tutorem  liberis,  Cic  e)  in 

una   lista  di  persone,  annoverare,  inscrivere, 

ascrivere,  alcjs  nomen  in  albo  profitentium  ci- 
tharoedorum,  Suet.  :  partic,  a)  come  citta- 
dino, alqm  in  civitatem,  Cic:  al  pass.,  ascri- 
ptum  esse  in  id  municipium,  Cic:  ascriptum 
esse  foederatis  civitatibus  e  in  foederatis  civi- 
tatibus,  Cic.  :  alqm  ascriptum  Heracliensem 
dicere  (dichiarare  come  iscritto,  ecc.),  Cic. 
P)  come  nuovi  coloni,  colonos  e  novos  colonos, 
Liv.:  colonos  Venusiam  (a  V.),  Liv.:  colonos, 
eo  (là)  trecentos,  Liv.  y)  arruolare  come  sol- 
dati, urbanae  militiae  ascribi,  Tac  B)  trasl.. 

a)  stabilire,  assegnare,  fissare,  ascriptus  poenae 

dies,  Phaedr.:  habebit  quisque  quantum  ille 
dies  primus  accripsit,  Sen.  b)  ad  un  numero, 
ad  una  classe,  ecc.,  fra,  sotto  un  numero,  una 
classe,  annoverare,  contare,  inscrivere,  hunc  ad 

tuum  numerum  (nel  numero  dei  tuoi)\ihenter 
aHscribo,  Cic:  tu  vero  me  ascribe  in  talem  nu- 
merum, Cic:  alqm  ordinibus  deorum,  Hor.: 
alcjs  sententiam  suae,  Cic:  con  dopp.  acc. 
(uno  a,  in,  come),  alqm  tertium  ad  amicitiam, 
Cic:  al  pass,  con  dopp.  nom.,  utinam  ego 
tertius  vobis  ascriberer  !  Cic  e)  ascrivere  = 

attribuire,  apporre,  imputare,  hoc  sibi    exem- 

plum,  Phaedr.:  partic.  ad  uno  come  autore, 
causa,  alci  incommodum,  Cic.  II)  inscrivere 

su  q.c.  segnare,  notare,  porre  un9 iscrizione,  ad 

statuam  ejus  adscriptum  est  :  «  Pater  argen- 
tario »,  etc,  Suet.:  marmori  Praxitelem  (il 
nome  di  Pr.),  Phaedr. 

ascriptTcms,  a,  um  (ascribo,  n°  II), 
iscritto  come  nuovo  (nella  lista  dei  cittadini) 
di  recente  iscrizione,  nuovo  iscritto,  novi  et 
ascripticii  cives,  Cic.  de  nat.  deor.  3,  39. 

aSCr ì pIlO,     Ònis,    f.    (ascribo),   aggiunta   a 

uno  scritto,  concr.  =  postula,  Cic  Caecin.  95.  | 
ascriplor,òris,  m.(&scribo),chisottoscrive  j 
in  favore  di  qualche  proposta,  sottoscrittore,  j 
fautore,  legis  agrariae,  Cic:  venalis  ascriptor  et  ; 
subscriptor  tuus,  Cic. 

Asculum,i,  n.  I)  forte  e  importante  capo-  i 
luogo  del  Piceno;  ora  Ascoli.  —  Deriv.: 
Ascìilànus,  a,  um,  ascolano;  plur.  sost. 
Asculani,  orum,  m.  gli  abitanti  di  Asculum, 
ascolani,  II)  città  delV  Apulia,  ora  Ascoli  di 
Satriano. 


Ascfiris,  is,  f.  lago  della  Tessaglia,  oggi 
Livadàki. 
Asdrubàl,  V.  Hasdrubal. 
asella, ae, f.  (dimin.  Casina),  asinelio,  Ov, 

art.  am.  3,  290. 

asellus,  i,  m.  (dimin.  di  asinus),  asinelio, 
Cic  ed  a. 

Asia,  ae,  f.  CAaia),  I)  Asim,  regione  della 
Lidia  sul  Caistro  (ora  Karasu).  II)  trasl.  : 
A)  in  senso  largo,  la  nota  parte  della  terra, 
detta  più  tardi  Asia  major  (in  contr.  ad  Asia 
minor).  B)  in  istretto  senso,  la  penisola,  che 
oagidì  comunemente  chiamiamo  Asia  minore, 
detta  solo  Asia  od  Asia,  quae  cis  Taurum  mon- 
terà (*Aata  ^  èvxdg  iou  Taupou)  ovvero  (negli 
scritt.  Seriori)  Asia  minor  Sovente  in  partic. 
del  regno  di  Pergamo  e  della  Troade.  C)  in 
senso  stretto,  e  specialmente  presso  i  Romani, 
la  provìncia  dell* Asia,  quae  proprie  vocatur  Asia 
('Aaóa  yj  ìSCcog  xaXoouivvj):  era  chiamata  sem- 
plicemente Asia  e  constava  del  regno  di  Per- 
gamo (ereditato  dai  Rom.  nel  130  av.  C), 
delle  città  greche  della  costa,  e  del  territorio 
di  Rodi,  abbracciando,  oltre  le  coste  e  le 
isole  della  Jonia,  Eolia  e  Doride,  le  regioni 
della  Frigia,  Misia,  Caria  e  Lidia. 

Deriv.:  1)  A*iagencs,  is,  m.,  sopran- 
nome di  L.  Corn.  Scipione  (V  sotto  Asiati- 
cus).2)  Asianus,  a,  um  (\Aaiavog),  a)  appar- 
tenente alla  prov.  dell 'Asia,  asiatico,  miles, 
Justin. :plur.  sost.,  Asiani,  ò"rum,m.  asiani,  gli 
appaltatori  generali  della  provincia,  Cic  ad 
att.  1, 17,  9.  b)  asiatico,  di  un  oratore  seguace 
della  scuola  asiati<  a,  ampollosa,  sentenziosa. 
declamator,  Sen.  rhet.:  gens  (scuola  oratoria), 
Quint.:  plur.  sost.,  Asiani,  orum,  m„  oratori 
asiatici,  Sen.  e  Quint.  e  quindi  avverbialm. 
asiane  loqui,  secondo  il  gusto  asiatico,  cioè 
con  stile  ampolloso  e  sentenzioso,  Quint.  12. 
10,  18.  3)  Asiaticus,  a,  um  ('Aotaxixdg). 
asiatico,  bellum,  con  Mitridate  (re  del  Ponto), 
Cic:  imperium,  signoria  dell  Asia,  Veli.:  ora- 
tores,  oratoi'i  asiatici,  che  avevano  uno  stile 
ampolloso  e  sentenzioso,  Cic:  quindi  Asia- 
ticum  orationis  genus,  asiatica  dictio,  questo 
stile  medesimo,  Cic:  e  così  more  asiatico,  Cic. 
—  Asiaticus,  soprannome  diL.  Corn.  Scipione, 
che  vinse  Antioco  nell'Asia,  Liv.  4)  (poet). 
Asis,  stdis,  acc.  stda,  f.  ("Aats),  asiatico* 
5)  Asius,  a,  um,  ("Aoiog),  asio,  palus,  la  pa- 
lude asia  nei  dintorni  di  Efeso,  Verg.:  prata. 
territorio  fertile  nel  medesimo  luogo,  e  Asia. 
nome  di  una  ninfa,  Verg. 

a*Tlus,  i,  m.,  assillo,  tafano,  Verg.  ed  a. 

asina r in s,  ti,  m  ,  asinaio,  Script,  r.  r.  e 
Suet. 

tsimus,  a,  um,  nome  di  una  gens  ro- 
mana, di  cui  il  più  noto  è  C.  Asinius  Pollio, 
oriundo  dai  Marrucini,  partigiano  ed  amico 
di  Antonio  e  più  tardi  di  Augusto  ;  si  se- 
gnalò come  oratore,  poeta  e  storico  e  fu  il 
fondatore  della  prima  biblioteca  in  Roma. 

aȓnus,i,  m.  asino,  I)propr.:  ferus,  Varr.: 
asinorum  grex,  Varr.:  mulorum  utilitates  et 

asinorum,  Varr.:  Il)  trasl.:  asino,  sciocco,  igno- 
rante, come  epiteto  ingiurioso,  quid  nunc  te, 
asine,  litteras  doceam  ?  non  opus  est  verbis,  sed 
fustibus,  Cic  :  in  esclam.,  tantum  asinum  !  Ter. 
Asis,  stdis,  V.  Asia. 


249 


Asius 


aspergo 


250 


Asìus,  a,  um,  V.  Asia. 

Asópus  (Asopos),  i,  m.  ('AawTcóg),  fiume 
della  Beozia,  che  nasce  vicino  a  l'iatea; 
poco  prima  della  sua  foce  entra  nell'Attica 
e  presso  Delfinium  sbocca  nel  mare  dell' Eu- 
bea  ;  oggi  Asopo.  —  Come  Dio  del  fiume, 
figlio  dell'Oceano  e  di  Teti,  ebbe  da  Metope 
le  figlie  Egina,  Euadne,  Eubea  ;  avo  di  Eaco 
(figlio  di  Egina  e  di  Giove).  —  Deriv.:  Aso- 
piadcs,,  ae,  m.  ('AacoJuàSrjs),  Asopiade  (di- 
scendente di  Asopo ì  =  Eaco,  e  Asópis, 
ìdis  e  pìdos,  f.  CAoumic,),  Asopide,  cioè  la 
figlia  di  Asopo,  detto  di  Egina  e  di  Euadne. 

asolili»,  i,  m.  (àaanos),  Ubertino,  Cic  de 
nat.  deor.  3,  77,  e  de  fin.  2,  22  e  segg. 

Asparagluiu,  ìi,  n.,  località  nel  terri- 
torio di  Durazzo  nelVIlliria,  sul  fiume  Gè- 
nusus  (ora  Uschkomobim);  probab.  V attuale 
Kerno. 

asparìigus,  i,  m.  (àaitàpayog),  asparago, 
Script,  r.  r.,  Suet.  ed  a. 

Aspasia,  ae,  f.  ('AoTtaaia),  1)  (seniore), 
la  più  famosa  delle  etère  greche,  nativa  di 
Mileto,  celebre  e  per  Vingegno  e  per  la  rara 
conoscenza  dell'arte  oratoria  ;  amica  di  So- 
crate, amante  di  Pericle,  sul  quale  esercitò 
grande  influenza  IIJ  (iunior e),  nata  a  Focea 
nella  Jonia,  amante  di  Ciro  minore. 

aspeclabilis,  e  (aspecto;,  visibile,  Cic. 
Tira.  4,  §  13  M. 

aspecto,  avi,  atum,  àre(intens.  di  aspi- 
ciò),  guardar  sovente  0  con  attenzione  e  quindi 
mirure,  riguardare   alcuno    0    q.C.    I)  propr.l 

a)  generic:  alqm,  Cic:  aiqd,  Verg.:  h)  partici 
a)  con  rispetto  e  ammirazione  =  ammirare, 
guardare  stupito,  alqin,  Lucr.  3,   76.   p)  di 

luoghi,  stare  di  fronte  a  q.C,  guardare  verso 

qualche  punto,  Collis  arcem  aspectat,  Verg.: 
mare,  quod  Hiberniain  insulam  aspectat,  Tac. 

II)  trasl.,  stare  attento  a  q.C,  attendere,  prin- 

cipis  jussa,  Tac.  arni.  1,  4. 

aspectus,  ùs,  m.  (aspicio),  I)  attivo,  il 
vedere,  vista,  sguardo,  A)propr.:  1)  generic: 
uno  aspectu,  Cic:  hominum  aspectumque  lu- 
cemque  vitare,Cic:  oculi  mobiles,  ut  aspectum 
quo  velleut, facile  converterent,  Cic:  2)  partici 
vista,  veduta,  talora  anche  orizzonte,  orbes,  qui 
aspectum  nostrum  definiunt,  Cic:  ìiam  (urbs 
Syracusae) . . .  portus  habet  prope  in  aedifìca- 
tione  aspectuque  urbis  inclusos,  Cic  B)  meton., 

vista,  come   facoltà  visiva,  senso  della  vista, 

vcchi(l espress. compiuta  è  aspectus  oculorum), 
«omniaquae  sub  aspectum  cadunt, ovvero  omnes 
res  quae  sub  aspectum  veniunt,  tutte  le  cose 
visibili,  Cic:  amittere  omnino  aspectum,  per- 
dere la  vista,  divenir  cieco,  Cic.  II)  pass.  = 

il  modo  di  apparire,  aspetto,  apparenza  este- 
riore, colore,  vista,  pò  morum  j  ucundus  aspectus, 
Cic:  horridiores  sunt  in  pugna  aspectu,Caes. 
aspello,  pùli,  pulsura,  ere  (abs  e  pello), 

scacciar  via,  rimuovere,  mandar  lontano,  alqm 

ab  alqo,  Ter.  heaut.  261  :  trasl.:  longe  a  leto 
aspellor,  Cic.  poét.  Tusc.  2,  25. 

Aspendos,  i,  f.  ("AoTisvSogX  città  della 
Panfilia  sulle  due  rive  dell  Eurimedonte 
(Kapsi-Su),  secondo  alcuni  V odierna  Mi- 
nugat.  —  Deriv. i  Aspcndìus,  a,  ura,  di 
-Aspendo;  plur.  sost,  Aspendii,  òrum,  m.,  gli 
abitanti  di  Aspendo,  Aspettati, 


«isper,  a,  Um,  aspro,  ruvido,  ineguale  (contr. 
lèvis  e  lenis),  I)  propr.i  aspro  al  tatto,  ine- 
guale, scabroso,  (contr.  lèvis),  loca  a  spera  et 
montuosa,  Caes.:  loci,  Cic:  arteria,  trachea, 
Cic:  nummus,  mwi;o  di  zecca,  di  conio  recente, 
Suet.:  pocula  aspera  signis,  cesellate  in  rilievo, 
Verg.:  mare,  procelloso,  Liv.:  anche  ispido, 
irto,  barba,  Tibull.:  sentes,Verg.:  sost.  asperum, 

i,  n  ,  asprezza,  ineguaglianza,  in  aspero  (monete 

belle  e  buone)  accipere,  Sem:  al  plur.,  aspera 
maris,  procella  marittima,  Tac:  per  aspera 
(luoghi  ineguali)  et  devia,  Suet.  2)  al  gusto  o 

ali odorato',   aspro,  pungente,  acuto,  sgradito, 

vinum,Ter.:  sost.,  quid  judicant  sensus?  dulce 
amarum,  lene  asperum,  Cic  o)  all'udito  :  in- 
grato, aspro,    disaggradevole,    stridulo    (contr . 

lenis),  (plura  vocum  genera)  lene,  asperum, 
Cic:  vox,  Quint.:  per  estens.  anche  di  un  di- 
scorso,disuguale,  slegato,  sconnesso(contr.  lèvis  ), 
aspera,  tristis  et  horrida  oratio,  Cic.  II)  trasfi.: 
di  esseri  viv.  e  del  loro  comportarsi  cogli  al- 
tri, ruvido,aspro,  duro,  riottoso,  fiero,  intrattabile, 

awersofhomo  asper  et  durus,Cic:  natura  asperi 
atque  omnibus  iniqui,Cic:  aspera  est  illi  Venus, 
Tibull  :  Pholoé,  Hor.:  asperrimi  ad  condicionem 
pacis,  Liv.:  rebusque  veni  non  asper  egenis, 
Verg.:  monitoribus  asper,  Hor.:  e  selvaggio, 
rozzo,  aspro,  rigido  riguardo  al  modo  di  vivere 
e  ai  costumi,  (Stoici)  horridiores  evadunt,aspe- 
riores,durioresetorationeet  moribus,Cic:  Cato 
asperi  animi  fuit,  Liv.:  e  della  rozzezza,  della 
durezza  esteriore, ruvido,  feroce,indomtto,  (Car- 
thago)  studiis  asperrima  belli,Verg.:  gens  labo- 
ribus  et  bellis  aspera,  Justin.:  e  di  animali,  fe- 
roce, furioso,  selvaggio,  anguis  asper  si  ti,  Verg.: 
lupus  dulcedine  sanguinis  asper,  fieramente 
avido,  Ov.:  asper  tactu  leo,  Hor.  2)  di  cir- 
costanze, modi  di  essere  difficili,  amaro,  grave, 
difficile,  gravoso,  molesto,  doloroso,  crudele,  scili- 

cet  res  ipsa  aspera  est,  spinosa,  difficile,  Sali.: 
res  asperae,Sall.:  mala  res,  multo  asnerior  spes, 
assai  più  duro  V avvenire,  Sali.:  fata,  Verg.: 
res  asperae  auditu,  Val.  Max.:  venatus  asper 
victu,  la  caccia  per  vivere  è  gravosa,  Verg.: 
generic:  di  guerre, di  battaglie,\)e\\u.m,  Sali.: 
pugna,  Verg.:  e  di  condizioni  e  sim.,  lanoso, 

gravoso,  molesto,  difficile,  avverso,  res,  tempora, 

Cic:  e  sost,  aspera,  òrum,  n.,  avversità,  di- 
sgrazie, sventure,  infortuni,  Hor.,  Liv.  ed  a.: 

di  giudizi  e  leggi,  ecc.,  severo,  rigido,  inflessi- 
bile, sententia,  Liv.:  lex,  Quint.  3l  di  discorso, 
amaro, pungente,  aspro, face tiae,  Cic:  verba,  Ov. 
aspere,  avv.  con  comp.  e  superi,  (asper), 
I)  aspramente,  duramente,  ruvidamente  [contr. 

leniter),  loqui,  Cic  de  or.  3,  45:  litterae  asper- 
rime COèuntes,  Quint.  1,  1,  37.  II)  bruscamente, 
in  modo  burbero,  severamente,  senza  ordine,  in 

modo  sconnesso,  apud  populum  loqui,  Cic.  de 
or.  1,  227:  accusare,  Cic:  tractare  alqm.  Cic: 
nihil  placet  aspere  agi,  prendere  nessuna 
severa  misura,  Liv.:  e  (del  discorso)  amara- 
mente, in  modo  sarcastico,  mordace,  pungente, 

scribere  de  alqo,  Cic,  in  alqm,  Sali.:  pleraque 
aspere  dicere,  Quint. 

1.  aspergo,  spersi,  spersum,   ere  (ad  e 

spargo),   I)  spruzzare,  aspergere,  spargere,    a) 

spruzzare, guttsim  bulbo  (scherzando  sui  nomi 
Gutta  e  Bulbus),  aggiungere,  Cic:  pigmenta 
in  tabula,  Cic:  virus  peculi,  infettare,  Verg.: 


251 


aspergo 


aspiro 


252 


trasl.  labeculam  alci,  recar  disonore  ad  al- 
cuno, Cic.  b)  spargere  dinanzi,  gettare  spruz- 
zando, spargendo,-  spargere,  glaildem  bubus, 
Plilll:  sapores  huc,  Verg.:  trasl.,  spruzzare,  ag- 
giungere, mescolare  q.c  in  piccola  quantità, 
hoc  aspersi,  Cic.  salesorationi,Cic:  alcisextu- 
lam,  lasciare  in  testamento,  legare,  Cic:  alci 
molestiam,   cagionare,  Cic.   II)  spiazzare, 

aspergere,  spargere,  alqm  alqa  re,  a)  spruz- 
zare, aram  sanguine,  Cic.  trasl.,  lordare,  mac- 
chiare, vituperare,  infamare,   spleildorem  vitae 

inaculis,  Cic.  :  aspergi  infamia,  Cic:  b)  asper- 
gere, spruzzare,  olivam  sale,  Plill.  :  trasl.  :  co- 
prire, spargere,  moiis  parvis  urbibus  aspersus, 
coperto,  Mela  :  canis  (di  canizie,  capelli  bian- 
chi) aspergitur  aetas,  Ov.:  alqd  mendaciun- 
culis,  ornare,  condire  di,  con  piccole  bugie, 
Cic  :  edito  gemitu  regias  aures,  commuovere 
con  lamenti,  Val.  Max. 

2.  aspergo,  ìnis,  f.  (aspergere),  I)  asper- 
sione, lo  spruzzare,  Verg.  e  Ov.  :  aqnae,  Petr. 
II)  meton.,  il  liquido  spruzzato,  goccia,  nim- 
borum,  pioggia  dirotta,  Lucr.:  caedis,  il  san- 
gue spruzzato,  versato,  Ov. 

asperl&as,  àtis,  f.   (asper),  asprezza,  J) 

propr.:  asprezza,  ineguaglianza  al  tatto,  viarum, 

vie  sassose  e  ineguali,  Cic:  locorum,  luoghi 
impraticabili,  Sall.:j)?w.asperitates  saxorum, 
Cic:  omnes  asperitates  (le  difficoltà,  i  passi 
difficili,  le  asprezze  del  terreno)  supervadere, 

Sali.:  2)  per  V udito  =  asprezza,  durezza  di  Uìl 

suono,  vocis  {contr.  lèvor  vocis),  Lucr.  :  soni, 
Tac  II)  trasl.  :.l)  di  uomini,  della  loro  in- 
dole, dei  COStumi,  asprezza,  ruvidezza,  severità, 
rigore,  rozzezza,  fierezza,  barbarie,  naturae,  Cic: 

avunculi,  Nep.:  Stoicorum,  se-ycr^à  divita,  vita 
austera,  Cic:  agrestis,  rustichezza  esteriore, 
brutalità,  villania,  zoticaggine,  rozzezza, 

Hor.   2)  di  C.  inan.  tristezza,  rigidezzu,  durezza, 

asprezza,  frigoruin ,  Sali.  :  asperitatem  belli 
ostendere,  mostrarsi  fiero,  feroce  in  guerra, 
Sali.:  in  ea  tanta  asperitate,  in  tanta  angustia, 
in  così  grave  difficoltà,  Sali.:  in  his  vel  aspe- 
ritatibus  rerum  vel  angustiis  temporis,  in  così 
difficili  circostanze  e  afflitti  tempi  dello  Stato , 

Cic.  :  partic.  :  durezza,  mordacità,  asprezza  nel 

discorso,  contentionis ,  Cic:  judicialis  verbo- 
rum,  Cic. 

asper  natio,  ònis,  f.  (aspernor),  il  disprez- 
zare, disprezzo,  avversione,  ripugnanza,  contro 
q.c,  rationis,  Cic:  ad  quosdam  tactus  asperna- 
tio,  Sem:  naturales  ad  utilia  impetus,  naturales 
a  contrariis  aspernationes  (avversioni)  sunt, 
Sem 

aspernor,  àtus  sum,  ari  (ab  e  sperno),  re- 
spingere, ricusare,  respingere  da  sé  e  quindi  =■ 
non  volere,  non  curare,  disprezzare,  rifiutare, 
negare,  non   voler  saperne  di  Una  peìS.  0   COSa 

(contr.  accipere,  appetere),  hominem,  Cic:  vir- 
tutem,  Cic  :  talem  condicionem.  Nep.:  pacem, 
Liv.:  amicitiam  alcjs,  Cic:  nuptias,  Liv.:  alcjs 
l'urorem   a   suis   aris  atque  templis,  seguito 

dalVinfìn.,  rifiutare,  negare,  Tac  —  I*asSÌVO, 

Cic  fr..  Liv.  ed  a. 

aspero,  avi,  àtum,  are  (asper),  rendere 
aspro,  ineguale,  I)  propr  :  1)  alla  superficie, 

rendere  ruvido,  aspro,  disuguale,   a)   generic: 

fauces  (gola),  Cels.:  undas,  render  procelloso, 
sollevare  il  mare   con  una  procella,  Verg. 


b)  alla  superficie,  rendere  acuto,  aspro,  aguz- 
zare, affilare,  sagittas  OSSibus,  Tac.  2)  rendere 

aspro,  duro,  all'udito,  eompositionem,  Quint. 

9,  4,  31.   II)  trasi.:   rendere  aspro,   inasprire, 

esacerbare  (contr.  lenire),  iram  victoris,  Tac  :. 
alqm  in  saevitiam,  Tac. 

asper  sto,  ònis,   f.  (aspergo),  aspersione, 

lo  spruzzare,  spruzzo,  spruzzatura,  aquae,  Cic. 
de  legg.  2,  24  :   e  colorire,  distendere   i  colmi, 

Cic.  de  div.  1,  23. 

aspieio,  spexi,  spectum,  ore  (ad  e  specio), 

I)  guardare  verso  alcuno  0  qualcosa,  osser- 
vare, riguardare,  mirare,  scorgere,  adocchiare, 

A)  propr.:  1)  generic  :  a)  dipers.,  huc,  Ter.: 
ad  alqm,  Cic:  coWa.cc,  ipsum,  Cic:  furtim 
nonnunquam  inter  se,  Cic:  lucem,  mirar  l<( 
luce  del  giorno,  vivere,  Cic.  —  aspice,  ut 
(come),  etc,  Cattili,  e  Verg.:  aspice,  quo,  etc, 
Prop.  b)  di  luoghi,  mirare  a  qualche  punto, 

quindi  =  esser  rivolto,  esser  posto  verso,  pro- 
spettare, guardare,  vineas,  Plim  ep.:  Oceanum. 
Verg.  2)  pregn.:  abbracciare  q.c.  collo  sguardo, 
guardare  verso  q.C,  esaminare,  considerare,  mi- 
rare, sitimi  omnem  regionis,  Liv.  :  opus  admi- 
rabile,  Ov.:  non  aspicies,  ubi  liqueris  Anchisen  ? 

Verg.  b)  guardare  con  ammirazione,  meraviglia, 

fiducia  verso  ale,  eum  magis,  Nep.  Cliabr.  4,  1. 

e)  guardare  uno  in  faccia,  incontrare  lo  sguardo, 
di  ale,  sostenere  lo  sguardo  di  uno,  hosteill,  QÌC.I 

e  contuberniis  hostem,  Tac:  alqm  in  acie,  Nep.: 
illuni  aspice  centra,  qui  voeat,  Verg.  B)  trasl.: 

1)  in  gen.  ,  guardare  attentamente ,  considi  - 
rare,    esaminare,     riflettere   sopra    q.C,    lieqile 

tanta  est  in  rebus  obscuritas,  ut  eas  non  peniti^ 
vir  ingenio  cernat,  si  modo  aspexerit,  Cic  : 
aspice,  si  quid,  etc,  pensa,  considera,  guarda, 

Hor.  2)  partic:  a)  guardare  ale.  0  q.C,  consi- 
derare q.C,  quindi  prendere  q.c.  in  considera- 
zione, aiutare,  soccorrere,  aspice  J10S,  guarda  a 

noi,  soccorrici,  Verg.  :  si  genus  aspicitur,  Ov. 

b)  ricercare,  esaminare,  indagare,  informarsi  di 

q.c,  res  sociorum,  Liv.  II)  incoativo,  a)  vedere , 

mirare  una  persona  O  COSa,  scorgere,  scoprire. 

respexit  et  simulac  Cn.  Lentulum  cos.  aspexit, 
concidit  in  curiae  paene  limine,  Cic.  :  propter 
quos  hanc  suavissimam  lucem  aspexerit  (pei 
quali  (genitori)  potè  vedere  la  soavissima  luce, 
che  ci  circonda),  Cic.  Eosc.  Am.  63.  b)  rive- 
dere, o  ras,  quando  ego  te  aspiciain?  Hor.  sat. 
2,  6,  60.  _ 

asp~ratio,  ònis,  f.  (aspiro),  io  spirarer 
soffio,  1)  generic.  :  aeris,  Cic.  :  terrarum,  esa- 
lazione, Cic:  II)  come  1. 1.  gramm.,  pronunzia 

di  una  lettera  con  aspirazione  (H),  aspirazione, 

Cic  e  Quint. 

aspiro  (ad-spìro),  avi,  atum,  are,  I)  intr. 

A)  soffiare,  spirare,  soffiare  verso  una  parte,  aspi- 
rare, \)propr.:  a)generic  :  pulmones  se  contra- 
hunt  aspirantes,  aspirando,  Cic:  aspirant  au- 
rae  (vento  favorevole)  in  noctem  (vèrso  sera), 
Verg.:  tibia  tenuis  simplexque  forammo  pauco 
aspirare  et  adesse  choris  utilis  erat,  suonare  il 
flauto  e  accompagnare  i  cori,  Hor.  b)  come  1. 1. 

gramm.,  aspirare,  dare  V aspirazione,  COllSOnail- 

tibus,  Quint.:  Graeci  aspirare  solent  (s  litterae). 
Quint.  2)  trasl.:  favorire,  essere  favorevole,  so- 
stenere, pauliilum  in  rebus  difficillimis,  Cornif. 
rhet.  :  aspiravit  nemo  eorum,  qui,  etc.  non  fiatò 
nessuno  di  quelli,  che,  ecc.,  nessuno  di  quelli... 


253 


aspis 


assequor 


254 


mosse  un  dito,  ecc.,  Cic:  aspirat  primo  fortuna 
labori,  Verg.   B)pregn.,  detto  di  una  pers.  o 

COSa,  cercare  di  avvicinarsi,  di   accostarsi,  far 

sentire  la  propria  presenza  quasi  col  proprio 
respiro,  presentarsi,  Y)propi\,  in  curiam,  Cic, 
quid  enim  quisquam  ad  meam  pecuniara  me 
invito  aspirat?  cioè, perchè  ognuno  contro  il 
mio  volere  si  dà  briga  pel  mio  denaro  ?  Cic: 

equìs  Àchillis,  Verg.  2)  trasl.,  accostarsi,  avvi- 
cinarsi ad  ale.  o  a  q.c,  bellica  laude  ad  Afri- 
canum  aspirare  nemo  potest,  Cic:  ad  eam  lau- 
dem  aspirare  non  posse,  Cic  II)  tr.,  far  sof- 
fiare, spirare,  soffiare  verso  q.C,  1)  propr.l 
Juno  ventos  spirat  eunti,  accompagna  il  volo 
con  prospero  vento,  Verg.  2)  trasl.,  spirare, 
ispirare,  infondere,  divinum  amorem  dictis, 
Verg.:  nobis  tantum  ingenii,  Quint. 

aspis,  Tdis,  acc.  plur.  pìdas,  f.  (àaiu£\ 
aspide,  vipera,   Cic  ed  a. 

asporta  Ho,  ònis,  f.  (asporto),  il  portar 

via,    l'asportare,  furto,   ratto,    signorum,    Cic 

Verr.  4,  110. 
asporto  (abs- porto),  avi,  atum,  àie, portar 

via,  asportare  (in  Carrozze,  navi), condurre  via, 

hoc  simulacrum  Victoriae,  Cic:  multa  de  suis 
rebus  secum,  Cic:  vehiculis  regum  res,  Liv.: 
pers.,  quoquo  lune  asportabitur  terrarum,  Ter. 

aspi'étUlll,  i,  n.  (asper),  luogo  aspro,  sas- 
soso, disastroso,  Liv.  9,  24,  6  e  altrove. 

Assaracus,  i,  m.  ('Aaaàpa*os),  figlio  di 
Tros,  padre  di  Capi,  avo  di  Anchise  e  fra- 
tello di  Ganimede  ed  Ilo;  quindi,  presso  i 
poeti,  Assaraci  nurus,  Venere;  frater  Assa- 
lgaci, G  a  n  im  e  de,  costellazione  (Aquario)  : 
Assaraci  tellus,  Troia:  domus  Assaraci,  i 
Romani. 

assccla  e  arcuiti,  ae,  m.  (assequor), 
coltti  che  seguiva,  che  siuniva  a  qualche  per- 
sonaggio (special-m.  a  un  pretore,  legato  e 
simili,  che  si  recasse  in  una  provincia)  per 

averne  un  Utile,  cieco  partigiano  politico  di 
alcuno ,  corteggiatore,  alplur.  =  codazzo,  corteo 
di  partigiani,  ClC  ed  a. 

assect;ltio,  ònis,  f.  (assector),  corteggio, 
codazzo,  che  accompagnava  un  candidato  ad 
una  pubblica  carica,  Cic  Mur.  70.  Q.  Cic.  de 
pet.  cons.  34. 

assectator,  òris,  m.  (assector),  corteggia- 
tore, ehi  fa  corteo,  I)  in  Stretto  senso,  fedele 
seguace,  chi  si  faceva  partigiano,  subalterno 
di  un  capoparte  (di  amici  e  clienti),  Cic 
ed  a.  II)  in  più  ampio  sign.,  corteggiatole, 
1)  cort.  di  donne,  &) pretendente,  Plin.  ep.  3, 
11,7.  b)  di  ragazze  (detto  di  un  vecchio)  = 
vecchio  Ganimede,  Quint.  1,  5,  8.  2)  di  una 
cosa:  a)  generic:  bonaruru  cenarum,  scroc- 
cone, parassita,  Sem:  assectator  comesque  pa- 
trimoniorum   pereuntium,   assediatore,  Sem 

b)  di  UVÌ! arte  0  scienza,  seguace,  discepolo,  cul- 
tore, sapientiae,  Sem:  eloquentiae,  Plin. 

assector,  atus  sum,  ari  (ad  e  sector),  se- 
guire, accompagnare  uno  ad  ogni  passo,  es- 
sergli sempre  ai  fianchi,  farsi  compagno,  ac- 
compagnatore di  ale.  (specialmente  di  chi  oc- 
cupa pubbliche  cariche),  essere  del  seguito  di 
ale,  corteggiare  (di  amici,  clienti,  ecc.),  alqm, 
Cic:  alqm  omnibus  officiis,  Suet.:  assol.,  Hor. 

assedila,  V.  assecla. 

asseilSÌO,  ònis,  f.  (assentio),  assentimento, 


I)  generic,  assenso,  e,  in  quanto  si  mani- 
festa, approvazione,  applauso,  Cic  ed  a.  (anche 
alplur.).  II) partic,  come  1. 1.  filos.  assenso, 
assentimento  ==  il  considerare  come  veri  i  fe- 
nomeni dei  sensi,  Cic  Ac  2,  37  ed  altr. 

assenso!*,  òris,  m.  (assentio),  chi  assente 
o  consente,  Cic  e  Val.  Max. 

assensiis,  ùs,  m.  (assentio),  I)  assenso, 

consentimento,  come  manifestazione  =  appro- 
vazione, applauso,  vulgi  assensu,  assemu  om- 
nium, Cic:  exposuit  cura  ingenti  assensu,  Liv.: 
assensibus  implere,  di  applausi,  Ov.  II)  partic: 
A)  (come  1. 1.  filoso f)  assenso  =  il  ritenere 
come  veri  i  fenomeni  dei  sensi,  Cic  Ac.  2, 
57  ed  a.  B)poet.  trasl.,  eco,  la  voce  ripetuta 
dall'eco,  conni um,  nemorum,  Yerg. 

assentitilo,  ònis,  f.  (assentor),  approva- 
zione continua,  I)  in  cattivo  senso,  le  pa- 
role dette  per  far  piacere  ad  altri,  adu- 
lazione, cortigianeria,  piacenteria,  lusingheria, 
Cic  ed  a.:  erga  principem,Tac  II)  in  senso 

buono  =  l'acconsentire,  consenso,  assenso,  Veli. 

2,  128,  3. 

assentatiunctila,  ae,  f.  (dimin.  di  as- 
sentalo), adidazioncella,  Cic.  ep.  5,  12,  6. 

assentato!*,  òris,  m.  (assentor),  chi  parla 

per  piacere  altrui,  adulatore,  lusingatore,  cor- 
teggiatore, Cic  ed  a. 

assenlalórté.  avv.  (assentator).  con  adu- 
lazione, Cic.  ad  Q.  fr.  2,  14  (15.  litt.  b)  §  3. 

assentio,  sensi,  sensum,  ìve,ecomun.  nel- 
l'età classica  assentior,  sensus  sum,  ìri  (ad 

e  sentio),  dare  il  proprio  consenso,  essere  del 
medesimo  avviso,  assentire  (COìltr.  repUgnaie\ 

a)  forma  depon.,  Catoni,  Cic:  de  Vennonianis 
rebus  tibi  assentior,  Cic:  illud  in  quo  te  Di- 
caearcho  assentiri  negas, Cic:  col  dat.  di  cosa, 
sententiae,  orationi,  Cic:  con  ogg.  gener.  in 
acc,  illud  Theophrasto,  Cic:  cetera  Crasso, 
Cic  ass.  alci,  seguito  daWa.cc.  e  Z'infin.,  Cic  o 
con  ut  e  il  cong.,  Cic:  assol.,  ass.  vultu,  Cic, 
verbo  (con  poche  parole),  Cic  b)  forma  att.: 
assentire  Volcatio,  Cic:  con  ut  e  il  cong  ,  as- 
sentio tibi,  ut  in  Formiano  potissimum  com- 
morer,  Cic:  part.  perf.  pass.,  sapiens  multa 
sequitur  probabilia  neque  comprehensa  neque 
percept  i  neque  assensa,  tenute  per  vere,  Cic 
Ac  2,  99  :  impers.,  Bibulo  assensum  est  de 
tribus  legatis,  Cic  e)  indet  nel  gerundio  e  nel 
partic.  pres.,  temeritas  in  asseiitiendo,  Cic  : 
a^sentiente  populo,  Cic 

assentor,  àtus  sum,  ari  (intens.  di  as- 
sentior^, 1)  dar  ragione  in  tutto,  parlare  per 
piacere  ad  alcuno  e  quindi  adulare  (COìltr.  ad- 

versari),  adversando  saepe  ass.,  Cic:  qui  ipse 
sibi  assentatur,  Cic:  Bajae  tibi  assentantur, 
cerca  di  guadagnarti  colla  sua  virtù  salu- 
tare, Cic:  colVogg.  gener.  in  acc.  mini  nobis, 

Cic  II)  in  Senso  buono  =  compiacere,  accor- 
dare, assentire  (contr.  adversari),  aki,  Veli  : 
assol.,  caesim  manus  lemor  promitiit  et  as- 
sentatili-, citatior  hortatur,  Quint. 

assequor  (ad-sequor),  sccùtus  (sequùtus) 
sum,  sequi,  tener  dietro  a  qualche  oggetto. 

Che    è    innanzi,  Cioè   venir  dietro,  raggiungere 

I)propr.,  assol.,  assequere  et  retine,  raggiun- 
gili (cioè,  mettiti  dietro  per  raggiungerli), 
Ter.:  ass.  emù  levi  armatura,  Liv.:  e  co/Tace, 
jam  me   a&sequi  non  potet,  Cic.   II)  trasl.: 


255 


asser 


assideo 


256 


a)  tener  dietro  a  un  qualche  oggetto,  che  ebbe 

COn  noi  qualche  rapporto,  raggiungere,  ugua- 
gliare, ottenere,  conseguire,  alqm,  Cic.  :   merita 

alcjs  non  ass.,  Cic.  b)  specialm.  q.c.  che  esige 

Sollecitudine,  raggiungere  =  conseguire,  otte- 
nere, a)  colVa.cc.  alqd  precibus,  Cic:  eosdeni 
honorum  gradus,  Cic:  magistratus  omnes  sive 
repulsa,  Cic:  immortalitatem,  Cic:istam  diem 
(termine),  Cic  p)  colVut  o  ne  e  il  cong.:  qua 
in  re  nihìl  aliud  assequeris,  nisi  ut,  etc  Cic: 
assecutus  virtute,  ne,  etc  Justin.  e)  giungere 
colV  intelletto  a  comprendere,  capire,  inten- 
dere, nihil  eorum  assequi  potuisse,  Cic:  alqd 
cogitatione,  Cic:  alqd  suspicione,  conjecfcurà, 

sospettare,  congetturare,  riuscire  a  q.C,  per  con- 
gettura, Cic 
asser,  eris,  m.  (rad.  ASS.,  donde  anche 

fissis  od   axsis)    grossa   stanga,    asse,   tavolato, 

pancone,  a)  generic,  Caes.  ed  a.  b)  partic, 
jtanga  della  lettiga,  Suet.  ed  a. 

1.  assero,  sevi,  situm,  ere  (ad  e  1.  sero), 

piantare  vicino,  seminare  accosto,  vites,  Vari'.: 

populus  assita  limitibus,  Hor. 

2.  assiro,  soriii,  sertum,  ere  (ad  e  2.  sero), 

aggiungere,  far  venire  a  sé,  arrogare,  far  proprio, 

quindi  I)  come  t. 1.  legale,  A)  uno  (uno  schiavo) 
col  tocco  o  coli  imposizione  della  mano,  di- 
chiararlo Ubero  (cfr.  assertor),  manu  alqm  libe- 
rali causa,  Ter.,  o  soltanto  alqm  in  libertatem 
o  in  ingenuitatem,  Liv.  e  Suet.,  ovvero  alqm 
in  liberali  causa,  Cic:  e  sempl.  alqm,  p.  es. 
alqm  tamquam  suum  fìlium,  Quint.:  me  as- 
cerai, mi  ridussi  in  libertà,  Ov.  B)  colVimpo- 

SÌZÌOne  della  mano,  dichiarare,  proclamare  tino 

come  (proprio)  schiavo,  alqm  in  servitutem,  Liv. 
e  Suet.  II)  trasl.:  A)  liberare  uno  o  q.c.  da  al- 
cuno (o  da  q.c),  prendere  la  difesa  di  uno% 

sostenere,  difendere,  proteggere,  se  a  mortali  tate, 

Plin.  ep.:  in  asserenda  libertate,  nella  restau- 
razione della  libertà,  Quint.  B,  attribuire  q.c. 

a  uno  (o  a  se),  1)  dichiarar  come  proprio,  ar- 
rogarsi, reclamare,  pretendere,  sibi  nomen  sa- 

pientis,  Quint.  :  se  studiis,  consacrarsi,  de- 
dicarsi agli  studi,  Plin.  ep.:  alqm  caelo,  pro- 
clamare uno  di  origine  celeste,  Ov.:  con  dopp. 
acc,  Jovem  sili  patrem,  Curt.  2) affermare  q.c. 

come  vera,  asserire,  sostenere,  COmun.  CoZZ'acc. 

e  Z'infin.,  Sen.  rhet.  ed  a. 

asserito,  Ònis,  f.  (2.assero),  dichiarazione 
formale  che  uno  è  uomo  libero  o  schiavo, 
Quint.  ed  a. 

assertor,  òris,  m.  (2.  assero),  il  patroci- 
natore innanzi  al  tribunale,  quando  si  tratta 
della  libertà  di  una  persona  (se  sia  libera  o 
schiava),  I)  propr.:  A)  come  oratore  di  una 
persona,  in  favore  della  sua  libertà,  quasi 

Come  patrocinatore,  difensore  della  libertà,  Suet. 

Caes.  80:  e,  con  espressione  compiuta,  as- 
sertor libertatis,  Sen.  ep.  13,  14.  B)  come 
oratore  per  la  schiavitù,  per  chi  ha  preten- 
iioni,  o  vanta  diritti  su  qualcuno  (come 
schiavo)  puellae,  virginia,  Liv.  II)  trasl.:  libe- 
ratore, difensore,  sostenitore,  protettofre,  Ov., 
Quint.  ed  a. 

asservìo  (ad-servfo),  Ire,  accorrere  ancora 
in  aiuto,  concorrere,  Cic.  TUSC  2,  56. 

asservo  (ad-servo),  avi,  atum,  are,  pren- 
dere in  custodia,  proteggere,  custodire,  guar- 
dare, difendere,  a)  come  custode,  protettore. 


difensore  o  guardiano  :  tabulas  neglegentius, 
Cic  alqm  domi  suae,  Cic:  Vitruvium  in  carce- 
rem  asservari  iussit,  Liv.  b)  come  vigile,  osser- 
vatore, sentinella,  guardia,  guardare,  custodire, 
non  perdere  d'occhio,  portas  murosque,  Caes.: 
jus  neglegentius,  Cic:  alqm  assidua  opera,  Liv. 

asSeSSIO,  Ònis,  f.  (assideo),  lo  stare  seduto 

presso  alcuno,  quae  tua  fuerit  assessio,  il  tuo 
star  seduto  vicino  (come  consolatore),  il  tuo 
conforto,  Cic  ep.  11,  27,  4. 

assesstfr,  Òris,  m.  (assideo),  assistente,  as- 
sessore, aiutante  in  una  carica,  ai  re  a  Sparta, 
Cic:  del  pretore  e  dei  giudici  a  Roma,  Sen. 
ed  a. 

asscssìis,  abl.  ù,  m.  (assideo),  il  sedere 
presso  uno,  assessu  meo,  pel  sedere  vicino  a  me, 
Prop.  4,  11,  50.  . 

asseverati ler,  avv.  con  compar.  (asse- 
Verans),  con  asseverazione,  Cic  e  Val.  Max. 

asseveralfo  (adsevèràtto),  ònis,  f.  (asse- 
vero), serietà, gravità  in  azione,  a)  nel  trattai 'e, 

serietà  (solennità),  fermezza,  tenacità,  perseve- 
ranza, asseverati  me  eàdem  peragere  accusa tio- 
nem,Tac:  quindi  anche  enfasi,  impeto,  espres- 
sione, della  voce  e  del  tono  di  voce,  quae  as- 
severatio  in  voce,  quae  affirmatio  in  vultu, 
Plin  pan.:  ass.  dicentis,  Quint.  b)  nelVasseve- 

rare,  serietà,  gravità,  fierezza,  fermezza  neW af- 
fermare, asseveranza,   a)  propr.l  CUUl  qUOlUn- 

dam  probatio  sola  sit  in  asseveratione  et  per- 
severantia,  Quint.:  omni  asseveratione  (con 
'piena  coscienza,  solennemente)  libi  adfirmo, 
con  //acc.  e  Z'inf.,  Cic:  hac  asseveratione  in- 
citati Galli,  Justin.:  assol.  coZZ'acc.  e  Z'inf., 
Val.  Max.  e  Tac.  (3)  meton.,  asseverazione  = 
particella  asseverativa,  Quint.  1,  4,  20. 

assevero,  avi,  àtum,  are  (ad  e  severus), 

affermare  con  solennità,  I)  in  geli.:  Cjliae  est 

ista  defensio  ?  utrum  asseveratur  in  hoc,  an 
tentatur?  Cic:  bella  ironia  si  jocaremur;  sin 
asseverarci us,  vide  ne  et»;.,  Cic  II)  partic: 
asseverare,   assicurare,  mantenere,    conservare, 

ordinem  agminis,  Tac:  coZZ'acc.  e  Z'inf.,  idque 
se  facturum,  Cic:  con  de  e  Z'abl.,  nemo  de  ulla 
re  potest  contendere  neque  asseverare,  Cic: 
di  C.  inan.,  dimostrare,  mostrare  col  fatto,  magni 

artus  Germanicam  originem  asseverane  Tac. 
Agr.  11. 

assideo,  sèdi,  sessum,  ère  (ad  e  sedeo), 
sedere  vicino  ad  uno   od  a  q.c  I)  generic, 

I)  propr.:  agresti  in  scamno  assidens  foco, 
Val.  Max.:  is  qui  nobis  assidet,  Cic  2)  trasl., 
parcus  assidet  insano,  si  avvicina  molto,  si 
assomiglia  ad  un  pazzo,  Hor.  ep.  1,  5,  14. 

II)  partic:  A)  sedere,  stare  presso  alcuno 
come  consolatore,  consigliere,  visitatore,  aiu- 
tante, ecc.,  star  vicino  ad  uno,  1)  propr.:  presso 
infelici,  huic,  Cic:  in  carcere  noctes  diesque, 
Cic:  ammalati  (del  visitatore),  ibi,  sedere  al 
letto,  Liv.:  aegro  collegae  (del  console),  Liv.: 
e  di  assistente,  curante,  Juniae,  Plin.  ep.:  assi- 
dentes  curantesque  eàdem  vi  morbi  repleti, 
Liv.:  negli  uffìzi  e  nelle  cariche,  di  consiglieri 
e  amici,  cum  Lentulo  frequens  assiderei,  Cic: 
di  senatori  che  tengon  consiglio,  qui  assidetis, 
Liv.:  di  giudici  in  consesso,  assistere,  assola 
Tac:  judiciis,  Tac.  2)  trasl.:  gubernaculis,  se- 
dere al  timone  dello  Stato,  Plin.  pan.:  tota  vita 
litteris,  attendere,  occuparsi  delle  lettere,  Plin. 


■257 


assido 


assuefacio 


258 


a 

P 

Si 


ep.:  assidet  (illa  majestas)  Jovi,  è  in  Giove, 

Ov.  B)  COme  t.  t    milìt.,  accamparsi  dinanzi  a 

un  luogo,  stare  in  un  luogo,  o  tranquilli  = 

avere  il  proprio  quartiere,  essere  accampato,  po- 
li lis  ferocissimis, presso,  ecc.,  Tac  :  iisdem  ca- 
tris  (nel  medesimo  accamp.),  Tac:  o  attivi  = 

stare   a  campo,   assediare,  stringere  d' assedio, 

i»rope  moenia  Romana,  Liv.:  col  dat.,  Casilino, 
Liv.:  moenibus,Verg.:  coZ/'acc,  castellum,Tac: 
muros,  Verg.:  quindi  al  pass.:  urbs  assidetur, 
Sali.:  stare  in  un  luogo  come  a  guardia,  far 
la  guardia,  theatro,  ludis,  Tac. 

assido,  (ad-sìdo),  sèdi,  sessura,  ere,  sedersi, 

mettersi  a  sedere,  sdraiarsi  [contr.  surgere),  in 

bibliotheca,  Cic.:  super  aspidern,  Cic.:  numi, 
Suet.:  coll'acc,  dexterà  Adherbalem,  Sali.: 
assol.,  simul  assidamus,  si  videtur,  Cic:  pero- 
ravit  aliquando,  assedit;  surrexi  ego,  Cic:  su- 
bito assedit,  tacque  d'un  tratto,  Cic 

assidue,  avv.  con  superi,  (assiduus),  senza 
interruzione,  continuamente,  assiduamente,  Cic 
ed  a. 

assiduìtas,àtis,  f.  (assiduus),  I)esser  conti- 
nuamente vicino  aduno,  specialmente  per  assi- 
sterlo, aiutarlo,  curarlo,  ecc.,  medici,  cura 
diligente,  Cic:  cotidiana  amicorum  assiduitas 
et  frequentia,  Cic  II)  trasl.:  A)  di  pers.  — 

perseveranza,  in  q.C,  costanza,  fermezzu,  id  assi- 

duitate  et  virtute  consequi,  Cic  B)  di  cose,  du- 
rata continua,  frequenza,  ripetizione  frequente 
di  q.c,  bellorurn,  Cic:  epistularum,  carteggio 
non  interrotto,  Cic 

assiduus,  a,  um  (assideo),  I)  che  (ri- 
siede continuamente  in  un  luog o== 

domiciliato,  residente,  e  Come  t.  t.,  assiduus, 
ì,  m.,  cittadino  domiciliato  e  quindi  benestante 

e  contribuente,  per  lo  più  plur.,  assidui  — 
i  cittadini  delle  classi  superiori,  abbienti, 
in  antitesi  alla  classe  dei  poveri,  proletarii, 
Cic  ed  a.  II)  citi  sta  continuamente  attivo  in 

un  luogo,  diligente,  attivo,  operoso,  a)  di  pers.: 
oc)  che  sì  mostra  diligente,  che  sta  continuamente 
in  qualche  luogo,  per  un  determinato  fine,  zelante, 

Romae  assiduum  fuisse,Cic:  assiduum  in  prae- 
diis  esse,  Cic  boni  assiduique  domini,  che  atten- 
dono con  cura  ailoro poderi,  Cic:  flamen  Jovi 
ass.,  Liv.  :  par  tic, di  chi  faceva  il  solito  corteo 
ai  candidati  alle  cariche,  Q.  Cic  de  pet.  cons. 
37;  e  ad  un  magistrato  fai  pretore,  ecc.),  Cic 
Cael.  10.  P)  chi  mostra  attività  in  qualche  oc- 
cupazione od  ufficio,  assiduo,  ostinato,  costante, 
agricola,  Cic:  hortator,  flagitator,  Cic:  Vejens 
hostis,  assiduus  magis  quam  gravis,  Liv.  b)  die 
inan.,  continuo,non  interrotto,  imbres,  Cic:  deo- 
rum  cura,  Liv.:  bella,  Cic. 

assì<»lialìo,  Ònis,  f.  (assigno),  assegna- 
mento, assegnazione,  agrorum,  Cic:  popularis, 
Val.  Max.:  plur.,  Sullanae  venditiones  et  assi- 
gnationes,  Cic. 

assi»no  (ad-signo),  avi,  àtum,  are,  asse- 
gnare, I)  assegnare,  dividere,  coloilis  0  militibus 

agros,  Cic:  alci  ordinem,  un  posto  di  centu- 
rione, Liv.:  juvenibus  deportandam  Romam 
reginam  Junonem,  Liv.:  trasl.:  a)  dividere,  fis- 
sare, sors  assignat  judicem  fisco,  Plin.  pan. 
b)  ascrivere,  attribuire,  culpae  fortunam,  ascri- 
vere a  colpa  di  una  persona  ciò  che  è  colpa 
della  sorte,  Cic:  alci  gloriam,  Veli  :  alqd  Deo, 

Cic  II)  affidare,  assegnare  formalmente  alla 


|   tutela,  alla  custodia  di  alcuno,  alqm  custo- 
dibus,  Justin.:  trasl.:  alqm  famae,  Plin.  ep. 

assillo,  stilli,  sultum,  ire  (ad  e  salio)  ,,««««»• 
contro,  assalire,  I)propr.:  a)  di  esseri  viv.:moe- 
nibus,  Ov.:  assol.,  montibus  (dai  m.),  inter  viam 
Mosellamque,  Tac  b)  di  e  anim.,  irrompere, 
straripare,  di  sorgenti,   di  fumi,  ecc.,  Ov. 

II)  trasl.:  nel  discorso:  passar  dhm  tratto  a  q.C, 

neque  assiliendum  statini  est  ad  genus  iliud 
orationis,  non  si  deve  d'un  tratto  saltare  ad 
un  genere  di  dire,  Cic.  de  or.  2,  213. 

assìmilis,  e  (ad  e  similis),  che  si  avvicina 

in  somiglianza  a  q.C,    consimile,  pressapoco 

simile,  assimili  ratione,  Lucr.  :  col  genit.,  sui, 
Ov.:  col  dat.,  spongiis,  Cic:  aeri,  Suet. 

assimilo,  V.  assimulo. 

assunti  la  tio,  ònis,  f.  (assimulo),  comet.  t. 

retor.,  il  fingere  di  accedere  alV 'opinione  degli 
uditori,  simidazione,  Cornif.  rhet.  4,  50. 

a  «.siili  ti  lo,  avi,  àtum,  are  (ad  e  simulo), 
fare,  rendere  q.c.  simile  ad  nn  altra,  I)  in 
gen.:  a)  nel  fatto,  deos  in  Immani  oris  speciem, 
Tac:  litterae  lituraeque  omnes  assimulatae, 
Cic.  b)  in  parole,  in  pensieri,  paragonare  q.c 

ad  un'altra,  dare,  tenere  per  simile,  formatti 

totius  Britanniae  oblongae  scutulae,  Tac:  as- 
simulanda  natura,  Cic  :  II)  pregn.,  prender 

imagine,  sembianza,  fingere,  simidare,  COlVacc, 

nuptias,  Ter.:  anum,  Ov.:  se  amicum,  se  lae- 
tum,  Ter.:  coll'acc.  e  Z'infin.,  venire  me  assi- 
mulabo,  Ter.:  con  quasi,  assimulabo  quasi 
nunc  exeam.  Ter.:  assol.,  quid  si  assimulo?  Ter.: 
e  spesso  partic,  assimulatus  =  finto,  simulato, 
(contr.  verus),  Cic.  ed  a. 

assis,  V.  2.  axis. 

assisto,  stìti,  ere  (ad  e  sisto),  stare,  porsi, 
collocarsi  in  un  luogo,  I)propr.:  a)  generic: 
super,  Verg.:  hic  propter  hunc,  Ter.:  ad  fores, 
Cic:  extra  regiam,  Curt.  :  propter  aquam, 
Sali.:  alci  supra  humerum  et  deinde  in  ca- 
pite, Suet.:  in  latus  obliquura,  obliquo,  di  tra- 
verso, Ov.:  contra  omnes  hostium  copias  in 
ponte,  Cic:  inter  ceteros,  Justin.:  consulum 
tribunalibus,  presentarsi,  Tac.  b)  (come  com- 
pimento del  presentarsi)  stare  accanto,  vicino, 
fermo,  essere  presente  a  q.C,  talus  rectus   as- 

sistit,  si  ferma,  Cic:  judice  aut  (se.  in  ju- 
dicio)  assistentes,  i  circostanti,  gli  assistenti 
(parti,  ecc.),  Quint.:  col  dat.,  lecto,  Ov.:  di- 
vinis,  Hoi\:   II)  trasl.,  assistere  uno,  aiutare, 

scribenti,  Quint.:  in  tribunale  (come  difen- 
sore), Vareno,  Plin.  ep. 

asso,  Evi,  àtum,  are  (assus),  cuocere,  arro- 
stire, Scritt.  Ser. 

assolco,  ère  (ad  e  soleo),  solere  presso,  in 
q.c  far(si)  od  avvenire,  solere,  solo  nella  3* 
pers.  sing.  e  plur.,  cum  multa  assoleat  pra ebere 
vestigia  sui,  Liv.:  deinde  quae  assolent  (se. 
scribi),  Cic:  ubi  (comitia)  assolent  (se.  fieri), 
Liv.:  comun.  imperson.,  ut  assolet,  come  or- 
dinariamente (in  tali  circostanze)  suole  av- 
venire, secondo  il  solito  ;  secondo  l'uso,  il  co- 
stume, Cic.  ed  a. 

assolto,   are  (ad  e  sono),   rispondere  a  un 

suono,  a  una  voce,  dell'eco,  alci,  Ov.  met.,  3, 
507. 

assuefacio,  feci,  factum,  ere  (assuetus  e 

facio),  assuefare  a  q.C,  avvezzare,  appropriare, 

per  mezzo  dell'abitudine, q.c,  con  ad  e  Z'acc, 


George s-C al onghi,  Dizionario  latinoitaliano 


259 


assuesco 


assumo 


260 


ad  supplicia  patrum  plebem,  Liv.:  colVabl., 
alqra  genere  quodam  pugnae,  Caes.:  col  dat., 
alqm  operi,  Liv.:  coZZ'infin.,  imperio  parere, 
Cic. 
assuesco,  evi,  suètum,ere  (*assueo),  I)  tr. 

avvezzare,  abituare,  assuefare  a  q.C  ,  pluribus 

mentem  corpusque  superbum,  Hor.:  militem 
navalibus  certaminibus.  Veli.:  Armenios  in 
hoc  unum  servi tutis  genus  ut  etc,  Fior.  II) 

intr.,  assuefarsi,  avvezzarsi  a  q  C,  divenire  av- 
vezzo, appropriarsi  q.c.  coli 'abitudine ;  perf., 
assuevi  =  mi  sono  avvezzato  a  q.C,  sono  abi- 
tuato a  q.c  ;  part.  perf.  pass.,  assuetus  =  av- 
vezzo a  q.c,  solito  a  q.c.  A)  in  gen.,  con  ad  e 
Tace,  male  assuetus  ad  omnes  vis  controver- 
si aruni,  Sali,  fr  :  con  in  e  Tace ,  jam  inde  a 
puero  in  omnia  familiaria  jura  assuetus,  Liv.: 
colVabl.,  homines  labore  assiduo  et  cotidiano 
assueti,  Cic:  col  dat.,  militiae,  Liv.:  gens  hu- 
mori  ac  frigo:!  assueta,  Liv.:  e  partic.  al 
compar.,  ea  (Hispanorum  legio)assuetior  mon- 
tibus,  Liv.:  con  inter  se,  assueti  inter  se  ho- 
stes,  Civ  :  colYa.cc.,  ne  tanta  animis  assuescite 
bella,  Verg.:  coZZ'infin.,  fremitum  voce  vin- 
cere, Cic:  assueti  vinci,  Liv.:  assol.,  sic  enim 
assuevi  (come  parentesi),  Cic  B)  partic ,  av- 
vezzarsi con  qualcuno,  guadagnarsi  la  dime- 
stichezza, contrarre  pratica,   amicis,  Curt.:   ad 

homines  (di  animali),  Caes. 

assu.ctGdo(ads.),  dmis,f. (assuesco), I)  abi- 
tudine a  q.c ,  consuetudine,  assuetudine  mali 
animurn  efferare,  Liv.:  II)  in  partic,  com- 
mercio, relazione  carnale,  Actes,  Tac  ann. 
1:3,46. 

assuf'tlIS,  a,  um  (assuesco),  abituato,  av- 
vezzo, quindi  anche  noto,  a)  di  e  inan.,  por- 
tuia,  Liv.:  assueta  oculis  regio,  Liv.:  longius 
assueto,  più  dell'ordinario,  Ov.  b)  di  pers.: 
duces  assueti  militibus,  Liv. 

assilla  (astrila),  ae,  f.  fdimin.  di  assis  — 
2  axis),  scheggia,  Sen.  ed  a.:  plur.  assulae  = 
baracca,  Bibac  in  Suet.  gr.  11. 

assulto,  avi,  atum,  are  (intens.  ^'assilio), 

balzare  incontro,   saltare  verso,  I)  in  gen.:   fe- 

minae  assultabant  ut  sacrificantes  aut  insani- 
entes  Bacchae,  Tac.  II)  partic,  assalire  ostil- 
mente, scagliarsi  contro  e  sim.,  telis  (con 
dardi),  Tac:  col  dat.,  castris,  Tac:  coli' acc, 
assalire,  investire,  latera  et  frontem  (agminis), 
Tac. 

assuitìis,  us,  m.  (assilio),  Vatto  dell'assa- 
lire, assalto  ;  plur.  in  Verg.  e  Tac. 

1.  assunti,  (ad-siim),  affiii  (ad-fiii),  adesse  e 
inoltre  afforem  =  affutùrus  essem,  aftore  — 

affutùrum   esse,   essere  presente,  essere  vicino, 

(contr.  abesse),  talora,  anche  divenir  presente 
=  apparire,  mostrarsi,  I)  in  gen.:  a)  di  per s.: 
a)  in  persona,  assol.,  Sosia,  adesdum,  sii  li- 
sta lì,  Ter.:  neri,  cum  non  adessetis,  Cic: 
omnes,  quiaderant,  tutti i presenti,  Caes.:  cum 
hostes  adessent,  avanzarsi,  Liv.:  adest  prae- 
sens,  Cic:  praesto  adest,  Ter.:  coram  adesse, 
Cic:  cum  illis  una  aderat  frequens,  Ter  :  jam 
hic  adero,  Ter.:  adesse  domi,  Ter.:  mane  ad 
-uortam,  Cic:  in  foro,  Liv.:  ante  oculos,  Verg.: 
postis  (dat),  Verg.:  hi  ex  Africa  jam  afFuturi 
videntur,  Cic:  Galli  per  dumos  aderant,  Verg.: 
huc  ades  vieni  qua,  Verg.  P)  collo  spirito, 
nella  frase  adesse  animo,  ovvero  (di pia  pers.) 


animis,  prestar  attenzione,  ed  anche  non  perdersi 
d'animo,  rimaner  tranquillo,  calmo,  CÌC  b)  di  C 

inan.,partic  di  circostanze  e  condizioni  mate- 
riali, morali  e  temporali,  esser  presente,  stare 
innanzi,  essere  alla  mano,  essere  agli  ordini, 
talora  anche  soprastare,  essere  imminente,  mo- 
strarsi, apparire,  frumentum  conferri,  compor 
tari,  adesse  dicere,  Caes  :  ubi  vis,  dona  tib; 
adsunt  a  Phaedria,  ti  vengono,  Ter.:  tanti  ade 
rant  vesicae  et  viscerum  (al.  torminum)  morbi, 
ut  etc,  Cic:  isto  bono  utare,  dum  adsit,  cum 
absit  ne  requiras,  Cic:  adest  ingens  seditio. 
ingens  certamen,  Liv  :  aderat  judicio  dies,  Liv.:. 
adesse  Romanis  ultimum  diem,  Liv.  II)  con 

Uno  SCOpo  determinato,  esser  presente,  appa- 
rire, mostrarsi,  esser  pronto,  disposto,  esser  vi- 
cino, comparire,  presentarsi  per  un  dato  SCOpor 
a)  generic  :  a)  di  pers.:  primum  me  ipsum 
vigilare,  adesse,  Cic:  ipse  dux  hostium  suis 
aderat,  Caes.:  adversus  hostes,  Sali.:  in  semi- 
somnos  barbaros,  Tac  :  Masinissa  dies  noctes- 
que  infestus  aderat,  Liv.:  nunc  ades  ad  paren- 
dum  vel  ad  iniperandum  potius,  disponiti  a 
ricevere,  o,  meglio,  ad  impartire  ordini,  Cic. 
(3)  di  divinità:  adsis  placidusque  juves,  Verg.: 
sui  sceleris  ultores  adesse  Deos,  Cart.:  rebus 
Romanis,  mostrarsi  benigno,  propizio,  assi- 
stere,Liv.:  querelis  nostris,  accogliere  le  no- 
stre lagnanze,  Liv.  b)  come  parte  ipe,  testi- 
monio, spettatore,  essere  presente,  comparire,, 
assistere  aq.C,  partecipare  aq.C  ,  prender  parte? 

aver  parte  a  q.c,  ad  suffragium,  Cic:  in  Se- 
natu,  Cic:  in  magnis  rebus,  Nep.:  comitiis,. 
Cic:  pugnae,  Liv.:  colloquio,  Liv.:  assol,  ut 
paene  liberum  sit  senatori  non  adesse,  non  ve- 
nire (in  Senato),  Cic:  e  nella  formola  uffi- 
ciale: adesse  scrivendo  senatus  consulto  o  de- 
creto (alla  compilazione  di  un  decreto  del 
Senato),  Cic:  e  soli  adesse  scribendo,  SC. 
in  Cic.  e)  come  consigliere,  difensore  diunar 

persona  0  COSa,  stare  accanto,  assistere,  appro- 
vare, favorire  q  e,  semper  absenti  Dejotaro, 
Cic:  alcjs  rebus,  Cic  :  intercessioni,  Liv.:  alci  (a 
un  giudice  o  principe)  adesse  in  Consilio,  Cic 

—  COSÌ  partic.  presentarsi,    comparire  CO  me 

patrono,  come  difensore,  rappresentante,  di- 
fendere, patrocinare,  quale  o  q  e,  amicis,  Cic: 
tali  causae,  Quint.:  ad  liane  rem,  Ter.:  in  judi- 
cio, Cic:  in  foro,  Liv.:  in  hac  causa,  Cic:  e 
(figur.),  in  sua  causa  omnium  libertati,  Liv.: 
contra  Satrium,  Cic  :  adversus  alqm ,  Suet. 
d)  comparire  come  accusatore  o  accusato  di- 
nanzi ai  giudici,  a)  come  accusato,  presen- 
tarsi, a  lesse  j  uberi,  Cic:  adesse  Amphipoli, 
Liv.:  ad  judicium,  Cic  (3ì  come  accusatore, 
adesse  in  judicio,  Cic.  Verr.  4,  1 13  (cfr.  »°  e): 
citatus  accusator  non  adfuit,  Cic  Verr.  2,  98. 

—  Cong  pres.  arcaico,  assiet,  assient,  Ter., 
adelph.  619  ePhorm.3!3. 

2  assuin,  i,  n.,  V.  assus,  a,  um. 

assumi»  (ad-sùmo),  sumpsi,  sumptum,  ere, 
prendere  a  sé,  su  di  sé,  prendere  per  USOr 
I)  propr.  prendere  in  mano  q.c,  caestus,  Tac; 
prendersi,  assumersi  q.c  nel  COrpO,  ll"Vas  hu- 

merisalas,  Ov.:  colorem  novum,  Sen.:  prender* 

q.c.  nel  corpo,  prendersi  OW.  ricevere, pììiré,  sibi 

assumuntquam  de  se  corpora  mittunt,  Lucr.: 
nam  cibus  atque  humor  membris  assumitur 
intus  passa  nel  corpo,  Lucr.  ut  solet  a  ventis 


261 


assumptio 


Astaeus 


262 


alimenta  assumere  (favilla),  ricevere  nuovo  ali- 
mento, Ov.  II)  trasl.:  \)per  comunanza,  aiuto, 
partecipazione,  e  sim.,  prendere,  scegliere,  to- 
gliere, prendere  in  aiuto,  a)  ptrS.,  legiones  in 

Italia,  Cic:  novos  socios,  Liv.  :  amicos,  Hor.: 
comitem,  Justin.:  conjugem,  Tac.  —  Colla  de- 
term.:  a  che?  con  in  e  Tace,  alqm  in  so- 
cietatem  armorum,  Liv.:  alqm  in  socie tatem 
consilii,  Liv.:  alqm  ad  id  bellum,  Veli.:  alqm 
in  nomen,  adottare,  in  nomen  familiamque, 
Flin.  ep.  e  Tac.:  alqm  in  matrimonium,  Justin. 
—  Golia  domanda  :  in  che  qualità?  col- 
/Tace,  alqm  ducem,  Justin.:  alqm  filium  e 
sibi  filium,  adottare,  Plin.  pan.:  alqm  socium 
coeptis,  Justin.  —  Al  pass,  colla  dom.:  in 
che  qualità?  col  nom.,  socius  et  admi- 
nister  omnium  consiliorum  assumitur  Scaurus, 
Sali,  p)  e.  inan.  (contr.  repudiare),  aliquan- 
tum  noctis,  spendervi  intorno,  Cic:  uxoris 
consilium,  Tac:  assumpta  verba,  prese  in  pre- 
stito da  altro,  Cic:  tanta  veiborum  etiam 
quae  assumpta  bunt  (che  servono  soltanto  al- 
l'ornamento) proprietas,  Quint.:  n.  pi.,  sost., 
assumpta  et  adventicia,  ciò  che  è  preso  e  deri- 
vato di  fuori  (contr.  innata  atque  insita),  Cic. 
top.  69.  —  Colla  domanda:  donde?  alqd 
ibris,  Cic:  locos  ovv,  auxilia  extrinsecus,  Cic. 
e  Quint.  —  Colla  domanda:  a  che  ?  con  in 
oade  Z'acc,  judicia  deorum  in  consilium, Plin. 
pan.:  alqd  ad  ornatura,  Quint.:  reliqua  non  re- 
prehendo,  sed  mihi  ad  id,quod  sentio,  assumo, 
metto  a  profitto,  Cic.  2)  (con  o  senza  sibi),  ap- 
propriarsi q.c.  da  qualche  parte,  assumersi, 
attribuirsi,  a)  in  gener.  (contr.  alteri  detra- 
ìierej:  conservatoris  sibi  nomen,  Tac:  vires 
avitas,  Ov.:  regni  insignia,  Tac:  mores  Persa- 
rum,  Justin.:  robur,  acquistar  vigore,  Tac:  ed 
alla  domanda:  donde  ?  con  de  o  ex  e  Tabi., 
Cereris  sacra  de  Graecia,  Cic:  laudem  sibi  ex 
Asiae  nomine,  Cic.  b)  partic.  :  a)  arrogarsi, 

ascriversi,  pretendere,  riservarsi,  attribuirsi  il- 
legalmente, in  eo  (bello)  sibi  praecipuam  lau- 
dem, Liv.:  ei  id  mihi  assumo,  vidtor  id  meo 
jure  quodammodo  vindicare,  Cic.  £)  come  t.  t. 

filosof.  =  atpsiv,  accogliere,  abbracciare  (contr. 

depellere),  Cic.  de  fin.  1,  33  e  3,  18.  3)  pren- 
dere,  aggiungere   (accrescendo),   a)   in  gener.: 

qui  nihil  opinione  affingat  assumatque  ad 
aegritudinem,  Cic:  ego  apud  improbos  meain 
retinuissem  invidiam,  alienam  assumpsissem. 
Cic.  b)  in  partic.  come  1. 1.  logico,  porre  come 

minore  in  un  sillogismo,  CÌC  de  ÌUV.  1 ,  63  ;  de 

div.  2,  106  e  lu9. 

assimililo,  òllis,  f. (assumo), I,  V'accogliere 

favorevolmente,  scelta,  Cic.  de  fin.  3,  18. 
II)  nella  logica,  la  minore  tprupositio  minor), 
Cic  de  inv.  1, 64.  de  div.  2,  li. 8.  Quint.  5,  14, 5. 
assuntoti*  us,  a,  um  (assumo),  come  1. 1. 
ret.  =  proprio  di  quella  parte  dell'orazione, 
in  cui  Voratore  deriva  gli  argomenti  per  la 
sua  causa,  non  dalla  causa  stessa  (argomenti 
intrinseci),  ma  dal  di  fuori  (arg.  estrinseci), 

assuntivo,    incompiuto  di  per  sé  (tOìltr.  abso- 

lutus),  pars,  Cic:  causa,  Quint. 

assùo  (sui),  sutura,  ore  *ad  e  suo),  cucire  a, 
insieme  con,  assuitur  pannus,  Hor.:  cui  (fasciae) 
uno  loco  pila  as.suta  est,  Cels. 

assurgo  (ad-surgo),  surrexi,  surrectuin, 

ere,  levarsi  in  alto,  sorgere,   alzarsi,   sollevarsi» 


I)  di  pers.  A)  in  gener.:  a)  di  caduti  o  gia- 
centi a  terra,  assurgentem  regem  umbone  re- 
supinat,  Liv.:  pectore  in  adverso  totum  cui 
comminus  ensem  condidit  assurgenti,  Verg. 
b)  di  seduti,  quae  dum  recitatur,  vos  quaeso, 
qui  eam  detulistis,  assurgite,  Cic:  iti  segno  di 
onore,  ass.  alicui,  alzarsi  dinanzi  ad  ale,  in 
curiam  venienti,  Cic:  ut  majoribus  natu  as- 
surgatur,  Cic:  firmissima  vina,  Tmolius  as- 
surgit,  quibus  et  rex  ipse  Phanaeus,  innanzi 
a  cui  debbono  alzarsi  (noi  diciamo  «  inchi- 
narsi »)  in  segno  di  onore  =  a  cui  devono 
cedere,  devono  far  largo,  Verg.,  senza  dat., 
neque  assurgere,  neque  salutare  se  dignans, 
Suet.:  al  pass.,  haec  ipsasunt  honorabilia,  salu- 
tari,appeti,  decedi,  assurgiate,  Cic.  B)partic: 
ì)propr.,  a)  di  ammalati  {obbligati  al  lettoj, 

alzarsi,  levarsi,  ristabilirsi,  rimettersi  in  Salute, 

ex  morbo,  Liv.:  e  gravi  corporis  morbo,  Tac 

b)  a  un  COlpO,  a  un  urto,  sollevarsi,  rialzarsi, 

in  clipeum,Verg.:assurgensdextra  plagamque 

ferens,  Verg.:    C)  levarsi,  alzarsi,  sollevarsi  in 

alto  nelle  regioni  dell'aria,  in  auras,  Verg. 
gè.  3,  108  e  segg.  2)  trasl.:  a)  sollevarsi,  nmo- 
versi,  prorompere  in  qualche  azione,  attività, 
querelis  haud  justis, prorompere  in,  ecc.,  Verg.: 
ass.  in  ultionem,  Fior,  b)  di  impeto  poetico  od 

Oratorio,    elevarsi,   innalzarsi,   assorgere,  raro 

assurgit  Hesiodus,   Quint.  II)  di  e.  inan  , 

a  pOCO,  a  POCO,  sollevarsi,  sorgere,  alzarsi,  A)  in 

yen.  di  luoghi:  paulo  latior  patescit  campus; 
inde  colles  assurgunt,  Liv.:  jugum  montis 
asperi  ac  praerupti  a  mari  assurgit,  Curt.:  mo- 
dicus  Collis  assurgit,  Plin.ep.  Bj  in  partic,  ele- 
varsi crescendo,  nascendo,  sorgere,  innalzarsi, 
crescere,  ecc.,  1)  propr.:  non  coeptae  assur- 
gunt turres,  Verg.  :  nix  septem  assurgit  in 
ulnas,  vien  alta  sette  braccia,  Verg  :  fluctu  as- 
surgens  Orion,  Verg.  2)  trasl.,  tum  vero  as- 
surgunt irae,  cresce,  si  gonfia  l'ira,  Verg.  Aen. 
12,  494. 
assus,  a,um  (da  areo,  come  cassus  da  careo), 

secco,  riarso,  preparato  col  fuoco  solo,  a)  COìUe 
t.  t.  di  Culinaria,  arrostito,  abbrustolito,   cai'o. 

Varr.  L.  L.:  bubula,  arrosto  di  manzo,  Plaut.: 

SOSt.,  assum,  i,  n.,  arrosto,  carne,  vivanda  arro- 
stita, vitulinum,  di  vitello,  Cic:  plur.,  as^a 
(contr.  elixa),  Hor.  e  Cels.  b)  come  t.  t.  bai- 
neurio,  sol,  il  sole,  a  cui  uno  si  esponeva, 
prima  di  essersi  unto  nei  bagni,  il  semplice 
calore  solare  sulla  pelle  non  unta,  Cic:  su- 
datio,  stufa,  bagno  secco,  sudata  fatta  nel  su- 
datorio, bagno  a  vapore,  Cels.:balnearia  assa, 
apparecchi  pel  bagno  secco,  Cic. 

Assyria,  ae,  f.  V.  Assyrii. 

AssyrTi,  òrura,  m.  (\Aaaopiot,),  Assira,  gli 
abitanti  dell' 'Assiria  (come  regione  o  regno). 
—  Der  tv.  :  A)  AssyrTa,  ae,  f.  (\Aaaupia), 
Assiria,  cioè  :  1  >  paese  dell'Asia,  fra  la  Media, 
la  Mesopotamia  e  la  Babilonia,  colla  capitai  e 
Ninive,  detta  pài  tardi  Adiabene;  ora  Kur- 
distan. 2)  in  SeilSO  lato,  il  regno  Assiro,  detto 
dai  Romani  per  lo  più  Syria.  B)  Assjtius, 
a,  um  ('Aaaópioc;),  assiro, spesso  poet.  per  medo, 

fenicio,  frigio,  indiano,  palestino,  stagllUm,  lago 

di  Genezareth  in  Palestina,  Justin.:  ebur,  del- 
l'India,  Ov. 

ast,  cong.  V.  at. 

Aslacus,  i,  m.  ("Aaxaxog)»  padre  di  Me- 


263 


Astarte 


astroloffus 


264 


lanippo,  che  quindi  si  chiama  Aslaeidès, 

ae,  m.,  Astacide, 

Astartè,  ès,  f.  ('Aaxòcpxy]),  nome  della  di- 
vinità lunare  sirio- fenicia;  la  quarta  Te- 
nere, secondo  Cic  uat.  deor.  3,  59. 

asteria,  ae,  f.,  e  -le,  ès,  f.  ('Aoxspty]), 

I)  figlia  del  Titano  Ceo  e  di  Febe,  madre  del 
quarto  Ercole  (Tirio);  avendo  cercato  di  sot- 
trarsi agli  amplessi  di  Giove,  cambiata  in 
quaglia,  si  gettò  da  sé  nel  mare  e  fu  cam- 
biata nell'isola  chiamata  prima  Asteria,  poi 
Ortygia  (isola  delle  quaglie)  e  più  tardi  Delos 
(chiara,  splendente).  II)  quasi  «  figlia  delle 
stelle  »,  nome  di  una  fanciulla  in  Hor.  carni. 
3,  7,  1. 

asterno  (ad-stemo),  ere,  stendere  «  o  su,- 
quindi  mediale,  astemi,  prostrarsi  presso  q.c, 
sepulcro  (dai.),  Ov.  met.  2,  343. 

asteroplectos,  on  (*àoxspÓ7cXY]xxog),  col- 
pito dai  lampo  (sine  fulmine  ictus),  tecta,  Sen. 
nat.  qu.  1,  15,  3. 

astieilS,  a,  Hill  (àaxcxóg),  appartenente  alla 

città,  cittadino,  urbano,  ludi,  che  si  celebravano 
nella  città  in  onore  di  Bacco,  Suet.  Cai.  20. 
asti  pulii  lio,  ònis,  f.  (astipulor),  propr.: 
lo  stipidare  insieme,  stipulazione,  quindi  trasl., 
accordo  compiuto,  Quillt.  11,3,  175. 

astìpulator,òris,  ni.  (astipulor),  come  t.t. 
leg.,  IJ colui  che  in  una  stipulatio,  cioè  inuna 
formale  convenzione  (malleveria,  contratto), 
veniva  presentato  dallo  stipulator,  che  si  fa- 
ceva dare  la  promessa,  perchè  ripetesse  la 
promessa  medesima,  e  perciò,  se  ne  veniva 
negata  V esecuzione,  poteva  stare  innanzi  al 
giudice  come  prova  o  difesa  dello  stipulator, 
o,  dopo  la  morte  di  costui,  de'  suoi  eredi,  se 
venivano  in  lite,  Cic.  Pis.  18;  Quinct.  58. 

II)  trasl.  :  chi  approva  in  tutto  l'opinione,  il 
detto  altrui,  seguace  assoluto,  Stoici  et  eorum 

stipulator  Antiochus,  Cic:  vanae  opinionis, 
Val.  Max. 

astipulor  (ad-stipulor),  atus  sum,  ari, 
I)  stipulare  insieme,  con(cfr.  astipulator,  n°  IJ, 
Gaj.  inst.  3,  112.  IT)  trasl.:  accordarsi  pie- 
namente con  ale,  secondare  uno,  alci,  Liv. 
39,  5,  3.v 

a  su  tuo,  tiii,  tutum,ere  (ad  e  statuo),  porre, 
collocare  q.c.  vicino,  reum  ad  lectum  (aegroti), 
Cornif.  rhet.  3,  33.^ 

asto  (ad-sto),  stiti,  are,  I)  stare  vicino  a 
q.c.  od  a  quale,  liic,  Ter.:  ad  id,  Liv.:  mensae, 
Suet.:  supra  caput,  Verg.  :  astante  atque  au- 
diente Italia  tota,  Cic  :  trasl.,  finis  vitae  mor- 
talibus  astat,  è  imminente,  Lucr.  II)  stare,  te- 
nersi ritto,  squamae  astantes,  irte,  Verg. 

Astraca,  ae,  f.  ('Aaxpoda,  «  vergme  delle 
stelle  »),  figlia  di  Giove  e  di  Temi,  dea  della 
giustizia. 

Astraeus,  i,  m.  ('Aaxpaìog),  uno  dei  Ti- 
tani, che  colV  aurora  generò  i  venti,  i  quali 
perciò  si  chiamano  fratres  Astraei,  «  fratelli 
Astrei  ». 

astrepo,(ad-strepo),strepui,strcpttum,cre, 

I)  intr.:  A)  strepitare  a  0  rispondere  allo  stre- 
pito, far  eco,  astrepebat  vulgus,  Tac.  ami.  1,  18. 

B)  applaudire,  rispondere  con  acclamazioni,  alci, 

Tac:  vulgus  clamore  et  vocibus  astrepebat, 

lo  acclamava,   Tac.  II)  tr.    A  )    accogliere  con 

applausi  q,c,  applaudire  q.c,  eadem,  ripete?^ 


le  acclamazioni,    Tac    B)  assordare,  tediare, 

stancare  con  rumore,  irritis  precibus  surdas 
principisaures,  Plin.  pan.  26,  2.  (Keil  «  obstre- 
pebant  »). 

astricte,  avv.  con  compar.  (astrictus), 

strettamente,  stringatamente,  recisamente,  Cic 

ed  a. 

astrictus,  a,  uni,  part.  agg.  (da  astringo), 

stretto,  serrato,  legato,  I)  propr  :limen,  chiusa, 

Ov.:  non  astrictus  soccus,  vacillante,  slegato, 
poet.  per  stile  disadorno,  trascurato,  Hor.: 
corpora  astricta,  robusti,  Quint.:  ilia  astricta 
equi,  fianchi  asciutti,  Quint  :  astrictae  aquae 
(se.  gelu),  gelate,  Ov.  II)  trasl.:  a)  rigido,  se- 
vero, avaro,  pater,  Prop.:  mos,  modo  di  vivere 
da  tirato,  avaro,  Tac.  2)  come  t.  t.  ret.,  a)  le- 
gato, vincolato  (contr.  liber,  libero) t  est  enim 
fìnitimus  oratori  poèta,  numeris  astrictior 
paulo,  verborum  autem  licentià  liberior,  Cic 

b)  conciso,   serrato,  breve,  verborum    astricta 

comprehensio,  Cic 

astringo  (ad-stringo),  strinxi,   strictum. 

ere,  legare  con  forza,  stringere,  I)  propr.:  ser- 
rare, stringere,  legare,  premere,  unire  fortemente 

(contr.  relaxare),  a)  insenso  stretto,  un  vincolo 
e  un  oggetto  (dei  vincoli  stessi  t  di  pers.,  che 
legano  mediante  un  vincolo),  vincula  motu, 
Ov.  laqueos,  Sen.:  quae  (vinculum)  astringit, 
Cic:  alqm  ad  statuali),  Cic.  b)  in  senso  lato,  le 
parti  del  corpo  e  oggetti  simili,  labra  (contr. 
diducere  labra),  Quint.:  frontem,  corrugare, 
Sen.:  astrictae  fauces,  Tac:  venas  iterrae), 
hiantes,  rinchiudere,  far  serrare,^ erg. :limen 
astrictum,  chiusa,  serrata,  Ov.:  cortex  astri- 
ctus pice,  Hor.:  ahasfil  ventricolo)  tuin  astrin- 
gitur,  tum  relaxatur,  Cic.  e)  del  freddo,  render 
rigido,  gelare,  corpora  vis  frigoris  ita  astrinxerat, 
utetc,  Curt.:  nivibus  quoque  astrictae  aquae, 
Ov.:  quindi  astringi,  rinfrescarsi,  Plin.  ep.: 
5, 6,  25.  II)  trasl.:  a)  generic,  tendere,   tirare, 

a)  nel  senso  diraffermare,  consolidare  (contr. 
laxare,  relaxare  i,  pater  nimis  indulgens  quid- 
quid  ego  astrinxi  relaxat,  rallenta  le  redini, 
che  io  ho  tirato,  Cic:  haec  magis  astringunt, 
raffermano  ancor  più,  Quint.  [3)  nel  senso  di 
serrare  insieme,  oca)  in  uno  scritto  o  discorso. 

serrare,  condensare,  restringere,  luxuriailtia, 
Quint.    pp)  restringere,    comprendere  in  breve 

una  dimostrazione,  un  ragionamento,  bre- 
viter  argumento  (contr.  vagari),  Cic:  artius 
rationem,   Cic.    b)   intelleitualm. ,  politic, 

mordi.,  legare,  stringere,  a)  intell.,  illi  studio 

suorum  astricti,  Sali.:  Jugurtha  majoribus 
astrictus  (occupato),  Sali.  (3)  politic,  vel  ar- 
mis  vel  legibus  totam  Galliam  sempiternis  vin- 

CUlis,  Cic.  y)  mordi.,  legare,  obbligare,  unire 
strettamente,  vincolare  indissolubilmente,  disci- 

plinam  legibus,  Cic:  e  legare,  moralm.  =  vin- 
colare, mettere  in  obbligo,  in  dovere,  alqm  legi- 
bus,  Cic:  ejus  iC.  Marcelli  judicis)  religione 
devinctus  atque  astrictus,  stretto  e  obbligato 
dal  giuramento,  Cic:  se  scelere,  rendersi  col- 
pevole, Cic:  se  verbis  alterius  in  jura  sacra, 
Ov.:  astringi  ad  temperantiam,  Plin.  ep.:  se 
jurejurando  prò  salute  alcjs,  Suet 

astrologia,  ae,  f.  (àaxpoXoyca),  astrologia, 
astronomia,  Cic    ed  a. 

astrologiis,  i,  m.  <àaxpóXoyoc),  I)  astro- 
nomo, Cic  ed  a.  II)  astrologo,  Cic.  ed  a. 


265 


astronomia 


Atalanta 


266 


astronomia,  ae,  f.  (àcxpovojita),  astrono- 
mìa, Sen.  ed  a. 

astrum,  i,  n.  (aaxpov),  ogni  corpo  celeste 
luminoso,  astro,  stella.  I)propr.:  cursus  astro- 
rum  dispares,  Cic:  turris  educta  ad  astra,  Ve rg. 
II)  trasl.:  tollere  in  astra,  Cic,  ovv.  ad  astra, 
Verg.,  ovv.  educere  in  astra,  Hor.:  portare  alle 
stelle  (lodare  eccessivamente):  ex  astris  deci- 
dere, precipitare  dalle  stelle  =  perdere  una 
grande  gloria,  Cic:  sic  itur  ad  astra,  così  si 
acquista  fama,  si  sale  alle  stelle,  Verg. 

astrilo  (ad-struo),  struxi,  structum,  ere, 
edificare,  costruire,  I)propr.:  gradus,  Liv.:  alqd 
laterculo,  Caes.:  utrique  (villae)  quae  desunt, 
Plin.  ep.  II)  trasl.:  aggiungere,  1)  in  gen.:  for- 
mae  animum,  Ov.:  ad  necem  utriusque  parentis 
caedem  fratris,  Justin.  2)partic:  ^annoverare, 
alqm  priorum  aetati,  Veli.  1, 17,  2.  b)  aggiun- 
gere una  persona  a  una  COSa  =  apprestare,  su- 
bornare, alqm  falsis  criminibus,  Curt.  10, 1  (4), 

27.  e)  osservare,  notar  e,  assicurare,  sostenere,  se- 
guito dalVacc.  e  Z'inf.  Aur.  Vict.  Caes.  20,  6. 

astìi,  n.  indecl.  (àaxo),  città,  «  Atene  », 
la  città  per  eccellenza,  parlandosi  dei  Greci, 
Cic  ed  a. 

attilla,  V.  assula. 

astìlpcO  (ad-st.),  ère,  stupire  grandemente 
per  q.C,  meravigliarsi  per  q.C,  sibi,  Ov.:  divi- 

tiis,  Sen. 

Àstìira,ae,  m.  ("Aaxopa),  fiume  delLazio, 
che  dai  monti  Albani  va  a  sboccare  verso 
mezzodì  fra  Anzio  e  Circa  nel  mar  Tirreno, 
ancora  oggidì  Astura  ;  innanzi  alla  sua  foce 
forma  uri  isoletta  di  tufo  di  ugual  nome  (f.) 
con  una  cittaduzza  chiamata  pur  essa  Astura 
(ora  torre  d' Astura)  nelle  cui  vicinanze  Cice- 
rone aveva  una  villa. 

Asturco  (asturco),  V.  Astures. 

Astìires,  um,  m.  ("Aaxopsg),  Asturi,  po- 
polo della  Spagna,  abitanti  V Asturia  (V.).  — 
Deriv.:  a)  Ast  uria,  ae,  f.,  regione  della 
Spagna,  V  attuale  «  Asturia,  Leon  e  Valla- 
dolici,  sino  al  Duero  » .  b)  Asturco  (asturco), 

Ònis,   cavallo  d>  Asturia,  chinea,  famOSO  per  la 

movenza  delle  gambe,  Cornif.  rhet.  ed  a. 

astìi s,  us,  m.,  astuzia  come  azione,  progetto 
scaltro,  finzione,  [cfr.  astutia),  nel  latino  puro 
solo  alVabl.  aw.,più  tardi  anche  negli  altri 
casi.  I)  in  gen.:  astu  incipit  haec,  Verg.:  per- 
plexum  Punico  astu  responsum,  Liv.:  major 
usu  armorum  et  astu,  Liv.  II)partic.  =  oxpa- 
xYjyY]|i.a,  stratagemma,  hostium,  militaris,  Tac: 
plur.  astus  oppugnationum,  Tac. 

astute,  avv.  con  compar.  e  superi,  (astu- 
tus),  astutamente,  scaltramente,  Cic.  ed  a. 

astlitìa,  ae,  f.  (astutus),  astuzia,  scaltrezza, 

furberia  come  dote  naturale,  Cic  ed  a.  (anche 
al  plur.). 

astutus,  a,  um,  agg.  con  compar.  e  superi. 
(astus),  astuto,  furbo,  scaltro,  sia  per  ingannare 
altri,  come  per  fare  un  guadagno ,  come  anche 
per  evitare  un  danno,  sagace,  avveduto,  dipers., 
Cic  ed  a.:  die.  inan.:  ratio  astuta,  Cic 

Asty'a$j;es,is,  m.  ('Aoxoàyyjg),  re  dei  Medi, 
avo  di  Ciro  maggiore. 

Asty  ìinax,  nactis,  acc.  nacta,  m.  ('Aaxoa- 
va£),  I)  figlio  di  Ettore  ed  Andromaca;  dopo 
la  presa  di  Troia,  precipitato  dai  Greci  dcdle 
mura.  II)  attore  tragico  dei  tempi  diCicerone. 


Astypìilaea,  ae,  f.  ("AotoniXeia),  una 
delle  Sporadi  vicino  a  Creta,  con  una  città 
di  ugual  nome,  oggi  Stampalia,  ì  cui  abitanti 
veneravano  Achille  come  Dio.  —  Deriv.: 

1)  As(ypaIacCIlSÌS,  e,  astipaleese,  2)  Ast>r- 
palciUS,  a,  um,  astipai  eo, 

asiimholus,  V.  asymbolus. 

ii sy  5  il  ili,  i,  n.  (àauXov),  asilo,  luogo  di  ri- 
fugio, asylum  aperire,  Liv.:  in  illud  asylum 
confugere,  Cic. 

asymbolus  (asumbolus),  a,  um  (àaóji- 
(3oXoc;),  chi  non  portò  la  sua  parte  (aojiftoXVj) 
al  banchetto  comune,  scroccone,  Ter.  Phorm. 
339. 

at,  arcaico  ast,  cong.  (=  àxctp),  (origin.— 
ad,  quindi  presso  gli  antichi  scritto  ad,  come, 
viceversa,  anche  at  per  ad),  ma,  I)  per  in- 
trodurre un'idea  diversa,  ma  non  perfetta- 
mente  contraria,  ma,  solo,  anzi,  bensì,  A)  in 

gen.:  una  (navis)  cum  Nasidianis  profugit 

at  ex  reliquis  una  praemissa  Massiliam,  Caes., 
e  così  pure  in  Cic  ed  a.  ~B)partic:  1)  nelle 
enumerazioni,  p.  e.  Verg.  gè.  1,  401;  Aen.  7, 
691.  2)  nei  passaggi,  p.  e.  Verg.  Aen.  4,  1; 
Caes.  b.  G.  2,  23,  4;  4,  12,  1:  quindi  a)  per 
passare  ad  avvenimenti  e  circostanze  inaspet- 
tate, meravigliose,  dolorose,  interessanti,  p.  e. 
Verg.  Aen.  2, 225.  b)  passando  ad  uri  esclama- 
zione piena  d'affetto,  come:  a,) nelle  esortaz. 
e  nelle  preghiere,  at  tu  nauta  ne  parce,  Hor.: 
at  videte  hominis  intolerabilem  audaciam , 
Cic.  p)  nei  desideri  affettuosi,  at  tu  candidior 
semper  candidiorque  veni,  Tibull.:  e  nella  pre- 
ghiera, at  vos,  o  superi,  quaeso,  patrias  audite 
preces,  Verg.  y)  nelle  imprecazioni,  at  tibi  dii 
dign um  factis  exitium  duint!  Ter.  8)  nelle  in- 
timazioni, nei  sentimenti  di  dolore,  di  ira,  di 
sdegno,  exi  foras  sceleste!  at  etiam  restitas? 
Ter.:  at  per  deos  immortales  quid  est  quod  dici 
possit  ?  Cic  II)  per  introdurre  uri  idea  del 

tutto  contraria,  ma,  al  contrario,  ma  bensì,  ma 

pure,  ma  tuttavia,  A)  in  gen.:  non  cognosce- 
bantur  foris,  at  domi  ;  non  ab  alienis,  at  a  suis, 
Cic:  rinforz.  at  contra,  Cic:  at  e  contrario, 
Nep.:  at  etiam,  at  vero,  Cic  B)  partic.  1)  nelle 
obbiezioni,  specialm.  in  quelle  che  Voratore 
(e  lo  scrittore)  espone  comepensiero  di  un  altro, 
quid  porro  quaerendum  est  ?  factumne  sit  ?  at 
constat:  a  quo?  at  patet?  Cic:  -ài  (ma, può 
dire  alcuno)  mo:es  commodi.  Quis  contuma- 
cior?  quis  inhumanior?  Cic:  sovente  rinforz. 
at  hercule,  Liv.:  e  at  enim,  ma  certo,  Cic:  e  at 
vero,  ma  pure,  Serv.  in  Cic.  ep.:  e  at  enim  vero, 
Liv.  2)  dopo  proposizioni  concessive,  ma  pure, 
ma  bensì,  ma  almeno,  non  est,  inquit,  in  parie- 
tibus  respublica,  at  in  aris  et  focis,  Cic:  si  pars 
aliqua  circum venta  ceciderit,  at  reliquos  ser- 
var! posse   confidunt,  Caes.:   coord.  si at 

certe,  Cic:  at  saltem,  Liv.  3)  dopo  proposiz. 
causali  o  conclizion.,  si  victoriam  duis,  ast 
ego  templum  tibi  voveo,  Liv. 

Atiilmlus,  i,  m.,  presso  gli  Apuli  il  vento 
caldo  e  secco  di  S.E.,  scirocco,  che  in  Italia 
soffia  regolarmente  in  primavera  e  in  au- 
tunno, per  alcune  settimane  ;  oggi  nell'Italia 
meridionale  è  chiamato  Aitino. 

/4fac~mis,  a,  um,  V.  Atax. 

a ta^èii,  V.  attagen. 

Atalanta,  ae,  ed  -e,  ès,  f.  ('AxaXdvxyj), 


267 


Atanagrum 


Athracis 


268 


secondo  la  favola,  una  Beota,  figlia  dì  Sce- 
neo,  moglie  d'Ippomene,  secondo  alivi.  un'Ar- 
cade (quindi  Nonacrina,  Nonacria,  Maenalia), 
figlia  di  Iaso,  dapprima  eacciatrice,  compa- 
gna della  caccia  calidonica;  più  tardi  mo- 
glie di  Milanione,  quando  la  vinse  alla  corsa 
gettando  nella  lizza  tre  mele  d'oro,  che  egli 
aveva  avuto  da  Afrodite. 

Atanagruni,  i,  n.,  capoluogo  degli  Iler- 
geti  nella  Spagna  tarragonese. 
■    atti!  o  aliai ,  aw.,  più  volte  ripetut.  ata- 
tatae,  attatatat,  attatae,  atattate  etc,  inter. 
(=(XTTaTod),  ahi  ali!  ih!  ih!  old!  ohi!,  Comici. 

alava*,  i,  m.  (per  attae  avus),  il  padre 
del  bisavolo  e  della  bisavola  (abavi  et  aba- 
viae),  trisavolo,  Cic.  ed  a.:  trasl.  atavi  =  / 
maggiori  antenati,  proavi,  Verg.  e  Hor. 

tlax.  tacis,  m.,  fiumicello  costiero  della 
Gallia  narbonese,  che  si  getta  nel  lago  Ru 
breso;  oggi  Aude.  —  Deriv.:   Alai  Tini*. 

a,  lim,  del  finirne  Atace. 

Atejus,  i,  m.,  nome  proprio  romano, 
I)  C.  Àtejus  Capito,  tribuno  della  plebe  nel- 
Vanno  55  av.  Cr.  II)  C.  Atejus  Capito,  figlio 
del  precedente,  e  famoso  giurista,  noto  come 
avversario  del  non  meno  famoso  Q.  Antistio 
Labeone.  Ili)  Atejus  Praetextatus,  col  sopra- 
nome  di  philologus,  famoso  grammatico  di 
Roma,  dotto  amico  di  Sallustio  e  di  Asinio 
Pollione. 

A  Iella,  ae,  f.  ("AxeXXoc),  antica  città  degli 
Osci  nella  Campania,  nelle  vicinanze  dell'o- 
dierna Aversa  ;  più  tardi  municipio  e  colonia 
romana,  che  pagò  a  caro  prezzola  sua  ribel- 
lione ad  Annibale.  —  Deriv .  :  A  lellanus, 
a,  um,  ateiiano;  plur.  sost,  Atellani,  orum,  m., 
gli  abitanti  di  Atella,  Atellani,  —  partic.  so- 
vente fabula  o  fabella  Atellana  od  anche  solo 
Atellana,  ae,  f.,  originar,  scherzo  sulla  pro- 
vincialità di  Atella,  quindi  partic.  rappresen- 
tazione scenica  gioviale  coi  pungenti  frizzi 
propri  del  mordace  carattere  italico;  rappre- 
sentata dalla  gioventù  romana  stessa  (non  da 
istrioni  stranieri),  Liv.  ed  a.  —  Deriv.: 

a)  AteliailUS,  i,  m.,  attore  di  Atellane,  Cic.  e 

Suet.  b)  AleHanicus,  a,  um,  ateiiano,  exo- 
dium,  Suet.  e)  Atellaiiiu*,  a,  um,  ateiiano, 
versus,  Cic. 

atei*,  atra,  atrum,  come  Tital.  sento,  per 
indicare  le  gradazioni  della  luce  (contr.  lu- 

cidus)  OVV.  i  colori '==  privo  di  luce,  nero,  senza 

colore  (contr.  albus,  bianco,  senza  splendore), 
I)  propr.:  reddam  tam  atram  quam  carbo  est, 
Ter.:  alba  et  atra  ignorare,  alba  et  atra  discer- 
nere  non  posse,  Cic:  fìlius,  negro,  Ov.:  lapilli 
(pietruzze  pel  voto),  contr.  nivei,  Ov.:  color, 
Ov.:  sanguis,  Liv.:  nemus,  speluncae,  scuro, 
nero,  Verg.:  odor  (denso  vapore),  Verg.:  mare, 
procelloso,  Hor.:  poet.  =  atYàtus,vestitodi  nero 
(come  indizio  dilutto),  lictores,  Hor.  II)  trasl.: 
A)  come  indizio  di  mestizia  derivante  da  ogni 
infelicità,  sventura  o  turbamento,  nero,  funesto, 
lugubre,  misero,  infelice,  dies,  Verg.:  mors,  Hor.: 
acies,  Verg.  Nella  vita  politica  romana  dies 
atri  (giorni  malaugurati),  erano  quelli  in  cui 
era  accaduta  qualche  sventura  allo  Stato, 
V.  V antica  forinola  in  Liv.  22, 10, 6.  B)  acerbo, 

molesto,  brutto,  maligno,  velenoso,  versus,  Hoi\: 

atro  dente  petere  alqm,  Hor. 


A  Umiliane*,  um,  acc.  as,  m.  fAGafiavsg), 
Atamani,  abitanti  $e??'Athamania  (V.),  re- 
gione della  Tessaglia.  —  D  e  r  iv.:  a)  A  ili  a  - 
insilila,  ae,  f.  fAOajiavca),  regione  nella 
parte  merìd.  delV  Epiro,  air  ovest  del  Pindo, 
tratto  montagnoso,  in  cui  nasce  l'Acheloo; 
città  capitale  Argithea.  b)  Àthamanus,  a, 

um,  atamanio, 

Atliamaiiteus,  -liades,  V.  Athamas. 

4 diamanti*,  tidos,  V.  Athamas. 
A  $  Slamami*,  V.  Athamanes. 

Albania*,  mantis,  acc.  manta,  m.  fAGa- 
|ias),  figlio  di  Eolo,  generò  con  Nefele  (dea 
delle  nubi)  Frisso  ed  Elle;  con  Ino,  Melicerta 
e  Dearco.  Ino  perseguitò  in  ogni  modo  i  figli 
di  Nefele  e  ottenne  da  un  or  acolo,  che,  per  far 
cessare  una  carestia,  Frisso  dovesse  essere  uc- 
ciso. Nefele  salvò  Frisso  ed  Elle  sull'ariete  dal 
vello  d'oro  (  V.  Phrixus).  Per  Vira  di  Giunone, 
Atamante  perdette  anche  gli  altri  figli;  egli 
stesso  in  un  accesso  di  furore  uccise  Dearco  ; 
ed  Ino,  impazzita,  si  gettò  col  figlio  Melicerta 
in  mare,  per  cui  furono  venerati  come  divi- 
nità benigne  del  mare;  Ino  come  Deucotea 
(dai  Romani  identificata  con  Matuta);  Meli- 
certa  come  Palemon  e  (dai Romani  identificato 
con  Portunus,  cioè  dio  dei  porti).  —  Deriv.: 
a)Atliamanteus,  a,um(,A0ajj.avTc!os),^*a- 
mantico.  b)  Alliamanliadr-s,  ae,  m.  ('AGa- 
{lavuaSvjs),  Atamantiade  (cioè  figlio  di  Ata- 
mante) =  Palemone.  e)  A  III  a  manti*,  tidos, 
f.  ('AGap-avicg),  Atamantide  (cioè  figlia  di  Ata- 
mante) =  Elle  ;  quindi  presso  i  poeti  Atha- 
mantidos  undae,  aequora,  Ellesponto. 

Allienae,àrum,  f.  (' AGyjv ut), nome  divarie 
città  del  mondo  antico,  delle  quali  la  più 
famosa  :  Atene,  città  principale  delVA  ttica,  a 
tre  miglia  inglesi  dal  mare,  un  miglio  circa 
dal  Pireo,  sulla  riva  seiientr.  dell Ilisso,  in 
ima  regione  adatta  all'agricoltura  e  partic. 
all'ulivo,  celebre  come  centro  delle  arti,  delle 
scienze,  della  filosofia  e  dell'eloquenza,  fre- 
quentata quindi  dai  giovani  romani  per 
istruirsi.  —  Deriv.:  &)(poet.),  Atlienaeus, 

a,  UmfAGvjVacoc;),  ateniese,  di  Atene,  b)  Alhe- 
I1ICI1*ÌS,  e,  da,  di  Atene.,  Ateniese;  plur.  SOSt., 

Athenienses,  ium,  m.  Ateniesi. 

Atlicnio,  ònis,  m.  pastore  di  Sicilia  che 
(a.  102  av.  C.)  nella  seconda  guerra  ser- 
vile di  Sicilia,  si  pose  alla  testa  degli  schiavi 
sollevati  e  si  fece  temere  dai  Romani.  Epiteto 
sarcastico  di  Sesto  Clodio,  che  fu  parimenti 
della  Sicilia  e  sollevatore  degli  schiavi  ribelli. 

Atheiiodr»rus,i,  m.  fAGyjvóSwpog),  figlio 
di  Sandone  (ó  SavSwviog),  filosofo  stoico  di 
Tarso,  discepolo  di  Posidonio  a  Rodi. 

AlhT-sis  (Atesis),  acc.  im,  abl.  i,  m.  ("AGs- 
aig),  fiume  della  Rezia,  oggi  Adige. 

alllleta,  ae,    m.  (àGXYJTYJc;),  lottatore,  atleta 

(lat.  puro  luctator),  Cic.  ed  a. 

atlilclTeii*,  a,  um  (àGXyjTixós),  atletico,' da, 
di  atleta,  victus,  Cels.:  ars,  Geli. 

Athos,  gen.  e  dat.  o,  acc.  o  ed on,  abl.  o,  m. 
(ó  "AGoos)  £  Alilo,  ònis,  m.,  monte  Ato,  la  più 
alta  e  più  orientale  delle  vette  della  catena, 
con  cui  la  penisola  calcidica  (della  Macedo- 
nia), si  sp